CoreaIl buddismo

Buddismo coreano

Buddismo coreano “Tutto nell’universo infinito è Buddha, e ogni nazione è un campo di Buddha. Se guardi nella vera natura della realtà, non troverai traccia di miseria. Troverai solo felicità eterna ovunque” (Songchol)

Scuole Buddiste

All’ epoca della dinastia imperiale  Qin  dal IV secolo dottrine del  Buddismo dalla Cina furono   introdotte in  Giappone con la fondazione della  prima scuola  Shingon  e nello stesso periodo in Corea ove il  sovrano Chimnyu di Baekje accolse  il monaco indiano missionario Malananta  per la prima diffusione  della la più antica forma del  Buddismo coreano Bulgyo edificando i primi templi e favorendone le pratiche religiose. Nelle antiche relazioni commerciali e culturali con la  Cina, oltre alla regione sud occidentale durante il regno  Baekje  si diffuse nel territorio  settentrionale dominato  dal regno   Goguryeo  e poi  nel successivo periodo noto come i Tre regni di Corea. Dal VII secolo  la dottrina della Terra Pura  legata al Mahāyāna venne diffusa in Asia orientale  dal monaco cinese   Shandao  e in Corea meridionale nell’ VIII secolo  presso Geumseong sul  monte Toham il tempio  Bulguksa   ne divenne il venerato centro. Fino al X secolo durante il lungo periodo Silla  si diffusero le diverse scuole, dal VII secolo tra le prime  la Hwaeom dalla,   in parte derivata dalla più antica cinese Huayan, la scuola Yeolban  fondata sulla tradizione dei testi Sūtra del Mahāparinirvāṇa. . Dalla tradizione  legata al Mādhyamaka  diffusa in Asia orientale,   la scuola   Samlon e contemporanea la scuola Gyeyul fondata sull’ antica etica e disciplina morale Sīla. La Wonyung  nell’interpretazione della complessa  metafisica espressa  nel Sutra  dell’ Avatamsak ,  in parte tra le fonti che ispirarono la più recente  dottrina Won coreana nel XX secolo. Per rendere accessibili i complessi insegnamenti nei testi e tradizioni del  Buddismo , nel VII secolo  con la filosofia  Hwajaeng  furono semplificati dal monaco  Wonhyo per unificare le diverse scuole fondata sul suo  Risveglio della Fede nel Mahāyāna  ,influenzando il pensiero buddhista in Corea e la prima scuola  Shingon in Giappone. La tradizione religiosa buddista cinese durante l’ impero  Tang  continuò a diffondersi  in Corea  e all’ inizio VII secolo dal monaco Pomnang   fu introdotta la prima forma dello Zen  coreano, con il monastero fondato dal discepolo  Sinhaeng, poi diffuso dal monaco  Toui con la scuola  del monte Kaji  fondamento della  dottrina Seon coreana e, note come le  sei scuole di montagna,  ne derivano le Gusan  dei monasteri diffuse nel periodo Silla. Diversamente da tutte le altre forme del Buddismo dalle varie tradizioni diffuse in Asia , il coreano tende ad armonizzare le diverse  ottrine e scuole filosofiche con la dominante  del  Seon dalle varie pratiche e meditazione  con il celibato dei monaci  dell’ ordine  Jogye fondato all’ inizio del IX secolo Ispirato dalle scuole e le tradizioni cinesi  del  Chàn , come l’ altro più recente ordine monastico meno rigido  del   Taego  che permette il matrimonio, praticando le meditazioni Cham-Seon e Pohaeng con i canti devozionali. Ispirata all’antica scuola Tiāntái,  già precedentemente diffusa  in  Giappone come  Tendai , dal monaco di Daegak Guksa Uicheon venne fondata la scuola Cheontae nell’ XI secolo dai fondamenti sugli antichi insegnamenti  codificati nel  Sutra del Loto , tutte le esperienze espressione del Dharma possono condurre all’illuminazione nella filosofia del  Cheontae con l’ ordine  monastico  che ha il suo centro nel  più recente tempio di Guinsa  in stile tradizionale. Legati al più antico ordine monastico Jogye, dal VII al IX secolo sorsero i  templi e monasteri di montagna Sansa  edificati in armonia nell’ ambiente naturale per la pratica spirituale con  i sette più venerati Sansa dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco, nel  XIII secolo furono redatte  le  sacre scritture Tripitaka derivate dal canone cinese , conservate nell’ antico tempio Haeinsa .

