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Nepal

Nepal sulle vie dell’Himalaya

L’antica Civiltà dell’Indo sorta tra le vallate del Pakistan fu invasa dalle tribù nomadi Arya della potente stirpe indoiranica protagoniste di un’ epica migrazione che dilagò iattraverso il Punjab nel territorio settentrionale dell’ India dove originarono la grande civiltà fondata sull’Induismo. Gli indoariani avanzarono a nord stabilendosi nelle valli dove si organizzarono in una avanzata società agricola fondata nella complessa struttura sociale e religiosa Induista come accadde nel resto del subcontinente, mentre l e popolazioni tibetane riuscirono ad insediarsi nel territorio himalayano adattandosi all’ambiente montuoso e alla rigidità climatica,. Riunite inizialmente in confederazioni tribali, la popolazioni hindù delle basse valli crearono regni indipendenti, come in Kashmir che assunse un importante ruolo nei commerci tra l’ India settentrionale e la Cina con la posizione che incrociava le carovaniere che poi divennero le Vie della seta centro asiatiche con quelle dell’ Himalaya . L’antica città nepalese di Lumbini nel 566 a.C aveva dato i natali a Siddhartha padre e fondatore del buddismo che tra il VI e il VII secolo convertì le tribù tibetane e nel IX fu fondato un regno nel territorio del Ladakh assumendo poi il controllo di parte della carovaniera per l’ est, mentre ad occidente si completava la conquista che diffondeva l’ avanzata dell’ Islam travolgendo il subcontinente indiano. Nell’ VIII secolo le tribù Newar colonizzarono un’ ampia vallata ove fondarono il primo regno nepalese e e la città di Katmandu che riuscì a controllare i valichi himalayani con il Tibet aprendo un’ altra via carovaniera per la Cina permettendo al regno nepalese una florida autonomia dall’influenza indiana ed accogliendo la penetrazione del buddismo. Il regno riuscì a resistere alle pressioni islamiche da occidente e da sud, diventando il rifugio per hindù e buddistí divenendo l’unica dalla Cina all’ India non controllata dai regni musulmani le alte carovaniere tibetane che permetteva di raggiungere il regno nepalese e da qui la Valle del Gange. Su quelle carovaniere andarono le Vie dei pellegrini con i centri induisti nepalesi sorti attorno ai templi della Valle Katmandu che, assieme alla città di Benares indiana e poi la sacra Rishikesh, divenne uno dei luoghi più importanti per le cerimonie hindù e meta di pellegrini provenienti da ogni parte. Dal XIII secolo per cinquecento anni il regno fu governato dalla potente dinastia dei Malla fino all’ avvento di quella degli Shah nel 1768 quando salì al trono Narayan fondatore del nuovo regno unificato del Nepal che dopo di lui iniziò una rapida espansione nella regione settentrionale dell’ India invadendo poi il vicino Tibet. La successiva dinastia Thapa entrò in conflitto con la potente Compagnia delle Indie che nel 1816 portò ad un anno di guerra con la colonia britannica in India che prese le pianure del Terai e il territorio dei Lepcha nel Sikkim , divenendone di fatto un protettorato pur mantenendo l’ indipendenza.Nel 1846 prese il potere Jang Bahadur della famiglia dinastica Rana che riformò il regno abolendo la schiavitù e alcune pratiche tradizionali hindu come la Sati , cento anni dopo il discendente Tribhuvan fu spodestato dal ministro Koirala e il regno passò al figlio del re esiliato Mahendra nel 1955 che regnò per diciotto anni instaurando il nuovo regime riformatore Panchayat, nel 1972 ne fu successore il figlio Birendra , in seguito il movimento di ispirazione liberista Birendra dichiarò la fine dell’ assolutismo per una monarchia costituzionale e dal 1994 iniziò la guerriglia del Partito Comunsita Nepalese di ispirazione maoista e nel 2001 il principe Dipendra sterminò la famiglia reale in un atto di follia. Salito al trono Gyanendra assunse i pieni poteri ostacolato poi da un movimento popolare guidato da Thapa e con la nomina a primo ministro di Koirala fu costituito un nuovo Parlamento con l’ adesione del movimento maoista che aveva abbandonato la lotta armata, nel 2008 decadde la monarchia e venne dichiarata la Repubblica del Nepal con le successive elezioni dei suoi Presidenti.

