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Jacques Cartier e il Canada

Il Nuovo Mondo del nord

La conquista del continente America iniziò fin dalla scoperta del Nuovo Mondo, nei primi decenni del XVI secolo  dal Messico, ove gli spagnoli avevano da poco fondato la loro vasta colonia con il  Virreinato de Nueva España, i conquistadores iniziavano le loro spedizioni in nordamerica, mentre  immensa regione più settentrionale del Canada rimaneva sconosciuta e popolata dalle  nazioni ndiane del grande nord, secoli prima furono territori noti ai Vikinghi e poi dimenticati, ove avevano fondato la loro colonia  più occidentale del Vinland  presto abbandonata lasciando pochi resti ad Anse aux Meadows nella grande isola orientale di Terranova. I calcoli cartografici del fiammingo Gerhard Kremer noto come  Mercatore permisero di tracciare una più definita e completa rappresentazione nella cartografia del Nuovo Mondo compresi quei mari e terre più settentrionali, preziosa nel tracciare nuove rotte a cominciare da quelle europee sulla via delle spezie per l’Asia orientale.  Il nuovo ordine mondiale fu rappresentato nel planisfero di Cantino poco dopo la scoperta del Nuovo Mondo, quando nel 1494 Il trattato di Tordesillas  divise il globo nella linea atlantica La Raya assegnando all’impero portoghese la parte orientale e l’ ovest alla grande espansione coloniale  di quello spagnolo. Ne erano esclusi il regno inglese dei Tudor, che poi con il Golden Age della regina Elisabetta I cominciò la fondazione del vasto impero coloniale britannico, come l’ emergente potenza francese  che nello stesso periodo  iniziava la sua ascesa con il regno di Francesco I, cercando entrambe nuove rotte settentrionali ad occidente per raggiungere le terre asiatiche ove doveva esservi il passaggio a Nord ovest. Nel 1551 in Inghilterra fu fondata la compagnia Merchant Adventurers for the Discovery of Regions, Dominions, Islands, and Places unknown nota come la Russia Company da Richard Chancellor, Hugh Willoughby e l’ intraprendente Sebastiano, figlio e compagno di viaggio del grande navigatore italiano Giovanni Caboto, per trovare una nuova rotta settentrionale tra  l’ Inghilterra e il potente granducato russo  di Moscovia e da essa cercare un passaggio dai territori settentrionali europei verso l’ Asia orientale. Precedentemente Il sovrano francese Francesco I nel 1524 aveva inviato quattro navi al comando del grande navigatore toscano Giovanni da Verrazzano per esplorare la costa orientale nordamericana e scoprire altre terre nel Nuovo Mondo  e cercare quel passaggio a Nord ovest tra gli oceani, partito dal porto di Dieppe attraverso  l’ Atlantico settentrionale giunse ai Grand Banks che si stendono a sud est di Terranova, ma fu costretto a tornare indietro per una tempesta.

Jacques Cartier in Canada

Un decennio più tardi il navigatore bretone Jacques Cartier fu introdotto alla corte di Francesco I dal vescovo di Saint Malo Jean Le Veneur e il sovrano lo incaricò di cercare quel passaggio a nord ovest ed esplorare il Nuovo Mondo settentrionale per scoprire “certaines îles et pays où l’on dit qu’il se doit trouver grande quantité d’or et autres riches choses. Nell’ aprile del 1534 partì dal porto di St.Malo  con sessantuno uomini  al comando del vascello Hermine ove era imbarcato e il Petit Hrrminie, in tre settimane di navigazione  raggiunse la  grande isola battezzata Terre Neuve navigando sulla costa orientale incrociando poco al largo l’ isola di St.Pierre e la vicina Miquelon  per poi scendere poco a sud verso il golfo di  San Lorenzo  proseguendo per le insenature fino a quella che ribattezzò la  baia di Chaleur e sbarcando i francesi ebbero il primo incontro con i nativi della regione popolata da tribù di stirpe  Mi’kmaq. Proseguedo nell’ esplorazione altri ne incontrò altri lungo la costa meridionale del golfo sbarcando nella penisola di Gaspè che si allunga sull’ omonima baia dove trovò comunità i nativi costieri Haudenosaunee noti poi come gli Iroquoians del Saint Laurent e qui piantò  una grande croce con la scritta Vive le roi de France rivendicando i vasti territori ignoti ad ovest alla corona francese.  Nel vicino villaggio irochese di Stadacona il capo Donnacona, salito a bordo  con il fratello  e tre dei suoi figli, fu convinto a lasciarne due da portare oltre oceano con la promessa di ricondurli nella prossima spedizione con merci da scambiare e alla fine di luglio Cartier lasciò la baia di di Gaspé risalendo il golfo senza trovare l’ estuario del fiume San Lorenzo prima di tornare in patria nel settembre del 1534.

