Il Grande Nord

Northwest Territories

Nel Grande Nord canadese la vasta regione del Northwest Territories si stende ad est dello  Yukon e verso nord con quella orientale del Nunavut, a sud dal lembo settentrionale della British Columbia verso a sud ovest con il territorio settentrionale dell’  Alberta e più ad est  con  quello del limitrofo Saskatchewan. Come gran parte della regione nord occidentale era antico territorio degli Inuit centrali canadesi qui noti anche come Eskimo Caribou, poi condiviso con i nativi Dene diffusi nella regione artica e boreale del Grande Nord di stirpe e lingue comuni dei popoli  Athabaska o Athapaskan settentrionali come i Tłı̨chǫ noti come Dogrib, i Tsattine o Dunne-za ribattezzati dagli europei tribù del Beaver, quelli che si definivano Dënesųłı̨né o Popolo delle Lande poi noti come i Chipewyan del nord e comunità settentrionali di Deh Cho Dene o Slavey che prendono nome dal Great Slave Lake, loro territorio originario come quelle  di simile stirpe dei T’satsąot’ınę noti come copper indians o Yellowknives. A lungo la costa settentrionale è stata incrociata dalle rotte alla ricerca del passaggio Nord Ovest in diverse spedizioni, nel 1574 la corona britannica inviò  la prima guidata dal navigatore Martin Frobisher e nel suo secondo viaggio del 1577 scoprì lo stretto e la baia ribattezzate con il suo nome sulla costa raggiunta nel 1583 dal primo viaggio di  John Davis che con le spedizioni successive esplorò il litorale settentrionale. Sempre alla ricerca dell’ agognato passaggio a Nord Ovest nel  1610 Henry Hudson esplorò quella costa fino alla sponda occidentale dell’ immensa insenatura affacciata sull’ Atlantico settentrionale artico ribattezzata con il suo nome baia di Hudson, ma mentre la esplorava l’ equipaggio si ammutinò lasciandolo su una barca alla deriva. Alla sua ricerca nel 1612 venne inviato Thomas_Button che non riuscì a trovarlo navigando nella baia che divenne la base per tutte le esplorazioni successive e la colonizzazione della regione settentrionale canadese, nello stesso periodo la costa venne esplorata  dalla spedizione guidata da  William_Baffin ove scoprì la grande isola che porta il suo nome, nel 1631 dalla spedizione di  Luke Foxe e  lo stesso anno con il vascello Henrietta Maria la baia venne raggiunta dal capitano Thomas_James che ne prese possesso per la corona britannica come principato del New South Wales, seguirono le quattro spedizioni  verso l’artico guidate dall’ altro navigatore britannico Robert_Bylot. Dopo le esplorazioni delle coste settentrionali la più recente storia del  Northwest iniziò quando nella vasta regione del Grande Nord  vennero aperte le più settentrionali Vie delle pellicce canadesi  a lungo nei domini commerciali  dell’ Hudson’s Bay Company nota come The Bay dal 1670 per i due secoli successivi, esteso  ad ovest nei territori dell’ Alberta del nord , gran parte del limitrofo Saskatchewan, più ad est  in quello dell’ intero Manitoba, la costa della Baia di  Hudson ove affaccia il nord dell’ Ontario e la regione più settentrionale del Quebec.. Nel frattempo continuarono le ricerche di un passaggio attraverso il mare artico con la lunga spedizione di Coppermine per tre anni dal 1819 per esplorare la costa settentrionale canadese alla ricerca di una delle vie sul passaggio a Nord Ovest, accessibile dal corso superiore dell’ omonimo fiume che venne chiamato Coppermine per i giacimenti di rame ove alla foce della comunità di Qurluktuk degli Inuit venne fondato il villaggio di Kugluktuk. Fu la prima delle tre spedizioni artiche guidate dal capitano della Royal Navy britannica John_Franklin, dal 1825 per due anni seguì quella che esplorò la costa  dagli estuari del fiume Coppermine e  MacKenzie pertanto nota come la spedizione del Mackenzie , infine nel 1845 con i due vascelli   Erebus e Terror  ripartì da quella costa verso l’Artico ove scomparve e non si ebbero più notizie in quella che è ricordata come la Lost expedition di Franklin. Alla prima spedizione di Franklin sul Copper River partecipò il medico scozzese divenuto anch’ egli esploratore artico John Richardson che poi  lasciando la costa attraversò in una lunga marcia il territorio più ad ovest ove venne fondato Fort Franklin divenuto il villaggio di Deline. Seguendo parte dell’ itinerario del secondo viaggio di Franklin, il naturalista ed  ufficiale della  Royal Navy George Back nel 1832 guidò  la spedizione lungo l’Haningayok come gli Inuit chiamavano il fiume Back  che ne prese nome e noto anche come Fish River che dal Northwest attraversaIl territorio del Kivalliq sfociando nel Mar Glaciale Artico, fondando sulla sponda orientale del grande lago Slave l’avamposto  di Fort Reliance  nel 1833  che ha lasciato i suoi resti nell’National Historic Site di Reliance. Rimasti per due secoli nei domini dell’ Hudson’s Bay Company, Il vasto territorio del Northwest e quello che si estendeva attorno all’ intera baia di Hudson che venne chiamato la Terra di Rupert, nel 1870  furono acquisiti nella nuova confederazione che riuniva tutte le regioni del  Canada fondata tre anni prima  e nel 1898 con la corsa all’oro del Klondike la regione dello Yukon si rese indipendente dal proclamato North West Territory, mentre si estendevano o venivano fondate le comunità, villaggi e città del  Northwest come le si trovano.

