Le esplorazioni del nord ovest americano

Le esplorazioni del nord ovest americano

Sulle vie degli esploratori, cacciatori ed avventurieri tra il nord e il west nei territori indiani americani

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Le esplorazioni nordamericane erano iniziate  dei conquistadores spagnoli nel XVI secolo, seguite dalle britanniche partite dalle prime colonie fondate dai puritani nel secolo successivo, dei Francesi per tutto il settecento e la ricerca del Passaggio a nord ovest. Una gran quantità di  esploratori europei più o meno noti si sono avventurati in quei territori per tutto quel periodo fino all’ inizio del XIX secolo quando molti affrontarono gli sconosciuti territori del Nord ovest canadese e dei nuovi Stati Uniti , di molti le fonti sono incerte, mentre altri hanno lasciato cronache e scritti dei loro viaggi e di loro se ne può raccontare la storia anche per averne percorsi alcuni itinerari.

 

Juan Pardo

Con le esplorazioni dei conquistadores spagnoli in nordamerica, a  metà del XVI iniziarono a diffondersi le  missioni gesuite nordamericane e dal nord della  Florida spagnola  Pedro de_Avilès nell’ isola di Parris aveva fondato  Santa Elena come avamposto  in Sud Carolina da dove l’ esploratore Juan Pardo organizzò una  spedizione nel territorio del nord Carolina e vi fondò l’ avamposto di San Juan nel territorio delle tribù  del popolo Joara e i vicini Waxhaw discendenti della precolombiana Cultura Mississippi. Si inoltrò poi nella regione degli Euchee chiamati anche  Yuchi che si definivano Popolo del Sole Tsoyaha poi alleati con i Creek  come gli  indiani Chiska incontrati anche dalla spedizione di  Hernando de Soto  venti anni prima.Nel 1567 con il suo secondo viaggio Juan Pardo percorse i contrafforti dei monti Appalachi fondando piccoli avamposti per aprire una via verso il messicano Zacatecas nel vicereame della Nuova Spagna,  attraversando la catena del Blue Ridge si trovò in una vasta zona desertica e  Juan Pardo fu il primo ad entrare nel territorio dei  Cherokee, nel frattempo una rivolta degli indiani Joara  travolse gli insediamenti spagnoli in quel  territorio che venne abbandonato.

 

Coureur des bois

Durante le esplorazioni francesi nel 1610 il fondatore di Quèbec e governatore della Nouvelle France canadese de Champlain, inviò l’ esploratore compatriota Etienne Brùlè nel territorio degli Uroni per apprenderne lingua e costumi ed esplorare la regione dei Grandi Laghi tra le sconosciute regioni dell’ Ontario canadese e il Michigan. Catturato e seviziato dagli Irochesi, imparò anche da loro lingua ed usanze iniziando con loro quel commericio di pellicce  che poi vide il sorgere delle grandi compagnie alla fine del secolo successivo e ne fu il primo  Coureur des bois, seguito  dagli altri francesi come Chouart des  Groseilliers, Guillaume Couture, Jean Nicolet, il più famoso Louis Jolliet, Pierre Esprit  Radisson e Jaques de   Noyon che esplorarono quei territori stabilendo rapporti con gli indiani  indiani  del nord est.Oltre ai viaggi missionari tra gli indiani Uroni, come quelli di François de Casson assieme a Brèhant Galinèe, per cercare nuove vie al commercio di pellicce furono inviate le spedizioni di Saint Lusson che esplorò il lago Superiore, sul fiume San Lorenzo venne fondato l’avamposto di di Tadoussac  da Gravè du_Pont e Chauvin de Tonnetuit aprendo altri itinerari  per il commercio di pellicce tra i territori degli Uroni, delle tribù  Irochesi e degli altri  indiani dell’ Ontario fino alle terre dei bellicosi Algonchini. Nel 1603 il governatore  Champlain assieme a la nobile  Francois Grave  du_Pont  durante una spedizione stabilitono un’ alleanza con gli  indiani Innu che chiamarono montagnais avversari degli Irochesi,  così da esplorare il San Lorenzo e aprire  altre vie per  i commerci di pelli. Nel 1671 Louis Jolliet  e il missionario  Jacques_Marquette tentarono di discendere il Mississippi, così come fece nove anni dopo l’ altro missionario Louis Hennepin  che si spinse a sud dove fu tenuto prigioniero per alcuni anni dagli indiani Sioux. Nel 1683 l’ esplorazione del fiume  fu affrontata venne da Renè Cavelier de  La Salle assieme ad Henri de Tonti, riuscendo ad arrivare al delta fondando i primi villaggi  della Louisiana francese da dove si spinse fino al Texas.

