Storia della Malesia

Storia della Malesia


La storia della Malesia dalle antiche popolazioni aborigene ai regni hindu e i sultanati islamici, dall’ indipendenza  all’ascesa e declino di una delle tigri asiatiche.

 

Antica Malesia

La storia della Malesia è molto antica, gli ultimi discendenti del primo popolamento sono quelli che vengono chiamati Uomini originari Orang Asli che sopravvivono nella foresta settentrionale del Taman Negara, ma fin dal  paleolitico superiore le coste del Sarawak erano abitate come testimoniamo i primi insediamenti umani dell’ epoca rinvenuti nelle grotte di Niah, da qui probabilmente in epoche successive quella popolazione si estese alla penisola malese, solo ipoteticamente  probabili antenati degli aborigeni chiamati Negritos  dai primi europei che li incontrarono per l’ aspetto simile a pigmoidi africani. Tra la metà del III millennio a.C. a quella del II, le popolazioni dei Protomalesi divenuti abili navigatori  provenienti da oriente, di simile cultura, tradizioni ed idiomi idiomi  maleo polinesiaci,  furono protagoniste di una lunga migrazione tra le isole delle Filippine alle più accessibili regioni costiere del Borneo e lungo le maggiori isole da oriente ad occidente in Indonesia da dove, probabilmente passando dalla vicina Sumatra, popolarono questa penisola e da essi discendono  i malesi, accomunati agli indonesiani da molte tradizioni e la simile lingua di origine maleo polinesiaca del Bahasa. Quegli antenati dagli insediamenti costieri seguendo i corsi d’ acqua, si spinsero nell’ interno in tutti i territori del sud est asiatico ove migrarono aprendo nuove rotte per collegarli e centro ne divenne la penisola malese ove incrociavano le rotte sulle Vie delle Spezie orientali che fin dall’ antichità furono transito dei più ricchi commerci asiatici  dalla  Cina, lungo le  coste delle civiltà sorte nella vicina Indocina e verso occidente  quelle benificate dai monsoni per i fiorenti  regni che si sono susseguiti in India. Da qui nel I secolo a.C. giunsero i mercanti indiani e viaggiatori in cerca della mitica   Suvarṇadvīpa chiamata anche Suvarnabhumi, la favolosa Terra d’ Oro dell’antica tradizione hindu da molti identificata nella Birmania, con essi oltre al commercio di merci preziose e spezie giunse l’ induismo accolto dalla popolazione e la corte malese come nuova religione, così come poco dopo il buddismo entrati nelle tradizioni malesi   e per entrambe furono innalzati templi e consacrati luoghi di preghiera e meditazione.

Nel  II secolo d.C. sorse il ricco regno hindu di Langkasuka o Terra splendente nei territori nord orientali, decantato dai viaggiatori cinesi ed indiani prima ed arabi poi, ma che ha lasciato pochi resti ed è ancora ignota la vera ubicazione, mentre molti rimangono del potente regno induista di Srivijaya  sorto nella prima metà del VII secolo tra la penisola malese e la vicina Sumatra in parte dominata dal popolo Batak e che si estese fino all’ intera Giava e in breve dominò tutte quelle rotte orientali. Al suo declino da Sumatra si impose l’ altro regno di Malayu, noto anche come Dharmasraya fiorito dall’XI al XIV secolo, quando nel 1379  l’ ultimo sovrano Parameswara fu sconfitto e costretto alla fuga dall’ invasione del potente regno di Ayutthaya che dominava gran parte della vicina Thailandia.

