Impero Seleucide

L’impero persiano Achemenide, dopo due secoli di dominio nel suo vasto territorio, fu interamente conquistato da Alessandro nel 331 a.C. Le regioni furono sottomesse con le loro immense ricchezze e i più importanti mercati del mondo antico, divenendo il vasto impero di Alessandro, da dove continuò la leggendaria spedizione a est per le vie dell’Asia, nella fondazione della nuova grande cultura rimasta nell’eredità ellenistica. Alla sua prematura morte nel 323 a.C., l’impero fu conteso tra i suoi generali come successori Diadochi per la spartizione dei territori nelle più grandi province achemenidi tra le antiche Satrapie; dal 322 al 281 a.C. si trascinarono i lunghi conflitti dei Diadochi e, con la spartizione dalle regioni occidentali, la Persia e l’Asia centrale, sorsero i vari regni ellenistici, ove la vera eredità fu la società, cultura ed arte dell’ellenismo, diffusa in gran parte di quelle regioni. Oltre la scienza e la grande evoluzione delle innovazioni ed invenzioni ellenistiche, rivoluzionando gli antichi canoni, si impose il nuovo stile nella monumentale architettura ispirata alla greca classica, così come la grande e raffinata arte ellenistica espressa nelle nuove forme plastiche e realistiche della scultura, assieme all’aspetto reale delle figure rappresentate nella perfezione nel ritratto, l’uso della prospettiva e le sfumature splendores per modellare i volumi nei mosaici e gli affreschi della
pittura ellenistica, conferendo un realismo plastico alle figure. Giungendo all’apice con le arti figurative alessandrine ispirate dalla filosofia e scienza, a Rodi con la scuola rodia e l’eccellenza in Anatolia occidentale con la più celebre scuola di Pergamo.
“L’arte perfetta è quella che non sembra arte, ma natura stessa… I colori danno vera vita alle statue e mostrano la pelle e il sentimento.” (Luciano di Samosata)
Regni Ellenisti
“Alessandro fondò più di settanta città tra le nazioni barbare, e vi seminò le istituzioni greche, ma furono i Seleucidi a far sì che germogliassero e fiorissero per secoli nel cuore dell’Asia.” (Plutarco)
Nel 321 a.C., con la spartizione di Triparadiso, vennero divisi i territori occidentali dell’impero, riconfermando i generali Diadochi nominati reggenti. Tra gli altri, il regno di Macedonia fu assegnato come reggente al supremo generale Perdicca della spedizione in Asia, con il comando militare affidato a Seleuco; poi, dal 302 a.C., fu breve dominio della dinastia Antipatride, passato nel 294 a.C. all’altro generale Antigono, fondatore della dinastia Antigonide che vi regnò fino al 168 a.C. A est della Macedonia, la Tracia balcanica tra il Mar Nero, di Marmara e l’Egeo fu nei domini di Lisimaco; nell’Anatolia centro-occidentale la provincia Phryghía della maggiore Frigia, la regione costiera meridionale della Licia e poco a est la limitrofa
e più estesa Panfilia, furono nei domini dell’altro condottiero dell’esercito alessandrino Eumene di Cardia. Nel più sud-occidentale regno ellenista d’Egitto, dopo una breve reggenza consolidato il suo potere, nel 305 a.C. Tolomeo I si proclamò primo sovrano fondando la sua dinastia Tolemaica che governò il regno ellenistico fino al 30 a.C., spesso in conflitto con i vicini. Nel 323 a.C. furono riconfermati i regni ellenistici occidentali e gli orientali dell’impero divisi, governati dagli altri Diadochi nella spartizione di Babilonia; tra i diversi regni che ne sorsero, l’antica satrapia della Media achemenide andò all’iniziale reggenza del generale Peitone. Per il vasto territorio passavano verso est i percorsi delle antiche vie della Persia orientale e la reggenza andò al satrapo persiano Atropate, che fu alleato di Alessandro estesa per il Caucaso; dal 320 a.C. per oltre un secolo divenne il regno Atropatene della sua dinastia. Le antiche regioni orientali della Sogdiana, estesa dal Tagikistan alle regioni limitrofe in Asia centrale, e la Battriana dall’Uzbekistan per gli altopiani a sud del fiume Oxus verso l’Hindu Kush nella Battriana dell’Afghanistan, nel 321 a.C. furono inizialmente affidate alla reggenza del generale Stasanore dalla satrapia di Drangiana, fino a quando, dal suo regno di Siria nel 305 a.C., la regione fu conquistata dal sovrano Seleuco I, occupando gran parte dei
regni ellenistici.
