Oceani

Esplorazioni

Passaggio a nord ovest

A lungo le esplorazioni degli oceani cercarono le vie nuove ricche terre,  Vasco da Gama aprì le rotte ad est per la  via delle spezie e ad occidente Colombo inaugurò quelle delle esplorazioni nel Nuovo mondo, ma tutto ciò che stava a settentrione era ignoto, tra gli antichi solo il greco Pitea aveva affrontato quei mari e nel medioevo dalle europee vie del nord partirono le rotte dei Vikinghi poi  per secoli dimenticate. Dopo quelle le scoperte attraverso gli oceani e nelle Americhe, le mappe tracciate della cartografia medioevale furono sostituite dalle più evolute della cartografia rinascimentale, iniziata  con la riscoperta della Geographike Hyphegesis di Tolomeo all’ inizio del XV secolo con le rappresentazioni del mondo conosciuto nella sua geografia

Americhe

Alvares Cabral

Dopo la scoperta delle rotte nell’ Atlantico e l’epico viaggio  di Vasco da Gama nel 1497, che aprì agli europei l’antica Via delle spezie, il nascente impero portoghese nell’ era delle sue  scoperte realizzò il sogno di Enrico il Navigatore  e un secolo di avventurose spedizioni nel grande Mare Oceano Tenebroso  Atlantico, recuperando in parte il grave errore di non aver dato a Cristoforo  Colombo quella fiducia che invece fu accordata dai  sovrani cattolici di Spagna assicurandosi la scoperta e il dominio delle nuove rotte  per le successive esplorazioni   del Nuovo Mondo America. Tuttavia ad ovest la nuova  Via  per l’ Asia orientale  era ormai, ma ad est quelle rotte attorno al Continente Nero e attraverso l’ Oceano Indiano erano

Oceani

Malaspina da Mulazzo

Le rotte del Pacifico affondano nel mito, ma venti e correnti furono gli stessi che spinsero i primi navigatori europei, dopo le spedizioni di Ferdinando Magellano e Francis Drake che per primi nel XVI secolo affrontarono l’ immensità del Pacifico, la storia ci ha consegnato la memoria di coloro che esplorarono le terre disseminate nel più vasto degli oceani, onorando giustamente i francesi Jean-François de La_Pèrouse, Charles Marie de La Condamine e  Louis Antoine de  Bougainville  il britannico James Cook e altri di varia nazionalità, perfino le avventure degli ammutinati inglesi del  Bounty sono annoverate tra le esplorazioni del Pacifico, ma ben poco si sa di colui che fu secondo solo al grande Cook.   Su quelle rotte ho cercato

Oceani

Europei sulla Via delle Spezie

Via delle spezie: una storia antica Nella regione più occidentale dell’antica rotta delle spezie (o via delle spezie) il dominio musulmano si estese in tutta la costa dell’Africa orientale tra il IX e il X secolo, in piccoli ma potenti sultanati nelle  città  arabe sorti bel periodo Shirazi con  le keniote Mombasa Cha Mvita, Malindi e l’ isola di Lamu, le tanzaniane Kilwa Kisiwani, l’ isola di Pemba Al Kuh Dra e il grande centro di  Zanzibar legate anche  alla tratta degli  schiavi, spingendosi fino al Mozambico nel territorio costiero del Monomotapa con gli insediamenti di Sofala che commerciavano con i grandi centri dell’  Asia occidentale sull’antica rotta lungo le coste dell’ antica Arabia e su quella dei  monsoni attraverso l’Oceano Indiano

Oceani

James Cook

“L’ambizione mi porta non solo più lontano di quanto qualsiasi uomo sia stato prima di me, ma tanto lontano quanto penso che un uomo possa spingersi.” Come le lapidarie frasi di altri protagonisti della storia dei viaggi ed esplorazioni del passato anche questa di James Cook esprime lo spirito che ispira chi dedica la vita a quella insostituibile esperienza e conoscenza che solo il viaggio può dare e per ciò anche di lui, come di molti altri, ho cercato di ritrovarne i luoghi raccontati nei suoi itinerari sulle Rotte del Pacifico e viaggiando in Oceania.   Il richiamo del mare Tra i nove figli dei un bracciante di Marton in Cleveland nello Yorkshire, James Cook era nato il 27 ottobre

