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Vie dei pellegrini nell’Himalaya indiano

Nella vasta regione dell’Himalaya sorsero regni e centri  fondati alle antiche tradizioni religiose dell’ Induismo che ne mantennero la cultura e poi in gran parte  legati alla diffusione  del Buddismo di scuola tibetana, anche nei territori poi travolti dalle invasioni islamiche ne rimasero  grandi centri di pellegrinaggi frequentati per secoli dai fedeli di entrambe le religioni da ripercorrere in suggestivi itinerari sulle Vie dei Pellegrini per i magnifici ambienti himalayani dell’India settentrionale, Kashmir e Ladakh tra città, centri e villaggi seguendo in parte le storiche vie dell’Himalaya.

Santuari dell’ Uttarakhand

La regione indiana settentrionale dell’ Uttarakhand  è distesa sull’alta valle del Gange dominata dalla catena  himalayana ove  si è estesa la grande e sacra città di  Haridwar con i suo templi e centri  spirituali frequentata meta di pellegrini che diramano dal sacro sito di Har ki Pauri sulle sponde del Gange, tra gli altri e vari  venerati siti religiosi  di  Haridwar sul colle di Neel Parvat nel 1929 consacrato all’ omonima divinità venne edificato  Il tempio di Chandi Devi e dalla cima dell’altro colle  Bilwa Parvat che domina il Gange  si erge l’ altro tempio consacrato alla dea Mansa. Scendendo verso il centro al XI secolo risale il più antico tempio che celebra la dea Maya protettrice della città sacra, poco fuori da Haridwar nel 1818 venne fondato consacrato a Shiva il tempio  Daksheswar Mahadev e poi ricostruito come lo si trova. Poco a nord da  Haridwar si trovano i santuari, templi  e Ashram yogy dell’ altra città sacra  di Rishikesh animata da viaggiatori, fedeli e pellegrini con i loro riti e cerimonie, tra gli altri lungo il sacro fiume Gange nel 1942  venne fondato il grande ashram di Parmarth Niketan dall’ epoca frequentato centro di meditazione e pratica  Yogy assieme agli altri in gran parte concentrati poco fuori dalla città  nel Muni Ki Reti  noto come  Sabbia dei saggi  con il più antico  Kailash Ashram  fondato nel 1880 dal venerato maestro  Dhanraj Giri  .Dall’ epoca  vi sostano i pellegrini  che affrontano le montagne  nel territorio disteso per il distretto del  Garhwal proteso a nord verso il confine tibetano ove si apre il sacro circuito  Yatra del Chota Char Dham che Inizia con lo scioglimento delle nevi a metà aprile  fino all’ autunno, attraverso  i quattro venerati santuari della regione. Tra le montagne si trova  il santuario di  Yamunotri consacrato alla dea  Yamuna ove nel XIX secolo il  Maharaja Pratap Shah di Tehri fece edificare l’ omonimo e venerato tempio Yamunotri sulla sponda sinistra del fiume  Yamuna accessibile per suggestivi percorsi dai centri  di Janki e Hanuman Chatti. Verso grande ghiacciaio di Gangotri da dove sgorga una delle sorgenti del  sacro fiume Gange, per un arduo percorso i pellegrini venerano il sito di Gomukh, seguendo poi il corso del fiume Bhagirathi  per raggiungere il centro ove si trova l’ altro santuario di  Gangotri con il suo candido tempio nel suggestivo territorio tra le montagne e popolato da una ricca fauna endemica protetto dal parco nazionale del Gangotri che ne prende nome. Continuando tra le montagne del Garhwal il pellegrinaggio giunge nel sito di  Gauri Kund , da dove salendo su un percorso per una ventina di chilometri   si raggiunge l’isolato tempio di Kedarnath consacrato a Shiva, scendendo nel limitrofo distretto di Chamoli  il pellegrinaggio del Chota Char Dham  termina  nella cittadina di  Badrinath ove tra gli altri  templi si trova Il grande santuario consacrato a Vishnu del venerato  tempio  Badrinarayan.