Dall’Artico alla foresta boreale

Il National Park di Tuktut_Nogait  si stende  nel territorio nord orientale oltre il Circolo Polare Artico,  attraversato dal Roscoe prima di sfociare con il suo delta  nel golfo di  Amundsen ove si apre lo stretto di Dolphin e in gran parte dall’Hornaaa come i nativi chiamavano il fiume Hornaday dalle suggestive gole e canyons, ove nidifica una gran varietà di specie di uccelli migratori oltre  rapaci endemici nella regione e popolato da una ricca fauna artica con grandi mandrie di caribù occidentali Bluenose, buoi muschiati, roditori, scoiattoli,  volpi e lupi artici, orsi grizzly e altre specie endemiche dell’artico. Scendendo nella regione  centro occidentale verso il limitrofo Yukon, ove giunge il Naha Dehe come i nativi chiamavano corso meridionale del fiume Nahanni,  attraverso i suggestivi rilievi che si innalzano nella catena dei monti Mackenzie  nel territorio protetto dal  National Park con la riserva di  Nááts’ihch’oh, come i nativi Chipewyan chiamavano queste loro terre distese sotto il monte Wilson che lo domina a nord, continuando lungo  il South Nahanni river  si apre l’ancor più suggestivo limitrofo National Park Reserve di Nahanni tra le montagne, lungo il fiume tra il vapore appaiono le  sorgenti calde di Rabbitkettle e il suo corso continua ove si aprono suggestivi canyon precipitando nelle splendide cascate di Virginia, tra la tundra e la foresta boreale con torrenti e stagni popolate da diverse specie di uccelli e mammiferi  dell’ endemica fauna  canadese.

