Buddismo Giapponese

“Tutto ciò che siamo, è il risultato di ciò che abbiamo pensato. La mente è tutto. Ciò che pensiamo, noi diventiamo.”
Assieme allo Shintoismo nella tradizione religiosa e culturale del Giappone, il Buddismo si è diffuso nelle diverse scuole shū dal VII secolo ispirate alla più diffuse dottrine Buddiste, in parte poi assimilate dal sincretismo Shinto. La prima forma fu introdotta dalle tradizioni del Buddismo in Cina dell’ epoca, nell’ VIII secolo Inviato dalla dinastia Tang idal monaco Dōsen Risshi venne fondata una delle prime scuole Risshū, legata alla cinese Sānlùn, portata dal monaco coreano Hyegwan sorsero le scuole Sanron shū e Jōjitsu shū così come la scuola Kegon shū fondata dall’ altro monaco coreano Simsang. Dal Buddismo esportato dalla Cina‘ deriva anche la tradizione della scuola Fǎxiāng fondata e diffusa nel VII secolo nei suoi viaggi dal monaco errante Xuánzàng che ha ispirato la scuola Hossō shū, dai discepoli di Xuánzàng, venne fondata la scuola Kusha shū fa derivata da una delle tradizioni cinesi ispirate dalla dottrina Hīnayāna. Tra la fine del VI secolo e l’ inizio del VII erano sorte le sei scuole di Nara del Buddismo Rokushu legate in gran parte dottrina Vajrayana, con le preminenti e più diffuse due della Risshū ispirata dal monaco cinese Jianzhen e, derivata dalla tradizione cinese Huayan, la Kegon fondata nello stesso periodo dal monaco Rōben., poi diverse furono in gran parte integrate nella tradizione Tendai giapponese ispirata ai canoni della dottrina Mahāyāna.
Shingon
“Questo mondo è coperto di tenebre, pochi possono veder chiaro: raro è chi si alza in volo verso il cielo come un uccello sfuggito dalla rete”
Dalla prima introduzione nella lunga storia del Buddismo in Giappone con le diverse tradizioni, tra la metà del VI secolo all’ inizio dell’ VII durante il periodo Asuka si diffuse nelle regioni centro meridionali con il contemporaneo
periodo Hakuhō in quella centrale ove nell’ VIII secolo divenne uno dei fondamenti del periodo di Nara nel nuovo orizzonte culturale ed artistico con il proprio stile per i templi e monasteri buddisti poi diffusi in Giappone. Dal VII secolo il Buddismo nel sincretismo con lo Shinto Iniziò a diffondersi con la scuola ascetica del Shugendò in parte ispirato alle concezioni esoteriche della dottrina , espresso anche nella ritualità come nell’altra suola dello Shinbutsu con l’ identificazione delle divinità shintoiste al Buddha e I bodhisattva presenti nei santuari. Il monaco studioso ed artista giapponese Kūkai, cultore delle pratiche tantriche della dottrina Vajrayana cinese, all’ inizio del IX secolo fondò la scuola Shingon dei mantra e ne prese nome la dottrina del Buddismo Shingon nipponico. Dalle concezioni in parte ispirate dal buddismo tantrico Vajrayana e pratiche esoteriche del Kongōjō come possibilità di raggiungere la perfezione in vita attraverso i due principi kongo della saggezza e della ragione Taizo e nell’identità il Buddha la realtà del mondo. Centrali sono le manifestazioni del Buddha nei cinque , al vertice associato al superamento degli ostacoli il più venerato Fudo myoo, il grande protettore manifestazione del Buddha Vairocana come Acala. La manifestazione della coscienza come un aspetto della realtà nel Buddha irremovibile Akṣobhya, associato al sentimento della sensazione nel rapporto con la coscienza Ratnasaṃbhāva che diffonde la dottrina nell’ alimentare la conoscenza del Dharma. La via per rinascere nella Terra Pura invocandolo è indicata da Amithāba oltre i meriti e la fede, tra concezioni religiose più popolari dell’ Amidismo, come quinto Buddha della saggezza associato alla mente concettuale Amogasiddhi, opposta alla sensoriale per percorsi nella pacificazione Nella tradizione vi fu un lento e graduale declino dell’ influenza cinese dall’ inizio dell’ VIII secolo verso la fine del XII nei periodi di Nara e Heian con il sorgere delle varie scuole continuando ad essene ispirate, mentre si affermava la
dottrina esoterica del Tendai divenuta a lungo dominante.