Templi e monasteri

“Non cercare la chiarezza mentale attraverso pratiche severe. Ogni mente odia la severità, e dove si trova la chiarezza nella mortificazione Invece, sii uguale a ogni ostacolo“(Kyong Ho)

Nella  sua  lunga storia sono sorti monasteri e templi  buddisti in Corea nel secolare stile  dalla monumentale e decorata  architettura  che originariamente seguiva il principio del Baesanimsu per la posizione ideale con una montagna alle spalle e un fiume o stagno davanti  nella concezione del Feng_shui  per la disposizione degli edifici integrati all’ ambiente naturale  come le tradizionali abitazioni  Hanok di  legno  in armonia con la natura, dai tetti con gronde curve e le mensole decorative  Gongpo , spesso con cortili centrali e l’ ingresso  Sacheon,  gli spazi interni  Gan  spesso tra due colonne , i pavimenti Maru in legno o  riscaldati Ondol . I primi templi furono edificati in legno e poi in pietra spesso con una  pagoda Tab,   varia  per le forme e dimensioni nei numero di portali e sale Jeon nel monumentale  e decorato stile buddista in  Corea  dalle  pareti  e le decorazioni che splendono nei vividi colori Dancheong come integrazione all’ ambiente naturale. Oltre il raffinato stile tradizionale i padiglioni e sale jeon le opere d’arte i Bulgyodo  dei templi coreani tra statue, affreschi , dipinti e  sacri arredi . La porta Cheonwangmun dei Quattro Re Celesti  con le loro raffigurazioni segna il confine del santuario, all’ ingresso Il decorato  portale a pilastro Iljumun  e dal simile stile  in alcuni templi si trova il portale della Non Dualità   Bulimun o della Liberazione Haetalmun, in altri la vicina  porta nel  padiglione della Salvezza Universale Boje-ru su due piani. Per sentieri si accede ai santuari, padiglioni  e le sale jeon del tempio, nei più grandi con più sale centrali a seconda  dei Buddha o Bodhisattva ospitati nella sala  Daeung-jeon del Grande Eroe più maestosa e decorata,  tra le principali  anch’essa finemente decorata la grande Gwaneum tra raffigurazioni e statue consacrata al Bodhisattva della Compassione Avalokiteśvara sempre affollata di fedeli e pellegrini. Il centrale  Beopdang  come sala del Dharma comune a tutti i templi in Asia per gli insegnamenti, riunioni e dei monaci, consacrata al Buddha del Paradiso la sala Geurak-jeon  con le sue raffigurazioni e venerate statue, tra le altre la sala Daejeokgwang del Silenzio e la Luce Assoluti  consacrata al  Buddha dell’Energia Cosmica  Birojana.  Al Buddha Yaksa della Medicina è dedicata la sala Yaksa decorata dalle sue varie raffigurazioni e statue, Il bodhisattva Maitreya è rappresentato nella sala  Mireuk, nei templi più grandi si trova la sala patriarca fondatore  Josa del anch’ essa finemente decorata. Alla pratica derivata dalla dottrina Mahayana di venerare le molteplici incarnazioni del Buddha si trova spesso la sala  Cheonbul dei Mile Buddha per il  potere della protezione e perfezione. La Yeongsan  è consacrata all’ insegnamento  del  Buddha storico Sakyamuni quando espose la dottrina  e le rivelazioni nel  sutra del Loto a discepoli e seguaci  sul picco dell’ avvoltoio Yeongsan , ne ospita le tre venerate  tre statue di  Sakyamuni con ai lati il Buddha del passato  Yeondeung e del futuro  Mireuk. Una decorata  Yeongsan è ospitata nel grande tempio di  Tongdosa  con gli affreschi  Palsang-do sulle vite del Buddha e le sale decorate da statue nei monasteri , in alcuni templi nella Yeongsa sono ospitate le statue dei discepoli ad ascoltare il Sutra del Loto. La sala  Nahan  consacrata dedicata ai discepoli del Buddha che hanno raggiunto Il Nirvana , la sala del giudizio Myeongbu ospita l’immagine del  Bodhisattva  Kṣitigarbha qui noto come Jiang.Bosal che presiede il passaggio nell’ Aldilà,  assieme alle  raffigurazioni dell’ inferno buddista Naraka, a volte è presente il santuario Sansingak  legato all’antico sciamanesimo  Musok coreano. consacrato alle divinità e spiriti delle montagne Sansin .