Inuvik

Affacciata sul mare di Beaufort dalla costa si stende  la più settentrionale regione che ne prende nome come Beaufort Delta, meglio nota come Inuvik, anch’ essa popolata da epoche remote dagli occidentali Inuit dell’artico Inuvialuit e da diverse comunità di nativi Gwich’in noti anche come Kutchin di origini, cultura e lingua Athabaskan settentrionale. Attraverso il Klondike dal territorio occidentale dello  Yukon  vi giunge quella che è nota come  l’ Highway di Dempster che segue parte del corso settentrionale del Kuukpak come gli Inuit chiamavano il lungo fiume Mackenzie, passando per quello che i nativi Gwich’in chiamavano Teet’lit Zheh o capo delle acque Il villaggio ove venne fondato il centro di Fort McPherson dall’ Hudson Bay Company e dall’ epoca il villaggio di McPherson è rimasto uno degli accessi dal Northwest Territory sulla via per il limitrofo Yukon. Proseguendo si trova l’altro villaggio villaggio di Tsiigehtchic o foce del fiume di ferro dei Gwich’in alla confluenza del MacKenzie  con l’ artico Red_River  e poco oltre ad est il villaggio costiero chiamato Aklavik dagli Inuit o  luogo dei grizzly ove   all’ inizio del novecento  l’Hudson Bay Company fondò un centro di commerci che conserva il suo vecchi aspetto di avamposto da frontiera nordica. Nei pressi del delta MacKenzie  sul mare di Beaufort dal  villaggio di Inuvik o posto dell’uomo dei nativi Gwich’in venne fondata l’ omonima cittadina di Inuvik a metà del secolo scorso. Anch’essa dall’ atmosfera del Grande Nord ove dal centro si erge  cupola della chiesa Our Lady of  Victory Church per la sua singolare forma anche nota come  Igloo Church , tra le più note attrazioni nella regione come in estate l’ annuale Festival del Great Northern Arts che celebra arte, musica  e cultura del Nortwest. Continuando lungo la costa ove si apre il golfo di  Amundsen dal suggestivo ambiente subartico, nella Darnley Bay si trova una comunità Inuit che nel 1920  divenne il piccolo villaggio di Paulatuk o luogo del carbone per i giacimenti trovati nei pressi all’epoca. Verso l’Awaq, come gli Inuit chiamano la penisola del capo Bathurst, sulla sua costa orientale si elevano i rilievi tra lagune e scogliere in un suggestivo ambiente da dove i depositi di idrocarburi dalla tundra si innalzano le colonne di fumo delle Smoking_Hills e poco al largo dalla penisola emerge  l’ Utkraluk come era nota ai nativi l’ isola di  Baillie. Alla fine della Dempster Highway da Inuvik inizia il percorso  dell’ Hwy 10  nota anche come l’ Inuvik Tuktoyaktuk Highway lungo la costa del Mar Glaciale Artico in un suggestivo ambiente fino alla comunità con il villaggio di Tuktoyaktuk fondato nel 1890 e che conserva passe del suo passato di avamposto nordico, proseguendo nell’affascinante regione in uno degli antichi territori dei nativi Dene di stirpe Athabaskan settentrionale che popolavano  il nord boreale canadese.

