Europa orientaleRussia

Crimea

La penisola affacciata sul Mar Nero che ha percorso la storia dalle antiche colonie greche, provincia romana e bizantina, i regni medioevali e il domino ottomano, l’ impero russo e l’ epoca sovietica, rimasta a lungo territorio meridionale dell’  Ucraina dopo la sua indipendenza e contesa fino alla sua  controversa annessione alla Russia.

Penisola Taurica

La storia della  Crimea  iniziò alla fine  del II millennio  popolata da tribù simili a quelle del vicino territorio che poi  i Greci chiamarono Kolhis , narrata come terra leggendaria legata al mito degli Argonauti nella loro leggendaria spedizione guidata dal principe Giasone  alla ricerca del magico Vello d’ Oro, oltre il mito  dal VII secolo a.C.  sorsero le colonie greche lungo le coste del Mar Nero e in Tauride o Chersoneso come chiamavano la penisola di Crimea,   dalla città di Heràcleia, coloni  dorici  vi fondarono la città di Khersónēsos divenuta poi la romana Cherson, centro della provincia bizantina che nei secoli successivi si estese nella città di  Sebastopoli, nello stesso periodo coloni di Mileto fondarono l’ altra città di Theodosía anch’ essa passata sotto il dominio romano e bizantino, divenuta dal medioevo Caffa  e all’ estremità orientale  della penisola quello che fu il fiorente porto nel centro di Pantikàpaion  all’ ingresso del Mar di Azov su promontorio del monte Mitridate poco distante da dove venne poi fondata la città turca di  Kerč’, mentre  sempre sullo stretto tra il Mar Nero e il Mar d’Azov nella penisola di Taman al 543 a.C. risale la colonia che fiorì di commerci  sulle rotte tra i due mari con la città di Phanagoreia. Durante la colonizzazione greca sul resto  della regione dominava il regno  Egrisi della Colchide  che dalla  metà del VII secolo a.C. venne invaso dalle  tribù iraniane dei Cimmeri di origine indoeuropea come quelle che vi giunsero e dalle steppe dell’ Asia Centrale riunte nel potente popolo degli  Sciti , mentre l’antico regno  si divise in territori governati da  antiche tribù della Colchide che si riunirono fondando i regno cimmerio del Bosforo  adottando  cultura le lingua greca. Capitale ne divenne  Neapolis  fondata alla fine del III secolo a.C. dal  sovrano di origine sciita Skilurus noto ai Greci e Romani come Scylurus , ampliata dal suo successore Palakus e  fiorita per i successivi sei secoli  fino  alla sua distruzione durante la grande invasione dei Goti nel III secolo d.C., lasciando i resti di edifici in stile ellenico racchiusi tra poderose mura  nei pressi della città di Sinferopoli e nella penisola di Taman sulla colonia greca di Phanagoreia si estese la seconda capitale del regno Bosforo Cimmerio con la città di Phanagoria, lasciando anch’ essa i suoi resti assieme a quelli greci. Mentre la Colchide entrava tra le satrapie del vasto impero persiano  Achemenide a metà del V secolo il regno del Bosforo Cimmerio rimase indipendente anche quando  l’ impero venne conquistato da   Alessandro alla fine del IV secolo a.C. rimanendo però legato alla cultura greca. Fu poi nei domini dell’ ellenistico regno del Ponto  nel II secolo a.C.,   conquistato dal sovrano  Mithradate VI celebrato  come il grande Eurpator  che arrestò l’ avanzata romana nella regione per venticinque anni dall’ 88 a.C. nelle tre guerre  Mitridatiche fino al 66 a.C. quando il regno fu costretto a divenire vassallo di Roma assieme al vicino regno ellenistico di Bitinia che si stendeva in Asia Minore dopo la sua conquista nel 74 a.C.,  entrati nella vasta provincia romana che ne prese nome come  Bitinia e dall’ epoca fiorì di commerci verso est fino al 340 d.C. la provincia romana Taurica di Crimea.

