Asia Orientale

Vie della storia

La via della Spezie

“…e su quelle navi  Hiram fece imbarcare i suoi marinai,esperti navigatori del mare,che insieme ai servi di Salomone andarono ad Ofir….La flotta giungeva ogni tre anni e portava oro,argento,avorio,scimmie e pavoni.”(1 Re,9-10). Circa mille anni prima dell’Era Cristiana la Bibbia descriveva l’ intenso traffico commerciale tra le civilta’del Mediterraneo e le lontane terre affacciate sull’Oceano Indiano su una delle rotte della leggendaria Via delle Spezie,ma già molti secoli prima di Salomone i Sumeri avevano sviluppato il commercio marittimo con i popoli di Dilmun e Magan sulle coste di Baharein e Oman, spingendosi fino a Melukkha nella Valle dell’Indo  dove si rifornivano del legname di tek indiano, usato negli edifici di Ur. Nello stesso periodo gli egiziani aprirono le rotte nel

Asia

Sulawesi

L’isola Sulawesi, o Celebes, è una delle maggiori dell’arcipelago indonesiano con quasi 500 mila chilometri quadrati e circa 3500 chilometri di coste, divisa nelle tre grandi penisole Beni, Tomini e Tele, circondata dalla barriera corallina che ha impedito nel passato lo sbarco di grosse navi e l’interno caratterizzato da massicci vulcanici, è stata a lungo isolata anche per la rinomata ferocia delle tribu’ che ancora la popolano. Isola di Sulawesi: popolazione La parte è abitata da una popolazione del gruppo Alfuri-Papua, simile a quello delle vicine Molucche e Nuova Guinea, tutto il resto dell’isola è abitato da tribù del gruppo Malese e piccole comunità tribali  Veddidi primitivi, come i Toala, che vivono di caccia e raccolta nell’interno della foresta. La popolazione

Grandi itinerari

Da Giava a Bali

Civiltà giavanese Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da millenni gli abitanti hanno strappato alla foresta le loro piantagioni, concentrandosi nella lunga pianura alluvionale del nord stendendo per secoli le ordinate risaie con terrazzamenti sui rilievi che

Culture

Indonesia Sumatra Batak

Nel nord di Sumatra a Simalingun  vi sono i resti di una antica civiltà megalitica, le antiche leggende delle tribù Batak affermano che risalgono agli antenati  mitici che esercitano effetto magico benefico, alcune statue sarebbero antenati che trasgredirono le leggi del clan e pietrificati per l’eternità, altre ancora lo spirito delle acque Boru Sawang Naga. I Batak sono stati a lungo considerati tra le più inavvicinabili popolazioni dello arcipelago indonesiano, resi noti nel secolo XIX dall’ esploratore Elio Modigliani che li descrisse come un popolo bellicoso dedito all’ antropofagia, ma al contrario delle altre tribù che praticavano il cannibalismo rituale, lo inserirono nel loro ordinamento giudiziario tribale. I racconti  del nostro esploratore sconvolsero il mondo occidentale e gli abitanti di

Storia

Via dell’Indonesia

Indonesia L’ Indonesia è uno dei vari territori nei miei viaggi e avventure nel mondo che ho visitato in ogni suo angolo  con immagini, itinerari e   reportages  da Sumatra, tra ambienti e popolazioni, le trbù  di Nias e Mentawaii, le isole   Sulawesi, le traversate di Giava e l’ isola degli dei Bali dove ho vissuto per brevi periodi, tra le  Isole della Sonda ho navigato nell’ arcipelago delle Nusa Tenggara, il martoriato Timor e le Molucche, le spedizioni nel Borneo Kalimantan e nelle remote aree dell’ Irian Jaya nella Nuova Guinea indonesiana. Lo definisco territorio e non paese  per vastità, varietà di ambienti e popolazioni  delle circa quattordicimila isole che si stendono dall’ oceano Indiano al Pacifico per oltre cinquemila

