La conquista del Continente

La conquista del Continente


Le terre scoperte dal grande Ammiraglio del Mare Oceano Colombo non erano il leggendario Cathay dei medioevali  viaggiatori europei e di Marco Polo,  tantomeno le estremità del modo nei pressi del Paradiso, come voleva la prima cartografia medievale, erano il lembi di una grande continente sconosciuto, il Nuovo Mondo. Dalla scoperta dell’ Atlantico navigatori, esploratori, studiosi, missionari, avventurieri e anonimi diseredati attraversarono quell’ oceano tanto temuto in passato e si riversarono su quelle terre cercando gloria, potere, ricchezza, redenzione o anche solo l’ avventura. Tutti furono protagonisti più o meno importanti delle esplorazioni di quegli ignoti territori, molti saccheggiarono, sottomisero e distrussero la popolazione indigena, travolsero il Messico,  presero le vie delle Ande alla conquista del Peru fino alla sacra Valle cuore dell’ impero incaico  Tawantinsuyu popolato da quei  figli del sole, come ancora si definiscono gli indios andini, cercando il mitico Eldorado sin nella remota Patagonia e la foresta dell’Amazzonia. Con le esplorazioni alcuni fondarono missioni e città, altri ancora descrissero ambienti e popolazioni con  cronache,  disegni e dipinti e  giunsero sempre di più informazioni e immagini per la cartografia del Nuovo Mondo.

 

La scoperta del Continente

Dopo le scoperte di Colombo si susseguirono le esplorazioni che si spinsero all’ interno dell’ America che non trovarono solo gruppi tribali e indigeni, ma grandi civiltà organizzate dal  Messico precolombiano al Guatemala in centroamerica, dalla Colombia e il vicino Ecuador al vasto Peru ove stava il cuore dell’ impero incaico Tawantinsuyunella con la sua Valle Sacra, un vasto sistema stradale attraverso le Vie delle Ande permetteva i collegamenti tra tutti gli angoli dell’impero, dall’ Ecuador ai più remoti territori dell’ Argentina. Un impero con milioni di abitanti organizzati in comunità Aillu di clan e famiglie con la proprietà comunitaria della terra, ogni  comunità era diretta a un capo Mallku e da un consiglio degli anziani; diversi Aillu formavano un distretto, più distretti un territorio, più territori un Suyu , uno dei quattro Cantoni del Mondo, governato dall’ Adu, ma sopra tutti era l’ Inca, rappresentante in terra del dio solare Inti che si onorava con le celebrazioni dell’ Inti Raimi nell’  Ombelico del Mondo  Qsquso Qsqo, la capitale parte della Valle Sacra dal cui grande Tempio del Sole Koricancha partivano le quattro vie orientate verso i suyu Chinchay suyu a nord ovest, Antisuyu ad est, Il più piccolo Quntisuyu  costiero e il vasto Collasuyo a sud.

 

Yànez Pinzòn

Nel su primo leggendario viaggio  Cristoforo Colombo era accompagnato dai due  fratelli Pinzòn, il capitano Martìn  Alonso che  guidava la Pinta e Vicente Yáñez Pinzòn al comando della Niña che fu il suo primo erede dopo la scoperta del Nuovo Mondo. Nel 1500 durante il terzo viaggio del Grande Ammiraglio del Mare Oceano Colombo, Vicente Yáñez Pinzòn guidò la prima spedizione diretta ad esplorarne le coste su una rotta più meridionale raggiungendo  la costa dove il Brasile si protende ad est e la cui forma sembra combaciare con il Golfo di Guinea dal quale si staccò mentre le terre si separavano formando i continenti, milioni di anni prima che l’ uomo li ricongiungesse con le sue rotte. Navigò lungo la costa sudamericana  fino alla foce di un grande fiume che scaturiva dall’ ignota foresta dell’ Amazzonia dalla quale prese poi il nome , ma le note non sono chiare e poteva trattarsi del più settentrionale Orinoco che sfocia dalla Guyana venezuelana, ma per  Pinzòn era la prova che finalmente aveva raggiunto l’ Asia orientale  navigando a sud del continente fino al Bengala ove s’ apriva la foce del  Gange, poi tornò sulla rotta di Santo Domingo Hispaniola per rientrare in patria. Nel 1499  Alonso de Ojeda raggiunse la costa del venezuelana e tra il 1499 e il 1500 Pinzòn fu sulla costa del Brasile scoprendo l’estuario del Rio Amazonas e l’ anno dopo il portoghese  Alvares Cabral navigando nell’ Atlantico sulla rotta aperta da  Vasco da Gama , si spinse molto ad occidente arrivando sulla costa del  Brasile, riprendendo poi la lunga rotta ad oriente  per la  Via delle Spezie.