Medioevo Crimeo

Nel III secolo durante l’ incontenibile  avanzata nell’ impero romano delle popolazioni   barbare la provincia del Ponto e Bitinia venne conquistata dalle tribù venute dalle pianure danubiane  dei Tervingi , parte del grande popolo dei Goti assieme a quelle di medesima stirpe dei Grutungi insediate sul Mar Nero, quando gran parte migrarono ad ovest ne rimasero le comunità di quelli che furono noti come i Goti  di Crimea che nel secolo successivo subirono l’ invasione degli Unni durante le conquiste balcaniche di  Attila , dopo la sconfitta nella vicina regione caucasica del popolo sarmato cristianizzato degli  Alani . Dall’ epoca la Crimea e le coste del Mar Nero furono passaggio di popoli Slavi che avanzavano da est e molti rimasero nella regione ove giungeva  l’estremità  meridionale della via slavica incrociando i traffici dell’ ovest con i popoli  bulgari e caucasici a nord e con quelli in gran parte islamizzati di stirpe turco mongola centroasiatici . Divenne protettorato dell’ impero bizantino che nella prima metà del IX secolo vi fondò la sua provincia  Thema Cherson di Klimata per controllare le rotte  sul Mar Nero, divenendo centro di commerci e della  tratta degli schiavi slavi Saqaliba come venne poi chiamata dagli arabi,  contesa dal potente principato russo che si stava espandendo come  Rus’ di Kiev con varie incursioni fino a quando la provincia bizantina venne conquistata nella guerra di Crimea del 988 e dopo la pace il principe russo di stirpe norrena Volodiměr Svętoslavič noto come il grande Vladimir I di Kiev prese come consorte la sorella dell’ imperatore bizantino Basilio II a Cherson facendosi battezzare per poi convertire al cristianesimo la popolazione della Rus’ di Kiev. Il potente khanato di Khazaria  fondato dal popolo dei Khazari convertiti all’ ebraismo estese i suoi domini fino al Mar nero e nel VII secolo edificarono un centro fortificato nell’ antica colonia greca di Ermonassa come Tmutarakan sulla penisola di Taman,  ripresa dai bizantini e poi  principato nei  domini della Rus’ di Kiev ove si erano insediate le tribù qırımtatarlar di stirpe turca islamizzate note come i Tatari  di Crimea, mentre nel sud ovest della penisola venne fondato il piccolo  principato Teodoro della Gotia nel XII secolo alleato con la regione ereditata dall’impero bizantino nel regno di Trebisonda . Dal XIII secolo mentre iniziava il declino del dominio bizantino tra il principato di Teodoro e il più vasto tra il Mar Nero e il Mediterraneo orientale divenuto l’ impero di  Trebisonda , per i due secoli successivi fino al  XV secolo sorsero le colonie  di Genova sul Mar Nero per il dominio delle rotte orientali e in Crimea ove furono chiamate Gazaria, sull’ antica colonia greca che dal dominio bizantino si era estesa nel centro di Feodosia con il suo porto sorse la più  potente e fiorente nella città di  Caffa, ad est la colonia greca di Pantikápaion fu la Bosporos bizantina e la turca  Karcha  che si estese nella città di  Kerč’ ove, nei pressi  sul capo Ak-Burun che domina lo stretto di Kerch tra il Mar Nero e il Mar d’ Azov,  da una prima fortificazione del XVII secolo i russi edificarono nel successivo con la poderosa fortezza di  Totleben  . Sulla costa meridionale  la colonia di Soldaia a Sudak da un forte costruito dai Veneziani nel XII secolo i Genovesi dal 1371  edificarono la  più grande ed imponente fortezza di Sudak cha ha lasciato i suoi imponenti resti, mentre dall’ altra antica colonia greca di Symbolon si era estesa nel medioevo la cittadella di Cembalo divenuta colonia genovese nella   città di Balaklava. All’ estremità sud occidentale della penisola la colonia sorta sull’ antica Chersòn greca che fu la Chersonesus taurIca romana e bizantina poi rifondata nel 1783 dai russi come la città di  Sebastopoli , legata agli altri centri fiorenti di commerci sulla costa meridionale di  Alupka e Caulit nei pressi ove  sorse la città ottomana conquistata dai russi nel XVIII secolo  di Jalta , la bizantina di Aluston  fondata da Giustiniano nel VI secolo  divenne  la colonia genovese di Lusta, estesa poi nella città di Alušta. Nella prima metà del XV secolo parte della Crimea entrò nei domini  Khanato Ulug Ulus noto come l’  Orda d’Oro fondato nel XIII secolo per governare le regioni occidentali del vasto impero mongolo che, dopo l’islamizzazione delle sue popolazioni turco mongole, qui nel 1441  fondarono il dominio tartaro del Qırım Hanlığı  con il khanato di Crimea musulmano  divenuto vassallo degli ottomani che vi inviarono le armate guidate dal Gran Vizir Gedik_Ahmet contro i Genovesi conquistandone gran parte delle colonie nel khanato turco di Haçi-Bey  esteso per la  vicina regione nei territori di Kabardia e Circassia che dominò a lungo la regione.

