GiapponeIl buddismo

Buddismo Giapponese

“Tutto ciò che siamo, è il risultato di ciò che abbiamo pensato. La mente è tutto. Ciò che pensiamo, noi diventiamo.”

Assieme allo Shintoismo  nella tradizione religiosa e culturale del Giappone, il Buddismo  si è diffuso nelle diverse scuole  shū dal VII secolo ispirate alla più diffuse dottrine  Buddiste, in parte poi assimilate dal sincretismo Shinto. La prima forma fu introdotta dalle tradizioni del Buddismo in Cina dell’ epoca, nell’ VIII secolo Inviato dalla dinastia  Tang idal monaco Dōsen Risshi venne fondata una delle prime scuole Risshū, legata alla cinese  Sānlùn,  portata dal monaco coreano  Hyegwan sorsero le scuole Sanron shū e Jōjitsu shū  così come la scuola Kegon shū fondata dall’ altro monaco coreano Simsang. Dal Buddismo  esportato dalla Cina‘ deriva anche la  tradizione della scuola  Fǎxiāng fondata e diffusa nel VII secolo nei suoi viaggi dal monaco errante  Xuánzàng   che ha ispirato la scuola  Hossō shū,  dai discepoli  di Xuánzàng,  venne fondata la scuola Kusha shū fa derivata da una delle tradizioni cinesi ispirate dalla dottrina Hīnayāna. Tra la fine del VI secolo e l’ inizio del VII erano sorte  le sei scuole di  Nara del Buddismo   Rokushu  legate in gran parte dottrina  Vajrayana, con le preminenti  e più diffuse due  della Risshū  ispirata dal monaco cinese Jianzhen  e, derivata dalla tradizione  cinese Huayan,  la  Kegon fondata nello stesso periodo  dal monaco  Rōben., poi diverse furono  in gran parte integrate nella tradizione Tendai giapponese  ispirata ai canoni della dottrina  Mahāyāna.

Shingon

“Questo mondo è coperto di tenebre, pochi possono veder chiaro: raro è chi si alza in volo verso il cielo come un uccello sfuggito dalla rete”

Dalla prima introduzione nella lunga  storia del Buddismo  in Giappone con le diverse tradizioni,   tra la metà del VI secolo all’ inizio dell’ VII durante il  periodo Asuka si diffuse nelle regioni centro meridionali  con il contemporaneo  periodo Hakuhō in quella centrale  ove nell’ VIII secolo divenne uno dei fondamenti  del periodo di Nara nel nuovo orizzonte culturale ed artistico con il proprio stile  per i templi e monasteri  buddisti  poi diffusi in  Giappone. Dal VII secolo il Buddismo nel sincretismo  con lo  Shinto  Iniziò a diffondersi  con la scuola ascetica del  Shugendò in parte ispirato  alle concezioni esoteriche della dottrina , espresso  anche nella ritualità come nell’altra  suola dello Shinbutsu con l’ identificazione delle divinità  shintoiste  al Buddha e I bodhisattva presenti  nei santuari. Il monaco studioso ed artista giapponese Kūkai, cultore delle pratiche tantriche della dottrina   Vajrayana cinese, all’ inizio del IX secolo fondò la scuola Shingon dei mantra  e  ne prese nome la dottrina del  Buddismo Shingon nipponico. Dalle concezioni in parte ispirate dal buddismo tantrico Vajrayana e pratiche esoteriche del Kongōjō  come  possibilità di raggiungere la perfezione in vita attraverso i due principi kongo della saggezza e della ragione Taizo  e nell’identità il Buddha  la realtà del mondo. Centrali sono le manifestazioni del  Buddha nei cinque , al vertice associato al superamento degli ostacoli il più venerato Fudo myoo, il  grande protettore manifestazione del Buddha Vairocana come  Acala. La manifestazione della coscienza come un aspetto della realtà nel Buddha irremovibile Akṣobhya, associato al sentimento della sensazione nel rapporto con la coscienza Ratnasaṃbhāva che diffonde la dottrina nell’ alimentare la conoscenza del Dharma. La via per rinascere nella  Terra Pura invocandolo è indicata  da  Amithāba oltre i meriti  e la fede, tra concezioni  religiose più popolari dell’ Amidismo, come quinto Buddha della saggezza associato alla mente concettuale Amogasiddhi,  opposta alla sensoriale per  percorsi nella  pacificazione  Nella tradizione  vi fu un lento e graduale  declino dell’ influenza cinese dall’ inizio dell’ VIII secolo verso la fine del XII nei periodi  di Nara e Heian con il sorgere delle varie scuole continuando ad essene ispirate, mentre si affermava la dottrina esoterica del Tendai divenuta a lungo dominante.

