Passaggio a nord ovest

Passaggio a nord ovest

Esplorazioni e rotte dei navigatori nei mari artici alla ricerca dei passaggi tra i continenti

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A lungo le esplorazioni degli oceani cercarono le vie nuove ricche terre,  Vasco da Gama aprì le rotte ad est per la  via delle spezie e ad occidente Colombo inaugurò quelle delle esplorazioni nel Nuovo mondo, ma tutto ciò che stava a settentrione era ignoto, tra gli antichi solo il greco Pitea aveva affrontato quei mari e nel medioevo dalle europee vie del nord partirono le rotte dei Vikinghi poi  per secoli dimenticate. Dopo quelle le scoperte attraverso gli oceani e nelle Americhe, le mappe tracciate della cartografia medioevale furono sostituite dalle più evolute della cartografia rinascimentale, iniziata  con la riscoperta della Geographike Hyphegesis di Tolomeo all’ inizio del XV secolo con le rappresentazioni del mondo conosciuto nella sua geografia e tradotta in latino in Liber geographiae cum tabulis et universali figura da vari autori e poi in altri idiomi come la Geografia di Claudio Tolomeo Alessandrino di Ruscelli. Dall’ elaborazione della geografia tolemaica si perfezionarono le coordinate calcolando più precisamente la latitudine e la longitudine che, assieme alle  proiezioni, permisero l’ evoluzione cartografica preziosa nel tracciare nuove rotte a cominciare da quelle europee sulla via delle spezie per i territori dell’ Asia orientale. Il Trattato stabilito a Tordesillas nel 1494 divise il mondo nella linea atlantica  Raya, rappresentata nel planisfero di Cantino, tra l’ impero portoghese ad est  e  quello spagnolo ad ovest,  i paesi esclusi dal Trattato, come l’ emergente potenza francese che iniziava la sua ascesa con  Francesco I  e il regno d’ Inghilterra del periodo Tudor che con la regina Elisabetta I s’avviava a creare il suo  impero, cercarono nuove vie  anord  per giungere a quelle rotte asiatiche e alle esplorazioni del Nuovo Mondo.

Tra leggenda e storia

il norvegese Cnoyen affermò aver tratto note dal perduto libro trecentesco Inventio Fortunata redatto da un monaco che affermava aver viaggiato a quelle latitudini su una delle rotte dei  Vikinghi , raccontava di una remota isola Rupes Nigra immersa tra i vortici del mare artico circondata da quattro continenti e identificata come terra dell’ Artide. Si raccontava che poco dopo  che i  veneziani Antonio e Niccolò  Fratelli_Zeno verso il 1390 avevano navigato in quei mari facendone descrizione, quasi due secoli dopo un discendente di Nicolò nel 1588 ne pubblicò una Mappa che rappresentava la Scandinava e i paesi della sua penisola, l’ Islanda e la remota fredda Groenlandia e un territorio molto ad ovest chiamato Estotiland con il vicino Drogeo facendone descrizione

“…era molto fertile, ed aveva delle montagne all’interno. Il re di questo era in possesso di libri scritti in latino, che tuttavia, non capiva. La lingua che parlava lui e i suoi sudditi non aveva alcuna somiglianza con quella dei Vikinghi. Il re di Estotiland, vedendo che i suoi ospiti navigavano in sicurezza con l’aiuto di uno strumento (la bussola), li persuade a fare una spedizione via mare verso un altro paese a sud chiamato “Drogeo.

Erano territori noti ai  Vikinghi  e poi dimenticati, compreso il più occidentale della loro colonia abbandonata del Vinland individuata nella canadese Terranova, poi con sua la  proiezione modificata il fiammingo Gerhard Kremer Mercatore realizzò le carte e i più moderni mappamondi ove è rappresentata anche la cartografia di quei mari e quelle terre.

L’ idea  che vi fosse un passaggio nei territori nordamericani per navigare ad occidente  nel Pacifico  derivava da alcune convinzioni della prima cartografia del Nuovo Mondo confermata nel 1562 dal mappamondo di Gastaldi, dopo il tentativo di Verrazzano tra i primi a crederci fu Cortes  che, dopo la conquista del Messico, nel 1539 inviò  Francisco de Ulloa a cercarlo lungo il Golfo californiano raggiungendo la foce del fiume Colorado, discendendo poi per la Baja California e  incrociando l’ isola di Cedros  giunse all’ estremità meridionale a Cabo San Lucas nel 1540 dopo di che non se ne seppe più nulla.

