Olandesi  nel Pacifico

Olandesi nel Pacifico

Navigatori ed esploratori olandesi alla ricerca di nuove rotte nel Pacifico


Mentre gli spagnoli si avventuravano nel Pacifico dalle colonie americane cercando il leggendario Continente Australis, la potente Compagnia delle Indie Orientali olandese Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie s’ interessò ai lucrosi commerci con l’Asia monopolizzati da Portogallo e Spagna sulle rotte oceaniche cercandone di nuove

 

Jan Huygen  le rotte asiatiche e del nord

Jan Huygen van Linschoten s’imbarcò da Lisbona agli inizi di aprile 1583  verso Goa nella colonia indiana  portoghese per raggiungere l’arcivescovo   João Vicente da  Fonseca del quale era stato nominato segretario . Percorse l’ ormai consueta rotta aperta da Vasco da Gama , costeggiando l’Africa atlantica dal Golfo di Guinea al Capo di  Buona Speranza, quindi la costa orientale per il  Mozambico e incrociando il Madagascar la traversata del mare arabico fino all’  India portoghese ove rimase  fino al 1589 prima di tornare in Olanda con una vasta documentazione e redasse la sua  Beschryvinghe van de gantsche custe  van Guinea, Manicongo, Angola ende tegen over de Cabo de S. Augustijn in Brasilien, de eyghenschappen des gheheelen Oceanische Zees  con  attente e precise descrizioni delle rotte e le vicende dei navigatori portoghesi sulla  via delle spezie  ad est. Nel 1595 pubblicò il resoconto del suo viaggio  Voyage ofte schipvaert van Jan Huyghen van Linschoten naer Oost ofte Portugaels Indien, 1579-1592 e l’anno dopo la descrizione delle coste africane orientale ed occidentale con  la rotta Atlantica per il Brasile ad ovest  aperta da Alvares Cabral. Tradotte in latino, francese ed inglese il suo itinerario raccontato nel Voyage e le  opere di Huygen suscitarono l’ interesse delle potenze europee per la  via delle spezie e della Compagnia Olandese delle Indie orientali  Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie da poco fondata per quei paesi ricchissimi di merci preziose. Per l’ Olanda era fondamentale cercare nuove e più rapide rotte e venne organizzata una spedizione con Huygen al comando, Cornelis Nay, il capitano Jan Rijp e l’ altro esperto navigatore olandese  Willem Barents che partì da Amsterdam nel giugno 1594 con quattro vascelli, a giugno  attraverso il  Mare del Nord per l’arcipelago siberiano di Novaja Zemlja attraverso lo stretto Matočkin che separa la  Severnyj dall’ altra isola  Južnyj  da dove Barents  prese una rotta settentrionale, ma poi costretto al ritorno per avversi venti gelidi, il capitano Nay e il comandante Huygen navigarono più a sud attraversando lo stretto che collega l’ omonimo mar di Kara ad est della Severnaja Zemlja  al mare  di Pečora che è la parte orientale di quello che fu chiamato  Mare Barents. La spedizione fu ripetuta l’anno successivo con sette navi che furono costrette ad arrestarsi su quello stretto flagellato da venti gelidi e un’ impossibile clima artico.  Anche  su questi due viaggi Jan Huygen van Linschoten  redasse e diffuse ampio resoconto che suscitò l’ interesse nella ricerca di quel passaggio da oriente verso nord ovest.

 

Willem Barent e il passaggio a nord est

L’ idea di cercare un nuovo  passaggio a nord ovest delle rotte asiatiche  per il nord dell’America attraverso il mare Artico sembrò soluzione ideale per tracciare nuove e molto più rapide vie tra i continenti, ma pochi si erano avventurati tra i ghiacci e le gelide tempeste dell’ estremo nord. Willem Barents  ritentò l’ impresa vissuta con la spedizione di Huygen assieme a Nay per cercare quel passaggio da est attraverso l’ arcipelago russo Novaja Zemlja. Finanziato da mercanti olandesi, salpando nel 1596 come pilota con due navi comandate da  Jacob van Heemskerck e il compagno della precedente spedizione Jan Rijp . Agli inizi di giugno incrociarono l’ignoto arcipelago delle Svalbard esplorando l’ isola Bjørnøya ribattezzata  degli Orsi e la grande Spitsbergen, da questa isola si separarono e Barents giunse  sulla costa settentrionale della Novaja Zemlja , rimanendo poi incastrato tra i ghiacci passò l’intero inverno in indicibili condizioni, costretti a demolire la nave per ricavarne ripari. Costruite due scialuppe a giugno del 1597 gli olandesi ripresero il mare, ma poco dopo  Barents morì di stenti sull’ isola Severnyj, i dodici sopravvissuti riuscirono a raggiungere la remota penisola russa di Kola ove la nave di  Jan Rijp attendeva il defunto Barents e all’inizio di novembre 1595 gli olandesi erano di nuovo in patria.