Impero Seleucide
“Seleuco occupò la Mesopotamia, l’Armenia, la Cappadocia, i Persiani, i Parti, i Battriani, gli Arabi, la Sogdiana, l’Aracosia, l’Ircania e tutti i popoli sottomessi da Alessandro, fino al fiume Indo… Nessuno dopo Alessandro tenne sotto il suo dominio una porzione d’Asia più vasta di Seleuco.” (Appiano)
Nel 305 a.C. Seleuco fu il primo sovrano e fondatore della sua dinastia Seleucide; dall’epoca ne prese nome e si impose il vasto Impero Seleucide, con il potere dinastico trasmesso per generazioni tra i sovrani Seleucidi fino al 64 a.C., dominando gran parte dei territori dalla Persia a ovest in Asia Minore fino all’antica Siria. Nella regione occidentale dell’impero, come seconda capitale da Seleuco I Nicatore, venne fondata nel 301 a.C. Antiochia sull’Oronte in Siria, fiorita di commerci e uno dei grandi centri culturali e politici del mondo ellenistico; dopo la conquista nel 64 a.C. divenne poi la romana Antakya. Come porto sulla foce dell’Oronte, nel 300 a.C. fu estesa la città greca come Pieria di Seleucia. In Siria settentrionale vennero fondate le altre città della Tetrapoli come centri di potere, cultura e commerci; tra esse, sul corso del fiume Oronte, Apamea, tra i grandi centri seleucidi che ha lasciato i suoi monumentali resti assieme a quelli dell’Apamea romana. Per la costa siriana a Latakia, sul più antico centro
fenicio di Ramitha, fu rifondata la città di Laodicea, grande centro di commerci con il porto sulla costa del Mediterraneo orientale, anch’essa poi divenuta romana come Laodicea di Lico. Per i precedenti domini achemenidi nell’antica regione dell’Iraq, fiorita nelle civiltà mesopotamiche, Seleuco I Nicatore nel 301 a.C. sulla sponda del Tigri fondò la città che ne prese nome come Seleucia, prima capitale dell’impero con un grande canale navigabile collegato all’Eufrate, centro di commerci sulla Via Siriana per l’ovest dell’impero persiano e per uno dei percorsi più occidentali per la via della Seta, lasciando i suoi resti sulla riva occidentale del Tigri poco a sud di Baghdad nel sito di Seleucia. A est, tra la Persia orientale e l’Asia Centrale, parte della regione in Uzbekistan dell’antica Battriana continuava tra aride steppe, altopiani, maestose montagne e vallate nella Battriana in Afghanistan e poco a est per il territorio occidentale del Pakistan, ove dalla fine del III secolo a.C. sorsero i primi regni ellenistici nell’eclettica cultura indo-greca della civiltà Gandhara. La società e la cultura dell’Impero si fondava sulla minoranza greco-macedone che governava su una vasta popolazione asiatica, fondendo stili di vita occidentali e orientali; l’élite greca deteneva il potere politico, militare e amministrativo, ma le popolazioni locali conservavano le proprie leggi, lingue e tradizioni religiose. Come fece Alessandro, inizialmente i sovrani
promossero matrimoni misti per fondere la nobiltà greca con quella persiana. Vennero fondate numerose poleis sul modello greco con istituzioni elleniche, agorà e consigli cittadini, scuole, ginnasi e teatri; la lingua koinè greca alessandrina divenne ufficiale nell’amministrazione, cultura e commerci, mentre le zone più remote in gran parte rimasero impermeabili alla cultura greca. Nella religione, le divinità greche erano identificate con le locali; con Antioco IV dal 175 a.C., i sovrani seleucidi si proclamavano divini Epifane, come Antioco IV, per farsi accettare dai sudditi orientali, e i templi locali, come a Babilonia, mantennero l’autonomia conservando le grandi ricchezze.