Il Passaggio a nord ovest

Nel 1551 fu fondata la Company of Merchant Adventurers for the Discovery of Regions, Dominions, Islands, and Places unknown da Richard the Chancellor, Hugh Willoughby e l’ intraprendente  Sebastiano figlio e compagno di viaggio di Giovanni Caboto, lo scopo era di stabilire una rotta commercial tra il regno Tudor britannico in espansione con Elisabetta I e il potente Granducato moscovita russo, ma soprattutto cercare una rotta nautica a nord ovest per un Passaggio  dai territori settentrionali europei verso l’ Asia orientale. Dopo il tentativo di Caboto nel 1497, Richard the Chancellor navigò nel Mar Bianco fino alla costa del Bjarmaland medievale fondato dai  Vikinghi dove nel 1584 sorse la russa  Arcangel, ma non andò più avanti, poi assieme a Willoughby attraversando il mare di Barents  fino all’ arcipelago artico di  Novaja Zemlja  fallì costretto a fermarsi per il mare ghiacciato. Nel 1576  Il britannico Martin Frobisher riuscì a convincere la Russia Company a finanziare tre spedizioni  e raggiungendo la baia che porta il suo nome nell’ Isola di Baffin del settentrionale Nunavut canadese riportando tonnellate di quello che pareva minerale aureo, lasciando poi quelle rotte per seguire come viceammiraglio le imprese di Francis Drake. Il britannico John Davis nel 1585 seguì le coste orientali della Groenlandia, come avevano fatto secoli prima i Vikinghi che la colonizzarono per poi abbandonarla, trovando lo stretto che ha preso il suo nome Davis per l’ isola di Baffin e il canadese Nunavut, vi fece altri due viaggi pensando che quello doveva essere il passaggio individuato poi più a nord nello stretto tra il siberiano Capo Dežnëv e quello battezzato Prince Wales nell’ estremo nord dell’ Alaska, scoperto nel 1728 dal danese Bering nella sua sfortunata seconda spedizione .

Seguirono il britannico John Davis che nel 1585 salpò con due vascelli trovando i ghiacci al largo della Groenlandia per proseguire ad ovest raggiungendo lo stretto che porta il suo nome tra l’ isola di Baffin e il canadese Nunavut, risalendo la costa  nell’ arcipelago artico e nel mar Labrador trovò il Golfo di Cumberland che pensò essere il passaggio, rinunciando all’ esplorazione per l’ arrivo dell’ inverno. Tentò l’ anno dopo senza successo e nel terzo viaggio del 1587 Davis esplorò la costa groenlandese occidentale fino alla baia di Disko e l’ omonima  isola da dove tornò a Baffin  intuendo che forse il pasaggio doveva essere nello  stretto incrociato da Frobisher nel 1578 ed esplorato da Hudson nel 1616 dandogli il suo nome.

Il greco Joánnis Fokás, noto come Juan de Fuca nei vascelli spagnoli, dopo esser stato depredato del suo galeone al largo della  Baja californiana dal corsaro britannico Cavendish nel 1587, tre anni dopo  fu al servizio di Luis de Velasco governatore della Nuova_Spagna che lo inviò alla ricerca del  Passaggio a nord ovest. Nel primo viaggio l’ equipaggio si ammutinò e tornò in California ritentando nel 1592 per giungere allo stretto battezzato con il suo nome tra il il Pacifico ai  i fiordi di Puget nel territorio del nord ovest americano di Washington, certo di aver trovato il passaggio e costretto a ritornare per l’ ostilità degli indigeni, probabilmente Chinook che popolavano quelle terre. Sembra poi che sentendosi mal ricompensato dall’ impero spagnolo si ritirò nella madrepatria greca e da anziano di mise al servizio della nascente potenza britannica.