Attraverso il Nepal

Ha affascinato generazioni di viaggiatori il territorio di questo Nepal e si allunga tra l’ India e il più settentrionale Tibet dominato dal maestoso Himalaya , diviso in cinque regioni chiamate Bikāsakṣeṭra, dalla più occidentale Sudura Paścimāñcala amministrata dalla cittadina di Dipayal, verso est segue quella di Madhya con capoluogo a Birendranagara , quindi la regione dell’ Ovest Paścimāñcala che ha come centro principale Pokhara , la Madhyamāñcala che è la centrale amministrata da Hetauda e dove si trova la Valle che prende nome dalla capitale Katmandu distesa al suo centro con la vicina Patan e l’altra antica città di Bhaktapur, infine la regione più orientale di Purvāñcala con capoluogo a Dhanakuta, tutto diviso in quattordici province e settantacinque distretti. La prima volta che sono stato in questo paese ci sono arrivato con un lungo viaggio attraverso l’ Iran che viveva la sua islamica rivoluzione, il tormentato Afghanistan e traversando il vicino Pakistan per i vasti territori settentrionali dell’ India. Ci sono tornato altre volte seguendo le mistiche Vie dei pellegrini e quelle che erano le antiche Vie Himalayane, poi scendendo dal Tibet e viaggiando per valli, sentieri tra le montagne, villaggi sperduti, templi e monasteri.

La valle di Kathmandu

La splendida valle che si stende attorno alla capitale Katmandu nell’ aprile del 2015 è stata devastata dal tremendo terremoto che ha sconvolto questo paese e molte memorie della sua storia che voglio ricordare come si ergevano nella loro maestosa suggestione, così come la gente legata ad antiche tradizioni, gentile e spontanea che ha sempre accolto con grazia chi visitava questo paese. Nell’ antico quartiere di Maru di Kathmandu si apre la centrale Durbar Square dagli antichi edifici e templi in gran parte sorti nel fulgore dell’ Induismo ove sono rappresentate molte delle divinità del suo immenso e variegato pantheon, cuore pulsante ne è Basantapur animatissimo di botteghe e mercati fin dall’ alba attorno al complesso induista dell’ Hanuman Dhoka ove si erge l’ omonimo suo palazzo reale con diversi edifici, torri, pagode e cortili interni. Accanto il tempio consacrato alla potente dività Hanumat dall’aspetto di scimmia, mitico eroe celebrato nel Ramayana e consacrato come campione di saggezza nell’ altro testo poema epico del Mahābhārata, mentre appare come guerriero celeste nel Kurukshetra. Poco oltre il tempio Taleju dedicato al culto di una delle sembianze della Madre Divina rappresentata in Durga e da dove affaccia a volte la dea vivente Kumari come un bambina dai ricchi abiti e decorazioni e alla stessa divinità è consacrato il Bhagwati. Proseguendo da una delle finestre magnificamente intagliate del tempio a loro consacrato affacciano le statue di Shiva e Parvati, al XII secolo risale la fondazione del Kasthamandap per volere del re Laxmi Narsingha Malla poi ampliato nel XVII , al centro troneggia una statua del grande yogi Gorakhnath e nel secondo piano quattroraffigurazioni del dio Ganesh , sulle pareti sono incisi testi dei poemi Ramayana e Mahabharata, all’ entrata i devoti recano le loro offerte e ricevono il punto rosso sulla fronte della Thikka indù. Su un colle poco a nord di Bhaktapu si trova il Changu Narayan è il più antico e venerato santuario nepalese di Vishnu, sorto nel IV secolo, in quello successivo il re Manadeva fece innalzare il pilastro che reca l’iscrizione più antica della valle. Più volte restaurato lo si vede come è stato ricostruito dall XVI secolo. Sulla Via dei Re Durbar Marg di trova il ricostruito palazzo reale di Narayanhity che prende nome da una incarnazione di Vishnu con il tempo consacrato davanti l’ edificio e lasciato il centro lungo in fiume Bagmati si trova il grande Pashupatinath sorto sull’antico tempio del VI secolo il tempio è consacrato al Signore degli Animali Pashupati che è una delle divine incarnazioni di Shiva, considerato uno dei più sacri templi indù nepalesi, ogni anno questo tempio attrae centinaia di anziani fedeli che vi giungono per le ultime settimane di vita e poi essere cremati sulle rive del fiume con il suo corso che incontra il sacro Gange.