Tendai
“Affidati al messaggio del maestro, non alla personalità. Affidati al senso, non alle parole. Affidati al senso reale, non a quello temporaneo. Affidati alla tua mente di saggezza, non a quella ordinaria”
Dalla fine dell’VIII secolo al XII nel periodo di Heian, derivata dalla scuola delle Terrazze celesti cinese Tiāntái, vi fu la grande diffusione della scuola esoterica Tendai come fiori del Dharma fondata nel IX secolo dal monaco Saichō, che tra i suoi tra i suoi fondamenti dottrinali si ispira la pratica della meditazione shikan codificata e descritta nel VI secolo nelle opere del monaco coreano Zhìyǐ patriarca del Tiāntái, interpretata dagli insegnamenti di Saichō nelle pratiche esoteriche Taimitsu. Filosoficamente, la scuola Tendai è simile al Tiāntái cinese, ma il fondatore si ispirava anche a concezioni Zen nella meditazione, agli insegnamenti del buddismo esoterico Mikkyō e le concezioni monastiche osservate dalle scuole Vinaya ispirate ai testi e gli insegnamenti del più antico canone Pali. il Tindai concepisce tutti gli esseri manifestazioni della Buddhatā come autentica e reale natura del Buddha, Tra i fondamenti del Mahāyāna, assieme alla dottrina della Triplice Verità Enyū santai, la concezione dell’ illuminazione originaria Hongaku come risveglio nella fede Daijō kishin ron del Mahāyāna Così come della verità ultima e reale Paramārtha fonda parte della la filosofia Tiantai, per la concezione della vacuità Sunyata tutti i fenomeni jia sono vuoti di qualsiasi natura o essenza indipendente Svabhava, provvisori e si manifestano attraverso cause e condizioni di origine dipendente. Corrispondente alla verità convenzionale Saṁvṛti delle due verità classiche del Mahāyāna come esistenza illusoria nella verità intermedia e via di mezzo Zhong i fenomeni sia vuoti di esistenza esistono provvisoriamente, tale verità trascende tutte le dualità ed evita gli estremi, come esistenza e non esistenza, essere e vuoto, verità mondana e verità reale, contaminazione e purezza. La
meditazione del Tendai nella triplice contemplazione per la liberazione dalle illusioni e le dieci diverse contemplazioni delle cose è tra le pratiche per la visione che contiene gran parte degli insegnamenti buddisti unificati nella via Ekayāna dell’illuminazione come sintesi dottrinale fondata Sutra del Loto e gli antichi testi, con le sue pratiche religiose il Tendai fu a lungo religione ufficiale dalla famiglia imperiale, tra fondamenti del Buddismo giapponese ispirando gran parte delle scuole successive.
Nichiren
“… Le sofferenze diventano Nirvana quando si comprende che l’entità della vita umana non viene né generata né distrutta nel suo ciclo di nascita e di morte.”
Inizialmente seguace del buddismo Tendai nel XIII secolo il monaco Nichiren ne divenne oppositore e fu il fondatore della poi diffusa dottrina del Buddismo scuola Nichiren che ne prese nome, noto anche come la Scuola del Loto Hokkeshù unificando quelle giapponesi legate alla dottrina Mahāyāna.La scuola dottrinale si fonda sul Sutra del Loto o Hòben in giapponese come autentica espressione degli originari insegnamenti del Buddha storico Sakyamuni o Gautama, si basa sulla legge espressa dal Mantra del Nam-myoho-renge-kyo come devozione al Dharma mistico Daimok che rappresenta l’ essenza dell’universo e il fondamentale ritmo della vita. Come pratiche fondamentali lo studio degli scritti Gosho di Nichiren, l’ invocazione del Daimoku recitando il Mantra alla mistica legge dell’ Hòben nel Sutra del Loto, assieme al devozionale Gongyō con i sutra Hōben-hon e juryō-hon per la fede nei sacri oggetti di culto Gohonzon come i rotoli con iscrizioni e mandala ospitati spesso dai templi negli altari sacrali Butsudan. Poi diviso nelle sue varie scuole con la prima del Nichiren-shū come la più legata alle antiche tradizioni fondata sulla scuola del Loto espressa dalla Soka-gakkai con il divinizzato Nichiren come manifestazione del Bodhisattva Jogyo menzionato dagli antichi Sutra come prima via originaria Honmon del Butsuryū-shū tracciata e predicata dal Buddha storico.
