Kobe

Hyōgo Himeji
A sud ovest dell’ antica capitale Nara e affacciata sulla baia della vicina est Osaka, la prefettura di Hyōgo si stende del Kansai meridionale ove dall’ inizio dell’ VIII secolo si impose il periodo di Nara, seguito dal Kamakura e gi altri periodi del GIiappone medioevale, nel territorio orientale durante il Muromachi, nel XIV secolo a protezione della città venne edificata al poderosa fortezza di Himeji. Noto anche come castello dell’airone bianco Shirasagi per l’elegante e candido aspetto che ricorda l’ uccello in volo, nel propio imponente stile Himeji dalla torre tenshu su tre piani diramano i padiglioni del maestoso Himeji dichiarato patrimonio storico e culturale Unesco . Affaccia sul vasto parco con il suggestivo giardino di Kokoen tradizionale con al centro il santuario shintoista di Osakabe ove a giugno si celebra la grande festa Yukata , nell’ altro santuario Matsubara ad ottobre le cerimonie che celebrano la grande festa del combattimento kenka di Nada che culmina con gli spettacolari degli Yatai nei costumi tradizionali del suggestivo Kenka del Nada. Poco fuori a nord della città si erge il sacro monte Shosha ove dal monaco Shoku Shonin alla fine del X secolo vene fondato il tempio Engyō-ji divenuto centro per l’ antica scuola buddista della dottrina Tendai nel tradizionale stile dell’ epoca come il venerato tempio del Shosha . Dai tre
santuari Mitsunodo, con la più decorata sala centrale Maniden, si stende con il padiglione Jogyodo per gli insegnamenti dei monaci ospitati nelle residenze Daikodo con vicino il Jikido, oltre gli altri padiglioni in legno. La città di Kasai nel quartiere Sakamoto ospita il tempio buddista di Ichijō-ji fondato nel VII secolo dai santuari e padiglioni Dōcome tesori nazionali dell’ Ichijò che diramano dalla pagoda Sanjūnotō tra le più antiche giapponesi. Sul percorso del lungo e antico pellegrinaggio Saigoku di Kannon, nella città di Ono, al XII secolo risale il tempio buddista di Jōdo-ji fondato da Chōgen e ampliato nel XVII mantenendo i dai sacri edifici dal particolare in stile Daibutsu nella combinazione del giapponese e cinese. Come altro venerato sacro sito del pellegrinaggio Shikoku nella città di Kakogawa sul monte Washigao si erge il tempio buddista di Kakurinji fondato nel XII secolo con lo stile dell’ epoca, ampliato nel XIX il Kakurin-ji con i santuari su tre livelli e la pagoda a tre piani, lungo il percorso di pellegrinaggio le pietre Jizo e undici templi.
Hyōgo Kobe
In epoca medioevale il porto Hyōgo-ku nella baia di Osaka divenne tra i più frequentai giapponesi, centro di commerci e relazioni diplomatiche con la Cina Tang dall’ VIII secolo e per le successive fino al XVI con l’ impero Ming, mentre iniziavano i commerci con l ‘arrivo degli Europei in Giappone poi espulsi dallo shogunato Togukawa che ne
fece uno dei suoi centri di potere. Dal 1868 nel periodo della restaurazione Meiji fu tra i primi ad iniziare i commerci con l’occidente, e dall’ epoca si estese la città portuale che venne chiamata Kobe derivato dall’ appellativo kanbe dei fedeli dell’ antico santuario shintoista di Ikuta. Dalla fine del XIX secolo la città si è estesa con vari quartieri dagli edifici in stile occdentale, con l’ascesa dell’ imperatore Hiroito nel lugo periodo Showa continuò ad essere grande centro e trascinata nella seconda guerra mondiale fu devastata dai bombardamenti Usa, ricostruita dopo l’ armistizio nei decenni successivi con la rinascita del Giappone estesa in una vasta metropoli come la si trova nella grande città di Kobe che oltre ai siti storici conserva santuari shintoisti e templi buddisti da riscoprire in un affascinante itinerario tra i suoi quartieri. Tra gli shintoisti all’inizio del III secolo risale la prima fondazione del santuario Ikuta consacrato alla dea Wakahirume, dallo stile tradizionale l’Ikuta si stende con i portali torIi rossi per vari padiglioni decorati che diramano dal centrale, la sorgente sacra e il luogo della divinazione Mizuura-Mikuji con la mistica foresta Ikuta no Mori che dona energia. Sul sacro monte Maya che domina il porto di Kobe si erge il tempio di Tenjō-ji consacrato nel VII secolo a Maya Bunin, madre del Buddha storico Gautama, ne rimangono i resti dell’originale e ricostruito sulla cima. All’ingresso dal cancello la scalinata in pietra che porta ai padiglione chozuya per