Usciti dalla città si trova Kirtipur, rimasto villaggio tradizionale Newar con templi del quinto secolo nel diramare di vecchi vicoli e botteghe di tessitori, poco distante in una gola la piccola pagoda di Chóvar e proseguendo Budhanilkantha con il tempio consacrato a Vishnu rappresentato in un grande statua disteso sulle spire del serpente cosmico Śeṣanāga. L’anima del Buddismo nepalese si trova a Boudhanath sorto nel XIV secolo, tradizione vuole vi siano i resti di Kāśyapa predecessore dell’ illuminato Gautama, meta di pellegrinaggio, è il più grande e sacro stupa nepalese e centro della cultura tibetana che si apre come un suggestivo complesso sacro indimenticabile. Poco distante su un colle che la domina questa affascinante valle a Swayambhunath, descritto nell’antico testo Swayambhu che ne racconta origine e storia come degli altri siti buddisti nepalesi , si arriva al grande stupa salendo per trecentocinquanta gradini assieme alle scimmie che da sempre vivono nella suggestione di questo luogo che si apre anch’ esso come magnifico tempio frequentato da pellegrini che vi giungono d’ ogni parte.

Continuando nella valle si trova Patan di antica fondazione, ma fiorita a ricostruita come la si vede sotto il regno dinastico dei potenti Malla, anch’ essa con la sua Durbar che s’ apre nella vasta piazza ricca di antichi edifici e templi ove è molto suggestivo giungervi durante la grande festa sacra induista annuale del Janmasthami dedicata alla nascita di Krishna con i fedeli che riempiono la piazza e le vie adiacenti recando offerte e cantando i nomi della divinità Narayan, Narayan e Gopal, Gopal verso il tempio di Krishna Mandir edificato in pietra XVII secolo con il sovrano Siddhi Narsimha Mallanell’ elaborato stile indiano Sikhara e magnificamente decorato. Dello stesso periodo sotto il regno di Siddhinarasimha Malla, è Il tempio Vishwanath consacrato a Shiva decorato in alto da immagini erotiche con il portale tra due elefanti di pietra che contiene un lingam sacro, procedendo si trova il tempio anch’ esso riccamente decorato di Taleju consacrato alla dea della dinastia Malla Bhawani. Continuando ad est si arriva a Bhaktapur che fu la terza città reale Malla della valle dove si trova anche qui la vasta Durbar da dove diramano le antiche vie e i suggestivi monumenti, palazzi, pagode e templi, dominata dal maestoso Nyatapola edificato all’inizio del XVIII secolo dalla struttura a pagoda che è il tempio più alto della città, noto come Siddhi Lakshmi dal nome della divinità hindu himalayana incarnazione di Durga.

Terai

Nel meridionale del Terai si stendono vaste pianure tra savane, foreste e paludi, tra regione alluvionale del Bhabar a nord alle savane erbose del Terai Duar e le pianure nella regione del Dooars nel bacino formato dal corso del Brahmaputra che si stendono dal Bengala occidentale. Un territorio che racchiude santuari di incontaminata natura con la riserva del parco Bardia dalla flora endemica, quattrocento specie di uccelli, decine di rettili e anfibi, e una cinquantina di mammiferi, mandrie diantilopi , branchi di elefanti che condividono la savana con rinoceronti e magnifiche tigri del bengala. Stessa e più numerosa fauna la si ritrova tra la savana e le foreste del grande parco_Chitwan oltre a varie specie di cervi, antilopi, scimmie, numerosi elefanti, rinoceronti, tigri e leopardi asiatici. Dove il Gandaki sacro a Krishna si incrocia con il Seti che è l’ altro fiume sacro a Vishnu, si trova la santa città di Devghat, ove giungono i pellegrini per venerare la sacra pietra Saligram Sheela e sciamano nel fervore induista per i molti templi e santuari come Galeshwor, Bashistha, Harihara, Sita Ram, Shankaracharya,Radha Krishna, Laxmi Narayan, Bageshori , Divya Dham, Laxmi Narayan, Bishwa Shanti Dharmashala, Maula Kalika, mentre santoni e e saggi eremiti attendono nei grandi Ashram di Yogi Narahari Nath, Radha Sarbeshwor Bhajan, Sharana Gati, Galeshwor, Hari Hara e Mahesh Sanyas, ove si medita perseguendo la via dell’ Ashrama . Più ad est Janakpur con i suoi templi che celebrano il luogo ove la tradizione del Ramayana vuole sia nata Sita consorte del mitico eroe Rama, frequentata da pellegrini nella suggestiva atmosfera induista, infine Lumbini , altra meta frequentata da grande pellegrinaggio come l’antica città che dette i natali a Gautama che nella vicina Bodh Gaya indiana sotto le fronde del venerato Bodhi custodito nel sacro Mahabodhi , ebbe l’ illuminazione divenendo padre e fondatore del Buddismo.

