Okinawa Ryūkyū

Dalla regione del kyushu meridionale tra il mar Cinese orientale e il Pacifico orientale emergono le isole della più remota prefettura di Okinawa tra foreste tropicali, atolli e barriere coralline, parte del vasto arcipelago delle isole Ryūkyū dalla lunga storia, conservandone le antiche tradizioni, cultura e costumi.
Ryūkyū
La lunga storia delle Ryukyu inizia con il più antico popolamento delle comunità che hanno lasciato i resti a Minatogawa, attraverso isole all’ epoca emerse dalla Cina giunsero gli antenati del popolo Ryukyuan nell’ VIII millennio a.C. Seguì il lungo periodo Kaizuka jida della cultura Shellmidden con villaggi sedentari fino alla più avanzata cultura agricola e dall’ XI secolo il periodo medioevale Gusuka con villaggi fortificati e dal XV secolo le più ampie fortezze nel regno indipendente delle Ryūkyū dominante fino al XIX. All’ epoca della sua fioritura risalgono i resti nei nove siti Gusuku dell’ Okinawa. dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco. La tradizionale religione Utaki Shinkō del Ryukyu era fondata sui mitici creatori Utin del Cielo, la madre Jiichi della Terra e Ryūgū del Mare, il culto degli antenati consacrato alle divinità del focolare Hinukan e Fuuru della famiglia, oltre altri Kami simili allo Shintoismo venerati nei luoghi di culto Utaki. Tra i fondamenti religiosi la concezione dell’ ‘Onarigami come spiritualità superiore femminile derivata dalla dea Amamikyu creatrice delle Ryūkyū e ispiratrice delle sacerdotesse Noro per i riturali nei santuari utaki e come yuta dalle pratiche sciamaniche. La tradizione religiosa Ryukyuan è stata poi influenzata dallo Shintoismo prevalente e dalla diffusione del Buddismo, nel XVI secolo in una propia forma del sincretismo Shinto con il Buddismo vennero edificati gli otto santuari imperiali Hassha del Ryukyu. Il Ryūkyū era diviso nei regni delle Tre montagne nel più antico periodo Sanzan, dalla fine del XIV secolo nel nord prese il dominio la dinastia Sanhoku e nel territorio centrale il regno di mezzo della Chūzan , il meridionale e le isole Okinawa fu domino della dinastia Sannan , poi in conflitto tra loro fino alla vittoria del Chūzan. Il sovrano Hashi riunificò Okinawa con la dinastia Shō nel XV secolo iniziando i commerci con l’ impero cinese Ming e ne fu ispirato dal sistema della dal rigido ordinamento gerarchico Shenshi. Per i due secoli successivi il regno delle fiorì nel commercio marittimo, alla fine del XVI secolo il signore feudale Hideyoshi del clan Toyotomi dal 1592 per sei anni tentò l’invasione della Corea, ma la richiesta di appoggio del Ryūkyū fu rifiutato, con l’ arrivo degli europei in Giappone si estese il potere dello shogunato
Tokugawa e dal Kyūshū il potente dominio Satsuma da Kagoshima nel 1609 invase il regno delle Ryukyu che ne divenne vassallo. La spedizione della flotta statunitense del commodoro Perry per costringere il Giappone a riaprire i commerci nel 1853 giunse nel Ryūkyū e vi impose uno dei vari Trattati ineguali a favore delle potenze occidentali, con la restaurazione imperiale Meiji nel 1872 fu abolito il regno incorporato come dominio delle Ryukyu fino al 1879 quando divenne la prefettura imperiale di Okinawa. Dal 1912 con l’ imperatore Hiroito iniziò il lungo periodo Showa trascinando poi il paese nella seconda guerra mondiale qui culminata nella campagna delle Ryūkyū nel 1945 fino alla più sanguinosa battaglia di Okinawa. Gli Stati Uniti istituirono il governo militare delle isole Ryukyu Fino al 1950 poi amministrazione civile statunitense delle Ryukyu restituita al Giappone nel 1972. Le forze armate statunitensi Usfj in gran parte sono concentrate ad Okinawa nelle basi militari di Hansen, la più grande Pacific Air Forces di Kadena e a Ginowan la Marine Station di Futenma, adoperate per tutte le guerre si aggressione nel sud est asiatico dalla Corea al Vietnam oltre al posizionamento di armi nucleari.
