Storia della CinaStoria moderna

Repubblica cinese

La rivoluzione Xinhai

Al tramonto della  dinastia Qing tra la metà del XIX secolo e l’ inizio del successivo con le devastanti guerre dell’ oppio, la ricolta dei Boxer e  il  primo conflitto sino giapponese, nell’ ormai decaduto Celeste Impero consolidò il suo potere l’ imperatrice vedova Cixi , mentre nel 1912 salì  al trono ancora bambino Yaozhi che divenne l’  undicesimo ed ultimo imperatore Xuantong noto anche come  PuYi dei Qing sotto la sua reggenza. Nel 1894 venne fondata la società del rinnovamento cinese  Xingzhonghui , riunita nel decennio successivo al movimento della  lega  unita cinese del Tongmenghui, anch’ essa fondata dall’esilio in Gippone nel 1905 da intellettuali rivoluzionari guidati da Sun Yat-sen per rovesciare la dinastia e  dal 1911  fu la base per il  Partito Nazionalista cinese iniziando la storia del Kuomintang  che ha poi governato la Cina fino al 1949. Legato al diffuso sentimento contro i  Qing che aveva ispirato varie rivolte , dopo che il generale Huang Xing  tentò a Canton e la fallita seconda rivolta di Guangzhou che finì con lo sterminio dei rivoltosi, il movimento rivoluzionario nel 1911 dalla provincia dell’ Hubei  ispirò la ben più vasta  rivolta di Wuchang . Con essa iniziò  in gran parte delle altre province la grande rivoluzione del Xinhai con l’avanzata delle forze rivoluzionarie contro l’ esercito imperiale che fu sconfitto nella battaglia di Yangxia. Seguita da altre sconfitte dei Qing mentre continuavano altre rivolte in tutte le regioni, la rivoluzione in Mongolia rese il territorio indipendente dal dominio imperiale e  anche ad ovest dilagò la rivoluzione nel Xinjiang che venne conquistato in breve così come la regione himalayana tibetana con l’ insurrezione di Lhasa. Dopo le varie sconfitte l’ esercito Qing con l’armata comandata dal generale Yuan_Shikai fu costretta alla tregua per negoziare la pace, con  l’abdicazione il giovane ed ultimo imperatore PuYi,  venne formata un’ istituzione di unità nazionale divenuta il  governo del  Beiyang  destituendo la monarchia e con le  provvisorie elezioni presidenziali del 1911  tenute alla fine dell’anno nominarono alla presidenza il fondatore del movimento rivoluzionario Sun Yat-sen che inaugurò il suo governo repubblicano liberale assieme al vice presidente Li Yuanhong  e all’ inizio del  1912  proclamarono la fondazione e la  nascita della nuova prima repubblica della Cina ponendo fine al millenario Celeste Impero e la sua ultima dinastia regnante dei Qing.

