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Mongolia

Dall’ estremità orientale dell’ Asia Centrale  tra le steppe e gli altopiani inizia la Mongolia  a sud  della regione meridionale  siberiana russa di Irkutsk e del lago Bajkal,  circondata dalla regione settentrionale della Cina  lungo i confini meridionali fino a quelli occidentali nel  Xinjiang attraverso l’arido Taklamakan  che si allunga nel deserto del Gobi, mentre  più a sud si estende la  Mongolia interna cinese del  Nèi Mongol   per la sua  estremità orientale  fino alla Manciuria .

L’Impero dei Mongoli

Gran parte della sua storia è legata  alle tribù dei  Mongoli che da quelle steppe partirono  alla conquista del mondo medioevale quando furono  riunificate dal  grande Gengis Khan dall’ inizio del XIII secolo,  con il suo potente ed invincibile esercito dilagò per tuti i territori limitrofi  travolgendo ogni regno fondando il più vasto impero della storia  Mongol Uls che in breve si estese ad est con l’ altrettanto  incontenibile  conquista mongola della Cina travolgendone in breve la potenza millenaria. Attraverso l’ Asia centrale ove tutte le regioni vennero travolte dall’ incontenibile conquista, sbaragliando  armate, regni secolari e città, l’ invincibile esercito dei  Mongoli avanzò a sud ovest conquistando quelli che furono i millenari domini  dell’ antica Persia da dove dilagò  nei territori tra i califfati islamici che da secoli regnavano o  in gran parte del Medio oriente. Verso l’ occidente l’ espansione avanzò con l’ invasione dell’ Europa orientale, travolgendone i regni cristiani e il nipote di Gengis Khan, celebrato come il grande conquistatore  Batu Khan , dopo averne sottomessa la regione nel 1238, con le sue armate passò nuovamente gli Urali per attaccare il principato di Vladimir-Suzdal  devastando  gran parte delle città medioevali  nell’ Anello d’ Oro di Russia e più a sud ovest dal  1239 le sue orde avanzarono in quello che fu il territorio della Rus’di Kiev  invadendo parte della regione che si stendeva ad est dell’Ucraina, l’anno dopo invase l’ intera regione completando la conquista con la definitiva l’ invasione mongola della Rus’. Gli altri principati divisi tra loro nel resto del territorio non riuscirono a contenere l’ ormai inarrestabile invasione della Russia, mentre  gran parte delle città venivano distrutte  avanzando nella terra di Novgorod. Nei territorio conquistati dal  1241 fondò il Khanato Kipchak noto come il vasto dominio dell’ Orda d’ Oro sottomettendo anche tutti i gli altri territori e principati russi come vassalli sottoposti ad ingenti tributi. Il più vasto impero della storia fondato  dall’ invincibile  Gengis Khan , che fu venerato come una divinità dalla sua scomparsa,  venne spartito tra i figli e condottieri e  dopo aver completato la conquista della Cina dei Song travolgendone la dinastia, dal 1279 per quasi un secolo  si estese il dominio Yuáncháo con la dinastia Yuan fondata nel 1260 dal grande condottiero Kublai Khan. Dopo le guerre di conquista e i vari conflitti sul