Hokkaido

Nell’antico territorio del popolo Ainu attraverso la regione più settentrionale giapponese dell’Hokkaido dai suggestivi ambienti, centri e città che conservano il fascino del grande nord.
Storia dell’Hokkaido
Il Giappone settentrionale è da sempre collegato alla regione siberiana ove dall’estremità nord orientale si allunga penisola della kamchatka e scendendo si stende la costa orientale della regione Primorsky nel litorale russo, alla fine del XII millennio a.C. comunità di cacciatori nomadi venuti dalle popolazioni siberiane orientali, attraversarono il mare passando per le isole Sachalin e le Curli giungendo nell’Hokkaido originando la più antica stirpe del popolo Ainu di cacciatori e pescatori, poi parte della cultura Jòmon settentrionale assieme ad altre popolazioni locali. La regione rimase isolata nella cultura e società di cacciatori e pescatori dalla religione animista fino al lungo periodo Kufu Yamato e poi In relazioni commerciali con le popolazioni dei regni e domini che si susseguirono nella storia del Giappone, da dove si diffuse in parte anche la religione con alcuni o santuari Shinto nell’Hokkaido e Tohoku. Nel XIII secolo l’incontenibile espansione del potente impero mongolo invase quello cinese imponendo la propia dinastia Yuan, che nel 1264 conquistò parte della Siberia orientale invadendo poi il territorio di Sachalin, mentre l’Hokkaido rimase indipendente con la fiera popolazione degli Ainu considerati dai giapponesi primitivi e barbari ezochi. Dalla metà del XVII secolo il territorio divenne dominio Matsumae del clan daimyō feudale concesso dallo shogunato di Tokugawa nel periodo Edo mentre iniziava l’apertura ai commerci europei, seguito dalla colonizzazione giapponese fino all’annessione dell’Hokkaido in epoca Meiji nel XIX secolo. i coloni giapponesine presero le terre fertili lasciando le più povere agli Ainu forzatamente costretti all’agricoltura lasciando caccia e pesca oltre tradizioni, lingua e pratiche religiose. La regione Primorsky sulla costa orientale siberiana russa con la sua capitale Vladivostok dall’animato porto ove termina la lunga via ferroviaria della Transiberiana, fu collegato con traghetti per Giappone a Sakaiminato sulla regione costiera centrale del Tottori.
Parchi e riserve
I magnifici ambienti nordici dell’sono popolati dalla ricca flora e fauna endemica terreste e
marittima, oltre trecento specie di uccelli migratori e stanziali, oltre diverse tra le varie più diffuse il Giappone, come più rare ed originarie la maestosa gru giapponese o della Manciuria tancho, considerata simbolo di felicità e longevità, il piccolo e candido codibugnolo giapponese Shima Enaga dalla coda lunga, oltre specie di emberizidi, fringuelli, passeri, cince, corvi, falchi ed aquile, nelle zone umide carie specie di oche, anatre e limicoli, diverse di uccelli marini, come svassi, strolaghe, cormorani, alchette e uriette. Tra le numerose specie di mammiferi dalle varie dimensioni presenti in Gappane, diverse sono comuni nell’Hokkaido adattate al rigido clima, tra quelli sulle coste oltre varie specie di foche Il leone marino di Nihon, Nelle foreste Il possente orso bruno siberiano dell’diffuso nell’Hokkaido ove era sacro all’antica tradizione religiosa e i rituali Ainu, dal carattere molto aggressivo e protagonista di numerosi attacchi, tra i quali sono ancora ricordati quelli ai villaggi di Sankebetsu nel 1915, dall’epoca noto come l’orso antropofago. Tra le altre numerose specie di mammiferi. più endemiche il lupo di simile al lupo grigio asiatico, la volpe rossa di Ezo che come i suoi simili nell’antica tradizione mitologia giapponese considerata manifestazione degli spiriti Kitsune. Nelle radure numerosi branchi più settentrionali del cervo giapponese, oltre una gran varietò di roditori. lo scoiattolo rosso Nihonritsu arboricolo e l’atro endemico scoiattolo volante momonga di Ezo, considerato dalla tradizione mitologica Ainu manifestazione di una divinità tutelare dei bambini..Diffusa in tutte le regioni nordiche anche qui una specie di bianca delle nevi e come sottospecie della siberiana mustela l’endemica donnola itatsi, spesso presente accanto le sorgenti calde tra i primati l’endemico macaco delle nevi. Come patrimonio naturalistico, parte del territorio è protetto dalle varie riserve parchi nazionali Kokuritsu kōen nell’da scoprire in un affascinante itinerario, all’estremità nord occidentale nel territorio di Sōya con la capitale Wakkanai, dalla costa si stende il vasto il parco nazionale Kokuritsu del Rishiri-Rebun-Sarobetsu che prende nome e protegge la pianura di Sarobetsu con le sue paludi dalla ricca fauna ove al largo emerge l’isola di Rebun dominata dall’omonima montagna e non distante suggestivo ambiente vulcanico dell’altra isola
