Stonehenge: storia

Stonehenge: storia


La storia di Stonehenge vicino Londra

La storia di Stonehenge inizia con dei giganti che in tempi antichi portarono grandi pietre levigate dall’Africa in Irlanda e con esse edificarono un circolo sacro sul monte Kilarus come sepolcro funebre dei quattrocentosessanta nobili soldati di Aurelio Ambrosius uccisi dai Sassoni, poi Re Uther Pendragon chiese aiuto al mago Merlino per trasportarlo nei pressi di Amesbury e per tutti fu la “pietra sospesa” Stonehenge. Nella Historia Regum Britanniae, scritta nel 1140, Goffredo di Monmouth riporta l’antica leggenda che conferisce origini magiche il suggestivo anello di pietre edificato nel neolitico sulla pianura che si stende nella regione inglese del Wiltshire ad una diecina di chilometri da Salisbury.

Dove si trova

Su un terrapieno innalzato attorno al 3.100 a.C., venne edificata un’ampia composizione circolare di grandi megaliti databile tra il il 2500 e il 2000 a.C., a lungo misterioso luogo di culto, venne poi abbandonato e gran parte delle pietre crollarono, rimesse in piedi solo nel XIX secolo, pertanto non è sicura la collocazione originaria.  I complessi megalitici sono strutture preistoriche costituite da grandi rocce di vari tipi, a pietre verticali isolate sono i menhir, poi a pietre verticali allineate a pietre disposte a formare una camera sono i dolmen e infine pietre disposte a cerchio come a Stonehenge.

La maggiorparte di questi complessi diffusi in Europa risalgono al periodo tra il Neolitico alla prima Età del Bronzo, dal IV al I millennio a.C., in Bretagna ed Inghilterra sono chiamati Cromlech e rivelano l’utilizzo dell’unità di misura comune “iarda megalitica” di 829 centimetri, che testimonierebbe conoscenze matematiche e geometriche degli antichi costruttori. Simile ad altri siti megalitici nordici, come quello di Anhalt nella Sassonia tedesca e l’Anello di Brodgar nella Scozia del nord, è di gran lunga più perfezionato e imponente degli altri, per la sua unicità Stonehenge è stato dichiarato Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco nel 1986.

La disposizione dei monoliti rivelano un culto legato ad eventi astrali ben osservati e conosciuti dai costruttori, a giudicare dall’allineamento con i punti di Solstizio ed Equinozio. In tale disposizione l’elemento più importante sembra essere la cosiddetta “pietra dell’altare”, costituito da un monolite di cinque metri di arenaria verde, tutte le altre pietre principali sono di arenaria silicea, tratta da un’antichissima cava ad una trentina di chilometri nelle Marlborough Downs.

I monoliti interni “Bluestone Horseshoe” sono in maggioranza di dolerite, alcuni di criolite, arenaria e calcaree vulcaniche, molto più piccoli di circa quattro  tonnellate in media, provenienti dai monti Preseli nel Galles sud-occidentale. Le pietre si trovano nel centro di un’area racchiusa da un terrapieno circolare e da un fossato esterno dal diametro di ventitre metri, la via rialzata a nord orientale collega le pietre dell’area centrale, i cui lati sono delineati da argini e fossati.

 

Stonehenge: storia del solstizio d’estate e antichi rituali

È orientata verso l’alba del solstizio d’estate e conduce ai due fossati costruiti in età neolitica paralleli molto ampi e di due lunghi terrapieni, mentre il centro sacro ha forma di U con l’asse orientato al sorgere del sole del solstizio d’estate, ottenuto con la disposizione di cinque triliti, o pietre “sarsen“, poste gradualmente in altezza, in modo che la coppia più grande di pietre verticali forma l’apice della forma a U e le altre coppie opposte l’una di fronte all’altra di uguale lunghezza, infine le più corte costituiscono l’estremità della U. All’interno sta l’altare composto da una pietra di tre metri perpendicolare all’asse del sole. La collocazione nel santuario centrale delle altre pietre “Bluestone” risale al XIX sec.a.C. mentre altre sessanta formavano un cerchio tra il santuario e l’anello estremo di pietre sarsen sormontati da architravi.

L’anello estremo era formato da trenta pietre verticali con architravi in un circolo perfetto dalle altezze costanti. Oltre il terrapieno circolare e del fossato rimane il solo monolite “Hell Stone” alto quattro metri e mezzo. L’ipotesi più diffusa è che fu luogo consacrato al culto neolitico della Grande Dea, divinità femminile donatrice di fertilità e protezione, con l’alba del solstizio di estate la pietra centrale eclissava il sole levatosi all’orizzonte e la sua ombra penetrava all’interno del circolo di Stonehenge, rappresentazione del coito divino e la fecondazione, la pietra principale era un fallo e i circoli di pietra la vulva della Dea per la fecondazione nel giorno del solstizio di estate.

 

Chi ha costruito Stonehenge?

Nel XVIII secolo, con William Stukeley, si cominciò ad ipotizzare che dopo l’antico periodo neolitico il sito divenne un tempio che i sacerdoti Druidi interpretavano come percorso del sole e della luna, osservando i raggi del sole che passavano attraverso i tre portali allineati e cadevano sulla pietra principale nel giorno del solstizio d’estate, il 21 giugno, mentre all’alba del 21 dicembre, i raggi passavano attraverso i due portali alla fine del semicerchio interno, essi erano poi in grado di prevedere le eclissi spostando opportunamente alcune pietre.

Altre ricerche, per la presenza di tombe a tumulo nella zona, delle quali la più antica di Boscombe risale al 2.500 a.C. , hanno ipotizzato la sua natura di necropoli attorno al luogo sacro, altre ancora vi hanno individuato un complesso sacro cerimoniale legato anche al culto dei defunti.

Alcuni scienziati, come l’astronomo Norman Lockyer hanno studiato accuratamente il sito datando l’erezione dei megaliti al 2800 a.C. e una loro ricollocazione al 1560 a.C., probabilmente in seguito i culti che vi si tenevano furono abbandonati e, comunque, la zona decadde portando al crollo delle pietre, opera continuata dai cristiani che consideravano il sito opera diabolica. Dai rilevamenti appare chiaro i i cerchi concentrici sono rivolti verso il Sole e le costellazioni e secondo gli studi di Lockye servivano ad osservare il moto degli astri deducendolo alle ombre proiettate dalle pietre e da determinati allineamenti tra il Sole e gli archi che compongono i cerchi di pietre concentriche rilevabili in determinati giorni dell’anno.

Per l’astronomo americano Gerald Hawkins, Stonehenge sarebbe una sorta di strumento di calcolo basato sui movimenti del sole, della luna e delle eclissi, e il direttore del museo di Glasgow Euan Mac Kie, ipotizza l’esistenza di una vera scuola astrale nella zona di Durington Walls.

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