nuovo impero regnò la quella che fu detta la Pax Mongolica   tra le diverse regioni con liberi scambi culturali e commerciali , garantendo  la sicurezza dei viaggiatori d’ ogni origine e religione  sull’antica Via della seta e le sue diramazioni.La regione mongola divenne libera terra di transito, attirando europei ed arabi tra  missionari, mercanti e viaggiatori del  medioevo per quasi due secoli,  alcuni descrissero i percorsi per giungervi e le meraviglie di quel mondo, mirabilmente rappresentati ne Il Milione del grande Marco Polo. Anche l’ impero cinese mongolo iniziò la sua decandenza e nel 1368  la dinastia Yuan venne deposta  da quella a cinese dei  Ming, nel frattempo dopo la divisione nei vari grandi domini dell’ immenso impero, fu riunito nel nuovo vasto impero Timuride fondato dal condottiero turco mongolo Tīmūr Barlas noto in occidente come il grande Tamerlano, poi anch’ esso spartito nel secolo successivo. Sull’altipiano mongolo si impose il potente clan dei Borjigin   dal XV secolo e  come discendente della dinastia Yuan nel 1479 salì al trono Dayan Khan  che regnò per quasi un trentennio  sulla regione assieme alla sua consorte Mandukhai. Mentre  era finito l’ impero Timuride e ad ovest il Khanato Kipchak dell’ Orda d’oro  dal 1480 iniziava a decadere, Dayan Khan  minacciò la  Cina dei Ming, fino ad invaderne il territorio nel 1517,  poi respinti continuarono  sconfiggendo l’ imperatore  Zhengde nel 1542 per conquistarne i territori nella regione occidentale del Xinjiang. Per un secolo  l’ ultimo impero mongolo  dominò dalla regione siberiana meridionale di Irkutsk e il lago Bajkal a nord e attraverso gli altipiani mongoli ad est oltre i monti Altai fino alla  Manciuria, ereditatI dai successori i domini  di Dayan Khan vennero divisi  fino al  1634 , quando l’ ultimo della dinastia Yuan settentrionale Ejei Khan lasciò gran parte di quel che restava dell’ ultimo impero mongolo alla nuova dinastia mancese dei Qing. Agli ultimi discendenti  di coloro che conquistarono il mondo rimasero i soli altipiani ove i Mongoli ripresero l’antica esistenza di allevatori nei villaggi nomadi e seminomadi di yurte, spostandosi con i pascoli nei loro territori dove attendono il ritorno del grande Khan, mentre altri rimasero tra le  popolazioni in  varie regioni dell’ Asia centrale  ove.  anche se in gran parte islamizzati, conservano diverse antiche tradizioni. Più ad occidente il popolo dei  Kalmyk  dalle steppe cinesi occidentali e la Mongolia  si spostarono nel  territorio del Kazakistan da dove raggiunsero ad ovest  verso i confini orientali europei  la regione che prese nome di Kalmykia come  l’ enclave buddista lamaista mongolo  più occidentale. Gran parte dei discendenti di Gengis Khan popolano il paese che ne prende nome come Mongolia, assieme alle antiche tradizioni sciamaniche e buddiste lo celebrano come eroe mitico nei vari templi e  il grande  mausoleo del  Khan completato nel 1956 a Xinjie  ove si stende lo  storico altopiano dell’Ordos nella regione della Mongolia interna cinese.