La Crimea russa

Dalla prima metà del XVIII secolo iniziò ad essere contesa  con gli ottomani e lo zar Pietro I  nel 1722 inviò la prima spedizione nel Caucaso  per espandervi  il dominio zarista, continuata con il regno di Caterina I   quando per sei anni venne combattuta la quinta guerra russo-turca dal 1768 finita con la sconfitta dell’ impero ottomano costretto a cedere definitivamente parte del Caucaso settentrionale e  l’ Ucraina meridionale fino al Khanato di Crimea reso formalmente indipendente, ma di fatto protettorato russo  con il   trattato di  Küçük Kaynarca del 1774. Poco dopo per reagire all’ annessione della Crimea all’ impero russo  gli ottomani ripresero il conflitto nella sesta  guerra russo-turca  combattuta per cinque anni dal 1787 fino alla vittoria zarista  con la tregua tra i due imperi sancita  nel 1792  dal trattato di  Iași  ove venne stabilita la cessione di vari territori contesi  e in Crimea  fu fondata la prima base navale della flotta russa a Sebastopoli con l’ omonima città fortificata. All’ inizio del secolo successivo oltre ai territori sul Mar Nero e la Crimea  parte della regione caucasica  venne conquistata dalle armate  dello zar Alessandro I , poi completata nel 1864  dopo quasi mezzo secolo con la definitiva vittoria dell’ impero russo alla fine della lunga  guerra del Caucaso Kavkazskaya. Nel frattempo  dal 1825 salì al trono lo zar  Nicola I  che continuò l’ espansione dell’ impero ad est per la conquista del Caucaso iniziata dal suo predecessore, dopo  la vittoria russa nella seconda  guerra persiana  comtro la dinastia Qajar, nel 1828  conquistò l’ Armenia e nello stesso anno contro l’ impero ottomano venne combattuta un’altra guerra  russo-turca con la vittoriosa armata imperiale che giunse a minacciare Costantinopoli e conclusa dal trattato di Adrianopoli nel 1829 con la cessione di altri territori caucasici  e l’ estensione dell’ influenza russa nella regione dei Balcani. Dopo aver esteso i domini russi per i due decenni successivi nel 1853 Nicola I inviò una missione a Costantinopoli guidata dal diplomatico ed ammiraglio Menšikov per ottenere il protettorato russo sulle popolazioni cristiane di fede ortodossa nei territori ottomani mentre inviava truppe sul confine turco  e la flotta sulla costa della Crimea a Sebastopoli. L’ impero ottomano riuscì ad allearsi con la Gran Bretagna e la Francia che paventavano l’ estensione dell’ impero russo inviando le loro flotte ed eserciti, dando inizio alla guerra di Crimea iniziata con la sconfitta  russa  nella prima battaglia  dell’ Alma nei pressi del fiume omonimo, mentre i russi erano impegnati dagli alleati nell’ assedio di  Sebastopoli  durato  un anno dal 1854, per  rompere l’ assedio poco distante l’accampamento britannico venne attaccato nella battaglia di Balaklava con la con la vittoria russa. Per ottenere l’ appoggio francese nella sua espansione con le guerre d’ indipendenza in Italia il regno di Sardegna  fondato dalla dinastia dei  Savoia, inviò un   corpo di spedizione in Crimea alleato agli eserciti franco britannici partecipando all’ assedio di Sebastopoli  e alla vittoriosa battaglia della Cernaia nell’ agosto del 1855 costringendo i russi alla ritirata, poi  nuovamente sconfitti dagli alleati franco britannici nella battaglia di  Inkerman  e il mese dopo  con l’ attacco finale  nella battaglia di Malachov vi fu la definiva sconfitta dell’ armata imperiale russa,  la fine dell’ assedio di Sebastopoli e la guerra di Crimea. Nel frattempo zar Nicola I  morì e come successore salì al trono il figlio  Aleksandr II  che pose fine al conflitto contro le potenze alleate  restituendo i territori contesi all’ impero ottomano nel congresso di Parigi, continuando poi l’espansione dell’ impero ad est  e consolidando l’ ascesa dei Romanov iniziata con i suoi predecessori. La Crimea rimase nei domini russi come provincia Gubernija della Tauride e ne divenne capitale l’antico centro nella penisola che dal XVIII secolo si era esteso nella città di  Sinferopoli, mentre dall’ epoca ne fu la piu grande e  popolata l’ altra antica città di  Sebastopoli con il trafficato porto e base  della potente flotta russa Černomorskij del Mar Nero.

