Storia della CinaStoria medievale

L’impero mongolo Yuan

L’ espansione mongola

Dall’ arida regione  della Mongolia, mentre il Celeste Impero fioriva nell’ ultimo periodo della dinastia Song , all’ inizio del XIII secolo  cominciò l’ incontenibile avanzata dei Mongoli dalle loro steppe per le limitrofe vaste regioni dell’ Asia centrale attraverso le montagne e  gli altipiani della storica regione Battriana  estesa tra l’ Afghanistan  e la terra dei popoli Uzbeki  che ne prende nome come Uzbekistan. Travolgendo il  Khanato dei Karakhan  fondato della dinastia turca dei Qarakhānidi  in Kirghizistan  nel IX secolo  e poi islamizzato che si estendeva fino al  Kazakistan e l’ altra antica regione della Sogdiana ove si estende il territorio del  Tagjikistan, a sud ovest fino alle sponde del Mar Caspio nel territorio  del Turkmenistan da dove le armate mongole, con l’ ormai  invincibile cavalleria  guidate dal genio strategico di  Gengis Khan, continuarono ad avanzare dal 1219 in quella che fu l’antica Persia ove dominava l’ ultimo e potente impero iranico islamizzato conquistandone i vasti territori  con l’invasione della Corasmia. Dopo aver completato interamente la travolgente conquista mongola dell’Asia Centrale, dilagarono   ad ovest tra i califfati islamici fino alla regione  mediorientale travolgendo gran parte del  vasto califfato arabo degli Abbasidi conquistando e devastando la capitale Baghdad nel 1258. Verso occidente, dopo aver sconfitto  il regno kipčak dei nomadi turchi o Cumani occidentali nel 1223, le armate guidate dal  condottiero divenuto il Khan  Subutai continuarono   nel territorio russo attraversato dal fiume Voga invadendo il regno di Bulghar. Nel 1238  il nipote di Gengis Khan, celebrato come il potente Khan  Batu con la sua armata avanzò nel principato di Vladimir-Suzdal   attaccando le medioevali città dell’ Anello d’ Oro di Russia  devastandole fino a conquistarne la capitale. Più a sud ovest  l’anno seguente conquistando e  distruggendo altre città avanzarono in quello che fu il territorio della Rus’di Kiev  invadendo parte della regione che si stendeva ad est dell’Ucraina. Gli altri principati divisi tra loro nel resto del territorio non riuscirono a contenere l’ ormai inarrestabile invasione della Russia mentre  gran parte delle città venivano distrutte ed  incendiate,  avanzando nella terra di Novgorod e con il suo possente esercito  nella regione conquistata  Batu Khan  1241 fondò il Khanato di Kipchak che estese il  vasto dominio dell’  Orda d’Oro.

La conquista della Cina

Dall’ Asia  ai confini orientali europei Il più vasto impero della storia fondato  dall’ invincibile  Gengis Khan ,venerato come una divinità dalla sua scomparsa,  venne spartito tra i figli e condottieri  del suo clan facendosi ammaliare dallo splendore delle antiche e raffinate culture araba, persiana e cinese. Dopo il lungo conflitto dei Song con la dinastia Jin a questa rimase l’intera  regione più nord orientale fino alla  Manciuria e con l’espansione dell’ impero mongolo dal 1211 per oltre un ventennio si trascinò il conflitto  fino alla completa conquista mongola del regno Jin condotta dal figlio e successore di Gengis Khan divenuto il  Khagan supremo Ogedei. Nel 1233 con il suo esercito iniziò la conquista mongola  dell’ impero Song  estendendo su gran parte del territorio il dominio governato dal potente clan Borjigin, nel 1264 dopo quattro anni della guerra civile del Toluid per conflitti dinastici con il fratello minore Ariq, ne divenne il supremo   Khangan dei Mongoli il nipote di Gengis Khan  ben presto noto come il grande Khan Kublai. Dal 1267 si trascinarono i vari scontri nel conflitto del Xiangyang e  concluso dalla definitiva  vittoria mongola nella regione del Guangdong con la battaglia di  Yamen del 1279  venne completata la conquista dei territori rimasti alla dinastia Song meridionale nelle regioni sud occidentali con la loro definitiva fine,  mentre Kublai aveva fondato ed iniziato la storia della nuova dinastia  Yuan dal 1271 durata quasi un secolo divenendone  il primo imperatore come Kublai Khan rivendicando l’antica tradizione cinese  che consacrava e divinizzava l’ imperatore con il Mandato Celeste del  Tianming

