Giappone

Storia del Giappone

Il Giappone ha percorso la sua storia millenaria dall’antica cultura fondata sullo Shintoismo che ne ha modellato la società e poi assieme al Buddismo giapponese, simboli sempre venerati ne rimangono i venerati santuari Shinto edificati nei secoli in tutte le regioni come i templi e monasteri buddisti . A lungo isolato rimase ignoto, da Marco-Polo fu chiamato Zipangu “molto grande, gli abitanti di carnagione chiara, sono civili e di bell’aspetto. Venerano gli idoli e sono indipendenti da qualsiasi nazione straniera… La ricchezza è enorme” e rimase a lungo come la sconosciuta isola di Zipangu nella cartografia medioevale dell’ Asia.

Jòmon Yayoi

La lunga storia del Giappone inizia con il popolamento prestorico nel remoto e millenario periodo paleolitico Kyùsekkijidai dal XXX millennio per i successivi, lasciando i più antichi resti nelle meridionali isole Ryukyu e la regione di Okinawa con i più rilevanti trovati nelle grotte di Yamashita e a sud ovest per le isole Yaeyama nelle grotte di Ishigaki . Dalle prime comunità di cacciatori e raccoglitori nomadi il popolamento paleolitico in Giappone si estese con le seminomadi e poi sedentarie fino XIV millennio a.C. quando sul finire della preistoria nipponica nel mesolitico iniziò il primo lungo periodo della cultura Jòmon dalla società più avanzata e ne prende nome l’insieme delle antiche comunità tribali settentrionali come popolo Jōmon, lasciando i resti nei siti dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco , tra i molti altri dell’ epoca protostorica e le sucessive rinvenuti dall’ archeologia in Giappone. Migrate nell’ arcipelago, dalle probabili origini simili ad alcune popolazioni siberiane meridionali dell’età del bronzo, a lungo cacciatori e pescatori iniziarono poi un’ agricoltura primitiva nei villaggi, abili nell’ artigianato di vasellame statue e maschere, oggetti ornamentali e i più antichi gioielli magatama in quarzo, agata e giada , poi con una vasta produzione di utensili in ceramica Jōmon tra le più antiche al mondo. Simili a quelli dei popoli siberiani  I culti erano legati alle antiche pratiche sciamaniche nella propria forma tradizionale del Koshinto fondato sul culto rivolto agli spiriti della natura e mitologici dalle pratiche sciamaniche. La variegata cultura e società Jòmon dall’epoca si estese al primo periodo storico giapponese che ne prende nome come la lunga era Jomon dal X millennio al III secolo a.C., conclusa con fino la grande migrazione del popolo Yayoi dal continente nell’ arcipelago giapponese dalla cultura nota come il periodo jodaii del Yayo  fino alla meta del III d.C. Dall’ incontro della popolazione Jomon con immigrati dalla Cina e Corea si estese la cultura che ne prese nome come Yayoi fiorita nel Kyushu meridionale e l’Honshu settentrionale, con la coltivazione del riso importato dalla Cina sorsero villaggi stabili dalle più grandi abitazioni, la proprietà terriera portò alla differenza in classi della popolazione nella società, oltre le varie una classe di artigiani con l’ evoluzione della metallurgia dal I secolo d.C. nella produzione di armi in bronzo e manufatti più elaborati, assieme all’ artigianato, tessuti e un nuovo tipo di ceramica. I villaggi erano governati dai capi anche investiti di autorità spirituale e religiosa con l’ inizio del primo culto come la via dei Kami dello Shintoismo all’ epoca ancora legato a tradizioni sciamaniche e animiste. Poi le mitologie e divinità del Kojiki furono codificate dalle omonime cronache dell’VIII secolo come le antiche cose scritte Kojiki che, assieme ai successivi annali del Nihon e altri vari testi dell’ epoca, contengono le descrizioni dei miti, i principi e il vasto pantheon della Mitologia giapponese, poi in parte fondamento della variegata ritualità, culto e divinità dello Shintoismo come fondamento di gran parte della cultura e società.