Amami
Il più settentrionale arcipelago delle Amami si stende per tredici isole con le tre principali dichiarate patrimonio naturalistico Unesco , prende nome dalla più grande e popolata Isola di Amami dominata dal monte Yuwanda, dai variegati ambienti tra l’ interno e la costa popolati da una ricca fauna in parte protetti dal parco nazionale Guntō. La cittadina di Tatsugo dalla splendida laguna con l’ osservatorio per i monti di Nagakumo, oltre la foresta di Kinsakubaru tra i fiumi verso la costa l’altra foresta di mangrovie. Tra i suggestivi ambienti dell’ Amami a sud dall’ osservatorio del monte Yuwandake il magnifico panorama sullo stretto di Oshima vero l’ isola Kakeroma, poco distante la spiaggia di Honohoshi dalle pietre modellate dalle onde e continuando le formazioni rocciose e grotte sul mare. Lungo la costa si stendono le candide spiagge dell’ Amami sulle acque di smeraldo e i riflessi c della barriera corallina dalla ricca fauna marina con la più frequentata Tomori e l’ Ohama animata d’estate dalle tartarughe in riproduzione, all’ esrremità meridionale la più isolata Yadoribama. Dalle splendide viste sul Pacifico il faro di Kasarizaki e a nord il parco del Capo Ayamaru Misaki con la più estesa barriera corallina. Anch’ essa di origine vulcanica l’ isola Tokunoshima dall’ interno montuoso ove si ergono l’ Inokawadake e a nord l’ Amagidake, a sud ovest le pianure villaggi agricoli tra le piantagioni di canne da zucchero, circondata dalla costa frastagliata, tra scogliere ed insenature con piccole spiagge
affacciata sulla barriera corallina in un variegato e suggestivo ambiente patrimonio o naturale Unesco.. Sulla costa settentrionale le scogliere Mushiroze, all’ estremità occidentale capo Inutabu dallo splendido panorama sul mare con il mausoleo dedicato alla corazzata Yamato e la flotta affondate alla fine della guerra mondiale. Tra la variegata varietà ambientale di Tokunoshima poco a nord dall’aeroporto si stende il parco marino di Yonama sulla barriera corallina ricca di fauna marina ove si allunga la spiaggia di Yonama non distante l’altra spiaggia di Aze Prince, a sud est il parco marino con la più isolata spiaggia di Kinenhama. Continuando per l’ isola nota anche come Tokuno la frastagliata costa dalla roccia corallina di Innojofuta dalle spettacolari formazioni rocciose Megane-Iwa. Nella sua lunga storia Tokuno è stata incrociata dai commerci marittimi, dal XVI secolo fu parte dominio di Satsuma, la cultura ne riflette le originarie influenze ryukyuane e nipponiche nelle tradizioni popolari, cerimoni e feste, tra esse le celebrazioni del Tōgyū importato dalla tradizionale corrida di Okinawa meglio noto come il Sumo dei tori.
Storica Okinawa
Parte delle Ryūkyū e anticamente note come le remote le isole i Minamishima meridionali, dall’ arcipelago delle isole Okinawa prende nome la più gande e popolata sola di Okinawa, storicamente nota come Uchinaa dagli abitanti nella loro antica lingua originaria delle Rikuyu. In gran parte legata al resto delle Ryūkyū la lunga storia di Okinawa ha lasciato i vari siti archeologici, storici e religiosi dell’ Okinawa sorti nei secoli. Divenne centro politico e culturale del regno Ryūkyū con capitale a Shuri fiorendo di i commerci e relazioni con il Giappone e la Cina fino al XIX secolo con la restaurazione imperiale Meiji che pose fine al regno nel 1879. Nel successivo periodo Showa l’ imperare Hiroito entrò poi nella seconda guerra mondiale e per la sua posizione l’ isola fu teatro di violenti attacchi culminati nel 1945 con la battaglia di Okinawa che distrusse in gran parte i centri del territorio, ricordata nei memoriali di Okinawa. Rimase nel dominio militare statunitense influenzando lo stile di vita e tradizioni della popolazione, con la ricostruzione nella rinascita del Giappone nel 1972 tornò ad esserne parte e più recentemente i siti sopravvissuti e ricostruiti furono dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco. L’ antico idioma Shimakutuba delle lingue Ryukyuan è rimasto in vari villaggi daLE le case tradizionali nel proprio stile Okinawan, oltre le cerimonie e ritualità legate all’ antica cultura spirituale di Okinawa, il calendario tradizionale lunare scandisce le varie celebrazioni, feste e cerimonie religiose di Okinawa. I secolari commerci e gli scambi culturali con il resto del Giappone e la Cina, assieme alle tradizioni locali, hanno
influenzata la variegata cultura Champuru espressa nella, musica, danze, cerimonie, feste e teatro delle arti tradizionali Ryukyuan assieme alla tradizione artistica e artigianato di Okinawa con la raffinata ceramica yachimun, l’arte del vetro Ryukyu, i tredici tipi di tessuti della tradizione Okinawa. Tra le altre manifestazioni tradizionali qui è nata l’arte marziale heiwa no bu in parte Ispirato al Kung fu cinese introdotta nel XVII secolo divenuta poi la celebre arte marziale del Karate nel XIX secolo a Okinawa dal maestro Bushi. Tra i vari e suggestivi ambienti naturali, siti storici e religiosi dichiarati patrimoni Unesco , dall’isola principale ne emergono centosessanta di ogni dimensione popolate o disabitate, da scoprire in affascinanti itineraria alla ricoperta dell’ Okinawa tra storia, cultura, tradizioni, eventi e il suo indimenticabile territorio. La principale isola Honto di Okinawajima si stende per i variegati ambienti tra l’ interno e le coste ove si allungano le splendide e suggestive spiagge di Okinawa sul mare cristallino e le barriere coralline popolato da una gran varietà di fauna marina, l’ isola è divisa tra i territori settentrionale, centrale e meridionale ove oltre alla suggestiva natura conserva i suoi storici siti nella vasta Okinawa.