Mongolia indipendente

L’ ultima  dinastia  Qing fondata nel 1911 venne travolto dalla rivoluzione del  Xinhai  ponendo fine al millenario Celeste Impero cinese, lo stesso anno contro il secolare dominio dei Quing si estese  la prima rivoluzione in Mongolia  ove i nobili dell’ antico e potente clan mongolo dei Khalkha per preservare l’ antico ordine sociale ispirato alla  cultura e le tradizioni del buddismo tibetano in Mongolia, convinsero alla reggenza la suprema giuda spirituale Jebtsundamba Khutuktu depositario del titolo di Bogd Gegeen  per instaurare una teocrazia governata  dall’ ultimo  nominato capo spirituale Bogd Khan fino al 1919 e ricostituito poi per tre anni dal 1921 nell’ indipendente Khanato di Bogd. Mentre dal 1917 era trionfata la grande rivoluzione in RussIa avanzando in Asia Centrale,   con la costituzione della nuova repubblica in  Cina fondata nel 1912 dopo la rivoluzione del XInhai, l’ istituito governo nazionalista di Beiyang con il suo esercito ìnvase il teocratico khanato Bogd nell’ occupazione della Mongolia poi sconfitto dall’ l’armata  bianca russa  controrivoluzionaria guidata nella regione dal barone Ungern che vi stabilì un regime provvisorio antibolscevico. Poi travolto dal 1921 dall’ intervento sovietico in Mongolia  per tre anni con l’arrivo dell’ Armata Rossa  sostenendo la lotta del da poco costituito Ardin Nam come partito popolare mongolo  che fu protagonista della seconda rivoluzione in Mongolia del 1921. Come stato indipendente fin dalla sua fondazione entrò nella sfera dell ’Unione Sovietica in Asia Centrale e vi rimase fino alla sua dissoluzione nel 1992 come Repubblica Popolare Socialista della Mongolia, in epoca staliniana per tredici anni è stata governata da  uno dei protagonisti della rivoluzione Khorloogiin Choibalsan dal 1939 verso la fine dell’Ikh Khelmegdüülelt,  come venne chiamato il biennio nell’ estensione delle repressioni staliniste in  Mongolia. Dall’ occidente e gran parte della comunità internazionale continuò ad essere considerata una provincia separatista della Repubblica nazionalista della Cina, mentre consolidava gli stretti legami con l’Unione Sovietica  assieme alla limitrofa repubblica autonoma socialista di Tuva consolidati dai trattati di assistenza e alleanza militare nel 1936. L’anno dopo, quando l’ esercito giapponese invase la Manciuria minacciando di avanzare in Mongolia, per proteggere la linea orientale della  ferrovia Transiberiana l’ Unione Sovietica intervenne  fornendo assistenza alla Cina nella sua  seconda guerra contro il Giappone  inviando  contingenti  sulle frontiere  sudorientali  mongole e con dilagare del secondo  conflitto mondiale in Asia anche la  Mongolia entrò in guerra  come alleata dell’ Urss  fino al   1945  quando con le sue truppe contro il Giappone  partecipò all’ invasione sovietica della Manciuria. Dopo la liberazione della Manciuria e il territorio della Mongolia interna cinese,  alla fine del conflitto con  l’ alleanza e il trattato  di amicizia , nel 1945 venne riconosciuta anche dalla Cina l’autonoma sovranità  dell’antico e conteso  territorio dell’ Ar Mongol come Mongolia esterna , riconfermata nello stesso anno  con il trionfo popolare del referendum per indipendenza riconosciuto internazionalmente. Nel frattempo come  capo nella tradizionale assemblea legislativa  del gran Khural mongolo, divenuta Presidium Statale della Repubblica Popolare  Socialista di Mongolia, nel 1940  venne  eletto il segretario del Partito popolare mongolo come primo presidente  Yumjaagiin Tsedenbal governando il paese per oltre quattro decenni  fino alla sua caduta nel 1984, sostenuto dall’ Urss e tanto filosovietico da richiederne  invano l’annessione. Negli anni sessanta mentre si estendeva il conflitto  Sino-Sovietico per i confini siberiani lungo l’ Ussuri,  stipulò il trattato di amicizia e cooperazione con l’ Urss nel 1966 permettendo lo stanziamento di truppe sovietiche in Mongolia e quando la scissione  tra Urss e Cina  ideologica e politica  si completò definitivamente, Tsedenbal si schierò con la Russia di Brežnev. Nei decenni successivi la Repubblica Popolare mongola rimase fedele alleato asiatico dell’Unione Sovietica fino alla sua dissoluzione quando nel 1990 si rese autonoma  con la pacifica rivoluzione in Mongolia che legalizzò altre formazioni politiche  oltre al vecchio partito popolare socialista Ardin Nam che rimase al governo fino al 1996 nella nuova costituzione democratica, per poi tornarvi  nei decenni successivi con il  partito democratico mongolo Ardchilsan e poi in un’ ampia coalizione assieme  al nuovo partito socialdemocratico  Ekh oron. Dopo le elezioni del 2012, pur essendo in maggioranza nel Parlamento con l’ Assemblea legislativa statale del Gran Khural, lo storico partito socialista dell’ Ardin Nam passò all’ opposizione dopo aver rifondato il partito rivoluzionario Khuvsgalt dei popoli mongoli, tornando al potere nel 2016, eleggendo alla presidenza del  Gran Khural Miyeegombyn Enkhbold  e,  mentre il partito dei popoli mongoli rinunciava al termine rivoluzionario, tre anni dopo  si dimise dalla carica  a favore del nuovo presidente Gombojavyn  Zandanshatar. Dalla sua indipendenza  e nella  nuova repubblica il  paese  continua ad essere in gran parte popolato dai discendenti degli antichi  Mongoli, amministrato con la divisione in ventuno grandi province Aimag, a loro volta diviste in trecentotrentuno distretti Somon ove tra i vari villaggi e centri, si trovano una trentina delle più popolate città della  Mongolia.