Kufu Yamato

Nella più meridionale isola di Kyūshū fiorì il regno di Nakoku dal I secolo d.C. per i due successivi, poi dalla metà del III fino al VI seguì periodo Kofun che prende nome dai grandi sepolcri megalitici a tumulo Kofun per il culto dei defunti ed antenati, poi monumentali per accogliere le spoglie reali decorati da sculture ed affreschi Sòshòku , con i più suggestivi nei siti Mozu-furuichi dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco  Oltre i monumentali sepolcri e gli edifici decorati, l’ arte antica giapponese del Kofun, si espresse nelle decorazioni, scultura, immagini in terracotta come le stilizzate statuette haniwa. Nella regione la precedente migrazione del popolo Toraijin portò numerose tradizioni della culturali e religiose cinese oltre il sistema di scrittura ideogrammatica, un ‘avanzata metallurgia e ceramica, mentre l’antico idioma giapponese  Jòdai del Nihon-go scritta in caratteri cinesi assunse le forme poi evolute successivamente della lingua Nihòngò, mantenendo i caratteri cinesi nel proprio sistema di scrittura Kanji. Ereditato in parte dal precedente Periodo Yayoi, si consolidò il potere di clan patriarcali e l’ aristocrazia militare nella società Kofun, fino all’ epoca divisa in numerose comunità tribali Uji, dagli antenati dei Yamato unificate sulle isole di Honshu e Kyushu, noto come il popolo del Wa, dal nome dell’ antico Giappone dato dai cronisti coreani e negli annali storici cinesi , come dal III secolo a.C. nelle ventiquattro storie Ershisi . Dalla metà del VI secolo all’ inizio dell’ VIII ne prese nome come periodo Yamato da una confederazione tribale nell’ isola di Honshū ove per la pianura di Nara nel III secolo d.C. venne fondato il regno di Yamato poi divenuto il più fiorente dei vari regni feudali. Con l’ ascesa la potere del potente clan Soga di origine coreana alla fine del VI secolo, fu introdotto Il Buddismo in Giappone dalla Cina e in parte dalla Corea con la prima scuola Shingon seguita dalle altre in parte legate alla dottrina Mahāyāna che si diffuse come religione predominante nel Il periodo di Asuka fino all’ VIII secolo nel regno che aveva capitale nella città di Asuka kyō. Con la decadenza e la fine del dominio del clan Soga il regno Yamato tornò alla stirpe nipponica e si estese nell’ ultimo periodo Asuka come stato centralizzato ispirato all’ impero della dinastia Tang cinese, nel primo periodo con l’ autorità del principe reggente Umayado, seguito dall’ altro principe Katsuragi i salito al trono come l’ imperatore Tenji che nel 646 iniziò il grande mutamento con l’ editto delle riforme Taika per l’ unificazione del Giappone dalle leggi ispirate ai modelli cinesi dall’accentramento del potere e l’abolizione dei titoli feudali nelle province.

Nara

Mentre si diffondeva il Buddismo in Giappone, dall’ inizio alla fine del VIII secolo nella regione del Kansai si impose il periodo di Nara in parte influenzata dalla cultura dell’ impero Tang cinese e la stessa capitale Nara si estese ispirata alla fiorente città di Xi’an. Dal governo imperiale centralizzato sul modello cinese con la prima capitale a Nara divenuta uno dei centri del Buddismo giapponese, sorsero i vari templi con alcuni sacri anche allo shintoismo in gran parte dal monumentale stile Nara  finemente decorato dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco. Tra i diversi santuari e templi della capitale patrimoni di Nara, Il più antico tra i sette grandi templi buddhisti Gangō-ji del VI secolo, fondato all’inizio del VII il tempio di Hōryū-ji, dalla pagoda su cinque piani, oltre il contemporaneo Kōfuku-ji e sempre nel VII secolo fu consacrato il tempio di Yakushiji assieme al grande santuario del tempio Kōfuku-ji nello stesso periodo e stile il maestoso Tōdai-ji. Al secolo successivo l’altro grande tempio di Tōshōdai-ji dallo stile ispirato al cinese come il contemporaneo santuario nel tempio Yakushi-ji. Alla fine dell’ VIII secolo, mentre il Buddismo perse la sua centralità, la capitale fu trasferita a Kyoto con il restauro del tradizionale Shintoismo ma ne rimase il sincretismo Shinto tra le due religioni, diffusi tra la popolazione, furono in parte conservati i principi etici e sociali cinesi del Confucianesimo . All’ epoca iniziò la decadenza del centralismo del potere sul modello cinese mentre si affermavano le signorie locali e dal X secolo con l’ ascesa del potente clan Fujiwara che estese il domino su gran parte delle regioni per i due secoli successivi fino al XII quando entrò in conflitto con altre signorie e il clan Taira della famiglia imperiale come lo era il più potente clan Minamoto che prese il potere sui territori Fujiwara, iniziando il turbolento o periodo del Giappone medioevale.