Kashmir la via di Amarnath

Dall’ Uttarakhand le vie dei pellegrini continuavano per le montagne del  kashmir ove dalla capitale Srinagar poco ad est  nel  villaggio di Tulmul  venne fondato il grande tempio  Kheer Bhawani all’ inizio del XIX secolo su una sacra sorgente  come centro dei fedeli hindu devoti al culto della divinità Bhavani, dagli interni decorati e frequentato da pellegrini che si concentrano nel plenilunio di  maggio animando il  tempio  Bhawani . Su un colle che domina la valle si erge il  tempio consacrato a Shiva di Shankaracharya fondato nel IX secolo considerato sacro anche dal buddismo  come in altri templi indiani vi si tiene grande festa religiosa annuale consacrata a Shiva induista del Maha Shivaratri tra febbraio e marzo, frequentata e venerata meta dei fedeli che qui sostano prima di continuare il percorso del grande pellegrinaggio verso la  sacra grotta di Amarnath che si apre a quasi quattromila metri con il suo santuario rupestre  di Amarnathji consacrato a Shiva, meta di uno  dei quattro grandi  e più sacri pellegrinaggi Yatra dell’ induismo indiano. Lo ricordo nel percorso seguito da famiglie e  pellegrini d’ ogni età, assíeme a santoni Sadhu, Guru e maestri di Yoga concentrati a migliaia nel plenilunio di agosto per celebrare il culto shivaista con al centro il Lingam di ghiaccio nella  grotta come  la grande formazione fallica ghiacciata che ricorda ove Shiva rivelò il segreto della Salvazione alla Consorte Parvati.A lungo la popolazione dei Kashmiri musulmani anche in questa regione ha convissuto con quella induista dei Pandit  e  i pellegrini che arrivavano dall’ India, ne ricordo gli abitanti dei villaggi che  si proponevano come guide con muli e cavalli per affrontare il percorso in questo luogo di intenso misticismo, poi  anch’ esso come altri funestato dai vari attacchi del  terrorismo separatista islamico nei massacri di  Amarnath iniziati nel 2000 e continuati per quasi un ventennio tra gli inermi pellegrini.