 

Francesco Bressani gesuita tra gli Uroni

Durante  le esplorazioni francesi del XVII secolo il gesuita italiano Francesco Giuseppe Bressani fu missionario nella colonia canadese della Nouvelle France  ove giunse nel 1642 rimanendo due anni  tra Quèbec e l’avamposto nel centro coloniale di  Trois  rivières da dove decise di raggiungere una missione  sorta  sulla baia Georgian sul lago Huron nell’ omonimo territorio degli Uroni. Partendo con sei di  quegli indiani convertiti e un ragazzino francese, dopo tre giorni di navigazione in canoa verso l’avamposto di Fort Richelieu vennero catturati dagli  Irochesi, prigioniero e torturato Bressani fu venduto a coloni olandesi che lo liberarono riportandolo in Europa a La Rochelle da dove ripartì nel 1645 raggiungendo la regine dei Grandi Laghi , vi rimase per quattro anni nella nazione Wyandot degli indiani  Uroni e in rapporti anche con altre  tribù del territorio Ontario, apprendendone lingua e costumi. Nei quattro anni successivi esplorò la regione con rilevamenti cartografici ed astronomici e fu il primo europeo a descrivere le cascate del Niagara. Uniti in confederazione gli Irochesi nel XVII secolo iniziarono conflitti contro la colonia francese e gli indiani alleati Uroni e altri popoli  come i Menominee  Ottawa, i Petun, le tribù  Potawatomi di stirpe Algonchina, oltre agli Ojibway. Si aggiunsero POI le  guerre chiamate del Castoro sostenute da coloni olandesi e i britannici che  scatenarono gli Irochesi e le tribù Mohawk contro gli indiani della colonia canadese come gli  Eriez, i  più meridionali Shawnee e soprattutto gli Uroni che furono decimati rifugiandosi nel Quèbec. Non potendo continuare la sua opera tra quegli indiani decimati Bressani nel 1650 tornò in patria raccontando le sue esplorazioni e la vita tra gli indiani nella Breve relatione d’alcune missioni de’ PP. della Compagnia di Giesù nella Nuova Francia pubblicata nel 1651.

 