 

Cornelis de Houtman sulle vie dell’ Indonesia

Poco dopo il ritorno di Jan Huygen  dal suo primo viaggio in  India , il compatriota Cornelis de Houtman nel 1595 aveva raccolto informazioni a Lisbona circa le rotte portoghesi sulla  via delle spezie, incaricato dal consorzio mercantile Van Verre che poi divenne la potente Compagnia Olandese delle Indie orientali . All’ inizio di aprile partì da Amsterdam con quattro vascelli assieme al fratello Frederick sulla via dell’ Indonesia per l’insediamento olandese di Bantam nella grande isola di Giava, ma giunti sulla rotta lungo le coste orientali africane  la mancanza di provviste, il dilagare dello scorbuto e conflitti con i mercanti a bordo resero il viaggio molto difficile con una lunga sosta di sei mesi in Madagascar. Alla fine di giugno 1596  la sua ammiraglia Amsterdam, e le altre tre navi Duyfken, Hollandia e Mauritius finalmente giunsero a Giava con gli equipaggi ridotti a meno della metà, ma Houtman iniziò subito la sua missione  nel  Sultanato islamico di Mataram per un trattato commerciale. Sembra che l’ olandese non sia stato campione di diplomazia giacchè il sultano si sentì offeso e rifiutò ogni altra trattativa sebbene fosse inizialmente predisposto scacciandolo con le sue navi. Riprese in mare  lungo  la costa di Giava e i vascelli furono attaccati dai pirati, procedendo ad est raggiunsero l’ isola di  Madura dove per rappresaglia  attaccarono i villaggi, quindi passarono a Bali al fine di febbraio 1597 per stipulare un qualche contratto con il sovrano dell’ isola, ottenendone solo un po’ di spezie e pepe. Al ritorno dall’ Indonesia  su quelle rotte all’epoca dominate dai portoghesi  furono ostacolati per gli approvvigionamenti sulla costa atlantica africana ove la sperduta isola di Sant’Elena rappresentava l’ unica base per le provviste, rifiutate dai portoghesi che la presidiavano.  Riuscirono a rientrare con un terzo dell’ equipaggio decimato e Cornelis con il  fratello Frederick  ripartì per una seconda missione in Indonesia  nel 1598, ma evidente doveva avere cattiva sorte con i sultani della regione, giacchè venne fatto uccidere dal sovrano di Aceh a nord di Sumatra , mentre il  fratello fu segregato per i successivi due anni prima di ritornare in patria senza vascelli né tantomeno accordi commerciali. Tuttavia le spedizioni di Houtman furono le prime sulle rotte asiatiche e dell’  Indonesia   all’ epoca portoghesi che aprirono la la via  alle future finanziate dalla potente Compagnia delle Indie orientali  olandese  .

 

Willem Janszoon  in Australia

Il navigatore Willem Janszoon fu al servizio di quella Compagnia olandese  con il suo Duyfken partì dalle Indie orientali salpando dal porto di Bantam ormai capitale coloniale di Giava facendo rotta verso le coste dell’ inesplorata Nuova Guinea, a metà novembre del 1605 Janszoon navigò ad est sul mar Arafura  entrando nell’australiano golfo di Carpentaria prima dello Stretto scoperto nel 1607 dal navigatore spagnolo Luis Vàez de Torres. Tornò nel lato occidentale della penisola di York  sulla costa settentrionale del Queensland alla foce del  fiume Pennefather  e per la prima volta un europeo sbarcava nell’ ignota Australia prima delle spedizioni di James Cook. Ne esplorò la costa per oltre 300 chilometri disegnandone la carta e continuando a ritenerla parte meridionale della  Nuova Guinea, con le  inospitali paludi della terra chiamata poi Arnhem e indigeni ostili, antenati di quegli Aborigeni che ho trovato nel loro territorio Kakadju cercandone antiche tradizioni e le tracce di una storia millenaria dipinte nel Kakadu nelle rocce di  Nourlangie e le grotte di Ubirr, tra magnifici acquitrini, monti, gole e cascate . Raggiunto un promontorio sotto la Baia di Albatross a giugno 1606 decise di ritornare a Bantam e per questo lo battezzò capo del ritorno  Kaap  Keerweer, mentre  chiamò quella regione esplorata Nieuw Zeeland, ma la denominazione sulla mappa di  Janszoon ebbe breve durata ed assegnata ad altre terre scoperte, mentre quella divenne l’  Australia che   con quel viaggio rivelò al resto del mondo  sbarcandovi prima di Cook.

