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Indios dell’amazzonia peruviana

Genocidio indigeno

L’ Amazzonia rimane ancora un mondo in gran parte dominato dalla sua grandiosa natura dove per millenni antiche popolazioni sono riuscite ad adattarsi in armonia con l’ ambiente che ne ha permessa l’ esistenza cacciando e cercandone i doni nella foresta, pescando nei fiumi e coltivando quanto era utile. Fermandosi nei loro villaggi lungo i fiumi, seminomadi o in piccoli gruppi che si muovono seguendo i cicli della natura, hanno costruito i loro mondi tribali di comunità, clan e famiglie ognuno con le proprie tradizioni spesso simili tra loro, cercando di comunicare con gli spiriti e le entità che popolano riflessi sul fiume amazzonicola grandiosità della natura che li circonda con le loro cerimonie e ritualità sciamaniche. Percorrendo le vie dell’Amazzonia ho sempre cercato quel che rimane di quei popoli decimati da violenze e malattie sconosciute portate dall’ avanzata dei coloni, l’ abbattimento delle loro foreste per gli allevamenti, le piantagioni, il caucciù, giacimenti minerari e petrolio che stanno travolgendo anche gli ultimi sopravvissuti all’ ormai secolare genocidio. Un mondo che scompare nell’ immensa regione brasiliana coperta dalle foreste pluviali attraversata dal Rio Amazonas con i fuoi affluenti amazzonica che si stende tra i territori del Roraima, Rondônia, Acre, Amazonas fino al Mato Grosso, ad ovest quella boliviana e la lussureggiante selva baja che copre gran parte delle regioni orientali del Peru. Come per il resto delle popolazioni del Nuovo Mondo, anche la storia di quel genocidio iniziò fin da quando i conquistadores guidati da Pizarro travolsero ed invasero il Tawantinsuyu sottomettendo tutte le popolazioni dell’ immenso impero incaico, nel XVI secolo gli indigeni amazzonici erano oltre cinque milioni, schiavizzati e sterminati fino a ridurli a meno di un milione, in gran parte rifugiati nella foresta.Con la scoperta dell’ albero della gomma Hevea brasiliensis nella seconda metà del XIX secolo in quelle foreste, iniziò l’ estrazione dalla resina che produce il Caucciù, ne dilagò la Febbre della gomma chiamata dalle multinazionali Rubber fever, nel territorio peurviano Fiebre del caucho e in quello braziliano Ciclo da borracha attirando migliaia di coloni ed avventurieri come lo statunitense William Fitzgerald noto come Fitzcarraldo, invadendo i tradizionali territori indigeni per travolgerne le comunità con violenze inaudite. Aumentarono a dismisura con l’ arrivo delle multinazionali e la fondazione della compagnia Amazon Rubber anglo peruviana che fece la fortuna degli avidi e spietati signori della gomma, tra tutti il peruviano Julio Cesa Arana con le sue bande di sterminatori di indios guidate da criminali come Miguel Loayza, con il beneplacito dei governi e delle multinazionali che commerciavano la gomma. Si dice che per ogni tonnellata prodotta almeno una decina di indigeni furono uccisi e centinaia torturati e mutilati dal 1879 in oltre trent’ anni di schiavizzazione e sterminio degli indios amazzonici, come quello che fu definito il genocidio del Putumayo tra i fiumi Caquetà e Putumayo nei territori colombiano e peruviano.

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Dall’ epoca l’ invasione dei territori ove si erano rifugiati gli indigeni è continuata sostituendo la febbre della gomma con altre dissennate ricerche minerarie, oro, petrolio, altre deforestazioni per ogni cosa che lucra su quell’ ambiente, violenze d’ ogni genere, anche nei territori più isolati dove sopravvivono alcune comunità di quelli che sono chiamati indios incontattati cacciatori e raccoglitori nomadi o che si spostano periodicamente e da tempo subiscono le serie minacce del disboscamento selvaggio per le ricerche minerarie e petrolifere che travolgono i diritti di queste ultime tribù destinate all’estinzione. E’ recente lo sciagurato progetto peruviano per un’ altra via de muerte tra le varie strade sorte illegalmente con una strada che dovrebbe violare la regione più remota dell’ Ucayali nella Frontera definita no contactada verso il confine brasiliano dove sopravvivono diverse comunità indigene isolate, alcune già avvelenate dalle acque inquinate con le scorie minerarie dense di mercurio. Anche nelle regioni peruviane orientali coperte dalle foreste e solcate dai fiumi, come nel resto dell’ Amazzonia, ho cercato di penetrarne la natura grandiosa ove sopravvive parte quell’antico universo indigeno travolto da un mondo che non gli appartiene, cercando di raccontarlo in vari studi e reportages, ma qui vorrei quasi solo elencare quelle popolazioni e dalle citazioni chi vuole può trarne note su storia e tradizioni, per dare la vaga idea di popoli scacciati, umiliati e sterminati in un crimine contro l’ umanità dimenticato.

