Cina

Shanghai

Durante l’ultima dinastia Qing  un villaggio di pescatori sul delta del fiume Yangtsze divenne un  grande centro che continuò ad estendersi nella prima repubblica in Cina con le sue industrie e commerci e dall’ epoca,  dopo la rivoluzione e il lungo periodo del maoismo, con l’ apertura politica e le riforme economiche negli ultimi decenni della Cina popolare è divenuta  una delle più moderne e popolate metropoli del paese estendendosi come la si trova nella grande città di  Shanghai.

La fondazione di Shanghai

Nella regione  centro orientale ove sfocia nel Mar Cinese Orientale il vasto delta del fiume Yangtze ,  poco all’ interno nel fertile territorio si trova il grande lago Tai tra lo Zhejiang settentrionale  il Jiangsu meridionale, popolato fin dalla preistoria dalla neolitica cultura di Majiabang divenuta sedentaria con l’ agricoltura  del riso,  seguita per circa cinque secoli del IV millennio dall’ altra cultura  agricola neolitica di Songze. Dopo il lungo periodo neolitico e l’ età del bronzo anche le regioni orientali furono nei domini delle prime dinastie dell’ antica Cina  che non lasciarono centri rilevanti in questo territorio,  mentre durante la lunga  epoca che divise il Celeste Impero nelle  dinastie del Nord e Sud dal IV secolo  la regione entrò nei domini della nuova dinastia Jin orientale e vi sorsero i primi grandi villaggi per la pesca lungo i fiumi Song  e Huangpu. Con l’ ascesa dell’ impero Tang nel 746 vi fu fondato il primo centro militare in quello che poi divenne il distretto di Qingpu ove poco dopo si stabilì la  guarnigione Huating Zhèn e attorno sorsero i primi edifici del centro che si estese durante la successiva dinastia Song dal 1074 con la fondazione del porto divenne una base navale e centro dei commerci marittimi, legata alla capitale dinastica della vicina città di  Hangzhou. Con il  suo porto fiorì di commerci e durante la dinastia mongola Yuan i  cinque villaggi di Huating Zhen  furono unificati nel 1291 divenendo una città con la fondazione della contea di Shanghai ben presto molto popolata per il suo crescente commercio marittimo, durante l’ impero della dinastia Ming all’inizio del XV secolo venne ampliato il fiume Huangpu per permettere la navigazione e nel 1553 la città vecchia di Shanghai venne cinta da mura contro le  incursioni dei pirati giapponesi Wokou. Ormai una grande e ben difesa città dall’ epoca Ming  iniziò la  più recente storia di Shanghai come centro di quel  periodo di scambi commerciali e culturali marittimi della Cina, inaugurato dall’ imperatore Yongle con la costruzione della  grande e poderosa  Xiafan Guanjun nota come la Flotta del Tesoro  che  dall’ epoca solcò i mari conosciuti nelle leggendarie spedizioni sui mari dei Ming. Anche Shanghai  all’ inizio del XVII secolo accolse le prime missioni gesuite in Cina e tra i più celebri convertiti al cristianesimo in città fu l’ alto  funzionario e studioso Xu Guangqi  che nel 1603 venne battezzato dal  gesuita italiano matematico e cartografo Matteo Ricci, protagonista dello scambio culturale e scientifico europeo con la Cina, mentre la sua famiglia Xu lasciò  gran parte delle terre alla città ove e sorto lo storico distretto che ne prende nome come Xujiahui.

