Le rotte del Pacifico

Le rotte del Pacifico

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Per i polinesiani il Pacifico è il Grande Oceano del Cielo Azzurro Moana-nui-o-Kiva, dove il mare si confonde con il cielo e solo qualche lontano capriccio geologico ha fatto spuntare vette di antichi vulcani, sperse nella sua immensità d’acqua assieme agli atolli che la natura ha pazientemente creato accumulando per millenni i coralli ,dove è sorta la vita portata dai venti e dalle correnti. Un continente liquido che copre un terzo del globo,ma nel quale le terre emerse sono parte minuscola e che, oltre all’Australia, si concentrano nelle grandi isole della Nuova Guinea e Nuova Zelanda ,il resto si sbriciola nelle migliaia raggruppate nella Micronesia,Melanesia e Polinesia,come manciate sparse a caso nell’immensità dell’oceano e che incrociano improvvise le rotte del Pacifico.La storia dell’uomo in Oceania è ancora incerta,avvolta nella leggenda e raccontata dai miti degli isolani,concordi a migliaia di chilometri tra loro,degli antenati che affrontarono l’ignoto partendo da terre lontane su grandi piroghe,cercando le rotte tra le correnti del mare e gli astri del cielo per arrivare ai picchi emersi dei vulcani e agli atolli corallini sparsi nell’oceano e li popolarono.Le rotte del Pacifico affondano nel mito,ma venti e correnti furono gli stessi che spinsero i primi navigatori europei,dopo che il grande oceano apparve agli spagnoli del capiano Balboa che attraversarono la foresta di Panama e lo rivelarono al Vecchio Mondo ansioso di scoprire il Continente Novissimo dell’Oceania e la leggendaria Terra Australis. Il capitano di mare portoghese Fernao Magalhaens era uno di quei navigatori che all’inizio del XVI secolo sapeva percorrere agevolmente la rotta dei monsoni nell’Oceano Indiano sull’antica Via delle Spezie,per tutto il secolo precedente i portoghesi avevano perseguito tenacemente il sogno di Enrico il Navigatore cercando la rotta attorno all’Africa per raggiungere l’India e Vasco de Gama lo aveva coronato con successo.Da quel momento i vascelli portoghesi dominarono quei mari e Magellano dal 1505 per sette anni percorse più volte quell’itinerario imparando a conoscere gli oceani e desiderando di andare sempre più oltre,fino ad affrontare l’ignoto,come aveva fatto l’Ammiraglio dell’Oceano Tenebroso Colombo e come lui arricchì il suo innato intuito del mare con l’esperienza,trovando più comoda la residenza in Spagna che nella decadente patria.Dopo i suoi soggiorni in India e il navigare per quell’oceano,partecipò alla spedizione della cattolicissima Spagna contro i Mori del Marocco e fu ferito,conservando per sempre il ricordo dell’avventura nel suo andare claudicante,come il grande Colombo si ritirò a meditare sul temerario progetto di attraversare l’altro grande oceano che si stendeva immenso oltre il Nuovo Mondo verso le spezie e i tesori delle terre d’oriente,scoperto in quel 1513 da Balboa attraversando l’istimo di Panama.Gli eventi precedenti all’impresa furono molto simili a quelli del grande navigatore genovese che scoprì il Nuovo Mondo e anche Magellano presentò invano il suo progetto al sovrano del Portogallo Manuel I,cercando poi un’accoglienza in Spagna e colui che all’epoca era il sovrano del più vasto impero del mondo dette fiducia allo zoppo portoghese che ottenne cinque vascelli vetusti per contenere i costi da Carlo V e il venti settembre 1519 salpò con un equipaggio di duecentocinquanta uomini reperito tra la peggior feccia di Spagna e quattro capitani non meno manigoldi della ciurma.Prima ancora di incrociare le Canarie ne fece mettere ai ferri il più infido Don Juan de Cartagena che meditava un ammutinamento,sulla vecchia rotta portoghese al