Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci

Amerigo Vespucci fiorentino alla ricerca del continente che di lui prese nome


Amerigo Vespucci  scrisse le sue relazioni dei viaggi in  Mundus Novus per Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici e nelle  lettere al gonfaloniere fiorentino Pier Soderini e dei suoi itinerari ne da ampie notizie il cronista e geografo vicentino Fracanzano di Montalboddo  che scrisse e pubblicò nel 1507 Paesi nouamente retrouati et Nouo Mondo da Alberico Vesputio Florentino intitulato, come per altri grandi protagonisti delle  esplorazioni d’ ogni tempo e in tutti i continenti anche di lui ho ripercorso gli itinerari cercando le sue descrizioni.

Amerigo Vespucci ritratto di Anonimo XVI sec.

Amerigo Vespucci ritratto di Anonimo XVI sec.

Cristoforo Colombo  era morto da un anno e il destino gli risparmiò la più grande delusione della sua vita quando nelle carte di i Matthias Ringmann e Martin Waldseemuller  il Nuovo Mondo che lui aveva scoperto veniva chiamato  America in onore di Amerigo Vespucci e tale rimase per  le esplorazioni e la successiva cartografia, a lungo si è dibattuto su questo equivoco della scoperta , ma a parer mio senza togliere il valore di entrambe.

Come altri fiorentini dell’ epoca era un affarista e rappresentava nel Regno di Castiglia spagnolo mercanti italiani, rimase affascinato dalle imprese di Colombo e volle seguirne le rotte.

E andavamo errando vagabondi senza saper dove ci andassimo, se io non avessi a punto prò veduto alla  salute mia e de’ compagni con l’astrolabio e col quadrante instrumenti astrologici, e per questa  cagione mi acquistai non picciola gloria: di modo che, d’allora innanzi appresso di loro fui  tenuto in quel luogo che i dotti sono avuti appresso gli uomini da bene, percioché insegnai loro  la carta da navigare e feci che confessassero che i nocchieri ordinarii, ignoranti della cosmografia, a mia comparazione non avessero saputo niente.”

La scoperta del Venezuela

Afferma esser stato incaricato da  Ferdinando II d’ Aragona assieme a Juan de la Cosa il suo primo viaggio risale al 1497, deviando dalla rotta di Colombo per Santo Domingo Hispaniola raggiunse la  costa della  Colombia  nella penisola Guajira descrivendo gli usi degli indigeni locali in una delle lettere  al gonfaloniere fiorentino Pier Soderini  continuando per la costa scoperta nel terzo viaggio di  Colombo  l’ anno prima sbarcando nella laguna di Maracaibo che gli pareva simile a quella veneziana e ne venne il nome  Venezuela

Date certe e corso esatto del viaggio rimangono un po’  mistero privo di cronaca dettagliata note se non per

decrizione  del  viaggio nella prima delle   lettere  all’ amico Pier Soderini nel 1504

«  Entrammo in una baia e scoprimmo un villaggio a modo di città, collocato sopra le acque come Venezia, nel quale vi erano venti grandi case, non distanti tra loro, costruite e fondate sopra robusti pali. Davanti agli usci di codeste case vi erano come dei ponti levatoi, per i quali si passava da una all’altra, come se fossero tutte unite. »

Amerigo Vespucci colombo america

Amerigo Vespucci colombo america

e ad una indirizzata a Lorenzo di Pier Francesco de’  Medici

Fummo a terra in un Porto dove trovammo una popolazione fondata sopra l’acqua come Venezia; erano circa quarantacinque case grande ad uso di capanne, fondate sopra grossissimi pali e tenvano le loro porte o entrate di case ad uso di ponti levatoi che gittavano di casa in casa”.

Viaggio e probabile itinerario sono confermati da altri documenti e lettere, e anche il veneziano Girolamo Vianello residente in Spagna informò il governo della Serenissima sulle nuove rotte tracciate da Vespucci

che preoccuparono non poco  Venezia all’ epoca  protagonista dei traffici  asiatici:

 “Sono giunte qui dall’India due navi, spedite dal re mio signore, venute a discoprire al comando di Zuan biscaglino e di Amerigo fiorentino“.