L’era sovietica

Con la fine del secolare impero zarista e il trionfo della rivoluzione in RussIa nel 1917, lo stesso anno la popolazione in Crimea dei Tatari di antica stirpe turco mongola  fondò la Repubblica Popolare di Crimea che, mentre sopravviveva l’ indipendentista Repubblica Popolare Ukrajins’ka in Ucraina, ebbe breve vita durante la guerra civile sconfitta dai rivoltosi anarchici  dell’ esercito rivoluzionario ucraino Machnovščina. I Tatari di Crimea  per renderla indipendente proclamarono   il governo regionale della  Krymskoe preso  dai bolscevichi  che tentarono di farne la Repubblica Socialista Sovietica di Taurida nel 1918, ma di breve durata e alla fine dello stesso anno fu invasa dalla Repubblica Nazionale Popolare dell’  Ukraina  che si era resa indipendente con  il sostegno dell’ impero Germanico mentre  combatteva le sue ultime battaglie della prima guerra mondiale sul Fronte orientale  prima della definitiva sconfitta. Dal 1918  molti ucraini  si arruolarono nei reparti  volontari dell’ Armya  antibolscevica per  combattere la guerra d’ indipendenza in  Ucraina trascinata fino al 1921 quando l’ Armata Rossa pose fine alla devastante  guerra civile sconfiggendo  le formazioni dell’  Armata_Bianca  riunite nell’ esercito controrivoluzionario e nella regione sul Mar Nero  venne fondata la nuova  Repubblica Socialista Sovietica autonoma di  Crimea. Nel 1941 la Germania nazista iniziò la lunga e sanguinaria  campagna di  Russia che devastò il paese con milioni di vittime, nel criminale piano  ove oltre agli ebrei andavano sterminate le etnie slave  in un genocidio  con i sopravvissuti schiavizzati e deportati ad est  creando lo spazio vitale da ripopolare con coloni tedeschi. L’ entrata dell’ Urss   nella seconda guerra mondiale iniziò con l’attacco tedesco che venne chiamato operazione Barbarossa nel giugno 1941, scatenenando  una lunga e devastante guerra combattuta per oltre quattro anni sul Fronte orientale  con la difesa da quella che doveva essere  la distruzione del bolscevismo e lo sterminio di tutti i comunisti, slavi ed ebrei. Nella regione meridionale avanzarono le armate Süd con  quarantotto divisioni   per entrare ed invadere il territorio dell’Ucraina , mentre i sovietici si ritiravano ad est lungo la linea Stalin ,la penisola a fu invasa dai nazisti dopo i furiosi scontri in quella che fu chiamata la battaglia di Crimea e l’ eroica resistenza sovietica dal 1941 per un anno nell’ assedio di Sebastopoli. La regione divenne parte del Reichskommissariat  di  Ukraine e  i suoi orrori conto la popolazione inerme  culminati con centomila ebrei fucilati, ammazzati in vari modi e bruciati vivi nel massacro di Odessa , per rompere l’ assedio di Sebastopoli  i sovietici tentarono di contrattaccare nel territorio orientale ove si allunga l’ omonima penisola con la  lunga battaglia di Kerč’ che dopo furiosi combattimenti fu respinta dai tedeschi  conquistando Kerč’  e la limitrofa penisola di Taman nell’ operazione Blüchercome parte della più vasta operazione Fall Blau per la grande offensiva nell’ estate del 1942 sul fronte orientale dal Mar Nero ai territori orientali attraverso la campagna del Caucaso che aprì la via per l’ invasione ad est .  Dopo l’eroica resistenza di Leningrado che ne impedì la conquista, così come i furibondi scontri nell’ epica battaglia di Stalingrado, iniziarono le grandi controffensive sovietiche liberando le regioni orientali e dalla fine del 1943 con l’ offensiva di  Žytomyr-Berdičyv  fu liberata la Crimea e l’ Ucraina da dove fu incontenibile l’ avanzata dell’ Armata Rossa  sbaragliando  il giogo nazista in  gran parte dei territori  dell’ Europa Orientale fino alla vittoria finale, mentre proprio in Crimea con la conferenza di  Jalta nel 1945 gli alleati vincitori si spartirono le sfere di influenza nel mondo  inaugurando la cosìddetta Guerra_fredda.