I popoli amazzonici settentrionali

Nella regione amazzonica settentrionale tra il rio Putumayo, Napo e Yavarì, gli Yawar o Yagua si trovano in comunità tra le regioni peruviana e in parte colombiana, nel limitrofo territorio popolato dagli ultimi Bora. Proseguendo ad ovest tra le foreste dell’ oriente ecuadoriano e quelle peruviane sopravvivono popolazioni che non conoscono frontiere, ci vivono Siringueros del Brasileoltre tremila Achuar rimasti molto più isolati degli altri Nijínmanya Shiwiár o Shuar di antica stirpe guerriera e cultura Nijínmanya Shiwiáre dei popoli Jivaro, un tempo conosciuti per la macabra ritualità Tsantsa con l’ uso di conservare le teste dei nemici uccisi rimpicciolite con un procedimento complicato ed affumicate per farne trofei, noti come Jibaro nel vicino territorio ecuadoriano tra i fiumi Pastaza e Marañon. Tra il rio Aguarico e la foresta del Cuyabeno ecuadoriani al Loreto settentrionale peruviano nelle comunità dei Secoya, chiamati anche Encabellao o Angotero, cerca di sopravvivere la loro cultura, seguendo l’ itinerario dal rio Pastaza al territorio del Morona e la laguna Rimachi si trovano gli indigeni del popolo Candoshi di simile stirpe e cultura delle comunità che vivono anche confine peruviano dei Sàpara o Chapara. Tra i fiumi ecuadoriani Napo e Curaray si stende la foresta protetta dal parco con la vasta riserva del Yasuní popolata da alcune tribù isolate e in parte in contattate come i Tagaeri seminomadi e nel limitrofo territorio attraversato dal rio Cononaco gli ultimi Aucas o Wahorani che raggiunsi tra i primi in una spedizione nell’ Amazzonia ecuadoriana. Dallo Yasunì, tra il rio Putumayo verso la frontiera colombiana e il Napo sopravvivono i Bora, migrati quando avanzarono le piantagioni di caucciù nei territori originari mantenendo cultura e tradizioni seminomadi dai culti animisti che sopravvivono nelle comunità più isolate del popolo Bora. Tra i territori colombiani ed ecuadoriani attraversati dai fiumi Igaraparaná, Putumayo e Napo fino a quelli peruviani dell’ Amazonas, si trovano circa duemila indigeni Güitoto o Murui-muinane noti come Uitoto che si definiscono Ko, anch’essi schiavizzati e decimati all’ epoca delle piantagioni di caucciù come molte altre popolazioni della regione e chiamati anche Huitoto . Originari dell’ amazzonia colombiana e portati in quella peruviana schiavizzati nell’ epoca del caucciù, rimangono meno di duecento Dyo’xaiya o Ivo’tsa noti come Ocaina tra i fiumi Putumayo, Napo e i loro affluenti, travolti dalla violenza dei coloni stanno scomparendo assimilati dagli Huitoto. indios dell'amazzonia peruvianaNella regione sopravvivono trecentosettanta Meamuyna come sono anche noti i Bora e circa trecento quelli che furono chiamati dai primi spagnoli che li incontrarono Orejón per l’ uso di pesanti orecchini di stessa stirpe degli ultimi indigeni dalle comunità lungo i fiumi Putumayo, Yanayacu e Sucusari noti come Maijuna e dal lato peruviano del rio Napo nella regione di Loreto si trovano i villaggi che sopravvivono con i campi nella foresta dei trecento Arabè o Tapueyocuaca, come si definiscono nel loro idioma gli indigeni di quel che rimane del popolo degli Arabela che nello stesso territorio convivono con le comunità diffuse anche sull’ Alto Nanay dei duecento Iquito, anch’ essi sopravvissuti alle decimazioni che ancora continuano. Nella regione amazzonica nord orientale peruviana in varie comunità vivono oltre tremila Yagua, così chiamati dalle altre popolazioni come color sangue o yawar per l’ uso di tingersi il viso di rosso, divisi in una trentina di comunità nel vasto territorio che si estende dall’ amazzonia colombiana, mantengono anch’ essi le antiche tradizioni, cercando di rimanere isolati chiamano le popolazioni vicine nemici o selvaggi munuñúmiy e i bianchi mááy, mentre tra loro gli Yagua si definiscono popolo o nijyaamíy. Diffusi tra i fiumi Napo, Putumayo, Yavari e i loro affluenti, lungo il Paranapura e nell’ interno si trovano i villaggi degli Chayahuita e nel territorio del rio Chambira sembrano sopravvivere forse cinquecento Urarina, nella regione attraversata dal fiume Huallaga delle migliaia che erano di antica stirpe Arawak rimangono poco più di un centinaio i Chamicuro, lungo lo stesso fiume affluente del Marañón e sull’ altro affluente Morona si trovano centocinquanta Huambisa verso il confine amazzonico ecuadoriano.