L’ Orinoco e l ‘Amazonas

Partì per un secondo viaggio nel 1499 con Alonzo de Ojeda incaricato di esplorare e tracciare mappe costiere di Trinidad  e Tobago la Colombia caraibica e la Guyana  venezuelana , prendendo poi una rotta più fino alla foce dell’ Orinoco e ancora la laguna di Maracaibo dove gli indios vivevano su palafitte  che Vespucci aveva battezzata Venezuela. Anche di questo  secondo viaggio partito da Cadice il  maggio 1499 e tornato a settembre 1550, date e itinerario sono certi e  tra le altre cronache  e anche su questa sua spedizione  Amerigo Vespucci  fece la sua  descrizione nella seconda delle  lettere  a Pier Soderini e la  e lunga relazione a Lorenzo di Pier Francesco de’  Medici descrivendo i primi incontri con gli indigeni:

 “vedemmo in una valle cinque delle lor capanne che ci parevon di spopolate.. dimodoché stavamo tutti in proposito di torne le tre fanciulle per forza, e per cosa meravigliosa trarle a Castiglia. E stando in questi ragionamenti cominciarono a entrare per la porta della capanna ben 36 uomini molto maggiori che le donne: uomini tanto ben fatti che era cosa famosa a vedergli; i quali ci missono in tanta turbazione, che più tosto saremmo voluti essere alle navi che trovarci con tal gente“.

Amerigo Vespucci Cartigli cartografico

Amerigo Vespucci Cartigli cartografico

Continuando lungo la costa venezuelana Amerigo incrociò quella avvistata precedentemente da Vicente Yáñez  Pinzòn ove sbocca l’ Orinoco, spingendosi a sud lungo la costa del Brasile fino al rio Parà nell’ immensa  foce dell’ impetuoso fiume che arriva dalle foreste dell’Amazzonia e ne prende nome, come relaziona nella sua lettera:

“..Credo che questi due fiumi siano la causa dell’acqua dolce nel mare. Accordammo entrare in uno di questi grandi fiumi e navigare attraverso di esso fino ad incontrare l’occasione di visitare quelle terre e popolazioni di gente; preparate le nostre barche ed approvvigionamenti per quattro giorni con venti uomini ben armati ci mettemmo nel fiume e navigammo a forza di remi per due giorni risalendo la corrente circa diciotto leghe, avvistando molte terre. Navigando così per il fiume, vedemmo segnali certissimi che l’interno di quelle terre era abitato. Quindi decidemmo di tornare alle caravelle che avevamo lasciato in un luogo non sicuro e così facemmo.”

Proseguendo a meridione raggiunse il Cabo de São Roque nel Natal brasiliano rimanendo incantato dalla lussureggiante vegetazione , la strana fauna e i pappagalli : “Quello che vidi fu… tanti pappagalli e di tante diverse specie che era una meraviglia; alcuni colorati di verde, altri di uno splendido giallo limone e altri neri e ben in carne; e il canto degli altri uccelli che stavano negli alberi era cosa così soave e melodica, che molte volte rimanemmo ad ascoltare tale dolcezza. Gli alberi che vidi sono di tale e tanta bellezza e leggerezza che pensammo di trovarci nel paradiso terrestre

Tra le sue lettere , sempre relazionando a Lorenzo di Pier Francesco de’ Medici  racconta d’aver trovato in quel cielo australe “quattro stelle figurate come una mandorla” volte a meridione, una delle prime descrizione della Croce del Sud. Dalla costa del Brasile tornò lungo le foci dell’ Amazonas e del più settentrionale Orinoco per poi incrociare l’ isola di Trinidad prima di tornarein Spagna.

Verso la Terra Australis

Dopo l’ avventurosa impresa con Alonso de Ojeda,  Amerigo Vespucci andò in Portogallo e nel 1501 si imbarcò di nuovo in una delle tre navi della spedizione di Gonzalo Coelho per la costa del Brasile dove Pedro Álvares Cabral era sbarcato l’ anno precedente prendendone possesso in nome dell’ impero portoghese.

In realtà l’ impresa di Cabral fu il risultato di un errore, con la sua flotta era partito per la circumnavigazione africana seguendo la rotta  di Vasco da Gama che apri’ agli europei la Via delle spezie, pensando che poteva farsi spingere dai venti alisei atlantici di sud ovest e poi prendere la rotta meridionale evitando il costeggiamento del Golfodi Guinea.

Gli alisei lo spinsero molto più ad occidente di quanto previsto fino a Caravelas sulla costa del Brasile dove sbarcò permettendo poi al dominio portoghese  di reclamare la sua unica grande colonia nel Nuovo Mondo .

Incontro con indigeni Stampa XVI sec.

Incontro con indigeni Stampa XVI sec.

Amerigo Vespucci e Gonzalo Coelho navigarono a sud della zona dove era sbarcato Cabral , il primo gennaio del 1502 giunsero in una magnifica baia tropicale che battezzarono Rio de  Janeiro continuando a lungo sulle coste meridionali, ma le note di Vespucci parlano sempre di ambienti tropicali e vagamente menzionano il Rìo del la Plata , contraddicendo la sua affermazione che la spedizione si spinse alla latitudine di 72°30′ corrispondente al la penisola settentrionale dell’  Antartide.

