America

Storia

Le rotte dei pirati

Era passato oltre un secolo dalla  scoperta del Paradiso di  Colombo che aveva aperto le esplorazioni nel Nuovo Mondo America, dopo la conquista dell’ impero  Inca ad opera di Pizarro e l’ altrettanto devastante invasione  del precolombiano Messico al comando di Cortès, cominciarono le  spedizioni britanniche che aprirono al colonialismo  con il Golden Age che viveva il  regno della regina Elisabetta I, all’ epoca in in guerra con l’ impero spagnolo e ne era fedele suddito Francis Drake che inaugurò le scorrerie  nei Caraibi. La feccia dei Mari La colonia spagnola di Santo Domingo, accoglieva immigrati da vari paesi della vecchia Europa e tra essi alcuni si dettero alla caccia per vendere la carne che essiccavano in un luogo chiamato

Nelle Americhe

Ande tra i Figli del Sole

Figli del Sole Allora per la scala della terra sono salito,/fra gli atroci meandri delle selve sperdute,/sino a te, Machu Pichu./ Alta città di pietre a scalinata,/dimora degli esseri che il terrestre/non poté celare nelle vesti assonnate. Pablo Neruda così canta l’ Alturas de Machu Picchu nei suoi  Poemas del Alma  e i versi più d’ ogni altro studio mi hanno accompagnato la prima volta che sono salito per l’ antico Qhapaq Ñan del  camino inca, suprema memoria di quella cultura che ho ritrovato cercandola tra gli indios andini. A differenza di altre civiltà  precolombiane  scomparse, degli Incas non rimangono solo muti siti archeologici del vasto impero Tahuantinsuyu, ma un patrimonio culturale ancora molto vivo tra gli Indios andini sopravvissuto

Grandi itinerari

Attraverso le Ande

Via dei conquistadores Nel primo periodo della colonia spagnola in  Peru, iniziarono i contrasti tra il sanguinario Pizarro e il degno compagno Diego de Almagro che avevano travolto e conquistato il vasto impero Tahuantinsuyo degli Incas e, prima dello scontro diretto che insanguinò il Peru per undici anni, fu nominato governatore dei territori più meridionali del Vicereame e nel 1535 partì dalla capitale Cuzco sulla strada incaica imperiale del sud con qualche centinaio di armati verso gli sconosciuti altipiani boliviani. Seguì la via che sale ad oltre tremila metri a Puno e continua ai quattromila del lago Titicaca, dove trovò i resti dell’antica città di Tiahuanaco e i villaggi indigeni Aymara, dove poi fu edificata La Paz. Proseguì nel freddo

Grandi itinerari

Vie dell’ Eldorado

Colombia Dalla zona più settentrionale delle Ande,nella sierra di Santa Marta in Colombia , parte un lunghissimo itinerario ideale sulle vie dell’ Eldorado , era l’antico territorio dei Taironas fin dall’ VIII sec. dopo Cristo e molto prima che gli Incas costruissero le loro strade. Essi svilupparono una civiltà raffinata e perfettamente integrata all’ambiente naturale e nel 1976 ne fu scoperta la capitale nascosta nella foresta della sierra da Alvaro Soto Holgun, la “Ciudad Perdida”, forse una delle tante di cui parlano le leggende indios nascoste nelle zone più inaccessibili del sud America, il cui mito ancora appassiona archeologi,studiosi e viaggiatori. Tra la costa caraibica e le Ande colombiane, i Taironas avevano creato una grande quantità di piccoli centri urbani

Storia

Le vie delle Ande

Vie delle Ande Il Tahuantinsuyu, fu tra i più vasti imperi della storia che si estendeva dall’  Ecuador all’ Argentina e Cile,lungo il desertico litorale pacifico e le Ande  e i margini occidentali della foresta amazzonica. Un territorio con milioni di abitanti organizzati in comunità socio-economiche, gli “ayllus“, ognuno dei quali comprendeva clan e famiglie con la propietà comunitaria della terra,il cui equilibrio fu spazzato via da un pugno di avventurieri guidati dall’ex guardiano di porci analfabeta Francisco Pizarro. Ogni ayullu era diretto a un capo “mallcu” e da un consiglio degli anziani;diversi ayllu formavano un distretto,più distretti un territorio,più territori un “suyu“, uno dei quattro “Cantoni del Mondo”, governato dall’ “Adu“, ma sopra tutti era l’Inca, rappresentante in terra

