Americhe

Le ultime esplorazioni in America

Dalla la fine del XVI secolo i conquistadores spagnoli avevano iniziato le esplorazioni nordamericane e la colonizzazione europea, i puritani ne fondarono quella britannica nello stesso periodo dei francesi, dopo la guerra d’ indipendenza i nuovi Stati Uniti esplorarono e conquistarono le grandi Pianure e i territori del West popolati da quegli indiani che non potevano convivere e anche di essi ne fu genocidio. Le lunghe esplorazioni nella ricerca del Passaggio a nord ovest si erano concluse nel 1898 con la prima spedizione belga e le imprese del norvegese Amundsen. A sud le vie attraverso la cordigliera andina erano state tutte percorse fino a completare le eplorazioni nelle Ande meridionali e la Patagonia, così gran parte delle Vie dell’ Amazzonia. Tra il XVIII secolo e il novecento le ultime spedizioni conclusero la lunga epopea delle grandi esplorazioni, erano sorti stati nazionali e la storia moderna aveva il suo corso nel continente America.

 

La Condamine in Sud America

L’ Acadèmie des sciences de l’Institut de France nel 1735 inviò il geografo Charles Marie de La Condamine assieme al geofisico Pierre Bouguer e l’ astronomo Louis Godin per una missione scientifica in Ecuador che doveva misurare il meridiano più prossimo all’ equatore della quale pubblicò i risultati in Mesure des trois premiers degrés du méridien dans l’hémisphere austral. Dopo i rilevamenti La Condamine organizzò una spedizione prendendo una delle vie amazzoniche affrontata per la prima volta nel 1541 da Orellana scendendo dal Rio Napo per raggiungere il maestoso Amazonas che sprofonda nell’immensa foresta dell’ Amazzonia, facendone descrizione anche nel suo Journal du voyage fait par ordre du roi à l’équateur pubblicato nel 1751, oltre ai suoi diari di viaggio sugli ambienti e popolazioni incontrate, con la redazione di una mappa del bacino amazzonico descrivendo anche per la prima volta il canale Casiquiare che sfocia nella Guyana venezuelana.

 

James Cook sulle coste americane

Il grande navigatore britannico James Cook nel 1778 dalle isole che esplorate nelle Hawaii prese la rotta settentrionale giungendo sulla dell’Alaska da dove cercare il passaggio nell’ignoto mar Glaciale attraverso l’ arcipelago artico canadese per l’ Atlantico settentrionale. Oltre l’ omonimo stretto navigò nel gelido Mare di Bering fino all’ lestremità settentrionale del continente a Point Barrow tra enormi iceberg e correnti avverse che impedivano di continuare a nord. Prese la rotta orientale verso la siberiana Kamčatka incrociando le isole Aleutine dove sostò in quella di Unalaska per riparare i danni dalla navigazione artica e non essendo riuscito a trovare passaggio agibile tra gli oceani tornò nelle Hawaii riprendendo una delle rotte del Pacifico a sud.

 

Le esplorazioni di Malaspina in America

L’ italiano Malaspina da Mulazzo costeggiò l’ intera America meridionale atlantica per il Rìo de La Plata tracciandone la mappa dettagliata, proseguendo con esplorazioni nella Patagonia argentina, doppiando Capo Horn risalì la costa cilena continuando lungo quella del Perù ove affaccia il deserto e dietro si stagliano le Ande. Oltre la penisola di Paracas e le isole Chincha, risalì la costa dell’ Ecuador esplorandone l’ interno vulcanico, misurando il Chimborazo per poi proseguire sulla la costa pacifica della Colombia fino a quella di Panama ove fu il primo a pensare l’ apertura di un canale, continuò sulle coste messicane del Vicereame spagnolo sostando ad Acapulco per rilevamenti geografici. Proseguì per l’ intera costa occidentale nordamericana, lungo il litorale della Columbia canadese fino all’ Alaska, tornato a sud sulla costa californiana Malaspina prese una delle rotte del Pacifico divenendone protagonista dopo James Cook.

 

