Yunnan Cina

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Lo Yunnan: la provincia meridionale della Cina

Movimentato da catene montuose e percorsa da fiumi che si snodano tra fertili valli e foreste, lo Yunnan di cui Marco Polo ci ha lasciato ammirate descrizioni, è la più meridionale delle province cinesi sui cui confini corrono le frontiere della Birmania, il Laos e il Vietnam, di cui il veneziano visitò il fiorente regno indocinese di Cham, ed è quella che possiede più minoranze etniche.

La “Città dell’Eterna Primavera” Kunming ne è la capitale fondata dagli Han nel I secolo della nostra era, la sua bellezza e il fervore mercantile impressionarono Marco Polo e tutti i visitatori stranieri, intatta nell’armonia tra la natura e l’opera dell’ uomo, con le pendici dei monti modellate dalle terrazze per le risaie e le colline dai nomi mitologici che affacciano nella valle dove si stende la città.Una strada, che fu antica via di commerci e pellegrinaggi, attraversa un centinaio di chilometri tra splendide vallate, risaie e villaggi, fino alla spettacolare formazione rocciosa di guglie e monoliti dalle forme più strane della “Foresta di Pietra” abitata da un gran numero di spiriti ed esseri mitici oggetto di antichi pellegrinaggi e indecifrabili culti tra buddismo,taoismo e arcaiche tradizioni tribali Thai.Gran parte della popolazione discende dalle antiche tribù Thai che sono state spinte dagli Han sempre più a sud, agricoltori e allevatori di bufali, si sono stabiliti nello Yunnan incontrando altre tribù e conservando le antiche tradizioni magiche e animistiche anche dopo la penetrazione del buddismo.

Il culto della “Madre del Riso” Me Posop prevede che prima della semina le immagini della divinità vengono bruciate nei campi per propiziare il raccolto e quando il riso comincia a crescere si celebra il rito “thawkhwan” che rafforza l’energia vitale delle pianticelle, perchè ogni cosa contiene in sé l’ energia “khwan”, anche la casa ha un suo pilastro che lo contiene ed è oggetto d0910i particolari cure.

Le tribù Miao si distinguono per i costumi azzurri e neri ricamati a colori vivaci che sciamano nei piccoli villaggi di montagna e nei mercati sull’antica pista tra lo Yunnan e il leggendario regno della “Terra d’Oro” in Birmania che attraversa il loro vasto territorio ,dove domina il culto dei morti, simile ad altre tribù thailandesi, birmane e laotiane, che concepisce tre anime: una rimane con il corpo dopo la morte e viene nutrita con acqua e riso deposti nella tomba, un’ altra continua a vagare per tre anni e comunica con i vivi attraverso gli sciamani chiedendo offerte e sacrifici necessari ad entrare nel regno dei morti, l’ ultima si reincarna e può ricordare le vite precedenti con le pratiche sciamaniche.

Yunnan: cosa vedere

Nella regione più meridionale dello Yunnan, tra le montagne coperte di foreste dove scorre il fiume Yuanjang, vecchie piste attraversano il territorio degli Hani che hanno tenacemente sottratto ai fianchi delle montagne e alla jungla le superfici da coltivare,antichi miti che si confondono con i più recenti nell’epica lotta contro il feudalesimo all’ inizio del secolo, guidata dalla leggendaria Lu Meibei che per cinque anni fronteggiò le guarnigioni cinesi e quando gli Hani dovettero soccombere lei entrò nella tradizione popolare che continua a raccontarne le gesta.Dallo Yunnan la rotta principale procedeva a sud verso la regione del “Triangolo d’Oro” tra Thailandia, Birmania e Laos collegandosi alla “Via di Burma” i cui fiorenti mercati e centri di pellegrinaggio buddista ne fecero per secoli un territorio di grandi traffici, l’ altra continuava ad est nel Guanxi-Zuan per Guilin.Antica e splendida nella sua cornice naturale, come un vecchio dipinto cinese, è circondata da colline coperte di vegetazione ,laghetti e fiumi cristallini, rocce spettacolari e grotte che si aprono improvvise nelle meravigliose tonalità di verde, piccoli templi ed eleganti edifici dai tetti policromi spuntano ovunque.

Ogni collina, roccia o grotta, ha il suo nome poeticamente ispirato alla suggestione delle forme che assume: le colline del cammello, proboscide dell’ elefante e festone attorcigliato, le grotte dei flauti rossi, del dragone bianco e altre forme modellate dalla fantasia della natura e la poesia.Fondata nel III secolo a.C.dalla dinastia Qing, sorge lungo il fiume Lijang che, assieme a canali artificiali navigabili, ha assicurato per secoli i collegamenti tra la Cina meridionale e il resto dell’ impero, una meraviglia naturale che si insinua con anse strettissime in una interminabile teoria di colline coniche coperte di vegetazione da dove si intravedono capanne e villaggi isolati incrociando piccole barche di pescatori e gruppi di bufali che ruminano immersi nell’acqua limpida.

Si naviga lentamente nella pace arcaica del fiume terminando un lunghissimo viaggio nella natura e la storia sulle rotte carovaniere e la via della seta attraverso montagne, deserti, foreste, città e mute rovine di civiltà, antiche cronache di viaggiatori, miti e leggende tra il lontano occidente e l’estremità dell’ Asia, ai confini del mitico Cathay dove cominciava il paradiso degli antichi.Alla fine del viaggio sulla via dell’oriente che ancora racchiude le sue “mirabilia”, niente è più dolce che immergersi in questa Cina così antica e sognata, come un’antica stampa T’ang o fantasia di raffinati pittori su pergamena.

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