La repubblica cinese

Al contrario del tradizionale ed autoritario nazionalismo Han che poneva l’ omonima popolazione protagonista nella lunga storia del Celeste Impero, il nuovo nazionalismo Mìnzù zhùyì cinese non distingueva  tra etnie e culture sostenendo unità nazionale, democrazia e sostentamento della popolazione con  i Tre Principi del popolo nella dottrina  San-min di  Sun Yat-sen per evolvere i paese, fondamento  per la politica del Kuomintang come era stata concepita originariamente prima della sua involuzione autoritaria. Fin dalla sua ascesa al potere introdusse il principio delle Cinque Razze sotto un’unica Unione per convivenza armoniosa tra le cinque popolazioni più diffuse degli  Han, i  Manciù, i  Mongoli e tibetani buddisti, gli Hui islamici e le  varie altre  popolazioni ed etnie in Cina. In parte ripresa la tradizionale cultura ed ideologia del Sinocentrismo che la poneva come centro culturale, politico ed economico in Asia, oltre l’ adattamento e la revisione  della tradizionale distinzione Huà e Yi tra la cultura e antica discendenza nella civiltà cinese  delle popolazioni di stirpe  Han nota come  Huaxia con la supremazia sulle altre considerate storicamente barbare ed inferiori ispirando in più recente ideologia del cosìdetto sciovinismo Han. Con l’ istituzione  del primo governo provvisorio della repubblica di Cina guidato da Sun Yat-sen nel 1912 venne emanata la nuova costituzione provvisoria repubblicana della Cina,  ma lo stesso anno  riunendo vari oppositori fu proclamato  il governo del Beiyang, poco dopo  salito al potere al comando del suo esercito, il generale Yuan Shikai  iniziò l’ Èrcì Gémìng nota come la seconda rivoluzione in  Cina   che cercò di restaurare l’ effimero e breve nuovo impero della Cina durato un solo anno con la sua morte. Sun Yat-sen riunì e guidò i movimenti di protezione costituzionale Hùfa Yùndòng ispirando nel 1915 la guerra  civile antimonarchica per la protezione nazionale  del  Hù guò  che con la vittoria l’ anno successivo tornò alla repubblica. Il movimento per la nuova cultura Xin wènhuà, attivo per un decennio fino al 1920 per il rinnovamento democratico della società cinese,  ha ispirato il filosofo e letterato Chen Duxiu divenuto socialista rivoluzionario, assieme all’ altro intellettuale del’ Università di Pechino Li Dazhao e vari seguaci per la costituzione di un nuovo movimento progressista e rivoluzionario marxista con l’adesione del giovane  Mao Zedong, destinato a divenirne protagonista, iniziando dal 1922 la lunga storia del Partito Comunista in Cina  per la costruzione del socialismo. Ispirato della trionfante rivoluzione di ottobre in  Russia e aderendo fin dall’ inizio ai congressi della  terza internazionale comunista nel Comintern,  nel 1923  Sun Yat-sen invitò il nuovo Partito comunista cinese all’ unione con quello nazionalista e costituire il primo  Fronte Unito per combattere il dilagante e autoritario  potere in gran parte delle regioni dei vari domini in conflitto tra loro e contro la nuova repubblica spartito tra i  signori della Guerra.

I Signori della Guerra

I conflitti iniziarono con i vari generali divisi tra  le regioni settentrionali e meridionali in quella che fu detta l’ era dei Junfa  nota come dei Signori della Guerra nei territori spartiti  schierati nelle fazioni Jítuán o cricche, tra le fazioni più potenti dei  Jìtuàn  la Wǎn Xì Jūn Fá, per la provincia di provenienza di gran parte dei suoi capi prese nome come Anhui fondata da  Duan Qirui,  la  Zhí Xì Jūn Fá,  dalla nord orientale provincia di Zhili  si estese nell’ Hubei, Jiangsu e Jiangxi nota come la fazione dello Zhili. I vasti territori nord orientali dal Liaoning  fino alla Manciuria erano dominati dal  Fèngxì Jūnfá  di Fengtian, nella provincia dello Shanxi poco a sud ovest la Jìn Xì  ne prese nome con fazione dello  Shanxi, quelle nord occidentali del Qinghai,  Ningxia  e Gansu popolate dai  cinesi Hui  islamizzati divennero dominio dei signori della guerra riuniti nel potente Clan Ma , mentre gran parte della limitrofa regione occidentale lo fu degli altri nel Jítuán del Xinjiang. Dopo vari conflitti tra le potenti fazioni, nel 1924 iniziò la seconda guerra tra Zhili e Fengtian sostenuto dal Giappone che  dopo vari e scontri e battaglie  si concluse con la vittoria del Fengtian, mentre il generale cristiano  Feng Yuxiang che aveva militato con le forze Zhili, si alleò con il Kuomintang nella spedizione del Nord contro il signore della guerra filo giapponese Duan Qirui  che aveva portato al potere nella capitale il governo restauratore del presidente Cao_Kun, deposto  nell’ insurrezione degli oppositori con il colpo di stato  di Beijing. Dall’ epoca si intensificarono gli scontri con i Signori della Guerra fino al 1928,  tre anni dopo la morte del primo presidente di SunYat-sen, quando il governo del Kuomintang  con il nuovo esercito nazionalista rivoluzionario del Gèmìng jùn riorganizzato, inviò una poderosa armata a riportare l’ ordine con la  spedizione del Nord nelle regioni settentrionali  per riunificare il paese, guidata dal nominato generale supremo Chiang_Kai-shek.

