La Cina sui mari

La Cina sui mari


Fin dall’ antichità  ad occidente navigatori, esploratori e condottieri s’avventurarono  in nuove terre e poi nel medioevo si presero  gli itinerari per l’ Asia sulle carovaniere dell’ incenso, per la lunga Via della seta e le marittime  Rotte delle Spezie, all’altro capo del mondo il cinese Cathay meditava le sue esplorazioni.

 

Il leggendario Xu Fu

Le più antiche notizie si hanno dalla mitologia cinese che raccontava della  mistica terra Pènglài shān ove viveva lo Xian millenario Anqi Sheng tra gli  Otto Immortali Bāxiān che vi risiedevano e che possedeva la magica pozione che allungava la vita per secoli. Le antiche cronache del regno regno cinese sotto la dinastia Qin raccontano che  sul finire del terzo secolo avanti Cristo l’ imperatore Shi Huang  inviò che partì dal porto di Qinhuangdao sul mare di Bohai, ma fallì nella sua ricerca. Fu poi incaricato il navigatore Xu Fu , al ritorno raccontò che era salito sul monte del Pènglài trovando la pianta dell’ elisir, ma gli Immortali  gli avrebbero impedito di prenderla, così il sovrano Shi huan lo rimandò con una grande flotta di sessanta navi cinquemila uomini d’ equipaggio e tremila tra giovani, mercanti e artigiani verso i mari orientali alla ricerca di quell ‘ elisir che doveva allungare la vita. Navigò per nove anni dal 219 raggiungendo terre vicine ma  ignote,  le successive Cronache dei Tre Regni redatto nel terzo della nostra era secolo da Chen Shou durante la dinastia Jìn, poi il il Libro degli Han Hòu Hànshū  dello storico Fan Ye del V secolo che racconta le vicende del regno degli Han orientale, concordano che raggiunse l’ isola Danzhou nel meridionale Hainan, più tardi nell’ VIII secolo il monaco e viaggiatore buddista Yijing accenna che giunse  nel non lontano ma sconosciuto  Giapone, dove salì sul sacro  Monte Fuji, alcune antiche fonti giapponesi lo identificano come il primo imperatore  mitico Jimmu, fatto sta che le cronache Shiji redatte dallo storico di corte  Sima Tan e poi dal più moto figlio Sima Qian raccontano che egli giunse in una fertile pianura e ne divenne sovrano senza fare ritorno. Dopo qui leggendari viaggi il Celeste Impero  si chiuse lasciando i suoi commerci sulla Via della seta divenendone il lontano Cathay prima di riprendere il mare oltre un millennio e mezzo dopo.

 

La Cina sui mari

Mentre in tutta l’ Asia occidentale e centrale e parte dei quella orientale dilagava l’ espansione islamica e trasformava rapidamente antiche civiltà e culture nate dall’influenza indiana, più a nord anche i regni indianizzati dell’ Indocina decaddero ed entrarono sotto l’influenza cinese, l’islamizzazione si arresto’nella penisola malese che divenne fondamentale per il commercio con il Celeste Impero e il porto di Canton che, a sua volta, aveva sviluppato la rotta con il Giappone Kamakura rimasto a lungo isolato nel precedente periodo Heian e dove era penetrato il Buddismo, iniziando una grande richiesta di spezie ed aromi per usi cerimoniali e medici. In molte regioni dell’Asia orientale la Cina prese il controllo della Via delle spezie contribuendo alla crisi degli stati indianizzati indocinesi e della stessa India settentrionale fino al Bengala, soprattutto il sud, all’epoca sotto il dominio del regno Chola che nel 1025 aveva invaso il regno  Srivijaya, che s’ estendeva sulla via dell’ Indonesia tra la penisola della  Malesia, la vicina  Sumatra e parte di Giava , conquistandone la capitale  Palembang e ponendo fine al suo dominio sulla rotta dello stretto di Malacca. Alla pressione cinese e all’avanzata islamica i Chola reagirono impadronendosi dei possedimenti arabi a Ceylon e le isole  Maldive, poi le basi nelle Andamane per controllare la rotta tra il meridionale  Tamil Nadu del dominio Chola indiano che risaliva le coste del Bengala per ridiscendere su quelle della Malesia e oltre lo stretto al largo dell’  Indocina raggiungeva i porti cinesi del Guangdong. Nel frattempo  tra il XII e il XIII secolo la conquista islamica avanzò nell’ India settentrionale ove sorsero sultanati e creando poi nel cinquecento il vasto impero delle dinastie Moghul che dominava quasi la metà della penisola, sconvolgendo i millenari equilibri della cultura  induista che si era diffusa per secoli in parte dell’Asia orientale rimase confinata nell’India centro meridionale. La Cina sotto la dinastia Sung Ch’ao, contrariamente alle precedenti,si dedicò al traffico marittimo nel Mar Cinese orientale Dōng Hǎi e meridionale Nán Hǎi controllandone le rotte fino ai porti indiani del Bengala e lungo la coste  indocinesi fino alla penisola malese, ma nel XIII secolo l’incontenibile invasione mongola sconvolse completamente i secolari equilibri, sviluppando uno dei piu’vasti sistemi commerciali della storia che raggiunse l’apogeo con Kublai Khan.  La nuova e potentissima flotta cinese si approprio’di tutte le rotte e il traffico commerciale tra il Vietnam , la penisola della Malesia, i porti dell’ India meridionale e le vie dell’ Indonesia controllando  l’intera area orientale della Via delle spezie e solo il Giappone riunificato nel Kamakura Jidai degli Shogun riuscì a resistere ai tentativi di invasione sconfiggendo  i vascelli mongoli in una leggendaria battaglia al largo delle sue coste favorito da un violentissimo tifone  che fu il Vento divino  Kamikaze. Il cinese Cathay controllava le rotte carovaniere dell’ est sulle Vie dell’ Asia che riuscì in parte a collegare alle rotte delle spezie orientali, imponendo il dominio commerciale dell’ impero Yuan dai confini occidentali  al mar cinese da dove partivano le rotte per l’est e l’ovest.  All’inizio della successiva dinastia Ming cháo le grandi giunche cinesi raggiungevano i porti  Indonesiani, quelli indiani del Tamil Nadu e del Malabar spingendosi fino alle coste dell’ Hormozgan persiano e dell’ Africa orientale  Shirazi  sotto il controllo musulmano, poi l’ impero  Ming qing iniziò ad isolarsi  dal resto del mondo privilegiando i traffici terrestri ed abbandonando il controllo delle rotte marittime.