Templi del sud

“Grande interrogativo, grande illuminazione; piccolo interrogativo, piccola illuminazione; nessun  interrogativo, nessuna illuminazione.” (Insegnamenti Seon)

Il territorio del Gyeongsang sud orientale ospita i numerosi templi sorti nei secoli, città di Gyeongju  oltre ai siti storici dichiarati patrimonio culturale Unesco  , sul monte Tohamsan al VI secolo risale la prima fondazione del tempio di Bulguksa ricostruito nell’VII e più volte restaurato  come tempio della terra del Buddha Pulguk-sa a rappresentarne il Paradiso nel monumentale stile del Bulguksa , anch’ esso patrimonio Unesco  per la sua unicità. Si  si accede dal giardino  attraverso i Ponti Yeonhwagyo del Loto,  delle nuvole Cheongungyo e Baegungyo  che collegano il mondo esterno a quello spirituale ove si stende il maestoso  Bulguksa tra i santuari e padiglioni. A sinistra si erge  la pagoda  Seokgatap su tre piani che rappresenta la purezza della mente illuminata,  a destra a  l’ altra  pagoda  dei tesori Dabotap  in pietra su tre piani riccamente decorata simbolo della dottrina  e la varietà dell’universo , davanti  il santuario della Grande Illuminazione con la decorata  sala centrale Daeungjeon in via di restauro. Il santuario Geungnakjeon tra le decorazioni ospita statua dorata del Budda  Amitabha che accoglie nel paradiso, come in altri templi coreani il santuario Jeon  di  Gwaneum  consacrato al bodhisattva della misericordia  Avalokiteshvara,  oltre il decorato padiglione Birojeon a sinistra del giardino e Il piccolo stupa intagliato  Sarira  con le reliquie  dei venerati sacerdoti. Parte del maestoso  Bulguksa per le pendici del monte Tohamsan l antico eremo di Seokguram  nel tempio sotterraneo noto come venerato  il  santuario  del Buddha  con la sala del Dharma centrale nel  suggestivo stile rupestre del Seokguram decorato da  rilievi  e figure scolpite che ospita la grande statua del Buddha in rilievo circondato dai discepoli e i pannelli dei Bodhisattva, illuminati Arhat e antiche divinità indiane, assieme al Bulguksa dichiarato patrimonio storico e culturale Unesco di Gyeongju. Per la catena montuosa centro meridionale ove si stende il parco nazionale  Sobaek , sotto il sacro  monte  Yeonhwabong  si trova Il più grande  monastero e  tempio  di  Guinsa , consacrato nel 1951 dal tradizionale stile come centro monastico della scuola Cheontae . Si stende  nella sua imponenza  tra i più grandi siti  buddisti coreani con  i vari decorati  santuari e padiglioni del  Guinsa, dalla porta di pietra su due piani  Sacheonwangmun  dei quattro  Re Celesti ,con le statue che li raffigurano,  si accede al maestoso  santuario  centrale  Ocheung Daebeoptang  con la grande sala del Dharma  su cinque piani  con i primi due riservati  alle sale di meditazione  e i due superiori delle preghiere , nel quinto la sala finemente decorata  con l’altare dorato ove troneggia la statua del  Buddha  Shakyamuni  affiancata dai discepoli, a sinistrai Bodhisattva della Compassione Avalokitesvara e a destra della Saggezza Mahasthamaprapta. Danti al monumentale  Guinsa la pagoda  Samcheung Seoktap su tre piani con alla base tre elefanti   che ospita la Sarira con le venerate reliquie  qui portate dal monastero indiano di   Jetavana , oltre Il santuario con la decorata  sala Daejosajeon , la grande cucina e mensa monastica  Hyangjeokdang .Nella contea meridionale di Uiseong in una remota valle sotto il monte Deungunsan   al VII secolo risale   la fondazione del tempio di Gounsa più volte  ricostruito e ristrutturato fino al XIX secolo  lo stile originario mantenendo il monumentale aspetto con il portale   nel tradizionale in stile  Iljumun dalle decorate colonne, seguito   dalla porta dei Quattro Re Celesti con le statue che li rappresentano  nello stile Cheonwangmun. Nel 2025   completamente devastato da un incendio e  del tempio di Gounsa rimangono i resti dei  portali