Gli indios del bacino Amazonas

Oltre agli indigeni mai contattati e le comunità più isolate e sempre più nascosti evitando i safari umani per avvistarli, sono varie le popolazioni che cercano di sopravvivere nella regione amazzonica peruviana, per queste i come tutte le altre sono crescenti minacce d’ ogni tipo oltre deforestazione che avanza, l’ingordigia delle imprese minerarie e la sinistra presenza dei trafficanti di droga. Il vasto territorio attraversato dai fiumi Apurímac, Tambo, Bajo Urubamba, Alto Ucayali, Yurúa e lungo i vari affluenti è popolato da oltre cinquantamila Ashaninka con comunità diffuse anche nella selva alta orientale del Huànuco , i fieri Campa, come vennero chiamati dagli spagnoli gli Asheninka, hanno resistito all’impero incaico e i conquistadores poi travolti anch’ essi dallo sfruttamento del caucciù, oro, petrolio, conflitti sociali e traffico di droga. Dopo quella degli Ashaninka di stirpe Kampa , sono circa 45 mila gli indigeni della popolazione amazzonica peruviana più numerosa degli Awajun diffusi in un vasto territorio tra le regioni di Cajamarca , Amazonas, Loreto e San Martin che si definiscono ii-nĩ-ia e meglio noti come Aguaruna con varie comunità anche lungo il rio Marañón. amazzoniaScendendo a sud una vasta regione amazzonica è popolata dalle comunità degli indigeni Yaminahua diffusi anche nei territori boliviano e brasiliano dove vengono chiamati anche Yawanawá, si trovano anche più a nord nella foresta lungo il corso dell’ Alto Purús che è divenuta riserva, a volte tradizionalmente in conflitto con i Machiguengas che ho ben conosciuto nelle comunità dei villaggi risalendo il fiume Urubamba nella vita e cerimonie sciamaniche con l’ uso dell’ allucinogena Ayahuasca, chiamata la liana degli spiriti o aya-wasca, nella tradizione simile a diversi popoli e comunità di indios amazzonici. Tra le varie comunità tribali peruviane che ne fanno uso nelle cerimonie e ritualità sciamaniche quelle dei Kachá noti come Urarina nella regione peruviano di Corriente e lungo i fiumi Urituyacu e Chambira, in parte anche gli Amuesha o Yanesha e più oltre le comunità di Omagua o Kambeba, così come gran parte delle popolazioni tradizionali nei limitrofi territori dell’ Amazzonia boliviana. Nella vicina regione che scende dai contrafforti andini verso le foreste pluviali tra i territori di Madre de Dios e Ucayali si trova il parco con la riserva di Manu, popolata da tribù dall’ esistenza tradizionale, alcune molto isolate come cacciatori i nomadi Cujareño o Mashco Piro ed altri fino ad ora incontattati. Proseguendo nel territorio attraversato dal rio Ucayali lungo il fiume e gli affluenti si trovano popolose comunità di Shipibo dell’ antico popolo amazzonico noto anche come Shipibo-Conibo o Konibo, tra i fiumi Madre de Dios, Urubamba, Las Piedras e Cushabatay, vivono oltre duemila Piro con varie comunità tribali diffuse anche nel territorio brasiliano dove sono chiamati Manchineri, distribuiti anche lungo i fiumi Cushabatay, Willkamayu e il grande Purus, mentre gli indigeni della popolazione Amahuaca sono ridotti a poco più di duecento in gran parte nella foresta del Juruà con villaggi lungo i fiumi Yurua, Mapuya, Curanja, Inuya e Sepahua dove sono noti anche come Amawaka. Continuando lungo il rio Yurua, che diviene affluente amazzonico ad ovest del rio Purus, si trovano altre comunità di Ashàninka diffusi lungo il fiume Envira in territorio brasiliano, dove vivono i vicini di stirpe Kaxinawa qui noti come Cashinahua, rimasti circa settecento dall’ Envira all’ amazzonia peruviana diffusi tra l’ Alto Purus e il rio Curanja. In quella regione tra i due paesi nella parte peruviana vivono trecento Kulina, devastati da epidemie sono sopravvissuti circa quattrocento Onicoin come sono anche chiamati i Sharanahua che, come altre popolazioni amazzoniche