Pakistan

Kyber Pakhtunkhwa

La regione pakistana del Khyber Pakhtunkhwa si stende lungo l’Afghanistan sud occidentale tra le montagne  fino all’estremità settentrionale del  Beluchistan e ad est verso le pianure distese nella storica regione del Punjab,  attraversata da una dele più antiche vie di migrazioni e  commerci tra la civiltà dell’ Indo e l’Asia Centrale, ove transitava l’ antica Via della Seta con le sue diramazioni, a sud est per l’ india e dall’ estremità  settentrionale attraverso il Baltistan verso la regione occidentale cinese del Xinjiang.

La via del Kyber

In parte legata alla storia del Pakistan in questa regione  l’ antica via superava  le montagne del Spin Ghar distese a sud della maestosa catena dell’  Hindu Kush  attraverso  l’ alto passo del  Khyber ancora circondato dall’antico territorio tribale, con la decadenza dell’ antica civiltà dell’ Indo dal secondo millennio a.C. vi giunsero le migrazioni dei popoli  Indoariani  portatori della cultura Vedica dalla vicina India nord occidentale  e  dall’ epoca iniziò la lunga storia  del  Pakhtunkhwa. Fu dominio del primo impero persiano dopo la conquista  Achemenide dal VI secolo a.C. divenuto  parte della  satrapia a più orientale, anch’ essa travolta dalla  spedizione di  Alessandro in Asia , assieme al limitrofo afghano parte del territorio fino alla valle dell’ Indo fu ribattezzato Arachosia come popolato da varie confederazioni tribali. Con la spartizione del vasto impero di Alessandro fu tra i territori ove fiori la grande cultura indo greca del Gandahara nella sintesi di quella ellenistica portata dai greci  e l’ indiana con la diffusione del Buddismo ,  qui introdotto nel Puruṣapura ove ebbe  inizio la storia di quella che divenne la città di Peshawar ,  seguendo il corso del fiume Swat poco a nord est ove sorge la città di Charsadda alla confluenza con il Kabul sono stati rinvenuti i resti della città di  Pushkalavati  . Vennero edificati centri, tempi e monasteri dall’architettura, decorazioni e statue nello stile della grande arte Gandahara. Hanno lasciato i loro resti risalenti ai regni indo greci della  Bactria  dal più antico e vasto fondato nel 256 a.C. ai successivi fino  a quando entrò nei domini del grande impero Maurya  nel II secolo a.C. e dopo la sua conversione al buddismo il sovrano Ashoka ne continuò la diffusione edificando altri centri, templi e monasteri. L’ impero Seleucide  dalla Persia si estese ad est con gli altri regni indo ellenisti poi  travolti dall’ invasione del popolo nomade degli Yuezhi dall’ India nord occidentale ove venne fondato  il vasto impero Kusana all’ inizio del II secolo d.C., divenuto nuovo diffusore del buddismo nella regione  con l’ imperatore  Kanishka. Dopo la decadenza  dell’ impero dall’ VIII secolo la regione   entro nei domini del  regno  governato dalla dinastia induista  Shahi edificando vari centri e templi consacrati alle divinità Hindu che hanno lasciato anch’ essi i loro resti. Mentre continuavano  le conquiste  musulmane in India, la regione rimase alla dinastia induista, l’ ultimo sovrano Jayapala riuscì a respingere  l’ espansione islamica persiana della dinastia Ghaznavide fino all’ inizio del XI secolo quando anche il Pakhtunkhwa e tutti i regni induisti del Punjab vennero definitivamente  conquistati dal sultano  Mahmud di Ghazni e dall’ epoca l’ islamismo divenne dominante nella  lunga storia del Pakistan travolgendo ogni altra antica cultura .