Isola di Banks

Tra le più estese del vasto arcipelago Arctic canadese, al largo della costa  nord occidentale dell’ Inuvik emerge l’ ’ isola di  Banks, affacciata a sud sul Mare di Beaufort ove  lo stretto di McClure  la separa dalla grande isola montuosa  di Melville disabitata come la non distante altra estese Isola di Prince Patrick ove si trova la Stazione Meteo Arctic con la pista di atterraggio di Mould Bay, mentre ad est lo stretto di Prince Wales la separa dalla  Kitlineq, come i nativi chiamano l’ altre grande  isola di  Victoria. Popolata in epoche remote da cacciatori e pescatori Paleo Eskimo, antichi antenati degli  Inuit diffusi nella regione, come altre isole e la costa di questo territorio venne incrociata dalle spedizioni nella regione artica  dell’ esploratore britannico William Parry nel 1820  che la battezzò Banks Land in onore del navigatore  Sir Joseph Banks, rimasta a lungo  fuori dalle rotte, nel  1850  l’ Arctic Expedition di McClure ne tracciò la mappa chiamandola Baring Island, nello stretto Prince Galles il vascello Investigator rimase bloccato dai ghiacci e il capitano Robert McClure esplorò parte del territorio confermando che era una grande isola cercando di circumnavigarla  l’ anno dopo, ma rimase  r ancora imprigionato nel mare ghiacciato sulla costa nord orientale nella baia di Mercy che affaccia sullo stretto  battezzato poi con il suo nome. Come gran parte dell’ Inuvik settentrionale e le altre isole anche Banks è coperta dalla tundra artica canadese dal gelido clima ove oltre a essa cresce solo la bassa Salix artica, popolata da una fauna endemica con una delle più estese concentrazioni di oche artiche adattate ai lunghi e gelidi inverni, mentre in estate si trovano  pettirossi nordamericani migratori robin oltre ad una specie più settentrionale di rondine arboricola Tree swallow del genere Tachycineta  bicolore e per proteggere questi ed altri uccelli migratori sono stati aperti due Migratory Bird Sanctuaries. Il resto della fauna endemica adattata all’ambiente  è dominata da una sottospecie della renna Rangifer nordamericana nota come caribù della Barren ground che condividono gli aridi pascoli della tundra con grandi mandrie di buoi muschiati, mentre lungo le coste affacciate sul mare ghiacciato cacciano come unici e grandi predatori gli orsi polari. Sulla costa occidentale in una piccola penisola nel golfo di Amundsen l’ altro piccolo villaggio di Ulukhaktok come lo chiamano gli Inuit che lo popolano per i giacimenti di ardesia usata per fabbricare i tradizionali coltelli  Ulu assieme a corna di caribù e bue muschiato, scendendo a sud ovest la Sachs Harbour venne  incrociata dalla spedizione canadese  Arctic nel 1912 e dal nome della nave Mary Sachs venne ribattezzato il piccolo villaggio di Sachs con la comunità di pescatori tra la tundra e le gelide acque. Gli Inuit occidentali nel loro idioma  inuvialuktun chimavano Aulavik o ove viaggia la gente Il suggestivo territorio protetto dal National Park di Aulavik che, oltre alla fauna presente nel resto dell’ isola e nella regione, protegge  tra gli uccelli l’artica pernice bianca  qui endemica come  gufo delle nevi o civetta Snowy  anch’ esso dal piumaggio bianco,  tra i predatori il  più comune falco Peregrine chiamato anche duck hawkdal manto blu e grigio,  la  poiana calzata del genere lagopus o falco Buteo e il più  grande falco del genere rusticolus noto come il falcone Gyr. Tra i mammiferi il piccolo roditore marrone lemming nordamericano riesce a sopravvivere adattato al rigido clima, la  candida lepre artica che si confonde con il suo manto nella neve e tra i ghiacci come la qui diffusa volpe  delle nevi , tra i predatori ed endemico della regione è diffuso anche  il lupo artico che caccia in branchi,  oltre all’ altra specie di caribù territorio del parco si trova  la specie in via di estinzione dei caribù di Peary e la più alta concentrazione al mondo di Umingmak come gli Inuit chiamano i buoi muschiati Muskox che pascolano in grandi mandrie. Lungo la costa settentrionale  colonie di foche barbute Bearded dell’ Artico assieme a quelle delle nattiq, come gli Inuit chiamano le anch’esse qui endemiche  foche dagli anelli Ringed nelle spiagge delle insenature, prede dei maestosi e candidi  orsi polari, mentre al largo nuotano emettendo i loro richiami in branchi le bianche balene Beluga e le gigantesche balene franche  boreali chiamate dai  balenieri che le hanno cacciate a lungo Bowhead.

