Persia dei Medi

Dal popolo dei Medi di stirpe iranica nella regione nord-occidentale iraniana, all’inizio del VII secolo a.C. sorse il primo grande regno persiano dei Medi, che estesero i vasti domini prima di essere sottomessi nel 550 a.C. da Ciro il Grande, fondatore del grande impero Achemenide.
Popoli Iranici
Dopo il primo regno di Elam, l’antica storia persiana inizia con la migrazione dei popoli Indoiranici nella regione meridionale, ove dal III millennio a.C. si affermò la cultura di Jiroft. Nel II millennio giunsero le altre popolazioni indoeuropee degli Iranici, antenati dei Medi e Persiani. Alla fine del I millennio, la regione nord-occidentale fu dominio dei Mannai, che a metà dell’VIII secolo a.C. fondarono un fiorente regno dall’avanzata
agricoltura e allevamento, dal governo aristocratico. Oltre i Cassiti, che furono in conflitto e poi respinti dall’Elam, tra il Tigri e l’Eufrate si stabilì la popolazione semitica degli Amorrei, ove fondarono il primo dominio di quello che divenne il vasto impero Babilonese fino alle coste iraniane sul Golfo Persico, con la fiorente capitale che ne prese nome come Babilonia, fondando le altre città e centri di potere, oltre che della raffinata cultura Babilonese nella società, religione, cultura, scienza, arte e monumentale architettura. Ad ovest, dal IX secolo a.C., si impose l’impero degli Assiri, dominando un vasto territorio dal più occidentale Egitto, per i territori ove sorgevano centri e città dei Fenici sulle coste occidentali,
le regioni mediorientali dalla Siria ed esteso su parte della Mesopotamia dall’Anatolia meridionale alla regione della mezzaluna fertile in Iraq e per gli altipiani iranici fino alla conquista di Babilonia e il suo antico impero. Parte della regione persiana divenne dominio del potente impero nomade degli Sciti di stirpe iranica, che dall’VIII secolo a.C. al II d.C. dominarono gran parte dei territori centro-asiatici della Scizia a nord del Mar Nero, tra il bacino del Danubio a ovest e i monti Altai a est. Dal possente esercito e cavalleria, travolsero ogni resistenza dei popoli sottomessi imponendo società, religione ed usanze degli Sciti, oltre alla cultura descritta nel Libro IV delle Storie del greco Erodoto, ed erano anche
depositari della grande arte Scitica nella gioielleria, tessitura, scultura e stile funerario.
Regno dei Medi
Alla fine del II millennio giunsero le tribù iraniche dei Medi dai territori nord-orientali del Golestan sul Mar Caspio, occupando i territori a sud della Scizia, confinando con l’Anatolia orientale ove dal IX secolo a.C. era fiorito l’antico regno di Urartu e ad est, oltre gli altipiani degli Zagros, della vasta regione dominata dagli Assiri, continuando a sud fino ai più antichi territori dell’Elam. La parte orientale era limitata dal grande deserto salato Dasht-e-Kavir nell’altopiano iraniano; l’angolo più meridionale ospitava la capitale elamita di Anshan, nota come l’antica città di Tall-i Malyan, oltre il piccolo regno di Parsa ove
poi, con il successivo impero Achemenide, fiorì la regione del Fars. Iscrizioni assire e di Urartu confermano che i primi clan dei Medi spesso prendevano nome dai centri fortificati dei loro distretti, poi riuniti nel regno di Media dal VII secolo a.C., fiorito con il primo sovrano Deioce, fondatore dell’impero e della capitale nella città di Ecbatana. Dopo che il figlio Fraorte fu ucciso in battaglia contro gli Assiri, dal 625 a.C. salì al trono il nipote e terzo sovrano Ciassare, regnando per oltre mezzo secolo con un potente esercito, liberando dalla dominazione degli Sciti la regione settentrionale della Media. Alleati con i Babilonesi nel 612 a.C., attaccarono e devastarono la capitale assira Ninive, ponendo
fine dopo tre secoli di dominio al potente impero degli Assiri. Per oltre un secolo e mezzo, fino al 550 a.C., i vari sovrani della dinastia dei Medi governarono il potente regno nell’Iran nord-occidentale, mantenendo la forma di una confederazione di principati dall’ampia autonomia, fondati sull’agricoltura con gli avanzati sistemi di irrigazione sotterranea qanat per portare l’acqua nelle zone aride, oltre all’allevamento, in particolare di cavalli, commerciati con regni vicini per scopi militari. Secondo Erodoto, erano originariamente divisi nelle sei grandi tribù Busae, Paretaceni, Struchates, Arizanti, Budii e Magi. Poi, nella società della Media, il potere del sovrano non era assoluto: il regno era amministrato come confederazione di capi tribù e nobili locali che mantenevano autonomia. I nobili e i