Esplorazioni

Magellano

“Avendo inteso che allora se era preparata una armata in la città di Siviglia, che era de cinque nave, per andare a scoprire la spezieria nelle isole di Maluco, de la quale era capitanio generale Fernando de Magaglianes, gentiluomo portoghese, ed era commendatore di Santo Jacobo de la Spada, [che] più volte con molte sue laudi aveva peregrato in diverse guise lo Mar Oceano, mi partii…”   Così inizia la Relazione del primo viaggio intorno al mondo del vicentino Antonio Pigafetta con le descrizioni dei luoghi e la cronaca dell’avventurosa spedizione del grande navigatore portoghese Fernao de Magalhães, che dalla sua morte a metà del viaggio il ritorno  fu condotto da Juan Sebastiàn Elcano. Di nobile famiglia Fernando Magellano ebbe

Oceani

Francis Drake: il corsaro e pirata inglese

Pirata e corsaro Le spedizioni britanniche marittime che aprirono al colonialismo iniziarono con il regno d’ Inghilterra della regina salita al trono come Elisabetta I, che all’epoca aveva inaugurato la sua Golden Age in guerra con il potente impero spagnolo del sovrano Filippo II. Di questa era elisabettiana e della riforma anglicana era suddito l’abile navigatore Francis Drake che a suo modo mise in pratica la nuova etica che premiava l’intraprendenza nella vita terrena, ma soprattutto fu acerrimo nemico degli spagnoli ed “incubo” pirata e corsaro delle loro colonie nei Caraibi. Nato da un pastore protestante Francis Drake prese il mare da ragazzo come mozzo di contrabbandieri e imparò l’arte della navigazione tanto da divenire ufficiale dell’ ammiraglio John Hawkins suo cugino e  noto

Americhe

Cristoforo Colombo

 “Dico che il mondo non è così grande come lo pretende la gente…..E il mare concederà a ogni uomo nuove speranze, come il sonno porta i sogni….La lingua non è sufficiente a dire e la mano a scrivere tutte le meraviglie del mare.” Mentre all’ Esposizione di Siviglia si celebrava l’ era delle grandi scoperte geografiche, ricorreva il quinto centenario della scoperta del continente America e ricordo un’ animato dibattito sulle conseguenze tra il  genocidio dei nativi indigeni, la distruzione delle civiltà precolombiane e il resto della colonizzazione europea.  Si sosteneva che quell’ anniversario non era da celebrare, ma ricorrenza di lutto per quanto prodotto, al contrario affermavo che comunque andava onorata l’ opera di conoscenza e lo spirito che

Esplorazioni

Vasco da Gama

 “Canto l’arme e i famosi cavalieri Che sciolsero dal Tago armati legni, E soldati magnanimi e nocchieri Solcaro novi mar, fondaro regni, E sott’astri d’incogniti emisferi, Ciò che non era ardir d’umani ingegni, Vinser nembi e procelle, e vider lieti Correre l’aureo Gange in seno a Teti. Nè gli alti regi inonorati andranno. Che per la fè di Cristo in campo usciti, Dove regnava l’african tiranno Casti costumi richiamaro e riti; E quanti il patrio suolo ornato avranno, O saggi in pace, o nelle imprese arditi, Fian di robusti carmi altero segno.  “ Così inizia l’ epico poema I Lusiadi di  Luís Vaz de Camões che celebra come  tra i più alti capitoli della  storia  portoghese e l’ epoca delle

Esplorazioni

La scoperta dell’ Atlantico

“Trovarono inoltre anche un’altra isola in cui non approdarono, perchè in essa qualcosa di strano apparve…E siccome credevano che questa meraviglia avvenisse per virtù d’incantesimo, non osarono scendere..”(G.Boccaccio “De Canaria”) Le storie dei cartaginesi e dei greci si persero nella leggenda per quindici secoli prima che altri ritrovassero le coste dell’Africa occidentale oltre le Colonne d’ Ercole dominio di mostri e superstizioni anche nella tradizione latina con il Somnium  Scipionis di Marco Tullio  Cicerone e il Commentario di Macrobio che si diffuse per secoli arricchito di storie fantastiche fino al De Sphaera di Giovanni Sacrobosco del XIII secolo. L’immagine terrificante dell’Atlantico dominò il medioevo e nel XII secolo si ebbero le prime vaghe notizie sul mare ignoto dal geografo arabo

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