Tendai

“Affidati al messaggio del maestro, non alla personalità. Affidati al senso, non alle parole. Affidati al senso reale, non a quello temporaneo. Affidati alla tua mente di saggezza, non a quella ordinaria”

Dalla fine dell’VIII secolo al XII nel periodo di  Heian, derivata dalla scuola delle Terrazze celesti cinese  Tiāntái, vi fu la  grande diffusione  della scuola esoterica  Tendai come  fiori del Dharma   fondata nel IX secolo dal monaco Saichō, che tra i suoi tra i suoi fondamenti dottrinali si ispira   la pratica della meditazione  shikan codificata e descritta  nel VI secolo nelle opere del monaco coreano Zhìyǐ  patriarca del Tiāntái, interpretata dagli insegnamenti di Saichō  nelle pratiche esoteriche Taimitsu. Filosoficamente, la scuola Tendai  è simile al Tiāntái cinese, ma il fondatore si ispirava anche a concezioni  Zen nella meditazione,  agli insegnamenti  del buddismo esoterico  Mikkyō  e le concezioni monastiche  osservate dalle scuole  Vinaya ispirate ai testi e gli insegnamenti del più antico canone Pali. il Tindai concepisce tutti gli esseri manifestazioni della Buddhatā come autentica  e reale natura del Buddha, Tra i fondamenti  del  Mahāyāna, assieme alla dottrina della Triplice Verità Enyū santai, la concezione dell’ illuminazione originaria Hongaku  come risveglio nella fede Daijō kishin ron del Mahāyāna Così come della verità ultima e  reale Paramārtha  fonda parte della la filosofia Tiantai,  per  la concezione  della vacuità   Sunyata tutti i fenomeni jia sono vuoti di qualsiasi natura o essenza indipendente  Svabhava, provvisori  e si manifestano attraverso cause e condizioni di origine dipendente. Corrispondente  alla verità convenzionale Saṁvṛti  delle due verità classiche del Mahāyāna come  esistenza illusoria nella verità intermedia e via di mezzo Zhong i fenomeni sia vuoti di esistenza  esistono provvisoriamente,  tale verità trascende tutte le dualità ed evita gli estremi, come esistenza e non esistenza, essere e vuoto, verità mondana e verità reale, contaminazione e purezza. La meditazione del Tendai nella triplice contemplazione per la liberazione dalle illusioni e le dieci  diverse contemplazioni delle cose è tra le pratiche per la visione che contiene gran parte degli insegnamenti buddisti unificati nella via  Ekayāna   dell’illuminazione come sintesi dottrinale fondata Sutra del Loto e gli antichi testi, con le sue pratiche religiose il Tendai fu a lungo religione ufficiale dalla famiglia imperiale, tra fondamenti del  Buddismo giapponese ispirando gran parte delle scuole successive.

Nichiren

“… Le sofferenze diventano Nirvana quando si comprende che l’entità della vita umana non viene né generata né distrutta nel suo ciclo di nascita e di morte.”