Montagne e laghi del nord

il territorio della Mongolia si stende tra le montagne s attraverso gli altipiani e le steppe tra fiumi e laghi  fino al deserto in una suggestiva varietà ambientale, popolata da una ricca fauna , oltre insetti , pesci e rettili, centoventuno specie di mammiferi con diverse endemiche oltre cinquecento con una ventina in via di estinzione  specie di uccelli  che assieme ai loro ambienti naturali  sono protetti nelle varie riserve e parchi nazionali della Mongolia. Nei suoi vari ambienti tra le più imponenti montagne mongole  verso sud ovest si allungano dal bassopiano della Siberia  sud occidentale le estremità  della maestosa catena dei monti Altaj , distesa tra la regione russa che ne  prende nome come  repubblica russa dell’Altaj,  e il territorio disteso  nella più occidentale provincia mongola del  Bayan-Olgii.  Qui si ergono le altre vette dal maestoso massiccio del Tavan Bogd con il magnifico ambiente naturale popolato da una ricca fauna è protetto dall’ omonimo  parco  nazionale di Tavan Bogd ,lungo i contrafforti mongoli della catena  le steppe e le foreste montane degli Altai si stendono tra i confini sud orientali ove tra le ampie vallate si trasformano nell’ omonima  tundra e i versi pascoli alpini degli Altai. Tra la taiga e le foreste boreali i boschi di conifere del Trans-Baikal si allungano dall’ omonima regione russa siberiana meridionale alle steppe mongole settentrionali  lungo i confini si stendono le altre foreste di conifere dei monti Sayan, dalla Siberia meridionale e il nord est mongolo si trovano le steppe della foresta di Dauriana ove poco oltre il confine russo sono protette dalla  riserva naturale di Daursky e il parco nazionale di Alkhanay.  Tra i numerosi fiumi della Mongolia che scorrono a nord verso il lago Bajkal o ad est unendosi a quelli che sfociano nel Pacifico, diversi sono immissari od emissari dei ventisei  laghi che splendono nella regione,  tra gli altri sei  si trovano  nell’arida  depressione Nuuruudyn  dei Grandi Laghi tra la steppa nell’ omonimo  vasto bacino dell’ Uvs , popolato fin da epoche remote e frequentato dai nomadi splende lago che ne prende nome come Uvs nuur dal magnifico ambiente naturale e una ricca fauna dichiarato patrimonio dell’ Unesco in parte esteso nella limitrofa repubblica di Tuva oltre il confine russo.

Hovd, Arkhangai e Zavkhan

Nell’ occidentale provincia di Hovd continua la regione dei grandi laghi con i tre protetti dal parco nazionale di Har Us  che prende nome dal suo più grande Khar-Us Nuur  o  Lago delle acque nere alimentato dal fiume  Khovd Gol con al centro l’ isola  Agbash  che splende  tra i rilievi coperti di foreste assieme al vicino lago Khar collegato  da un lungo canale che scorre a sud est  all’altro lago salino Dôrgôn . Verso il  confine settentrionale mongolo  con la regione russa di Irkutsk  ad ovest dell’estremità meridionale del Bajkal splende il  grande lago Khövsgöl noto anche come  Hovsgol  disteso in un magnifico ambiente circondato dalle montagne  della catena del Khangai  e ove a sud ovest  si allungano i monti Tarvagatai Nuruu  il territorio è protetto dall’ omonimo parco nazionale del Tarvagatai  coperto da foreste anch’ esse popolate da una ricca fauna. Dai contrafforti settentrionali dei monti Khangai  di stende la provincia dell’Arkhangai, ove sorgeva un antico centro commerciale e culturale  con un grande monastero buddista edificato nel XVII secolo,  si estesa la città di Tsetserleg che ne è divenuta capitale e conserva in parte la sua storia ,proseguendo nel suggestivo territorio dell’ Arkhangai, tra rilievi e vallate percorse da fiumi con altri antichi centri e riserve naturali, dal   vulcanico monte lago Terkhiin Tsagaan e il vicino monte Khorgo il territorio è protetto dal parco nazionale Khorgo-Terkhiin  con al centro il lago bianco del Terkhiin Tsagaan.  Dalle suggestioni  del Khovsgol  tra il suo e gli altri laghi, si continua  ad est per gli altri territori  del  Nord tra i vari siti archeologici, le praterie  frequentate dai nomadi e le riserve naturali si allunga fino alle steppe e la taiga siberiana la regione di  Bulgan , da dove i magnifici ambienti naturali  si stendono  nella limitrofa  settentrionale dello Zavkhan tra vallate, dune, laghi e foreste dalla ricca fauna con i pascoli frequentati dai nomadi  dominati Monti Khangai ove ha le sue sorgenti il fiume Orkhon che da qui scorre per il territorio nord orientale ricevendo  vari affluenti per unirsi al Selenga che più a settentrione diventa il grande immissario del lago Baijkal nella regione siberiana russa di Irkutsk, mentre a  sud il Selenga continua il suo corso nella   regione centro settentrionale  ove è distesa  la steppa delle foreste  Selenge-Orkhon .