Tuttavia le note di Coelho descrivono IL vasto estuario d’ un grande fiume che  chiama Rio Jordan  e corrisponde al Rio della Plata  e, sebbene non fosse giunta all’estema latitudine accennata da Vespucci, sicuramente si spinsero a 52° sud lungo le coste della Patagonia , poco prima dello stretto scoperto diciotto anni più tardi da Ferdinando Magellano da cui prese nome e che su quel rio Cananor ebbe a dire “Fin qui arrivò Amerigo Vespucci, il nostro destino è di andare oltre! “

La conferma di dove era arrivata la spedizione sta sempre nelle note di  Mundus Novus e la lettera   sul viaggio a Pier Soderini :

Navigammo fino ad incontrare che il Polo meridionale si elevava cinquantadue gradi sopra l’orizzonte, in termini che già non potevamo vedere la Orsa maggiore né la minore. Il 3 di aprile ci fu una tormenta così forte che ci fece ammainare le vele, il vento era di levante con onde grandissime e aria tempestosa. Così forte era la tempesta che tutta la ciurma stava in gran temore. Le notti erano molto lunghe, quella del 7 di aprile fu di quindici ore, perché il sole stava alla fine di Ariete e in questa regione era inverno. Nel bel mezzo della tempesta avvistammo il 7 di aprile una nuova terra, che percorremmo per circa venti leghe, incontrando delle coste selvagge, e non vedemmo in essa nessun porto, ne gente, credo perché il freddo era così intenso che nessuno della flotta poteva sopportarlo. Vedendoci in tale pericolo e tale tempesta, che appena si poteva vedere una nave dall’altra, tanto erano alte le onde, accordammo fare segnali per riunire la flotta e lasciare queste terre per rientrare verso il Portogallo. E fu una decisione molto saggia, perché se avessimo ritardato quella notte, di sicuro ci saremmo perduti tutti.”

Tornato nel 1502 partecipò ad una nuova spedizione con Gonçalo  Coelho finanziata dal ricco armatore ed eploratore del Brasile Fernão de Loronha senza nuove scoperte se non l’ isola João da Quaresma ribattezzata  Fernando de Noronha in onore dell’ esploratore finanziatore noto anche come Fernão de Noronha, di quest’ ultimo viaggio lascò poche note, ma un brano  della descrizione nella sua ultima delle  lettere rimase a lungo monito per navigatori ed esploratori di quelle terre popolate da indigeni ostili e cannibali.

 “..e partimmo di questo porto di Lisbona tre navi di conserva a di 10 maggio 1501. Vedemmo venire una donna del monte, e giunta dove stava il nostro cristiano gli venne per addietro e alzato il bastone gli dette così gran colpo che lo distese morto in terra; già le altre donne, facendo pezzi del cristiano e a un grande fuoco, lo stavano arrostendo e mangiando” .Jodocus-Hondius-Guayana 1598_

Tornato  l’ anno dopo,  nel 1508 Amerigo Vespucci fu nominato primo pilota di Spagna,  nonostante la fama fu partecipante di spedizioni altrui, ma fu un abile cronista e le sue  relazioni dei viaggi, Mundus Novus  e le  lettere a Pier Soderini  ebbero molto successo attirando l’ interesse sul Nuovo Mondo battezzato America in suo onore dalle  carte di i Matthias Ringmann e Martin Waldseemuller, celebrità poi consacrata in Vita e lettere di Amerigo Vespucci gentiluomo fiorentino raccolte e illustrate dall’abate Angelo Maria Bandini Saggio di un elogio istorico di Amerigo  Vespucci  scritto da Adamo Fabbroni nel 1788.

Dopo di lui la cartografia e tutte le  esplorazioni di quel continente America, Il 22 febbraio del 1512,  onorato cittadino spagnolo e lontano dalla sua Firenze di mercanti e artisti, moriva l’ ormai leggendario navigatore fiorentino Amerigo  Vespucci .

 “Arrivai alla terra degli Antipodi, e riconobbi di essere al cospetto della quarta parte della Terra. Scoprii il continente abitato da una moltitudine di popoli e animali, più della nostra Europa, dell’Asia o della stessa Africa “

© Paolo del Papa Viaggiatori ed esploratori. Vol. America:Amerigo Vespucci.

Photo gallery: Rotte del Nuovo Mondo | America Latia

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