La Nuova Spagna: Messico coloniale

La Nuova Spagna: Messico coloniale


Il Messico divenne dominio coloniale ove sorse il potente Vicereame della Nuova Spagna da dove poi per gli inesplorati territori oltre i confini settentrionali  mossero altri avventurieri e conquistadores, divenne fonte di immense ricchezze, dalle miniere dell’ oro e l’ argento alle piantagioni di canna da zucchero, caffè, cacao e mais, mentre la popolazione indigena messicana venne decimata da conflitti, repressioni ed epidemie. La vasta colonia si stendeva su tutti  i domini degli  aztechi conquistati nelle regioni centrali e a sud su quello che fu l’ antico mondo dei  Maya, l’ intero territorio meridionale  del Guatemala e quello del costiero affacciato sull’ Atlantico del  Belize,  oltre gran parte delle isole incrociate dalle rotte dei Caraibi, mentre  a nord si estese dalla California sulla costa occidentale ai territori di quello che poi divenne il Texas  e il Nuovo Messico con la colonia di Santa Fe. Dal vicereame  della Nueva España si aprirono nuove vie che rivoluzionarono i commerci come  la rotta che fu detta Galeòn de Manila  percorsa dalla flotta dei galeoni  tra  la colonia spagnola filippina di Manila fino alla costa messicana del Pacifico dove era stata fondata Acapulco con il suo porto sull’ oceano, seguendo il sistema di navigazione portoghese adoperato nell’ Atlantico noto come volta do mar, da qui le preziose merci venivano caricate su carri per attraversare il territorio messicano fino alla costa atlantica nel porto di Veracruz  per essere imbarcate di nuovo attraverso l’ Atlantico e raggiungere la madrepatria  Spagna. Le altre rotte atlantiche che trasportavano le ricchezze del Nuovo Mondo  incrociavano quelle dei Caraibi dalle coste messicane del Vera Cruz e lo Yucatàn attraverso Santo Domingo e l’ altra colonia  spagnola vicina nell’ isola caraibica di  Portorico per procedere sulla rotta atlantica, poi dal XVII secolo i centri spagnoli subirono  le violente incursioni su quelle che divennero le temute rotte dei pirati. Nel lungo periodo della  Nueva España furono fondate gran parte delle città messicane che, dove non soffocate dalle successive espansioni urbane,  rimangono come ancora le si trovano con la loro affascinante  architettura coloniale tra piazze, palazzi, chiese, conventi  e missioni,  oltre ai molti centri minori detti  Pueblos Màgicose che conservano le tradizionali atmosfere indigene e meticce  tra gli animati mercati  e vecchi edifici coloniali.

 

Tra le città coloniali

Tutte le capitali del Messico sono sorte in epoca coloniale e ne conservano la memoria nei loro edifici, palazzi, chiese, monasteri e monumenti racchiusi nei centri più antichi,  così come le molte storiche città messicane che hanno percorso la storia del paese, ma tra tutte ne splendono alcune in un affascinante percorso dal nord ai tropicali  territori meridionali. La regione del Jalisco accoglie Guadalajara  nella valle dell’Atemajac, ove rimangono gli edifici coloniali, palazzi e chiese centro storico di  Guadalajara. L’ immensa metropoli della capitale conserva il centro storico di  Città del Messico edificato dagli spagnoli sui resti  antica capitale azteca  dopo la devastazione e distruzione di Tenochtitlàn. Nello storico centro coloniale  di Città del Messico rimangono edifici,  palazzi, chiese e monasteri  sorti dall’ epoca della fondazione nel XVI secolo fino ai più recenti costruiti dopo l’ indipendenza. A sud della capitale nella valle dominata dai maestosi massicci dei vulcani Popocatepetl e l’Iztaccihuatl nel 1531 venne fondata Puebla che ha conservato magnifici edifici dalla suggestiva  architettura barocca sorti tra il  seicento e il settecento.  Poco fuori si trova il sito precolombiano di Cholula ove si erge alta ed imponente la suggestiva Piramide Cholula. Nella valle Guayangareo del Michoacán, nel 1541 venne fondata  Morelia dagli edifici palazzi e chiese ove si fondono gli stili rinascimentale, barocco e neoclassico settecentesco e su una più antica città azteca nel 1529  gli spagnoli  fondarono Taxco, dal centro che conserva gli edifici dell’ epoca con le vicine ricche miniere d’  argento. Nella regione orientale del Michoacan che fu dominio del precolombiano  Tarasco  dopo la conquista spagnola fu fondata Pàtzcuaro che conserva l’ antica atmosfera coloniale tra le sue vecchie strade e piazze del centro ove affacciano edifici, palazzi e chiese  coloniali. In una gola della maestosa  Sierra Madre nel 1559 sorse Guanajuato fiorita con l’ estrazione dell’ argento,  il’ centro storico della vechia Guanajuato conserva il fascino coloniale e dalla raffinata architettura moresca  andalusa. Nella regione del  Guanajuato  San Miguel Allende venne fondata nel 1542 dal missionario francescano Juan de San Miguel e ne rimane la vecchia San Miguel coloniale  dalle  facciate colorate e sontuosi  palazzi. Poco oltre  il  santuario di Jesùs Nazareno di Atotonilco dalla magnifica architettura barocca sorto nel 1740. Nella costa occidentale affacciata sul Pacifico nel 1530 venne edificata  Acapulco che divenne il grande porto per i commerci con le colonie dell’ Asia orientale e le Filippine sulla rotta dei Galeoni di Manila , cresciuta in epoca moderna attorno al vecchio centro di Acapulco e ne conserva gli edifici coloniali. Nella Sierra Madre meridionale la fertile  valle Oaxaca  fu antico territorio precolombiano del popolo degli zapotechi che vi fondarono la città con il grande centro cerimoniale di Monte Albán, quando vi giunsero gli spagnoli  nel 1532 edificarono il centro coloniale  che prese nome dalla valle come la città di Oaxaca. Fin dalla sua fondazione vi furono edificati quartieri, palazzi ed edifici religiosi che ne fecero una delle più affascinati città coloniali della regione che rimane nel centro di Oaxaca, assieme ai suoi mercati tradizionali e la sua atmosfera indigena messicana, nella  vicina Cuilapan  nel 1556 i domenicani iniziarono la costruzione del monastero chiamato Santiago Apóstol. Scendendo nel meridionale Chiapas  la città di Villa Real venne fondata nel 1528, chiamata poi San Cristòbal de las Casas in onore di  del religioso e grande cronista spagnolo,  Barolomè de Las Casas che si prodigò per i diritti degli indigeni nel Nuovo Mondo. Ne rimane affacinante il suo storico  centro di San Cristobàl. Nell’ antico modo dei Maya che da tempo avevano lasciato alla foresta  le loro nello Yucatan,  dalla distruzione dell’ antica città di città e il centro cerimoniale di  T’Ho nel 1542  le pietre furono utilizzate dal conquistador  Montejo  per edificare i primi edifici di Mèrida estesa poi nella  città vecchia rimasta coloniale  con il vasto storico centro di Merida . Anche il vicino territorio fu a lungo dominato Maya che hanno lasciato i resti nei siti del Campeche, qui i conquistadore spagnoli fondarono la città di Campeche  che ne prese il nome come potente roccaforte della Nueva España a difesa delle rotte caraibche , ne  conserva centinaia di edifici  dagli stili rinascimentale, barocco, moresco e neoclassico che si sono sovrapposti nel  centro storico di Campeche.

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