 

I viaggi di Zheng He

Sul finire dei grandi viaggi occidentali del  medioevo sulle carovaniere per l’ Asia, i traffici sulla Via della seta e le marittime Vie delle Spezie raggiunsero l’ apice e con essi le riccheze del cinese Cathay, all’ inizio della dinastia Ming fondata da Hongwu, il terzo imperatore Yongle fece costruire una poderosa flotta nominando come ammiraglio l’abile  navigatore  Zheng He, oltre alle grandi  giunche militari la flotta comprendeva  le  gigantesche bàochuàn mercantili dette le Navi del tesoro per missioni commerciali e diplomatiche, ma soprattutto spedizioni nei mari. Con oltre trecento navi e ventisettemila uomini tra equipaggi e militari il primo viaggio prese una delle rotte occidentali sulle Vie delle Spezie attraverso oceano indiano e il mar Arabico navigando per le coste dello Yemen meridionale e l’ omanita Dhofar raggiungendo quelle africane orientali ove sorgevano i floridi centri e città arabe del medioevale periodo Shirazi, tornando poi indietro per il  Giappone  dello shogunato Ashikaga e la vicina Corea. Con quella che all’ epoca era la più grande flotta del mondo ripartì sulla  rotta  orientale per le coste dell’ Indocina tra i porti della Cambogia e il vicino Vietnam, proseguendo per Giava e le rotte dell’ Indonesia, tornando lungo la  Birmania per l’ indiano Bengala e a sud incrociando Ceylon di nuovo attraverso  oceano indiano occidentale  e il mar  Arabico per la costa africana delle città arabe tra la somala Mogadiscio, la fiorente Zanzibar, le keniote Mombasa e l’ isola di Lamu. Dal 1405 per quasi trent’ anni Zheng He comandò sette lunghi viaggi, nel 1431 il grande navigatore per tre anni fu di nuovo in Vietnam nel regno di Champa procedendo in Indonesia per l’ isola di Sumatra nel porto di Palembang continuando a Giava e scendere in Malesia nel sultanato di Malacca, raggiunto il  Bengala dal porto di Calcutta il resto della flotta  fece rotta su Ceylon da dove raggiunse il mare arabico per le città arabe africane stabilendo un provvisorio  centro commerciale a  Malindi, mentre l’ ammiraglio Zheng He decise di tornare dal Bengala morendo in viaggio e la salma fu lasciata in quel mare che aveva affrontato ed amato per tutta la vita. Dei lunghi viaggi e le navigazioni del grande Zheng He coloro che erano con lui ne hanno lasciato memoria,  Gong Zhen ne raccontò le imprese,  Fei Xin descrisse la flotta nel suo Xingcha,  il cronista Ma Huan redasse il Yingyai Shenglan sul terzo, quinto e settimo viaggio. In Asia orientale sono ancora vive  le imprese del grande  navigatore che cercò le rotte marittime della seta e le ricche  spezie, ma dopo di lui si tornò al chiuso Cathay e venne abbandonata l’ esplorazione cinese degli oceani che ebbe in  Zheng He unico e grande protagonista.

© Paolo del Papa: Viaggiatori ed esploratori. Vol.Oceani: La Cina sui mari.

© Paolo del Papa estratto da : Le vie della Storia. Vol. Asia: La via delle Spezie.

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