sono tradizionalmente legati all’ esogamia del lignaggio con matrimoni fuori del proprio clan, diffuso lo scambio di sorelle tra maschi dalla discendenza diversa, ma sempre rigidamente nella medesima comunità tribale che ha permesso di mantenere la coesione originaria. Tra Alto Purus e l’ Acre brasiliano gli indios che gli indios dell'amazzoniacercano di resistere si definiscono Huni Kuin, Uomini Veri, cacciatori e raccoglitori legati anch’ essi allo sciamanesimo animista, considerati primitivi da altre popolazioni e chiamati di spregiativamente popolo pipistrello o Kaxinawa . Tra i territori peruviano e brasiliano sopravvivono ancora piccole comunità nomadi di indios incontattati che lasciano le terre tradizionali rifugiandosi nelle profondità della foresta per sfuggire al disboscamento, l’ avanzata di coloni, avventurieri e trafficanti di droga, ma che finiranno anch’ essi travolti dalla devastazione dell’ Amazzonia. Lo sciagurato progetto di trasporto dal rio Urubamba dalla multinazionale del gas Camisea attraverso il territorio tra il rio Juruà e l’affluente Purus amazzonico ha sconvolto la foresta e le isolate tribù assieme all’ estrazione dell’ oro che ha prodotto un’ epidemia nella tribù dei Nahua dovuta all’ avvelenamento da mercurio che ha devastato le comunità degli ultimi sopravvissuti di questo popolo degli Yora come sono anche chiamati i Nahua. Continuando nel dipartimento Ucayali amazzonico si trovano gli ultimi indigeni del popolo Cacataibo o Cashibo e, dopo aver seguito il rio Ucayali alla confluenza con il Marañón nel maestoso rio delle Amazzoni, si prosegue ad Iquitos per entrare nelle foreste del Loreto. Sugli affluenti del Putumayo le popolazioni di indios più numerose sono le migliaia di Cocama, diffusi nei territori fluviali tra il Bajo Marañón, l’ Huallaga, l’ Ucayali e il Bajo Nanay fino all’ Amazonas, chiamati anche Cocamilla o Kukamiria , in quella regione tra gli affluenti dell’ Amazonas e lungo i fiumi Nanay e Atacuari si trovano altre comunità degli Yihamwo o Nihamwo meglio noti come Yagua. Scendendo tra le regioni amazzoniche peruviana e quella brasiliana si ritrovano anche qui gli Asháninka di stirpe Kampa, varie comunità dell’ antico popolo degli Amakawa o Amahuaca , ancora i villaggi dei Veri Uomini o Huni Kui come si definiscono le comunità tribali dei Kaxinawá, Il Popolo dell’ acqua o Mayoruna, come vengono chiamati dai quechua e gli indigeni andini e noti come Matsès tra l’ Amazonas brasiliano e la regione peruviana di Yaquerana. I Manchineri tra gli stati brasiliani dell’ Acre e Amazonas popolati anche dai Kulina, entrambe con varie comunità sui fiumi peruviani Purus e Juruà, così come gli Yaminawà, tra quei territori e in parte in quelli limitrofi boliviani gli Yawanawà. Nella regione peruviana orientale di Loreto la Sierra del Divisor è divenuta parco protetto , che oltre il confine brasiliano continua nella più vasta riserva omonima Divisor, ma da tempo a rischio di degrado come il territorio ove sopravvivono duecentoquaranta Isconahua. Ad ovest cercano di sopravvivere gli indios della comunità Yanesha o Amuesha nella selva alta del Huànuco, nella regione Junìn orientale di Pangoa si trovano duemilacinquecento Nomatsiguenga e nel Paranaquiro sparsi su entrambe le sponde del rio Javary rimangono seicento indios del popolo Mayoruna sul confine brasiliano assieme alle comunità di medesima stirpe dei circa duemila Matsè che dal loro tradizionale mondo tenacemente resistono al devastante sfruttamento petrolifero del territorio.

Tra quei fiumi ove si sente il suono della foresta che canta la sua vita di dissolvono le visioni degli sciamani ormai senza futuro in un mondo che ha sconvolto l’ antico ordine della natura e dei suoi spiriti lontani.

 

Mappa interattiva Amazzonia

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