Inizialmente seguace del buddismo Tendai  nel XIII secolo il monaco Nichiren ne divenne oppositore  e fu il fondatore della poi diffusa dottrina del Buddismo  scuola Nichiren che ne prese nome,   noto anche come la  Scuola del Loto Hokkeshù unificando quelle giapponesi legate alla dottrina  Mahāyāna.La scuola dottrinale si fonda  sul Sutra del Loto o Hòben   in giapponese come autentica espressione degli originari insegnamenti del  Buddha storico  Sakyamuni o Gautama, si basa sulla legge espressa dal  Mantra  del Nam-myoho-renge-kyo come devozione al Dharma mistico Daimok  che rappresenta l’ essenza dell’universo e il fondamentale ritmo della vita. Come  pratiche  fondamentali lo studio degli scritti Gosho di Nichiren, l’ invocazione del Daimoku recitando il Mantra  alla mistica legge  dell’ Hòben nel Sutra del Loto, assieme al   devozionale  Gongyō con i sutra Hōben-hon e juryō-hon per la  fede nei sacri oggetti di culto Gohonzon come i rotoli con iscrizioni e mandala  ospitati spesso dai templi negli altari sacrali  Butsudan. Poi diviso nelle sue varie scuole con la prima del Nichiren-shū  come la più legata alle  antiche tradizioni fondata sulla scuola del  Loto espressa dalla   Soka-gakkai con il  divinizzato Nichiren come manifestazione  del  Bodhisattva Jogyo menzionato dagli antichi  Sutra come prima  via originaria Honmon  del  Butsuryū-shū tracciata e predicata dal Buddha storico.

Scuole kamakura

“C’è sempre qualcosa di cui essere grati…. Sii sempre riconoscente per gli affetti e le persone che già hai vicino a te. Un cuore grato ti rende felice. (Buddha)”

Nel periodo  Kamakura tra la fine del XII secolo e il XIV  furono fondate le sei nuove scuole   Shin Bukkyo poi espresse nel Buddismo  Amidista della Terra pura, tra le prime  la scuola Jōdo-shū   ispirata nel 1175   dal monaco giapponese  Hònen , fondata sulla  salvezza che si raggiunge con  il percorso  del Jodo nella  fede, la meditazione e la  pratica con la continua invocazione  Nembutsu del Buddha come manifestazione di grazia e misericordia Amitabha. Sempre seguendo gli antichi cinque precetti Pancasìla  può essere completato con  il  pellegrinaggio circolare per i venticinque sacri luoghi dell’ Hònen. Dalle simili concezioni e percorsi dal monaco Shinran  venne fondata nel XIII secolo  la scuola  del Buddismo Shin come la  vera essenza  della Terra Pura.  La tradizione delle  due scuole  Jodo tra le sue basi essenziali  segue Il voto originale Homgan del  Buddha Amitābha nella sua remota  esistenza terrena di  bodhisattva, essenza  della dottrina  Jòdoshù giapponese della Terra Pura. Dalla tradizione della  scuola di Linji, tra  le fondamentali del buddismo cinese  Chán, è ispirata  una delle tre scuole shū  dello Zen giapponese Rinzai, fondata alla fine del XII secolo dal monaco seguace del Tendai  Eisai, basata sulla la pratica Zen della  conoscenza per l’ illuminazione transitoria Satori attraverso la disciplina e la rigida pratica della meditazione zazen completata dall’apprendimento nello studio dei kōan  trasmessa dal maestro zen al discepolo. Ordinato nel Tendai ed ispirato dal suo pellegrinaggio in Cina riportando insegnamenti e testi, nei 1227 il monaco Dōgen  di Kyoto fondò la  scuola Zen giapponese del  Sōtō che divenne la più grande ed autorevole  diffusa nei monasteri  con l’attento studio dei vari testi  Zen traendone  la recitazione rituale dei Sutra assieme  agli esoterici  mantra Dhāraṇī nelle cerimonie oltre alle profonde  pratiche di meditazione  zazen. Nella lunga convivenza con lo Shintoismo   Kamakura divenne centro del Buddismo espresso dai siti religiosi, oltre i vari santuari  Shinto  all’ VII secolo risale il più antico di  Hasedera, ma tra tutti  i buddisti il venerato   tempio di Kotoku-in  consacrato a metà del XIII secolo dalla scuola Jòdoushù  della Terra Pura giapponese derivata dalla  dottrina Mahāyāna, con l‘imponente  statua in bronzo  del Daibutsu, simbolo della città  noto come il grande Buddha di Kamakura.   Tra gli altri e fondato nel 1203 dal monaco Nichiren il tempio di  Ankokuronji, al secolo successivo  e come  altro centro della scuola Nichiren il santuario di  Myohonji,  dal monaco Jufukuji fu Eisai venne fondato il tempio  Jufukuji.  e dalla monaca  Kakusan Shidō nel 1285 il Tokeiji. Alla fine del XII secolo  risale il maestoso Jomyoji dalla pagoda su cinque piani e il  mausoleo  di Takeda Shingen. Dalla scuola Zen nel XIII secolo fu consacrato il tempio di Engakuji   dal proprio stile  come il contemporaneo di Kenchoji  e circondato dal giardino di meditazione il santuario  di  Meigetsuin. Al  venerato   monaco Dogen nel 1327 si deve la fondazione  il tempio di Zuisenji   e poco più tardi  sorse l’altro santuario Zen di Jochiji,  mentre dalle tradizioni  legate al sincretismo  Shinto con il buddismo il santuario  Zeniarai di Benten. Non distante  tra gli altri  vari siti  storici e religiosi dell’ isola Enoshima, oltre i venerati  santuari Shintoisti, al XIII secolo  risale il tempio buddista di Ryuko-ji dalla pagoda su cinque piani, mentre nel 1993  fu edificato  il  recente santuario Daishi dall’eclettico stile.