Dai sultanati islamici all’ arrivo degli europei

Ripreso il potere agli albori del XIV secolo nella penisola malese fondò un nuovo regno controllando lo stretto con la flotta affidata in gran parte agli Orang Laut o popolo del mare che proteggeva le rotte attraverso lo stretto contro la minaccia della dilagante pirateria . Il regno fondato dal signore di Palembang  con i suoi porti fu tra i più fiorenti centri commerciali divenendo poi il potente sultanato di Malacca, quando la corte e gran parte della popolazione si convertì ad una nuova fede dopo che mercanti musulmani indiani ed arabi introdussero nella penisola malese l’ Islam e da quel periodo le rotte verso occidente furono dominate dai paesi musulmani che affacciavano su quei mari, mentre l’islamismo si diffondeva ad est sulle vie  dell’ Indonesia. Alla fine del XV secolo iniziò l’ ingresso europeo e il dominio delle rotte orientali sulla  Via delle spezie, dopo che i portoghesi riuscirono a circumnavigare il continente africano con le nuove  rotte atlantiche che avevano aperto entrando nell’ Oceano Indiano ove le coste orientali erano controllate dalle città arabe dello Shirazi così come  le vie per l’ oriente. Iniziava  il  dominio  portoghese su quelle rotte per i ricchi mercati indiani aperte da Vasco da Gama.  Dopo aver sconfitto una potente flotta musulmana nel Malabar, i portoghesi conquistarono Calicut nel 1505 e  due anni dopo  l’ ammiraglio  Albuquerque, sbaragliando un’altra flotta islamica al largo del Gujarat permise la conquista della città portuale di  Goa e il sorgere  della colonia portoghese nei territori sud occidentali  dell’ India. Controllando l’ antica  la rotta dei monsoni  proseguirono verso est dominando le coste del  Bengala e l’ omonimo golfo per aprirsi la via  malese e la conquista di Malacca, il centro di tutte le rotte commerciali del sud est asiatico da dove ebbero accesso al cinese porto di  Canton per commerciare le preziose merci cinesi , presero ai locali stati islamizzati quelli sulla via dell’ Indonesia, raggiungendo le isole Nusa Tenggara nell’ arcipelago della Sonda, procedendo ad oriente conquistarono  la lontana isola di Timor  che divenne anch’ essa colonia lusitana e da qui i territori che producevano le spezie più pregiate nelle Molucche. Fu il predominio commerciale europeo nel mondo conosciuto  che coincise con l’apertura delle rotte atlantiche dopo l’ impresa di Colombo con la scoperta del del Nuovo Mondo e la conquista del continente America. Nel frattempo la spedizione iniziata da Magellano aprì un nuovo capitolo nel commercio marittimo raggiungendo le isole Filippine  circumnavigando il globo ad ovest oltre il Nuovo Modo attraverso le rotte del  Pacifico ricollegandosi alla Via delle spezie per il ritorno e la penisola malese ne divenne uno dei centri fondamentali. Fin dalla conquista nel 1511 i portoghesi imposero  a Malacca la conversione al cattolicesimo e chi rifiutava veniva tratto in schiavitù, anche l’ ingresso al porto venne vietato  ai mercanti musulmani indiani ed arabi che dall’ epoca frequentarono solo quelli dell’ ancora islamica Sumatra. Nel 1528 la casa regnante islamica di Malacca deposta con Alauddin Riayat fondò nel sud della penisola il nuovo regno Johor Riau Lingga , il sultanato di Johor che cercò di limitare il potere portoghese mentre doveva fronteggiare anche l’ ostilità di varie popolazioni e una crescente corruzione nella colonia e ne approfittarono gli olandesi che si allearono con il sultanato di Johr contro il dominio lusitano. Nel XVI secolo la Compagnie Voc  o Compagnia delle Indie Orientali olandese iniziò i traffici verso le isole indonesiane fondando a Giava il suo primo insediamento con  grande e fiorente  porto di  Batavia  impadronendosi poi degli altri vecchi centri portoghesi fino alle Molucche, nel 1641 presero la penisola malese alleandosi con i musulmani di Jhor  conquistando il territorio ove sorgeva Malacca. Ben presto ciò che restava del sultanato malese venne assoggettato dagli olandesi e si sgretolò in vari principati sottomessi ai vicini e potenti regni Thai, al dominio thailandese e la supremazia commerciale olandese cercò di opporsi l’ antico sultanato del   Kedah, ma ne venne travolto.

Il dominio britannico

Al decaduto sultanato nel 1786 l’ avventuriero inglese Francis Light propose un progetto commerciale offrendo la protezione contro i thailandesi con l’ appoggio della potente britannica  East India Company ottenendo la concessione del territorio per creare una colonia nell’ isola di  Penang ove nella regione orientale, in onore del sovrano Giorgio III del Regno Unito, fondò la città di  George Town. Le promesse di protezione vennero disattese e la ricerca di una indipendenza dei malesi venne definitivamente disillusa con il Trattato  del 1824 tra la Gran Bretagna e l’ Olanda  spartendosi il  territorio nel sud est asiatico  con l’

intero vasto arcipelago indonesiano  da Sumatra a Timor andò agli olandesi nel dominio delle loro  Indie orientali, la penisola malese agli inglesi che crearono la loro British Malaya pur mantenendo il sultanato, si aggiunse con l’ estremità meridionale della penisola e la città di Singapore, che ebbe come protagonista e primo governatore Thomas Raffles e  i possedimenti malesi britannici come  Straits Settlements divennero la colonia dello_Stretto. Oltre il Mar cinese meridionale nella regione del Borneo nord orientale di Sabah Il dominio fu assunto dalla British North Borneo Company o Borneo del Nord, mentre nella limitrofa regione occidentale l’ influenza britannica si estese nel Sarawak che non fece mai parte del dominio coloniale, ma regno personale dell’ avventuriero James Brooke che ne divenne il leggendario Rajah Bianco, spesso in conflitto con la madrepatria, fondando una dinastia durata fino all’ indipendenza dopo la seconda guerra mondiale. Sebbene ufficialmente permaneva l’ istituzione  del sultanato di fatto l’ autorità britannica era completa generando per tutto il XIX secolo varie rivolte e nel 1895 venne creata la federazione degli  Stati_malesi che consolidò il potere coloniale come protettorato inglese che, come avveniva nella loro British Raj in India divenuta Impero Anglo Britannico, venivano alimentati antichi conflitti tribali e tra le varie popolazioni per consolidare il potere.