Samuel Hearne

L’ ufficiale della marina britannica Samuel Hearne partecipò giovanissimo alla Guerra dei sette anni imbarcato con il capitano Samuel Hood, nel 1766 era a Fort Prince Wales di Churchill nel  nord del Manitoba canadese tra il  Nunavut e la baia di Hudson dove era stata fondata l’ omonima Compagnia che fu la prima per il  commercio di pellicce e ne divenne capitano di una baleniera. Navigando in quei mari incrociati dai vascelli alla ricerca del Passaggio a nord ovest  trovò i resti della spedizione di James Knight scoparsa nel 1721, dopo aver esplorato la costa della  baia vi incontrò la spedizione dell’ astronomo William Wales che aveva partecipato al secondo viaggio di James Cook, giunto nel 1769 per osservare il transito di  Venere. Intanto un capo degli indiani Ojibway chiamato Matonabbee informò i coloni che all’ interno del Nord Ovest canadese si trovavano giacimenti di rame e venne inviato Hearne a cercarlo assieme ad indiani che da tempo commerciavano con la Compagnia e i bianchi della baia di Hudson. Partì da Churchill all’inizio di  novembre 1769 accompagnato da due bianchi della Hudsons bay Company, alcuni indiani  Chippewa e due guide Cree spingendosi a nord oltre il fiume Seal avanzando a fatica per il clima rigido e la scarsità di selvaggina, gli indiani disertarono  e la spedizione fu costretta a rientrare. Ritentò nel febbraio successivo accompagnato solo da guide Cree procedendo lentamente fino alla stagione della caccia e raggiunse probilmente il gran Lago degli Schiavi, sicuramente il lago Yathkyed oltre il fiume Kazan nel territorio   Nunavut procedendo ad ovest fino al lago Dubawnt ritornando dopo circa otto mesi incontrò il capo Matonabbee che fu di preziosa guida nel viaggio successivo. Nel dicembre 1770 ripartì con l’esperto Matonabbee che si portò otto delle sue mogli per raggiungere il settentrionale Kitikmeot  in estate e il  fiume Coppermine da discendere fino al mare glaciale dell’ Artico attraverso i territori degli indiani di simile  lingua del Grande Nord noti come  Athabaska, di questi alla spedizione si aggregarono alcuni Dene  all’ epoca in conflitto con il popolo  chiamato Eschimese diviso tra gli Inuit canadesi e gli Yupik dell’ Alaska.  A metà luglio raggiunte le rapide del fiume Coppermine gli indiani della spedizione attaccarono un loro accampamento uccidendoli a Kugluk che da quel 17 luglio 1771 fu ricordato come il massacro di  Bloody Falls. Continuando su quel fiume ne raggiunse la foce nel mare Artico verificando definitivamente che a quell’ altezza del continente non poteva esservi quel Passaggio a nord ovest tanto cercato, così come non aveva trovato giacimenti rilevanti di rame nella regione. Per il ritorno presero la via occidentale passando per il grande  Lago degli orsi Bear lake  e quello chiamato Lago degli schiavi Great slave arrivando a fine giugno 1772 dopo un viaggio di ottomila chilometri. Venne di nuovo inviato nel Saskatchewan per fondare un avamposto commerciale nei pressi di Fort Beausèjour costruito dai francesi della colonia Acadia e teatro della  battaglia durante la guerra franco indiana contro i britannici. Divenuto governatore del Fort Prince of  Wales nel 1782 con trentotto uomini fu costretto a capitolare all’ attacco di tre vascelli comandati da La Pèrouse, liberato e tornato in patria, fu di nuovo in Canada trovando gli indiani decimati dalle malattie portate dai coloni e il vecchio amico  Matonabbee suicidato, lasciò definitivamente il Manitoba per la madrepatria dove fu d’aiuto alle ricerche naturalistiche di Thomas_Pennant, scrisse delle sue esplorazioni ed avventure in A journey Journey from Prince of Wales’s Fort in Hudson’s Bay to the Northern Ocean uscito postumo dopo la sua scomparsa nel 1792.

 

Alexander Mackenzie

Lo scozzese Alexander Mackenzie all’ età di dieci anni giunse con la famiglia a New York nel 1774 all’ inizio della Guerra d’ indipendenza americana il padre Kenneth e lo zio John vi parteciparono nel reggimento lealista King’s Royal newyorkese di Johnson e lui fu mandato nel Quèbec canadese a Montrèal dove si rifugiarono molti lealisti come nell’ isola di  Carleton dove giunse il padre che vi morì. Alexander nel 1779 fu assunto nella prima compagnia per il commercio di pellicce canadese che nel 1787 entrò nella potente North West Company. Assieme all’ esploratore e cartografo  Peter Pond nel 1787 fu inviato in uno dei Territori del nord ovest canadesi nel Saskatchewan sul lago Athabasca, nella convinzione che il  fiume inesplorato di quel territorio  nasceva dal Grande Lago degli Schiavi, scoperto nel 1771 da Samuel Hearne, per scorrere fino alla costa nord occidentale nella Baia  ove sbarcò nel 1778 Cook sul golfo d’  Alaska e quindi trovarne la via per il commercio di pelli.  Mackenzie partì nel giugno  1789 dall’ avamposto di Fort Chipewyan in canoa assieme a guide indiane percorrendo cinquecento chilometri ad ovest per poi  continuare  a nord  nei pressi dell’ estuario del fiume che chiamò Disappointment  e ribattezzato Mackenzie per onorarlo della sua scoperta, dagli indiani locali seppe che nella regione scorreva anche il  lunghissimo fiume chiamato poi Yukon dal vasto bacino fino al  suo delta Kuskokwim nel mare di Bering,  dopo quattro mesi dall’ inizio della spedizione tornò nel Canada britannico.