Zen

“Non avete bisogno di incenso o preghiere o invocazioni del nome di Buddha, o di confessioni o scritture sacre. Sedetevi e meditate“

Dalle prime di Kamakura le scuole dello Zen in Giappone, sono In gran parte derivate dalla dottrina Mahāyāna e da una delle tradizioni cinesi d  dell’ epoca espressa dalle  scuole del  buddismo  Chán,  fondate nel XIII secolo dai  tre primi  celebrati maestri  Zen giapponesi Dōgen,  Gikai  e  Keizan. Durante il periodo imperiale cinese del  Song meridionale nel suo viaggio di studio e apprendimento  il monaco  Dogen   nel santuario di  Qìngdé  incontrò il maestro  Rujing e ne apprese le concezioni della dottrina Chan  espresse dalla  scuola Caodongche nel secolo precedente  avevano ispirato il monaco Zhengjue nella pratica della meditazione per l’ illuminazione silenziosa Shikantaza. Tornato in Giappone dopo aver appreso  le concezioni dottrinali Chan e studiato i testi del Kōan, con le pratiche  nel  percorso per raggiungere la visione dell’ essenza nel  Kenshò ove si manifesta la natura propia del Buddha.  Il pensiero di  Dogen fu il primo fondamento dello Zen giapponese medioevale nella scuola Sōtō-shū  e fondato nel 1244 dallo stesso Dogen uno dei centri divenne il monastero di  Eihei-ji nel Fukui.  Dopo Dogen dal 1236   la scuola fu estesa  dai discepoli Ejō come secondo patriarca del Zen Sōtō  seguito dal terzo Gikai, si divise  poi nelle diverse concezioni monastiche del Sandai_soron  mantenendone  parte della liturgia, poi riunificate nel 1322  dal monaco  Keizan Jokin, dall’ epoca iniziò la definitiva affermazione dello  Zen giapponese dal XIV secolo alla fine del XVI , iniziata nel periodo Muromachi, seguito dal breve dei  tre unificatori dell’ impero noto come l’ era  Jidai  dell’ Azuchi Momoyama. I fondamenti della pratica rituale, liturgica e monastica Zen del  Soto  si basano sulla sobrietà ed l’essenzialità nelle regole per la  meditazione Zazen nella consapevolezza di se, lo spazio circostante e l’irripetibile sensazione del presente come dimensione che porta alla  pace e armonia ove sono presenti tutte le esistenze del cosmo come  realizzazione e  risveglio. Profondamente legato all’ intuizione profonda ed improvvisa, come stato  mentale nella  meditazione, progressione per la conoscenza ad un più alto livello di coscienza, o momentanea  illuminazione su di un aspetto del tutto, ma sempre come la via del  Dharma nello Zen attraverso la conoscenza nella meditazione che porta al Satori come finale illuminazione. Ai maestri delle scuole  Tang  del buddismo cinese dell’epoca si  deve  il  Gojushichi butsu  come la  trasmissione del Dharma che passa da una generazione all’ altra, anche con l’ insegnamento personale Menju tra maestro e discepolo.  