Tra Ucraina e Russia

Dopo la guerra la  Crimea rimase nella Repubblica socialista sovietica  Ukraynis’ka  e  dal 1954  venne trasferita tra le province sovietiche  come oblast’ di Krymsjka, da tale divisione iniziarono poi le controversie territoriali dopo la dissoluzione dell’ Unione Sovietica, quando come molte altre  regioni  sovietiche  che si proclamarono indipendenti  lo divenne anche l’Ucraina estesa alla costa sul Mar Nero ove nel suo territorio in  Crimea venne costituita la Repubblica autonoma di Krym che ne faceva parte e rimasta tale fino al 2014. A seguito delle manifestazioni a Kyev  dell’ Euromaidan duramente repressi,  i movimenti antigovernativi pochi mesi dopo si unirono nella rivolta in Ucraina del 2014 prendendo il potere nella capitale e nel parlamento con la deposizione del presidente filo russo Viktor Janukovyč , considerato dalla Russia un colpo di stato che sostenne le manifestazioni filorusse nelle regioni orientali e meridionali. Mentre i separatisti  ad est iniziavano la guerra del Donbass, sul Mar nero la popolazione russa  con altre manifestazioni separatiste originarono  la crisi in Crimea iniziata con la deposizione del presidente   Janukovyč e culminata con l’ occupazione russa della Crimea  nel marzo del 2014, il costituito Consiglio di Stato proclamò l’ indipendenza della  Crimea dall’ Ucraina, riconfermata nel maggio dello steso anno  quando il referendum sull’ autodeterminazione della  Crimea venne vinto dal movimento separatista filorusso  che sanciva l’ adesione  alla Federazione Russa come la nuova Repubblica di Krym , riconosciuta solo da alcune nazioni della comunità internazionale.

Attraverso la Crimea

Nel territorio della penisola  a nord est fin oltre l’ istimo di Perekop verso la costa occidentale del Mar d’Azov,  si stendono le pianure con le basse  lagune dello  Syvash, separato  dall’ entroterra  ucraino orientale con lo stretto di  Henichesk ove si allunga l’ ampia baia sulla  striscia di Arabat  che dal XVII secolo  in epoca ottomana  fu   lungo dominata dall’ omonima  cittadella con la  fortezza di Arabat che ha lasciato i suoi resti . All’estremità orientale, ove sorgeva la colonia greca di  Pantikàpaion  fondata alla fine del VII secolo a.C ., tra il Mar Nero e il Mar d’Azov si allunga la penisola di  Kerch nota in epoca romana come la Chersoneso Trachea , da un’altra  colonia greca dl VI secolo a.C. vi sorse il centro divenuto la cittadina di Myrmekion  e oltre lo stretto che accede al Mar d’ Azov si trova l’ opposta penisola di Taman  anch’ essa dal simile ambiente e la lunga storia che dal 2018 è collegata a quella di Kerch  dal lungo  ponte  Krimisky . Gran parte del territorio che si stende nel resto della penisola è coperto dall’ estensione meridionale  dalle vaste  steppe caspiche del Ponto ove rimangono antichi siti e necropoli degli antichi Sciti fino  alla  costa sud orientale ove si stendono le vaste foreste Crimee  nel loro ambiente  submediterraneo   popolate da fauna endemica,  dominata dalle montagne che si allungano nella catena  Krymskie  Gory . Un suggestivo territorio legato alla sua antica storia che,  anche dopo la controversa  annessione come Repubblica di Crimea nella Federazione Russa , tra le sue città, centri e  villaggi conserva le storiche regioni e distretti amministrativi della  Crimea in gran parte popolati dalle comunità che ancora conservano alcune antiche tradizioni del  popolo Tatar islamizzato, assieme a quelle di medesima stirpe  che in passato si convertirono all’ ebraismo noti come gli altri Tartari di Crimea  Karaiti.