Il Kyber islamico

La popolazione discendente dall’ antica stirpe dei Dardi fu obbligata alla conversione, gran parte degli antichi templi induisti e buddisti con i loro monasteri vennero devastati, mentre  l’ espansione islamica continuò con l’ iraniana dinastia Ghuride che dalla Persia vi estese il suo impero e nel 1186 il sultano di Ghor invase l’impero Ghaznavide, travolto anch’ esso nel secolo successivo dall’ incontenibile espansione dei Mongoli. La divisione delle conquiste mongole in vari domini,  nel XIV secolo furono  riuniti nel nuovo vasto impero Timuride  e  con la sua spartizione nei territori orientali  Babur fu il capostipite della dinastia turco mongola  anch’ essa islamizzata dei  Moghul  che dall’ inizio del XVI secolo  estesero i domini sul Pakistan fiorito  nei decenni successivi con l’ ascesa al trono del sovrano  Akbar  come di Gran Moghul.  Dal regno afghano di Sadozai il sovrano  Durrani, dopo aver fondato la sua dinastia si estese con il vasto impero  Durrani nel 1747 e due anni dopo i Mughul  lasciarono la sovranità nella regione al nuovo impero. Dal XVI secolo si diffuse il movimento  sociale e religioso del Sikhismo nel Punjab e alla fine del secolo successivo  la comunità dei  Khalsa , fondata su tradizioni tradotte poi nella religione monoteista del Sikhismo, dall’ India nord occidentale fino al Pakistan fondò quello che poi divenne l’ impero  Sikh .

Colonia britannica

Dal 1858  l’ intero territorio indiano per quasi  un secolo divenne  la colonia  della British Raj, compreso il Pakistan dopo la prima  vittoriosa guerra  contro i Sikh entrato  nella colonia britannica rimanendovi  fino all’ indipendenza dell’ India. Dopo la prima guerra Afghana trascinata per tre anni dal 1839  fino alla sconfitta dell’ esercito coloniale, nel tentativo di conquistarlo dal Kyber  i britannici furono  più volte sconfitti in  Aghanistan , dal 1878 per altri due anni anche se vi avanzarono si ritirarono nella seconda guerra Afghana con l’ imprendibile roccaforte tribale nel passo di Kyber. Dopo aver stabilito la linea  Durand nel 1893 come confine tra l’India britannica e il territorio afghano , nel 1919 l’ Emirato dell’ Afghanistan, oltre a respingere i britannici,  attaccò e invase parte della regione settentrionale pakistana nell’ ultimo conflitto Afghano, terminato poi con il trattato che ristabiliva la linea Durand con il Khyber Pakhtunkhwa rimasto alla colonia britannica i fino all’ indipendenza pakistana nel 1947.

Waziristan

Ad ovest del Pakhtunkhwa I distretti settentrionale e meridionale del Waziristan si allungano sul confine afghano popolato in gran parte  dai Pashtun sunniti di stirpe  Wazir che danno nome alla regione distesa tra montagne e vallate come  il territorio del Waziristan settentrionale che ospita i villaggi tribali  divisi in vari clan riuniti nella confederazione degli  Utmanzai  assieme ad altre comunità, scendendo sempre lungo il confine afghano inizia il  Waziristan meridionale popolato dai clan riuniti nell’ altra  confederazione tribale degli  Ahmadzai legati da simile dialetto e tradizioni  e parte popolato dai grandi clan della tribù Mahsud rimasta indipendente nel XIX secolo durante le varie campagne militari nella frontiera del North-West, vanamente contesa alle bellicose tribù Pashtu. Dopo la terza guerra in Afghanistan e la sconfitta degli inglesi, dal 1919 per un anno l’ esercito coloniale britannico tentò di conquistare la regione con la campagna militare in Waziristan. Riuscirono a stabilire un avamposto per un ventennio fino ad una nuova offensiva nella seconda campagna in Waziristan nel 1939 contro i nazionalisti  Pashtu islamici  ispirati dal capo religioso Faqir Ipi conclusa anch’essa con il predominio tribale sulla frontiera nord occidentale. Nel frattempo In tutti i territori del North West parte della popolazione si era organizzata nel movimento  Khudai Khidmatgar con varie manifestazioni contro il governo coloniale duramente represse, durante le trattative per la spartizione della colonia britannica in India tra i nuovi stati  indiano e pakistano nel 1947,  le popolazioni riunite nel movimento nazionalista dei Pashtun chiesero l’ indipendenza del Waziristan  con la risoluzione di Bannu che fu  respinta. Lo steso anno venne indetto un referendum nella provincia North-West per l’ indipendenza o l’annessione all’ Afganistan anch’esso respinto e  conservando la legislazione della Regulation, nel 1947  venne istituito  il territorio autonomo delle aree tribali Fata di amministrazione federale compreso il Waziristan che nel 2018 è entrato nella provincia del Khyber Pakhtunkhwa.

