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Tasmania – Nella Terra di Van Diemen

La Tasmania è un rozzo triangolo a sud dell’Australia proteso verso l’Antartide dalle coste frastagliate che contengono un territorio selvaggio di montagne coperte di boschi alpini dove si aprono vallate colme dalla foresta pluviale,altipiani di brughiere,fiumi e laghi che si susseguono in paesaggi grandiosi e selvaggi creati dalle glaciaziom,un ambiente che ha sviluppato flora e fauna diversa dal vicino continente australe.Fu popolata da antiche tribù venute dall’Asia attraverso l’Australia e le terre emerse che univano i due territori in epoche remote ,sopravvivendo isolati per millenni fino a quando anche qui arrivarono i bianchi e li sterminarono.Le coste della Tasmania furono scoperte nel 1642 da navigatori olandesi che la battezzarono “Terra di Van Diemen”e a lungo l’isola fu creduta parte del continente,fino a quando gli inglesi non vi navigarono attorno nel 1798,ma in tutto questo periodo non interessò agli europei intenti a ben più remunerative esplorazioni in Australia e nel resto del Pacifico,solo nel 1801 una spedizione scientifica francese vi lasciò una base e subito gli inglesi corsero ai ripari dichiarandola colonia di sua maestà britannica.Gli unici che potevano insediarsi in quella terra selvaggia ed inesplorata erano i deportati e così un certo tenente Bowen sbarcò nella baia di Hobart con trentasei uomii,tredici donne e bambini e un cavallo dando inizio alla moderna storia della Tasmania,arrivarono altri deportati,pirati,banditi e avventurieri che cominciarono la loro opera di “civilizzazione” sterminando le colonie di foche,poi fu la volta degli aborigeni considerati altri “animali” da sfruttare ed eventualmente eliminare.I tasmaniani sono estinti con gli echi delle imprese del capo Mosquito che si ribellò con i suoi aborigeni per combattere i bianchi dalle montagne mentre i più “mansueti”furono completamente sterminati dalle sopraffazioni,le malattie e l’alcool,assieme alle cacce dei “civilizzatori”,poi i fieri guerriglieri di Mosquito furono convinti a tornare erano 205 che nel 1856 erano ridotti a 16 e nel 1876 mori l’ultimo rappresentante di una razza sopravvissuta per millenni alla natura selvaggia adattando si perfettamente e solo pochi anni ai bianchi.Nel 1866 la vecchia terra di Van Diemen prese il nome di Tasmania in onore del navigatore Tasman che la scopri e cento anni dopo divenne un enorme parco naturale del quale rimane ancora una zona inesplorata nella parte occidentale,una delle aree più incontaminate del mondo la cui traversata inizia dalla costa frustata dai venti antartici che hanno piegato gli alberi affacciati sulle rocce che frangono le onde violente del Pacifico sotto il cielo dove planano a migliaia gabbiani,sule,procellarie,rondii marine,cormorani e albatros predando i nidi dei pinguini sugli scogli da dove si tuffano le foche.Risalendo il fiume Derwent si lascia Hobart e la costa per penetrare nelle pianure dell’interno dove si susseguono i campi attorno le fattorie che poi lasciano lo spazio agli enormi eucalipti tasmaniani,dopo il fiume si restringe e penetra la zona del parco Mt.Field dove la prateria si trasforma rapidamente nella vasta foresta pluviale dalle gigantesche conifere e gli eucalipti le cui fronde non fanno filtrare la luce sull’impenetrabile sottobosco di felci giganti e cespugli indecifrabili,mentre i muschi e licheni ricoprono i tronchi cosparsi di piccole orchidee e fiori tropicali,la vita pulsa nascosta e lancia i suoi suoni nella penombra frusciando tra la vegetazione.Attorno alla cascata di Russel la vita animale è più intensa,ma il fragore dell’acqua copre i rumori dei piccoli canguri tasmaniani che saltano rapidi tra gli alberi,gli uccelli più strani e i pappagalli che sciamano a centinaia tra le fronde sopra i sentieri nascosti che attraversano la foresta per uscirne e aprirsi sulla prateria dove brillano le acque del piccolo lago Dabson sotto il Mt.Field West che domina il corso del Darwent verso il lago St.Clair.Un sentiero spettacolare lega il lago al monte Cradle costeggiando la riva occidentale popolata da uccelli che si tuffano nella pesca ,poi si staglia il profilo del monte Olympus che domina la foresta pluviale,seguito dal massiccio dei Traveller Ranges e il monte Ossa sotto cui si stendono le riserve del Franldin Gordon River e South West a lungo inesplorate e dove si trovano le caverne di Kutikina e Deenarena abitate da antichissimi aborigeni nell’ultima era glaciale,uno dei più meridionali insediamenti umani della preistoria e antenati dei tasmaniani sterminati in pochi anni dai bianchi. Attraverso la foresta pluviale si accede alla brughiera popolata da una fauna unica al mondo,topi marsupiali,viverrii,opossum tasmaniani,gli strani e timidi echidna e i celebri “diavoli della tasmania” che vivono nellla notte,mentre di giorno l’ambiente è animato dai piccoli canguri arboricoli e i wallaby che al tramonto si riuniscono vicino agli stagni dell’altipiano disteso fino ai magnifici boschi fioriti del Cradle sotto il cielo australe dove planano le aquile audax per gettarsi in rapide picchiate a ghermire le prede.La traversata prosegue per il vecchio villaggio minerario di Queenstown,a lungo sperduto avamposto privo di collegamenti stradali fino a quando non è stata aperta la Leyll Highway che l’ha ricongiunto al resto del mondo,ma l’atmsofera pioneristica è ancora viva e le serate si passano nell’unico pub con i vecchi minatori che trangugiano birra raccontando come era dura la vita da queste parti trenta ani fa.Da Queenstown la strasa scende serpeggiando fino alla costa sulla Macquarie Harbour e il porticciolo alla foce del fiume Gordon,al largo lo stretto di Wellington Head immette nel Pacifico dalle enormi onde grige che contrastano le acque calme e azzurre della laguna che accoglieva le navi sulla rotta meridionale del grande oceano e il faro di Cape Sorrel continua a mettere in guardia i navigatori dagli scogli frustati dalle onde.Nell’isola di Sarah i primi coloni costruirono il minuscolo centro di Convict da dove iniziarono a penetrare nell’interno sul fiume Gordon che si infila in strette gole coperte di vegetazione ed entra nella foresta del Wild Rivers procedendo con le anse del “Serpentine Deam” fino ad immettersi nelle acque blu del lago Pedder,dove si tuffano nella pesca pellicani e cormorani e i gabbiani sciamano dietro le barche verso il porticciolo di Strathgordon.Da qui la vecchia pista degli esploratori attraversa l’istimo che separa i laghi Gordon e Pedder per raggiungere il “Muro di Gerusalemme” dove si concentra una grande quantità di laghetti alpini tra boschi di conifere e pianure fiorite a primavera,in tutta la zona gli scopritori hanno onorato la loro fede ebraica battezzando “biblicamente”ogni località,così si entra dal Passo di Erode e si continua sull’altopiano per il lago di Salomè ai piedi del monte Muro del Pianto da cui si inseguono le vette fino al maestoso Monte Gerusalemme,poi si esce dalla selvaggia e “biblica”regione per raggiungere la strada che porta sulla costa a Lanwnceston dove termina la traversata della vecchia Terra di Van Diemen tra i suoi incontaminati tesori naturali.

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