Tra l’ Annapurna e l’ Everest

La regione Gandaki con il maestoso massiccio dell’ Annapurna che domina la magnifica Valle dove si trova il centro di Lekhnath con il vicino specchio d’ acqua del Dipang e la cittadina di Pokhara nella natura di un suggestivo ambiente ove le alte cime si riflettono nelle acque cristalline dei laghi Phewa , immerso nella foresta popolata da scimmie, il Begnas lungo la strada Prithvi Rajmarg e più isolato il vicino Rupa .Nei pressi del villaggio Pumdibhumdi si erge candido l’ alto stupa di Shanti dalla pianta circolare noto come Tempio della Pace meta di pellegrinaggi di devoti buddisti ed hindu e da dove si gode la magnifica vista della catena himlayana. Il sacro e spettacolare Machapuchare sacro alla locale popolazione che chiamano Kutang Il vicino Manaslu che ha l’ottava più alta del mondo, mentre quella della Montagna Bianca Dhaulagiri è la settima, infine il maestoso Annapurna che possiede la decima delle più alte vette del mondo, ma con il circuito a piedi più affascinante di tutti e ne ricordo un impegnativo e suggestivo trekking .

Verso il Tibet nel nord orientale Khumbu si trova l’ alto territorio del popolo Sherpa con i villaggi arrampicati sui contrafforti himalayani che hanno mantenuto antica vita e tradizioni, dal villaggio Khumjung si può raggiungere quello di Namche_Bazar per accedere tra le montagne al suggestivo parco Sagarmatha che tra vallate, gole, fiumi e ghiacciai dalla flora endemica, ospita oltre cento specie di uccelli, mandrie di yak selvatici, scimmie adattate all’ altitudine, cervi, lepri, volpi, lupi e orsi himalayani, i rari cervidi moschidi, una particolare specie di panda e magnifici esemplari di leopardi delle nevi. Tutto è dominato dal maestoso massiccio del Makalu da una parte e dal Tetto del Mondo dell’ Everest dall’ altra dal villaggio di Lukla si raggiunge quello di Tengboche ad oltre tremilaottocento metri con l’ omonimo monastero , in un ambiente di rara suggestione si continua per Gorak Shep e salendo ancora per un altro migliaio di metri lo sperduto Gokyo affacciato sull’ omonimo lago. E’ già questo un itinerario che richiede un certo impegno, ma per chi ne è in grado con la guida di abili sherpa si possono raggiungere i campi base in questo meridionale sul versante nepalese è possibile un impegnativo trekking che raccomando solo a coloro che anno tempo e reali capacità fisiche.

Il leggendario Mustang

Nel nord est si trova il territorio del Mustang attraversato dalla stretta valle scavata nei millenni dal corso del Gandaki ove si trovano centinaia di grotte popolate fin dal terzo millennio ove sono stati rinvenuti resti delle tribù che si sono succedute fino a divenire sedi dell’ antico culto del Bön himalayano e poi del buddismo . A lungo inaccessibile e isolato il Mustang è il territorio nepalese meno conosciuto immerso in un suggestivo ambiente tra gli spettacolari scenari tra il Dhaulagiri e il santuario dell’ Annapurna,la vasta valle che si stringe nelle gole della Kali Gandaki ospita da secoli i centri e villaggi del popolo Thakali di stirpe tibetana come i Gurung, che sono fioriti su una delle rotte carovaniere sulle Vie himalayane, dalla metà del XV secolo alla fine del XVIII è stato indipendente mantenendo cultura, tradizioni e lingua ed tibetane. Divenne parte del Nepal nel 1789, ma è sempre rimasto isolato, chiuso e interdetto, salvo particolari permessi difficile da ottenere fino ad una parziale e limitata apertura. Lo ricordo quando ancora era un regno indipendente che dalle montagne si stendeva fino all’ altopiano che va oltre il confine con il Tibet e ne era sovrano Bista, sebbene più accessibile dall’ epoca non è molto semplice farne un itinerario che richiede ancora un certo impegno, ma dall’ indimenticabile fascino.