La città dei Quing

Alla fine della dinastia Ming nel 1644, oltre il florido porto commerciale, assieme alla non distante Suzhou  divenne uno dei più ricchi centri per la manifattura tessile del cotone nell’ era paleoindustriale cinese  estesa nei secoli successivi durante l’ ultima dinastia  Qing, con la sua decadenza all’ inizio del XIX secolo le potenze occidentali divennero sempre più aggressive per il predomini commerciale sulla regione. Nel 1832 la potente compagnia  dell’ East_India britannica voleva farne centro per il traffico di seta, tè e il  devastante commercio dell’ oppio in Cina, in una proposta rifiutata dal governo locale che cercava di ostacolarne  il consumo, i tentativi britannici  furono respinti dalle altre città costiere e dal 1839 per tre anni fu scatenata quelle che fu definita come la prima guerra dell’ Oppio per imporne il traffico e il consumo, conclusa con la vittoria britannica  nel 1842 e l’ imposizione del trattato di Nanchino che toglieva all’ impero  il controllo dei commerci esteri cinesi Trattati simili vennero imposti da altre potenze occidentali che poi obbligarono alle prime  concessioni straniere territoriali in  Cina, nel frattempo dal 1850 gran parte delle regioni furono  sconvolte dalla la grande e lunga rivolta di  Taiping che  qui  ebbe come protagonista la bellicosa setta riunita nella società delle Piccole Spade di Shanghai invadendo la città nel 1851, poi sconfitti dall’ esercito imperiale assieme alle guarnigioni occidentali inviate a proteggere le delegazioni straniere nel 1855 e i rivoltosi  sfuggiti alla disfatta  si unirono a nord con le armate Taiping. Dal 1856 per quattro anni  le potenze britannica e francese per assicurarsi il monopolio di ogni commercio scatenarono la  seconda guerra dell’ Oppio , dopo le varie sconfitte nel 1858 l’ impero Qing fu costretto all’ umiliante  trattato di Tientsin con le potenze anglo francesi che avevano condotto la guerra  e l’ intervento dell’  impero russo,  forzando ad aprire agli occidentali le città costiere commerciali con i porti Shàngbù cinesi  anche per il traffico di oppio. L’ ormai decadente  impero dell’ ultima dinastia Qing  fu costretto ad altri  trattati con le potenze occidentali e dal 1863  vi sorse il quartiere per le concessioni territoriali straniere di Shanghai ormai nei loro domini  così come l’ intero commercio cinese, fino al 1911 quando si diffuse la rivoluzione di  Xinhai che pose fine al millenario Celeste Impero e la proclamazione della prima repubblica in  Cina con un governo inizialmente progressista.

La grande Shanghai

Nel 1923  il suo fondatore e primo presidente Sun Yat-sen invitò il nuovo Partito comunista cinese all’ unione con quello nazionalista e costituire il primo  Fronte Unito per combattere il dilagante e autoritario  potere in gran parte delle regioni dei vari domini in conflitto tra loro e contro la nuova repubblica in quella che fu detta l’ era dei Junfa  nota come dei Signori della Guerra, mentre la città divenne il centro di industri e commerci estendendosi come tra le più popolate in Asia e nel 1927 venne progettato il piano della grande Shanghai.  Nel frattempo era iniziata la guerra civile tra le forze nazionaliste del governo Kuomintang, ormai divenuto una dittatura del generalissimo che ne era asceso a capo supremo Chiang Kai-shek e le formazioni  rivoluzionarie organizzate dal Partito comunista cinese la guida di Mao Zedong. Contro le formazioni progressiste e comuniste che  iniziarono la prima rivoluzione socialista  in Cina si scatenò la feroce repressione dei movimenti sindacalisti  perseguitando i comunisti con violenti attacchi culminati nel massacro di Shanghai nell’ aprile del 1927 operato dalle formazioni nazionaliste in città assieme alle bande dei potenti trafficanti di oppio riunite nelle organizzazioni mafiose cinesi delle Triadi. La strage di Shanghai  inaugurò il lungo periodo di violenza anticomunista in tutto il paese con i sopravvissuti costretti alla clandestinità o rifugiati nelle campagne ove cercarono di riorganizzarsi e quel massacro fu il primo di