Pashtun

Dalle incerte origini i Pashtun si sono divisi nei secoli in varie confederazioni che riunivano le antiche popolazioni di medesima stirpe,  tra le tribù Rigvediche  di origini indoariane e  dal XV secolo a.C. si impose il popolo dei Paktha , antenati delle varie popolazioni che si trovano tra il Kyber  e limitrofi territori afghani come  i  Bangash , diversamente dalle altre sunnite  convertite poi alla sciita  come i vicini  Turi. Il mito islamico celebra il leggendario Abdur Rashid noto come Qais, fondatore della stirpe Pashtun,  ne discende la confederazione dei Sarbani che riunisce varie tra le più antiche tribù  divise in vari clan, dal vicino Afghanistan iniziarono a migrare le tribù degli Yusufzai dal XV secolo nell’ antico territorio della confederazione tribale Bettani ,assieme ai  discendenti dalla locale  dinastia dei Karrani , mentre altre le tribù si riunirono nella confederazione  Karlani . All’ epoca dell’ impero Durrani parte della regione era popolata da una tribù del popolo Hazara nota come Hazara-i-Karlugh per discendere dalla  confederazione di tribù nomadi di stirpe turca dei Karluks estesa nel territorio nord occidentale e ne prende nome la storica regione dell’ Hazara ove si trovano i loro centri e villaggi legati alle antiche tradizioni,  come quelle degli Swati . Dall’ epoca hanno dominato la regione  assieme alle altre riunite nel grande popolo dei Pashtun  con i loro villaggi nel vasto territorio tra il Pakhtunkhwa e l’Afghanistan meridionale. Le varie tribù Pashtun,  legate dalle stesse più antiche tradizioni poi islamizzate e dai vari dialetti  settentrionali e meridionali della lingua Pashto,  sono divise nei clan Tarbur  con i capi Khan , mentre la legge è regolata dalle grandi riunioni tribali della Jirga e durante le guerre viene eletto un Mullah come capo spirituale  del popolo in conflitto. L’ identità  è fondata sulla cultura comunitaria con rigidi codici nelle antiche tradizioni del  Pashtunwali, rimaste come le ho trovate tra il tormentato Afghanistan e il Pakistan settentrionale nei loro villaggi fortificati a volte in conflitto tra loro. I codici regolano  l’indipendenza dei villaggi con  la giustizia nyāw aw badál , legata alle consuetudini tribali, il groh codifica la profonda fede islamica che deve ispirare ogni comportamento, Il pat  indica il rispetto e il  wyāṛ l’ orgoglio ‎ mantenuto con  il coraggio túra  sempre legato alla lealtà wapā́ e la virilità meṛā́na che i Pashtun devono sempre dimostrare  simboleggiato dal  turbante. Il codice dell’  Hewā́d  obbliga alla difesa del territorio e  il nang dell’onore maschile per difendere la famiglia e il clan, preservando l’ onore femminile nāmús  che regolano la vendetta  nelle faide. La tolleranza per i visitatori nella  Melmastya come codice dell’ ospitalità imponendo di dare accoglienza ed asilo con la regola della  Nanawatai, che permette anche di assistere alle varie cerimonie nei villaggi,  sempre accompagnate delle tradizionali danze Attan, mentre oltre ad altre lo spirito guerriero è manifestato nelle danze della spada Khattak. Dall’ antica  tradizione orale della Tapa sono derivate la poesia e letteratura Pashto che  poi  dal XVI secolo sono state redatte nell’ omonimo alfabeto Pashto originato  dalla scrittura arabo persiana, sempre dalla tradizione dei racconti poetici  e i canti Tappa di origine indiana sono nati i vari generi  armonici della  musica Pashto. Con la più recente ancor più rigida islamizzazione, molte manifestazioni culturali sono state limitate così come i costumi, mentre le donne sono sempre più avvolte negli inquietanti Burqa e Niqāb imposti dal dilagante integralismo, gli uomini continuano ad indossare le  ampie tuniche con pantaloni   Partūg-Kamees tradizionali   e il  tipico copricapo rotondo di lana  Pakol.