Tra le fondamentali della  tradizione  Zen giapponese, anch’essa ispirata dalle tradizioni  Chan cinese,  la scuola  Rinzai dalla storia e pratica e simile alla Soto, che tra i suoi centri aveva il monastero Tōfuku-ji  con il tempio di Kioto fondato nel  XIII secolo dal  al consigliere imperiale Kujō Michiie, ispirato alle sacre cinque montagne e dieci monasteri Wù Shàn dei Chán. Dal XVII al XIX secolo per il lungo periodo Tokugawa di Edo il Buddismo assieme allo Shintoismo e tutte le tradizioni furono  rigidamente sottoposte all’autorità imperiale come fondamento della società nel periodo Edo dello shogunato Tokugawa, poi ulteriormente consolidato dalla fine del XIX secolo nel periodo  Meiji ove  fu riorganizzata la vita religiosa nel rinnovamento  che escluse gran parte delle tradizioni nelle istituzioni, con la separazione dello Shintoismo dal Buddismo ancora  mantenuto nei luoghi sacri, come restaurazione nello Shinto di stato.

” Prima i monti erano i monti e le acque erano le acque; con lo zen, i monti non erano più i monti e le acque non erano più acque. Dopo l’illuminazione, i monti sono tornati ad essere monti e le acque ad essere acque.”

Templi e monasteri

” Ove ti trovi adesso è dove sei. Puoi aver concepito uno smisurato desiderio di trovarti altrove,facendo altro, ma tu non sei là sei qui.”

Nella lunga storia del Buddhismo giapponese, le varie scuole dalle diverse pratiche e liturgie cerimoniali rivolte al vasto  Pantheon nelle manifestazioni del Buddha, Bodhisattva e divinità si sono espresse nei  monasteri e santuari buddisti in Giappone sorti nei secoli  dai più semplici a quelli dalla monumentale e decorata architettura nei  diversi stili dei templi . Inizialmente ispirata alla cinese,  poi  nei diversi stili dai primi del VII secolo per le epoche successive dei monasteri e santuari Buddisti nelle varie prefetture, in gran parte concentrati nei grandi centri spesso assieme ai  venerati santuari Shinto nella secolare coesistenza condividendone la tradizionale architettura   giapponese. Fin dalla prima diffusione e per i secoli successivi la storia del Buddismo giapponese nei vari periodi e scuole  si è fondata sui monasteri  e i templi,   gran parte nei quattro stili principali iniziando dal Wayō  diffuso dall’ inizio del VIII al XII secolo alla fine del XII durante il lungo periodo di Heian ispirato ai cinesi dell’ epoca delle scuole esoteriche Shingon e Tendai, essenziale e privo di decorazioni. Anch’ esso ispirato al cinese dell’epoca dall’ inzio del XIII secolo Si diffuse lo stile  Daibutsuyō più monumentale e decorato, nello stesso periodo e propio dello Zen lo  Zenshūyō più semplice ed adeguato alla meditazione, mentre dal XIV secolo   nel periodo   Muromachi dalla fusione dei tre precedenti si diffuse lo stile Setchūyō. Nei templi più antichi su diversi piani  si trov ala pagoda  Tòba derivata dall’antico reliquario tradizionale   stupa  originariamente in legno e poi in pietra sekitō che ospita statue di divinità come la più antica su cinque piani nel tempio di Hōryū-ji vicino a Nara, poi in disuso ed  esclusa dai templi Zen. Dal monumentale portale Sanmon  speso finemente decorato  si accede al  padiglione centrale della sala  dorata Kon-dō  consacrata al culto principale del tempio, nel periodo Kamakura fu aggiunto   e  il padiglione Butsuden