Asia Orientale

Nias

La popolazione dell’ isola di Nias al largo delle coste di Sumatra, ha originato una delle più affascinanti culture “megalitiche” dell’ Asia e da secoli continua ad edificare ineubir e dolmen. L‘ erezione di megaliti celebrava la vita sociale e religiosa, s le “feste di merito e rango “ owasa, i più imponenti sono gli osaosa, sedili di pietra scolpiti a motivi zoomorfi che, come le  statuette lignee e litiche adu raffigurano divinità, spiriti e antenati. L’ etnia niassese appartiene al complesso di popoli tribali del gruppo vetero-malese indonesiano, che hanno raggiunto livelli più evoluti di quelli delle protoculture come Ne­gritos, Vedda, Punaned ed altri,differenti dei neomalesi che hanno subito l’influsso indiano, cinese, arabo-musul­mano e che hanno originato le grandi

Asia Orientale

Mentawaii

La popolazione delle Mentawaii è una delle più arcaiche dell’ Indonesia, prima del contatto con i missionari, i Mentawaiani non conosce­vano metalli, agricoltura né forme di artigianato evoluto. Molti di loro continuano tuttora a ignorarli e l’economia si basa quasi esclusivamente su pesca,  caccia, baratto e coltivazioni rudimentali nella foresta di taro, banane e sago. Nella caccia adoperano con frecce di legno dalla punta avvelenata dall’ essenza vegetale “antiaris ms­sicaria”. I mentawaiani adoperano la piroga a due bilancieri e vela per la pesca, guerra e per spostarsi da un villaggio al l’ altro, circumnavigando le isole. I villaggi  “muara” si trovano in luoghi protetti o nascosti tra la vegetazione presso l’estuario dei fiumi con abitazioni comunitarie e claniche urna, grandi

Asia Orientale

Bali

L’ Isola degli Dei Bali è uno dei tanti luoghi al mondo che ho vissuto intensamente scoprendone gli ambienti, la popolazione, la cultura e le tradizioni meno note, un’ articolata realtà tanto lontana dalle sue spiagge frequentate dal turismo, quanto difficilmente comprensibile senza quella preziosa capacità della conoscenza propria del viaggio, ormai troppo lontana e dimenticata. Difficile comunicare interamente le sensazioni di scoperte ed incontri provati a lungo, ma si può sempre annotare un mondo e cercare di farne sintesi affinchè chi vuole se le vada a trovare.Massicci vulcani ancora attivi si elevano tra le nuvole e scivolano nel turchese dei laghi vulcanici; i mosaici di smeraldo delle risaie splendono arrampicandosi con mirabili terrazze sui rilievi tra villaggi e templi

Asia Orientale

Giava (Jawa)

Giava si stende per un migliaio di chilometri ad est di Sumatra oltre lo stretto della Sonda, dove emergono alcuni picchi vulcanici tra i quali il Krakatau, protagonista di una delle più terrificanti eruzioni della storia nel 1883 che devastò lo stretto, sterminò la popolazione e oscurò il cielo per mesi, scagliando massi a centinaia di chilometri. Esso fa parte del centinaio di vulcani, in gran parte attivi o latenti, che dominano le montagne giavanesi da ovest ad est coperti da fitta vegetazione e separati da profonde valli, dove da millenni gli abitanti hanno strappato alla foresta le loro piantagioni, concentrandosi nella lunga pianura alluvionale del nord stendendo per secoli le ordinate risaie con terrazzamenti sui rilievi che la limitano,

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Vietnam

Hanoi Il sito di Hanoi alla confluenza del Fiume Rosso e del To Lich un tempo era una vasta laguna marina chiusa in un antico golfo che si riempì nei secoli e divenne una grande pianura lacustre dove si insediarono le prime popolazioni neolitiche che fondarono una civiltà del bronzo e poi del ferro nei territori Dong Anh,Thanh Tri e Gia Lam. Quando dei primi abitatori non rimase che la memoria nelle tradizioni e le  leggende della popolazione Viet della regione, nel XI secolo il piccolo villaggio di Hanoi divenne capitale reale per volere  del sovrano Ly Thai To, edificò la sua città tra il lago dell’Ovest e la zona dove poi sorse la cittadella, dividendola nei quartieri di Kinh