Scuole kamakura
“C’è
sempre qualcosa di cui essere grati…. Sii sempre riconoscente per gli affetti e le persone che già hai vicino a te. Un cuore grato ti rende felice. (Buddha)”
Nel periodo Kamakura tra la fine del XII secolo e il XIV furono fondate le sei nuove scuole Shin Bukkyo poi espresse nel Buddismo Amidista della Terra pura, tra le prime la scuola Jōdo-shū ispirata nel 1175 dal monaco giapponese Hònen , fondata sulla salvezza che si raggiunge con il percorso del Jodo nella fede, la meditazione e la pratica con la continua invocazione Nembutsu del Buddha come manifestazione di grazia e misericordia Amitabha. Sempre seguendo gli antichi cinque precetti Pancasìla può essere completato con il pellegrinaggio circolare per i venticinque sacri luoghi dell’ Hònen. Dalle simili concezioni e percorsi dal monaco Shinran venne fondata nel XIII secolo la scuola del Buddismo Shin come la vera essenza della Terra Pura. La tradizione delle due scuole Jodo tra le sue basi essenziali segue Il voto originale Homgan del Buddha Amitābha nella sua remota esistenza terrena di bodhisattva, essenza della dottrina Jòdoshù giapponese della Terra Pura. Dalla tradizione della scuola di Linji, tra le fondamentali del buddismo cinese Chán, è ispirata una delle tre scuole shū dello Zen giapponese Rinzai, fondata alla fine del XII secolo dal monaco seguace del Tendai Eisai, basata sulla la pratica Zen della conoscenza per l’ illuminazione transitoria Satori attraverso la disciplina e la rigida pratica della meditazione zazen completata dall’apprendimento nello studio dei kōan trasmessa dal maestro zen al discepolo. Ordinato nel Tendai ed ispirato dal suo pellegrinaggio in Cina riportando insegnamenti e testi, nei 1227 il monaco Dōgen di Kyoto fondò la scuola Zen giapponese del Sōtō che divenne la più grande ed autorevole diffusa nei monasteri con l’attento studio dei vari testi Zen traendone la recitazione rituale dei Sutra assieme
agli esoterici mantra Dhāraṇī nelle cerimonie oltre alle profonde pratiche di meditazione zazen. Nella lunga convivenza con lo Shintoismo Kamakura divenne centro del Buddismo espresso dai siti religiosi, oltre i vari santuari Shinto all’ VII secolo risale il più antico di Hasedera, ma tra tutti i buddisti il venerato tempio di Kotoku-in consacrato a metà del XIII secolo dalla scuola Jòdoushù della Terra Pura giapponese derivata dalla dottrina Mahāyāna, con l‘imponente statua in bronzo del Daibutsu, simbolo della città noto come il grande Buddha di Kamakura. Tra gli altri e fondato nel 1203 dal monaco Nichiren il tempio di Ankokuronji, al secolo successivo e come altro centro della scuola Nichiren il santuario di Myohonji, dal monaco Jufukuji fu Eisai venne fondato il tempio Jufukuji. e dalla monaca Kakusan Shidō nel 1285 il Tokeiji. Alla fine del XII secolo risale il maestoso Jomyoji dalla pagoda su cinque piani e il mausoleo di Takeda Shingen. Dalla scuola Zen nel XIII secolo fu consacrato il tempio di Engakuji dal proprio stile come il contemporaneo di Kenchoji e circondato dal giardino di meditazione il santuario di Meigetsuin. Al venerato monaco Dogen nel 1327 si deve la fondazione il tempio di Zuisenji e poco più tardi sorse l’altro santuario Zen di Jochiji, mentre dalle tradizioni legate al sincretismo Shinto con il buddismo il santuario Zeniarai di Benten. Non distante tra gli altri vari siti storici e religiosi dell’ isola Enoshima, oltre i venerati santuari Shintoisti, al XIII secolo risale il tempio buddista di Ryuko-ji dalla pagoda su cinque piani, mentre nel 1993 fu edificato il recente santuario Daishi dall’eclettico stile.