Kublai Khan

Nel 1266 fece edificare la nuova città  di Da Yuan   attorno al lago Taiye trasferendovi la sua capitale poi nota come la residenza del Khan Khanbaliq che dall’ epoca divenne centro dell’ impero rimasta tale per le dinastie successive e poi estesa nella grande città di  Pechino nella regione centrale da dove diramavano le divisioni amministrative della dinastia Yuan nelle varie province, mentre  più a nord  la capitale estiva divenne la città di Kaiping  ribattezzata  Shangdu e nota alle cronache  anche come Xanadu, che ha lasciato i suoi resti dichiarata patrimonio culturale Unesco, all’ epoca descritta come splendida da Marco Polo. Con la nuova dinastia  Yuan sotto il dominio mongolo si ricompose il Celeste Impero, conservando alcune istutuzioni culturali e politiche della precedente  Song, ma per limitare il potere dei funzionari cinesi  fu introdotto il controllo burocratico con l’istituzione del censorato yùshità, fu mantenuta ed estesa la carica nota come segretariato centrale  di palazzo del Zhongshu Sheng per guidare l’amministrazione civile e istituita la corte per la diffusione del governo  Xuanzheng che si occupava anche degli affari buddisti e tibetani, mentre le  varie popolazioni dell’ impero vennero divise nel sistema delle classi  Sì bàn  con la supremazia dei mongoli sulle altre. Dopo aver esteso il suo regno su altri territori fino allo  Yunnan nella regione più meridionale, ove  dalla metà del X secolo era sorto l’ indipendente regno del Dali, conquistato nel 1253 lasciandone il locale clan Duan  ad amministrarlo, dal 1258 iniziarono  le invasioni mongole del Vietnam continuate per un trentennio dalla  regione settentrionale contro il regno dell’  Annam noto anche come Đại Việt  e in quella centrale sul regno Chiêm Thành del  Champa che,  senza riuscire a conquistarne i territori, rimasero nell’ influenza cinese. Nella penisola coreana  governata della dinastia  Goryeo con il regno di Kublai iniziarono  le lunghe campagne militari trascinate per decenni  per l’ invasione della  Corea completata nel 1270 con la sottomissione dell’ antico regno  del Goryeo che come provincia di Zhengdong  divenne vassallo del nuovo impero Yuan cinese. Dalla fine del XII secolo il  Giappone  era governato dal regime militare dello  Shogunato nipponico dominato dal potere feudale degli Shogun all’ epoca nel suo storico periodo del Kamakura e nel  1266  Kublai Khan aveva inviato i suoi ambasciatori intimandone il vassallaggio al suo  impero che fu respinto. Kublai poi tentò per  due volte l’ invasione del Giappone . La prima nel 1274  con le armate cinesi sbarcate nella baia di Hakata sull’ isola sud occidentale giapponese di Kyushu  nella campagna militare di Bun’ei avanzando con le battaglia delle ‘sole Tsushima, Iki, Hirato, Taka e Nokono  per finire poi sconfitti nelle battaglie di Akasaka  e Torikai-Gata costringendo gli invasori cinesi a ritirarsi con la flotta travolta  dalla tempesta del  Kamikaze o Vento Divino. La seconda volta nel 1281 con una nuova e potente flotta sbarcata anch’ essa nella  baia di Hakata con un imponente esercito ostacolato dai giapponesi guidati dalla  casta guerriera nipponica dei Samurai che lo respinsero sconfiggendo le armate mongole di Kublai nelle battaglie del Koan  fino all’ ultima definitiva combattuta nell’ isola di Taka. Fin dalla sua fondazione vi fu l’ espansione della dinastia Yuan nell’Asia interna iniziata  sottomettendo le popolazioni e i territori della Mongolia  loro regione originaria, estesa per quelli cinesi nord orientali fino alla Manciuria e  nello steso periodo dal 1244 più a sud anche il Tibet fu nei domini degli  Yuan assieme alle limitrofe regioni himalayane. All’ epoca il vasto impero dei Mongoli fondato da Gengis Khan il secolo precedente era spartito tra suoi discendenti, dalla Persia al Medio Oriente si stendeva  l’ Ilkhanato  poi islamizzato, più ad ovest  fino alla Russia il vasto dominio dell’ Orda d’ Oro  con il Khanato di  Kipchak , mentre altri territori settentrionali  in Asia Centrale erano dominati dal  Khanato di Chagatai  esteso dall’ Amu Darya ai monti Altai ove regnava  il Khan Kaidu nipote del grande  khagan conquistatore Ögedei, per conflitti dinastici e territoriali con la Cina Yuan  nel 1268 iniziò la lunga guerra tra Kaidu e Kublai trascinata per un trentennio. Dopo i vari conflitti e battaglie continuate con il principe Temur nipote di Kublai, solo nel 1304 giunse la pacificazione tra gli Yuan e gli altri potenti khanati occidentali lasciando la grande divisione nell’ impero Mongolo. Nel frattempo dopo  aver sconfitto la grande rivolta del principe Nayan del 1287,  Kublai Khan nominò come successore il figlio Zhenjin principe ereditario che però morì nel 1285 e alla morte del fondatore Kublai Khan per il secolo successivo seguirono gli altri  imperatori della dinastia  Yuan di stirpe mongola  tra vari conflitti dinastici.