America

Guyana Venezuelana

Nelle antiche carte del XVII secolo, a volte, il selvaggio ed inospitale territorio della Guayana venezuelana era contrassegnato con curiosi disegni di uomini senza te­sta ed il volto sul petto, una delle tante fantastiche rappresentazioni durante le prime esplorazioni del Nuovo Mondo. In quel caso il suggerimento ai fantasiosi cartografi fu dato dal celebre esploratore e avventuriero inglese Sir Walter Railegh nel suo “Scoperta del magnifico e ricco impero di Guayana “ che, nel 1596, così descriveva gli abitanti dell’interno,  gli indios Ewaiponomas.Il nobile avventuriero britannico esplorò questa regione inseguendo, come tanti, il mito dell’Eldorado, sicuro che la fantastica città dell’oro si trovava nell’inacces­sibile territorio degli indios Omeguas, circondato da tribù di esseri selvaggi e mostruosi. Naturalmente non trovò l’Eldorado

America

Trinidad e Tobago

La più meridionale sulle rotte dei Caraibi  da  Antigua incrociava Dominica e poi  Saint Lucia fino a l’isola di Barbados,  poco distante dalle coste della Guyana Venezuelana e il continente America, anch’essa trovata da Colombo nel su terzo viaggio alla scoperta del Paradiso che così la chiamò in onore della Santissima Trinità, mentre ai primi coloni spagnoli  la vicina ricordava la forma di un sigaro e perciò più modestamente  fu tobaco. Come molte delle altre isole caraibiche fu prima colonia dell’impero spagnolo, quindi presa dai francesi ed infine fu parte delle Indie Occidentali dei  britannici che  vi importarono mano d’ opera da varie parti del loro Impero , indiani, cinesi, europei, americani che si aggiunsero alle comunità di neri ch’erano

America

Santa Lucia

Non è certo se Colombo alla scoperta del Paradiso incrociò qull’isola dove una decina d’anni dopo di quel primo dei suoi viaggi si salvarono dei naufraghi nel giorno di Santa Lucia, comunque furono loro a sbarcarvi e a battezzarla con il nome della santa,ma fino al 1650 nessuno se la sentì di affrontare gli indios Caribi che la popolavano e la chiamavano Hewanorra, poi venne acquistata dalla Compagnia delle Indie francese, per un secolo e mezzo si alternarono inglesi e francesi nel suo possesso fino al 1803 quando divenne definitivamente parte delle Indie Occidentali Britanniche. Nel vecchio porto di Carenage nel 1780 era sorta Castries, dal nome ispirato dalla casata del marchese Charles de la Croix a capitale di quell’isola

America

Santo Domingo

La Madre di Tutte le Terre Aveva da poco aperto una delle rotte dei Caraibi nel suo primo viaggio per quella che fu detta scoperta del Paradiso quando nel suo diario di bordo nota il cinque dicembre dell’anno di grazia 1492 d’aver incrociato la lunga costa d’una grande isola battezzandola poi Hispaniola, ma per gli indigeni Taino  che vi abitavano da secoli era la “Madre di Tutte le Terre” Quysqueya mentre l’ altra parte della grande isola era la “Terra montuosa” Haiti, cosi’ come ce lo raccontano Fernàndez de Oviedo e il beatificato Bartolomè de Las Casas che ne fecero cronaca. L’ Ammiraglio del Grande Mare Oceano e delle Terre scoperte i giorni a venire annotava che trattavasi della terra

America

Portorico

La fortezza dei Carabi Gli indigeni di stirpe taino  che l’ abitavano da secoli chiamavano Borikén quella catena  di  montagne coperte di foreste che emerge dal mar Caraibico, come la vicina Santo Domingo con la quale condivise gli onori coloniali delle Grandi Antille. Sembra che la battezzò San Juan Bautista il capitano Alonso Pinzòn proseguendo con la sua Pinta nell’epico primo viaggio di  Colombo dopo la scoperta del Paradiso.  Ci giunse poi  Ponce de Leòn nel 1508 mentre iniziava a cercare la Fonte della giovinezza , trovando una bellissima baia che sembrava un vero Puerto Rico  e ne divenne il nuovo nome, dagli indios Arawak seppe che l’oro dei loro monili si trovava nei fiumi dell’isola, la voce si sparse