Kamakura

L’ imperatore fu esautorato dai potere conservandone i formali, assunti dai Minamoto con il titolo di shōgun imponendo il regime dal governo militare Bakufu in gran parte delle regioni ove braccio armato divenne la potente casta feudale militare dei Samurai, dominando a lungo la storia e la società giapponese. Dopo l’ investitura imperiale lo shogun Yoritomo del clan Minamoto nel 1192 fondò il primo potente shogunato di Kamakura, che prese nome dalla sua capitale nella storica città di Kamakura che divenne anche centro del Buddismo con le sei nuove scuole di Kamakura. Ne rimangono numerosi templi e santuari a, tra gli altri il Kōtoku-in con la venerata ed imponete statua in bronzo Daibutsu del Buddha, all’VII secolo risale il più antico di Hasedera, alla fine del XII secolo tempio di Jomyoji con la pagoda su cinque piani contemporaneo al tempio Jufukuji. All’inizio del XIII SECOLO fondato dal monaco Nichiren il tempio Ankokuronji, al precedente l’altro centro del buddismo Nichiren di Myohonji. Dalla monaca Kakusan Shidō nel 1285 venne fondato il Tokeiji, alla scuola Zen nel XIII secolo fu consacrato il tempio di Engakuji, oltre il contemporaneo santuario di Kenchoji E l’altro tempio della scuola Zen Meigetsuin , dal monaco Dogen venne fondato il tempio di Zuisenji nel 1327, mentre al 1283 risale il tempio di Jochiji. Dalle tradizioni legate al sincretismo Shinto con il buddismo il santuario Zeniarai di Benten, all’XI secolo risale il grande santuario shintoista Tsurugaoka di Hachimangu protettore dei samurai ove dall’ epoca a settembre si tengono le cerimonie nella festa Reitasai. Dopo Minamoto nel 1199 il potere nello shogunato fu preso dal clan  Hōjō, continuando a governare il regime militare Bakufu, nella seconda metà del XIII secolo per due volte fu tentata l‘ invasione del Giappone nel 1274 e 1281 da parte del potente impero Yuan mongolo cinese, nella seconda sl’ imperatore Kublai Khan inviò una più potente flotta travolta da una tempesta passata alla storia come vento divino Kamikaze, nella tradizione popolare per intervento delle divinità Raijin e fujin.

Muromachi

Mentre continuava la diffusione del Buddismo Zen, con la decadenza del clan Hōjō si estese il potere dei signori feudali daimyō e dei più grandi monasteri che si dotarono di proprie forze militari, l’ Imperatore Go-Daigo si oppose allo shogunato in un conflitto esteso dal 1331 con la guerra civile di Genkō ponendo fine al periodo Kamakura, seguito dalla breve restaurazione Kenmu del potere imperiale. Nello stesso periodo il potente clan Ashikaga completò l’ ascesa contro la restaurazione, ne fu sconfitto Go-Daigo che cercò ripristinare l’ autorità imperiale a Yoshino con la corte del sud Nanchò nella regione di Nara, dal 1336 per quasi un trentennio nel periodo Nanboku in conflitto con il clan Ashikaga che aveva fondato la corte del nord Hokuchò. Dal centro nella capitale Kyoto assumendo il titolo di shogun, il condottiero Takauji degli Ashikaga,, rifondò il regime militare bakufu con il nuovo shogunato Ashikaga che dominò la regione dal 1336 al 1573 anche noto come il periodo Muromachi. Fedeli agli shogun nello stile guerriero cavalleresco si estese l’ epopea dei Samurai cara alla tradizione storica e popolare, il potere era accentrato dal fondatore Takauji, mentre l’amministrazione era delegata al fratello Tadayoshi. Ispirata al precedente Kamakura con il dipartimento delle armate e la guerra Dokoro dei Samurai assieme all’ Onshogata alle dirette dipendenze dello shogun, il Mandokoro amministrativo con il Monchujo. Lo shogun affidava ai più fedeli la fondamentale carica politica di Kanrei, mentre nella divisione feudale furono mantenute le antiche cariche di Gokenin come locale vassallo imperiale e nelle province il governatore Shugo. Dal 1467 fino all’ inizio del XVII secolo lo shogunato perse la centralità del potere diviso tra numerosi feudi in conflitto tra loro nel lungo periodo degli stati combattenti Sengoku, una parte dei feudatari daimyō coalizzati tentarono di conquistare la capitale Kyōto respinti da altre coalizioni, mentre lo shogunato era sempre più insidiato dal potente Kanrei del Kanto e i conflitti per la successione furono narrati nel poema storico Taiheiki come Cronaca della grande pace.