Nel 1792 era di nuovo a  Chipewyan per seguire il corso del fiume Peace che nasce dalle  Montagne Rocciose canadesi nella British Columbia e scorre a nord est attraverso l’ Alberta settentrionale entrando nello Slave river affluente del fiume Mackenzie che aveva esplorato, superando lo spartiacque geologico del Continental Divide settentrionale per cercare lo sbocco sulla  costa  nord occidentale. Partito ad ottobre  con il giovane Alexander MacKay , all’ inizio di maggio 1793 fondò Fort Fork alla confluenza con il fiume Smoky, alla fine del mese erano in quella del Finlay e dell’ altro affluente Parsnip che risalirono per poi discendere il McGregor e giungere al Fraser che era all’ epoca un fiume ignoto ed  esplorato nel 1808 da Simon Fraser. Nella regione poi chiamata Alexandria in suo onore gli indiani lo avvisarono a non continuare sul Fraser e prendere la via più agibile del blackwater chiamato anche fiume West Road che ben conoscevano, a metà luglio erano nel territorio degli indiani  Nuxalk attraversato dal fiume Bellakula che seguirono fino alla foce sul canale di Dean nell’ occidentale  regione delle montagne costiere, così chiamato da George Vancouver che vi era sbarcato due mesi prima nella sua lunga spedizione navigando attorno al mondo. Alexander Mackenzie terminò il suo viaggio dopo aver percorso cinquemila chilometri esplorando il Canada settentrionale e i territori del nord ovest, dopo pochi anni tornò Regno Unito rifondato nel 1801 da Giorgio III che lo nominò Sir e pubblicò i racconti dei suoi viaggi ed esplorazioni in Voyages from Montreal, on the River St. Laurence, Through the Continent of North America, to the Frozen and Pacific Oceans; In the Years 1789 and 1793, prese moglie e visse fino al 1820 quando morì tornando da Edimburgo in quella Scozia da dove Alexander era partito quarantasei anni prima.

 

David Thompson

Il britannico David Thompson fu inviato nel canadese Manitoba ad assistere il governatore ed esploratore Samuel Hearne che fece costruire a Saskatchewan il primo insediamento della Hudson bay Company nel 1774, fu nella York Factory per il  lucroso commercio di pellice,  poi la base di  Cumberland House, quindi nella South Branch nel 1787. Mentre operava nelle basi commerciali si erudì in astronomia e matematica con il funzionario e cartografo Philip Turnor e venne incaricato direttamente nei commerci di pellame nel 1792 tracciando una rotta per Il lago Athabasca e la relativa cartografia, cinque anni dopo passò alla concorrente  North West Company continuando l’ opera di cartografo e venne inviato ad esplorare la regione tra il lago Superiore e il lago dei boschi Woods per definire i confini tra il Canada britannico e i nuovi Stati Uniti in espansione stabiliti dal  Trattato di Jay del 1794. Nel 1798 aveva percorso e tracciato mappe per oltre seimila chilometri dal Gran Portage del Minnesota, attraverso il lago di Winnipeg erisalendo fiume Assiniboine nel territrio degli omonimi indiani fino alle sorgenti, avvicinandosi anche a quelle ignote del Mississippi giungendo al lago Superiore. Poco dopo fu inviato in   Manitoba nella regione del lago La Biche e del Cervo Rosso Red Deer dove fondare un avamposto e proseguire con spedizioni nelle   Montagne Rocciose settentrionali, con  Alexander Henry è stato tra i primi ad esplorare il Saskatchewan e per i suoi meriti nel 1804 fu accolto come  socio nella North west Company  divenendo protagonista nel commercio di pellice  che si estese lungo i fiumi del Lago Superiore e del Manitoba tra  Churchill, lungo il Nelson, il settentrionale Red River, il Souris e il fiume Saskatchewan fino ai  territori dell’ Alberta. Nel frattempo si era conclusa con successo la  spedizione americana  del capitano  Lewis e il tenente Clark  che aveva attraversato il nordamerica fino alla costa nord occidentale, Thompson venne incaricato di trovare una rotta analoga e nel 1807 attraversò le Montagne Rocciose canadesi.