 

Juan Diaz de Solìs

Gli fu affidata una spedizione assieme a Juan Díaz de Solìs nel 1508 per cercare un passaggio  nel continente e aprire la rotta occidentale per la Via delle spezie asiatica, da Santo Domingo navigarono lungo la costa centroamericana  spingendosi a nord della rotta percorsa da Colombo e nel 1503 e raggiunsero lo Yucatàn ove affacciava quel Messico  precolombiano ancora ignoto e di lì a poco scoperto e travolto da Cortès e Alvarado . Non trovando il passaggio  de Solìs venne imprigionato e poi  riabilitato  divenne primo pilota di Spagna, nel 1515 seguì la rotta meridionale tracciata da Vicente Yáñez Pinzòn quindici anni prima e raggiunse il Brasile costeggiandolo verso sud  anzichè a nord come il suo vecchio compagno, scoprendo la foce del Rio de La Plata nel 1516 che esplorò tra il fiume Uruguay e la confluenza con il Paranà , in uno degli sbarchi con un manipolo vennero attaccati da una tribù Guaranì e si dice che fu mangiato dagli indigeni dopo essere stato ucciso assieme ai suoi compagni, come riportarono i sopravvissuti tornando in patria.

 

I portoghesi di Corte Real

Il portoghese João Vaz Corte Real raggiunse una non ben precisata costa dal mare ricco di merluzzi  chiamata Terra Nova do Bacalhao, probabilmente la canadese Terranova raffigurata in alcune mappe nella cartografia dell’ epoca.  il figlio  Gaspar nel 1500 fu inviato dal sovrano portoghese  Manuel I O Venturoso a cercare un passaggio dalle coste nord occidentali americane per  Via delle spezie asiatica , incrociò la Groenlandia  senza sbarcarvi , che era stata scoperta dalle rotte dei Vikinghi che la colonizzarono nel medioevo e poi l’ abbandonarono per l’ irrigidirsi del clima.  Vi tentò l’anno dopo trovandola fredda e inospitale, dirigendosi a sud ovest fino al Labrador nella canadese Terranova, anch’ essa scoperta dai Vikinghiche l’avevano chiamata Vinland con un insediamento nell’Anse aux Meadows poi abbandonato e quella rotta medievale era stata dimenticata. Ne epslorò la costa catturando diversi indigeni da vendere come schiavi, riprendendo poi il mare e di Gaspar Corte Real no si seppe più nulla, fu  fu invano cercato l’ anno dopo da una spedizione del fratello Miguel Corte Real lungo la costa di  Terranova che scomparve anch’ essa.

 

Amerigo Vespucci

Nello stesso periodo di  Giovanni Caboto  il fiorentino Amerigo Vespucci partecipò alle spedizioni volute da Ferdinando II d’Aragona assieme a Juan de La Cosa  e Alonso de  Ojeda nel suo primo viaggio del 1499, giunse nella Colombia atlantica trovando la penisola de La Guajira, continuando per la costa scoperta nel terzo viaggio di  Colombo  l’ anno prima e sbarcando nella laguna di Maracaibo che gli pareva simile a quella veneziana e ne venne il nome  Venezuela . Come per i suoi successivi Vespucci fece  attenta decrizione  di questo viaggio nelle  lettere  al gonfaloniere fiorentino Pier Soderini e  fu al ritorno di questo viaggio con Vespucci che Juan de La Cosa perfezionò al sua Carta de marear del  mappamundi ove per la prima volta è  raffigurato il Nuovo Mondo. Sempre con Juan de La Cosa e Alonso de Ojeda dalla costa della Guyana venezuelana scese per quella del  Brasile raggiungendo l’ immensa  foce del fiume che giungeva dalle foreste dell’Amazzonia poco prima che vi arrivasse Vicente Yáñez Pinzòn esplorandola fino al Parà. Tornando a nord nella Guyana trovò il delta dell’Orinoco  e l’ isola di Trinidad anch’ essa incrociata da  Colombo  nel suo  terzo viaggi e anche su questa sua spedizione Vespucci fece la sua  descrizione nella seconda delle  lettere a Pier Soderini. Tornato lasciò gli incarichi per l’Impero spagnolo e si mise al servizio di quello portoghese partecipando alla spedizione di Gonçalo Coelho, alle isole di Capo Verde  incrociarono quella di Alvares Cabral consacrato scopritore del Brasile, ma che vide giungervi per primo Vespucci nel suo precedente viaggio. Riprendendo quella rotta la spedizione di Coelho il primo gennaio 1502 raggiunse la Baia di Guanabrain Brasile che fu battezzata Rio de Janeiro, scendendo poi sul Rìo de la Plata e continuando  a sud fin quasi allo Stretto scoperto nel 1520 da Magellano che quando vi giunse ebbe a dire “Fin qui arrivò Amerigo Vespucci, il nostro destino è di andare oltre! “.  Nell’ ultimo viaggio partecipò alla spedizione di Pedro Álvares Cabral con Gaspar de Lemos e lungo le coste del Brasile incrociò l’ isola di Fernando de  Noronha.  Mentre Colombo in disgrazia moriva, i cartografi Matthias Ringmann e Martin Waldseemuller battezzavano con il suo nome il Nuovo Mondo America,  onore che gli fu reso dal cronista e geografo vicentino Fracanzano di Montalboddo  che scrisse Paesi nouamente retrouati et Nouo Mondo da Alberico Vesputio Florentino intitulato