di Rishiri. Nell’altro territorio nord orientale che si allunga nel mare di Ochotsk, per la tradizione gli Ainu era la fine del mondo sir etok la penisola di Shiretoko tra gli ecosistemi terresti e marini integrati più ricchi al mondo e per la sua unicità dichiarato patrimonio naturalistico Unesco. Dal suggestivo ambiente che ospita varie specie di endemica fauna nordica, il mare ricco di pesce attira uccelli migratori oltre gli stanziali, foche leoni marini, le specie salmonidi risalgono i fiumi per la riproduzione divenendo risorse alimentari per la fauna terrestre con le foreste che ospitano orsi bruni, cervi, volpi ed altre specie nordiche. Protetto dal parco nazionale Kōen di, Il magnifico ambiente si annuncia dalla costa con gli spettacolari banchi di ghiaccio del Shiretoko alla deriva formati quando le acque del lontano fiume siberiano Amur sfocia nel gelido mare di Okhotsk in inverno. Dalla cittadina di Utoro ad ovest si apre l’accesso occidentale ala vasta riserva, collegata attraverso il passo Tòge della penisola all’altro ingresso orientale dalla cittadina di Rausu, tra rilievi, vallate e foreste splendono i cinque laghi dei Shiretoko in parte alimentati dai vari fiumi che scorrono nel grandioso ambiente nordico. Alcuni formano suggestive cascate, uno sotterraneo emerge precipitando nelle spettacolari cascate di Furepe, quando riceve le acque dalla sorgente termale del monte Iō, l”omonimo fiume forma la suggestiva cascata di Kamuiwakka tra i vapori nella vasta piscina naturale, lungo la costa con i due spettacolari salti noti come le bellezze gemelle o sobi no taki l’altra cascata di Oshinkoshin. Continuando nella regione dalla città costiera portuale di Kushiro prende nome il territorio ove si stende la palude shitsuegen di Kushiro tra le più vaste zone umide giapponesi endemica e protetta dall’omonimo parco nazionale shitsugen di popolato da una ricca e variegata fauna endemica regionale e l’ultima colonia della rara Gru bianca dalla testa rossa giapponese della specie Vipio in via di estinzione e simbolo di longevità Tsuru dalle eleganti danze per l’accoppiamento. Nell’omonima regione orientale si stende il Parco nazionale Mashu dell’Akan dal territorio vulcanico tra antichi crateri e foreste popolate da una ricca
fauna endemica, prende nome dal lago Akan che splende con le sue acque trasparenti ove nuotano i pesci tra le endemiche alghe marimo, oltre altri suggestivi laghi con al centro il grande Kussharo tra i più vasti di origine vulcanica giapponesi, dalle acque cristalline come il minore Mashū, all’estremità occidentale dai colori cangianti risplende l’altro lago. Oltre il dormiente Mokotoyama tra i rilievi vulcanici a nord est del lago Akan si erge maestoso il monte Oakan sormontato da una suggestiva formazione lavica conica, per antiche leggende controparte maschile della cima femminile che si eleva sul monte Meakan dall’altro lato del lago. Per la regione centrale nell’antica cultura e tradizioni Ainu, era luogo ove giocano le divinità Kamuimintara per il suo magico territorio ove si stende il grande parco nazionale di Daisetsuzan come la più grande riserva naturale dell’Hokkaido. Attraverso l’omonima montagna che la domina si accede dalla cittadina di Asahidake,soprattutto a primavera quando il clima e meno rigido per il percorso Ginsendai nello splendore dei ciliegi in fiore. Attraverso il suggestivo territorio del Daisetsuzan, su un altro percorso si giunge alle terme calde naturali onsen di Kogen, dalla cittadina di Sounkyo partono i percorsi attraverso il monte Kurodake, frequentato anche in inverno dagli sciatori, un’itinerario per il parco parte anche dall’altra cittadina termale di Tenninkyo attraverso le cascate di Hagoromo e Shikishima. dominato dal monte Tokachidake ne prende nome l’altro centro termale onsen di Tokachidake.