Pashtunistan

Storicamente le varie dinastie Pashtun dal XIV secolo al XIX hanno fondato diversi regni,  principati  e sultanati che ne hanno dominato i territori speso vassalli degli imperi che si sono susseguiti fino alla colonia britannica,  protagonisti anche nella storia militare del North-West ove assieme il limitrofo territorio orientale afghano si stende il vasto Pashtunistan che le varie tribù considerano come il loro governato dalle leggi tradizionali. Ospita la gran parte della popolazione, ma vi è stata anche una diaspora di Pashtun migrati dal loro storico territorio  nelle altre province con le comunità di  Pathani nel Punjab che ne hanno adottato la cultura locale come quelli stabiliti nella limitrofa  provincia come Pathani del  Sindh, ma sempre legati alla rigida fede islamica, mentre sono noti come  le comunità dei Pathani in India  gli emigrati in varie regioni nord occidentali. Dalla sua diffusione la fede islamica in Pakistan  si è imposta alla popolazione, divenendo  sempre più oppressiva culminando nelle leggi per la completa Islamizzazione dello stato  durante la dittatura militare di Zia-ul-Haq negli anni ottanta,  applicando  le più oscure leggi della  Shariʿa come quella per il reato di  Blasfemia, la  discriminazione  e la persecuzione  violenta delle  Religioni non islamiche ancora sopravvissute e  quelle musulmane non in linea con la dottrina  sunnita, oltre la conversione forzata delle ragazze in  Pakistan di minoranze hindu, sikh, cristiane e tribali che ha generato la violenza sulle donne in Pakistan. Storicamente tra i primi convertiti,  gran parte dei Pashtun segue l’ islamismo sunnita  nell’ antica scuola Hanafi ben adattata dalla nuova islamizzazione dello stato come  la regola del Nikàh rigidamente applicata nelle leggi che regolano le unioni matrimoniali combinate  in Pakistan fondate su accordi tra le famiglie ove la donna non ha alcun diritto ceduta fin da bambina, praticamente comprata  e pagata con il Mahr. Questa come altre imposizioni si sono integrate alle leggi tribali sempre fondate sulla fede, tra le altre  Il Shigahr del matrimonio combinato nello scambio di ragazze tra le famiglie, la tradizione Vani  che con la Swara  prevede le ragazze adolescenti cedute in spose o serve per risarcimento nelle controversie tra famiglie simile alla diffusa pratica tribale del Baad con  la cessione di ragazze alle famiglie vittime di crimini o faide, mentre per riabilitare la reputazione di una famiglia offesa è diffuso  Il delitto d’ onore  Karo-kari. Altre popolazioni si stirpe Pashtu si sono poi convertite all’ islamismo  Sciita in una minoranza che ha il suo territorio fino alla limitrofa provincia orientale della Paktia afghana,  tra le altre quelle confederate nel popolo dei Turi a lungo in conflitto con i fanatici sunniti jihadisti  durante  la guerra in  Afghanistan contro l’ invasione sovietica, scontrandosi ed impedendo il passaggio nel loro territorio ai  combattenti  Mujahidin in parte reclutati tra i Pashtun sunniti armati e finanziati dagli Usa e lo stesso Pakistan. Dopo la guerra i Turi hanno continuato a combattere sul loro territorio  del Kurram i combattenti Mujahidin divenuti i feroci e fanatici Talebani che ancora infestano  l’ Afghanistan, dall’ epoca rifugio della sanguinaria Al Qaida e  base degli altrettanto violenti  i militanti islamici riuniti nelle formazioni terroriste di Haqqani, i Turi e altre tribù sciite  hanno sempre combattuto le tribù Pashtun  sunnite integraliste culminando nel conflitto del  Kurram del 2007 e continuando negli anni seguenti.