Esplorando i vasti territori tacciandone le mappe,  fondò basi commerciali nel Canada occidentale dal Manitoba fino alla  Columbia e nel territorio dei Salish costieri, nell’ Idaho settentrionale come Kullyspell, il nord occidentale Montana e nel limitrofo  Washington dove esplorò il  bacino del Columbia, ad occidente delle Montagne Rocciose sorse Saleesh come base nel territorio indiano dei Flathead e le tribù Kootenai, mentre l’ esploratore Jacques Finlay venne incaricato di fondare Kootanae e l’altro centro di  Spokane. Dopo tre anni prese la via del ritorno ostacolato dalla tribù Piegan dei  Nitsitap Piedi Neri e costretto a cercare una nuova via attraverso le Montagne Rocciose canadesi per l’ alto passo Athabasca, fu il primo a percorrere in canoa tutto il fiume  Columbia nel 1811 e sull’ affluente Snake lasciò un’indicazione per rivendicarne il possesso della North West Company e la colonia canadese britannica, trovato poco dopo dalla spedizione finanziata dal potente direttore della  Pacific Fur Company John Jacob Astor durata tre anni dal 1810 su parte dell’ itinerario di quella di  Lewis e Clark. Dopo la fondazione del forte Okanogan sull’ omonimo fiume e nella regione Wallula vicina Fort Nez Percèz, nell’ esplorazione doveva cercare una via più a nord attraverso  la Catena delle Cascate settentrionale per la gola del Columbia, le rapide e la barriera delle Celilo Falls che riuscì a superare giungendo alla foce del fiume a Fort Astoria che l’ omonima spedizione  stava costruendo e dove era giunto il vascello mercantile Tonquin della concorrente American Fur Company. Per il ritorno risalendo il  Columbia portò con sé l’ hawaiano Naukane arrivato con il Tonquin che lo accompagnò fino al lago Superiore, mentre lui passò l’ inverno a Saleesh prima di proseguire per Montrèal nel 1812 dopo cinque anni dalla partenza della sua ultima esplorazione.

 

Simon Fraser

Di origini scozzesi Simon Fraser nel 1805 era un membro della North West Company canadese di Montrèal incaricato nella fondazione di centri per il commercio di pellicce ad occidente delle Montagne rocciose, anni prima  l’ esploratore Alexander Mackenzie era stato  inviato dalla stessa Compagnia alla ricerca di una via navigabile verso la costa occidentale che trovò nel 1793 risalendo il West Road river per poi discendere il Bellakula, ma la via risultò difficoltosa, così nel 1803 fu inviato Fraser a cercarne una nuova. La spedizione partì  risalendo il fiume Peace e lungo il corso ad  Hudson Hope fondò il centro  di Portage House, continuò sul Parsnip e il fiume Pack dove fece costruire il primo nucleo di Fort Trout Lake ribattezzando la zona New Caledonia che divenne rilevante nel commercio di pellicce. Al suo assistente James McDougall diede l’ incarico di esplorare il territorio degli indiani Dakelh chiamati Carrier scoprendo il lago Stuart dove fu fondato fort St.James. Da qui l’ altro ufficiale John Stuart raggiunse il Lago Fraser dove sorse l’ omonimo avamposto Fort Fraser e dal lago  omonimo la spedizione discese il fiume Stuart proseguendo sul Nechako fino alla confluenza nel fiume che  pensava essere il Columbia, la cui foce era stata trovata da Robert Gray nel 1792 e che  più tardi Fraser esplorò. Dopo aver fondato  Prince George vi passò l’ inverno e attese i rifornimenti  per ripartire a fine maggio 1808  su quel fiume  che nasce nella Columbia britannica verso l’ Alberta nel territorio del Jasper e sfocia nei pressi della  Baia di Vancouver sulla costa occidentale e prese il suo nome Fraser river.