Kita Okinawa
Per il territorio settentrionale Kita Okinawa si allunga la penisola di Motobu dall’interno montuoso di Yanbaru tra variegati ambienti e storici siti, ne prende nome la cittadina di Motobu ove fu tenuta la grande fiera internazionale nel 1979 è stato aperto il grande parco dell’ Ocean expo con i vari edifici che ospitano Il museo della Cultura Oceanica dedicato alle popolazioni del Pacifico, vicino la ricostruzione di antiche case tradizionali nel villaggio Native e il vasto giardino botanico del centro Tropical. Al centro l’ aquario Churaumi tra i più vasti al mondo con una gran varietà di specie, lo spettacolare Churaumi offre la riproduzione dei variegati ambienti e fondali nelle diverse grandi vasche, vicino all’ acquario Churaumi la splendida spiaggia Emerald affacciata sui reflessi smeraldo del mare, così come l’ isola Sesoko poco al largo sulla barriera corallina. Da qui all’inizio del XX secolo giunsero i coloni per la disabitata Isola di Minna dal suggestivo ambiente topicale con la foresta per le scogliere costiere sul mare corallino e la baia ove si allunga la splendida spiaggia di Kamomeiwa. La penisola Motobu continua tra le spiagge lungo la costa ove il ponte Warumi la collega all’ isola Yagaji anch’ essa distesa tra le spiagge sulla barriera corallina come la vicina isola di Kouri collegata con un’ altro ponte ad est. Tra villaggi e la costa di Motobu su uno sperone roccioso sul mare si erge t la fortezza Gusuku di Nachijin fondata nel XIV
secolo tra i sacri boschi originariamente luogo di culto shintoista con il santuario consacrato alla divinità del fuoco e ha lasciato i suoi resti nel sito del castello Nakijin. Tra i rilievi coperte da foreste si stende la settentrionale regione di Yambaru popolata da una ricca fauna endemica, tra i suggestivi ambienti del Yanbaru nella foresta attraversata da fiumi precipita la cascata di Hiji, raggiungibile per un sentiero nella foresta la spettacolare Hiji è parte del vasto ambiente protetto dal grande parco nazionale di Yambaru che per la sua endemica biodiversità è stato proclamato patrimonio naturalistico Unesco. Dai rilievi il territorio scende sul mare corallino ove si si allunga la splendida spiaggia di Okuma, a nord per la più remota costa su un promontorio si erge il capo Hedo dalla splendida vista, anche noto come noto come Hedo di Misaki. Continuando per il territorio settentrionale dell’ Okinawa poco al largo della costa emergono l varie isole con la più grande Izena dalle candide spiagge sulle barriere coralline, nella lunga storia Izena fu tra i centri del regno Ryukyu ne conserva di versi i siti storici. Tra gli altri a sud est al XIV secolo risale il castello Izena che si erge uno sperone roccioso, nei pressi il mausoleo Tamaudun ospita alcuni sepolcri dei reali Ryukyu. La vicina Isola di Iheya si stende dai colli coperti da foreste per le spiagge ondulate dalle dune sulle barriere coralline, della sua storia anche a Iheya rimangono siti del suo passato, un ponte la collega all’altra splendida isola di Noho dall’ incontaminato ambiente tropicale e le spiagge sulle barriere coralline. Dal villaggio di Yomitan che conserva l’ antica cultura Ryuky si allunga la costa di Onna, tra insenature e splendide spiagge sul mare corallino m, oltre il Capo Maeda si erge la spettacolare formazione rocciosa che ricorda un elefante dallo splendido panorama del capo Manzamo.