Jihad e droga

L’espansione delle scuole coraniche Madrass che ben ricordo a Peshàwar e altre città della regione,  divennero i centri per il fanatismo religioso che ha alimentato la formazione dei combattenti Mujaheddin con l’ invasione sovietica nel 1979 e il decennio di guerra in  Afghanistan ove il presidente  Muhammad Zia-ul-Haq ha impiegato i servizi segreti pakistani Isi che per primi hanno sostenuto le operazioni per armare gli estremisti. Oltre alle formazioni storiche originate durante il conflitto con l’ Unione Sovietica predicando la guerra santa  jihad e che si finanziano con il traffico di droga,  come il partito integralista Sipah-e-Sahaba fondato nel 1985 con le sue milizie  impone la più tetra shari’a. Le formazioni integraliste del Pakhtunkhwa e il Waziristan,  durante lo spaventoso regime dei Taliban nel vicino Afghanistan ne erano protette e sostenute,  dopo gli attentati dell’ 11 settembre nel 2001 il governo ratificò con una non bene definita e generica guerra al terrorismo del Pakistan,  alla fine dello stesso anno iniziò l’ invasione statunitense dell’ Afghanistan per combattere e rovesciare il regime di terrore nell’Emirato islamico dei  Talebani , molti si rifugiarono nelle vicine  aree tribali pakistane che assieme alle formazioni dei Pashtun integraliste nella regione dal 2004  scatenarono la guerra nel nord ovest  con l’ insurrezione del Pakhtunkhwa come la guerra santa dei  jiadisti uniti come i talebani pakistani  del Tehrik-i-Taliban dalle sanguinarie formazioni, l’altrettanto spietato  esercito islamico  del  Lashkar  e i Soldati di Dio  come si definiscono i feroci militanti del  Jundallah . Nel 2006 tra il governo pakistano e le insorte tribù fu stipulato l’ accordo del  Waziristan per fermare il conflitto con la concessione di una sorta di indipendenza come  Emirato islamico del Waziristan divenuto una delle  basi per stragi e attacchi terroristici,  nel 2014 le forze armate pakistane con l’offensiva del  Zarb-e-Azb cercarono di riprendere la regione, riuscendo solo a ad espellere i militi stranieri, riprendendo gli scontri con i terroristi  con l’ altra offensiva chiamata operazione  Radd-ul-Fasaad nel 2017. Le organizzazioni terroristiche islamiche hanno continuato i loro attacchi  alleandosi con il movimento per la Legge islamica  pakistano Tehreek-e-Nafaz-e-Shariat-e-Mohammadi ed altre feroci formazioni  centroasiatiche legate all’ Isis-k , come quelle fondate nel 2015 da talebani afghani dello stato islamico del Khorasan  e ben presto controllarono anche il grande traffico di droga assieme alla criminalità organizzata del Pakistan . Da questa regione provenivano molti militanti riuniti nell’estesa rete della  potente formazione terrorista Haqqani che come altre Pashtun e  Talebane  si è dicata anche al grande traffico di droga , a sud verso il porto della capitale Karachi dove i carichi vengono imbarcati per proseguire sulle rotte marittime verso  le coste africane meridionali per congiungersi da est alle vie africane  della droga,  ad est verso la vicina India  e in Cina, ad ovest  per il territorio iraniano  sui percorsi che si incrociano sulle Vie della droga in Asia Centrale verso occidente.