Zen
“Non avete bisogno di incenso o preghiere o invocazioni del nome di Buddha, o di confessioni o scritture sacre. Sedetevi e meditate“
Dalle prime di Kamakura le scuole dello Zen in Giappone, sono In gran parte derivate dalla dottrina Mahāyāna
e da una delle tradizioni cinesi d dell’ epoca espressa dalle scuole del buddismo Chán, fondate nel XIII secolo dai tre primi celebrati maestri Zen giapponesi Dōgen, Gikai e Keizan. Durante il periodo imperiale cinese del Song meridionale nel suo viaggio di studio e apprendimento il monaco Dogen nel santuario di Qìngdé incontrò il maestro Rujing e ne apprese le concezioni della dottrina Chan espresse dalla scuola Caodongche nel secolo precedente avevano ispirato il monaco Zhengjue nella pratica della meditazione per l’ illuminazione silenziosa Shikantaza. Tornato in Giappone dopo aver appreso le concezioni dottrinali Chan e studiato i testi del Kōan, con le pratiche nel percorso per raggiungere la visione dell’ essenza nel Kenshò ove si manifesta la natura propia del Buddha. Il pensiero di Dogen fu il primo fondamento dello Zen giapponese medioevale nella scuola Sōtō-shū e fondato nel 1244 dallo stesso Dogen uno dei centri divenne il monastero di Eihei-ji nel Fukui. Dopo Dogen dal 1236 la scuola fu estesa dai discepoli Ejō come secondo patriarca del Zen Sōtō seguito dal terzo Gikai, si divise poi nelle diverse concezioni monastiche del Sandai_soron mantenendone parte della liturgia, poi riunificate nel 1322 dal monaco Keizan Jokin, dall’ epoca iniziò la definitiva affermazione dello Zen giapponese dal XIV secolo alla fine del XVI , iniziata nel periodo Muromachi, seguito dal breve dei tre unificatori dell’ impero noto come l’ era Jidai dell’ Azuchi Momoyama. I fondamenti della pratica rituale, liturgica e monastica Zen del Soto si basano sulla sobrietà ed l’essenzialità nelle regole per la meditazione Zazen nella consapevolezza di se, lo spazio circostante e l’irripetibile sensazione del presente come dimensione che porta alla pace e armonia ove sono presenti tutte le esistenze del cosmo come realizzazione e risveglio. Profondamente legato all’ intuizione profonda ed improvvisa, come stato mentale nella meditazione, progressione per la conoscenza ad un più alto livello di
coscienza, o momentanea illuminazione su di un aspetto del tutto, ma sempre come la via del Dharma nello Zen attraverso la conoscenza nella meditazione che porta al Satori come finale illuminazione. Ai maestri delle scuole Tang del buddismo cinese dell’epoca si deve il Gojushichi butsu come la trasmissione del Dharma che passa da una generazione all’ altra, anche con l’ insegnamento personale Menju tra maestro e discepolo. Tra le fondamentali della tradizione Zen giapponese, anch’essa ispirata dalle tradizioni Chan cinese, la scuola Rinzai dalla storia e pratica e simile alla Soto, che tra i suoi centri aveva il monastero Tōfuku-ji con il tempio di Kioto fondato nel XIII secolo dal al consigliere imperiale Kujō Michiie, ispirato alle sacre cinque montagne e dieci monasteri Wù Shàn dei Chán. Dal XVII al XIX secolo per il lungo periodo Tokugawa di Edo il Buddismo assieme allo Shintoismo e tutte le tradizioni furono rigidamente sottoposte all’autorità imperiale come fondamento della società nel periodo Edo dello shogunato Tokugawa, poi ulteriormente consolidato dalla fine del XIX secolo nel periodo Meiji ove fu riorganizzata la vita religiosa nel rinnovamento che escluse gran parte delle tradizioni nelle istituzioni, con la separazione dello Shintoismo dal Buddismo ancora mantenuto nei luoghi sacri, come restaurazione nello Shinto di stato.