largo dell’Africa la bonaccia afflosciò le vele per venti giorni e la spedizione raggiunse le coste del Brasile alla fine di novembre all’arrivo delle piogge e solo il tredici dicembre le cinque navi attraccarono nella baia di Rio de Janeiro.Dopo la sosta per le provviste un mese dopo Magellano decise di esplorare il Rio della Plata,dove poi sorse Buenos Aires,cercando un passaggio verso l’altro grande oceano prima di continuare a sud.Tra le intemperie che si scatenano sulla costa meridionale atlantica dell’America, l’ultimo giorno di marzo del 1520 i cinque vascelli gettarono le ancore nella baia di San Julian all’approssimarsi dell’inverno australe e Magellano decise di attenderne il passaggio per poi continuare con un tempo favorevole,ma i suoi capitani,non si seppe se più perfidi o stupidi,cercarono di imporgli di riununciare per tornare indietro con un ammutinamento e anche la pazienza del buon Magellano mostrò i suoi limiti reprimendo duramente la rivolta e facendo decapitare il suo ispiratore Queseda.La spedizione si fermò a San Julian in quello sretto che poi fu battezzato con il suo nome e dove vivevano indigeni di alta statura dai grandi piedi patas che ispirarono il nome Patagonia dato a quella regione,ma all’epoca le esplorazioni non potevano esimersi da razzie e violenze e il primo impatto con i Patagoni seguì le regole del tempo e forse fu la ragione della scomparsa del vascello più piccolo inviato ad esplorare lo stretto e del quale non si ebbero più notizie.Il ventiquattro agosto le quattro navi rimaste salparono lungo la costa incrociando l’estuario del fiume Santa Cruz dove Magellano pensò di aver finalmente trovato il passaggio,ma il capitano Gomez della San Antonio si ammutinò e tornò in Spagna,lasciando la spedizione con tre vascelli che affrontarono la ricerca del varco sempre più a sud raggiungendolo in un territorio dove gli indigeni accendevano grandi fuochi di notte sulle sponde e battezzato Tierra del Fuego.La navigazione continuò oltre un capo chiamato Desiderio e il ventotto novembre finalmente l’immenso oceano ignoto si aprì alla spedizione con acque calme che ispirarono il suo nome Pacifico,dopo esservi entrata la flotta navigò per mesi senza incontrare alcun segno di una terra vicina e le scorte terminarono,iniziò la caccia ai topi di bordo e quando anche quelli finirono si cominciò a masticare tutto ciò che era possibile per attenuare i crampi,arrivando a fare braciole del cuoio,come racconta Pigafetta.Nel Marzo del 1521,finalmente le tre navi incrociarono le isole Marianne,subito ribattezzate Isole dei Ladroni,per la particolare attitudine dei suoi abitanti a sottrarre tutto ciò che potevano,Magellano si impose con la forza agli indigeni suscitandone la reazione che costrinse nad una rapida partenza,ma poco dopo venne avvistata un’isola dove surono incontrate imbarcazioni di indigeni pacifici.La spedizione aveva attraversato l’immenso oceano ignoto e raggiunto le Filippine,la via occidentale per l’Asia intuita dal grande Colombo e tenacemente perseguita da Magellano era stata percorsa aprendo un altro grande capitolo della storia a meno di trent’anni dalla scoperta del Nuovo Mondo.Le tre navi rimasero per un paio di mesi tra quelle isole popolate da indigeni pacifici e ben disposti al commercio,cominciarono le conversioni e i trattati con quella gente in nome della cattolicissima Spagna,anche i sovrani locali non furono esenti e Pigafetta racconta come ilo nobile capo di Zebù fu battezzato Carlos e la regina dell’isola Limassawa Isabela,aggiungendo che però un villaggio non volle accettare la nuova fede e venne incendiato innalzando una croce dove sorgeva.Il buon Magellano ritenne i sovrani convertiti ormai vassali di Spagna e intese