L’ impero Yuan

Con il sostegno del generale e potente ministro Bayan ne fu designato il figlio nominato Temür Khan che aveva completato la guerra contro Kaidu e salito al trono come il secondo imperatore  Chengzong di Yuan nel 1294  regnando per tredici  anni fino al 1207. Dopo le lunghe campagne militari per l’ invasione del Vietnam  e la conquista del regno  Đại Việt , tentata invano da Kublai Khan  come quella del Giappone feudale del potente Shogunato di Kamakura, il nuovo imperatore Chengzong inviò i suoi emissari in Giappone intimando ancora una volta la sottomissione del Kamakura che non solo vennero respinti, ma le coste  cinesi  furono attaccate dalle incursioni dei pirati nipponici Wokou. Altri emissari riuscirono invece ad ottenere trattai di pace con il Đại Việt e la sottomissione del regno Champa nella regione centro meridionale vietnamita  e dopo la conquista del fiorente regno di Pagan  ottenne la sottomissione del regno Hanthawaddy  esteso nel resto del territorio in  Birmania  poi divenuto vassallo del  limitrofo regno thailandese di Sukhothai. Dopo aver respinto in  Birmania  la  minaccia per la presa del potere del popolo Shan nel 1297,   Chengzong accolse ambasciatori  del regno Khmer dalla   Cambogia così come quelli  del regno del Siam che dominava gran parte della Thailandia iniziando stretti rapporti diplomatici e commerciali per espandere  l’ influenza cinese in  Indocina. Di Chengzong fu successore fu il nipote  Külüg Khan principe di Huaining salito al trono come l’ imperatore Wuzong  di Yuan nel 1307 che regnò solo quattro anni, ma con rilevanti innovazioni nel nuovo impero assieme  al fratello minore  Ayurbarwada  di formazione confuciana divenuto  Buyantu Khan e principe ereditario. Diversamente dal fondatore Kublai riprese le antiche tradizioni cinesi e  delle precedenti dinastie conservò parte dell’ amministrazione statale con lo Shèng liùbù dei tre dipartimenti e sei ministeri oltre ripristinare il segretariato imperiale  Shangshu per gli affari di stato , tradotto in mongolo fece diffondere l’antico  trattato con il testo classico  Xiaojing   confuciano della Pietra Filiale.  Come gli altri sovrani mongoli Yuan venne influenzato dalla grande  diffusione del buddismo in Cina all’ epoca chiamando lama tibetani a tradurre in mongolo i testi Vajrayāna del canone Kangyur, ma oltre alle istituzioni amministrative e culturali estese il territorio accogliendo gli inviati dal regno coreano di  Goryeo che si sottomise all’ autorità degli Yuan  nel 1308. Nello steso periodo anche la  regione del Chapar,  parte del regno di Kamata  nell’ Assam indiano  ove poi si estese il dominio dell’ altro regno bengalese settentrionale di  Ahom, dall’epoca in strette relazioni commerciali con la Cina, mentre si completava la conquista Yuan dell’ isola di Sakhalin all’ estremità  settentrionale si quella che divenne la regione siberiana orientale russa di Primorsky.

