Asia Occidentale

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Oman Dhofar

In Oman, il Dhofar è l’unica parte della penisola araba toccata dal monsone stagionale Khareef che benefica con le sue piogge le montagne coprendole di vegetazione e rende  le pianure costiere rigogliose e fertili tra giugno e settembre. Lungo gli oltre quattrocento chilometri di costa si susseguono le piane di Al-Garbib, con la capitale Salalah, Taqah, Saddh, Dalkut, Shlim e Rakhyut, protette dalle montagne che si stendono imponenti e selvagge dalla regione di Hasik all’Hadhramaut yemenita tra la costa e l’immenso deserto Rub ‘Al Khali. Sulla Via dell’ Incenso Il Dhofar è associato fin dall’antichità all’incenso, le cui piante crescono solo nella regione dell’Arabia meridionale tra Oman e Yemen sull’altipiano desertico lungo la zona monsonica, qui molto diffuse tra Wadi

Storia

La via della seta

Il tracciato di quel vasto sistema carovaniero che la storia ha consegnato alla leggenda come Via della Seta e le sue diramazioni, ha origini antichissime e fu una delle vie più importanti per la diffusione della civiltà e l’incontro tra popoli lontanissimi fin dal loro affacciarsi alla storia. Le prime furono quelle dei nomadi dell’Asia centrale nelle prime migrazioni, seguiti dalle popolazioni indoeuropee che mossero dagli altipiani iranici per la mitica invasione ad ovest fino al Mediterraneo ed a est nella valle del Gange in India, poi secoli di movimenti, invasioni, migrazioni e traffici tracciarono piste e rotte tra gli estremi dell’Asia mentre vi fiorivano le civiltà, spesso ignorandosi reciprocamente, ma le cui merci circolavano per mare e per terra,

Asia

La Via dell’ incenso

Arabia Felix L’angolo più meridionale della penisola araba, tra l’ Oman e lo Yemen, è l’unica zona al mondo dove crescono la Balsamo dendron myrra e la Boswella, piante particolarmente resinose ed aromatiche dalle quali si ricavano rispettivamente la mirra e l’ incenso, tra i prodotti più preziosi del mondo antico, gli stessi portati in dono al Redentore dai leggendari Re Magi che pure venivano da queste parti. Tutte le civiltà dell’antichità, dall’Asia al Mediterraneo, facevano un enorme consumo di aromi e soprattutto incenso per usi medicinali, funebri e cerimoniali con una grande richiesta crescente che aveva fatto raggiungere prezzi elevatissimi in tutti i mercati del mondo antico. Dal II millennio a.C., quando le popolazioni arabiche adDomesticarono il cammello, si

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Yemen

Viaggio nella storia Il sole radente di un tramonto levantino accentua il bianco e l’ocra dei mìnareti e gli antichi palazzi, penetra nelle strette stradine della medina e illummina la merce accatastata sulle bancarelle del suq.  Gli altoparlanti delle moschee cantilenano Allah Akbar chiamando i fedeli alla preghiera del maghrib, la gente si avvia verso casa o la più vicina moschea: le donne velate cariche delle loro cose, gli uomini con le gote gonfie dal bolo di qat masticato tutto il giorno e l’ inseparabile jambiah alla cintola.E’ la fine di una qualsiasi giornata a San’a, la capitale di un paese ancora indeciso tra medioevo eterzo millennio, ‘’unico” da ogni punto di vista in tutto il mondo arabo. Fino a

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Pakistan

Fin dall’antichità tra le le vie dall’ Asia occidentale e i lontani  paesi dell’est erano le le vie della Seta dall’ Iran attraverso l’ Afghanistan per la regione che culla fu dell’ antica civiltà dell’Indo, ove a nord diramava nel  desertico Xinkiang per la Cina percorsa dai primi viaggiatori europei e ad est continuava per  l’India. Dopo la decadenza dell’antica civiltà dell’Indo, da est giunsero popoli dravidi e da ovest gli  iranici antenati dei Pashtun, sorsero città nel territorio divenuto crogiuolo di razze e culture diverse legate in parte solo con l’arrivo dell’Islam portato nel medioevo  da Mahmud di Ghazna e da allora imprescindibile identità religiosa di tutta la sua storia fino al moderno Pakistan. Dalla drammatica indipendenza alla lunga