intervenire in un conflitto che quello di Zebù aveva con un suo principe ribelle dell’isola di Mactan vicino Cebu.Il ventisette aprile 1521 il grande navigatore portoghese claudicò per l’ultima volta della sua vita avventurosa sulla spiaggia di Mactan dove sbarcò con una cinquantina di uomini per affrontarne i millecinquecento che li attendevano costringendoli alla ritirata verso le lance in un furioso combattimento nell’acqua e Magellano continuà a tirare micidiali fendenti ferito ad un braccio e con la testa spaccata da una pietra,poi a decine si avvenarono su di lui che cadde colpito a morte nell’acqua di quell’oceano che aveva affrontato e vinto e il suo corpo divenne trofeo degli indigeni vittoriosi.Gli spagnoli tornarono sconfitti a Zebù e non furono più considerati invincibili,lo stesso principe per il quale Magellano era intervenuto trovando la morte,li trasse in un’imboscata uccidendone una ventina,decimando ulteriormente gli uomini che non potevano più manovrare le tre navi e incendiarono la Concepciòn salpando con le altre due al comando del capitano Carvalho.Attraverso l’arcipelago delle Filippine i due vascelli con un centinaio di superstiti incrociarono le grandi isole di Cagayan e Palawan,prendendo la rotta a sud per le isole Sulu e poi la costa settentrionale del Borneo,giungendo in un ricco sultanato islamico dove gli spagnoli furono accolti a corte che li impressionò per il gran lusso.Ormai sconvolti per i tragici eventi e pieni di mai sopita cupidigia,ripagarono l’accoglienza prendendo a cannonate le navi del sultano e rapinando quante più provviste che potevano per raggiungere due isolette e riparare i loro vascelli facendo poi rotta per la meta della grande spedizione nelle Molucche dove giunsero il sei novembre 1521,dopo oltre due anni dalla partenza.All’epoca,dopo il trattato di Tordesillas che spartiva il mondo tra la Spagna e il portogallo,la regione era sotto il dominio lusitano e quando gli spagnoli sbarcarono a Timor il sultano locale si sottomise sperando di essere protetto contro i portoghesi e i due vascelli caricarono gran quantità di spezie,coronando di successo la loro sfortunata spedizione.Nel frattempo era partita una flotta lusitana contro l’intollerabile “sconfinamento”di Magellano e gli spagnoli ripresero il mare con i vascelli mal ridotti e il Trinidad poco dopo affondò,rimase il Victoria del capitano Sebastian del Cano con soli quarantasette superstiti che partì da Timor l’undici febbraio del 1522 per attraversare l’altra metà del globo.Seguì le coste di Giava e Sumatra superando poi lo stretto di Malacca per entrare nell’Oceano Indiano sull’antica Via delle Spezie ed evitò la flotta portoghese facendo rotta per l’Africa meridionale dove giunse a un mese dalla partenza.Per altri due mesi attese di procedere per il Capo di Buona Speranza doppiando l’estremità dell’Africa sconvolta da una tempesta che danneggiò ulterirmente il già mal ridotto vascello,proseguendo drammaticamente nell’Atlantico lungo le coste africane mentre gli uomini continuavano a perire e il nove giugno incrociò le isole di Capo Verde sfuggendo avventurosamente ai portoghesi per continuare un’allucinante navigazione svuotando ininterrottamente lo scafo pieno di falle per tre mesi,fino all’arrivo al porto spagnolo di San Lucar il sei settembre 1522,dopo aver circumnavigato la terra per la prima volta nella storia.Il capitano Sebastian del Cano,che si era ribellato a Magellano all’inizio del viaggio,ne aveva portata a termine l’impresa e fu insignito del titolo nobiliare che spettava al grande navigatore portoghese caduto a Mactan,nel cui stemma troneggia la terra ormai definitivamente sferica e priva di Oceani Tenebrosi,con la lapidaria scritta Primus