Chiang Kai shek

Dal 1929 per un anno  fu ancora al comando  nell’ altra vittoriosa la guerra del Zhòngyuàn  nelle pianure centrali con varie battaglie assieme all’esercito popolare Guominjun del nord ovest, riunificando definitivamente la Cina e, divenuto il nuovo presidente,  il vittorioso generale  inauguro il governo autoritario  di Chiang Kai shek, nel frattempo contro le formazioni progressiste e comuniste che  l’avevano appoggiata prese il potere sulla prima rivoluzione in Cina con la feroce repressione dei movimenti sindacalisti  perseguitando i comunisti con violenti attacchi culminati nel massacro di Shanghai del 1927. Con il governo autoritario di Chiang Kai shek per un ventennio  continuò la storia della nuova  repubblica in Cina  dopo il primo periodo democratico di SunYat-sen, iniziata con  quello che fu detto il florido decennio d’ oro di Nanjing ove spostò la capitale, durante la guerra civile nel periodo del Junfa iniziarono le prime ostilità con il Giappone nel 1928 dagli scontri di Jinan nella provincia orientale dello Shadong  con l’ invio di truppe giapponesi a sostegno dei Signori della Guerra contro l’ esercito della nuova repubblica cinese che, nella sua   spedizione del Nord , vide la prima vittoriosa   alleanza tra il Kuomintang e il Partito comunista cinese  nel primo Fronte Unito.  Le regioni nord orientali erano nei domini del potente  signore della guerra  Zhang_Xueliang con il suo esercito del nord-est che nel 1929 cercò di controllare la linea cinese orientale nota come ferrovia Kvzghd  per essere in concessione congiunta con  la Russia che inviò reparti dell’ esercito per ristabilire  l’ accordo,  inziando il conflitto Sino-Sovietico con vari scontri e concluso con  la vittoria dell’ Armata Rossa. Nello steso periodo  l’ impero giapponese iniziò la sua espansione verso Manciuria per sfruttarne risorse e commerci , vi venne estesa  la  ferrovia della Transmanciuria  che ne attraversava il territorio meridionale e nel 1931  l’ esercito nipponico invase la Manciuria ove  poco dopo il Giappone vi  fondò lo stato  indipendente, ma di fatto sua colonia  dal regime autoritario  del Manciukuò che ne divenne la base per iniziare ad invadere la Cina.

La Lunga Marcia

Nel 1931 venne proclamata la Repubblica Sovietica della Cina  in gran parte dei territori sottratti al potere della repubblica nazionalista, fondata dal Partito Comunista cinese guidato da Mao Zedong che ne divenne presidente e primo ministro del governo formato con altri rivoluzionari e il generale Zhu De, contrastata  fin dalla fondazione  dall’ esercito nazionalista di  Chiang Kai-shek. Per la cooperazione  commerciale e militare con la Germania della Cina nazionalista iniziata nel 1926,  come addetto militare presso il Kuomintang  il generale Von Seeckt  fu l’ ideatore della strategia contro l’ Armata Rossa comunista assieme all’ altro consigliere militare e generale tedesco  Von Falkenhausen che ispirarono la riconquista della Repubblica Sovietica cinese  nelle varie regioni con le lunghe campagne di  Accerchiamento . Avanzando vittoriosamente sull’ esercito comunista e dopo la quinta ed ultima campagna nelle battaglie  del soviet di Jiangxi, l’Armata Rossa nel 1933 fu costretta a ritirarsi dai territori occupati  iniziando la leggendaria Chángzhēng  della Lunga Marcia  che partita dalla provincia di Jiangxi raggiunse la lontana di  a Yan’an in unì epica impresa guidata da quello che divenne il grande condottiero  Mao Zedong.

