Stati Uniti del Messico

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Nel caotico periodo seguito  dopo la rivoluzione  continuarono i conflitti tra le varie fazioni e tramontò lo spirito rivoluzionario popolare, un tentativo di pacificazione avvenne negli anni trenta con il sorgere di partiti politici oltre il vecchio Partido Liberal fondato nel 1903 e che fu uno dei protagonisti della rivoluzione.  Nel 1930  venne  fondato il movimento paramilitare  Camisas Rojas  anticlericale  del Tabasco, tre anni dopo il reazionario di ispirazione fascista Acción Revolucionaria Mexicanista noto come Camisas Doradas, nel 1939 fu fondato il  nuovo partito conservatore Acciòn Nacional di ispirazione cattolica e nello stesso periodo dal moderato  Partido Nacional Revolucionario venne il partito Partido Instirucional  con il suo capo socialdemocratico e nazionalista  Elías Calles divenuto presidente che convinse le fazioni militari a costituire l’ esercito nazionale messicano unitario ponendo fine agli ultimi echi della rivoluzione assumendo per tutti la Costituzione Messicana  emanata nel 1917. Dal 1926 per tre anni contro la sua  Legge Calles,  che annientava i privilegi ecclesiastici e fortemente anticlericale, i cattolici integralisti scatenarono la rivolta cristera con la reazione governativa che portò all’ uccisione ed espulsione di preti e religiosi fino all’ elezione del presidente  Làzaro Càrdenas che finalmente realizzò almeno in parte quella riforma agraria reclamata dai moti rivoluzionari favorendo le comunità indigene con un governo socialdemocratico contro l’analfabetismo, nazionalizzò trasporti e le ferrovie, espropriando poi le compagnie petrolifere straniere affidandole alla confederazione dei lavoratori messicani, accolse diversi rifugiati politici europei come il russo rivoluzionario Lev Trockij che nel 1940 per volere stalinista  a Città del Messico venne poi assassinato . Alla fine del suo mandato dal 1940 per sei anni seguì la presidenza  del successore Manuel Camacho che continuò solo in parte il riformismo del predecessore, concedendo alle compagnie petrolifere statunitensi indennizzi per gli espropri, seguì la presidenza di Miguel Valdès fino al 1952 che promosse la crescita delle infrastrutture e trasporti modernizzando il paese anch’ egli espressione del Partido Revolucionario Institucional al potere come i successori Adolfo Ruiz Cortines, Adolfo López Mateos, Gustavo Díaz Ordaz e Luis Echeverrìa che due anni prima la sua elezione  nel 1968 era stato Segretario del Governo quando fu repressa violentemente una pacifica manifestazione studentesca nel massacro di Tlatelolco a Città del Messico noto come la strage di Piazza delle tre Culture. Era un periodo di profonda crisi con un enorme debito estero e la costante ingerenza statunitense che minacciava il paese di ritorsioni se avesse aderito all’ Opec sottraendo al controllo nordamericano le risorse perolifere messicane, mentre cresceva la disoccupazione e il pesante sfruttamento dei contadini. Nel decennio successivo con il crollo del prezzo petrolifero e l’ ulteriore aumento del debito estero il paese sprofondò in una situazione sempre peggiore per tutti gli anni ottanta mentre continuava l’ ingerenza statunitense come in tutta l’ America Latina. Con la presidenza di Carlos Salinas iniziata nel 1988 venne avviata una politica di austerità e alcune riforme che fronteggiarono la crisi e la riduzione dell’ inflazione, ma la situazione messicana è rimasta fragile negli anni successivi con disagi nella popolazione e i flussi migratori verso gli Usa, che hanno approfittato della mano d’ opera a buon mercato, favorendo  l’immigrazione illegale, mentre le multinazionali statunitensi hanno lucrato  delocalizzando nelle zone  messicane esenti da dazi doganali e diritti sindacali Maquiladoras, ed è in questo periodo che è cominciato un nuovo tragico capitolo nella storia messicana con il traffico di droga.

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