Okinawa Chūō
Scendendo per Il territorio dell’ Okinawa Chūō centrale si trova il capoluogo nella città di Naha estesa da un centro del regno Ryuky all’ inizio del XV secolo, tra i vari siti per il centro storico di Naha su un colle ove si stende il grande parco Onoyama la tradizione narra che vi discese la divinità solare Amaterasu, a metà del XV secolo fu edificato il santuario shintoista di Okinogu devastato dalla guerra e ricostruito nello stile originario, l’altro santuario shintoista di Naminoue è sorto su un antico luogo di culto utaki della mitologia Ryukyuan. I più recenti quartieri Naha diramano dallo storico centro attraversato dall’ animata via Kokusai, qui fu
introdotto il combattimento Naha-te In parte Ispirato al Kung fu cinese all’ inizio del XVII secolo poi fondamento per l’arte marziale del Karate. Tra i vari siti storici nel più antico quartiere centrale di Shuri, fondata nel XIV secolo su un colle si erge la cittadella Shurijò come centro del regno Ryukyu nel monumentale stile dell’ epoca dalla la grande porta Shureimon per gli edifici e padiglioni della residenza reale di Shuri. Recentemente ricostruito nell’ originale imponenza dichiarato patrimonio culturale Unesco come uno degli nove storici siti Gusuku di Okinawa. Fondato alla fine del XVIII secolo per ospitare residenza dei sovrani il parco Shikina-en, dal centrale palazzo reale in legno diramano i vari edifici e padiglioni affacciati nel giardino paesaggistico di Shikinaen , allo stesso periodo e nel tradizionale stile risale la residenza Nakamurake . A nord della città la ricostruzione del villaggio Mura con le abitazioni nello stile dell’ epoca noto come il villaggio Rikuyu , poco a nord est al XV secolo risale della fortezza di Nakagu che ha lasciato i resti delle mura nel sito del castello Nakagusuku dichiarato anch’ esso patrimonio storico e culturale Unesco dallo splendido panorama, Dopo la storica capitale Naha come seconda più grande e popolata dell’ isola si trova la città di Okinawa estesa per i vari quartieri, per la costa e le spiagge dal centro di Okinawa fino alla base statunitense con borgo chiamato dai militari americani Koza divenuto centro di intrattenimento tra gli animati locali. Continuando sulla costa occidentale la città di Chatan che ha percorso la storia della regione con il più antico insediamento rimasto fino al medioevo che ha lasciato suoi resti nel sito di Ireibaru, nella seconda metà del XIII secolo su un colle sorse la fortezza che ha lasciato gli imponenti resti nel castello di Chatan.. L’antico centro si è estesO nella moderna città di Chatan verso la costa di Miyagi con le varie splendide spiagge, animati locali tra i centri di Hamby a Sunabe noto per le immersioni, oltre il villaggio americano di Mihama. Nel territorio centrale al XV secolo risale la fortezza Katsurenjò su un colle che ha lasciato i suoi resti nel sito del castello Katsuren dallo spettacolare panorama sulla baia di Nakagusuku, dalla penisola di Katsuren per la costa centro orientale si stende il territorio di Uruma e al largo emergono le otto splendide isole Yokatsu tra vari centri e villaggi. Estesa da un antico centro costiero ne prende nome la città di Uruma ove dal dopoguerra sono sorte varie basi militari Usa , ma
tri i moderni quartieri rimangono siti storici, Il più antico con i resti di Iha del l III secolo a.C., della storia tardo medioevale di Uruma all’ inizio del XV secolo risale la fortezza lasciando i suoi resti nel sito del castello di Agena.. Dalla costa della penisola Katsuren la panoramica via attraverso il mare Kaichu-doro con i vari ponti collega tra loro quattro delle più vicine isole Yokatsu che emergono poco al largo tra la vegetazione tropicale, splendide spiagge candide sui riflessi blu e smeraldo del mare lungo la barriera corallina nei suggestivi ambienti delle Yokatsu. La più prossima poco al largo dalla costa isola di Hamahiga, oltre la spettacolare natura è nota come la sacra isola Kami no Shim di Hamahiga con venerati siti e sepolcri, tra le suggestive scogliere la grotta Shirumichu legata ai miti della creazione di Okinawa. Attraverso un ponte è collegata alla vicina isola di Henza dal simile suggestivo ambiente con il solo villaggio Yonashirohenza all’estremità meridionale. anch’ essa collegata dal ponte alle vicine la più grande Miyagi dal simile ambiente tropicale su splendide spiagge e le barriere coralline ove si erge il capo della felicità Kafu Banta dal magnifico panorama. La più distante sulla via Kaichu Doro a nord-est la piccola isola di Ikei dalle scogliere della costa si allungano le candide spiagge sul mare cristallino dai riflessi turchesi e la barriera corallina dalla ricca e variegata fauna ideale per le immersioni nella più frequentata spiaggia Oodomari. Oltre il suggestivo ambiente tropicale della piccola e splendida isola di Ikei dal più antico popolamento rimangono i resti di edifici, tombe e ceramiche nel sito di Nakabaru Iseki. Poco al largo dalla costa Katsuren l’ sola di Tsuken più meridionale delle Yokatsu, popolata fin dal più antico periodo delle Ryukyu meridionali lasciando resti e nel dopoguerra vi sorse la baste militare Usa di Tsukenjima. Nel suo affascinate territorio Tsuken è nota come l’ isola delle carote per le sue coltivazioni che assieme al colore dei tetti nei villaggi tradizionali dipinge il paesaggio di arancione e rosso contrastando con le candide spiagge che sia allungano sulla costa per la barriera corallina. Poco a sud del capoluogo Naha e la vicina Shuri si trova la più meridionale città di Itoman dalla lunga storia di pescatori che si spingevano per alcune rotte del Pacifico fino alle lontane isole melanesiane. Al XII secolo risale la fortezza Gushik che ha lasciato i suoi resti nel sito dell’ Gushikawa, le devastazioni della seconda guerra mondiale sono ricordate nel parco memoriale della pace di Okinawa e le vittime di una scuola bombardata e nel museo Himeyuri .