L’ estensione dell’ impero

Alla sua morte l’ opera dell’ imperatore Wuzong fu continuata dal  fratello  minore Ayurbarwada  nominato Buyantu Khan  che nel 1311 divenne il quarto imperatore  Renzong di Yuan educato dal celebre studioso confuciano Li Meng che ne  influenzò il pensiero politico e culturale, modificando l’amministrazione precedente. Appena salito al trono ripristinò l’ istituzione del segretariato imperiale  Shanshu Sheng  per gli affari di stato assieme alla reintroduzione dell’antica tradizione Kèjù degli esami imperiali per funzionari e notabili, oltre alla sistematizzazione dei  regolamenti  di Kublai Khan che integrava le consuetudini tradizionali mongole con gli antichi codici cinesi, completati dal figlio Shidibala nominato Gegeen Khan che poi ne divenne successore al trono alla sua morte nel 1320 come l’ imperatore Yingzong. La sua famiglia discendeva dalla potente tribù dei  Khongirad rimasta in Mongolia che all’ epoca esercitava una grande influenza sulla corte Yuan, così come  la nonna Dagi Khatun  madre di Ayurbarwada di divenuta l’ imperatrice vedova Tagi, assieme al fido gran consigliere Temuder, nonostante le influenze ed ingerenze  nel suo breve regno durato solo tre anni intendeva riformare il governo. Si ispirava ai  principi del Confucianesimo con la sua filosofia ed etica politica, accogliendo anche la dottrina Lixuè del Neoconfucianesimo, oltre ad essere devoto all’ormai diffusa tradizione del buddismo in Cina favorendo la costruzione di alcuni templi e monasteri, mentre iniziò a limitare la diffusione dell’ Islam durante la dinastia Yuan che in seguito a metà del secolo nella regione del Fujian provocarono le rivolte musulmane di Ispah. Cercò anche di alimentare la cultura letteraria ed artistica favorendo la rinascita dell’ antica accademia di Hanlin , oltre l’ opera di poeti, scrittori e pittori  dell’ epoca, ma nel 1223 congiurati legati all’ altro potente clan mongolo dei Borjigin  lo detronizzarono uccidendolo con l’ appoggio della guardia imperiale degli Asud. Nel 1323 Yesün Temür pronipote di Kublai divenne il nuovo imperatore Taiding che nei suoi soli cinque anni di regno continuò l’ opera dei predecessori riformando la divisione dell’impero  con il consiglio dei Signori che amministrava diciotto province, la religione e la cultura del Buddismo cinese  continuarono ad essere predominanti, ma ne limitò il potere di monaci e lama, mentre  per mantenere i legami con le tradizioni mongole ripristinò l’antico culto celeste del Tengrismo . Ancora in vita nominò come suo erede al trono  il figlio e principe  Ragibagh che  alla sua morte nel 1328  fu  subito avversato ed  ostacolato dal generale El Temur comandante dei Kipchak,  con il conflitto  per la successione  la guerra civile Liàng dòu zhi  del Tianli noto come la guerra delle due capitali Kambaliq e Shangdu  portando al trono Tugh Temür secondo figlio di Wuzong  come l’ imperatore  Wenzong nel 1238. L’anno successivo per eventi dinastici abdicò in favore del fratello Kusala noto come  Khutughtu Khan  fu  incoronato  imperatore Mingzong  regnando  solo tre anni e alla sua morte Tugh Temür tornò imperatore nel 1332. Formato sui testi classici cinesi Dianji fu sovrano colto letterato, poeta  e fine  calligrafo, all’epoca la cultura dell’ impero ebbe una grande produzione nella  letteratura con varie opere e rappresentazioni teatrali nella tradizione dell’ opera cinese,  la scuola di poesia Yuan in parte ereditata dalla precedente della dinastia Song  così come e la pittura in gran parte  paesaggistica Shan shui . Dai testi classici  reinterpretati derivò anche il suo tentativo di una diversa amministrazione per rinnovare il suo breve regno durato un anno influenzato dal generale Temur divenuto ministro assieme all’altro potente funzionario Bayan che lo avevano sostenuto nella succesione.