e i padiglioni che ospitavano le sale culto .Per lo storico  territorio di Busan sud orientale  a Gijang-eup nel XIV secolo dal monaco Naonghwasang venne fondato  il tempio Haedong di  Yonggungsa tra i pochi consacrato alla divinità del mare  Haesu Gwaneum Daebul  rafigarata dalla  grande statua  che si erge sopra il tempio. sul sentiero all’ingresso le statue dei dodici animali zodiacali  per accedere ai padiglioni dell’ Haedong  Yonggungsa  di Busan  con  i  santuari centrali  Daeungjeon e  Yongwangdang In una grotta  il padiglione  Gulbeop e vicino  la pagoda su tre piani con all’ interno  quattro leoni, dalla a statua dorata del Bodhisattva,  noto come il  suggestivo tempio del mare di Busan dallo splendido panorama sulla costa.Verso il territorio costiero sud orientale la storica città di Gyeongju che  tra il I e il IX secolo  fiorì come  antica capitale  della dinastia Silla.  tra i vari siti  storici dichiarati patrimonio culturale Unesco di Gyeongju,  al VII secolo risale la prima fondazione fondazione del tempio   di  Hwangnyongsa   ove svettava la più alta pagoda coreana,  poi demolito nel XIII cecolo lasciando i suoi resti  nel sito Hwangnyongsa . Nella città di Hapcheon il  tempio della riflessione sul mare calmo di Haeinsa fu edificato all’inizio del  IX secolo   dal padiglione in legno e la sala dei Sutra  dei magazzini  Janggyeong Panjeon ove sono ospitate le  sacre scritture della Tripitaka coreana  nella biblioteca buddista  dichiarata patrimonio culturale Unesco. Tra gli altri templi nel territorio di Busan per provincia sud occidentale di Jeolla a Iksan si trova il sito buddista di Mireuksa Sorto nella prima metà del VII secolo,  che ha lasciato i resti  di quello che era il  grande monumentale Mireuksa tra i padiglioni con le  sale  Dokseong  e Mireuk affrescata, oltre la Nahan-jeon si erge la ricostruita imponete e candida  pagoda di pietra Mireuksaji .Sempre nel territorio di  Jeolla tra i centri dell’ ordine monastico  Jogye come uno dei tre tesori , alla fine del XII secolo risale il tempio di  Songgwangsa  sul versante nord occidentale del monte Jogyesa,  perfettamente  integrato all’ambiente. Ai santuari del venerato  Samgwangsa si accede da  un ponte ad arco in pietra con il padiglione, insegne  blu e dorate  indicano il percorso   attraverso grandi portali dai tetti decorati  per padiglioni e sale di culto nel tradizionale e decorato stile  Songgwangsa , tra gli altri il centrale con la sala  del Buddha e le sue rappresentazioni di suoi tre stati dell’esistenza, ognuno ai lati quattro Bodhisattva, dagli interni finemente decorati come il  santuario Guksajeon  e la sala del tesoro   Hasadang.  Sul monte Duryunsan il santuario   Sansa di Daeheungsa , consacrato nellla seconda metà del IX secolo come il  grande Tempio Emergente,  dalla lunga storia  il Daeheungsa divenne poi centro di  meditazione e diffusione degli insegnamenti, dal monumentale stile noto anche come il tempio Daedunsa tra i decorati padiglioni , la  sala Eungjinjeon  ove davanti si erge la  pagoda in pietra  su tre piani , lo stupa con il reliquiario dei maestri e il monaco Seosan Dasae noto come Hyujeong condottiero contro l’ invasione giapponese nel XVI secolo,  nell’eremo d Bungmireugame il Buddha seduto scolpito nella roccia. Per la provincia di Gangwon  nord-occidentale  ove si stende  il Parco Nazionale dell’ Odaesan, all’ inizio dell’ VII secolo risale  la prima fondazione del tempio di Sangwonsa, ricostruito più volte fino al 1967 mantenendo in parte lo stile tradizionale  con il  santuario centrale e  la sala Munsujeon che ospita la statua del Bodhisattva della Saggezza  Manjushri, la grande campana rituale in bronzo  di Sangwonsa tra gli originari  patrimoni culturali rimasti . Nel territorio sud occidentale  del Gyeongsang  , sul versante meridionale  si erge il santuario del  sacro  monte Chiseosan  noto come il venerato  tempio della  salvezza attraverso la verità di  Tongdosa  fondato a metà del VII secolo  tra i sette templi e monasteri di montagna Sansa dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco  per il loro monumentale e decorato stile.  