Una decina di anni dopo il  navigatore olandese  Willem Barents assieme a van Heemskerck,  come ha raccontato il giovane ufficiale  Gerrit de Veer imbarcato nella spedizione,raggiunse lo  stretto nel gelido mare di Kara incrociando l’ isola di Nansen al largo della costa siberiana del Krasnojarsk, raggiunse l’ arcipelago delle Svalbard, l’ sola degli Orsi nel 1596  e la remota isola  Spitsbergen affrontando il mare  Artico incrociando l’ isola Severnyj e rimase bloccato dai ghiacci nella Novaja Zemlja dove perì di stenti.

Henry Hodson e la sua rotta

Nel 1607 la spedizione di  Henry Hudson si avventurò  nel mare artico esplorando  le coste della Groenlandia  per poi dirigersi nelle Svalbard e scoprire l’ isola Jan Mayen nel viaggio di ritorno, informata la

Russia_Company che ne finanziava le spedizioni, l’ anno dopo riprese quella rotta ostacolata dai ghiacci e navigò ad est fino all’ arcipelago Novaja_Zemlja.  Non vi sono dati sulle esplorazioni ma certamente incrociò Južnyj e l’altra isola Meždušarskij tra le più grandi, navigando tra Mitjušev e le altre minori come  Pachtusov , l’ isola  Pankrat’ev e quella di Promyslovyj, fino alla maggiore Severnyj , probabilmente  il vicino arcipelago Petuchovskij collegato tra la Gorbovy, la minore Berch e le isole Južnye Krestovye. Ancora bloccato dai ghiacci per procedere a nor ritenne essere questa la zona più settentrionale raggiungibile e tornò indietro convincendo la Compagnia britannica a desistere per altre spedizioni. Si mise po a servizio della Compagnie Geoctroyeerde Oostindische olandese per le Indie che all’ epoca era in ascesa sulla via delle spezie europea, gli fu affidata la nave Halve Maen e tentò la rotta percorsa precentemente arrestandosi ancora in Novaja Zemlja, così prese la direzione ad occidente raggiungendo i vasti bassi fondali al largo della canadese isola Terranova. Discese poi parte della costa atlantica nordamericana dal  Maine fino all’ isola di  Manhattan allo sbocco del fiume che prese il suo nome, ma  scoperta nel 1524 dal fiorentino Verrazzano e che poi divenne la  Nieuw_Amsterdam capitale del territorio Nieuw Nederland  olandese .

Nel 1610 finanziato dalla britannica Virginia_Company e dalla potente British East India a bordo del Discovery prese l’ antica rotta dei Vikinghi raggiungendo l’ Islanda per poi costeggiare la Groenlandia proseguendo ad ovest fino allo Stretto che prese il suo nome a nord della penisola canadese di Labrador, poi la nave rimase bloccata dai ghiacci nella James bay ove si attese la fine dell’ inverno. Risoluto a continuare le esplorazioni nel 1611 l’ equipaggio ostico si ammutinò lasciando Hudson con il figli e pochi fidi su una scialuppa alla deriva come ci ha raccontato il geografo olandese  Joannes de Laet nella suo  Nieuwe Wereldt ofte beschrijvinghe van West-Indien pubblicato nel 1625.

La rotta di Hudson sulla costa atlantica fu seguita poco dopo dall’ olandese  Adriaen Block che splorò e fece attenta descrizioni del territorio della Nuova Olanda, poi nel 1616 William_Baffin, che aveva partecipato ad una spedizione in Groenlandia, si imbarcò in una spedizione della Russia_Company assieme a Robert_Bylot che era stato con Hudson e l’ ammiraglio Thomas_Button, raggiunse quello che era ritenuto il passaggio nello stretto scoperto da Hudson ed esplorò l’isola ribattezzata con il suo nome nell’ arcipelago artico canadese del Nunavut.