Conflitto Tolemaico
“Ci furono continue guerre tra di loro, e i re di Siria ed Egitto non smisero mai di tramare l’uno contro l’altro, sebbene fossero legati da matrimoni e alleanze di sangue.” (Appiano)
Nel conflitto con il regno ellenistico Tolemaico di Egitto e l’impero seleucide, dal 274 a.C. per oltre un secolo si trascinarono le sei guerre siriache per il controllo della fiorente regione mediorientale della Celesiria tra Libano, Siria meridionale, Giordania e Palestina, iniziate nel 274 a.C. quando Tolomeo II attaccò i domini seleucidi nella prima guerra siriaca, invadendo le coste dell’Asia Minore e la Fenicia del regno di Antioco I. Il figlio successore, salito al trono come Antioco II Teo, per riconquistare i territori persi si alleò con il
sovrano Antigono II di Macedonia dal 260 a.C. nella seconda guerra siriaca, trascinata per sette anni e conclusa con un trattato di pace consolidato dal matrimonio tra Berenice, figlia di Tolomeo II, con Antioco II. Quando Berenice fu assassinata a corte per volere dell’altra moglie Laodice di Antioco II, Tolomeo III, per vendicarla, intervenne con la terza guerra siriaca nota come guerra Laodicea dal 246 a.C., combattuta per tre anni sconfiggendo l’esercito di Seleuco II e avanzando fino a Babilonia. Nel 221 a.C., il nuovo sovrano seleucide Antioco III il Grande, con la spedizione orientale per quattro anni nella quarta guerra siriaca, tentò di riconquistare la Celesiria, ma dopo le prime vittorie venne fermato da Tolomeo IV nel 217 a.C. con uno dei più grandi scontri di epoca ellenistica nella battaglia di Rafah. Approfittando dell’instabilità del regno egiziano con il giovanissimo Tolomeo V, il sovrano Antioco III nel 202 a.C. si alleò con Filippo V di Macedonia, attaccando ancora l’Egitto tolemaico nella quinta guerra siriaca, conclusa dopo due anni in Cesarea nella decisiva e vittoriosa battaglia di Panium, ove i Seleucidi presero definitivamente il controllo della Celesiria. I reggenti tutori di Tolomeo VI tentarono di riconquistare la Celesiria con la sesta ed ultima guerra siriaca dal 170 a.C. per due anni contro l’impero seleucide di Antioco IV,
conclusa con la sconfitta tolemaica e l’invasione di gran parte dell’Egitto, avanzando fino ad assediare Alessandria, arrestata dall’intervento della Repubblica Romana con il console e ambasciatore Popilio Lenate, che tracciò un cerchio nella sabbia attorno al sovrano seleucide imponendogli di lasciare l’Egitto prima di uscire dal segno. Antioco IV Epifane, costretto all’ultimatum, segnò la fine dell’egemonia ellenistica e l’inizio del dominio di Roma sul Mediterraneo. Alla fine delle sei lunghe guerre, entrambe le dinastie uscirono logorate, oltre ai conflitti per il potere nelle lunghe guerre civili seleucidi, trascinate dal 152 al 83 a.C., che ne segnarono il declino.
Guerre civili
“I discendenti di Seleuco non smisero mai di tramare l’uno contro l’altro, portando alla rovina la loro stessa stirpe. Le guerre fratricide ridussero il regno privo di forze…” (Appiano)
Antefatto fu la guerra siriaca contro i romani con la dura sconfitta del sovrano seleucide Antioco III nel 188 a.C., conclusa con la pace nel trattato di Apamea, che, oltre alla cessione di vari territori, portò all’influenza romana sulla successione al trono seleucide. Alla morte di Seleuco IV nel 175 a.C., al posto del legittimo successore Demetrio, tenuto in ostaggio a Roma, salì al trono Antioco IV, regnando per un decennio. Dal 152 a.C. per due anni si scatenò la prima guerra civile seleucide per la successione, con la rivolta
del sovrano Alessandro I come divino Bala Epifane contro il figlio di Seleuco IV e altro sovrano Demetrio I, conclusa con la vittoria di Alessandro Bala nella battaglia di Antiochia con la morte di Demetrio, e divenne sovrano del decaduto impero eliminando tutti gli antagonisti, mentre prese in moglie la figlia di Tolomeo V d’Egitto, Cleopatra Tea, come regina seleucide e tolemaica. Dal 147 a.C. per un decennio si trascinò la seconda guerra civile nell’impero Seleucide, iniziata da Demetrio II in Cilicia con un esercito di mercenari per riprendere il trono del padre; nel 145 a.C. Alessandro Bala fu sconfitto e ucciso, mentre Demetrio II salì al potere, seguito sette anni dopo dal generale Diodoto, regnante come Trifone Autocratore, che si scontrò con Antioco, fratello di Demetrio II, con la vittoria di Antioco VII. Salito al trono dell’impero ormai indebolito a est dall’espansione dei Parti con il primo Arsacide e a ovest dalla sconfitta nel conflitto con i Maccabei, che dal 150 a.C. dominarono la regione con il regno di Giudea. I conflitti per la successione continuarono dal 128 a.C. per tre anni nella terza guerra civile seleucide con la rivolta del figlio adottivo di Antioco VII, pretendente al trono come Alessandro II, che prese brevemente il potere con l’iniziale appoggio egiziano di Tolomeo VIII, poi lasciato, e Alessandro
II Zabina fu detronizzato dal figlio di Demetrio II e Cleopatra Tea d’Egitto, Antioco VIII Epifane, noto alle cronache come Gripo di Seleucide, che consolidò il potere, poi costretto in un conflitto dinastico dal fratellastro Antioco IX Eusebe, detto Ciziceno. Dopo un periodo di tregua e spartizione del regno, nel 116 a.C. riprese il conflitto tra Ciziceno e Gripo per cinque anni, concluso nella spartizione del regno, ma continuato tra i loro discendenti con la Siria divenuta regione di scontro tra l’Egitto tolemaico della regina Cleopatra III, dalle figlie sposate con i contendenti Gripo e Ciziceno, che usò i matrimoni per influenzare la politica seleucide e che si opponeva alle rivendicazioni al trono del figlio Tolomeo IX nei conflitti dinastici durati oltre un trentennio dal 116 a.C. Tolomeo X si rifugiò a Cipro, inseguito dalle armate della madre, ove fondò il regno tolemaico di Cipro indipendente, fece poi uccidere la madre e nel 101 a.C., come sovrano, tornò in Egitto, sposando Cleopatra Berenice, figlia di Tolomeo IX e Cleopatra IV, divenuta la regina Berenice III.