Le spedizioni navali spagnole

Tra i vari partecipanti dell’ epica spedizione di Malaspina vi era l’ ufficiale spagnolo Josè Bustamante , altri militari come Josè Espinosa e il cartografo Felipe Bauzà che nel 1809 pubblicarono rilevamenti e descrizioni delle Ande argentine e la Patagonia, mentre Tomàs de_Suria redasse note sulla spedizione assieme a disegni di ambienti come l’ altro artista Josò Cardero da cui prese nome il Canale nella canadese Columbia britannica, infine il capitano Alcalà Galiano. Quando Malaspina tornò nella colonia messicana, il governatore Padilla nel 1790 inviò la la spedizione di Francisco de Eliza che navigò cerando il Passaggio a nord ovest oltre lo stretto scoperto nel 1592 da Juan de Fuca trovando l’ ignoto stretto di Georgia esplorato parzialmente da José Narváez e l’altro pilota ella spedizione Juan Carrasco. Da qui ad est fu inviato a nord Salvador Fidalgo nei territori della colonia russa fondata da Grigorij Šelichov nel 1784 in Alaska, a nord Manuel Quimper assieme al suo pilota Lòpez de Haro esplorarono la costa dell’ Esquimalt scoprendo la baia di Neah, l’ ingresso Admiralty Nunavu, lo stretto di Haro e l’ atro chiamato Rosario fino al passaggio di Deception. Poco dopo nel 1789 Esteban de Sierra aveva costruito il forte San Miguel nella baia di Nootka sull’ isola di Vancouver come primo insediamento in quella che poi fu la Columbia Britannica, oggetto di contesa tra l’ impero spagnolo e quello britannico in una seria Crisi diplomatica e miltirare risolta nel 1790 con una Convenzione per evitare la guerra. Intanto nel 1791 Francisco Mourelle fu nominato comandante della goletta Sutil e l’ altro vascello Mexicana per proseguire la spedizione, ma Malaspina lo sostituì con i suoi ufficiali Cayetano_Valdès al comando della prima nave e Alcalà_Galiano dell’ altra assieme all’ artista Josè Cardero che ha lasciato disegni e dipinti dei luoghi esplorati. Intanto tra il 1781 e il 1801 il geografo naturalista Fèlix_de_Azara si inoltrò nel Rìo La Plata e il bacino del Paraguay, esplorando la foresta lungo il fiume Pilcomayo, il grande Paranà e il territorio di Esteros Iberà studiando e descrivendone gli ambienti naturali.

 

Alexander von Humboldt

Alexander von Humboldt assieme al naturalista Aimè Bonpland nel giugno 1799 partirono dal porto spagnolo di Coruña, sostando a Tenerife per un’ ascensione sul vulcano Teide, raggiunsero la costa venezuelana a Cumanà dove osservare una tempesta meteorica. A febbraio Humboldt e il compagno Bonpland organizzarono una spedizione nella Guyana venezuelana dove il Caronì alimenta il grande Orinoco, esplorarono il vasto bacino nella foresta formato dal fiume rilevando che il canale Casiquiare lo collega al Rio Negro che confluendo con il Branco e giunge all’ Encontro das Aguas nella brasiliana Manaus formando l’ Amazonas. A novembre lasciarono la Guyana venezuelana passando per Cuba arrivando Colombia sulla costa a Cartagena seguendo il rio Magdalena e nel 1802 entrarono in Ecuador su una delle vie delle Ande lungo la dorsale dei vulcani dal Reventador al massiccio Tungurahua e il maestoso Cotopaxi, scalarono il Pichincha e tentarono per la vetta del Chimborazo. Continuando sulle Ande la spedizione proseguì in Perù e a novembre Humboldt dalla costiera Callao osservò il transito di Mercurio. Sulla costa peruviana visitò le Chincha e le isole Ballestas al largo di Paracas, osservando le dalle colonie di Spheniscus ribattezzati chiamati Pinguini di Humboldt e la varietà di uccelli marini studiandone le qualità fertilizzanti del guano. La spedizione continuò in Messico sostandovi un anno per studi scientifici e archeologici sull’ antico Messico precolombiano rimasto dopo la conquista spagnola, studiando il calendario elaborato dagli Aztechi, prima di ritornare Humboldt e il compagno Bonpland si fermarono negli Stati Uniti accolti dal presidente Jefferson per ripartire e giungere nel porto di Bordeaux a cinque anni dalla partenza del l viaggio all’ inizio di agosto 1804.

 

Fitz Roy e il viaggio del Beagle

L’ ufficiale della Royal Navy britannica Robert Fitz Roy nel 1828 fu nominato luogotenente dell’ammiraglio Robert Otway mentre la nave Beagle della sua flotta era stata inviata dal suo pari grado Parker King a navigare per rilevamenti tra lo Stretto scoperto da Magellano tre secoli prima e la Terra del Fuoco al comando di Pringle Stokes che si suicidò durante la missione e fu sostituito da Fitzroy nel 1830. Sulla costiera Terra del fuoco furono attaccati da indigeni chiamati genericamente Fuegini e ne furono presi ostaggi tra i quali uno della tribù Yamana convertito e ribattezzato Jemmy Button che fu portato nel viaggio di ritorno a Plymouth, tornato nella sua terra sembra che una ventina di anni dopo fu lui a guidare l’ attacco nel nella baia Wulaia sulla costa del Murray ad una comunità della Compagnia missionaria patagonica fondata da Allen Gardiner sul Canale Beagle, ultimo tentativo di rivolta prima dell’ estinzione degli Yamana Yaghan assieme ai vicini Ona Selknam. Fu poi ancora capitano del Beagle nel celebre secondo viaggio assieme al giovane naturalista Charles Darwin tornando in Patagonia per esplorarne il territorio costiero e da Ushuaia lungo la costa cilena e quella del Perù, la spedizione raggiunse l’ Ecuador per le sperdute isole Galàpagos da dove prese le rotte del Pacifico passando per la Polinesia fino alla lontana Australia Nel 1836.Fu il lungo viaggio che permise le osservazioni e gli studi di Darwin alla base della sua teoria ce rivoluzionò il pensiero evoluzionista con la pubblicazione nel 1859 dell’Origine delle specie, contestata dal suo vecchi amico e compagno Fitz Roy, divenuto per breve tempo governatore della Nuova Zelanda e bigotto negazionista di quella scienza ereditata dall’ Illuminismo che aveva ispirato la sua vita prima della mesta vecchiaia.