Khentii e Tov

A nord est la catena Hentiyn] Nuruu dei monti Khentii che si allungano per le steppe a sud e la taiga a nord nei contrafforti settentrionali sgorga il fiume Menza che scorre a nord est per il territorio russo del Zabaykalsk , dal versante orientale scorre il fiume Onon  anch’ esso verso la limitrofa regione siberiana, mentre da quello meridionale  scorre ad est il fiume Kherlen verso la Cina. Infine sempre da quelle montagne nel territorio protetto dall’ omonima  riserva  del Khentii  popolata da una ricca fauna endemica , si erge la sacra montagna di Burkhan Khaldun ove leggenda vuole sia nato il grande Gengis Khan e che custodisca la sua mitica tomba, qui ha origine lo storico fiume Tuul anch’ esso considerato sacro dalla tradizione mongola che attraversa la regione settentrionale assieme all’ Herlem ed Onon  per le grandi foreste tra le paludi  nel  vasto e selvaggio territorio del  Khan khentii ove  tra gli altri si apre il suggestivo ambiente del Khustain Nuruu protetto dal parco nazionale di  Hustai dalla ricca e varia flora,  popolato da oltre quaranta specie di mammiferi e duecento di uccelli in gran parte endemiche. La centrale provincia di Tov  tra i monti  Khentii occidentali per le valli dei fiumi Tuul e Orkhon prende nome dallo storico territorio del in quello che è considerato  il cuore della Mongolia a lungo dominato  dall’ antico popolo  dei  Khalkha, oltre il   passo Gorkhiin Dava tra le montagne si apre  il parco nazionale di Gorkhi-Terelj dalle suggestive formazioni rocciose  e vallate che  dalle sue sorgenti è attraversato dal fiume Tuul , vi splende lago glaciale di Khagiin Khar con   poco a monte le sorgenti calde di Yestii, popolato da orsi bruni e oltre duecentocinquanta specie di uccelli e continuando si trova l’altrettanto ricca riserva naturale del  Gun-Galuut.

Övörkhangai

Nella provincia del Khangai meridionale Övörkhangai verso ovest nell’ omonimo distretto sull’ altopiano si trova la cittadina di Harhorin da dove , continuando poco  a nord est  lungo il basso corso del fiume Orkhon , nei pressi dell’altra  cittadina che ne ha preso il nome, si trova il sito che conserva i resti della città medioevale di Kharkhorin , poco a sud nel 1647 venne fondato il  monastero di  Shankh con una ventina tra templi ed edifici che ospitavano scuole buddiste e almeno millecinquecento monaci , anch’esso devastato negli anni trenta del secolo scorso è stato restaurato negli anni novanta tornando ad essere un frequentato centro religioso. Non distante  si trova ciò che rimane  dell’ antica prima capitale mongola di  Karakorum , fondata nel 1235 su un precedente grande accampamento dal Khan  Ögödei  ove sono stai rinvenuti resti di  vie tra mura, edifici, e quello che doveva essere il palazzo del Khan. Poco distante sorge il più antico monastero buddista lamaista di Erdene Zuu  rimasto in Mongolia, fondato nel 1585 in stile cinese poi danneggiato in un conflitto e  ricostruito nel XVIII secolo con oltre sessanta tra templi tra gli stupa e gli edifici  che ospitavano un migliaio di monaci. Dopo la costituzione la Repubblica Popolare  di  Mongola iniziò la sua rivoluzione culturale smantellando i simboli del passato con la devastazione dei monasteri e nel  1939 il primo ministro  Choibalsan  ordinò la distruzione del monastero Erdene Zuu come molti altri, lasciandone tre templi e alcuni stupa che con l’ intervento di Stalin nel 1949 vennero salvati e restaurati assieme all’ altro monastero di Gandan  noto come  Gandantegchinlen  nella capitale Ulan Bator. Lasciato il sito di Karakorum  poco a sud ovest, da quando fu restaurato nel 1773 dopo la sua devastazione nel secolo precedente in un conflitto si erge il monastero di  Tovkhon come lo si trova con alcuni templi originari del XVII secolo a gli altri sorti nel successivo dichiarato patrimonio culturale Unesco come i  non distanti siti  nella storica valle di Orkhon con i monumenti del Khöshöö Tsaidam.  All’inizio dell’VIII secolo  vennero erette le due grandi steli di Kul Tigin  con Iscrizioni in cinese e in turco arcaico che raccontano la storia  del popolo Göktürk di stirpe turco mongola  dalle origini fino alla fondazione del loro primo khaganato di Kok Turuk   che qui aveva la sua capitale sulla sponda occidentale del fiume Orkhon. Conquistata  a metà dell’ VIII secolo dal popolo   Uyghur di antica stirpe turca orientale assieme agli alleati  nomadi  riuniti  nella confederazione dei Qarluqs , sulla vecchia capitale dei Göktürk venne rifondata la nuova  Karabalghasun  che ha lasciato i suoi resti nel sito di Ordu-Baliq, da dove nella regione tra la metà dell’VIII secolo e il IX si estese il  dominio Toquz-Oghuz del potente  Khaganato  Uyghur .