Più volte devastato da guerre ed invasioni ne rimangono trentacinque padiglioni e pagode oltre quattordici templi minori, dalla  porta Cheonwangmun si accede  ai padiglioni dell’ Harojeon, Il santuario centrale con la sala  Yeongsanjeon finemente decorata da dipinti e affreschi come  le  Geungnakjeon e Yaksajeon .Continuando per la regione, tra i vari siti storici dell’ Andong , alle pendici del monte Cheondeung nei pressi della  città c che ne prende Andong,  anch’ esso tra i sette venerati  Sansa   fondato nel VII secolo e ricostruito nel XIV  si trova il  grande tempio Bongjeongsa . Si accede dalla porta di Ilju  nella foresta per i santuari , padiglioni  e pagode  nel tradizionale stile  e decorato del  venerato Bongjeongsa c, tra gli altri il più antico santuario in legno  Geuknakjeon, la pagoda di pierta su tre piani accanto la Daeungjeon , i padiglioni che ospitano le sacre scritture  Sutra, leggi e trattati buddisti.Nella vicina  contea di  Boeun  a Naesongni-myeon nel parco nazionale del  Songnisan  sul  monte  che ne prende nome  si erge del tempio e monastero Sansa di  Beopjusa fondato nel  VI secolo poi più volte ampliato e ristrutturato  e della lunga storia del  venerato  Beopjusa ne rimangono i santuari e padiglioni. Tra le più antiche coreane la decorata pagoda in legno  Palsanjeon su cinque piani si erge tra gli altri  santuari e padiglioni nel monumentale e decorato stile classico del grande  Beopjusa . Diramano dalla   sala delle otto immagini Palsangjeon,  per il santuario con la sala  Daeungbo con la sala Daeungbojeon, i padiglioni  Seogyeonji con il bacino di pietra e il  Ssangsajaseokdeung della  lampada in pietra dai due leoni, oltre la più recente grande statua dorata di Maitreya. Nel Chungcheong meridionale a Gongju a sul versante orientale del mone Taehwasan venne edificato il tempio Sansa  di Magoksa nella seconda metà del IX secolo tra i centri dell’ ordine Jogye,  alla fine del XVI nella guerra Imjin dell’ invasione giapponese  fu e roccaforte dei monaci guerrieri rimande danneggiat e ricostruito nel XVIII secolo con lo stile  originario. Tra i sacri edifici del Magoksal o stupa e la Sala del Grande Buddha con le sue statue e dipinti oltre arredi sacri, dal tetto  a padiglione e tre porte con gli interni decorati  come le altre sale  degli Inferi con la statua del Bodhisattva Ksitigarbha., dei Tre Tesori con la  statua di Avalokitesvara e la sala della meditazione. Nel distretto settentrionale di Seungjumyeon la città di Suncheon tra i vari siti storici e religiosi per il parco del monte  Jogye all’estremità occidentale  al VI secolo risale la prima fondazione del santuario di Seonamsa , ampliato nel IX come uno dei venerati  Sansa incastonato nella montagna.  Nello stile del  maestoso  Seonamsa sono rappresentate tutte  le caratteristiche dei grandi templi coreani,  si accede dal portale in stile   Iljumun  per i padiglioni  che diramano dal centrale  con la grande sala  Daeung decorata da  dipinti e affreschi  Shinjung Taenghwa, oltre la  sala della divinità sciamanica  Dokseong . A sinistra consacrata a  Avalokitesvara  la sala  Gwaneum con la sua statua e decorata come la vicina sala del giudizio Myeongbu con una parete affrescata, all’interno  la statua del Bodhisattva  Jijang-bosal e altre raffiguranti i re del inferi Shiwang. Vicino la pagoda finemente intagliata , figure  di Bodhisattva e le divinità celesti  Bicheon, oltre il padiglione Jong-ru  della campana , la sala consacrato al Re del Drago, nel cortile si ergono simmetriche  le due pagode  in pietra  Samcheung  e Seoktap , presso l’eremo Daegagam lo stupa  Daegaga con le l reliquie del maestro Daegak.