Longhua Temple, Shanghai, China

quello che venne chiamato il Terrore Bianco contro tutte le formazioni rivoluzionarie nella lunga guerra civile in Cina. Nel 1937 dopo l’ invasione della Manciuria  iniziò la devastante  guerra cinese contro il Giappone, con l’ occupazione dei territori cinesi e venne sospesa  la guerra civile in Cina tra nazionalisti del Kuomintang e le forze il comuniste  iniziata nel 1928  creando  il  secondo Fronte Unito  per combattere l’ invasione che avanzava in gran parte del paese fino alla lunga e sanguinosa difesa nella  battaglia di Shanghai terminata dopo oltre tre mesi di violenti scontri con la vittoria nipponica e la ritirata dei cinesi. Alla fine della guerra dopo la vittoria sull’ invasione e l’ occupazione giapponese l’ esercito comunista  con oltre tre milioni tra soldati e milizie nel 1945 occupava un quarto del paese e  un terzo della popolazione con varie grandi città, dopo lo scioglimento del Fronte Unito il governo nazionalista del Kuomintang riprese il  sospeso conflitto contro i comunisti  nella guerra civile in Cina. Dal 1945,  dopo quattro anni di scontri contro l’ Esercito di Liberazione Popolare terminò la grande rivoluzione socialista   che prese il potere in  Cina  e nel gennaio del 1949  e il primo ottobre nella piazza Tien An Men di Pechino Mao proclamò la nuova Repubblica Popolare cinese iniziando il lungo periodo della sua  rivoluzione  maoista. La grande città non fu integrata nelle province limitrofe come centro industriale e culturale, declinando assieme alla provincia  meridionale del Guangdong durante la rivoluzione culturale nel periodo maoista, risollevata con la grande riforma economica di Deng Xiaoping e successivamente, con le aperture al mercato internazionale di  Xi Jinping , è divenuta la più estesa metropoli industriale e commerciale nella nuova Repubblica popolare in Cina.

Il Delta e Songjiang

La grande metropoli di Shanghai, come la si trova con i suoi vasti e popolati distretti incrociati da grandi viali ove affacciano moderni edifici  e grattacieli, racchiude i suoi angoli storici da ritrovare tra gli itinerari che ne svelano il passato e presente,  il territorio di Shanghai  si stende sulla pianura  costiera sul mar cinese orientale ove si apre il vasto delta del fiume Yangtze, tra vari corsi fluviali e laghi nella pianura alluvionale la città è attraversata dal fiume  Huangpu affluente dello Yangtze  che la collega alla costa ove  si apre il grande porto Gàng  di Shanghai divenuto il più vasto  e trafficato al mondo  assieme alla sua estensione poco a sud con l’ altro grande  porto  di Yangshan in acque profonde nei pressi dell’ omonima grande città nella baia di Hangzhou. Sul delta si stende il territorio tra lagune e strisce di terre emerse popolate da fauna endemica protetto dalla riserva naturale di Jiuduansha, poco al largo  assieme alle tre più grandi popolate di Chungming, Hengsha e Changxing e altre minori disabitate emergono le isole di Shanghai anch’ esse dal suggestivo ambiente naturale e vari centri con vecchi edifici. I più antichi villaggi prima della fondazione sorsero ove si stende il distretto di Songjiang, tra gli edifici storici nell’ omonima piazza del centro più antico del Tempio di Xingshengjiao rimane la pagoda di Songjiang del 1077 più volte ampliata e restaurata come la si trova, sul colle di Tianmashan  alla stessa epoca risale la fondazione della pagoda di Huzhu per accogliere reliquie buddiste, più volte danneggiata nei secoli e restaurata. Nel quartiere di  Yueyang  si trova il tempio di Xilin Chan sorto durante l’ impero Tang,  andato in rovina è stato ricostruito nello stile tradizionale dall’ originale. Per la residenza privata  imperiale in epoca Song sorsero gli edifici tradizionali che rimangono nel  vasto giardino di Zuibaichi, all’ epoca del’ impero mongolo Yuan ed estesa in quella Ming risale la moschea di Songjiang. Il distretto agli inizi del XX secolo si è esteso tra i due colli di Sheshan ove su una precedente cappella di missionari francesi nel 1935 fu completato l’omonimo santuario cattolico con la  basilica di Sheshan dalla vista che si stende sul territorio  e l’ estensione più recente del distretto di con il quartiere residenziale noto come la città del Tamigi  ispirato all’ epoca coloniale dagli edifici in stile vittoriano britannico del XIX secolo.