Nanjo e Kume
La storica Nanjō è nota come la
città dei castelli per le varie fortezze medioevali, tra le altre la Sashichi in stile Gushiku lasciando i suoi resti nel castello di Sashiki non distante i su un colle i più antichi nel sito di Tamagusuku, per la penisola Chinen della stessa epoca i resti del castello di Chinen. Continuando sulla costa nei pressi di capo Chinen il territorio al lungo centro spirituale dell’ antica religione Ryukyuan, poco al largo emerge e la piccola isola Kudaka ove per la mitologia Ryukyuan vi discese la dea Amamikyo per creare le Ryukyu e i suoi abitanti, ospita numerosi luoghi sacri Utaki, legati al culto Nirai Kanai devoto alle divinità della religione Ryukyuan.Redatto all’ inizio del XVII secolo dal monaco buddista Taichû, anche il registro delle vie divine Shintô ki descrive l’antico mito e depositarie per le ritualità le sacerdotesse Noro con l’ accesso consentito solo alla famiglia reale che dalla residenza di Shuri, vi si recava ogni anno in pellegrinaggio per consolidare i poteri spirituali. Nel suo suggestivo ambiente tropicale Kudaka, dal XV secolo ospita il più venerato sacro sito di Sefa-utaki consacrato alla dea mitica creatrice delle isole Ryukyu Amamikyu e altre divinità, con i santuari tra le grotte e formazioni rocciose l’ Utaki di Sefa come centro spirituale è dichiarato patrimonio storico e culturale Unesco . I sentieri sul colle nella foresta portano ai sei santuari Ibi del sacro sito di Sefa con le sale Shuri-jo, legati tra loro, il più venerato Utaki della tradizione Ryukyuan continua ad essere centro nelle pratiche spirituali e i rituali della comunità nella suggestiva atmosfera del Sefa-utaki. Lasciato il patrimonio culturale e religioso della mistica Kudaka, ad ovest di Okinawa emerge l’ isola Kumejima o Kume dalle e splendide spiagge, tra le altre sulla costa occidentale la Shinrihama, oltre la Ara e ad est la spiaggia di Eef. A Kume si alternano alle scogliere le spettacolari formazioni rocciose di Mifuga, Torinokuchi, Tatami Ishi che somigliano a tartarughe. Oltre i suggestivi ambienti di Kume , fiorita di commerci sulle rotte da Okinawa alla Cina nel regno Ryukyu, tra i vari siti Kumejima conserva i resti delle fortezze sorte nel XVI secolo, tra i più ampi il castello Uegusuku e nord ovest vicino Nakamura-do il castello di Gushikawa. Poco al largo della costa meridionale da Nanjo un ponte collega l’ isola di Ojima dal territorio montuoso vulcanico che scende per le coste frastagliate tra villaggi di pescatori ove si trova il tempio buddista di Kannon del XVII secolo. Tra i più recenti siti all’ estremità settentrionale si erge un faro divenuto museo, la storie cultura è conservata
nella biblioteca Ogi-jima mentre un centro culturale ospita le manifestazioni artistiche e del circuto di Setouchi.Tra Kume e la costa nord occidentale di Okinawa la piccola isola di Tonaki si stende tra i rilievi e foreste che scendono sulla costa lungo la barriera corallina ricca di fauna marina della splendida Tonaki con le più suggestive spiagge e di Angela e Agarihama ove nei pressi sorge villaggio tradizionale. Ad ovest con la costa frastagliata emerge la più lontana Isola di Aguni dalle ripide scogliere occidentali e a nord con le grotte sul mare e il tempio dell’ isola, dall’ osservatorio Mahana con lo spettacolare panorama ad est sulle candide spiagge e la barriera corallina, oltre i villaggio di pescatori Aguni si stende per la foresta con la riserva che ospita una gran varietà di, nota come l’ isola del sale dal secolare commercio celebrato dalla cerimonia del maasuyaa con la distribuzione del sale nel capodanno lunare.