Europei in Giappone

Nella seconda metà del XVI secolo con lo shogun Oda Nobunaga iniziò la riunificazione del Giappone feudale nell’estensione del suo domino su diverse regioni e poi dal samurai Hideyoshi. signore feudale daimyō e fondatore del clan Toyotomi, considerato il primo grande unificatore come Toyotomi hideyoshi , accentratore del potere e poi in conflitto con i portoghesi e cristiani. Con il dominio degli europei sulla Via delle spezie e le rotte che incrociavano il Giappone, dalle concessioni ottenute in Cina come basi i Portoghesi furono i primi ad aprire i commerci con lo shogunato. Dai dai primi insediamenti nel 1543 iniziò il periodo dei commerci Nanban, tra i vari scambi di merci e la tratta di schiavi, gran parte dei prodotti giapponesi erano esportati con i vascelli mercantili armati shuinsen dai preziosi carichi di diamanti, argento, sete cinesi e spezie per i mercati occidentali scambiati con armi da fuoco, poi gli archibugi Hinawajù degli armaioli nipponici In dotazione alla casta guerriera dei samurai con le milizie Ashigaru. Con l’ apertura dei commerci giunsero anche missionari gesuiti che dalla metà del XVI secolo introdussero il cristianesimo i signori feudali daimyo favorivano gli scambi per accrescere ricchezza ed il potere ed alcuni si convertirono per ottenere vantaggi nei commerci, ma poi tali rapporti portarono in seguito al bando del cristianesimo e alla persecuzione dei convertiti. Nel 1549 Francisco Xavier , giunse a Kagoshima nell’isola di Kyushu assieme ai due confratelli gesuiti De Torres spagnolo come il missionario laico Fernández che fondarono la prima comunità cristiana, divenuta missione poi dal 1588 missione e nella meridionale provincia di Bungo la diocesi di Funay che con Nagasaki divenne il primo centro per la diffusione del cristianesimo cattolico in Giappone. L’ opera per l’ evangelizzazione continuò alla fine del XVI secolo con il gesuita Valignano nel tentativo di creare un legame culturale con l’ occidente cristiano, diffusa dai gesuiti, poi da francescani e domenicani, anche mediatori nei commerci, la presenza dei cristiani in Giappone fu inizialmente tollerata quando i territori furono riunificati da Hideyoshi che permise il cristianesimo ritenuto fede individuale. Poi mentre estendeva il suo regno nel Kyushu, trovò templi buddisti devastati e saccheggiati dai cristiani che tentavano di convertire l’ sola isola dal l 1562, con la conversione del daimyō feudatario Ōmura Sumitada iniziò la persecuzione di buddisti e shintoisti, provocndo la reazione di Hideyoshi nei confronti dei cristiani. Seguì la travagliata storia del cristianesimo in Giappone, mentre l’attività politica gesuita entrava in contrasto con l’autorità dello shogunato di Hideyoshe, nel 1587 il reggente kampaku di Nagasaki, emise l’ editto di espulsione dei missionari che continuarono clandestinamente nonostante le persecuzioni culminate nel 1597 con il martirio Junkyò  di ventisei missionari e fedeli crocifissi passati alla storia come i martiri di Nagasaki.