Il Bund

Il centro della vecchia città di Shanghai  era divisa nello storico distretto meridionale circondato dalle prime mura  di  Nanshi poi unificato con quello più vasto  che prende nome dal fiume che l’attraversa  di Huangpu da dove dirama la grande metropoli, tra i  più antichi edifici qui  rimane il tempio confuciano di Wen Miao fondato nel XIV secolo  all’ epoca della dinastia mongola Yuan, anch’ esso come altri danneggiato e restaurato, attorno è animato dal mercato domenicale. Continuando si giunge al grande tempio  del Chenghuang  consacrato al Dio della Città  dal tradizionale culto popolare fondato all’inizio del XV secolo durante il regno dell’ imperatore Yongle  della dinastia Ming, restaurato come lo si trova nel 1994 per i riti taoisti, nei pressi nel XVI secolo fu aperto il grande giardino di Yùyuàn con i suoi stagni, padiglioni ed edifici tradizionali. Dai distretti sul corso del fiume Huangpu con gli animati quartieri,  proseguendo per quelli centrali e limitrofi della storica Shanghai, dal 1860  per tutto il secolo la città si estese con una nuova configurazione ove sul corso  principale del  Longtang  si incrociano le altre vie da dove diramano comunità e quartieri con le tipiche case tradizionali a schiera nel popolare stile Shikumen, riconosciute come patrimonio culturale, in parte sorsero nel quartiere delle concessioni straniere e nel  distretto di Xintiandi ove si trovava l’ estensione dai distretti Lukawei e Xujiahu di quella  francese che ha lasciato i suoi edifici assieme a quelli tradizionali  lungo l’ animata  via  Tianzifang. Lasciando lo storico distretto  dalle animate vie con  il vecchio quartiere della concessione francese di Xintiandi,  ove si incrociano i grandi viali e nel  limitrofo vasto distretto centrale di Huangpu, sul fiume si allunga il Wàitān tra i più densamente popolati al mondo  meglio noto come lo storico Bund  che racconta la storia coloniale della città fino alla più recente. Qui l’ ultima dinastia Qing alla decadenza  dell’ impero, come nella capitale Pechino,  fu costretta  a trattati internazionali  con le potenze occidentali e dal 1863  vi sorse il quartiere gōnggòng zūjiè per le concessioni territoriali straniere di Shanghai che lungo il Bund hanno lasciato il loro i vari edifici dai diversi stili europei. Tra le concessioni straniere sul lungo ed animato centrale  viale Huaihai la più estesa dal 1849 per quasi un secolo fu la concessione della Francia in quella che era chiamata l’ Avenue Joffre, riprendendo il percorso sulla via Zhongshan Lu il consolato generale britannico completato nel  1873, lungo il Bund settentrionale il palazzo della banca Russo-Cinese  venne edificato  nel 1896 e lo stesso anno quello sorto per ospitare il consolato generale  di  Russia  sulla via Huangpu ove dal lato opposto affaccia quello in stile vittoriano che  dalla sua fondazione nel 1846  è rimasto come il grande albergo Astor.

Viale Nanjing

Continuando ad ovest  lungo il grande ed animatissimo viale  Nanjing  e i suoi edificì, tra gli altri i due alti palazzi del grande hotel Peace completato nel 1929 in Art deco, poco distante sempre nello stesso stile si eleva il  Guójì Fàndìan  sorto come palazzo finanziario che ospita  l’ hotel Park inaugurato nel 1934 e a lungo il più alto edificio  della città fino agli anni sessanta. Sullo stesso viale Nanjing che si allunga ad ovest tra palazzi, negozi e locali animati fino alla notte,  si trova il grande complesso  che ospita  Exhibition Centre di Shanghai  in stile neoclassico sovietico che venne aperto nel 1955 come edificio dell’amicizia sino-sovietica. Completati nel 2006 si elevano i più alti e moderni edifici del  Plaza 66 con il centro commerciale, nel 2017 è sorto il complesso con i  tre grattacieli del centro Jing_An e tre anni dopo i due che ospitano uffici, residenze e un albergo dell’ altro centro commerciale Hkri del Taikoo Hui. Nel 1921 venne completato in stile neoclassico il grande  edificio  Hsbc  che fu a lungo sede del governo municipale nel Bund con gli uffici poi  trasferiti nel più moderno  Palazzo governativo nella vicina e vasta piazza del  Popolo  ove tra gli altri  affaccia l’adiacente  il centro  espositivo per la pianificazione urbana della città Zhàngshì guàn e poco distante nel 1998 venne inaugurato l’ altro moderno palazzo ove fu trasferito il Grand Theatre della città Dà jùyuàn anch’ esso in architettura contemporanea. Come il vicino edificio che ospita il grande museo di arte antica di Shanghai con undici gallerie e tre sale per speciali esposizioni, mentre  dalla piazza ove si apre il vasto ed omonimo  parco del Popolo sul viale Nanjing  meridionale,  ove sorgeva l’ ippodromo della città nel vecchio edificio coloniale del  Race Club fondato in stile neoclassico  nel 1850, dall’ epoca il più recente periodo della città è raccontato dal museo storico di  Shanghai.