la purificazione, la sala Mayabunindo con le statue di Maya Bunin, nelle altre varie divinità e una di Kannon dagli undici volti. Tra i quartieri di Nagata e Suma si sale sul monte Takatori ove al III secolo risale la prima fondazione del santuario shintoista di Takatori consacrato a varie divinità Kami,, nei pressi della cima il più piccolo santuario di Kanetaka d dalla spettacolare vista sulla città e oltre la baia fino a Osaka. Nel centrale quartiere Chūō-ku il grande santuario shintoista di Minatogawa sul sepolcro del divinizzato condottiero Kusunoki Masashige consacrato nel XIX secolo nello stile tradizionale, i percorsi con i portali torii portano alla sala Honden dal soffitto con pannelli dipinti, ne diramano i padiglioni del Minatogawa tra lanterne di pietra e le statue dei guardiani komainu, oltre il Kusumoto tra gli altri si celebrano le cerimonie Shichi-Go-San e matrimoni. Sempre nel Chūō-ku al X secolo risale il santuario Hashirimizu consacrato alla divinità dell’ apprendimento Tenman-Tenjin poi ricostruito per il culto di Takeru e Ototachibana che augurano la buona sorte. Continuando si trova il santuario di Sannomiya consacrato dea marina Takitsuhime protettrice dei naviganti dal monumentale portale torii e i sacri edifici in stile nagare-zukuri, all’ interno del recinto il monumento Kawara Reisha che ricorda lo scontro dei Bizen con i marinai stranieri nel 1868. Nel quartiere Suma all’VIII secolo risale il santuario Tainohata di Yakuyoke consacrato a Hachimangu, l’ Higashinada ospita il santuario Motosumiyoshi fondato nel XIII secolo e nel quartiere di Nada
si erge Il sacro monte Rokkō consacrato alla divinità Mukō con santuario shintoista Hime di Daizen nel più occidentale quartiere Tarumi al XVII secolo risale il santuario di Maiko Roku. Su un colle si erge il santuario Tenman di kitano fondato nel XII secolo, tra i portali torii rossi i percorsi con lanterne per la scalinata verso la sala centrale decorata come la vicina di preghiera. Il quartiere Nagata-ku prende nome dal più antico santuario di Nagata del III secolo consacrato a Kotoshironushi con la decorata sala Honden da dove diramano le Haiden finemente decorat, i padiglioni del Nagata affacciano su giardini tradizionali, ove a febbraio si celebra il Setsubun con l’antica cerimonia di purificazione Tsuina-Shinki Shinji. Poco fuori da Kobe all’ XI secolo risale il santuario di Nishinomiya consacrato ad una delle sette divinità della fortuna Ebisu, ricostruito mantenendo lo stile originario, dalla porta Omodaimon si accede al Nishinomya con la sala di culto finemente decorata, da dove diramano undici isantuari minori. Tra i vari templi templi buddisti, nel quartiere di Suma al IX secolo risale il Sumadera ad opera del monaco Kobo Daishi fondatore della scuola Shingon con vari sacri edifici, la pagoda su tre piani e il giardino di Gempei con statue che raffigurano la battaglia tra Taira no Atsumori e Kumagai Naozane, oltre i padiglioni del tempio di Suma. Come uno dei trentatrè templi del pellegrinaggio Saigoku, nel distretto di Hyogo si trova il tempio Nōfuku-ji
fondato all’ inizio del IX secolo dal venerato monaco Saichō fondatore della scuola giapponese del buddismo Tendai, con varie figure di divinità, la triade del Buddha Amitabha,una di Kannon dagli undici volti e la monumentale Daibatsu del Buddha gigante di Nofuku-ji.