Shogunato Tokugawa

I commerci continuarono mentre ai portoghesi sulle vie delle Spezie seguirono olandesi e britannici fino all’espulsione degli stranieri nel 1641 con l’ editto Sakoku dello shogunato Tokugawa sorto nel completamento dell’ unificazione dal 1603 con il fondatore Tokugawa-ieyasu dopo aver acquisito il titolo di shogun, inaugurando il lungo periodo di Edo che ha dominato il Giappone per oltre due secoli con Il regime autoritario militare Bakufu fino al 1868. Lo shogunato prese nome dalla sua capitale Edo nella regione costiera del Kantō ove nel 1457 era stato edificato il castello di Edo jò , estesa poi come centro dello shintoismo dai numerosi santuari nella città di Tokyo divenuta capitale imperiale e poi grande metropoli. Riunito il Giappone. Il nuovo shogunato Tokugawa si impose con il governo centralizzato nel sistema autoritario del Bakufu  gerarchico dominato dal potente clan. aprendo le cinque strade Go Kaido dell’Edo per raggiungere tute le province del territorio,La nuova società dell’ Edo era in parte in parte ispirata ai modelli etici e sociali cinesi degli i Confuciani  nell’ organizzazione gerarchica con la divisioni in chiuse caste sociali per tutto il periodo Edo dei Tokugawa con a capo lo shogun. Nelle province i potenti signori feudali daimyō mantennero il potere locale, ma sempre riferito a quello centrale e rimase la potente casta dei Samurai al servizio dello shogun legati al rigido codice d’onore guerriero bushidō. Oltre le caste militari detentrici del potere si affermò quella degli agiati mercanti ed artigiani Chōnin, considerati inferiori i contadini e braccianti dei villaggi Burakumin e ancor più all’ultimo livello sociale i poveri ritenuti impuri e non umani Hinin nei ghetti urbani. Il lungo periodo Tokugawa dello shògunato oltre il nuovo assetto della società, pose le regole sulle proprietà dei santuari Shinto e i doveri dei sacerdoti affidate all’ istituzione dei magistrati Jisha-bugyò nel controllo delle attività religiose, abolendo il vecchio sistema del Danka nell’ obbligo del rapporto esclusivo con le istituzioni dei templi e monasteri Buddisti  ove erano registrate le famiglie, nel sincretismo Shinto con il buddismo si aggiunsero interpretazioni etiche Neoconfuciane nella lealtà al sovrano con culto tradizionale o legato alla sua ‘autorità. La scuola degli studi nazionali Kokugaku di diffuse estese come un movimento nel tardo periodo Edo fondato sullo studio della storia e filosofia tradizionale in contrasto al buddismo e le influenze occidentali per l’ identità nazionale e culturale fondata sulle antiche tradizioni anche in contrasto con le influenze straniere, iniziando rigida chiusura con l’estero, limitando drasticamente anche i commerci e proibendo definitivamente il cristianesimo. Il sistema troppo chiuso ed autoritario Tokugawa non riuscì a mantenersi quando fu abolito pressato dall’ascesa grandi potenze coloniali in Asia dalla metà del XIX secolo. Imposero i così detti Trattati ineguali a loro vantaggio cominciando dai britannici con l’ impero cinese Qing dopo le due guerre dell’ oppio, l’antico regno coreano nel tardo periodo Joseon e in Giappone con la fine dello shogunato dopo la lunga chiusura Sakoku agli stranieri e ai commerci esteri. Nel 1845 la convenzione con gli Stati Uniti di Kanagawa apriva al commercio i porti giapponesi consolidata nel trattato per l’amicizia e commercio di Harris  che permetteva l’ insediamento diplomatico e commerciale agli stranieri regolati dai loro consolati anziché le delle leggi giapponesi. Accettando l’ imposizione umiliante Il Giappone Tokugawa iniziò la decadenza e la fine del periodo Edo, in breve spinto dall’ opposizione con il movimento per la modernizzazione e la restaurazione del potere imperiale, nel 1868 il governo fu trasferiti all’imperatore Mutsuhito  ponendo fine allo shogunato e l’ inizio della restaurazione nel periodo Meiji dal riformismo illuminato e la modernizzazione, assieme alla riapertura ai commerci e le relazioni internazionali.