La guerra con il Giappone

Dopo vari scontri nel 1937 con l’ attacco nipponico nello scontro di Lugou  sull’ omonimo ponte poco a sud ovest di Pechino iniziò la devastante  guerra cinese contro il Giappone , con l’ occupazione dei territori cinesi e fin dall’ inizio il lungo conflitto  con il Giappone divenne la resistenza unitaria del Kàngzhàn e la guerra civile in Cina tra nazionalisti e comunisti iniziata nel 1928  venne sospesa creando il  secondo Fronte Unito del Kuomintang con il Partito comunista cinese.  Nel luglio del 1937 l’ armata giapponese inviata dall’ imperatore Hirohito avanzò  nei pressi della capitale sconfiggendo  l’ esercito del Kuomintang nella battaglia Beiping  e poco dopo a novembre  venne presa l’altra grande città con la lunga e sanguinosa battaglia di Shanghai terminata dopo oltre tre mesi di violenti scontri con la vittoria nipponica e la ritirata dei cinesi. Guidato da Yasuhiko Asaka, zio dell’ imperatore Hiroito che lo nominò comandante dell’ invasione assieme al generale Iwane Matsui, l’ armata giapponese avanzò nell’ orientale provincia dello Jiangsu tra devastazioni e massacri della popolazione, per prendere la capitale Nanchino difesa dal generale Tang Shengzhi  che cercò di resistere per due giorni di furiosi combattimenti finiti con   la vittoria nipponica nella battaglia di  Nanking e dopo aver  occupato la città l’ esercito giapponese si scatenò per sei settimane in quello che è ricordato come il criminale massacro di Nanjing sterminando oltre trecentomila cinesi tra incendi, saccheggi, stupri, violenze e atrocità  degli ufficiali come Toshiaki Mukai e Tsuyoshi Noda  che si cimentarono  nella gara con la spada katana  a chi decapitava più velocemente almeno cento prigionieri. Dopo le indicibili violenze nell’ eccidio di Nanchino gran parte della dilaniata popolazione venne deportata nella vicina zona di sicurezza Anzenku  istituita  da missionari protestanti  e funzionari occidentali riuniti nell’ International Committee for safety  zone di Nanking che doveva proteggerla dai feroci crimini di guerra giapponesi diretto dall’ affarista tedesco iscritto al partito nazista John_Rabe che, tornato in Germania nel 1938, scrisse ad Hitler per intervenire sui massacri, ma fu arrestato dalla Gestapo e poi liberato impedendogli di diffondere la documentazione dei crimini nipponici. I giapponesi continuarono ad avanzare nelle vaste regioni orientali contrastati dai cinesi per oltre quattro mesi con la grande  difesa di Wuhan che prese nome dalla roccaforte cinese nella provincia di  Hubei  con la città di  Wuhan divenuta capitale provvisoria dopo la caduta di Nanchino  e difesa congiuntamente dall’ esercito del Kuomintang e quello comunista nel Fronte Unito assieme a reparti e aerei del gruppo di volontari Sovietici, ma la città venne conquistata alla fine del 1938 divenendo centro per l’ avanzata nipponica nelle regioni meridionali. Nel frattempo a marzo 1938 i giapponesi avevano occupato lo Shandong settentrionale  con l’ armata guidata dal generale Itagaki che avanzò fino alla città di Xuzhou nella provincia nordoccidentale di Jiangsu difesa dai cinesi al comando del generale  Li Zongren  dall’ assedio  dei nipponici che  con violenti scontri presero la città dopo la battaglia di Xuzhou, mentre gran parte dei cinesi riuscirono a sfuggire dandosi alla guerriglia. Contro la devastante strategia giapponese  Sankō Sakusen  o Tre Tutti   di massacri, saccheggi ed incendi della terra bruciata,  dall’ inizio del 1939 iniziò la controffensiva cinese  nell’ Hubei  e con la vittoriosa  battaglia di Suìzào  avanzò nelle province del Suízhōu e Zaoyang continuando nell’ Hunan con la conquista del capoluogo con la battaglia di Changsha arrestando il consolidamento giapponese nei territori meridionali ove verso la fine del 1939 i giapponesi giunsero sulla regione costiera meridionale conquistando Nanning con la battaglia del Guangxi interrompendo i rifornimenti marittimi stranieri all’ esercito cinese. L’ esercito nipponico avanzò a sud con la rapida conquista ed invasione dell’  Indocina francese, da dove i giapponesi attaccarono la penisola invadendo la Malesia all’ epoca colonia britannica avanzando a nord con la rapida conquista e l’ invasione del regno samese  di  Thailandia  e dall’inizio del 1942 continuarono con quella del limitrofo territorio in violenti scontri anche con le truppe britanniche  conquistando la  Birmania. Dopo i massacri della popolazione islamica a Nanchino e  nell’ autonomo territorio Dachang Hui dell’  Hebei, anche gran parte dei musulmani  in Cina  si schierarono  con l’ esercito del Kuomintang combattendo contro i giapponesi  partecipando a numerose battaglie mentre  con altre vittorie cinesi avanzava  l’ ottava armata Bàlùjùn  dell’ esercito di liberazione comunista fondato nel 1926 come Armata Rossa cinese dal Partito comunista e dopo varie battaglie contro gli invasori, dal 1940 le sue formazioni lanciarono nelle regioni centrali la grande offensiva nota come  dei Cento per i reggimenti impiegati.