 

Giovanni e Sebastiano Caboto

Dopo la scoperta del Nuovo Mondo  Colombo nei suoi viaggi sfiorò il continente nei successivi, si dice che continuò a credere che quelle terre fossero propaggini asiatiche, ma la sua intuizione che l’ Asia orientale  poteva essere raggiunta navigando ad ovest era confermata, solo che i favolosi regni del erano molto più distanti e nel mezzo c’ era un altro continente sconosciuto.  Al servizio del  regno britannico di Enrico VII  l primo a sbarcare nel continente fu  l’ italiano Giovanni Giovanni Caboto assieme al figlio Sebastiano che con la spedizione del 1498 giunse sulla costa canadese del Labrador così ribattezzato dal portoghese João Fernandes Lavrador che l’aveva avvistata. Dopo le esplorazioni dei Caboto  assieme, Sebastiano  figlio di Giovanni tra il il 1508 e 1509 le completò scoprendo lo Stretto nella grande baia di Hudson

 

Giovanni da Verrazzano

Su incarico del sovrano francese Francesco I il toscano  Giovanni da Verrazzano nel 1524 dalla Florida risalì la costa della Carolina fino alla laguna di Pamlico che pensò essere un passaggio per il Pacifico, proseguendo a nord lungo la costa orientale ove, sbarcando in vari punti,  fu tra I primi ad entrare in contatto con gli  indigeni nordamericani. Giunse alla baia Chesapeake ove sfocia il grande fiume Delaware, continuando fino poi allo stretto di Narrows e il fiume Hudson che poi prese il nome del britannico  Henry Hudson che vi giunse nel 1609, ma fu Verrazzano a scoprire la vasta baia dove poi sorse  New York trovandovi gli  indiani Lenape. Sbarcando nella baia di  Narragansett nel territorio di RhodeIsland trovò le comunità degli  indigeni Narragansett dai quali prendeva il nome, proseguendo lungo la costa del Maine fino alla settentrionale Terranova. Un viaggio successivo lo portò in Brasile e nell’ ultimo  del 1528 scomparve, sembra ucciso e divorato da indigeni delle Guanahani poi divenute  Bahamas.

 

Eldorado

Intanto le esplorazioni del sud America continuavano con Sebastiano Caboto che risalì il Rio de la  Plata nella regione del Paraguay esplorato poi da Pedro de Mendoza e il fratello Gonzalo che con il compagno Juan de_Salazar nel 1537 vi fondarono Asunciòn. Dopo la scoperta del Pacifico di Balboa,  il  violento avventuriero Francisco Pizarro che vi aveva partecipato con i  fratelli, centottanta  uomini e ventisette cavalli, nel  1530 andò alla conquista del favoloso regno in  Perù di cui da tempo si aveva notizia. Strage dopo strage si aprì la strada sulle vie delle Ande fino alla capitale dell’ impero incarico e la sua Valle Sacra , dove giunse  nel novembre del 1533 compiendo la sanguinosa conquista.  Inviò Il suo luogotenente Diego de Almagro nel sud dell’  impero sottomesso fino al Cile ove giunse nel 1535 e conquistato poi da Pedro de Valdivia , intanto si scatenarono poi  le guerre  civili tra quei  conquistadores durate undici anni intrise di intrighi di palazzo, assassini, furibondi combattimenti, che portò alla morte di tutti i protagonisti e la decimazione dei loro uomini. Alla ricerca del mitico Paese regno dell’oro si aprirono le Vie dell’  Eldorado che attirò altre esplorazioni, avventurieri, missionari, studiosi e conquistadores si avventurarono su quelle Vie delle Ande e nelle profondità dell’ immensa foresta dell’ Amazzonia, travolgendo in pochi anni civiltà e popolazioni.

“….Furono più di cinquemila gli indios morti quel giorno, tra i quali tremilacinquecento per ferite da armi. Tra la folla c’erano poi vecchi inermi, donne e bambini; giacchè un’enorme quantità di gente di ogni età e sesso era venuta per ascoltare e festeggiare coloro che consideravano dei….”.

Così Garcilaso de La Vega nella sua Historia general del Perù, descrive il primo massacro a Cajamarca compiuto dai conquistadores di Francisco Pizarro catturando  Atahualpa sovrano degli Incas e ponendo fine all’ impero Tahuantisuyo raccontato nel vasto Comentarios reales de los incas . Un pugno di avventurieri spazzarono via la civiltà con uno dei più vasti sistemi di comunicazione della storia che dalla Colombia e il vicino Ecuador, attraverso il Peru e le vie delle Ande permetteva di raggiungerne l’estensione meridionale in Cile e la vasta  Argentina  e che costituì la via della violenta conquista spagnola e gli avventurieri alla ricerca del leggendario Eldorado.

 

© Paolo del Papa Viaggiatori ed esploratori. Vol. America: Conquista del continente.

 

Photo gallery: New World RoutesAmerica

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