Restaurazione Meiji

Nel periodo Meiji con la suprema autorità imperiale, Il vecchio sistema feudale dello shogunato fu completamente riformato in uno stato moderno nel 1889 con la costituzione Meiji Kenpò sulla monarchia più aperta dalla tradizione culturale giapponese alle influenze occidentali. Fu istituita assemblea legislatica nazionale Kokkai  con le camere dei rappresentanti Shūgiin e dei consiglieri Sangiin, dall’ epoca riunite nel palazzo Kokkai-gijidō di Tokyo, l’Imperatore manteneva il pieno potere sull’assemblea legislativa, l’emanazione delle leggi e decreti, la nomina dei ministri oltre il supremo comando dell’ esercito e marina. Con la restaurazione del potere imperiale fu riorganizzata anche la vita religiosa limitando il Buddismo da e recuperando le tradizioni con l’ istituzione dello Shintoismo di stato nel 1872 dichiarato principio guida come Kokka Shintò, Tornava protagonista nell’ organizzazione religiosa e rituale con la netta separazione dal buddismo anche nel Sincretismo Shinto ancora mantenuto nei luoghi sacri, ristabilendo il ritorno formale alle tradizioni con la ripresa dell’antica istituzione Jingikan per le divinità, la classe sacerdotale alle dipendenze dirette dello Stato, la ritualità nei vari santuari Shinto in tutte le regioni e la periodica nella corte imperiale. Il rinnovamento Meiji rappresenta un capitolo decisivo nella lunga storia del paese e la nascita del Giappone moderno con Il governo imperiale ispirato ai modelli autoritari occidentali dell’ epoca nell’accentramento del potere e amministrazione assieme alla modernizzazione. nel 1889 divenne sorta di monarchia costituzionale mantenendo il potere imperiale, mentre il Giappone  si imponeva come grande potenza economica e militare in competizione con le altre mondiali nei conflitti imperialisti dell’epoca. Con la restaurazione imperiale nel periodo Meiji Iniziò espansionismo nipponico in conflitto con l’ Impero cinese dell’ ultima dinastia Qing. Iniziata con vari scontri dal 1895 scatenò per un anno la prima guerra sino giapponese con il più moderno esercito e flotta che travolse le forze cinesi conquistando le isole Pescadores avanzando poi nella conquista della grande isola Taiwan con varie vittoriose battaglie e dall’ epoca fino al 1945 rimase nel dominio giapponese come la colonia Takasago Koku di Taiwan. Conquistando altri territori cinesi alla guerra fu posta fine con il trattato di Shimonoseki, imponendo ai porti cinesi il commercio con il Giappone e un esorbitante tributo oltre a rendere la Corea protettorato. All’ inizio del XX secolo entrò in conflitto con Impero russo Romanov dello zar Nicola II nel suo tentativo di espansione per i territori orientali nella Manciuria cinese e la penisola coreana, la potente flotta giapponese intervenne nel 1904 nell’ altra vittoriosa guerra contro la Russia con numerose battaglie e l’avanzata nota come la via verso Tsushima, mentre l’ anno seguente l’ impero zarista fu sconvolto dalla prima rivoluzione  del 1905. Con la mediazione statunitense fu stipulato il trattato di Portsmouth che pose fine alla guerra e la cessione al Giappone la metà meridionale dell’isola di Sachalin dall’epoca nei domini nipponici fino al 1945 come prefettura di Karafuto. L’ espansione giapponese continuò nel 1910 con l’annessione del protettorato di Corea come colonia imperiale Chōsen anch’essa imasta nel domino giapponese fino al 1945, divenuto grandde potenza orientale il Giappone nella prima guerra mondiale intervenne a fianco degli alleati contro la Germania combattendo la flotta tedesca nel Pacifico sulle rotte della colonia in Nuova Guinea e nella costa meridionale dello Shandong le colonie in Cina Kiao-Ciao, alla fine della guerra la Società delle Nazioni assegnò il mandato del Pacifico Meridionale al Giappone che come Nan’yō-chō ne amministrava le isole e le colonie tedesche.