che custodisce la statua del Buddha o di un bodhisattva. Dal centrale  diramano delle  sette sale  Garan negli gli altri padiglioni  del Shichidō garan. Il  Chōzuya per le sacre abluzionI purificatrici,   l’ Hōdō con la sala del Dharma per gli insegnamenti e le prediche del sommo sacerdote , la sala  delle riunioni  Kōdō,  Il padiglione shoin   per l’ insegnamento e lo studio dei   sutra  e quello che ospita le sacre scritture Kyōzō.. Come sorta di campanile la torre Shōrō Oltre gli edifici i principali comuni a tutti i templi, mentre dal sincretismo cono lo Shinto è a volte presente il minore santuario  Chinjusha consacrato allo spirito  Kami tutelare del tempio.Nei templi più grandi spesso si trova  un imponente cancello Niōmon su due piani  tra le statue  dei due guardiani del Buddha adirati  Niō  per i padiglioni principali comuni agli altri con  due edifici a volte collegati dal porticato  o kairō  decorato, Vari padiglioni sono spesso affacciati  sul  giardino tradizionale  Karesansui  diffuso nei templi Zen come spazio  per la meditazione, assieme alla sala Zendō per la pratica monastica della meditazione zazen, mentre  nei templi consacrati alle scuole esoteriche Shingon e Tendai  rimane la pagoda Tahōtō  a su due piani.

Arte buddista

Quando  sono vivi, si preoccupano della morte. Quando sono pieni, si preoccupano della fame. La loro è la grande incertezza. Ma i saggi non considerano il passato. E non si preoccupano del futuro. Né si aggrappano al presente. E attimo dopo attimo seguono la via. (Bodhidharma)”