Vie del Ladakh

Dal  Kashmir sulla vecchia via tra le montagne sale oltre l’alto passo himalayano del  Zoji La  per  collegare Srinagar  verso nord  ove si stende la regione del Ladakh e da qui la via dei pellegrinaggi induisti è sostituita da quelli buddisti raggiungendo il corso del fiume Indo ove si trova la città di  Khalatse che con i suoi stupa e chorten annuncia l’anima buddista del centrale distretto di Leh  e del Ladakh. Sulle sponde dell’ Indo  su un colle come si erge  il monastero di Tingmosgang  sorto nel XV secolo da una fortezza, continuando  nei pressi l’ omonimo villaggio ospita il  monastero di Likir fondato nell’ XI secolo,   nel 1999 è stata edificata la gigantesca statua dorata del Buddah  Maitreya seduto  che si erge davanti il monastero di Likir meta di pellegrinaggi.  Dal periferico quartiere Chanspa  nella  città di Leh su un colle che domina una suggestivo panorama splende candido il grande stupa di Shanti, completato nel 1991. Sempre poco fuori dalla città si erge il monastero di Spituk fondato nell’XI secolo ,  come in altri monasteri in autunno vi si tiene  la grande festa religiosa annuale Gustor del sacrificio celebrata per due giorni con cerimonie, rituali e le musiche che accompagnano le  suggestive danze sacre  Cham, la residenza del monaco abate è ospitata nel vicino e più moderno gompa con il monastero di  Sankar.Tra i quartieri del centro storico   si erge sul colle più alto come fortezza  il monastero di  Namgyal Tsemo che domina la valle assieme al vicino  palazzo reale di  Leh edificato all’ inizio del XVII secolo  come venerata residenza del sovrano, come in altri monasteri del Ladakh vi si tiene la grade festa religiosa del  Galdan Namchot per l’ inizio del nuovo anno e le cerimonie consacrate al fondatore della scuola  buddista  Gelug tibetana Tsongkhapa. Come centro del governo Venne poi spostato poco a sud a metà del XIX  secolo nel villaggio di  Stok nell’altro palazzo che prese nome dal vicino antico monastero di Stok edificato nel XIV secolo per ospitare la grande e venerata statua del Buddha Gautama, assieme  la vasta biblioteca e i testi sacri del Kangyur e poco distante all’ estremità settentrionale del villaggio nel 1995 venne fondata la scuola buddista Siddhartha. Da Leh si stende valle del fiume Stok Chu ove si trova il grande monastero di Hemis fondato nell’ XI secolo ed esteso  nel XVII come lo si trova, ogni anno all’ inizio di giugno si tiene la grande festa religiosa del Tse Chu consacrata al venerato Padmasambhava con pellegrini e fedeli nei costumi tradizionali tra cerimonie e le suggestive sacre danze  Cham  dalle maschere rituali. Poco ad ovest di Leh nel 1515  venne fondato il monastero di Phyang nei pressi del villaggio Fiang  da monaci  seguaci del lignaggio tibetano  Drikung della scuola Kagyu che rimane con gli edifici decorati da affreschi,  statue e arredi sacri, non distante nell’XI secolo fu edificato il più antico  monastero di Likir della scuola Gelugpa, che amministra anche il vicino e più antico monastero di Alchi edificato nello steso periodo e dal medesimo stile come il vicino complesso monastico nel tempio di Mangyu. Non distante su un colle che domina l’ omonimo villaggio si erge il grande  e venerato monastero di Thiksey fondato nel XV secolo come centro della più diffusa  scuola buddista tibetana Gelug nella sua  splendida posizione sulla valle dell’Indo.Meta di pellegrinaggi da tutta la regione, come negli altri viene celebrata ogni anno la grande festa religiosa del Gustor tra i lama officianti, i fedeli nei costumi tradizionali, riti e musiche che accompagnano le danze rituali mascherate e così come nelle grandi cerimonie del  Dosmoche. Ad est di Leh in una splendida posizione che domina la vallata il gompa con il monastero di  Chemrey fondato nel 1664, è anche  celebre per la grande festa religiosa dell’ Angchok  decorato da bandiere colorate di preghiera tra cerimonie e danze sacre. Continuando tra i colli si trova il sacro sito Gon-Nila-Phuk con i templi sorti attorno le grotte dipinte di Saspol, nel territorio più remoto himalayano del distretto di Lhe  si  trova l’ antico  tempio di SumdaChun fondato nell’ XI secolo nei pressi dell’ omonimo villaggio tra le montagne.  La via dei pellegrini buddisti continua seguendo il fiume Shyok per il corso settentrionale ove si incontra con il suo affluente  Nubra, si apre lo storico territorio disteso nell’ omonima vasta valle del Nubra, da una sponda dello Shyok si erge l’ imponente ed alta statua del Buddha Maitreya  sulla via  del grande monastero di  Diskit_ dall’ antico gompa fondato nel XIV secolo. Poco distante   lungo il corso dello Shyok  tra le alte dune di sabbia  e le oasi  si trova il villaggio di Hundar un tempo capitale dell’ antico reame di Nubra che ne conserva  i resti con i palazzi reale e dell’ elefante, il monastero di  Hundur e il tempio bianco Lhakhang Karpo da dove proseguire nella più remota valle del Nubra tra i suoi scenari, centri e villaggi tradizionali. Antico territorio   del popolo nomade Changpa che  a sud est si stende tra le montagne e le vallate del Ladakh ove sono noti come Phalpa  legati alle tradizioni buddiste tibetane che si incontrano fino al  Ladakh settentrionale  nella  valle di Rupshu  con il grande lago Tso Moriri  che spende in alta quota. Sulla sponda nord occidentale  si trova il villaggio con il monastero di  Korzok edificato nel XVIII secolo  e ricostruito nel XIX  con lo stile e decorazioni tradizionali sulla sponda del fiume che alimenta il lago. Frequentato dai nomadi e i fedeli della regione, anche qui ogni anno per due giorni vi si tiene la grande festa religiosa del Gustor tra cerimonie riti accompagnati da danze mascherate. Sull’antica rotta verso il confine tibetano nell’ omonimo villaggio si trova il monastero di  Hanle fondato nel XVII secolo. Sull’ altopiano dominato dalle montagne si  entra nell’ occidentale distretto di Kargil disteso nella regione sud occidentale himalayana ove si trova la capitale che ne prende nome nella città di Kargil sull’antica carovaniera tra il Kashmir e il Ladakh da un colle che domina la valle  si erge il monastero di Mulbekh fondato nel XII secolo e poi ampliato verso lo  Zanskar, nell’ omonimo e remoto villaggio si trova  il monastero di Lingshed, fondato nel 1440.  Continuando sulla via dei pellegrinaggi da Leh si erge il  grande monastero di  Lamayuru  tra i più antichi del Ladakh, per la tradizione  fondato nell’ XI secolo e da Kargil  verso sud  a sud si eleva l’alta statua del Khar Buddha scolpita su una parete rocciosa nel VIII secolo da dove si apre  la valle del Suru  tra le montagne  dominate dalle due alte vette himalayane del Nun_Kun , parte del territorio frequentato dalle tribù nomadi dei Bakarwal e tra  le montagne  nel XVIII secolo  venne fondato il monastero di Rangdum. Poco distante dalla valle del Suru  si sale per l’alto passo del Pensi La per scenderne ripidamente tra le montagne a sud nella vasta regione dello  Zanskar ove nella valle del Pandum i più  sontuosi e ricchi del territorio si trova il  grande  monastero di Karsha fondato nell’ XI secolo. Proseguendo per la centrale  valle di Stod  si trova  monastero di Dzongkhul fondato nell’XI secolo, da qui si apre  la pianura centrale dello Zanskar con il centro di Padum che ha conservato la sua storia con il gompa e i resti del  palazzo reale di khar, vari edifici sotto i due grandi chorten, poco distante sorge il monastero di Stongdey su una scogliera rocciosa che domina la valle fondato nel 1052, continuando nel vicino villaggio  si trova il più antico e venerato  monastero di Sani, poco fuori tra antichi dipinti rupestri si celebra la grande  festa religiosa  Naro Nasial di Sani  tra cerimonie e danze rituali  e da qui  attraverso lo Zanskar si stende ad est tra montagne e vallate ove oltre la frontiera si apre il  Tibet ove continuare per le sue altre vie dei pellegrinaggi buddisti


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