 

La targa di Hartog

Dopo qualche anno a comandare navi commerciali sulle vie costiere baltiche e le  rotte mediterranee, Dirk Hartog fu preso nella Compagnia delle Indie orientali che gli affidò il vascello  Eendracht d’ una flotta che partì nel genaio 1616 sulla via asiatica  per i possedimenti olandesi in  Indonesia . Nel corso di una tempesta durante la navigazione sulla rotta atlantica africana  perse di vista il resto del convoglio doppiando in solitaria il Capo di Buona Speranza per traversare il mare arabico meridionale e l’ Oceano indiano. Navigando ad est con la sua nave fu spinto fuori rotta a sud dai cosiddetti  venti quaranta ruggenti che soffiano da ovest, incrociando  isole sconosciute e disabitate per sbarcare  su una che poi prese il  suo nome davanti la baia di Shark che s’apre sulla costa occidentale australiana di  Gascoyne. Dal suo diario si sa che per tre giorni da quell’ isola Dirk navigò tra la costa  e le altre isole chiamandole Eendrachtsland e vi lasciò una targa su una piastra tonda incisa scritta: “Il 25 ottobre è arrivata la nave Eendracht, da Amsterdam: Mercante maggiore Gilles Miebais da Liegi, Capitano Dirch Hatichs. Il 27 ditto, siamo ripartiti per Bantam. Mercante minore Jan Stins, timoniere Pieter Doores da Brielle. Nell’anno 1616.” La piastra originale la si ritrova al Rijksmuseum di Amsterdam ove la portò il suo compatriota esploratore  Willem de Vlamingh lasciandovi una  targa nel 1696.  Hartog proseguì lungo la costa a settentrione fino all latitudine 22° sud lasciando quella terra sconosciuta  per prendere la rotta dell’  Indonesia   ove giunse a Batavia nell’ isola di Giava a dicembre dicembre e la sua targa rimane la prima scritta dell’  esplorazione europea lasciata nell’ancora ignota Australia.

 

Jacob Le Maire e Willem Schouten in Nuova Guinea

Dal ricco mercante Le Maire di Anversa tra i  ventidue figli nacque Jacob Le Maire , cresciuto ad Amsterdam ove il padre Isaac divenne uno dei facoltosi fondatori della Compagnia delle Indie orientali olandesi Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie, poi lasciata per dissidi e nel 1615 fondò un’altra impresa Australisch Bedrijf  marittima per cercare nuove rotte del Pacifico e verso l’ inesplorata Australia armando la nave Hoorn ed il vascello Eendracht come quello utilizzato da Dirk Hartog.  Per dirigere la spedizione nominò il figlio  Jacob e il navigatore Willem Schouten che nel giugno 1615 partirono dal porto olandese  di  Texel, alla fine di gennaio del 1616 ribattezzarono Schouten kaap il tempestoso  Capo Horn e presero una delle rotte del Pacifico verso la Polinesiaincrociando le  Tuamotu dove sostarono e  alla fine di aprile proseguirono per Niuafo’ou , la vicina Niuatoputapu e  l’ isola Tafahi nell’ arcipelago delle Tonga ove, non erano mai giunti europei. Furono ben accolti dalla popolazione delle sconosciute isole di Futuna e la piccola Alofi  da dove ripartirono a metà maggio per la  Nuova Guinea occidentale. Al largo della baia chiamata Geelvinkbaai  ne incrociarono le isole ribattezzate Schouten , ma viaggiando tra Biak , l’ isola di Supiori  e la non lontana Numfor ben poco ho trovato di ricordi olandesi, mentre qualcosa rimane nelle Molucche ove era la base della Compagnia nell’ isola  Ternate che alla fine di luglio 1616 Le Maire e Schouten raggiunsero. Ben accolti dai compatrioti e dal governatore di Ambon,  ripartirono per  Giava ad ottobre con i risultati della nuova rotta per l’ Indonesia attraverso il Pacifico competitiva con quelle dominate dalla Voc, come si usava abbreviare la Vereenigde Geoctroyeerde Oostindische Compagnie olandese , così il potente direttore   Jan Pieterszoon Coen li fece imprigionare a Batavia confiscandone il vascello Eendraght. Riavuta libertà ritornarono in patria con la nave Amsterdam dell’ altro navigatore olandese Joris van Spilbergen che stava seguendo la vecchia rotta di Magellano e del britannico Drake attorno al mondo, durante la navigazione Le Maire ammalato fece in tempo a raccontare il viaggio  e darne il diario a Spilbergen prima di morire,  che poi pubblicò in inglese nel suo Mirror of the East and West Indies.