Ulan Bator

Oltre ai vari antichi centri nello storico territorio dell’ Ovorkhangai, l’ altopiano della regione centro settentrionale ove si apre la valle del fiume Tuul fu popolato fin dalla preistoria e poi da popolazioni  di stirpe iranica riunite nella cultura di  Pazyryk dal VI al III secolo a.C. che hanno lasciato i  più antichi resti nella grande necropoli di Noin-Ula.Tra storia e leggenda la Foresta Nera del fiume Tuul nel XII secolo accoglieva il palazzo del potente  khan Toghrul convertito al cristianesimo nestoriano e da quel centro poi scomparso nel 1639 venne fondato il mobile monastero di yurte Örgöö  da dove  iniziò la storia di  Ulaanbaatar quando vi sorsero edifici che ospitavano migliaia di monaci e dal XVIII secolo  i quartieri della città. Dopo il trattato di Kyakhta del 1727 tra l’impero russo e quello cinese della dinastia Qing divenne uno dei grandi centri mongoli di quello che fu noto come il commercio di Kyakhta tra i due imperi, divenuta una fiorente città qui fu proclamata l’ indipendenza della Mongolia  dalla Cina nel 1911 come khanato di Bogd e ne divenne capitale rimanendovi per tutta la storia successiva dalla repubblica socialista Mongola legata all’ Unione Sovietica che vide la sua estensione con grandi quartieri, Nel 1961 venne completata della  Transmongolica divenendo uno scalo  della linea ferroviaria attraverso il paese con la sua stazione collegata da nord alla lunga Transiberiana. Con la dissoluzione dell’ Unione sovietica la pacifica rivoluzione del  1990 continuò ad essere la capitale del paese nella nuova repubblica democratica di Mongolia estesa nei suoi moderni quartieri e nota come la grande capitale Ulan Bator, ma  qui continua ad essere chiamata in mongolo  Ulaanbaatar. Centro e cuore  pulsante  della  città è la  vasta piazza Sukhbaatar , fino all’inizio del XX secolo gran parte era occupata dagli edifici del  grande monastero  Zuun Khuree con il Palazzo Giallo , residenza  del supremo capo spirituale   Jebtsundamba Khutughtu che con il titolo di Bogd Gegeen era a capo della gerarchia dei lama nel buddismo tibetano in Mongolia, dopo l’ indipendenza dalla dinastia Qing cinese fu Bogd Khan per tredici anni dal 1911. Poco distante dalla piazza  si trovano gli edifici storici e  religiosi di Ulan Bator , come i suoi centri spirituali, edificati in stile tradizionale all’ inizio del secolo scorso  in epoca Quing si ergono i sei templi cinesi  lamaisti di Choijin ,all’ inizio del XIX secolo risale il complesso del  Gandantegchinlen  che fu altro centro buddista nella città, poi chiuso  e riaperto al culto nel 1944 come il grande  monastero di Gandan tra gli stupa e gli altri edifici ove si staglia il Tempio d’Oro con la ricostruita la venerata alta statua  di Avalokiteśvara. Mentre il resto della storia ed arte di questa città  è raccontata nei vari musei  di Ulan Bator, dal centro diramano i quartieri con gran parte degli edifici sorti all’epoca della Repubblica Popolare, dal  palazzo governativo di Saaral Ordon  del 1951 ove si trovava il vecchio Teatro dalla cupola verde al grande palazzo che ospita la Borsa della Mongolia , tra gli altri più recenti  sorti negli ultimi decenni si trova il museo del Teatro  mongolo inaugurato nel 1991, l’ alta  Torre Blu da dove si gode la vista sulla città come dalla torre dell’ imponente e moderno grattacielo Centrale.

