Asia OrientaleIndocina

Cambogia

Angkor

Un’ antica leggenda hindu racconta che sul Mekong andò a vivere come eremita il saggio sadhu Kambu a cui Shiva volle concedere la ninfa celeste apsara Mera per generare una nuova stirpe reale destinata a regnare su quei territori e dalla loro unione nacque il primo antenato della dinastia di Kampuchea.Le origini del regno Khmer risalgono all’antico regno di Chen-La che dal Laos si estese all’Indocina meridionale,mentre in Vietnam fioriva quello di Funan e con il quale ha in comune lo stesso mito dell’intervento di Shiva per donare al mondo una nuova stirpe di re. Il successore dell’antenato generato dal saggio Kumbu e la ninfa Mera, fu Sreshthavarman che fondò la prima capitale Sresthapura sul Mekong che scorre in Laos e stabilì relazioni con la stirpe reale vietnamita di Funan dalle comuni origini divine, poi una principessa di origine solare del Chen-La sposò un principe del Funan dalle origini lunari, compiendo il disegno di Shiva per l’unione di due stirpi reali astrali. Nel II millennio avanti Cristo gli antenati dei Khmer avevano creato una civiltà neolitica nella regione situata tra il Tonle Sap e il Mekong, dalla quale sorse la grande civiltà influenzata dalla cultura hindu portata dai navigatori e mercanti indiani nel millennio successivo.All’epoca del primo regno del Fu Nan fu creato il porto di Oc Eo nel delta del Mekong che accoglieva i vascelli indiani e cinesi sulla rotte settentrionale della Via delle Spezie e divenne un grande centro commerciale che rese potente il regno.In tutto questo periodo la dinastia reale conobbe rivalità, trame e assassini nella lotta per il potere e i paese si divise in diversi principati antagonisti, uno di essi estese il proprio dominio nella regione laotiana del Champassak e si ribellò al potere del Fu Nan nel VI secolo rendendosi indipendente con la guida du un principe che divenne il re del Chen La, la cui stirpe fu generata dal saggio Kumbu e la ninfa apsara Mera. All’inizio del VII secolo i Chen La avevano conquistato gran parte dell’antico regno Fu Nan e il sovrano Içanavarman edificò la capitale a Sambor Prei Kuk vicino Kompong Thom in Cambogia e fu riconosciuto dal regno di Champa e dall’impero cinese. Il successore Jayavarmam I trasferì la capitale a sud nella regione di Angkor Borei e alla sua morte nel 681 il paese fu diviso nella Terra del Nord e nell’Acqua del Sud .Il regno Chen La si estese dal Laos al delta del Mekong ed entrò in conflitto con il potente stato hindu Sri Vijaya di Giava e ne fu sopraffatto all’inizio del IX secolo, dando inizio all’epopea del re Jayavarman II che riconquistò parte del suo regno e si stabilì nella zona di Angkor edificando grandi templi consacrati alle divinità hindu per fare della sua capitale Phnom Kulen un grande centro religioso e culturale.Il successore Indravarman estese il regno in tutta la Cambogia e fece creare il lago atificiale di Indrakata per irrigare la zona a nord della capitale Phnom Kulen, dove costrì il complesso sacro di Bakong per rappresentare il Monte Celeste Meru della mitologia hindu,decorandolo con immagini del Serpente Sacro Naga e altri fregi ispirati al tempio buddista Borobodur di Giava.Il Bakong fu il primo tempio di quel vasto e suggestivo complesso sacro monumentale che poi venne creato ad Angkor, la più alta testimonianza artistica della cultura indiana in Asia orientale giunta in Indocina sull’antica rotta della Via delle Spezie.La dinastia continuò con il figlio Yasovarman che fondò la città di Yasodharakata sul fiume Siem Rap e ne fece la capitale edificandovi