Wakkanai
All’estremità settentrionale dell’Hokkaido la città di Wakkanai sorge sulla penisola che si allunga a nord nell’oceano con il capo, la storia della regione ha seguito gli eventi dell’intero Hokkaido settentrionale, all’epoca dell’apertura all’occidente nel periodo Edo Il primo insediamento fu fondato alla fine del XVII secolo come avamposto commerciale. Divenne poi centro militare settentrionale nei domini del potente clan Akita, tornato nell’autorità imperiale nipponica dopo il trattato di San Pietroburgo del 1875 quando dal Giappone fu poi ceduta alla Russia l’isola di Sakhalin in cambio dei i domini nell’arcipelago dele isole Curili e i coloni russi di Sakhalin furono traferiti nella penisola di Soya. Nello stesso
del periodo Meiji venne ufficialmente fondato il centro di Wakkanai nel 1897 come capoluogo della sottoprefettura di Sōya che ottenne lo status di città nel 1901. Fu un fiorente porto nei commerci con l’isola di Sachalin che tornò nei domini nipponici dopo la vittoriosa guerra con la RussIa terminata nel 1904, con il lungo periodo Showa e l’espansione nazionalista divenne una delle basi della marina nipponica durante la seconda guerra mondiale. Poi si estese con il porto dei pescherecci e centro del commercio ittico oltre il trasporto che collega Sachalin e l’isola Rishiri dal suggestivo ambiente vulcanico popolato da varie specie di uccelli come la non distante altra isola Rebun dominata dall’omonima montagna al largo della costa Sarobetsu, protette dal parco nazionale del Rishiri-Rebun-Sarobetsu disteso tra le due isole e il litorale dal magnifico ambiente popolato da fauna endemica. Il capo 5oya si erge nell’oceano come il punto più settentrionale giapponese indicato dai monumenti più significativi del Soya come il mausoleo della Pace, la torre della Preghiera, e a protezione del porto la monumentale cupola frangiflutti del nord in stile neoclassico.Dai monumenti e scenari del capo Soya, continuando poco ad ovest si stende il vasto parco di Wakkanai dominato dai colli Ezo che splendono a primavera con la fioritura dei ciliegi Yamazakura, salendo tra i colli con spettacolari viste sul territorio attraverso sentieri partendo dal santuario shinto di Hokumon consacrato alla dea Amaterasu alla fine del XIX secolo. Dalla torre del Memorial con la sala dell’Hoppo sulla storia di Wakkanai e di Sachalin, si gode lo spettacolare panorama sullo stretto di Soya, fino alle isole di Rishiri e Rebun. Tra i vari monumenti la porta di Ghiaccio e Neve con il memoriale di Karafuto a ricordo delle spedizioni antartiche, il monumento delle Nove Fanciulle e il giardino botanico i Hokutan con la rara flora nordica dell’Hokkaido.
Shiretoko
Attraverso lo stretto di Nemuro si stende il gelido mare di Ochotsk ove dalla costa nord orientale giapponese si allunga la montuosa penisola di Shiretoko in un suggestivo ambiente nordico dichiarata patrimonio naturalistico Unesco, partendo dal territorio occidentale ove
si trova la cittadina di Utoro,nel suggestivo scenario dei monti dominati dalla più alta vetta del Rausu attraverso il passo Toge, tra le foreste che mutano il verde inteso negli spenditi colori autunnali, si sale a nord est tra monti, vallate percorse da fiumi, foreste e scogliere sul mare, popolate da fauna endemica protetta dal parco nazionale di Shiretoko. Con un breve percorso si raggiunge la suggestiva cascata Furepe, tra le più affascinanti le calde acque che precipitano tra ai vapori come onsen la cascata di Kamuiwakka e continuando per il parco lungo il litorale si trovano le altre cascate di Oshinkoshin. Tra le suggestioni naturali della penisola splendono i cinque laghi del Shiretoko e ove le acque del fiume Amur siberiano sfociano nel mar Okhotsk si congelano formando creando i grandi banchi di ghiaccio galleggiante dello Shiretoko alla deriva lungo la costa da gennaio ad aprile. Lasciato il nord orientale territorio della la penisola Shiretoko con i suoi indimenticabili ambienti naturali, verso ovest si trova la cittadina di Abashiri attraversata dal fiume omonimo e distesa sui tre laghi Notoro, Tōfutsu e il più grande che Abashiri che ne prende nome In un suggestivo ambiente invernale tra distese ghiacciate ryhuyo.