 

Maximilian Neuwied in Brasile

Il principe prussiano naturalista ed etnologo Maximilian zu Wied Neuwied seguì le indicazioni di Humboldt per le sue ricerche naturalistiche ed etnografiche sulle popolazioni indigene, dal 1815 fu per oltre due anni in Brasile avvenurandosi in Amazzonia dove visitò alcuni popoli indigeni come i Botocudos, i Telikong Puris, i vicini Coroados e i più meridionali Pataxò. Nel Minas Gerais risalì il Rio Doce e accompagnato dall’ indigeno Nuguäck ribattezzato Joachim_Quàck fu nel territorio degli indios Aimoré Botokuden, al ritorno pubblicò le sue osservazioni e il libro Reise nach Brasilien corredato da illustrazioni che per la prima volta mostravano accuratamente ambienti e popolazioni.

 

Neuwied e Bodmer tra gli indiani del west

Nel 1832 intraprese un’altra spedizione, questa volta in Nord America, insieme al pittore svizzero Karl Bodmer che realizzò una collezione di acquarelli e dipinti sugli indiani americani, tra i primi pittori del west nordamericano, ma a differenza del predecessore pittore americano George Catlin che aveva realizzato i suoi dipinti ad olio, Bodmer fu maestro dell’ acquerello ritraendo mirabilemente gli ambienti e gli indiani delle grandi pianure nelle sue opere. Partirono nell’aprile del 1833 da St.Louis, la città del Missouri fondata da Chouteau nel 1764 dopo la Guerra Franco indiana, seguendo l’ itinerario fluviale di Catlin con un battello sul Mississippi giunti al vecchio insediamento francese di Fort St.Pierre presero la via del nord Dakota inoltrandosi nel territorio degli indiani Assiniboin per raggiungere l’avamposto di Fort Union e procedere verso le Montagne Rocciose attraverso le grandi Pianure popolate dagli indiani Arapaho, i Nitsitapi ribattezzati Piedi Neri, i Tsitsistas Cheyenne, gli Apsáalooke Crow e le tribù dei Sioux , mentre Maximilian zu Wied Neuwied faceva le sue osservazioni ambientali ed etiche Karl Bodmer fu il primo artista a documentare quel territorio e le popolazioni con i suoi dipinti prima di tornare dopo due anni a St. Louis nella primavera del 1834.

 

Reiss e Stubel per I vulcani sudamericani

Il vulcanologo ed esploratore tedesco Wilhelm Reiss assieme al compatriota e collega Alphons Mauritz Stubel nel 1866 fecero rilevamenti sulla caldera vulcanica nell’ isola di Santorini che provocò l’ antica eruzione minoica e con gli stessi criteri scientifici presero le vie delle Ande per rilevamenti in Colombia dove trovarono il Galeras Urcunina e il Nevado del Tolima, alcuni dei vari vulcani nel territorio dell’ Ecuador continuando con quelli presenti in Peru, dove fu anche scoperto il sito archeologico di Ancòn. Continuarono in Bolivia per studiare altri vulcani, effettuando rilievi topografici e studi geologici attraverso le Ande con un’ampia raccolta di reperti, scendendo per il rio Huallaga presero una delle vie amazzoniche verso il sud ovest del Brasile, lasciando poi l’ Amazzonia per la regione andina argentina e la meridionale Patagonia.

 

Agostino Codazzi

L’italiano geografo e militare Agostino Codazzi, di idee liberali è considerato tra i libertador sudamericani assieme al compatriota reggiano Ferrari per aver partecipato alla liberazione della Gran Colombia guidata da Bolìvar, ma è stato tra gli ultimi protagonisti delle esplorazioni americane. Divenuto eroe venezuelano ne prese la cittadinanza e da abile geografo fu incaricato di viaggiare in tutto il territorio per realizzare carte geografiche dell’ Atlas Fisico y politico de Venezuela. Codazzi esplorò e tracciò i confini con l’ Ecuador e la vicina Colombia effettuando poi spedizioni nel delta Amacuro seguendo il corso dell’ Orinoco esplorando la Guyana venezuelana.