La fine della dinastia

Alla morte di Wenzong nel 1332  la consorte come imperatrice vedova Budashiri divenne reggente favorendo l’ ascesa al trono il nipote Rinchinbal Khan figlio di Kusala come l’ imperatore Ningzong anch’ egli dal breve regno e presto detronizzato dai potenti ministri dello zio  sostituito con il fratello Toghon Temür  che prese il titolo cinese di imperatore  Huizong. Nel 1333 il nuovo sovrano si invaghì della concubina Öljei Khutuk di origine coreana e ne ebbe il figlio  Ayushiridara  quando fu presa come seconda moglie nel 1340, divenuta  alla fine della dinastia Yuan  la potente imperatrice Ki nota come   Qì huànghò .Il sovrano decise di rendere diverso il regno dai suoi predecessori rinominandolo nell’ antica tradizione Zhizheng o dei nomi dell’ Era Cinese come nuova epoca, mutandone amministrazione e consuetudini, nel  1340 prese come potente ministro il celebre storico Toqto’a che lo indusse ad allontanare dal potere di corte  El Tegüs e la stessa  l’imperatrice Ki, mentre per una serie di calamità naturali, alluvioni e carestie perse l’ appoggio popolare con varie rivolte culminate nel 1351 con la sollevazione  Hóngjīn Qǐy  dei  Turbanti Rossi . Affrontata tre anni dopo dalle armate guidate da Toqto’a che, temendone il crescente potere, fu rimosso da Huizong mentre il governo delle province venne affidato  ai vari signori della guerra locali e a corte tornò l’ imperatrice Ki  che nominò il figlio Ayushiridara  come  Biligtü Khan successore al trono e alla morte di Huizong nel 1370 divenne  l’ imperatore Zhaozong come l’ ultimo della dinastia Yuan. Lasciò le città cinesi e trasferì la sua  capitale da  Kambaliq per la storica Karakorum che lo fu del’ impero fondato da Gengis Khan,  parte dell’ amministrazione fu affidata all’antica nobiltà mongola Yazgur e nel 1371  pose fine all’ era cinese Yuan inaugurando quella mongola del Xuanguang rifondando la dinastia  dinastia Yuan settentrionale  che si estese dalla regione cinese nordorientale ad ovest fino al  Xinjiang. Seguito al trono dal fratello minore Tögüs Temür noto come  Uskhal Khan  che ne fu l’ ultimo imperatore Tianyuan  nello storico territorio del Celeste Impero,  mentre quello più nord occidentale e la Mongolia rimasero dei domini dei Khan della dinastia Yuan settentrionale. Vi rimasero  fino alla metà del XVII secolo  ritirati  nell’ altopiano mongolo,  quando l’ ultimo Khan Ejei nel 1635 fu costretto a sottomettersi alla nuova dinastia mancese  del tardo Jin, mentre da tempo  parte della popolazione mongola era tornata alle antiche tradizioni nella terra che ne prese nome come  Mongolia .