Kerama
Come parte delle numerose dell’ Okinawa della centrale a sud ovest emerge l’ arcipelago Kerama Shotō con solo le quattro abitate e più accessibili isole Kerama di Tokashiki, Zamami, Aka e Ceruma, tra le due Toyosaki e Zamami delle Kerama facilmente accessibili e frequentate la più estesa Isola Toyosaki, tristemente nota per il suicidio di molti abitanti durante l’ invasione Usa di Okinawa ricordati da un memoriale. Toyosaki si stende dall’ interno panoramico circondata come le altre dalle splendide candide spiagge con la più frequentata sud occidentale di Chura, che si allungano sul mare turchese e la barriera corallina, oltre il suggestivo ambiente l’ isola Tokashiki tra i villaggi e i centri dalle tipiche e abitazioni conserva le tradizioni della cultura Okinawa. Nel suo ambiente tropicale emerge Isola Zamami anch’ essa dalle spende spiagge affacciate sulle barriere coralline dalla ricca fauna marina, tartarughe e i rari delfini dalle pinne rotonde. Oltre l’ ambiente marino a Zamami si snodano vari sentieri panoramici e per il monte Takatsuki dalla spettacolare vista sul mare e le isole vicine. Tra le tre Kerama principali emerge la più piccola e splendida isola di Aka come le altre dalle spiagge spettacolari, sul litorale nord orientale la più suggestiva e frequentata Nishibama , oltre le altre tra insenature e baie dell’ Aka sulle acque cristalline con le multicolori l barriere coralline popolate dalla ricca fauna marina endemica della splendida Aka assieme a quella terrestre dei piccoli daini kerama-shika tra i rilievi dalle viste spettacolari. Un ponte la collega alla vicina minuscola isola Geruma ove si stende la foresta incontaminata popolata da fauna endemica e il raro cervo kerama, la vegetazione borda le candide spiagge sulle barriere coralline, la comunità di Geruma
conserva le tradizioni nel villaggio all’estremità meridionale ove un altro ponte la collega alla piccola e disabitata Fukaji.
Daitō
A sud est di Okinawa nel Pacifico emerge il remoto arcipelago delle tre isole coralline Daitō con la più piccola e settentrionale isola Kita dall’ interno coperto di foreste tra le paludi con flora e fauna endemica, tra villaggi di pescatori Kita è circondata dalla costa frastagliata sulle barriere coralline con la più estesa di Nagamaku e all’ estremità orientale il capo Makkuro con il monumento dell’Est dallo splendido panorama. Dal suggestivo territorio kita rimase disabitata fino al XIX secolo quando vi giunsero i primi coloni dalla lontana isola Hachijo di Tokyo e ne deriva la cultura e lingua miste alla Ryukyuana con diversi cerimoniali e feste, tra gli altri a settembre con le processioni dei santuari omikoshi e le competizioni della lotta Sumo. Non distante si trova la più popolata isola Minami, nel 1820 incrociata dal vascello russo Borodino ne prese nome, rimasta disabitata fino all’ inizio del XX secolo quando vi giunsero coloni da Okinawa ribattezzandola Minamidaito ove iniziarono le coltivazioni della canna da zucchero distese per le pianure dell’ interno, tra i pochi rilievi il colle di Hinomaru con lo splendido panorama. Minami si stende come un atollo corallino dalle ripide scogliere calcaree ove si aprono le numerose grotte Akiba Chiteiko con la più suggestiva di Hoshino dal lago sotterraneo, tra il centinaio di piccoli laghi con il più grande il Oike si stende la foresta dalla flora e fauna endemica verso la costa. Legata alle tradizioni di Okinawa nella foresta si trova il piccolo santuario shintoista Daito Jinja ove si tengono le cerimonie della festa Honen con competizioni della lotta Sumo, tra le altre manifestazioni tradizionali presso il centro Sogo le esibizioni di tamburi Daito Taiko e nel centro culturale Bunka Sentaa è narrata la storia dell’ isola con numerosi reperti. Oltre un centinaio di chilometri a sud di Minamidaitō emerge la sperduta e disabitata isola Oki dall’ atollo corallino che si erge su scogliere calcaree, in gran parte ospita il poligono militare Oki Daito come base della marina Usa