Peshwar

Ove si estese la civiltà del Gandahara con la sua cultura ellenico  buddista, dall’ antico centro di Puruṣapura fondato nel I secolo d.C. iniziò la lunga storia di Peshawar che nei secoli ha seguito quella della regione attraverso l’ espansione islamica  medioevale, il dominio Moghul,  il locale regno  Durani, la colonia britannica fino all’ indipendenza del Pakistan. La città di Peshawar estesa come la si trova conserva quartieri ed edifici che ne hanno percorso i secoli,  edificata nel VII secolo la storica fortezza di  Bala Hisar  da un colle proteggeva la città e fu estesa come residenza reale della dinastia Durrani nel XVIII secolo, poi forte  della guarnigione britannica ed infine quartier generale per le formazioni paramilitari del Frontier Corps che controllano la regione del Kyber. Dal parco di Jinnah davanti la fortezza sorgeva la città vecchia fortificata , al centro si erge candida si marmi la facciata della  grande moschea Mahabat Khan tra due alti minareti in stile Moghul completata nel 1670 dagli interni finemente decorati, passando per l’ animato baazar di Qissa Khwani, ove affacciano i vecchi edifici del centro,  nel XVIII secolo venne edificata l’ altra grande moschea di  Qasim Ali Khan sempre in stile Moghul. Per la via Kohat  nell’ omonimo quartiere sorge la storica porta di  Kotla con il palazzo edificato nel XVI secolo e tra i  vari edifici coloniali  l’ Hasting Memorial  del Chowk Yadgar ove si incrociano le vie principali,  poco oltre  la  torre dell’ orologio del Ghanta Ghar  edificata nel 1900, nei pressi si apre lo storico quartiere di  Sethi Mohallah con i vecchi edifici in stile centroasiatico dalle raffinate  decorazioni che affacciano su cortili.  Nel vicino parco Gorkhatri con i padiglioni sorti in epoca Moghul su un antico sito che ospitava un tempio buddista del VII secolo e i successivi induisti, poco fuori dalla città il sito di Shaji-ki-Dheri ove assieme ai resti di edifici  e reperti buddisti sono stati rinvenuti quelli risalenti al II secolo d.C. in epoca Kushan  dello stupa di Kanishka, mentre oltre a quelli Moghul ed islamici  gran parte di reperti rinvenuti nei vari siti buddisti si trovano nel grande museo archeologico di Peshawar che ospita vaste esposizioni di   capolavori artistici  in stile ellenistico della grande civiltà  Gandahara. La prima volta in questa città ho trovato l’ antica atmosfera tra vecchi quartieri e baazar  frequentati dalle donne con ancora i variopinti costumi tradizionali,  poi ritrovate ridotte a timorosi fantasmi avvolti in tenebrosi Burqa con il dilagare del fanatismo islamico mentre attorno si estendevano i grandi campi dei rifugiati dall’Afghanistan, i combattenti islamici Mujaheddin armati ed  addestrati dai servizi segreti pakistani dell’ Isi e la Cia statunitense che vagavano minacciosi per i quartieri, mentre nelle scuole religiose coraniche Madrass della città si indottrinavano e crescevano  nell’ odio quelli che sarebbero divenuti i famigerati e sanguinari  Talebani afghani, qui noti come gli altrettanto  feroci Tehrik-i-Taliban pakistani scatenati in attacchi terroristici e massacri  negli ultimi due decenni anche in città contro ogni odiata comunità religiosa, come la sopravvissuta cristiana nella strage della  chiesa di Tutti i Santi nel 2013,  non risparmiando nemmeno i bambini l’ anno dopo con l’ altro massacro in una scuola di  Peshawar, continuando nella loro guerra santa contro inermi fino al più recente attacco alla comunità islamica di fede sciita nella strage della loro moschea a  Peshawar nel 2022