Great Slave Lake

Il grande lago Slave  si stende nell’ antico territorio tradizionale dei nativi Dehcho ribattezzati Slavey del popolo Dene di stirpe e lingua Athabaskan, condiviso sulla sponda orientale con comunità di  Dënesųłı̨né o Popolo delle Lande noti come Chipewyan, raggiunto per la prima volta dagli europei nel 1771 con la spedizione del mercante di pellicce britannico Samuel Hearne che lo chiamò lago Athapuscow e successivamente noto ai francesi come Grand Lac des Esclaves, rimasto per il secolo successivo su una delle Vie delle pellicce nel nord ovest canadese. Dal territorio nord orientale dell’ Alberta, ove il  Rochers  confluisce nel Peace River,  scorre il fiume Slave che  sfocia nel lago prendendone il nome e sempre dalla regione settentrionale dell’ Alberta vi giunge fiume Hay assieme al corso,  tra rapide e cascate come la suggestiva Parry Falls, del fiume  Lockhart , mentre da ovest attraverso l’ altro suggestivo elago McArthur, un tempo noto come Clowey Lake, vi sfocia l’ Indian Copper River  ribattezzato fiume Taltson e ne esce il corso settentrionale de  Deh-Cho o Grande  Fiume come era noto ai nativi Slavey il  Mackenzie. Sulla frastagliata costa orientale con al largo diverse isole, per protegger il suggestivo territorio con siti ancestrali dei nativi e popolato da una ricca fauna è progettato il National Park Reserve di Thaidene Nene o Terra degli Antenati in idioma Chipewyan, non distante si allunga la penisola Pethei tra le baie di McLeod e Christie Bay  dalle acque ghiacciate nei lunghi inverni. A sud del lago ove scorre il fiume Slave , i Chipewyan chiamavano Thebacha  o vicino le rapide il villaggio ove all’inizio del XIX secolo venne fondato un centro per commerciale pellicce con loro divenuto la cittadina di  Fort Smith, da dove poco a sud ovest si apre  il grande Wood National Park di Buffalo che si stende per le praterie a proteggere le più gradi mandrie rimaste di Wood_bison, come sono chiamati i bisonti canadesi che rischiavano l’estinzione.  Un  suggestivo territorio che continua oltre il limitrofo  confine con la regione settentrionale dell’ Alberta  che  per il suo magnifico e variegato ambiente dichiarato patrimonio mondiale dell’Unesco ove si apre il Delta del Peace-Athabasca. Adagiata  con  poco ad ovest la baia  e la foce dell’ omonimo fiume,  ove furono trovati giacimenti auriferi  da un centro minerario si estese il villaggio divenuta città di Yellowknife nel 1934 che conserva la vecchia Downtown,  dalla City Hall lungo la 49th Avenue si trova il vecchio capanno minerario di Fireweed che custodiva gli esplosivi dalla fondazione della città e alla stessa epoca risale il centro commerciale della Hudson’s Bay Company di Warehouse, come l’ edificio in legno  dell’ house aperta nel 1939 che ospitava la prima Log School della città. All’angolo sud ovest della 49th Street con la  Franklin Avenue si trova storico palazzo del  Post_Office di  Yellowknife, continuando per il centro Il cafè con lo storico ristorante  Wildcat aperto  nel 1937 e restaurato come lo si trova che conserva l’ atmosfera dell’ epoca come il ricostruito locale del  Gold Range. Dal più moderno edificio che ospita l’ Arts and Cultural Centre Northern, oltre il palazzo della Northwest Territories Legislative Assembly, il vicino Centre del Northern Heritage Prince Wales con il museo che racconta la storia e la cultura degli Inuit Inuvialuit e gli altri nativi  della regione come i Chipewyan, Tlicho, Yellowknives, Deh Gah  ed altri del grande popolo Dene , oltre ai discendenti delle unioni dei nativi con i primi coloni noti come Métis .Poco fuori dalla città si trova la piccola comunità di Point Burnt nota i nativi come Dettah da dove  verso est parte il percorso sul trail di Ingraham  per una settantina di chilometri attraverso vecchi villaggi e comunità  con varie riserve naturali fino al lago Tibbitt. Sull’ omonima baia alla foce del fiume Yellowknife da un avamposto fondato nel 1786 all’ inizio del secolo successivo venne edificato l’ Old Fort di Providence che vi ha lasciato i suoi resti  e sempre dalla periferia della città,  all’ estremità nord occidentale del lago ove si apre la baia, nel 1852 l’ Hudson Bay Company fondo un avamposto ove passare i lunghi inverni battezzato Fort Rae in onore dell’ esploratore scozzese  John Rae , divenuto un centro per commerciare con i nativi Dogrib Dene  e  all’ inizio del secolo successivo divenne il villaggio ove venne fondata la cittadina di Behchokǫ .Sulla sponda alla foce del  fiume Hay che i nativi chimavano Xátł’odehchee nel 1868 sempre l’ Hudson Bay Company fondò un centro divenuto la  cittadina di Hay River rimasta poco accessibile fino al 1948 quando venne collegata al territorio settentrionale dell’ Alberta con l’ apertura di una strada sterrata ampliata poi nell’ Highway del  Mackenzie come la si trova  e per collegare le grandi miniere  di piombo e zinco a cielo aperto di  Pine Point dal 1964 è raggiunta dalla ferrovia Meander Partition Railway o ferrovia del Northern. Continuando all’estremità sud orientale si trova  il villaggio con la comunità Lutselk’e fondato nel 1925 e sempre sulla costa meridionale i nativi chiamavano Deninu Kue o isola alce , nel 1819 venne fondato il villaggio con il forte Resolution, centro per i percorsi lacustri nel commercio di pellicce proclamato  National Historic Site come il più antico abitato fin dalla fondazione nel Northwest Territory e che conserva la sua storia tra i vecchi edifici e l’ atmosfera di frontiera del nord.

Dal Great Slave Lake, lasciandola regione del Northwest Territories  l’ itinerario può continuare a sud nell’ Alberta  e gli altrettanto suggestivi territori che si stendono nel West canadese, oppure riprendere le vie settentrionali per avventurarsi nel resto dell’ immenso  Grande Nord.


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