La spedizione superò le rapide nel canyon di Cottonwood e quelle  nelle gole del fiume Chilcotin che lasciarono per proseguire a piedi e a metà giugno raggiunsero la regione di Lillooet, dagli indiani St’at’imc ebbero due canoe per arrivare al fiume Thompson nel territorio degli Secwepemc e gli indiani Nlaka’pamux dove trovarono altre imbarcazioni per arrivare al Fraser Canyon nella regione di Boston Bar, dove cinquant’ anni dopo giunse la corsa all’ oro nel Canyon del Gold Rush. Lasciata nuovamente la navigazione impossibile in quelle gole, seguirono una pista indiana fino al luogo dove poi nel 1848 sorse Yale e di qui la foce sulla costa misurando la latitudine a quarantanove gradi e stabilendo definitivamente che non poteva essere quella del Columbia che si trovava a quarantasei. Simon Fraser aveva sempre tenuto buoni rapporti con gli indigeni, ma giunto nella baia English dove poi sorse Vancouver, trovò le tribù del popolo Musqueam ostili  e dovettero fuggire inseguiti da quegli  indiani all’ inizio di luglio, scontandosi poi con i Kwantlen, decidendo per il ritorno che fu ancora più difficoltoso con un tentativo di ammutinamento. Nei successivi dieci anni continuò ad organizzare i Trading Post canadesi e i  centri per il commercio di pelli, nel 1815 diresse i centri sul fiume Mackenzie e poi nella valle del Red River quando la  North west Company entrò in conflitto con la Hudson bay Company di Thomas Douglas risolvendo la questione nella  battaglia che il 19 luglio 1816 si scatenò a Seven Oaks dove venne arrestato e liberato l’anno dopo.Fece altri viaggi e fu capitano della milizia di Stormont  nel 1837 durante le  rivolte   separatiste e le  insurrezioni  canadesi e quando morì nel 1862 era tra gli ultimi sopravvissuti della vecchia North West Company e l’ epopee del commercio  di pellicce con le sue esplorazioni.

 

Zebulon Pike

Dopo il periodo coloniale e la  guerra per l’ indipendenza i nuovi  Stati Uniti si impegnarono nelle esplorazioni, con l’ acquisto della colonia francese  Louisiana, il generale James Wilkinson  nel 1805 decise di inviare la prima delle due  spedizioni affidate al capitano Zebulon Pike per esplorare il corso superiore del Mississippi, appena tornato l’ anno dopo nel luglio 1806  ripartì da St. Louis attraverso il territorio degli indiani  Osage che si stendeva  tra il Red River e il fiume  Missouri e quello dei Pawnee nelle vicine  Grandi Pianure del Nebraska. Seguì il fiume Arkansas verso le Montagne  Rocciose meridionali e  con tre dei suoi sedici uomini, lasciò il fiume per salire sul monte che porta il suo nome Pikes Peak. Riprendendo la marcia verso l’ Arkansas, per il clima rigido, fatica e fame fu costretto a sud verso le gole Royal  nel nord dell’allora sconosciuto  Colorado dove poi sorse cinquant’ anni dopo  Buena Vista. All’inizio di gennaio decise di attraversare i monti chiamati Sangre De Cristo assieme ai compagni stremati per diversi giorni senza cibo fino al  deserto che è divenuto il grande Sand Dunes, lasciò indietro tutti i cavalli e cinque uomini per chidere aiuto ad uno sperduto avamposto militare nella vicina valle di San Luis. Venne raggiunto da militari spagnoli partiti da Santa Fè che  li portarono nel Nuevo Mexico per spiegare il loro sconfinamento nel Vicereame e poi detenuti a  Chihuahua, ma in buoni rapporti con missionari e funzionari che gli permisero  di ottenere informazioni sulla geografia, la popolazione, l’economia e le difese militari della regione che, di nascosto ha portato durante il trasferimento attraverso il Texas spagnolo per essere liberato assieme ai suoi uomini in Louisiana da poco acquistata a Fort  Claiborne. Lo scopo della  spedizione era quello di trattare con i nativi e di esplorare i fiumi dopo l’ acquisto della Louisiana e probabilmente ad interessi commerciali di  Wilkinson, comunque al ritorno ha presentato una relazione dettagliata sui suoi risultati al Congresso statunitense e al presidente Jefferson nel 1808 pubblicando i resoconti dei due lunghi viaggi con le esplorazioni dell’ Arkansas e il corso del  Red River, oltre dell’ allora Texas spagnolo e il Nuevo Mexico in gran parte contenuti in An  account of expeditions to the sources of the Mississippi and through the western parts of Louisiana uscito nel 1810.