circumdedisti me.La grande impresa completò l’opera di Colombo facendo uscire definitivamente la geografia dalla leggenda e la storia dai timori del medioevo,il Nuovo Mondo era stato scoperto attraverso l’Atlantico,si trattava di scoprire il Mondo Nuovissimo attraverso il Pacifico,cercando il Continente Australis.La rotta di Magellano non incrociò nessuna delle migliaia i isole atolli sparsi nell’oceano e l’avventura di una nuova traversata fu giudicata l’impresa più ardua per qualsiasi navigatore,solo nel 1525 Andrès de Urdaneta trovò una via più rapida seguendo gli alisei che soffiano dall’America verso l’Asia e raggiunse l’Indonesia anche lui senza incontrare isole nel Pacifico,ma i suoi calcoli per il ritorno risultarono inesatti,perchè li alisei non cambiano direzione e rimase a Timor per alcuni anni con i mercanti che aveva portato per le Isole delle Spezie indonesiane,tornando in Spagna nel 1536.Molto tempo dopo,ripartì da Acapulco nel 1565 con una flotta di galeoni seguendo agevolmente gli alisei fino alle Filippine e per il ritorno scoprì una rotta più settentrionale che incrociava il Giappone trovando i venti che soffiano regolarmente ad est e permettono la rapida traversata del Pacifico fino alle coste messicane,aprendo la rotta dei galeoni tra Manila ed Acapulco che fu la più rapida e frequentata per quasi tre secoli,fino all’inizio della navigazione a vapore.Nello stesso periodo Alvaro de Mendana de Neira in Perù asoltò con attenzione l’antica leggenda incas del mitico sovrano Tupac Yupanqui che affrontò il grande oceano con una zattera di balsa e le canne di totora del Titicaca tornando pieno di tesori,ne seguì la rotta leggendaria partendo da Lima nel 1567 e scoprì le isole Salomone,dove però non trovò ricchezze da riportare indietro. Il buon Mendana impiegò trenta anni per convincere il re di Spagna ad un’altra spedizione e finalmente affrontò di nuovo l’oaceano con la moglie,un gruppo di coloni e assistito dall’abile pilota portoghese Pedro de Quiròs,incrociò le Marchesi e proseguì fino alle isole Santa Cruz che divennero la prima colonia europea nel Pacifico,ma morì poco dopo.La moglie Isabela prese il comando,ma l’osilità degli indigeni e la mancanza di scorte rese l’impresa difficoltosa e si trasferì a Manila con il fido Quiròs per sposare l’hidalgo Don Fernando de Castro e tornare in America.La colonizzazione delle Salomone fu abbandonata e la scoperta tenuta segreta dalla Spagna dimenticando le isole che furono riscoperte da Philip Carteret esattamente due secoli dopo.Nel frattempo Pedro de Quiròs riusì a convincere la Spagna che nel Pacifico si trovava un grande continente di cui aveva sentio parlare dagli indigeni delle isole scoperte e nel 1605 partì da Lima con tre navi seguendo gli alisei, incrociò le Tuamoutu e giunse alle Nuove Ebridi sconvolte da un tifone e che scambiò per le coste del mitico continente.Nella tempesta le navi persero i contatti tra loro,Quiròs riuscì a riprendere la rotta per Acapulco e gli altri due vascelli al comando di Luis Vaez de Torres puntarono ad ovest entrando nello stretto tra l’Australia e la Nuova Guinea che porta il suo nome,sfiorando il Continente Australis per arrivare a Manila,ma anche questa volta la Spagna tennero segrete la soperte che furono dimenticate fino all’arrivo di Bouganville alle Nuove Ebridi nel 1768.Mentre gli spagnoli si avventuravano nel Pacifico dalle colonie americane cercando il leggendario Continente Australis,la potente Compagnia delle Indie Orientali olandese,affidò al capitano Abel Janszoon Tasman spedizioni nell’oceano per apire nuove rotte dall’Indonesia,nella prima si spinse a nord scoprendo le isole ad est del Giappone e nel 1642 navigò al largo delle coste meridionali dell’Australia