Storia RussaStoria moderna

L’ impero di Alessandro II

Mentre ancora infuriava la guerra in Crimea con la morte di Nicola I , salì al trono il figlio  Aleksandr Nikolaevič Romanov come Alessandro II di Russia nel marzo del  1855 ereditando un regno in crisi dopo la sconfitta nella guerra, ma che ebbe come fido consigliere e ministro degli esteri il nobile  Aleksandr Michajlovič conte di  Gorčakov. Tra conflitti,  diplomazia e servizi segreti fu protagonista della politica  Turniry Teney   o Grande Gioco per l’espansione russa  in opposizione a quella britannica   in  varie regioni dell’ Asia Centrale verso i confini  con i territori dell’ impero britannico anglo indiano dominato dalla British East India Company fino alla  rivolta dell’ Indian Mutiny  o Iimoti indiani del 1857 che dopo la repressione divenne colonia britannica ceduta dalla compagnia dell’ East India. I russi si allearono al regno persiano della dinastia Qajar per controllarne i territori a sud est e guadagnare uno sbocco sull’ Oceano Indiano, mentre i britannici cercavano di acquisire le regioni centro asiatiche come ostacolo tra la Russia asiatica e i loro domini indiani  dopo la prima guerra anglo-afghana  combattuta per tre anni dal 1839 finita con il ritiro britannico. L’intera successiva storia dell’  Afghanistan è stata condizionata dalla sua contesa posizione in Asia Centrale  iniziata dalla competizione con l’ avanzata coloniale dell’ impero britannico tra i vari Kanati  islamici sopravvissuti nel XIX secolo,  alcuni divennero poi vassalli dell’ impero russo come quello di Khiva nella regione uzbeka del Xwarezm Il limitrofo Buxoro Xonligi di Bukhara e la vicina  la regione del Qo’qon Xonlig dominata dall’altro islamico  Kanato di Kokand.. Con l’ assunzione a vassalli dei Kanati centro asiatici il ministro britannico George William Villiers conte di Clarendon si incontrò con il suo pari  Aleksandr Michajlovič Gorčakov nella città tedesca di Heidelberg per avere rassicurazioni che la Russia non sarebbe avanzata oltre le regioni centro asiatiche e definirono come territorio neutrale l’Afghanistan cercando di stabilirne la frontiera settentrionale  dominata dalle varie tibù che ben tre volte gli inglesi cercarono di sottomettere invano.Nel frattempo in Europa dal 1856 il ministro Gorčakov  sostenne l’ indipendenza dei territori popolati da slavi nei Balcani  dall’ impero ottomano contrastando la proposta francese del governo, all’ epoca sotto il regno di Napoleone III proclamatosi imperatore, di riconoscerne il dominio sullo stato balcanico del  Montenegro  e nel 1860 si adoperò per sostenere l’aspirazione indipendente del sovrano serbo  Obrenović, ma l’ anno dopo i turchi assaltarono Belgrado bombardando la città e l’ indipendenza della  Serbia rimase un capitolo aperto per non scatenare una nuova guerra con gli ottomani. Nel 1862 nominandovi vicerè il fratello Konstantin  iniziò ad estendere le sue riforme anche nello stato vassallo polacco , ma non riuscì a contenere i moti indipendenti in Polonia culminati nella powstanie styczniowe, nota come la rivolta di Gennaio per essere iniziata in quel mese  del 1863 durata per un anno di scontri e duramente repressa da Muravyov-Vilensky governatore della regione nord occidentale. Tra i conflitti delle potenze europee nel 1870 scoppiò la guerra franco-prussiana terminata l’ anno dopo con la sconfitta francese,  la Russia sostenne la Prussia e il sistema di Bismarck nella nuova politica europea in cambio della rivendicazione di un’ altra dinastia slavofila in  Romania ove era stato posto il tedesco Karl von Hohenzollern-Sigmaringen salito al trono come Carlo I.  Dopo la vittoria prussiana e la fine del regno francese con la proclamazione della Terza_Repubblica, nell 1873 i regnanti Francesco Giuseppe I d’Austria, Guglielmo I di Germania e Alessandro II di Russia si unirono nella Dreikaiserabkommen o la Lega dei  Tre imperatori in un’alleanza poi disattesa dalla Russia , per espandere i confini e sostenere l’ indipendenza di Serbia, Montenegro e Bosnia dall’ impero ottomano  , dal 1877 per un anno venne combattuta una nuova guerra  russo-turca con varie battaglie che portarono alle indipendenze dei paesi coinvolti dei  Balcani. La Russia aveva così esteso la sua influenza su quei paesi ratificata con la pace di Santo Stefano , mentre le altre potenze europee nel 1878 si riunirono nel congresso di Berlino per ridimensionarne la presenza che arrivava fino ai porti sull’ Adriatico e il Mediterraneo. Nella seconda metà del XIX secolo l’ impero russo dello  zar Aleksandr raggiunse la massima espansione in vari territori verso  l’ Asia centrale dominando il Caucaso settentrionale nella regione della Ciscaucasia , mentre più a nord est  venne completata la conquista e la colonizzazione della Siberia fino al Pacifico settentrionale con l’ annessione dell’ isola di Sakhalin e più tardi  parte del limtrofo arcipelago delle Curili venne ceduto al Giappone, mentre con la  vendita dell’ Aljask nel 1867  passarono  nel dominio statunitense i territori colonizzati dai russi in Alaska.