L’insurrezione malese e l’ indipendenza

Nel 1941 l’ invasione giapponese scatenò la guerra malese con la conquista nipponica della penisola, Singapore e il Borneo che devastò la regione fino alla vittoria degli alleati e il tentativo di ripristinare il protettorato britannico nel 1946 con l’ Unione malese osteggiata dalla popolazione guidata dalla formazione nazionalista dell’ United Malays Organization Umno, due anni dopo venne proposta la sovranità ai sultani e privilegi alla popolazione malay con la Persekutuan Tanah Melayu o Federazione_malese, questa volta con l’ opposizione della vasta comunità cinese e altre minoranze, in gran parte si organizzarono nella formazione comunista del Partito pcm contando sulle milizie che avevano combattuto eroicamente  contro i giapponesi e guerriglieri cinesi che si aspettavano l’ indipendenza in una società più egualitaria guidati da Chin Peng, mentre venivano organizzati scioperi iniziò la clandestinità dei comunisti malesi e  lotta armata, venne proclamato lo stato d’ emergenza con la reazione  britannica  che si scatenò in una violenta repressione con devastazioni alcuni  massacri contro la popolazione inerme come nel villaggio di Batang Kali. Il generale Geraid Templer fece deportare molti cinesi dai territori influenzati dai comunisti confinandoli, mentre i rivoltosi decimati furono spinti nelle foreste meno accessibili. Dopo dodici anni nel 1960 l’ insurrezione e la guerriglia comunista della cosìdetta  Darurat Malaya  o emergenza malese  venne sconfitta, mentre tre anni prima i britannici avevano rinunciato al loro dominio aprendo la via all’ indipendenza della federazione  Melayu come  Persekutuan Tanah Melayu che comprendeva tutti i territori del protettorato negli sati degli antichi sultanati, comprendendo poi le regioni malesi nord occidentali del Borneo come la nuova federazione della Grande Malesia, ad esclusione del piccolo e divenuto ricchissimo con il petrolio  sultanato del Brunei. La nuova Costituzione lasciò alcuni poteri ai tradizionali sultanati, ma dipendenti dal governo federale della Grande Malesia che però all’ inizio degli anni sessanta fu osteggiata dai governi filippino ed indonesiano vantantando diritti su alcuni territori del Borneo malese e con gli indonesiani vi fu un conflitto ostile e bellicoso con numerosi scontri armati detto Konfrontasi durato quattro anni fino al 1966 quando il presidente indonesiano Sukarno venne deposto dal colpo di stato con l’ imposizione della successiva lunga dittatura del generale Suharto, mentre l’ anno prima si era staccata dalla federazione malese proclamandosi indipendente la florida città di Singapore. Le prime elezioni libere dopo l’ indipendenza videro la vittoria della coalizione di centro destra nel Fronte Nazionale  Barisan Nasional che  ebbe la maggioranza assoluta fino al 1969 e a causa dei crescenti conflitti politici ed etnici tra comunità malese, idiana e cinese sfociai nella rivolta di maggio,  per i successivi tre anni vi fu un governo d’ emergenza che sospese il sistema parlamentare che venne ristabilito nel 1971  per iniziare una crescita economica, combattere la povertà e la divisione razziale tra le comunità malese, indiana e cinese a lungo sostenuta dall’ amministrazione coloniale britannica per controllarle. Dal Barisan Nasional deriva l’ Organizzazione Nazionale dell’ United Malays o Pertubuhan Kebangsaan Melayu Bersatu fondato sulla concezione nazionalistica del Ketuanan Melayu o dominazione della popolazione malese sul paese in competizione con  il  partito Mic del Kongres India Malaysia che rappresenta la comunità indiana ispirato al nazionalismo dell’ India, mentre quella cinese è rappresentata dal partito Mca  Persatuan Cina Malaysia che a sua volta si ispira al nazionalismo cinese. Infine la  preponderante tradizione islamica malese  condiziona la società e politica di questo paese anche nella sua proiezione in un futuro modernista che tuttavia appare  poco progressista limitando diritti e libertà,  ha come depositari le varie formazioni musulmane e il partito islamico Parti Islam Se-Malaysia  con le sue estensioni integraliste. Dalla costituzione nel 1967 dell’ Association of South-East Asian Nations nota come Asean l’ economia malese ebbe ulteriore crescita iniziata negli anni ottanta con una vasto incremento dello sfruttamento di risorse minerali ed agricole,  industrializzazione in vari settori  e raffinerie di petrolio divenendo una delle cosìdette Tigri asiatiche protagoniste del grande sviluppo economico della regione asiatica sud orientale che solo con l’ ascesa  del globalismo nell’ economia mondiale hanno visto un crescente declino con quella che si è definita la  crisi delle tigri.

Questo paese è stato uno che ho più frequentato viaggiando a lungo nel sud est asiatico ed ogni volta che ci sono tornato ho visto i rapidi mutamenti dei territori e città che nel tempo hanno modellato la recente storia dello  stato malese, ma la memoria di come era la si ritrova tra le foreste dominate dalla natura ove sopravvivono gli ultimi aborigeni Orang Asli, sulle magnifiche  coste meno frequentate tra i pescatori e nei vecchi villaggi Kampung ove la gente Malay ti accoglie sorridente con il tradizionale benvenuto selamat datang.

 


 

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