Pudong

Su un precedente del 1856 alla confluenza dei fiumi Huangpu e Wusong nel 1908  venne costruito il primo grande ponte in ferro di Waibaidu divenuto uno dei simboli della città, davanti all’ altro  storico quartiere di Puxi nell’ omonimo distretto,   dall’ altra sponda orientale  del fiume Huangpu che scorre attraverso la città, si  apre il vasto e moderno distretto di Pudong  che emerge con il suo profilo di grattacieli e grandi edifici e sull’ ansa ove sporge una penisola  dagli inizi degli anni novanta è sorto il nuovo distretto finanziario di Lujiazui esteso nel decennio successivo con altri maestosi moderni edifici  dominati  dagli alti grattacieli del  Jinmao completato nel 2007, l’ anno dopo sorse il World Financial Center di Shanghai  superato poi  nel 2015 dalla costruzione del  vicino Center Building  con la  Tower che assieme formano il complesso di grattacieli più alto al mondo. Parte dei moderni edifici della contemporanea architettura di Shanghai si concentrano in questi distretti centrali e   a ritroso nella storia della città, in quello di Xujiahui  tra gli alti edifici si trova il più grande,  antico e frequentato  tempio buddista di Longhua edificato per la prima volta nel III secolo d.C.  per custodire le venerate reliquie di perle Sharira , distrutto all’ inizio del X secolo fu riscostruito nel 977 durante il periodo della dinastia settentrionale  Song nella tipica architettura dell’ epoca con il monastero e nello stesso stile tra i giardini  si erge la Wénbǐfēng  nota come l’ omonima pagoda di Longhua. Fin da prima del periodo delle legazioni straniere nello steso  distretto dal 1847 i gesuiti  aprirono la prima  Bibliotheque de Mission di Zi-Ka-Wei e successivamente la grande chiesa cattolica in stile neogotico consacrata a San Ignazio nota come la cattedrale di Xujiahui , il quartiere divenne centro del cristianesimo nella città e sempre dai gesuiti nel 1903  fu costruito l’ edificio ove venne fondata l’ università cattolica  di Aurora e tra gli altri vari palazzi dell’ epoca  al 1908  risale l’ osservatorio di  Siccawei. Per le segnalazioni metereologiche alla navigazione sul fiume nel 1907 venne costruita la torre di  Gutzlaff nello stile Art Deco, lungo la via Zhongshan orientale del Bund  come McBain Building nel 1916 fu completato il  grande palazzo dell’Asia per l’ Asiatic Petroleum della Shell olandese, sul viale North Shaanxi  come la più grande dell’ estremo oriente nel 1921 venne consacrata  la sinagoga di Ohel Rachel.