Templi del Nord

“Se mantieni la mente del ‘non so’ al cento, allora la tua mente, il mio cuore e la mente di tutto l’universo sono la stessa cosa… Il ‘tu’ che pensi di essere non esiste” (Seung Sahn)

Dopo la divisione della Corea nel 1945  e dal 1950  i successivi conflitti culminati ne devastanti  tre anni  della guerra di Corea, il paese fu definitivamente separato  tra il sud e il nord al  38º  parallelo , così come si separarono  le tradizioni religiose libere nel sud, mentre per Buddismo  nella Corea del nord gli ordini monastici, templi e cerimonie  sono legati al controllo statale. Anche i monaci possono sposarsi, non risiedono  nei templi e ne custodiscono solo  le reliquie con le tradizionali vesti rosse  accogliendo  gli ospiti. Alla divisione nel 1945  vi erano oltre quattrocento templi e monasteri  poi ridotti ad una sessantina nella Corea  del nord,   in parte ricostruiti dopo i devastanti bombardamenti Usa.  Tra i più grandi il tempio di  Pohyonsa fondato all’inizio dell’XI secolo sul  mitologico monte  Myohyangsan, sul lato nord orientale il santuario Suchung fortificato dai monaci guerrieri che alla fine del XVI secolo respinsero le invasioni giapponesi nella guerra di  Jmjin, mentre il tempio Bohyeonsa  segna l’ingresso al santuario interno.  Si accedeva dai portali cerimoniali Haetal come porta del Nirvana, oltre il  più recente Jogye, il portale Chonwang laterale,  lungo il  sentiero le  steli incise  che conducono al  maestoso Pohyonsa dai vari padiglioni  che diramano dalla sala Taeung e la Kwanum consacrata ad Avalokitesvara,   su un lato la pagoda Tabo  dei tesori su due piani in pietra  e oltre la più alta e recente  ottogonale su tredici piani pagoda di  Sokka . Nei pressi di Pyongyang sul monte  Taesongsan  si erge il tempio di Kwangbopsa fondato nel IV secolo e ricostruito nel XVIII, poi devastato  dalla guerra e recentemente restaurato mantenendo lo stile con i due portali   Haethal e Chonwang, i padiglioni del Kwangbopsa diramano dal  centrale  Taeung, e la pagoda ottagonale su  cinque piani, varie sale di culto  sullo stagno di loto.  Nella provincia del  Pyongan settentrionale  sotto il  monte Myohyang, dall’inizio dell’XI secolo ospita il  tempio di Pohyonsa , divenuto uno dei più venerati centri buddisti della regione consacrato a Payon il bodhisattva Samantabhadra meta di pellegrinaggi del venerato Pohyon, anch’ esso devastato dai bombardamenti Usa, è stato restaurato  come tesoro nazionale di  Pohyonsa. Per la stessa provincia a Yongbyon   sul versante meridionale del monte Yaksan  si trova il tempio di  Chonjusa fondato nel 1684 che conserva la centrale sala Pogwang,  il  Padiglione Chonju e altri edifici affrescati, nei pressi di  Pyongyang al Vi secolo risale la prima fondazione del tempio di Anguksa sotto il monte Pongrin, ricosturito nel XV e restaurato nel XVIII dal tradizionale stile dell’  Anguksa   come tesoro nazionale. Nella provincia orientale di Kangwon  sulla costa ove si erge il sacro monte Diamante di Kumgang , tra i quattro grandi santuari fondati nel VII secolo  ne rimane  un solo del Kumgang dopo le devastazioni della guerra di Corea