La cultura Yuan

La più antica tradizione religiosa e comunitaria sull’antico sciamanesimo del Böö mörgöl orientale venne poi integrato al  Tengrismo   con le sue ritualità e successivamente anch’ esso integrato alla diffusione del buddismo in Mongolia . Con i suoi primi missionari attraverso la Persia la chiesa scismatica orientale fin dall’ VIII secolo diffuse tra alcune tribù il Nestorianesimo e dall’ epoca è rimasta nei secoli l’ antica tradizione  religiosa e la spiritualità in Mongolia tra lo sciamanesimo integrato nel Tengrismo e il Buddismo tibetano come fondamento in gran parte della tradizionale cultura in  mongola, assieme all’ arte e la letteratura nata dall’ inizio dell’ impero nel 1204 quando la tradizione orale fu trasformata con l’ introduzione di un proprio alfabeto originando i diversi sistemi di scrittura in Mongolia. Le tradizioni religiose e culturali mongole all’ epoca della conquista  si incontrarono con quella del buddismo in Cina, iniziata nelle precedenti dinastie e all’ inizio del periodo Yuan fu accolta  la dottrina del Tantra  indiano diffusa dal IV secolo che divenne fondamento del buddismo tibetano  Chos e il primo imperatore Kublai Khan invitò a corte  il grande maestro lama Chogyal Phagpa depositario di una delle quattro grandi scuole buddiste tibetane nota come  Sakya per diffonderla nei suoi domini ove divenne religione ufficiale  dell’ impero e a lui si deve l’ introduzione della nuova scrittura del Phags-pa per unificare i vari idiomi mongolo, cinese, tibetano, uyguro ed altri adoperata per tutto il periodo Yuan assieme alla più popolare  scrittura Baihua del cinese semplificato che rese più accessibile la divulgazione dei testi. In parte ereditata dalla cultura Song  la scienza ed arte si espressero in vari campi, quella letteraria  con le rappresentazioni teatrali Yuan  che raggiunsero il più elevato livello artistico assieme a quelle della tradizionale opera cinese del Zàjù tramandata nei secoli , così come quella della  letteratura classica in epoca Yuan. L’arte figurativa e  la pittura  ebbe tra i suoi più celebri artisti Ni Zan che fu uno dei Quattro Grandi Maestri della dinastia Yuan assieme a Wu Zhen, il contemporaneo  Huang Gongwang come era noto il funzionario e pittore Lu Jian  e l’ altro raffinato paesaggista  dell’ epoca dai dipinti su seta Wang Meng,  tra gli altri il calligrafo, anch’egli autore di paesaggi e  ritrattista  Zhao Mengfu.

Notevoli furono i vari studi e realizzazioni della  scienza  Yuan medievale  con  il perfezionamento di  invenzioni della precedente  dinastia  Song che, tra le altre dall’ invenzione delle prime armi da fuoco  Qiàngzhì e le relative tecniche belliche, durante il regno di Kublai perfezionate con la freccia di fuoco agniastra  esplosiva lanciata con gli archi e la più avanzata la lancia da fuoco huòqiàng antenata degli archibugi, mentre alla stessa epoca si deve l’ invenzione e la diffusione delle  prime banconote di carta Jiaochao. Assieme alle scoperte e le rilevazioni nell’ astronomia in epoca Song   continuata nella successiva Yuan vi fu un’ ulteriore evoluzione della geografia tradizionale cinese con l’estendersi delle conoscenze sui territori fuori dall’ impero e quella di una più elaborata, dettagliata e precisa cartografia  , anche dalle cronache e relazioni dei geografi e viaggiatori arabi che iniziavano a diffondersi fino a corte, oltre che dalle notizie giunte con i primi viaggiatori mercanti e missionari  venuti dall’Europa nel lontano oriente che furono poi fondamento dell’ occidentale  cartografia medioevale dell’ Asia.