altri templi consacrati a Shiva, creò il lago atificiale Baray con le acque del fiume e fece costruire i cento monasteri Yasodharsrama che accolsero monaci hindu e buddisti per divenire i centri della diffusione degli antichi culti indiani i ui santuari erano i templi Prasat Phnom Krom e Prasat Phnom Bok sulle colline attorno Angkor.I suoi successori ingrandirono la capitale ed edificarono altri templi ad Angkor dove venne perfezionata la grande arte monumentale Khmer, ma fu nel X secolo che essa raggiunse l’apogeo con il periodo di Koh Ker durante cui fu costruito il supremo capolavoro del Banteay Srey e i templi buddisti Bat Chum e Lak Nan.Per oltre cento Angkor si arricchì di templi e monasteri facendo crescere la città con la potenza del regno Kkhmer e nel XII secolo il sovrano Suryavarman II riprese i rapporti con l’impero cinese,attaccò l’Annam senza successo e invase i domini del regno di Champa in Vietnam.Le cronache cinesi nella Storia dei Sung raccontano che il dominio Khmer si estese da Pagan in Birmania al Golfo del Tonchino e il Mar Cinese con le sue importanti rotte marittime sulla Via delle Spezie orientale.Egli fu il Gran Costruttore di Angkor, dei suoi maggiori templi e del supremo capolavoro di Angkor Wat, uno dei più splendidi e grandiosi complessi sacri di tutti i tempi edificato tra il 1122 e il 1150, ancora una delle meraviglie monumentali del mondo.Fu l’apogeo, poi la civiltà di Angkor cominciò a decadere e il regno Khmer fu invaso dai Thai, le cui tribù si erano riunificate nel IX secolo in un potente stato militare che assimilò il vecchio regno birmano Mon e dilagò nel bacino del Mekong e l’intera Indocina sbaragliando gli ultimi Funan, Champa e Khmer, ma dai quali ereditò l’antica e raffinata cultura indiana.I Thai crearono un vasto regno la cui capitale fu Sukhothai e poi Ayuthaya in Thailandia, vi costruirono templi e pagode consacrati alla dottrina dell’Illuminato, mentre ormai in India il buddismo era quasi scomparso con la rinascita hindu.Dal vasto regno Thai ebbe origine quello Lan Chang in Laos nel XIV secolo, il cui sovrano Fa Ngun diffuse il buddismo Theravada giunto con i monaci dello Sri Lanka. In tutta l’Indocina e il bacino del Mekong dal Vietnam al Laos, dalla Cambogia alla Thailandia fino alla Birmania sorsero altri templi, pagode, monasteri consacrati al buddismo Theravada, ma nulla può paragonarsi ad Angkor la cui splendida e raffinata civiltà sorse nella secolare culla del Mekong..Angkor fu occupato dal regno thailandese del Siam nel XV secolo e il prinipe Khmer Chan Ponhea trasferì la capitale a Phnom Penh, nel secolo successivo il nuovo principato ebbe una rinascita con i sovrani Ang Chan e Paramaraja che spostarono nuovamente la capitale ad una cinquantina di chilometri nel centro di Lovek, presa poi dai siamesi nel 1594 e spostata a Oudong .I sovrani di Huè del vicino regno vietnamita Doi Viet occuparono i territori Khmer delle province di Vinh Long e My Tho sul delta del Mekong, più tardi ciò che rimaneva dell’antico regno si ridusse ad un vassallo dei vicini Vietnam e Thailandia e dal 1779 i sovrani della Cambogia furono incoronati a Bangkok come sottomissione al Siam, entrando in conflitto con i vietnamiti di Huè che provocò una guerra civile durata fino al 1834.Poi nel 1846 il re Ang Duong salì al trono della Cambogia come vassallo sia di Huè che Bangkok e il regno rimase diviso tra la sovranità dei vicini per una diecina di anni,fino a quando il re Norodom accettò il protettorato francese per sottrarsi al dominio siamese e riportò la capitale a Phnom Penh nel 1867.