Yevpatoria

A nord dell’ ampia baia di Kalamita che si apre sulla costa occidentale, ove sorgeva l’ antica colonia greca di Kerkinitis, nel VII secolo venne fondato un centro dai  Khazari convertiti all’ ebraismo  che qui estesero il loro potente impero dall’ est poi parte del Khanato di Crimea popolato dai  Tatari come il resto della Crimea che chiamarono Kezlev,  nella regione di stirpe Tatar erano anche i  Karaiti  che si convertirono all’ ebraismo e la città divenne centro del Yahadut Qara’it, come era chiamata la scuola del giudaismo karaita,  entrata anch’ essa nei domini ottomani e poi dell’ impero russo nel   1783 e  ribattezzata come la città di  Yevpatoria .Oltre ai successivi quartieri ed edifici sorti dal XVIII secolo con il dominio russo, Yevpatoria della  più antica cittadella khazara di Kezlev rimangono i i resti delle porte, del successivo dominio ottomano gli edifici dei  bagni turchi hammam e  quello che fu il monastero dei mistici dervisci erranti musulmani, la moschea  Juma-Jami  edificata nel XVI secolo  in stile ottomano, oltre altri del suo passato ebraico il grande tempio  Kenassa fondato dai i Karaiti nel 1837 sullo stile delle sinagoghe europee orientali.

Simferopol e Bachčysaraj

Lasciata la costa occidentale verso l’ interno si  trova la città di Simferopol divenuta capitale della repubblica autonoma di Crimea nei pressi dell’  antica Neapolis   fondata alla  fine del III secolo a.C. dalle tibù sciite di Crimea  ellenizzate,  che ha lasciato i suoi resti delle mura, edifici  e un mausoleo ellenici   rimaste dalla devastazione dei  Goti nel III secolo d.C. Prima dell’ estensione della città durante l’ impero russo con i vari quartieri, edifici e palazzi del XIX secolo e i successivi in epoca sovietica, della dominazione ottomana rimane tra   gli edifici più antichi la candida moschea di Kebir-Jami dallo svettante minareto edificata all’ inizio del XVI secolo.  Nel territorio centrale la città di Bakhchysarai chiamata dai Tatari Bachčysaraj vene fondata all’inizio del XV secolo in epoca ottomana su un più antico centro bizantino, conservando quartieri ed edifici dell’ epoca con al centro il  sontuoso Palazzo del Khan Hansaray  dagli interni decorati edificato nel XVI secolo cinto da mura con gli altri edifici dell’harem , le residenze , i giardini, il cimitero islamico e la   Büyük Han Cami  come è nota la grande moschea del Khan anch’essa in stile ottomano. Continuando per il centro sull’animata  via Lenina si trova la moschea di Orta_Cami aperta nel 1674 tra le più antiche in Crimea e proseguendo   sulla stessa lunga via l’ altra moschea ottomana si  Tahtali fondata nel 1707. Ad ovest dal centro si stende lo storico quartiere tartaro Eski Yurt che conserva gli antichi edifici  e il santuario Aziz  islamico consacrato a Malik Ashtar  con la necropoli medioevale, al XVI secolo risale la Madrasa di Zincirli che ospitava la scuola coranica  e alla fine della via Lenina  oltre la periferia , scavato in una grotta il suggestivo  monastero rupestre di  Unspensky   sorto in epoca bizantina nell’VIII secolo ed ampliato e nel XV. Oltre il monastero  sulla scogliera che domina i resti di cimiteri ebraici ed islamici si ergono i resti della cittadella fortificata medioevale di Chufut-Kale sorta da una più antica fortificazione bizantina del V secolo ed estesa nel XI.