Fuori dal centro sulla sponda del fiume Tuul dal 2008 si erge la grande statua di Genghis Khan a cavallo, mentre i  caduti mongoli e sovietici nella seconda guerra mondiale sono onorati dal memoriale di Zaisan nel quartiere meridionale di Khan Uul. Usciti a sud della capitale, ove si innalza il monte Bogd Han sacro al buddismo mongolo,  nel 1733 venne fondato il grande monastero di  Manzušri   che dopo la devastazione in epoca staliniana  ha lasciato i suoi resti poi restaurati mantenendone lo stile

Dal Sukhbaatar al Gobi

Continuando per le regioni settentrionali dell’ Est ,sempre in un suggestivo ambiente tra le vallate nel bacino attraversato del fiume  Kherlen, verso i confini russo e cinese nell’ omonima provincia mongola si stende il territorio del Dornod  ove  dal X secolo si estese a lungo il  dominio del popolo Kitai di stirpe mongola e su un altura vi  fondarono un fiorente centro che  ha lasciato i sui resti nel sito di Bars-Hot con una delle più antiche pagode della regione  e proseguendo il magnifico ambiente è protetto nella riserva della biosfera di Daguur che per il suo ecosistema popolato da varie specie di animali ed uccelli è dichiarata patrimonio naturalistico dell’ Unesco. Scendendo a sud est nella regione mongola più orientale del  Sukhbaatar si stendono le steppe ove, assieme ad altri otto minori vicini,  splende lago Ganga  dalle acque salate  nel distretto che prende nome dal popolo nomade dei  Dariganga e più ad est  attraverso la Mongolia interna cinese la steppa si apre nelle vaste praterie Mancesi  popolate dall’ endemica fauna e dal territorio  percorso nei secoli dai nomadi per i pascoli estivi che continua in quello settentrionale cinese della  Manciuria. A sud tra la Cina settentrionale e la Mongolia  inizia il vasto deserto del Gobi, dai contrafforti meridionali dei monti Khangai ove  poco a nord  ove si allunga la catena del Gobi-Altai , dalla  la valle del Thaki si apre quella che è nota come  la stretta Valle dei Laghi del Gobi  coperta dalla steppa. A sud est degli altipiani inizia  il deserto esteso dalla regione mongola più occidentale all’ estremità  dell’arido bacino di Zungaria  dallo storico territorio transito di migrazioni e conquiste che occupa gran parte del limitrofo Xinjiang cinese. Verso l’ estremità sud occidentale del deserto si stendono le aride steppe dell’ altopiano di  Alashan , esteso nel territorio cinese e più a sud fino allo storico altopiano del Tibet, percorso anch’ esso dalle antiche vie carovaniere. Nella provincia sud orientale di Dornogovi  si stende l’ arido territorio del Dornogobi ove ai margini del deserto nel 1820 venne fondato il monastero di Khamar come centro del buddismo lamaista nella regione che ospitava cinquemila monaci tra gli oltre ottanta templi,  dopo la devastazione in epoca staliniana è stato in parte restaurato come lo si trova. Continuando tra le riserve naturali e le alte dune Burdene Bulag che si inseguono nel deserto fino al suggestivo territorio centro meridionale  dell’ Omnogobi ove parte del territorio è protetto dal grande parco nazionale di Gurvansaikhan tra l’altopiano e le steppe popolate da una ricca fauna endemica. Tra vallate, suggestive  formazioni e alte dune  si continua nella  storica terra  del  Saikhan-Ovoo attraversata dall’ unico fiume  Ongi Gol ove nel XVIII secolo sorse un centro buddista con diciassette templi,  lasciando i due monasteri di Ongiin che emergono solitari dal deserto. Continuando nelle suggestioni della regione  verso ovest si entra nel limitrofo territorio del Bayankhongor dall’antichissimo popolamento  ove nelle grotte di Tsagaan Agui  sono stati rinvenuti resti preistorici  ed usate poi come santuario buddista e il territorio  anch’ esso dalla lunga storia conserva altri tempi e monasteri nei vari centri e la capitale dell’ omonima provincia  di  Bayankhongor .