Asahikawa
Continuando per l’Hokkaido centro settentrionale si giunge nella città di Asahikawa dal clima più rigido della regione, tra gli antichi territori del popolo del nord Ainu, fondata come centro coloniale tondenhei nel XIX secolo durante il periodo Meiji, divenuto poi base commerciale e militare con l’imperatore Hiroito nel periodo Showa, devastata dai bombardamenti statunitensi nel 1942, ricostruita ed ampliata nella rinascita del Giappone dopo la guerra come altre città. Agli antichi insediamenti Kotan degli Ainu che popolarono a lungo il territorio è dedicato il museo memoriale Kaneto di Kawamura con la ricostruzione di ambienti e costumi descrivendone storia e cultura, continuando l’altro museo della scultura Nakahara con collezioni sulla storia del centro, oltre musei e siti tra le altre attrazioni di Asahikawa si trova il grande e ricco giardino zoologico di Asahiyama che, oltre ad altre dai vati continent,
ospita orsi, mammiferi, pinguni, foche, uccelli e la varietà dell’endemica fauna artica presenti nel vasto parco Asahiyama. In inverno celebra la grande festa del ghiaccio matsuri del Fuyu, prima dell’evento, la neve viene raccolta in tutta la città e trasportata nel sito di Asahibashi ove si apre l’ampio letto del fiume Ishikari, trasformata abilmente in alcune delle più grandi statue di neve al mondo per la suggestiva festa invernale di Asahikawa come grande evento che attira migliaia di visitatori giapponesi e dall’estero Lasciata la città di Asahikawa continuando nel suo territorio, come la più vasta riserva naturale dell’Hokkaido. si stende il parco nazionale di Daisetsuzan tra le formazioni vulcaniche in un suggestivo ambiente popolato da una ricca fauna endemica, le suggestioni del vasto Daisetsuzan si scoprono con gli itinerari e i vari percorsi tra monti e vallate, alcuni i salgono per il monte kurodake, altri tra i laghi, spettacolari scenari. e le sorgenti calde onsen con centri termali del Daisetsuzan.
Furano
Lasciando il territorio dell’Asahikawa attraverso il suggestivo ambiente del parco nazionale di Daisetsuzan per la limitrofa sottoprefettura di Kamikawa, tra le montagne si trova il centro di Furano con la popolare stazione per gli sport invernali e il frequentato ski-resort Da più antichi insediamenti e villaggi alla fine del XIX secolo venne fondato il primo centro, molto più tardi divenuto la città di Furano tra le montagne in gran parte innevate e le vallate che da primavera e in estate splendono nelle suggestive variazioni cromatiche dei campi fioriti del Furano dal rosso dei papaveri, vari colori di altri fiori e il viola della lavanda ove sorgono le fattorie tradizionali. Sulla via per Asahikawa sorge il pittoresco villaggio di Biei, poco distante circondato dal verde inteso della foresta splende suggestivo lago Blue-pond dai colori cangianti tra blu e smeraldo. Continuando nella regione centrale dell’Hokkaido dell’entroterra in gran parte montuoso verso Sapporo si stende il parco nazionale di Shikotsu dal suggestivo ambiente tra la foresta popolato da fauna endemica, ove splende il lago Toya si estende per la valle dell’Inferno Jigokudani nello scenario vulcanico delle Onsen
dal panorama spettacolare di fumo e vapore dalle rocce e le sorgenti calde con le terme di Noboribetsu.