 

Abel Tasman

Dalle soperte dei precedenti e contemporanei navigatori olandesi, la  Compagnia olandese Voc , affidò al capitano Abel Janszoon Tasman spedizioni nell’ oceano per aprire nuove rotte dall’ Indonesia,  nella prima si spinse a nord incrociando le isole Ryukyu  ad est dell’allora isolato Giappone Tokugawa. Nel 1642 navigò al largo delle coste meridionali dell’ inesplorata Australia , scoprendo una grande isola  selvaggia popolata da aborigeni che chiamò Diemenslandt, nota come   Terra van Diemen  dal cognome di Anthony governatore Compagnia oandese, ribattezzata poi Tasmania. La ritenne propaggine dello sconosciuto  continente australiano, così come la Nuova Zelanda senza esplorarla,  poi navigò tra Samoa, Tonga e le isole Fiji e tornò in in  Indonesia lungo le coste settentrionali della Nuova Guinea. L’anno dopo seguì a ritroso la vecchia rotta di Luis Vàez de Torres fino all’ omonimo  stretto che considerò una grande baia australiana e per oltre un secolo la Nuova Guinea  fu creduta unita all’ Australia fino all’esplorazione di James Cook nel 1770 che scoprì l’errore.  Abel Tasman non esplorò le terre scoperte inseguendo le Vie delle-spezie e merci preziose con i mercanti e gli avventurieri che lo seguivano nelle sue spedizioni e che aprirono le vie marittime europee  asiatiche e nuove rotte nel  Pacifico, forse le stesse dei leggendari antenati austronesiani che hanno popolato l’ Oceania.

 

Jacob Roggeveen e l’ isola di Pasqua

Inseguendo la  mitica terra del continente Australis che continuò ad essere cercato nell’ immensità del Pacifico  con nuove rotte che incrociavano nuove terre ove iniziavano le esplorazioni, fu ispirata anche la spedizione dell’ olandese  Jacob Roggeveen che doppiò Capo Horn  con tre navi nel 1722 seguendo la via meridionale, scoprì lo speduto arcipelago di Juan Fernàndez e il giorno di Pasqua sbarcò in un’ isolaisola che  perciò venne battezzata di Pasqua, v’ erano  rocce con iscrizioni Rongorongo che raccontavano un’ antica Mitologia e si ergevano enormi e misteriose statue di pietra che gli indigeni chiamavano Moai dall’ enigmatico sguardo perso nell’ oceano.  Roggeveen vagò a lungo nel Pacifico cercando il continente Australis , ma con l’ equipaggio decimato da un tifone e dallo scorbuto fu costretto a prendere la rotta per l’ Indonesia verso Giava dimenticando la misteriosa isola di Pasqua e passarono quasi cinquanta anni quando  gli spagnoli la ritrovarono  nel 1770 con la spedizione guidata dal navigatore Felipe Gonzàez che per primo ne fece   descrizione nel suo diario di bordo. Ai navigatori olandesi seguirono i francesi e quelli britannici alla ricerca della Terra Australis sulle rotte del Pacifico incrociando nuove terre nella vasta Oceania, fino a quando il mistero non fu svelato dal nono figlio di un garzone agricolo dello Yorkshire James Cook.

© Paolo del Papa: Viaggiatori ed esploratori. Vol.Attraverso gli Oceani.Olandesi nel Pacifico.

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