Jing’an e Putuo

Continuando per l’altro vasto distretto centrale  di Jing’an sul lungo viale Nánjīng Lù  occidentale affaccia il  tempio della pace e della tranquillità di Jing’an che da nome al quartiere e che aveva il suo primo centro del III secolo d.C. lungo il fiume Wusong poi qui ricostruito come altri in città durante la dinastia Song  nel 1216 e di nuovo edificato ed ampliato nel XVII secolo nel periodo dell’ ultima dinastia  Qing,  in gran parte distrutto durante la Rivoluzione Culturale è tornato al suo aspetto come lo si trova nel 1998 con l’aggiunta della pagoda completata nel 2010. Tra i tanti edifici storici di questa Città dai più antichi ai moderni, templi, parchi, monumenti  diramano altri itinerari per le frequentate attrazioni di Shanghai ad ovest del Jing’an si apre l’altro grande distretto  di Putuo che tra gli alti edifici moderni conserva anch’ esso alcuni più antichi  come il tempio buddista  di Zhenru dai vari saloni decorati con accanto quello noto come la Porta delle Tre Liberazioni  di Shanmen, in parte ancora con edifici tradizionali tra con atelier, centri culturali  e locali, si trova il frequentato  quartiere degli artisti sulla via Moganshan. Continuando oltre il colle con il lago Yinchu  si stende il  vasto parco Changfeng , nel 1882 in stile tradizionale venne fondato il grande  e frequentato tempio del  Budda di Giada  di Yùfò Chàn Sì e anch’ esso dagli interni decorati  da statue, dipinti ed arredi, così chiamato per le due grandi e venerate statue in giada che raffigurano l’ Illuminato, alla fine dell’ ultima dinastia Qing, il tempio di Giada emerge quasi nascosto tra i grattacieli circostanti così come gran parte degli altri edifici  del’ epoca in città. Poco a sud dalla città, ove si stende la vasta baia di Hangzhou nel Mar Cinese meridionale alla confluenza dei fiumi Huangpu e Yangtze,  si si apre il grande e trafficato  vasto porto di Shanghai divenuto uno dei grandi centri del commercio e trasporto mondiale e per  le rotte della Shìjì hǎishàng sī proposta da Xi Jinping  come la nuova Silk_Road del XXI secolo

Le città d’ acqua

Lasciata la metropoli si torna a ritroso nella storia di questo territorio con un affascinante itinerario tra gli antichi villaggi e le città sull’ acqua di Shanghai dai vecchi edifici che affacciano suoi canali collegati da ponti immersi nell’ antica atmosfera tradizionale, tra gli altri nel  periferico distretto di Qingpu  il più frequento villaggio di Zhujiajiao. Continuando nell’ omonimo  distretto,  attraversata dal fiume Puhui si trova Qibao , sorta da un antico villaggio come la città dei Sette Tesori, racconta la sua storia  con il suo tradizionale centro nella città vecchia di Qibao. Verso Suzhou si prosegue verso il delta meridionale dello Yangtze fino alla più distante città di Tongli sorta durante la dinastia Song nota come la piccola Venezia d’ Oriente per i quindici canali che vi diramano tra sette isolotti collegati da ponti tra edifici  storici, templi  e case tradizionali sorti dal XV secolo e i successivi nell’ affascinante centro di Tongli durante le dinastie Ming e Qing.  Nella non distante contea di Jiashan l’ altra cittadina di Xitang  immersa nella sua atmosfera, un tempo nota come la perla dei Nove Draghi, vi  si incrociano nove fiumi anch’ essa con ponti che collegano  le antiche vie ed  edifici  sorti durante le dinastie Ming e Qing che rimangono nella suggestione tradizionale di  Xitang. Continuando sul basso delta dello Yangtze per la limitrofa provincia del Zhejiang si giunge alla più antica città di Wuzhen che appare come un tradizionale villaggio dalle antiche case in gran parte di legno lungo il canale che l’attraversa dagli immancabili  ponti di pietra e dalle suggestioni di Wuzhen si prosegue tra i fiumi e laghi nella provincia di Jiangsu,  ove sorgeva l’antica Kunshan sono rimasti diversi edifici  anch’ essi sorti  durante le dinastie Ming e Qinq nella città di Zhouzhuang tra altri laghi e fiumi  verso la sponda meridionale del lago Baixian ove scorre l’ omonimo fiume ed attraversata da canali ove affacciano case tradizionali con i vari ponti di pietra  da  quello Fu’an del 1355 al doppio ponte del XVI secolo divenuto simbolo della città, oltre altri e vari edifici dai medioevali sorti durante la dinastia mongola Yuan  per i successivi fino all’ ultima dei Qing  che, assieme alla sua atmosfera tradizionale fanno di Zhouzhuang una delle più affascinanti tra le antiche città d’ acqua di questa regione, da qui lasciata Shanghai e il suo territorio si può continuare ad ovest per la storica provincia dello Shaanxi e l’antica capitale Xi’an o in ogni direzione per altri suggestivi itinerari in Cina.


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