Phon Penh

La potenza coloniale francese impose al Siam di restituire le province di Mlu Prei, Battambang e Siem Rap dove sorgeva l’antica Angkor dove furono iniziate opere di restauro per liberare i grandiosi siti invasi dalla jungla, ma allo scoppio della seconda guerra mondiale furono riprese dalla Thailandia.L’erede al trono Norodrom Sihanouk fu l’artefice di un accordo con la Francia per ritrovare l’indipendenza del regno cambogiano nel 1949 e quattro anni più tardi fu dichiarata. Secondo la leggenda la nobile e ricca dama Penh videuno splendido albero che galleggiava sul Mekong e se lo fece portare a riva trovandovi all’interno quattro statue di Budda, per onorare il prodigio fece erigere un colle phnom per edificarvi un monastero e conservare le statue sacre, attorno al Colle di Penh Phnom Penh sorse poi la città Khmer destinata a diventare capitale del regno cambogiano. Sull’antica cittadella di Banteay Kév nel 1866 venne edificato il primo Palazzo Reale in legno e l’unico padiglione in muratura fu offerto da Napoleone III al re Norodom che si era posto sotto il protettorato francese.Cinquantasette anni dopo il re Sisowath ricostruì l’intero complesso in muratura e fece giungere architetti francesi a dirigere i suoi artisti ed artigiani per edificare le splendide costruzioni in stile khmer recinte da due grandi mura nelle quali si ergono la splendida Pagoda d’Argento circondata da una galleria affrescata e la Sala del Trono tra gli altri edifici, due templi sono consacrati alle Sacre Impronte del Budda, uno il Padiglione delle Feste e un’altro il Padiglione delle Danze, oltre un recinto interno si stende la favolosa Residenza Reale interdetta ai visitatori. Gli splendidi affreschi della galleria attorno alla Pagoda d’Argento rappresentano l’epopea del Ramayana e si svolgono come un libro policromo da oriente ad occidente, davanti l’ingresso della pagoda si staglia la statua equestre del re Norodom fusa in Francia nel 1875 e uno stupa ne contiene le ceneri, accanto ad un altro che contiene quelle del padre. La Pagoda d’Argento contiene la sacra statua del Budda di Smeraldo e fu ricostruita in tutta la sua magnificenza dal re Sihanuk nel 1962 con una scalinata di marmo di Carrara, l’interno è pavimentato d’argento massiccio e attorno sono in mostra i preziosi doni dei sovrani stranieri, maschere e oggetti Khmer in oro ed argento, centinaia di Budda offerti dai fedeli di tutti i paesi.Al centro si erge un altare dorato che regge il superbo Budda di Smeraldo del XVII secolo e davanti un’altra statua dell’Illuminato in oro è decorata da novemila cinquecento ottantaquattro diamanti, vicino un loto d’oro contiene una reliquia del Budda proveniente dall’India e dietro una statua di marmo birmana con una pesante decorazione d’oro adoperata per le incoronazioni.La Sala del Trono fu edificata nel 1917, contiene un gong sacro che ritma i cerimoniali reali e numerose portantine, dietro la sala si trovano le stanze del re e della regina adoperate durante le incoronazioni nella tradizione che vuole separati i regnanti per sette notti. In un’altra sala si trasferiscono provvisoriamente le ceneri dei sovrani defunti prima di collocarle nello stupa reale e davanti vi sono i Budda delle preghiere quotidiane dei sovrani, oggeto di culto dei visitatori asiatici. Il primo monastero della città sul Mekong è il Vat Ounalom costruito nel 1443 davanti al Tonlé Sap su uno più antico dove era conservato un capello del Budda.Esso venne arricchito di quarantaquattro edifici tra stupa, santuari, pagode e abitazioni dei monaci attorno all’antico stupa che contiene una statua del Budda seduto e una disteso, al primo piano la sala di culto racchiude altri tre raffigurazioni e un’antica testa, da essa si accede al piano superiore affrescato con scene della vita dell’Illuminato e una sua statua seduto meditante circondato da altre quattro nell’insegnamento.La pagoda più recente è la coloratissima Vat Tuol Tum Pong vicino al grande mercato, si erge imponente a due piani circondata da un portico le cui porte sono sormontate da animali mitologici come il bue e la tartaruga ssoicati all’immagine del Budda.

Sui quattro lati vi è un vestibolo monumentale e una galleria è sostenuta da colonne decorte dagli uccelli mitici Garuda, sul lato destro un edificio serve da scuola e un piccolo vihara colorato di verde e giallo serve da alloggio ai bonzi, a sinistra si trova un grande stupa a quatttro piani con una scalinata, vicino al Monumento alla Vittoria in stile khmer nella piazza omonima, la grande pagoda Vat Lang Ka possiede un gran numero di statue dipinte.A trentacinque chilometri da Phnom Penh, Oudong fu capitale khmer tra il 1618 e il 1866, dominata dalla collina del Vegliardo San Phnom Ta San sulla sommità della quale si accede con una lunga scalinata guardata da due serpenti mitici Naga che porta alle rovine di due grandi templi edificati dal re Sisovath nel 1911, la cittadella con le sue pagode e l’antico Palazzo Reale, divenne rifugio dei Khmer rossi e fu distrutta da un bombardamento americano nel 1973 del quale restano le rovine.

Miglior sorte ebbe Tonlè Bati edificata sulle rive del lago, le cui costruzioni più antiche dei templi Ta Phrom.

Da: Paolo Del Papa: El misterio de Angkor, Mexico, Geomundo, 1995

 

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