Bering e la scoperta del passaggio a nord ovest

Passò ancora un secolo alla ricerca di quel  passaggio fino alla spedizione del danese  Vitus Bering inviata dallo zar Pietro I a cercare il passaggio partendo dalla siberiana Kamčatka che finalmente trovò nello Stretto e il mare che porta il suo nome  Bering. Effettuò una seconda spedizione  salpando nel giugno 1742  dall’ avamposto di Kamchatsky che ribattezzò  Petropavlovsk dai nomi delle sue due navi , dopo due settimane superò lo stretto scendendo lungo la costa dell’ Alaska fino a scoprire  le isole Aleutine che esplorò, costituite dalle più orientali Fox, le centrali Krenitzin , le sette chiamate  Four_Mountains più ad ovest, seguite dalle  Delarof e le meridionali Andreanof, protese a sud ovest le  Rat fino alle Neare le cinque piccole Semichi, mentre l’ arcipelago del Commodoro  si trova al largo della siberiana di Kamčatka.  La spedizione si fermò infine nelle centrali Shumagin con il vascello danneggiato e l’ equipaggio ammalato e decimato dallo scorbuto. Anche Bering perì e ne sopravvissero pochi che all’ inizio di dicembre con una scialuppa in otto mesi riuscirono a raggiungere la costa della Kamčatka , tra loro il medico e scienziato tedesco Wilhelm Steller che ne fece relazione salvando i rilievi scientifici.Navigando nel mare e il remoto stretto che hanno preso il suo nome Vitus Bering, la sua impresa segnò un capitolo decisivo  nell’ esplorazione di quelle terre  Artiche.

Su quella rotta Semën Dežnëv partì dalla siberiana Srednekolymsk navigando lungo la  penisola Ciukci  sulla costa  Čukotka per attraversare il mar glaciale sulla rotta del mare dei Ciukci, scoprì il Capo che porta il suo nome e dallo  stretto chiamato come il suo scopritore Bering, passò in Alaska, seguì  Aleksej Čirikov che nel 1741 esplorò le isole Aleutine. Dal 1784 l’ Alaska divenne colonia  russa dell’impero zarista fondata da Grigorij Šelichov e vi sorse la potente  Compagnia russa americana  creata  da  Petrovič Rezanov nel 1791 che per un ventennio monopolizzò i commerci di pellicce  favorendo le esplorazioni che continuarono fino al 1867 con l’ acquisto statunitense.

Il Passaggio a nord est

Si cercò un passaggio a nord est dal mare settentrionale ove affacciavano le vie del nord euopee per quello artico lungo le coste  siberiane ad est fino allo stretto che porta il nome del suo scopritore Bering ove nel remoto passato era il sommerso territorio di  Beringia che univa l’asiatica Siberia all’ americana Alaska. Il primo tentativo fu di Richard Chancellor che raggiunse il territorio del Bjarmaland colonizzato nel medioevo dai Vikinghi dove sorse Archangel sul fiume Dvina, dove nel 1553 venne fondata la britannica   Russia_Company che ebbe come associati William Baffin e l’altro esploratore inglese  Henry Hudson. Lo stesso anno assieme a Hugh Willoughby giunsero alle isole Svalbard incrociando la remota  Spitsbergen, continuando per l’  arcipelago siberiano  Novaja Zemlja tra le isole maggiori Severnyj e la più grande Južnyj separate dallo stretto di Matočkin, trascorsero il gelido inverno sulla costa nella penisola di Kola della regione Murmansk ove per gli stenti Willoughby morì con gran parte dell’ equipaggio, Chancellor sopravvisse raggiungendo il porto norvegese di Vardo di dove  tornò il patria per poi perire naufragato il un altro viaggio.

La rotta fu abbandonata per oltre due secoli fino a quando l’esploratore  e scienziato svedese Adolf Erik Nordenskiöld nel 1875 fece un primo tentativo giungendo alla foce del fiume siberiano Enisej con una nave che rimase imprigionata dai ghiacci, tre anni dopo ripartì per una spedizione con la nave a vapore  Vega dal porto di  Göteborg navigandolungo le coste  siberiane ad est fino allo stretto di Bering trovandone il passaggio per l’Asia orientale raggiungendo il  porto giapponese di Yokohama. Al ritorno redasse la cronaca della spedizione con tutte le descrizioni in  Vega’s färd kring Asien och Europa pubblicato nel 1881 e i rilevamenti scientifici in Vega -expeditionens vetenskapliga jakttagelser l’ anno dopo. Nel 1883 si propose la traversata della Groenlandia, abbandonata dopo un centinaio di chilometri, ma aveva finalmente chiuso anche il lungo capitolo della ricerca di un passaggio a nord est tra le antiche  Vie del Nord europee e il settentrione dell’ l’Asia orientale.

© Paolo del Papa Viaggiatori ed esploratori. Vol.Oceani:Il passaggio a nord ovest

Photo gallery: America Nord

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