Nella guerra mondiale

La  devastante invasione  della guerra giapponese   con la Cina rientrava nella dottrina imperiale nipponica  Hokushin-ron per l’ espansione a nord dalla Manciuria alla Siberia che doveva continuare con quella meridionale  dell’ Nanshin-ron nel sud est asiatico e le  isole del Pacifico,  nell’ ambizioso progetto di creare una vasta area di influenza in Asia orientale. Dopo l’ attacco giapponese  alla base statunitense nel Pacifico di Pearl_Harbor nel dicembre del 1941 anche gli Stati Uniti entrarono nel secondo conflitto mondiale iniziando la  guerra del Pacifico , mentre l’ impero nipponico stringeva il  patto tripartito dell’Asse Tokyo- Berlino-Roma con il regime nazista della Germania che avanzava devastando l’ Europa  dal 1938  e, dopo la sua entrata in guerra, con quello dell’ Italia fascista. Nel teatro bellico del Pacifico la Cina  fu nelle  quattro Potenze con gli Stati Uniti,  Regno Unito e  Unione Sovietica, nel 1942 tra gli Usa e la Cina con il trattato strategico e intelligence militare del Saco  venne creato il Sino American Cooperative Organization  in Cina comandata dal capo dello spionaggio militare nazionalista Dai_Li che, oltre alla guerra contro il Giappone, in seguito doveva operare contro il comunismo in Cina.  Duramente impegnata in Europa contro i nazisti nel suo Fronte Orientale, l’ Unione sovietica fu costretta a chiudere il passaggio attraverso il Kazakistan all’ invio dei  rifornimenti americani per raggiungere la regione occidentale cinese del Xinjiang  da tempo dominata dal signore della guerra divenuto nazionalista ed  antisovietico Sheng_Shicai sostenuto da Chiang Kai-shek , lasciando la Cina quasi priva di rifornimenti dagli alleati occidentali fino a quando fu riaperta la via del Ledo che collegava l’ India britannica alla Cina meridionale. Nel 1944 dopo aver riconquistato  la provincia meridionale dell’ Hunan e la sua capitale  con la seconda battaglia di Changsha , l’ esercito giapponese avanzò  verso l’ altra grande città nella regione che fu difesa vittoriosamente dai cinesi nella battaglia di Hengyang, mentre altri territori  venivano riconquistati dai reparti dell’ esercito comunista inquadrati nell’ ottava armata del  Bàlujùn  delle forze congiunte del Fronte Unito con il Kuomintang, assieme alla  nuova quarta armata  del Xìnsijùn .

La fine del Kuomintang

L’ anno dopo con l’  occupazione sovietica  e la liberazione della Manciuria dal dominio nipponico, rivelando i crimini di guerra giapponesi e i collaborazionisti nel  Manchukuo,  l’ Unione Sovietica entrò ufficialmente in guerra contro l’ impero del Giappone liberando le limitrofe regioni cinesi, mentre poi  terminava il secondo conflitto mondiale nel Pacifico  dopo che le Hiroshima e Nagasaki all’ inizio di agosto del 1945 furono distrutte dai devastanti bombardamenti atomici statunitensi e venne trattata la definitiva resa  incondizionata del Giappone. Dopo il lungo e devastante conflitto contro l’ impero  giapponese, con l’ appoggio degli Stati Uniti  Chiang Kai-shek inviò le sue armate nelle regioni nord orientali  per impedirne il controllo delle formazioni comuniste che le avevano liberate e,  durante l’ operazione Beleaguer per rimpatriare i prigionieri giapponesi in Cina, dal 1945  l’ esercito americano  schierò oltre cinquantamila marines  nella regione tra l’ Hebei e  lo Shandong  con i nazionalisti, mentre il conflitto si estese  contro l’ esercito di liberazione popolare del Pc cinese , dopo lo scioglimento del Fronte Unito il governo nazionalista del Kuomintang riprese il  sospeso conflitto contro i comunisti  nella guerra civile in Cina. Dal 1945,  dopo quattro anni di scontri contro l’ Esercito di Liberazione Popolare guidato da  Mao Zedong, nel gennaio del 1949  terminò la grande rivoluzione in  Cina e il primo ottobre nella piazza Tien An Men di Pechino Mao Zedong  proclamò la nuova Repubblica Popolare.

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