Otaru
Continuando per la regione centrale la cittadina di Otaru con la completa colonizzazione dell’Hokkaido alla fine del XIX secolo nel periodo Meiji si estese come centro commerciale con il suo porto e divenne capolinea della prima linea ferroviaria di Hokkaido, che collegava il porto con la vicina città di Sapporo poi capitale della regione ed estesa in una metropoli.Un tempo centro di commerci, Otaru conserva in parte l’atmosfera dell’epoca e ne rimangono i vecchi edifici ad ovest verso il più grande Nishin-goten che si erge su un promontorio affacciato sulla baia di Ishikari, noto come la dimora delle Aringhe per i suoi commerci e tra le più rappresentative dell’epoca con la vicina villa Aoyama. Il centro dirama dal quartiere attraversata dal canale Unga ove affacciano le case tradizionali lungo la storica via Sakaimachi, tra i vari edifici si trovano quelli che ospitano Il museo della Banca giapponese, il museo musicale dell’Arte Veneziana con il vicino laboratorio del Vetro, tra glia altri musei di ospitato in vecchio magazzino il museo storico Ungakan del canale e in periferia l’Honkan della ferrovia. Dall’animata via verso gli storici quartieri che diramano lungo il canale Unga fino alla ferrovia del Temiyasen, ogni anno in inverno si celebra Il grande ed animato Matsuri dello Yuki Akari no Michi noto come la suggestiva festa della neve e le luci di Otaru.
Niseko
Lasciata la costa per le vicine catene montuose, dominata dal monte Yōtei con la vetta accessibile da percorsi per spettacolari panorami, tra le montagne in gran parte innevate, Niseko è una delle destinazioni più frequentate per lo scii e gli sport invernali con il centro del grand Hirafu disteso sotto la vetta del Niseko Annupuri. Da Hirafu si scende ove splende Il lago Toya con percorsi nel suggestivo ambiente che portano ai suggestivi crateri vulcanici del monte Usu, poco distante antiche eruzioni hanno creato le formaziioni di lava del monte Showa e sempre di origini vulcaniche
le sorgenti di acqua calda osen di Toyako con le frequentate terme. Dello splendido lago Toya con il suggestivo ambiente vulcanico e ‘altrettanto spettacolare del lago Shikotsu si stende un magnifico scenario tra le montagne dominate dal monte Tarumae e vari specchi lacustri vulcanic, ne prende nome il vasto parco nazionale Kòen del Shikotsu-Tōya dalle foreste nordiche popolate dalla fauna endemica e da qui si continua per la capitale dell’Hokkaido nella grande città di Sapporo.
Sapporo
Ove sorgevano gli antichi villaggi Kotan delle dalle comunità Ainu nella pianura Ishikari, nel 1868 sorse il primo centro ben presto esteso nella città di Sapporo ove per la sua posizione strategica fu trasferita la capitale dell’Hokkaido dalla più antica Hakodate. Nel 1880 fu completata la prima ferrovia collegandola alla stazione Temiya di Otaru e all’epoca risale la residenza per dignitari nel grande palazzo Hōheikan rimasto come sito storico del centro di Sapporo-ku nel vasto parco Nakajima, mentre sorgevano altri quartieri che ne diramano per il Sapporo-gun. Poi collegati tra loro dalla rete tranviaria Shiden aperta nel 1918. Con il regno autoritario dell’imperatore Hiroito nel lungo periodo Showa la città continuò ad estendersi come la principale nella regione e nella seconda guerra mondiale fu devastata dai bombardamenti statunitensi, seguirono poi i decenni nella rinascita del Giappone. Nel 1950 tra i simboli culturali della città fu inaugurato il primo grande matsuri dello come la grande e popolare festa della neve, mentre furono integrati all’espansione urbana i centri di Kotoni e Shinoro come parte dei nuovi quartieri ku Chūō, Kita, Nish, Higashie Teine. Anche per le Olimpiadi invernali del 1972, l’anno precedente fu inaugurata a prima delle tre linee nella vasta rete metropolitana Chikatetsu, nel 2001 fu completato stadio e il grande impianto sportivo Dòmu polivalente per le competizioni internazionali, divenuta una delle città giapponesi politicamente più rilevanti ha anche ospitato a Tōyako la conferenza G8 del 2008. Come la capitale dell’Hokkaido e oltre mezzo milione di abitanti la vasta città di Sapporo si stende tra parchi, gli animati più vecchi e recenti dieci grandi quartieri Ku