Mongoli

Lasciati gli storici  centri e città, nella terra che prende nome  dai Mongoli continua la tradizionale  vita tra le steppe nei villaggi ed accampamenti delle tradizionali gher come chiamano le loro yurte , alcune comunità sono divenute  sedentarie,  altre continuano a muoversi dal vasto  altopiano  per le praterie con  pascoli a nord  verso i contrafforti degli Altaj meridionali o a sud verso quelli che si allungano dalla catena Da Hinggan,  per poi tornare in estate. Si muovono con cavalli e cammelli assieme alle greggi di ovini e da essi traggono ogni cosa, dall’  dell’ abbigliamento in  lana e tessuti spesso decorati  e la tipica tunica colorata Deel indossata nei giorni feriali e nei giorni speciali, dall’allevamento anche i cibi e la cucina segue le antiche tradizioni nomadi stagionali con   gli alimenti  bianchi di latticini estivi  e i  grigi invernali di carni.  La tradizione spirituale e comunitaria è fondata sull’antico sciamanesimo  mongolo del Böö mörgöl  , simile a parte delle più antiche popolazioni limitrofe  della Siberia sud occidentale, ove tutto è  legato alla natura e il  mondo degli spiriti, oltre ad essere  depositari della medicina tradizionale e i riti di guarigione, gli sciamani  dirigono   le cerimonie recitando formule magiche per entrare in contatto con gli spiriti  accompagnati da canti e la musica sciamanica, al ritmo dei tamburi con fumi di erbe e bevande inebrianti entrano in trance per gli esoterici viaggi  nel mondo degli spiriti. La tradizione spirituale è anche legata alla più antica  mitologia  diffusa nella regione tra le popolazioni di stirpe mongola e turca orientale, dalle varie  entità poi  integrata nel Tengrismo , fondato sulla divinità suprema e creatore dell’ universo  Tengri   emanatore di tutti gli spiriti che popolano il mondo,  regnato assieme  alla Madre Terra Umay. Successivamente anche lo sciamanesimo e il Tengrismo si integrò alla diffusione del buddismo in Mongolia  che sulle vie carovanere iniziò a giungere fin dal XIII secolo tra gli altipiani  dalla più sud orientale regione del  Tibet e nei successivi  fino al  XVI  quando  si diffuse la scuola lamaista tibetana del Buddismo . Assieme  al mondo degli spiriti sciamanico ed altri culti, le cerimonie buddiste mongole sono associate alla setta dei Berretti Bianchi tibetani nello sciamanesimo  Giallo che persegue l’armonia religiosa comunicando con le entità benefiche, mentre quelle nefaste e gli spiriti maligni sono evocati dalle pratiche dello sciamanesimo  Nero. Dall’ epoca della sua diffusione  è rimasta nei secoli l’ antica tradizione  religiosa e la spiritualità in Mongolia tra lo sciamanesimo integrato nel Tengrismo e il Buddismo tibetano come fondamento in gran parte della tradizionale cultura in  Mongolia, assieme all’ arte e la letteratura nata all’ inizio del XIII secolo con l’ introduzione dell’alfabeto originando i diversi sistemi di scrittura Mongola  del Galik , Todo biçig , Phags-pa, Zanabazar  e la religiosa Soyombo.  L’ antico patrimonio rimane dai quartieri popolari nelle città ai  centri e villaggi delle varie etnie di stirpe mongola,  tra i nomadi e seminomadi  che continuano la loro secolare esistenza negli accampamenti di  gher  come sono chiamate le loro  yurte, ove in ricordo delle gesta del venerato Gengis Khan vi si celebrano le feste del Naadam con  competizioni a cavallo, tiro con l’arco e lotta tradizionali.

Dall’ antica terra dei Mongoli ove ne mantengono la cultura i discendenti,  si continua ad ovest attraverso il deserto del Gobi per il limitrofo Xinjiang per riprendere i percorsi delle antiche  Vie della Seta attraverso le regioni dell’ Asia-centrale o dall’ altra parte  per l’ estremità orientale del territorio mongolo fino alla Manciuria, mentre a sud come altro scrigno di storia e cultura si aprono le vaste regioni della Cina dagli indimenticabili e suggestivi itinerari.

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