conservando il suo aspetto come il tempio   Pyohunsa  dal tradizionale stile dell’ epoca,   mentre di quello che era il grande tempio   di  Yujomsa   come centro buddista ne  sono rimaste le rovine nel sito di  Yujomsa. A Yongbyon sul monte Yaksan al XIV secolo risale la prima fondazione del  tempio di Sounsa  ricostruito nel XVII nella monumentale architettura tradizionale,  le decorazioni multicolori e gli affreschi nel più raffinato stile  Dancheong comune a tutti i templi coreani. Per la provincia di Hwanghae settentrionale, nei pressi di Sariwŏn ove sul monte Jŏngbang si erge fortezza  Chongbang che ha lasciato i suoi resti, alla fine del IX secolo risalgono i sei santuari del  tempio di Songbulsa con il padiglione e sala  Kukrak ricostruito nel XIV,   decorato  da cornicioni intarsiati e affreschi, davanti la pagoda di pietra su  cinque piani Nella storica contea di  Kosong  a Onjong-ri  sul sacro monte Kumgang, tra  i più antichi si erge il  tempio di  Singyesa fondato all’inizio del VI secolo, devastato dai bombardamenti i Usa nel 1951 e recentemente ricostruito  nello stile  e decorazioni tradizionali del Singyesa come tesoro nazionale . Per la provincia Hwangha  nei pressi di  Kaesong ,  ove si erge  sul monte Chonma, la   fortezza di Taehung  medioevale tra le mura  ospita  il tempio di Kwanumsa consacrato a Kwanŭm o Bodhisattva della compassione Guanyin, fondato nel X secolo e  ampliato nel XIV con la Sala Taeung finemente affrescata ricostruita  nel 1646, tra i padiglioni del Kwanumsa  in una grotta la venerata   statua di Kwanŭm, dal  XVI secolo a Yontan si trova  il tempio di  Simwonsa con uno dei  il più  raffinati  edifici in legno coreani.ls sala centrale  dalle porte finemente intagliate e  affiancato da uno stupa, Nell’ Hamgyong settentrionale ove si erge il  monte Chilbosan  si trova il il  tempio di  Kaesimsa fondato nel IX secolo e restaurato nel XIV,   ospita  numerose sculture, dipinti e scritture buddiste oltre la grande campana di bronzo che scandiva  i rituali. Per l’ Hamgyong meridionale nella  contea a Kowon  all’ VIII secolo risale la prima fondazione del tempio di   Yangchonsa ricostruito nel XVII, anch’ esso devastato dai bombardamenti, ne rimangono gli stupa di pietra originari , mentre sono state ricostruite le sale  Taeung e  Daeung oltre il padiglione  Manse-ru. Nella provincia dell’Hwanghae meridionale  a  Paechon  sotto il monte Baekmasan al IX secolo risale la prima fondazione del  tempio di Kangsosa più volte ricostruito fino al XVII secolo  con la pagoda in pietra su sette piani., le sale Taeung e Daeung decorate da altari, statue e dipinti oltre gli affreschi Chilseon  e  Sanshin  di origini sciamaniche, mentre a  Sincheon  nel sito di   Paeyopsa-ji   dall’ antico  tempio  Paeyopsa   rimangono i resti.

“Non sperare in una vita senza problemi. Una vita facile porta a una mente giudicante e pigra. Quindi accetta le ansie e le difficoltà di questa vita….Non aspettarti che la tua pratica sia sempre priva di ostacoli. Senza ostacoli, la mente che cerca l’illuminazione può bruciarsi.” (Kyong Ho)

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