Yalta

Proseguendo sulla costa meridionale della penisola dal centro bizantino di Alouston   si è estesa la città di Alushta come colonia genovese dalle fortificazioni che hanno  lasciato la torre del dal XV secolo e nei pressi  dominata dal monte Demerdzhi si apre la suggestiva Valle dei Fantasmi di Hayalet Vadis dalle fantastiche formazioni rocciose come statue antropomorfe ed animali che hanno alimentato antiche leggende.  Dominata da un colle, ove  si erge l’ortodossa  chiesa della  Resurrezione completata nel 1892 in stile tradizionale russo, affaccia la cittadina di Foros dalle frequentate spiagge  da dove adagiata sulla costa del Mar Nero  si raggiunge la vicina grande città di  Yalta che da antico porto bizantino e piccolo centro costiero si è estesa nel XIX secolo nel dominio dell’ impero russa divenendone uno dei luoghi più frequentati anche durante i successivi periodi sovietico e dell’ indipendenza Ucraina. Tra i vari luoghi più affascinati di  Yalta  , con  i vari quartieri, edifici di epoca zarista, palazzi, musei, parchi  e il lungomare, partendo dal centro  all’incrocio delle vie Krasnova  e Morskaya con la Sadova Bulitsya si erge la grande cattedrale Aleksandr Nevskij inaugurata nel 1902 nello stile ortodosso  russo tradizionale, continuando per la via Zagorodnaya si trova la chiesa armena di San Hripsime edificata all’ inizio del XX secolo  nell’antico  stile tradizionale  classico  dell’ omonima Surb Hřip’simē di Vagharshapat in Armenia. Per la via Ulitsa Kirova si trova  la dacia bianca come è nota la casa di Čechov che ospita il museo dedicato al grande scrittore  Anton Čechov , scendendo sull’animato  lungomare all’ imbarco Lenin   passando ove si erge la statua del grande rivoluzionario russo, si allungano quelle che erano le frequentate spiagge di Yalta fin dalla sua fondazione in epoca zarista. Tornando sulla via Mashrutka affaccia il sontuoso palazzo imperiale di Livadija con i suo giardino che fu l’ ultima residenza dello zar Nicola II con la fine della dinastia  Romanov e nel 1945 ospitò  lo storico incontro di  Roosevelt, Churchill e Stalin nella conferenza di Jalta , continuando sullo stesso lungo viale verso i colli affacciati sul   Mar Nero in stile neorinascimentale francese nel 1889 venne aperto l’ altro grande palazzo Massandr come residenza estiva dello zar Alessandro III.  Dal palazzo di Livadija si può prendere il suggestivo sentiero panoramico noto come il percorso dello Zar  lungo la costa dominata dai monti verso ovest fino alla cittadina di Gaspra o Haspra e, sempre lungo la costa usciti dalla periferia di Yalta, si giunge al  grande giardino botanico di Nikitsky attorno all’ omonimo palazzo imperiale fondato nel 1812 e, continuando per altra via, l’ altra adiacente cittadina di  Alupka dalle frequentate spiagge, immerso nel suo vasto parco si trova il grande e sontuoso palazzo di Voroncov completato nel 1848 in stile neorinascimentale inglese.  Lasciati i sobborghi dal capo Suuksu che domina magnificamente la costa ove si trovano i resi di una necropoli medioevale, si giunge alla cittadina di  Gurzuf sorta su un’ antica fortezza bizantina del VI secolo nei pressi della montagna dell’ orso, come è noto l’ Ayu-Dag dal magnifico ambiente che domina la costa ove rimangono i resti di edifici medioevali e percorso da suggestivi sentieri.