Nyū Kōbe
Sulla baia di Osaka adagiata per costa occidentale la moderna Kobe si stende come metropoli tra i vari quartieri dai centrali sul lungomare, tra i simboli più recenti della città, Il ponte Kaikyo anche noto come il lungo ponte delle Perle sospeso sullo stretto di Akashi che la collega all’isola di Awaji, inaugurato nel 1998, come capolavoro dell’ ingegneria nipponica, l’ Akashi splende nella suggestiva illuminazione notturna, sul lato di Kobe si stende il parco Maiko ove sul lungomare si allunga il percorso che ne prende mome come la promenade di Maiko con l’ osservatorio dai panorami sullo stretto fino alle isole. Dalle suggestive cascate Nubobiki che precipitano sul fianco del rilievo montuoso, prende nome la funivia Nunobiki di Kobe , dai periferici quartieri settentrionali sale in un magnifico panorama sulla cime del monte Rokko dalla spettacolare vista sulla città fino ad Osaka, molto suggestiva illuminata di notte. Da un versante la funivia porta al borgo Arima dalle sorgenti calde con i vari e frequentati centri termali Onsen, tra i più rinomati giapponesi. Sotto l’altro versante su Kobe del Rokko dal XIX secolo
si stende il vecchio quartiere coloniale di Kitano sorto con l’ apertura del porto ai commerci stranieri, dall’ epoca il Kitano ha ospitato le residenze per diplomatici e mercanti in stile occidentale lasciando alcune storiche dimore Ijinkan . Non distante dall’ atmosfera coloniale del Kitano con i suoi storici edifici. il parco con il vasto giardino tradizionale di Sorakuen disteso dal laghetto centrale con percorsi tra prati fioriti, il ponte rosso sul ruscello con piccole cascate, oltre la residenza Hassan in stile europeo, Il Sorakuen ospita padiglioni tradizionali una la casa da tè. Il distretto commerciale Harboland tra gli edifici che ospitano vari locali di intrattenimento si erge l’ alta torre Pōto Tawā di Kobe che domina il porto, illuminata la notte tra i simboli della moderna città, proseguendo per l’ animato Harborland, si trova il terminal Nakatottei Chuo, da dove si allungano gli alti palazzi anch’ essi illuminati di notte sul mare nel parco di Meriken , sul porto non distante dall’ imponente torre di Kobe il grande palazzo che ospita museo marittimo e il museo Kawasaki. Oltre il Meriken , tra edifici, animato locali e parchi, si stende il quartiere di Nada, per il lungomare occidentale il museo di arte del Hyogo inaugurato nel 2002 per ospitare le opere della prefettura di Hyōgo nel recupero della città dopo il devastante terremoto di Kobe che nel 1995 distrusse gran parte
delle abitazioni e gli edifici del porto ove è ricordato dal memoriale con il museo del terremoto di Kobe. Continuando Il grande e frequentato giardino zoologico di Oji che ospità diverse specie oltre i panda, Il distretto di Nada è celebre per le distillerie della più tradizionale e popolare bevanda Sake, con i vecchi locali di degustazione e musei, tra le altre la più grande distilleria Sawanotsuru con Il museo per tramandare la storia della bevanda, in un itinerario gastronomico tradizionale tra i vari quartieri molti ristoranti servono il pregiato Bīfu noto come il manzo di Kobe ricavato dalle selezionati allevamenti dei bovini wagyu dal manto nero. Dal porto il centrale quartiere di Motomachi tra edifici che ospitano centri commerciali, negozi e locali, limitrofa la Chinatown di Kobe tra il più grandi e popolati quartieri cinesi in Giappone noto come Nankinmachi ove per la comunità nel XIX secolo fu edificato il tempio kanteibyo nel tradizionale stile cinese consacrato al divinizzato al condottiero Guān Yǔ del periodo San Guo nel III secolo, venerato nel santuario centrale con la sua immagine, ai lati i santuari consacrati alla dea del mare e al Bodhisattva Guan Yin. Da Kobe attraverso la vicina Osaka scendendo dalla baia l’ itinerario continua tra il luoghi sacri, templi e santuari sulle vie dei pellegrinaggi nel Kansai meridionale.