Assieme ai templi alla tradizione religiosa è associata l’ arte buddista della metà del VI secolo con la prima diffusione del buddismo vi fu la rinascita della scultura  giapponese  con i monaci  ed artisti che  si stabilirono nella regione di Nara  e dall’ epoca con  statue,  rilievi e decorazioni  sorse la grande scultura  Buddista  a rappresentare  le varie manifestazuoni del Buddha. Bodhisattva e  divinità. Alla fine dell’ antico periodo Yayoi le forme artistiche  si esprimevano in sculture di terracotta e bronzi rituali, con la prima introduzione del buddismo  nel periodo Asuka giunsero i modelli dalla Cina e Corea  integrati ai tradizionali  giapponesi nel primo stile  Asuka con le statue del  Buddha, sculture in legno, decorazioni ed affreschi nei templi, oltre opere calligrafiche e dipinti su seta e carta di ispirazione cinese. Nel periodo di Nara  dall’ VII secolo,  in gran  ispirata dalla cultura cinese  Tang, vi fu un grande impulso artistico  con statue, sculture  e dipinti che decoravano i templi  come nel maestoso  Todaiji di Nara interamente in legno  che ospita la grande statua Daibutsu  del Buddha ed altri  decorati da sculture in legno e ed affreschi, mentre si diffondeva la pittura  ad inchiostro di raffinati paesaggi e scene di corte. Il successivo periodo di Heian dalla fine dell’ VII al XII secolo, noto anche come era  Jogan del Fujiwara,  è celebrato come l’ età aurea della cultura classica  in Giappone ,  oltre la letteratura  e tutte le altre forme artistiche,per   la  grande arte buddista dell’  Heian pcon statue, sculture, decorazioni ed affreschi nei templi dallo stile unico. Il  raffinato Yamato-e nei dipinti che illustrano  testi  sulla natura, stagioni, luoghi ed eventi, come rappresentazioni della bellezza manifestazione del Buddha, tra le espressioni più diffuse  i rotoli su seta, cotone o carta Emakimono che illustrano   narrazioni religiose, epiche e storiche, oltre la letteratura finemente illustrata  come il  Genji Monogatari dell’ Emaki. Allo stesso stile si è poi  ispirata a tradizione popolare  con le stanze Washitsu  che ospitano  calligrafie e illustrazioni appese alle pareti dei Kakemono esposti periodicamente  per occasioni religiose o eventi nelle nicchie Tokonoma,  stile diffuso anche nei raffinati  paraventi di pannelli uniti tra loro   byōbu   decorati da calligrafie e dipinti. Dalla fine del XII secolo a metà del XIV nel periodo Kamakura, oltre alla monumentale architettura dei templi, l’arte si è affermata nella scultura di statue  dallo stile realistico di  divinità buddiste  per la diffusione della dottrina tra ceti popolari su ispirazione della cultura Song cinese  e la Nara. La pittura  nello stile  yamato, la ceramica e la raffinata lacca Makie. Nello stesso periodo con la diffusione  della severa tradizione  Zen le forme artistiche assunsero lo stile semplice e spontaneo della meditazione con la  scultura in legno di raffigurazioni buddiste in pose di contemplativa serenità e  i dipinti ad inchiostro  con pochi tratti  esprimendo l’essenza dei soggetti e  paesaggi. Dal 1336 al 1573 nel periodo  Muromachi  parte  della religione e cultura era influenzata  dal buddismo Zen così come  in alcuni templi  e le arti  negli  Stili  dell’ epoca  dagli ideali estetici come il concetto Wabi dell’  incompleta ed imperfetta bellezza che ha ispirato  lo stile poetico classico giapponese dell’ epoca  come l’  Haiku  dai testi illustrati. Dalla stessa cultura deriva il giardino Zen  come oasi di pace e meditazione, anche l’arte Ikebana della composizione floreale e il misticismo della cerimonia del tè  Chano yu. Oltre la raffinata  ceramica raku e porcellane bianche e blu, nelle arti figurative  la tradizionale pittura ad inchiostro  raggiunse tra i più alti livelli di nei  dettagliati dipinti  di paesaggi e scene di corte,  a Kyoto nel XV secolo fu fondata scuola Kano  della raffinata pittura rimasta nelle epoche successive  fino al XIX. Nel  lungo periodo di Edo dello Shogunato Tokugawa dall’inizio del XVII secolo al 1868, mentre  nelle altre forme artistiche dell’  Edo vi fu un declino nello stile dei templi buddisti in parte sempre più legato a quello dei santuari Shinto continuato nella restaurazione Menji. Così come il declino della scultura tradizionale, mentre   nella pittura vu fu una ripresa della scuola  Kanō, assieme alle tradizionali Yamato-e e Kara, venne fondata a Kyoto nel XVII secolo la nuova scuola  Rinpa dal vistoso   stile  decorativo,   oltre la fioritura delle raffinate stampe  Ukiyo-e di paesaggi, scene di vita, personaggi e illustrazioni letterarie.

“Se volete ottenere l’illuminazione, non dovete studiare innumerevoli insegnamenti. Approfonditene solo uno. La grande compassione. Chiunque abbia grande compassione, possiede tutte le qualità del Buddha..

Testi pdf

Pratica  zazen

Essenza Zen

Dizionario Zen

Koyasan

Eihei Dogen

Related Articles

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Check Also
Close
Back to top button