 

La spedizione di Lewis e Clark

Nel 1803 il presidente  Jefferson decise le esplorazioni del fiume Missouri  che è il lungo affluente del maestoso  Mississippi e i vasti territori dell’ ovest, per trovare una via  dalla costa  orientale a quella occidentale fu inviata una  spedizione con uno speciale reparto Corps of Discovery guidata dal capitano  Meriwether Lewis e il tenente William_Clark. La prima spedizione che si spinse nelle  zone più selvagge del West nordamericano, la grande avventura che iniziò da St.Louis nel Missouri, percorrendo dodicimila chilometri Lewis e Clark giunsero sulla costa nord occidentale in  Oregon iniziando l’  itinerario  nel Sud Dakota continuando in quel territorio verso il Nord. Alla fine agosto 1804 raggiunsero le Grandi  Pianure e il territorio degli  indiani chiamati Sioux  incontrandone una tribù di Yankton meno bellicosi dei Teton noti come Lakota che trovarono ad ovest cercando di evitare lo scontro prima di continuare ad occidente tra le tribù dei nativi Mandan. Qui per passare l’ inverno venne eretto il forte Mandan trovando la guida  Charbonneau marito dell’ indiana del popolo Shoshoni chiamata Sacajawea che condivise le avventure dell’ esplorazione, preziosa interprete ed intermediaria con i nativi, come racconta Clark nella cronaca della spedizione.

Il viaggio di Lewis e Clark continuo lungo l’ alto  Missouri e le sorgenti superando i monti Beaverhead per il passo Lemhi dove lasciarono i cavalli per proseguire in  Idaho con le canoe sul Clearwater e il fiume Snake che attraversa la Magic Valley scavando un suggestivo  canyon fino alla confluenza con il Columbia, superandone le gole  nei monti  Cascade Range e le rapide sulle cascate di Celilo. Raggiunto l’ Oregon avvistarono il massiccio del maestoso monte Hood che si erge nei pressi della costa occidentale e su un albero ne rimane il ricordo intagliato da Clark  “William Clark 3 dicembre 1805. Dalla terra degli Stati Uniti nel 1804-1805”. Per passare il secondo inverno costruirono il forte  Clatsop sulla foce del fiume Columbia e a primavera partirono per il ritorno sul fiume Marias, proseguendo in Montana dove si trovano e formazioni rocciose del Pompeys, entrarono nel e territorio delle tribù indiane dette Piedi Neri che li attaccarono di notte, dopo lo scontro il gruppo si separò Lewis con tre uomini in una lunga fuga e Clark si inoltrò nelle terre indiane dei Crow, come erano chiamati gli Absaroke, che rubarono molti dei cavalli rimasti. Si ritrovarono ai primi di agosto nel nord Dakota ove il fiume Yellowstone confluisce con il Missouri presso il lago Sakakawea ribattezzato così a ricordo della compagna indiana Sacajawea, proseguirono  assieme fino a St.Louis arrivando il 23 settembre 1806 al termine della loro avventurosa spedizione .

 