scoprendo una grande isola selvaggia che chiamò Terra di Van Diemen,battezzata poi Tsmania in suo onore,ma la ritenne propaggine del continente australiano,così come la Nuova Zelanda che costeggiò senza esplorarla,poi navigò tra Tonga e Fiji e tornò in Indonesia lungo le coste settentrionali della Nuova Guinea.L’anno dopo seguì a ritroso la vecchia rotta di Torres fino allo stretto omonimo che considerò una grande baia australiana e per oltre un secolo la Nuova Guinea fu creduta unita all’Australia,fino all’esplorazione di Cook nel 1770 che scoprì l’errore.Il grande navigatore olandese non esplorò le terre scoperte inseguendo solo la ricerca di spezie e merci preziose con i mercanti e gli avventurieri che lo seguivano nelle sue spedizioni e che per primi aprirono le rotte del Pacifico dall’Asia orientale,forse le stesse dei leggendari antenati dei melanesiani e polinesiani.Il favoloso Continente Australis continuò ad essere cercato nell’immensità del Pacifico scoprendo nuove rotte che incrociavano nuove terre e ne fu ispirata anche la spedizione dell’olandese Jacob Roggeven he doppiò Capo Horn con tre navi nel 1722 seguendo la via meridionale,scoprì lo speduto arcipelago di Juan Fernàndez e il giorno di Pasqua sbarcò in un’isola dove si ergevano enormi e misteriose statue di pietra con lo sguardo perso nell’oceano.L’olandese vagò a lungo nel Pacifico cercando il continente,ma con l’equipaggio decimato da un tifone e dallo scorbuto fu costretto e aprendere la rotta di Giava dimenticando la misteriosa Isola di Pasqua,riscoperta nel 1770 da Felipe Gonzàles.Anche l’inglese Samuel Wallis si avventurò nel Pacifico cercando il continente e aprì la rotta di sud ovest nel 1776 partendo dal Canale di Magellano per evitare la via più lunga del Capo Horn,poi i venti lo spinsero a nord fino agli atolli delle Tuamotou,Thaiti e le isole che portano il suo nome,ma anche lui non trovò il Continente Australis che,come il mito dell’Eldorado in America,a lungo spinse i più abili navigatori europei nell’immensità del Pacifico,fino a quando il mistero non fu svelato dal nono figlio di un garzone agricolo dello Yorkshire James Cook.Il capitano della marina britannica James Cook divenne un esperto cartografo dopo aver partecipato alla Guerra dei Sette Anni contro la Francia in America settentrionale,durante cui fece importanti rilevamenti sulle coste della Nuova Scotia e Terranova e sul fiume San Lorenzo.Il suo lavoro e l’abilità dimostrata indussero la Marina e la Royal Geographic Association di Londra ad affidargli un’importante missione e la sua grande avventura nel Pacifico iniziò a quaranta anni,quando fu incariato di raggiungere il punto ideale nell’oceano per osservare il passaggio di Venere sul sole con un gruppo di astronomi e naturalisti imbarcati nella sua Endeavour il ventisei agosto del 1768.Attraversato l’Atlantico fece scalo a Rio de Janeiro,doppiò Capo Horn e l’undici giugno del 1769 sbarcò a Thaiti stabilendo ottime relazioni con gli indigeni,individuò il punto preciso per l’osservazione del fenomeno astrale a Venus Point con gli studiosi a seguito,mentre l’equipaggio piantava agrumi e piante portate da Rio che ancora sono rigogliose nell’isola.Proseguì la spedizione per quelle che furono chiamate le Isole della Società in onore della Geographic Society britannica,sempre stabilendo ottimi rapporti con gli indigeni che lo informarono su altre isole ad occidente e a settembre sbarcò sull’isola settentrionale della Nuova Zelanda scontrandosi con gli indigeni Maori ostili.Esplorando le coste neozelandesi Ccook scoprì lo stretto che porta il suo nome tra le due grandi isole del nord e del sud,nella cui zona vivevano tribù guerriere Maori molto bellicose e dedite all’antropogagia,poi