Il favoloso Cathay

nei  vasti territori  conquistati  di Kublai Khan e per l’ intera dinastia Yuan  erano ammesse e protette tutte le culture e religioni dell’ impero  Mongolo, tra le diverse regioni e popoli furono intensificati gli scambi commerciali e culturali  con quella che fu detta la grande Pax Mongolica  , garantendo sicurezza a mercanti, missionari e viaggiatori sui percorsi dall’ ovest dell’antica Via della seta e le sue diramazioni. Dalle sponde del Mediterraneo  Il percorso principale raggiungeva  il territorio dell’ antica Persia  entrato nel dominio dell’ Īlkhānato mongolo così come varie regioni dell’ Asia centrale che attraversava per continuare  negli gli altipiani e il deserto del Gobi,  procedendo ad est  per il  Xinjiang  nella regione occidentale cinese  da dove si aprivano le terre del ricco e favoloso Cathay, raggiunto dai più intrepidi mercanti, missionari e viaggiatori europei medioevali in Asia. Tra i vari più noti che si avventurarono in quei territori  uno dei primi fu il missionario francescano Pian del Carpine inviato  per recare una lettera  pontificia   del papa Innocenzo IV  al Gran Khan Güyük  nel timore di una minaccia per la cristianità occidentale,  giunto nel 1246 vi rimase per due anni e  al  ritorno redasse la sua  Historia Mongalorum raccontando ciò che aveva conosciuto come  il primo  trattato  geografico con ampie note tradizioni e costumi di popoli lontani. Nel 1253 Il frate fiammingo Guglielmo di Rubruck   fu inviato dal sovrano francese Luigi IX  e dopo un lungo viaggio descrisse luoghi e popoli incontrati  nel suo celebre  Itinerarium attraverso l’Asia centrale, seguito tra gli altri dall’ inviato del  pontefice Nicola IV che  nel 1289 incaricò il francescano Giovanni Montecorvino  per fondare missioni in quelle lontane terre d’ oriente assieme  al mercante genovese Pietro di Lucalongo e il frate domenicano Nicola da Pistoia e  dopo un lungo viaggio fondò la prima missione cattolica nella capitale  Khanbaliq   di Kublai Khan che poi accolse gli atri viaggiatori dell’ epoca. Nel frattempo il giovane Marco , rampollo della famiglia Polo, assieme al padre Niccolò e lo zio Matteo,  nel 1271 si avventurò nel lungo viaggio su uno dei percorsi sulla Via della seta annotando ambienti, popolazioni e costumi, fino  alle ricche terre del lontano Cathay, accolto nella ricca e leggendaria  corte del Gran Khan Kublai ove rimase rimase al suo servizio per diciassette anni visitando gran parte dei territori imperiali annotando ogni cosa sui popoli incontrati con le diverse culture e costumi. Con un altro lungo viaggio  nel 1295 fece ritorno nella sua Venezia partecipando poi alla guerra contro Genova e catturato fece trascrivere i racconti a  Rustichello da Pisa in prigione pubblicando poi il suo Il Milione come tra le più vaste dettagliate e complete narrazioni di viaggio medioevali  che lo consegnò  alla storia come il grande Marco Polo. Il secolo successivo per avere notizie sulle missioni d’ oriente il papato inviò il francescano Odorico da Pordenone  nel 1318  che viaggiò   fino alla Persia ove si imbarcò seguendo una delle antiche  rotte sulle Vie delle Spezie per il porto di Bombay attraversando  l’ India fino al Bengala  seguendo poi  le rotte dei mercanti indiani per passare  nella Terra d’ Oro di Birmania  da dove  proseguì la navigazione  lungo le coste della  Malesia  per incrociare Giava e Sumatra sulle  rotte dell’ lindonesia e tornando  nella penisola malese  continuò attraverso le terre dell’ Indocina raggiungendo il porto di Canton. Da qui le città cinesi dell’impero Yuan  per giungere alla splendida Khanbaliq nel 1323 ove era salito al trono il nipote di Kublai come  il Gran Khan Temür. Rimase alla sua  corte annotandone usi e costumi  e tornò seguendo le vie dell’ Himalaya da dove continuò ad occidente per  uno dei percorsi sulla Via della Seta, aveva percorso gran parte delle terre d’ oriente dominate da quella pax mongolica  degli Yuan  giunto  a Padova nel 1330 dettò tutto dei lunghi viaggi nella sua Relatio al confratello Guglielmo di Solagna con la descrizione e note sul vero Catai.

Ma su tutte rimangono le descrizioni ne Il Milione  del grande Marco Polo che hanno consegnato alla storia della letteratura di viaggio   quel mondo:

“ E questo vi conterà il libro ordinatamente siccome messere Marco Polo, savio e nobile cittadino di Vinegia, le conta in questo libro e egli medesimo le vide. Ma ancora v’à di quelle cose le quali elli non vide, ma udille da persone degne di fede, e però le cose vedute dirà di veduta e l’altre per udita, acciò che ‘l nostro libro sia veritieri e sanza niuna menzogna..”


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