 

Antonio Raimondi

L’altro italiano e patriota milanese Antonio Raimondi dopo aver partecipato all’ insurrezione delle Cinque Giornate nel 1848 lasciò l’ Italia arrivando a nel 1850 e nei successivi quasi venti anni viaggiò in tutto del Perù per le sue ricerche naturalistiche, cartografiche, etnografiche ed archeologiche per il territorio conquistato tre secoli prima da Pizarro, attraverso le Ande fece rilevamenti e tracciò le mappe dell’antica Cajamarca incaica, il sito di Chachapoyas, la più meridionale Huancavelica e la fortezza costiera Paramonga sorta con la civilta preincaica Chimù, nei pressi di Chavìn de Huantar scoprì la grande Stele dell’ antica cultura di Chavìn che prese il su nome come Stele di Raimondi. Al largo della costa fece rilevamenti nelle isole Chincha, incontrando le varie comuntà di indios riprese le Vie delle Ande che portavano alla Valle Sacra incaica e attraverso il Perù fino alla regione cilena settentrionale di Tarapacà, le sue spedizioni lo portarono nella foresta amazzonica lungo il fiume Marañón e il maestoso Ucayali percorrendo alcune Vie dell’ Amazzonia. Nei suoi viaggi Raimondi fece scoperte fondamentali assieme a studi e rilevamenti, oltre a raccogliere preziosi reperti in gran parte conservati nel museo peruviano a lui intitolato.

 

Giacomo Bove dall’ Artico alla Patagonia

L’ esploratore italiano Giacomo Bove iniziò come ufficiale della Regia Marina imbarcato sulla fregata Governolo per una spedizione scientifica in Asia orientale e nel 1877 sulla Washington incaricato di rilevamenti sulle correnti marine mediterranee divenendone esperto anche con la sua invenzione di uno scandaglio idrografico. L’anno dopo partecipò da esperto idrografo alla spedizione dello svedese Adolf Erik Nordenskiöld sulla nave Vega per una delle rotte del Passaggio artico tentando di raggiungere il Polo nord. Dopo la spedizione artica viaggiò in Argentina e nel 1881 fu incaricato dal governo di quel paese per un’esplorazione scientifica nell’ Isla de los Estados a sud dell’ Isla Grande nella Tierra_del_Fuego e sul Canale di Beagle. All’ epoca la Società Geografica Italiana era impegnata nelle esplorazioni africane, ma nel 1883 finanziò un spedizione di Giacomo Bove per la sua esperienza sudamericana raggiungendo la regione di Misiones tra il Rio Iguazu e il più occidentale Paranà esplorandone il territorio, le cascate Guaìra e le maestose dell’ Iguazù , continuando in Brasile scese nella regione di Guayrà proseguendo nel Mato Grosso dove si stendono i territori indigeni del Xingu, la foresta del rio Tapajòs e del più occidentale Madeira. Tornato a Buenos Aires vi incontrò Sarmiento futuro presidente argentino e il compatriota De Amicis , ripartendo nel 1884 con la nave Valparaiso il 29 gennaio ancora per la Terra del Fuoco lungo la Patagonia, dove incontrò gli indigeni Tehuelche e gli ultimi antichi aborigeni Selk’nam in via di estinzione studiandone storia e costumi. Dopo la spedizione in Patagonia tornato in patria ripartì nel 1885 per il Congo esplorato da Stanley e dal compatriota Brazzà e fu probabilmente nella foresta sul fiume Congo che la sua tempra decadde tanto da suicidarsi ponendo fine alla sua vita avventurosa il 9 agosto del 1887 a Verona.

 

De Agostini ultimo esploratore della Patagonia

L’esploratore e missionario italiano Alberto Maria de Agostini, fratello del geografo Giovanni fondatore omonimo Istituto, nel 1910 si recò in Patagonia dove i confratelli salesiani delle missioni patagoniche cercavano di difendere gli indios Fuegini delle ultime etnie Yamana, Alakaluf Kaweshkar e gli Ona Selknam in estinzione. In oltre trent’ anni oltre all’ opera missionaria in quella regione effettuò diverse esplorazioni e nel 1955 de Agostini organizzò la spedizione al monte Sarmiento con l’ impresa alpinistica di Carlo Mauri assieme a Clemente Maffei, due anni dopo a quella di Monzino sul Cerro del Paine , prima di tornare in patria dopo mezzo secolo dalla partenza.

 

© Paolo del Papa Viaggiatori ed esploratori. Vol. America:Ultime esplorazioni

 

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