Tra montagne e vallate

Lasciando le più nefaste vicende degli ultimi decenni al giudizio della storia, in questa regione si stendono suggestivi ambienti tra montagne e vallate percorse da fiumi che sorgono dai ghiacciai ed alimentano splendidi laghi, popolati da una ricca fauna endemica su antiche vie ove sono sorti centri e villaggi. Nel più meridionale distretto del  Di Khan , ove dall’ ‘Hindu Kush meridionale si allunga la catena dei  monti Sulaiman all’ estremità orientale,  tra le valli e gli omonimi rilievi si stende il territorio protetto dal parco nazionale  dello  Sheikh Badin con la consueta fauna endemica.  Salendo per il territorio nord orientale del  Khyber Pakhtunkhwa si stende la provincia dell’ Hazara In gran parte popolata dalle comunità  di stirpe Hindkowan legati da antiche tradizioni tribali  islamizzate simili a quelle Pashtun e dai dialetti della lingua  Hindko. La provincia ha percorso la storia della regione fin dalla spedizione di Alessandro il Grande e divenuto dominio del principato di  Amb dalla sua fondazione nel XVII secolo fino al 1840 quando entrò nella colonia britannica, poi l ’ufficiale ed avventuriero inglese di Calcutta James Abbott nel 1853  come avamposto vi fondò il centro che ne prese nome come la città di  Abbottabad . In questo territorio passava l’ antica via che collegava l’ Asia centrale all’ India dell’ Uttarapath ribattezzata in epoca britannica la  Grand Trunk Road che qui si incrocia il lungo  e vecchio percorso del Sāhirāh qarāquram come una delle diramazioni della Via della Seta seguito  dalla strada del  Karakoram costruita dai cinesi e completata nel 1979 attraverso l’alto passo del Khunjerab sul confine  per collegare l’estremità settentrionale del Pakistan con la regione del  Xinjiang.  Abbottabad la ricordo come di poco interesse fino a quando è  divenuta rifugio di terroristi islamici protetti dai servizi segreti,  come l’ indonesiano Umar Patek responsabile tra gli altri della strage a Bali e tra tutti qui  nel 2011 è stato trovato da un commando statunitense e ucciso  Bin Laden. Lasciata la città tra le montagne e vallate coperte di foreste si stende l’ omonimo distretto di  Abbottabad, ove parte del suggestivo ambiente popolato da fauna endemica è protetto dal parco nazionale di Ayubia  con oltre duecento specie di uccelli e diverse di mammiferi tipici della regione. Da qui l’ antica via per la Cina continua attraverso lo storico distretto di Chitral ove all’ estremità settentrionale del territorio verso la maestosa catena del Pamir si allunga il dahléz waxan , meglio noto come il corridoio di Wakhan tra le vallate dominate dalle montagne  che separano il Pakistan dal Tagjikistan , ove nell’ omonimo distretto di Wakhan si allunga il lembo più settentrionale dell’ Afghanistan. Tra antichi villaggi si apre  la Valle di Broghil  magnificamente dominata dalle montagne  ove splende il lago di Karambar oltre una trentina di altri laghi alimentati fa fiumi che scendono dai ghiacciai  nel territorio protetto dal  parco nazionale del Broghil, anch’ esso come gli altri popolato da una ricca fauna endemica. Continuando nel distretto lungo il fiume  Kunar che scende dai ghiacciai  dell’Hindu Kush, poco distante dal suo corso si apre  un altro affascinante  territorio protetto dal parco nazionale del  Chitral ove anche qui si trovano rare specie  faunistiche delle montagne. Proseguendo nel distretto nord orientale di Mansehra, ove come estremità  sud occidentale himalayana si allunga  la catena dell’ Himachal , si stende l’ antico territorio un tempo dominato dalla cultura induista che tra le sue memorie devastate dai musulmani  ha lasciato il tempio di Shiva risalente al I secolo d.C. chiuso fin dall’espansione islamica e parzialmente restaurato nel 1998 dai sopravvissuti hindù nonostante le persecuzioni. Dall’ alto passo di Babusar che collega il Khyber Pakhtunkhwa e Gilgit nella regione più settentrionale del  Baltistan, su una via scavata in tornanti sulle pareti rocciose che ricordo dal difficile transito e pericolosa attraverso grandiosi scenari, si giunge  nella vasta valle di Kaghan tra foreste e praterie  attraversata dal fiume Kunhar e gli affluenti che precipitano in suggestive cascate ed alimentano splendidi laghi cristallini, in un suggestivo ambiente protetto dal parco nazionale di  Saiful Muluk,  anch’ esso popolato da fauna endemica oltre varie specie di uccelli acquatici e migratori da dove si può raggiungere il maestoso Malika Parbat che domina la valle con la sua alta vetta. Proseguendo all’ estremità settentrionale  nella valle splende il lago di  Dudipatsar con i suoi riflessi blu e smeraldo tra le montagne innevate, rifugio di molte specie di uccelli  acquatici, oltre la consueta fauna endemica, così come il vicino lago Lulusar circondato dalle vette ove sgorgano le sorgenti del fiume del fiume Kunhar. Dal 2003 il territorio dei due laghi è protetto dalla riserva che ne prende nome come parco nazionale di Lulusar-Dudipatsar ove, seguendo il corso del Poorbi Narr,  ci si inoltra nelle zone più affascinanti del parco con il precorso  del Dudipatsar. Da qui attraverso la più settentrionale provincia del Gilgit  Baltistan inizia un altro itinerario  sulla via del Karakorum verso la maestosa catena che sale per l’ alto passo del  Khunjerab da dove termina l’ estremo lembo settentrionale pakistano per entrare nella vasta regione occidentale cinese  del Xinjiang.

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