Contro Roma
Dopo la guerra laconica del 195 a.C., combattuta dalla Repubblica Romana alleata a una coalizione ellenistica greca contro l’antica polis di Sparta del sovrano Nabide, che fu sconfitta ponendo fine alla secolare indipendenza, dal 192 a.C. per quattro anni si trascinò la guerra seleucide
della Repubblica Romana contro i domini occidentali del sovrano seleucide Antioco III di Siria, alleato all’antica confederazione greca riunita nella lega etolica; nel tentativo di liberare la Grecia dal dominio romano, seguirono i vari eventi in quella che fu anche chiamata la guerra siriaca dei Romani. Dopo la grande vittoria nella seconda guerra punica, perseguitato dai suoi avversari, nel 195 a.C. il generale romano Annibale si rifugiò ad Efeso alla corte di Antioco III, divenendone consigliere militare; nel 190 a.C. gli fu affidata una flotta per sostenere l’armata seleucide, sconfitto nella battaglia dell’Eurimedonte sulle coste sud-occidentali anatoliche. Lo scontro continuò nella guerra siriaca tra Romani e Seleucidi fino alla loro sconfitta nella battaglia delle Termopili nel 191 a.C. e l’anno successivo nella definitiva battaglia di Magnesia con le legioni romane guidate da Lucio Cornelio Scipione. Il conflitto si concluse nella pace di Apamea con la cessione dei territori seleucidi a ovest dell’Anatolia e la storica Pisidia, divenuta vassalla dei romani con il regno ellenistico della dinastia attalide di Pergamo, da dove Roma poteva espandersi nel Mediterraneo orientale. Ritiratosi a est, Antioco tentò una nuova spedizione cercando di consolidare il regno fino al golfo Persico nord-occidentale nel piccolo e fiorente regno indipendente di Elimaide, ma fu arrestato e ucciso in una rivolta locale. Con la prima guerra mitridatica
nell’87 a.C. tra la Repubblica Romana e il regno del Ponto, fu accolto ad Alessandria il generale e dittatore romano Silla, giunto per proporre un’alleanza negata da Tolomeo a causa della guerra civile romana di Silla contro Mario, che portò a Roma Alessandro, figlio di Tolomeo, così da poter pretendere in futuro il trono in Egitto, ove lotte di potere, congiure e rivolte portarono ad una profonda crisi economica, lasciando varie città del regno. Alla morte di Tolomeo nell’80 a.C., prese la reggenza la figlia legittima Cleopatra Berenice e poi il regno passò al figlio naturale Tolomeo XII come parte del decaduto impero seleucide occidentale, devastato dalle guerre civili. Nel 64 a.C., il generale e senatore romano Pompeo, dopo la vittoria sui pirati nel Mediterraneo e sul regno del Ponto, depose l’ultimo sovrano Antioco XIII e pose fine alla dinastia Seleucide a ovest, annettendo come provincia romana la Siria, ove incrociavano le più fiorenti vie commerciali tra Roma e il vicino oriente, assieme alla limitrofa provincia proconsolare dell’Asiana, mentre si espandeva il potente regno Arsacide dei Parti nelle regioni orientali, ponendo fine al dominio seleucide persiano e all’ascesa del potente impero partico.
“Un impero nato dalla spada, che nella sua stessa vastità trovò la sua condanna… crollò non tanto per nemici, quanto per l’inerzia dei suoi sovrani, che avevano trasformato il trono di Seleuco in un palcoscenico di dissolutezza.” (Giustino)