Sebastopoli

All’ estremità sud orientale della penisola nel VI secolo a.C. venne fondata l’antica colonia greca di  Chersòn fiorita poi come centro ellenistico e la città romana di Chersonesus fino all’ epoca bizantina, poco distante  dopo la conquista russa la sovrana Caterina I  , ove sorgeva il villaggio Tatar di Achiar, nel 1784 fece fondare il centro di quella che ben presto si estese nella grande città di Sevastopol nota in occidente come  Sebastopoli con il suo ampio porto divenuto la base navale della  grande flotta sul Mar_Nero Černomorskij , ove dall’ epoca e le successive rimangono  i quartieri percorsi da ampi viali, palazzi che ospitano teatri e musei, monumenti  e vari  edifici  nello stile dell’ architettura Neo bizantina diffusa nell’ impero russo. Dopo la guerra di Crimea tra gli altri in quello stile venne edificata la cattedrale di  San Vladimir  dall’ imponente cupola e gli interni in marmo decorati come memoriale  di quella guerra  con la cripta di Admiralis che ospita i sepolcri d gli ufficiali  caduti nel del primo assedio di Sebastopoli, mentre nel cimitero della Fratellanza  dal 1854 sono stati sepoltigli altri  combattenti,  nei pressi si trova ì ortodossa  chiesa di  San Nicola , davanti la cattedrale si apre il parco Lenin con il monumento dedicato al grande rivoluzionario che sembra sfuggito alla furia iconoclasta ucraina. Oltre il monumento a Caterina II  sulla Prospekt Nakhimov si trova l’ edificio  che ospita il  Museo d’arte di Sebastopoli con le sue collezioni di  dipinti, sculture, disegni, incisioni e arte decorativa , percorrendo il viale Primorsky dal lungomare su uno scoglio si erge il   monumento alle Navi affondate  eretto nel 1905 e divenuto uno dei simboli della città in memoria delle navi affondate per bloccare il porto durante l’assedio ricordato anche nel museo dell’ Assedio di Sebastopoli, mentre i caduti sovietici contro l’ invasione nazista sono onorati nel grande monumento al  soldato e marinaio. Dalla centrale piazza Nakhimova , con al centro il monumento eretto  in onore dell’ ammiraglio Nakhimov  caduto nell’ assedio di Sebastopoli,  sulla lunga via Lenina  la storia della città è raccontata nel museo della flotta del Mar Nero Chernomorskogo dalla fondazione di Sebastopoli alla seconda guerra mondiale.  Continuando per la  Bulitsiya Davnya si erge l’ ortodossa cattedrale di Cherson anch’ essa in stile neobizantino e consacrata a San Vladimiro completata nel 1876 ove si pensa fu battezzato il principe Vladimir I poi beatificato che nel X  secolo convertì il suo popolo aprendo al cristianesimo la Rus’di kiev .  Proseguendo a ritroso nella storia nei pressi  sorgeva l’ antica colonia greca di  Khersònèsos divenuta poi la romana e bizantina Cheronesus Taurica, lasciando  i suoi  suggestivi resti nel vasto sito archeologico di Cherson  che ha percorso  la storia della Crimea e  dichiarato patrimonio culturale Unesco. Poco ad est dalla città sull’ altopiano si erge la fortezza di Mangup con la sua cittadella sorta  sull’antico centro greco e poi bizantino di Doros  nella regione cristianizzata dall’Eparchia di Gothia che ha conservato i resti delle mura, edifici e chiese dell’ epoca, salendo sui colli ad est dal quartiere  Ljabimorka per la baia di Severnaya  che si allunga dal porto Sebastopoli , rimangono le  imponenti fortezze di Gorky che ospitavano le batterie di cannoni  durante la seconda guerra mondiale da dove si apre l’ ampia e lunga baia  Balaklavskaya .

Balaklava

Dominata dal monte Chelter Kai ove salendo dal villaggio di Ternovkasi si stagliano i resti  del  monastero scavato nella roccia di Chelter Marmara fondato nel  XIII secolo  su uno più antico, continuando per la  costa dal suggestivo ambiente affacciato sul mare sulla scogliera di Inkermann rimangono i resti dell’altro  medioevale  monastero rupestre  di Klimentovskij consacrato a San Clemente che ne conservava le venerate reliquie. All’ ingresso della baia si trova ciò che  rimane della fortezza genovese di Cembalo  sulla scogliera dalla splendida vista sul mare  e la  città di Balaklava   estesa durante l’impero russo dal centro genovese medioevale. Verso la zona  occidentale della baia operava la grande base sotterranea di sottomarini nucleari Obekt 825 durante il lungo periodo della guerra fredda  fino al 1993 quando venne dismessa conservando gli edifici nel vasto museo navale della base di Balaklava. Tra i vari quartieri,  edifici  e palazzi che ne ricordano la storia,  alle porte della città l’ ordodossa chiesa degli  Apostoli  è tra le più antiche in Crimea e restaurata come la si trova dal portale colonnato, ma parte degli storici edifici sorti nel XIX secolo  qui ricordano la guerra di Crimea come quello   che ospita il museo  Shermetvo  con dipinti, documenti e reperti che la raccontano, mentre poco fuori dal centro viene ancora chiamata Valle della Morte il campo ove  venne combattuta la celebre battaglia di Balaklava tra la cavalleria britannica e la guarnigione russa. Lasciata la città continuando sull’ adiacente  magnifica costa si erge il capo Fiolent  su splendide insenature e spiagge  e nei pressi dalla  suggestiva posizione che domina il mare si trova il monastero consacrato a San Giorgio di Balaklavskiy  fondato nel XIII secolo. Proseguendo poco a sud est  si erge il promontorio di capo   Aya immerso tra i boschi di pini popolati da uccelli e una ricca fauna endemica tra insenature spiagge e grotte da dove si lascia il lembo meridionale della penisola  lungo la costa del Mar nero ad ovest per tornare in quella che fu la madrepatria della Crimea in Ucraina , mentre est oltre il Mar d’Azov si continua per i territori che si stendono nella regione del Caucaso

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