Beltrami e le sorgenti del Mississippi

Rimanevano ancora ignoti vati territori del sud ovest, oltre la regione del Red River e le misteriose seorgenti del Mississippi affrontati dall’ italiano Beltrami  prima con il militare e ingegnere Harriman  Long e l’ ufficiale Lawrence Taliaferro e poi  da solo effettuò un’ epica spedizione nel 1823.  Discendendo il Mississippi verso il delta in battello,  Beltrami  raggiunse Fort St. Peter  dove si aggregò alla spedizione del maggiore  Ralph Long sul  Red River che partì a piedi, mentre lui  e altri nove in canoa risalendo il fiume Minnesota.  Terminati i rilevamenti mentre Beltrami con il maggiore Long e cinque uomini proseguirono a nord lungo il fiume  Sioux  fino alla confluenza con il Red river  prima di tornare indietro, ma  Beltrami si avventurò nell’ inesplorato territorio orientale con due indiani  Chippewa  verso il  fiume Clearwater disceso  nel 1805 dalla spedizione di Lewis e Clark nel territorio dei dei Nakota, vennero attaccati dai  Sioux. Comprese che doveva imparare a conoscere quella popolazione, cominciando  con i Lenape chiamati Delaware incontrati a Fort Armstrong solo dalle loro notizie poteva penetrare le regioni ignote e selvagge dell’ alto Mississippi  e cercarne le misteriose sorgenti, Beltrami  a metà agosto del 1823 incontrò due canoe di indiani  Ojibway chiamati Chippewa, che si decisero ad aiutarlo in cambio di un’ ombrellino rosso che aveva portato  da Firenze. Due giorni dopo giunsero al Red Lake  fermandosi in un accampamento di  Chippewa  accolto nel tepee  del capo Lepre Veloce che lo fece accompagnare dalla guida Cervo Bruno raggiungendo il lago Bemidji alimentato da un ruscello  proveniente da un lago che battezzò Giulia in onore di un’ amica  fiorentina e annotò di essere arrivato alle misteriose sorgenti del Mississippi nel  laghetto prodotto dal vicino lago Itasca esplorato poi nove anni dopo da Schoolcraft.  Proseguì e raggiunse il lago Winnibigoshish e poco dopo il Lago delle Sanguisughe di Leech,  in quel periodo i Chippewa si stavano scontrando tra  due clan, e in uno scontro morì la  guida e lui si salvò a stento, continuò a discendere il Mississippi attacato  da Cheyenne e indiani Cayuse oltre che dai lupi a Little Falls. A  quasi tre mesi dalla partenza il trenta settembre 1823 tornò  a Fort St.Peter esausto  dalla sua straordinaria impresa. Dopo un periodo di riposo a  New Orleans dove pubblicò in francese La Dècouverte des sources du Mississippi et de la Rivière Sanglante,  poi tradotto nella  Scoperta delle sorgenti del Mississippi, nel 1824 si trasferì in Messico  dedicandosi per un anno ai siti archeologici precolombiani . L’ anno seguente ripassò gli  Stati Uniti, fu aad Haiti e Santo  Domingo per due anni prima di  andare a Londra dove nel 1829 pubblicò The Pilgrimage in Europe and America, trasferendosi poi a Parigi dove pubblicò l’ altro libro Le Mexique.  Viaggiò per varie città europee e nel 1837 Beltrami tornò in Italia ritirandosi a Filottrano ordinando i suoi scritti fino al sei gennaio 1855, quando l’ esploratore del Mississippi e amico degli indiani terminò la sua vita avventurosa.

 

La conquista del nord ovest

All’ estremo nord del continente le esplorazioni nel XIX secolo continuarono cercando il leggendario Passaggio  a nord ovest,  John Franklin comandante della marina britannica a tra I fondatori della Royal Geographical Society, dopo essere stato governatore della Tasmania  , aveva condotto alcune esplorazioni nel mare  Artico e nell’ ultima spedizione  cercando una rotta per il Passaggio  nel 1847 era scomparso nei pressi dell’ isola William. Il  capitano Richard Collinson al comando dell’ Enterprise e Robert McClure della Investigator vennero inviati alla ricerca della spedizione perduta, giunto all’ estremità settentrionale d’ Alaska a  Point Barrow, ostacolato dal mare ghiacciato fece rotta ad est, mentre McClure con la sua  Investigator proseguì nella spedizione  artica trovando la rotta definitiva del Passaggio tanto cercato per tre secoli. . Intanto gli Stati Uniti completarono l’ esplorazione e la colonizzazione del loro territorio ad  ovest, costruendosi la leggenda del loro far west e con essa completarono anche il  genocidio tra i più terribili della storia finendo lo   sterminio in pochi anni gli Indiani  d’ America mentre nasceva il mito  della “Grande Democrazia” statunitense.

© Paolo del Papa Viaggiatori ed esploratori. Vol. America: Esplorazioni del nordovest.

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