fece rotta ad ovest incrociando la Tasmania e il dieci giugno del 1770 raggiunse la baia di Sydney.L’Endeavour seguì la costa orientale australiana lungo la Grande Barriera Corallina fino a Capo York e Cook prese possesso delle nuove terre in nome di sua maestà britannica prima di entrare nello stretto di Torres,provando a sbarcare in Nuova Guinea scontrandosi con gli indigeni ostili che lo impedirono.Dopo una sosta nella colonia olandese di Batavia a Giava,durante cui un’epidemia decimò l’equipaggio,l’Endeavour tornò in Gran Bretagna a quattro anni dalla partenza,portando la prima grande documentazione sul Pacifico che indusse il governo ad affidagli subito una nuova spedizione verso le ignote terre antartiche un mese dopo il suo ritorno in patria.Mentre Cook affrontava la sua prima spedizione,dal 1766 per tre anni un’altro grande esploratore si inoltrò nel Pacifico per svelarne i misteri,il conte Louis Antoine de Bouganville che si dilettava di scienza e filosofia,avventuriero uso alle armi e protagonista del Secolo dei Lumi che stava cambiando la storia del Vecchio Mondo e che appassionò nobili e plebei con i racconti delle sue imprese.Fu incaricato dal re di Francia Luigi XV di scoprire nuove terre da colonizzare nel Pacifico e partì da Nantes il quidici novembre del 1766 con la fregata da guerra La Boudeuse e la nave d’appoggio L’Etoile,raggiunse le Falkland con l’ammiraglia e si ritrovò a Rio de Janeiro con l’altra nave in ritardo,sostarono a Montevideo e finalmente passarono lo stretto di Magellano esplorandolo accuratamente e incontrando gli indigeni Patagoni,ma impiegarono quasi due mesi per le tempeste.La rotta di Bouganville incrociò gli atolli corallini delle Tuamoutu dal difficile approdo,pertanto ribattezzate Isole Pericolose,poi furono gettate le ancore al largo di Thaiti e i francesi vennero accolti da centinaia di piroghe piene di spledide ragazze seminude ispirando a Bouganville la prima descrizione del Paradiso dei Mari del Sud,pochi mesi prima vi era giunta la spedizione inglese di Samuel Wallis,ma l’isola fu comunque dichiarata colonia della Francia.I thaitiani soffrirono per la partenza dei bianchi e il re Ereti li fece accompagnare dal giovane Ahutoru che fu utile interprete quando sbarcarono a Samoa nel maggio del 1768,ma qui gli indigeni si mostrarono ostili e la spedizione proseguì per le Nuove Ebridi sbarcando ad Espiritu Santu dove si scontrarono con tribù bellicose.Bouganville riprese il mare giungendo alla più lunga barriera corallina del mondo che gli impedì di sbarcare sulla costa australiana,cercando invano un varco tra gli enormi banchi di corallo raggiunse lo stretto di Torres sconvolto dalle tempeste superate faticosamente senza poter approdare in Nuova Guinea.A stento giunse alle Salomone trovando tribù di guerrieri cannibali che fecero desistere i francesi dall’esplorazione e proseguirono per la Nuova Irlanda visitata pochi mesi prima dall’inglese Philip Carteret,la sfortunata spedizione incrociò un violento maremoto e prese la rotta per le Molucche con l’equipaggio stremato,sostando nella colonia olandese dell’isola di Baru per poi continuare sull’antica Via delle Spezie lungo l’arcipelago indonesiano fino a Batavia e quindi attraversare l’Oceano Indiano per Mauritius da dove tornò in Francia a St.Malo il sedici marzo 1769. La seconda spedizione di Cook alla ricerca del Continente Australis attraversò rapidamente il Pacifico meridionale e le due navi Adventure e Resolution arrivarono alla banchisa antartica a dicembre seguendone la costa orientale per tornare in Nuova Zelanda,dove l’esploratore si dedicò allo studio dei Maori,annotandone costumi e tradizioni.Dopo aver visitato Tonga in attesa dell’estate australe,a