Isole Myako
L’arcipelago più meridionale delle piccole e splendide Miyako dai suggestivi ambienti tropicali, spiagge e barriere coralline, prende nome dalla e più grande isola di Miyako o Miyakojima distesa nel suggestivo territorio costiero di Miyako, sui riflessi turchesi delle acque cristalline lungo la barriera corallina dalla ricca fauna marina ove si allungano le numerose candide spiagge Miyako con le più suggestive sulla costa Yonaha di Maehama con poco al largo l’isoletta di Kurema, oltre l’altra candida Kaigan di Yoshino nello scenario delle formazioni rocciose e grotte la splendida Sunayama. Dalla costa tra le scogliere frastagliate della
baia si stende il parco marino di Imugya, continuando per l’incantevole litorale costiero di Miyako, oltre la barriera corallina ove si allunga l’altra spiaggia di Aragusuku, all’estremità della costa sud orientale si erge il suggestivo capo Higashi con il vecchio faro bianco Hennazaki dallo spettacolare panorama. Oltre giardino botanico con centinaia diverse specie di piante tropicali, Miyakojima nei villaggi conserva la cultura tradizionale, tra i siti storici il sepolcro di Tuyumya del XVII secolo ospita le spoglie dei sovrani Miyakid, tra religiosi il venerato santuario, Myakuzumi del XV secolo come centro spiritale dell’isola. La splendida Miyako è collegata alle vicine isole con i ponti di Ikema e Kurima, attraverso l’ Ikema poco a nord si raggiunge l’ altra vicina isola di Ikema tra suggestive formazioni rocciose uniche circondata dalle spiagge con la più splendida Funaksu sulle barriere coralline, al centro la palude popolata da numerose specie di uccelli migratori, oltre i magnifici ambienti di Ikema, la popolazione nei villaggi è legata alle antiche tradizioni e i culti nei luoghi sacri Utaki. Il panoramico ponte Kurima a sud ovest di Miyako collega la piccola isola di Kurima tra campi di canna da zucchero e tabacco vicino al ponte, il porto di pescatori e la spiaggi di Pacha da dove si stende il suggestivo territorio della Kurima tra spiagge appartate sulle barriere coralline con la più frequentata Nagamahama sulla costa occidentale, oltre l’ isolata Musnun, l’ osservatorio Ryūgūjō dallo spettacolare panorama sulle le isole di Miyako e Irabu. La vicina Irabu è collegata dall’ altro panoramico e più lungo ponte Oashi di Irabu, nel suo ambiente tropicale la splendida Irabu si stende tra le spiagge di Sawada no Hama nord occidentale, la Toguchi no Hama a sud e la scogliera ad est sempre affacciate sulle barriere coralline, ove si apre grotta azzurra Ao no dōkutsu di Irabu come il più suggestivo punto panoramico dell’ isola. L’ adiacente isola Shimoji ospita l’ aeroporto, il resto del territorio della Shimoji affaccia sulle spiagge lungo le barriere coralline con la più splendida nota come 17end, per la costa occidentale permeato da antiche leggende il panoramico stagno di Toriike collegato ad al più piccolo Nabezoko. con un canale sotterraneo e all’oceano sulla la costa corallina dalla ricca fauna marina. Poco a ad est la piccola isola di Ogami emerge con i rilievi dalle ripide scogliere verso il mare tra formazioni rocciose coperte dalla foresta, per la costa occidentale le Nocchi modellate dalle erosioni millenarie, nel suggestivo territorio di Ogami la popolazione è legata all’antico culto degli spiriti del mare venerati nei sacri siti utaki. Molto ad ovest emergono le due più distanti
isole occidentali dell’arcipelago, Minna rimase disabitata fino all’inizio del XX secolo, quando vi giunsero coloni dalla vicina Sesoko, si stende dall’ interno con la lussureggiante vegetazione tropicale e le formazioni rocciose circondata da un grande atollo e l’ ampia barriera corallina distesa ad ovest dalla ricca fauna marina, l’ ambiente della piccola ed affascinate Minna continua per la splendida baia e le insenature con la spiaggia di Kamomeiwa, poco a sud l’isola Tarama anch’essa nello splendido atollo corallino.