Da Pokhara per entrare in quello che era il regno di Lo si può prendere un piccolo aereo che vola tra i monti Dhaulagiri e Nilgiri attraverso la profonda e impressionante Kali Gandaki, che qui tutti chiamano Andha Galchi, evitando così un lunghissimo tragitto. Si arriva a Jomsom nota anche come la città del Nuovo Forte Dzong Sampa, sede distrettuale del Mustang situata a duemilasettecento metri si stende su entrambe le rive del fiume Gandaki dove si trovano rocce sacre agli hindu. Altro punto di partenza più a sud è il villaggio di Marpha che in genere costituisce una sosta nel lungo itinerario a piedi attorno all’ Annapurna, dominato dal monastero di Nyingma con una magnifica vista sul villaggio e la valle del fiume Gandaki, poco sopra un grande dipinto buddista corten sulla scogliera e sotto diversi tempietti chorten pietra. Sulla riva opposta del fiume Gandaki si trova è un campo profughi tibetano e il più antico monastero di Chhairo gompa sorto prima di Nyingma. Oltre i tremilasettecento metri del passo di Sangboche con la grotta sacra di Ranchung, si trova il più antico monastero tibetano di Lo Gekar sorto nell’VIII secolo dove il Prezioso Maestro Rinpoche sconfisse un potente demone e le suggestive rocce rosse circostanti sono del suo sangue. Tornando sulla via per i villaggi del Dhami , tra i campi terrazzati e i monasteri di Ghiling, i chorten di Ghami , le case e templi scavati nella roccia a Dhakmar. Infine il villaggio di Charang che si stende attorno all’ antica fortezza dzong con vari stupa e tempietti chorten fino al monastero dai diversi edifici, le pareti del gompa centrale sono dipinte con mandala, e raffigurazioni del Budda della Medicina Bhaisajyaguru, oggetto di particolare devozione a Charang come nel resto del Mustang. Da qui si giunge nella vicina capitale Lo Manthang che splende candida dal desertico paesaggio montuoso , cinta da mura conserva il suo fascino medioevale, con gli stretti vicoli ove affacciano antichi edifici che diramano dal palazzo reale, chorten e tempietti buddisti nascosti, nascosti, lunghe pareti decorate e ruote di preghiera, gente dagli antichi costumi e tradizioni, le pratiche degli amchi. depositari della tradizionale medicina tibetana , magnifici monasteri come il Thugchen Gompa del XV secolo. Seguendo il corso superiore del fiume Gandaki fino a Kagbeni che conserva il fascino di antico centro su una delle vie dell’ Himalaya tra l’ India del nord da dove venivano spezie e tessuti scambiati con le carovane di sale del Tibet.Ne resta il villaggio fortificato dominato dalle rovine dell’ antica fortezza che per secoli ha protetto le carovane che percorrevano la valle Kali Gandaki. Procedendo si raggiunge il villaggio di Ranipauwa dove sostano i pellegrini per arrivare si alla vicina Muktinath con il venerato tempio Chumig Gyatsa simbolo della simbiosi religiosa tra il mondo hindu e buddista, tradizione vuole che vi sia asceso Vishnu che qui è venerato come il Signore della Salvezza Muktinath. Per l’ induismo è il Luogo di Liberazione Mukti Kshetra, per il buddismo e il posto delle Cento acque Chumig Gyatsa, custodi sono le monache buddiste tibetane con la guida del Gye Lhaki Dung appartenente al lignaggio dei Lama Domar che qui ha sede religiosa da secoli. Uno dei ventiquattro palazzi tantrici dove la Murti hindu è considerata manifestazione del fondatore del buddismo tibetano Padmasambhava e del mistico Bodhisattva Avalokitesvara depositario della Grande compassione. Tutto traspare di mistica suggestione tra le montagne che dominano le strette valli, silenti monasteri e sperduti villaggi nell’ incanto millenario su antichi sentieri di questo paese.

 

Imbocco il sentiero e sento la mente svuotarsi… come se entrassi in un altro mondo dove il passato non esiste.. non mi accorgo della fatica, perchè la mia mente lascia spazio solo ai sensi per captare i profumi che arieggiano in quella brezza che riempie i polmoni e tutta la mia anima di gioia che trovo solo sul sentiero che mi porta in alto tra le montagne”.

 

© Paolo del Papa

 

 

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