Showa Hiroito

Dopo Mutsuhito nel 1912 divenne imperatore Taishō mantenendo in parte il sistema di governo Meiji e ne prese nome il breve periodo breve periodo Taishō fino al 1926 quando salì al trononl’ imperatore Hirohito dal potere assoluto nel regime autoritario iniziando il nuovo e lungo periodo Showa che con la grande crisi economica mondiale del 1929 divenne ancor più rigido nel nazionalismo giapponese Kokka shugi . Fondato sulla cultura identitaria e orgoglio popolare tradizionale nello spirito del Yamato assieme all’autoritarismo della sovranità imperiale governativa Kokutai. Era sorto già all’ epoca dello shogunato Tokugawa, rafforzato nel periodo Meji ed estremizzato nello Shōwa dell’ imperatore Hiroito, dagli anni trenta poi Il Giappone assunse analogie con il nazismo e il fascismo dilagati in Europa che ne ha accentuato il militarismo Gunkoku shugi . Dalla fine del XIX secolo con la restaurazione Meji il Giappone  era divenuto una potenza economica e militare e con l’era Showa si estese nel grande impero Dai Nippon nella sua aggressiva espansione in Asia fondate sulle dottrine imperialistiche, l’Hokushin-ron come espansione settentrionale pretendeva che la regione della Siberia orientale russo sovietica e della Cina settentrionale dovevano entrare nei territori nipponici iniziando dalla Manciuria. manifestando l’ espansionismo aggressivo in Asia. Mentre venne più volte sconfitto dal 1932 al 1939 nelle guerre sul confine sovietico dall’ Armata Rossa, nel 1931 l’ esercito nipponico attacco ed invase la Manciuria e poco dopo vi venne fondato lo stato indipendente, ma di fatto sua colonia dal regime autoritario del Manciukuò che ne divenne la base per iniziare dal 1937 nella seconda lunga guerra con la Cina  trascinata per otto anni contro l’esercito e la resistenza della repubblica cinese nella guerra_mondiale, oltre le battaglie funestata da massacri e crimini sulla popolazione dell’ esercito nipponico. Iniziata nel precedente periodo Meiji, con la dottrina imperialista Nanshin-ron dell’ espansione meridionale, l’ impero di Hiroito attaccò le regioni dell’ Asia sud orientale, dalle colonie britanniche in Malesia, Singapore e Birmania le francesi dell’ Indocina, le Filippine, la Nuova Guinea e le isole del Pacifico. Alleato come potenze dell’ Asse alla Germania nazista e all’Italia fascista, il Giappone f nefasto protagonista nella seconda guerra mondiale, nel 1941 l attacco a sorpresa a Pearl Harbor sulla flotta statunitense provocò la reazione e l’ intervento degli Usa nella guerra del Pacifico contro la flotta e l’ esercito nipponico mentre estendeva il conflitto nel sud est asiatico per quattro anni anche qui con violenze ed eccidi tra le popolazioni, continuata anche dopo la capitolazione della Germania nazista fino alla resa del Giappone a settembre del 19445 dopo il devastante bombardamento atomico degli Usa  su Hiroshima e Nagasaki. In tutti i conflitti scatenati in Cina, Sud est asiatico e nel Pacifico si consumarono i crimini di guerra del Giappone alimentati dal fanatismo dell’esercito e l’ ideologia fascista imperiale Ten’nosei contro i nemici e le popolazioni inermi come per la Germania nazista in Europa, parte dei responsabili furono giudicati dal Tribunale e internazionale nel processo di Tokyo. Con una procedura che escludeva la famiglia fimperiale dalle vaghe motivazioni istituzionali e il ruolo come supremo responsabile dell’ imperatore Hirohito che, assieme a varie assoluzioni, i paesi devastati dai crimini giapponesi considerarono altra infamia del tribunale presieduto dagli Stati Uniti, mentre Hiroito con il Ningen-sengen fu convinto a dichiarare la natura umana e non divina dell’ imperatore.