Le riforme di Alessandro II

Oltre l’ espansione del regno, con le sue riforme lo zar influì su gran parte della  storia della Russia nella seconda metà dl XIX secolo  e tra le grandi riforme di Alessandro II ,nell’amministrazione statale introdusse l’ istituzione delle assemblee Zemstvo che riunivano i rappresentanti dei  dei governi locali riuniti , rinnovò gran parte del tradizionale sistema Giudiziario  russo, oltre nuove e più moderne  politiche fiscali.Tra tutte le varie riforme di Alessandro II nell’ amministrazione, giustizia, educazione e apparato militare, la più nota è l’ abolizione della Serfdom, come era nota la servitù della gleba in Russia con la riforma emancipativa  Krest’jankaja del 1861, ma la terra rimaneva alla nobiltà agraria e i servi potevano divenire liberi contadini solo se i proprietari decidevano di vendere il terreno e gli annessi, aumentandone il valore, favorendo di fatto i possidenti. comunque nei due decenni successivi gran parte dei vecchi servitori della gleba divennero piccoli proprietari, mentre per attenuare il grande divario tra proprietari e contadini nel 1864 vennero isituite le assemblle locali degli  zemstvo. Lo spirito riformista dell’ epoca non comprese la condizione degli ebrei perseguitati dall’antisemitismo russo dell’epoca che, oltre periodicamente attaccati dall’ insensato odio popolare nei sanguinosi Pogrom, non potevano possedere terre o assumere cristiani, limitati negli spostamenti, in gran parte costretti nelle zone di residenza  Cherta osèdlost , ma ne venne abolita la tassa di appartenenza e ammessi alle scuole anche fuori dalle loro zone ricevendo un’ istruzione per essere ammessi ad impieghi statali, però poi accusati ingiustamente per assassinio dello zar  nel 1881 tornando alle loro miserabili condizioni.

Gli attentati della Narodnaya Volya

Nell’aprile 1866 lo zar subì il primo attentato a Pietroburgo per mano del nobile rivoluzionario Dmitry_Karakozov che finì giustiziato e per celebrare lo scampato pericolo vennero edificate chiese in diverse città , l’anno dopo in visita alla grande Exposition Universale di Parigi del 1867 la carozza d’onore,  che lo portava assieme all’ imperatore francese Napoleone III e i suoi due figli, venne attaccata a colpi di pistola dal  nazionalista polacco immigrato  Antoni_Berezowski che fallì il bersaglio e fu catturato. Nel 1879 sfuggì ad un  nuovo attentato nel fallito  tentativo di assassinarlo a pistolettate dallo studente Alexander Soloviev  che agì da solo ma ispirato dal movimento rivoluzionario Volontà del Popolo Narodnaya Volya, ma lo mancò e venne condannato a morte.Apparteneva all stesso movimento del  Narodnaya Volya anche l’altro rivoluzionario Stepan_Khalturin che nel 1880 preparò un attentato dinamitardo sotto una sala del Palazzo d’ Inverno dove doveva cenare lo zar e la famiglia che ritardarno sfuggendo all’ esplosione che uccise undici tra guardie e personale ed una trentina rimasero feriti. Divenuto il più attivo movimento rivoluzionario russo il Narodnaja Volja continuò ad esercitare la pratica del terrorismo contro il potere zarista e nel marzo del 1881  il suo gruppo del Pervomartovtsy o Quelli di Marzo  organizzò l’ ultimo e riuscito attentato con l’ assassinio di Alessandro II. L’ ultima  congiura contro lo zar venne organizzata dall’ aristocratica Sofiya_Perovskaya assieme al proprietario terriero che da tempo aveva aderito alla causa Sablin, il membro del comitato esecutivo del movimento  Andrei_Zhelyabov come  il contadino bielorusso divenuto operaio a Pietroburgo Timofey_Mikhaylov. L’appartamento come base operativa affidato all’ucraina Hesya Helfman e la preparazione delle bombe fu curata dall’ ingegnere ucraino Nikolai Kibalchich esperto in esplosivi, mentre autori materiali furono Nikolai Rysakov  che lanciò le bombe assieme all’altro riivoluzionario polacco Ignacy Hryniewiecki che a Pietroburgo assaltarono la carrozza dello zar  scortato da cinque cosacchi mentre si recava alla residenza nel palazzo Mikhailowsky uccidendo il sovrano il 13 marzo 1881. Tutti i congiurati vennero catturati il mese successivo e condannati a morte, all’ impiccagione  venne commutata la pena con il lavoro forzato solo ad Hesya Mirovna Helfman per la sua gravidanza e morta poco dopo, in seguito venne catturato anche il terzo attentatore che doveva intervenire in caso di fallimento Ivan Yemelyanov, anch’egli con la pena commutata nei lavoro forzati in Siberia. Sul luogo dell’ attentato venne eretto un santuario ove sorse  la Chiesa del Salvatore  sul Sangue Versato  Spasa’na Krovi  fatta edificare dal figlio e successore Aleksandr Aleksandrovič Romanov salito al trono come  Alessandro III di Russia che governò  per tredici anni,  mantenendo il potere autocratico e abolendo gran parte delle grandi  riforme del padre, fino alla morte nel 1894.

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