novembre le due navi ripartirono dalla Nuova Zelanda per l’oceano antartico,ma trovarono solo un’immensa distesa di mare ghiacciato e Cook si convinse dell’inesistenza di un altro continente australe e prese la rotta dell’isola di Pasqua.La spedizione navigò a lungo nell’oceano tornando a Thaiti,dove ormai il capitano aveva dignità regale presso gli indigeni,continuò l’esplorazione delle Isole della Società e poi Tonga, proseguendo per il gruppo di Malikolo e Tanna che chiamò Nuove Ebridi,scoprì la Nuova Caledonia e l’isola di Norfolk per poi tornare verso il Capo Horn e prendere la rotta meridionale tra il Pacifico e l’Atlantico,incrociando le isole Georgia e Sandwich.A tre anni dalla partenza la grande spedizione tornò in patria sfatando definitivamente il mito di un’altro Continente Australis a sud dell’Australia che aveva appassionato tutti i navigatori nel Pacifico,ma i miti hanno sempre fondamento nella realtà e l’immenso mare ghiacciato scoperto da Cook non è che la banchisa polare del vero continente Antartide.Onorato come grande navigatore ed esploratore in patria,Cook ripartì per la terza volta su una nuova rotta raggiungendo la Tasmania per poi continuare l’esplorazione della Nuova Zelanda e tornare nella “sua”Thaiti”accolto come un sovrano dagli indigeni.Proseguì per le Hawaii e navigò fino alla California annotando l’incontro con tribù di pellerossa,risalendo la costa settentrionale americana attraversò lo stretto di Bering per la Siberia dove cercò di trovare un passaggio tra i ghiacci oltre il circolo polare,ma in gennaio era di nuovo nelle Hawaii e il quattordici febbraio del 1779 sbarcò nella baia di Kelakekua con pochi uomini e venne assalito dai guerrieri di una tribù ostile che fecero a pezzi il più grande esploratore del Pacifico.Le esplorazioni di Cook scoprirono un mondo ignorato per secoli,una delle più grandi imprese nella storia della navigazione alla quale il francese Jean François de Galaup conte de La Pèrouse aggiunse aggiunse il suo tragico capitolo.Salpò con l’Astrolabe e la Boussole nel 1786 entrando nel Pacifico da Capo Horn fino ad incrociare l’isola di Pasqua da dove fece rotta a nord giungendo nelle Hawaii e ne precisò la posizione geografica,proseguì lungo le coste americane e attraversò l’oceano scoprendo le isole Necker,seguendo poi l’antica rotta di Magellano fino alle Marianne e continuare a ovest tra Macao,le Filippine,Formosa,la Corea e il Giappone fino alle isole Sakhalin e la costa siberiana della Kamchatka.Dal grande nord del Pacifico trovò la rotta meridionale e raggiunse Samoa,dove i francesi furono assaliti dagli indigeni e La Pèrouse fece incendiare una delle due navi non avendo più uomini sufficienti a manovrarla,proseguì per Tonga e il vascello fu visto per l’ultima volta da una nave inglese sulla costa australiana,poi se ne persero le tracce e le notizie.Due anni dopo l’esploratore D’Entrecasteaux fu incaricato nella ricerca della spedizione scomparsa tra la Tasmania,la Nuova Caledonia e le Isole dell’Ammiragliato dove erano stati avvistati indigeni con uniformi francesi,le ricerche continuarono poi lungo le coste australiane,la Nuova Zelanda,Tonga e ancora in Nuova Caledonia.D’Entrecasteaux battezzò Reserche l’isola di Malikolo nelle Nuove Ebridi senza esplorarla,La Pèrouse vi era naufragato due anni prima e si era nascosto con i suoi uomini per sfuggire agli indigeni.Solo nel 1829 la spedizione di Dumont D’Urville trovò i resti del naufragio e si scontrò con la tribù che aveva massacrato La Pèrouse e i suoi uomini,adoperandone le ossa per fabbricare frecce,con lui era terminata la grande avventura delle esplorazioni nel Pacifico e iniziava l’era delle colonie.

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