Rinascita del Giappone

Dopo la sconfitta e la resa il Giappone rimase nell’ occupazione statunitense fino al 1951 con la conferenza di pace dei paesi asiatici e il trattato di San_Francisco che smilitarizzato lo rendeva indipendente assieme ai paesi che ne avevano subito l’aggressione. L’imperatore Hirohito mantenne il trono, ma con un nuovo stato parlamentare sulla sovranità popolare e la separazione dei poteri sancito nel 1947 dalla nuova costituzione del Giappone Nihon-koku kenpō, privato del potere assoluto come sovrano celeste Ten’nò , l’ imperatore rimase simbolo dello stato e dell’unità del popolo, a capo della famiglia imperiale Kòshitsu, ma dalla funzione solo rappresentativa e cerimoniale. Con la ricostruzione paese fu occidentalizzato iniziando la grande crescita economica giapponese Kōdo keizai seichō con le varie riforme che potenziarono e le concentrazioni industriali dal 1950 per un decennio. Seguì una rapida crescita a in gran parte nei settori tecnologici in competizione nei mercati con gli Stati Uniti e l’Europa acquisendo l’ egemonia in Asia e nel Pacifico, attenuato dalla crisi energetica degli anni settante. Nel decennio successivo dalla bolla speculativa giapponese Baburu keiki  sconvolgendo il mercato azionario e l’economia sostenuta dagli interventi governativi che provocarono quello che fu definito il decennio perduto del Giappone nella produzione industriale e la deflazione, la ripresa nel 2006 fu poi condizionata dalla grande recessione degli Usa  estesa anche qui con la contrazione del Pil. Dopo le crisi l’ economia del Giappone  ha ripreso la posizione in Asia e nei mercati internazionali, oltre le varie risorse dalle tradizionali agricoltura e pesca intensificate con i moderni sistemi, le risorse energetiche, una vasta ed nella articolata Industria tecnologica, auto,, elettronia e informatica, le maggiori legate dal sistema delle imprese Keiretsu nella produzione, esportazione e il mercato finanziario, le aziende di servizi e immobiliari, i Trasporti già con avanzate reti ferroviarie ed autostrade oltre che marittime e da qualche decennio il turismo in Giappone si è incrementato notevolmente. Durante la crisi dopo Hiroito il figlio Akihito per la discendenza tradizionale è salito al trono del crisantemo Kikù  nel 1989 mantenendo la carica rappresentativa e cerimoniale seguito dal figlio Naruhito principe ereditario Incoronato nel 2019 che nella ripresa economica ha inaugurato l’ attuale periodo Reiwa della bella armonia. Il potere legislativo è competenza del Parlamento con la camera dei rappresentanti Shùgiin  eletti per quattro anni come camera alta e con mandato di sei anni la camera dei consiglieri Sangiin  dai diversi poteri, mentre l’ indipendenza della magistratura è garantita dal sistema giudiziario Shihò seido  legato solo alle leggi nelle varie corti e tribunali con al vertice la corte suprema Saikòsaibansho giapponese , Il potere esecutivo è affidato al governo Naikaku  del primo ministro e i responsabili dei vari ministeri e tra essi a quello degli affari esteri sono delegate le relazioni internazionali del Giappone. Nelle recenti formazioni del Naikaku dal 1998 il governo del liberal democratico Obuchi per soli due anni fino alla morte nel 2000, dopo il breve governo Mori dal 2001 è seguito per cinque anni il liberal democratico di Koizumi Impegnato nel risanamento del debito pubblico e di privatizzazioni. Dal 2004 e successivamente riconfermato sino al 2020 il più lungo governo di Shinzō Abe, continuando nelle riforme economiche del predecessore e la propia detta Abenomics molto più incisiva oltre diverse nuove riforme politiche ed istituzionali e relazioni estere fino al 2020 quando a Nara Abe fu assassinato da un fanatico ex militare. Nelle ultime elezioni del 2024 la coalizione del partito Jimintò Liberal Democratico e il partito di centro conservatore Kōmeitō che già detenevano la maggioranza, si sono riconfermati formando il governo di Ishiba primo ministro, ultimo capitolo di una lunga storia tra epici eventi, grandezze e miserie, modellata da secolari tradizioni e cultura che rimangono patrimonio del Giappone come un affascinate paese da capire e riscoprire.

“La storia giapponese è stata descritta più volte come un succedersi di periodi in cui il paese si abbevera con foga giovanile alle sorgenti straniere, seguiti da altri in cui invece si ripiega su se stesso per digerire ed elaborare” (Fosco Maraini)

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