“et par le milieu des dites terres, voyons le dit fleuve, outré le lieu où etaient demèures nos barques, où il y a un saut de eau, les pus impèteux qu’il soit possible de voir, le quelle ne nous fut possible de passeur”

Il mitico regno di Saguenay

Cartier ripartì per il  secondo viaggio nel maggio dell’ anno dopo con centodieci uomini su tre navi e i due figli del capo Donnacona raggiungendo il San Lorenzo  per tornare al centro irochese di Stadacona   lasciando le navi ormeggiate nei pressi per continuare sulla più piccola ed agile all’altro e ben più grande  e popolato villaggio di Hochelaga nei pressi del fiume Sainte-Marie Sault, dove il Pont du Havre in suo onore è stato ribattezzato ponte di Cartier. Trovando le rapide non continuò la navigazione fluviale, ma rimase convinto che il suo corso poteva portare sul passaggio a Nord ovest verso la Cina e ribattezzò quelle rapide Chine, non distante  da dove ove nel 1667 i francesi fondarono il centro in Quebèc che ne prese nome  divenuto la città di Lachine. Dopo una breve sosta tra i nativi di Hochelaga, per passare l’ inverno Cartier ritornò a Stadacona ove aveva fatto costruire un forte, mentre le navi erano bloccate alla foce ghiacciata dell’ Akiawenrahk come i nativi chiamavano il fiume St.Charles. Nel frattempo  il villaggio fu flagellato dallo  scorbuto che si diffuse anche tra i francesi, curato dagli indiani con il  rimedio tradizionale dell’ Aneda in un  infuso ricavato da piante e la corteccia di alberi diffusi nella regione come il Thuja, permettendo agli ottantacinque francesi di sopravvivere all’epidemia e il rigido  inverno. Tornando in patria decise di portare Donnacona per raccontare a corte di un territorio più a nord ricco d’ oro e tesori noto alla tradizione dei nativi come il leggendario regno di Saguenay, ripartendo nel maggio del 1536 lungo il San Lorenzo per riattraversare l’ Atlantico in  tre settimane e sbarcare a Saint Malo a metà di luglio.

Charlesbourg Royale

Nel 1540 fu incaricato da Francesco I di tornare nelle terre scoperte per iniziare la colonizzazione, ma mentre il comando della flotta rimase a Cartier quello della spedizione fu affidato al nobile Jean-François de La Rocque de Roberval  personale amico del sovrano e dopo quella spedizione  con la proclamazione del territorio coloniale fu Roberval  ad essere nominato rappresentante della corona  come  primo  Lieutenant nella Nouvelle France canadese. Nel maggio del 1541 la flotta  di cinque navi salpò da  Saint Malo, non più per cercare il passaggio a Nord ovest, ma per trovare quel mitico regno di Saguenay con le sue leggendarie  ricchezze e fondare un centro per le future esplorazioni coloniali lungo il  fiume San Lorenzo. Sbarcati nei pressi di Stadacona e ritrovati i nativi Irochesi  che lo avevano accolto precedentemente, Cartier decise di fondare il primo centro risalendo per  una ventina di chilometri il fiume ove poi  quasi un secolo dopo sorse Cap Rouge, i coloni al seguito della spedizione fondarono il loro primo centro agricolo  mentre a protezione  veniva costruito  Il forte reale di Charlesbourg seguito da un altro  più in altro sulla scogliera. Iniziarono a raccogliere frammenti di minerale che pensavano essere oro e pietre preziose, poi caricati su due navi per essere mandati in patria dove si rivelarono semplice pirite e cristalli di quarzo. Nel frattempo Cartier, continuando a cercare il mitico paese di Saguenay, tornò ad Hochelaga risalendo con le scialuppe il San Lorenzo fino alla confluenza del fiume che i nativi chimavano Kitchissippi, ribattezzato Rivière des Outaouais e poi noto come fiume Ottawa, ma venne fermato dalle numerose rapide. Tornato all’ avamposto di Charlesbourg Royale, trovò gli Irochesi che avevano attaccato i coloni uccidendone una trentina prima che si rifugiassero nel forte, la sua assenza per la vana ricerca del Saguenay aveva compromesso quella prima colonia e Cartier nel giugno del 1542 ripartì per tornare in patria e lungo la costa di Terranova incontrò la flotta di Jean-François de La Rocque de Roberval  da poco nominato Lieutenant Gènèral della colonia accompagnato dall’altro nobile  La_Rocque, Roberval cercò di convincerlo a cercare ancora assieme il paese di Saguenay, ma proseguì la navigazione certo che i minerali raccolti contenevano oro e diamanti, rimandendone deluso dopo l’ arrivo in ottobre. Nel frattempo, Roberval  prese il comando del centro di  Charlesbourg Royale  che poi abbandonò nel 1543   per le disastrose condizioni dei coloni e l’ ostilità dei nativi, dopo i tre viaggi di Cartier che avevano aperto l’ esplorazione di quei vasti territori iniziando la  colonizzazione della Nouvelle France  canadese. Ritiratosi a St.Malo nella memoria degli avventurosi viaggi Jacques Cartier vi trascorse il resto della vita fino al 1557 quando si spense nella sua tenuta bretone e sepolto nella cattedrale di St. Vincent, dopo di lui non vi furono più centri francesi nel territorio canadese fino a quando Samuel_de_Champlain riprese le esplorazioni e sulla costa nord occidentale della Nova Scotia nel 1605 fondò  Port Royal da dove si espanse la colonia canadese nei vasti territori popolati dalle nazioni ndiane del grande nord e da dove iniziarono le esplorazioni che portarono ai percorsi sulle Vie delle pellicce aprendo una nuova storia nordamericana.

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