Yaeyama
Le più remote Isole Yaeyama a sud di Okinawa sono la parte meridionale del vasto arcipelago Ryūkyū con le tre maggiori Ishigaki, Iriomote e Taketomi delle Yaeyama oltre la minore e più occidentale Yonaguni tra rilievi coperti di foreste, coste dalle spigge che si allungano sulle barriere coralline e isolati villaggi tradizionali. Il vasto parco parco nazionale Iriomote-ishigaki si stende tra le due isole separate tra loro da remoti movimenti geologici preservando l’ambiente, dalle vaste foreste tropicali popolate da fauna endemica alle coste con le barriere coralline, la più grande e popolata isola Ishigaki nel suo ambiente tropicale tra foreste e la costa affacciata sul profondo blu dell’ oceano e i colori della barriera corallina ricca di fauna marina ideale per ogni tipo si immersioni a lIshikaki ove si allungano le varie spiagge, tra le più frequentate sulla costa occidentale la Fusaki, più oltre sullo stesso litorale l’altra l spiaggia di Yonehara che si apre attraverso la foresta di palme lungo la barriera corallina ricca di fauna marina, Yonehara è tra le più apprezzate per facili immersioni. La spiaggia di Sunset verso l’ estremità settentrionale dell’ isola ove si erge il faro di capo Hirakubozaki sulle scogliere. La costa nord occidentale ospita la spiaggia di Sukuj bordata dalla vegetazione sulla candida sabbia e i riflessi della barriera corallina verso il faro di Oganzaki dallo splendido panorama e la vicina baia di Kabira sulle acque turchesi e splendida barriera corallina dalla grand varietà di fauna marina della Kabira tra i suggestivi giardini di corallo da esplorare con facili immersioni e con barche dal fondo trasparente di Kabira . Tra i suoi suggestivi ambienti, centri e villaggi l’ isola a Ishigaki prende nome il capoluogo nella storica città di Ishigaki che conserva alcuni siti del suo passato, tra glia altri all’ inizio del XII secolo risale il tempio buddhista Torin-ji dello stesso periodo il santuario shintoista di Gongen Do. Su un colle dallo spettacolare panorama l’ altro santuario shintoista Fuzaki Kannon Do del XVIII secolo, ad ovest dal centro il sepolcro Tojinbaka del XIX secolo in stile cinese. Lasciati i suggestivi ambienti e i siti di Ishigaki poco distante emerge la più grande isola Iriomote
come la più incontaminata i dell’ arcipelago Yaeyama, dalla spettacolare natura distesa per i variegati ambienti di Iriomote dalle lussureggianti foreste tropicali e di mangrovie attraversate dai fiumi dell’ Iriomote che precipitano in suggestive cascate con lE più spettacolarI Pinaisara, per il territorio orientale la riserva naturale del fiume Nakama protegge la foresta dalla ricca fauna endemica Tra i variegati ambienti dell’ Iriomote le coste si allungano sulle acque turchesi e le barriere coralline con le spiagge no hama di Iriomote, oltre quelle attorno la vicina piccola isola corallina Barasu e dalla costa orientale con carri trainati da bufali l’altra piccola isola Yubu dalla vegetazione subtropicale popolata da una ricca fauna Poco ad ovest da Ishigaki l’ isola Taketomi circondata dalla laguna Sekisei sulla barriera corallina ove si allungano le varie spiagge con la più suggestiva Kaiji dai granelli di sabbia a forma di stella, non distante l’ altra splendida e candida spiaggia Kondoi che si allunga fino al molo Sanbashi di Nishi di dagli splendidi panorami al tramonto. Per i variegati ambienti di Taketomi l’ interno coperto da foreste subtropicali verso la costa.Oltre la sua natura Taketomi conserva la cultura tradizionale nelle manifestazioni popolari, costumi, musica,artigianato e tessuti con al centro il villaggio di Taketomi dall’aspetto e atmosfera del Regno Ryukyu sui bianchi sentieri sabbiosi tra mura di corallo, le vecchie case dai tetti i paglia di paglia con agli ingressi le figure dei leoni shisa trasportando all’epoca della popolazione in armonia con la natura di Taketomi. Verso le coste orientali di Taiwan la minore e più occidentale isola di Yonaguni tra l’ interno tropicale e le coste frastaglia la remota .Yunaguni nel suo suggestivo territorio della sua storia conserva cultura e tradizioni la cittadina di Yonaguni estesa dall’ antico villaggio di Shima Nakamura che ha lasciato i suoi resti. All scoperta dell’ isola Yonaguni per estremità occidentale sulle scogliere si erge il capo dallo splendido panorama con il faro e il un monumento che segna il punto più sud occidentale del Giappone, dall’altra parte orientale Il faro di Agarizaki. La costa a sud-est continua tra spettacolari scogliere di Gunkan-iwa e Tategami-iwa, dal villaggio di Sonai si erge la Tindabana dal panorama sulla vicina spiaggia di Nanta e sul mar Cinese. Sui fondali al largo della costa meridionale la grande formazione rocciosa sommersa di Yonaguni avvolta in antiche leggente e controverse origini, noto come il monumento sottomarino di Yonaguni ove termina il lugo viaggio tra le remote isole sperdute per l’ oceano all’ estremità del Giappone.
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