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Antica Persia

Teheran nell’Antica Persia Nell’Antica Persia, in epoca medievale, l’attuale capitale dell’Iran Teheran era un villaggio poco fuori di Rey, grande città della dinastia turca Selgiughide che dominò la Persia fino al XIII secolo, Gengiz Qan ridusse Rey ad un cumulo di macerie il villaggio sopravvisse e continuò la sua esistenza, poi il sovrano safavide Tahmasb I nel XVI secolo la scelse come residenza  e a quel  tempo  Tehran  cominciò  a  crescere  con  mura,  palazzi, moschee, bazar e   caravanserragli. A metà del  XVIII  secolo il sovrano Karim Khan-e Zand vi giunse con la sua armata da Shiraz per fronteggiare l’invasione dei turchi Qajar sconfiggendo l’esercito di Mohammad Hasan Khan e imprigionando il figlio Agha Mohammad che riuscì poi a liberarsi e riunì

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Iran

Tehran Di notte dall’alto Tehran appare come un immenso formicaio di luci simile alle tante metropoli dove ho planato con voli notturni, c’ ero stato tanti anni prima per poi proseguire in Afghanistan sulla via dell’ Asia verso l’ India e il Nepal, uno dei primi lunghi viaggi di una vita spesa in ogni angolo del mondo. All’ epoca Tehran e il resto dell’ Iran era in fermento, lo Sha aveva i giorni contati e tutti aspettavano l’ arrivo dell’ Imam Khomeini per dare inizio alla rivoluzione islamica che avrebbe cambiato tutto.La città si stende ai piedi dei monti Elburz dominati  dai cinquemila settecento metri del Damavand, è divisa in quattro i settori collegati dai viali Khiaban, nella più moderna

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Emirati Arabi

Il Golfo Persico e gli Emirati dell ‘immediato entroterra nella penisola ara­bica, in occidente vengono generalmente associati all ‘immagine dei pozzi di petrolio che determinano miserie e splendori della nostra politica energetica. Per la maggiorparte degli occidentali questa zona, denominata Emirati Ara­bi Uniti, non ha neanche una collocazione storico—geografica precisa e non équindi da meravigliarsi se é ancora quasi sconosciuta al turismo di massa, anche se negli ultimi tempi alcuni tour operator hanno inserito nei loro pro­grammi soggiorni negli splendidi hotel sul mare.Tuttavia, la regione presenta caratteristiche ambientali, culturali ed etni­che ancora tutte da “scoprire”, ancora in parte custodite dal deserto più vasto del mondo e l’antica tradizione araba.Gli Emirati Arabi Uniti sono una federazione di sette piccoli stati, comple­tamente

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Beluchistan

Nel Pakistan occidentale, lungo i confini con l’Afghanistan e l’Iran, si stende il Beluchistan chiuso tra i massicci del Sulaiman e dal deserto di Makran a sud, dove perirono di stenti centinaia di soldati di Alessandro Magno tornando della sua leggendaria spedizione. A lungo attraversata dalle piste delle  vie dell’Asia, la terra dei Baluchi ha storia millenaria fin dalla neolitica Mehrgarh, poi popolata da gente indoariana accomunata agli indoeuropei antenati dei Pashtun, altri di origine Dravida discendenti dalla civilta dell’Indo. Antiche leggende Baluchi raccontano del popolo biblico dei Nimrod dediti al culto di Baal che dalla lontana terra di Haleb Aleppo in  Siria, giunsero qui sottomettendo  le popolazioni Dravidiche, divennero poi predoni e controllarono il traffico carovaniero fino all’ l’epopea

Popoli

Anatolia Kurdi

Dal corso superiore del fiume Eufrate fino al confine con la Turchia ed Iran si estende l’ Anatolia Orientale, nota nell‘antichità come Armenia, una vasta regione aspra montuosa do­minata ad est dalle vette del Buyk Agri Dogi (5165n) e Kùciik Agri Dogi (3925 m) appartenenti al biblico massiccio dell’Ararat dove la leggenda vuole che si fermò l’ arca di Noè do­po il Diluvio.Il popolamento della Turchia orientale è ancora più antico dei testi sacri ebraici e fu uno dei primi territori dove si svilupparono camunità umane organizzate, una delle prime “culle di civiltà’ della storia e da sempre contesa tra l’Asia persiana e l ‘oc­cidente.Dopo l’invasione delle popolazioni in indoeuropee, che determinarono la caduta dello Impero Hittita nel XII sec.

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