capi clan, come élite di potere e militare con il potente esercito dei Medi, controllavano agricoltura e allevamento di cavalli da guerra nisei, che ne era la risorsa più preziosa. La tribù dei Magi, tra le sei originarie, divenne depositaria delle funzioni religiose e rituali, legate alle antiche tradizioni iraniche sul culto della natura e delle forze cosmiche, anche indovini dalle pratiche divinatorie, astronomi e astrologhi, educatori dei giovani nobili e degli eredi al trono. Come consiglieri reali, influenzavano leggi e strategie belliche dal grande potere a corte, mantenendo poi il ruolo come custodi della dottrina e culto dello Zoroastrismo, divenuto religione imperiale nel successivo periodo Achemenide. Seguivano le classi nell’aristocrazia guerriera di nobili e capi clan, abili cavalieri nel
comando militare, oltre al possesso delle terre lavorate dalla classe degli agricoltori che sfruttavano i canali sotterranei qanat per coltivare nelle aride pianure dell’altopiano, commercianti e artigiani specializzati nella metallurgia, nella produzione di armi e tessuti pregiati. La classe dei mercanti di cavalli da guerra, risorse minerarie, metallurgia, preziosi e prodotti della classe artigianale, commerciava sulle vie che collegavano la Mesopotamia alle regioni dell’Asia centrale attraverso l’altopiano iranico, con il percorso che poi divenne la prima Via Reale persiana.
Arte e Cultura
Nota dalle fonti storiche greche e dai pochi siti rupestri, la storia dell’arte nel periodo Medo ha lasciato pochi resti originari, dall’eredità estetica rielaborata nel successivo periodo achemenide. Oltre i resti della capitale Ecbatana, descritta da Erodoto come
una città fortificata con sette mura concentriche di colori differenti e dal palazzo reale coperto di metalli preziosi, i sepolcri rupestri come a Dukkan-e-daud, dalle facciate colonnate a tettoia, anticipano i canoni achemenidi. Altrove, ciò che rimane è visibile nei resti dell’architettura e dell’arte dei Medi. Nelle altre forme artistiche erano rinomati per la lavorazione dell’oro, dei preziosi, delle armi decorate e dei recipienti rituali, mentre costumi e decorazioni nei cerimoniali di corte medo furono ereditati dagli Achemenidi. Delle descrizioni su società e cultura sono andati perduti i testi originari, ma rimangono le fonti assire, babilonesi e greche nel primo libro delle Storie di Erodoto. Dominarono l’altopiano iranico, a sud del Mar Caspio, dal VII a metà del V secolo a.C.
nel potente regno di Media, esteso poi dall’Asia Minore all’Armenia. Nel territorio nord-occidentale, nello shahrestān, sorse la capitale che ha lasciato i suoi resti tra i colli di Moṣallā. Dal monumentale stile dell’epoca, il sito archeologico di Ecbatana si dirama dai sette castelli centrali principali, collegati da un labirinto di passaggi con il più interno, ove era la residenza reale, ampiamente descritta da Erodoto e altri storici greci come la splendida Ecbatana, insieme ad altre città centro della raffinata arte e architettura dell’epoca. Il territorio era attraversato da importanti vie commerciali, rivendicato dall’espansione degli Assiri fin dall’VIII secolo a.C. con conflitti e tentativi di conquista, ma i Medi riuscirono a mantenere la loro indipendenza. L’espansione continuò con il
figlio di Ciassare e successore Astiage in un periodo pacifico di stabilità, mantenendo rapporti con Babilonia, Lidia e l’Egitto, ma non fu mai un impero centralizzato, con le varie popolazioni iraniche rimaste autonome. Entrò in conflitto con la Perside, considerata regno vassallo, fino alla sconfitta nel 550 a.C., quando il sovrano Ciro II il Grande di Persia riunificò i popoli iranici nel primo vasto impero Achemenide e il regno dei Medi ne divenne una provincia come satrapia di Media.
«Poiché così come viviamo non ci è possibile abitare in questo paese, orsu, stabiliamo su di noi un re; e così la nostra terra sarà governata da buone leggi e noi stessi potremo volgerci ai nostri lavori, né saremo scacciati dalle nostre case a causa dell’anarchia» (Erodoto, Mēdikos logos)