ove, risalenti all’epoca della restaurazione imperiale Meiji dalla seconda metà del XIX secolo e successive, tra le varie attrazioni di Sapporo conservano alcuni siti storici. Tra i religiosi nel 1871 in stile tradizionale venne fondato il più venerato santuario shintoista dell’Hokkaido e nel decennio successivo dal simile stile l’altro minore santuario di Nishino. Alla fine del XIX secolo In stile neobarocco occidentale risale Il palazzo che ospitava l’ufficio governativo dell’Hokkaido nello stesso periodo vicino alla stazione di Ōdōri venne edificata l’iconica torre dell’orologio che ospita un museo diventato un simbolo della Sapporo ottocentesca come il vasto e centrale parco Odori da dove diramano vari quartieri e che divide la città meridionale dalla settentrionale, nei pressi il vecchio mercato e dalla simile atmosfera l’altro tradizionale vasto mercato Curb del pesce.Nell’animato e moderno centro commerciale Factory in un edificio storico del 1890 che ospitava uno zuccherificio il singolare museo Beer dedicato alla birra giapponese, tra gli altri vari musei l’Hakubutsukan dell’Hokkaido illustra storia e cultura della regione come alla periferia villaggio storico dell’Hokkaidō Kaitaku. Nel quartiere occidentale Chūō-ku si apre il parco del memoriale Asahiyama e continuando il vecchio e grande grande giardino botanico Shokubutsu. Ove a febbraio di celebra il suggestivo matsuri dello come la grande e popolare festa invernare con le spettacolari sculture di neve e ghiaccio, dall’animato quartiere Susukino una funivia o salendo per percorsi a piedi porta al monte Moiwa dal magnifico panorama sulla città e dintorni, per i quartieri periferici si trova il parco Moerenuma con al centro la piramide di vetro Hidamari e sempre alla periferia sull’omonimo colle si trova l’osservatorio Okurayama da dove si gode un’altro spettacolare panorama e da qui l’itinerario continua per Hakodate.
Hakodate
Sull”antico viillaggio Ainu di pescatori Usukeshi venne fondato il primo centro divenuto la città di Hakodate all’epoca dell’apertura ai commerci europei nel periodo Edo che poi fu il primo porto frequentato dai commerci statunitensi nel 1854.oltre a vari consolati occidental e all’epoca risalgono molti edifici rimasti. Nel 1868 fu uno dei teatri della guerra civile Boshin tra il decadente shogunato
Tokugawa e la vittoriosa restaurazione imperiale Meiji, mentre una parte di fedeli allo shogunato trovò rifugio nell’Hokkaidō proclamando l’indipendente repubblica di Ezo e poco dopo sconfitta dall’impero nella battaglia navale di Hakodate.. Con il lungo periodo autoritario Showa dell’Imperatore Hiroito che trascinò il Gippone nella seconda guerra mondiale, anche Hakodate fu devastata dai bombardamenti Usa, poi anch’essa risollevata ed ampliata nei decenni che seguirono durante la rinascita del Giappone. Come il sito più antico ed affascinate si trova la fortezza di Goryokaku nello stile delle fortificazioni occidentali dalla pianta a stella con le cinque punte circondato dal fossato, unico nel suo genere in Giappone Goryokaku è dichiarato sito storico e patrimonio nazionale. La fortezza di è circondata dal parco ove a primavera splende la fioritura dei ciliegi e nei pressi la moderna ed alta Torre che ne prende nome con una spettacolare vista. Altro splendido panorama sulla città dal colle che si erge come monte Hakodate, ancor più suggestivo illuminata di notte. Dal centro n percorso panoramico o la funivia porta sulla cima dell’Hakodate e scendendo ai piedi del colle si stende il centrale quartiere Motomachi, dai vecchi edifici in site occidentale, tra gli altri dalla comunità russa nel XIX secolo venne edificata la chiesta ortodossa della Resurrezione, il palazzo del primo consolato britannico e il memoriale dedicato alla comunità cinese sell’epoca. Nei pressi della stazione centrale si trova l’animato mercato di Asaichi, continuando per il porto affacciano i vecchi magazzini commerciali e i rossi red brick di Warehouse, continuando tra i vari quartieri antichi e moderni DI Hakodate oltre altri siti storici e più recenti attraversati dalla lunga linea ferroviaria metropolitana honsen, a Yachigashira e i Villaggi Esan si trovano le terme con le suggestive sorgenti calde dell’Hakodateonsen. Poco a nord della città si stende il suggestivo parco Onuma tra splendidi laghi e vegetazione popolata da fauna endemica e da qui, lasciato l’Hokkaido meridionale, l’itinerario continua a sud attraverso il Tohoku per la regione del Kanto tra le protagoniste nella storia del Giappone.
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