” Prima i monti erano i monti e le acque erano le acque; con lo zen, i monti non erano più i monti e le acque non erano più acque. Dopo l’illuminazione, i monti sono tornati ad essere monti e le acque ad essere acque.”
Templi e monasteri
” Ove ti trovi adesso è dove sei. Puoi aver concepito uno smisurato desiderio di trovarti altrove,facendo altro, ma tu non sei là sei qui.”
Nella lunga storia del Buddhismo giapponese, le varie scuole dalle diverse pratiche e liturgie cerimoniali rivolte al vasto Pantheon nelle manifestazioni del Buddha, Bodhisattva e divinità si sono espresse nei monasteri e
santuari buddisti in Giappone sorti nei secoli dai più semplici a quelli dalla monumentale e decorata architettura nei diversi stili dei templi . Inizialmente ispirata alla cinese, poi nei diversi stili dai primi del VII secolo per le epoche successive dei monasteri e santuari Buddisti nelle varie prefetture, in gran parte concentrati nei grandi centri spesso assieme ai venerati santuari Shinto nella secolare coesistenza condividendone la tradizionale architettura giapponese. Fin dalla prima diffusione e per i secoli successivi la storia del Buddismo giapponese nei vari periodi e scuole si è fondata sui monasteri e i templi, gran parte nei quattro stili principali iniziando dal Wayō diffuso dall’ inizio del VIII al XII secolo alla fine del XII durante il lungo periodo di Heian ispirato ai cinesi dell’ epoca delle scuole esoteriche Shingon e Tendai, essenziale e privo di decorazioni. Anch’ esso ispirato al cinese dell’epoca dall’ inzio del XIII secolo Si diffuse lo stile Daibutsuyō più monumentale e decorato, nello stesso periodo e propio dello Zen lo Zenshūyō più semplice ed adeguato alla meditazione, mentre dal XIV secolo nel periodo Muromachi dalla fusione dei tre precedenti si diffuse lo stile Setchūyō. Nei templi più antichi su diversi piani si trov ala pagoda Tòba derivata dall’antico reliquario tradizionale stupa originariamente in legno e poi in pietra sekitō che ospita statue di divinità come la più antica su cinque piani nel tempio di Hōryū-ji vicino a Nara, poi in disuso ed esclusa dai templi Zen. Dal monumentale portale Sanmon speso finemente decorato si accede al padiglione centrale della sala dorata Kon-dō consacrata al culto principale del tempio, nel periodo Kamakura fu aggiunto e il padiglione Butsuden
che custodisce la statua del Buddha o di un bodhisattva. Dal centrale diramano delle sette sale Garan negli gli altri padiglioni del Shichidō garan. Il Chōzuya per le sacre abluzionI purificatrici, l’ Hōdō con la sala del Dharma per gli
insegnamenti e le prediche del sommo sacerdote , la sala delle riunioni Kōdō, Il padiglione shoin per l’ insegnamento e lo studio dei sutra e quello che ospita le sacre scritture Kyōzō.. Come sorta di campanile la torre Shōrō Oltre gli edifici i principali comuni a tutti i templi, mentre dal sincretismo cono lo Shinto è a volte presente il minore santuario Chinjusha consacrato allo spirito Kami tutelare del tempio.Nei templi più grandi spesso si trova un imponente cancello Niōmon su due piani tra le statue dei due guardiani del Buddha adirati Niō per i padiglioni principali comuni agli altri con due edifici a volte collegati dal porticato o kairō decorato, Vari padiglioni sono spesso affacciati sul giardino tradizionale Karesansui diffuso nei templi Zen come spazio per la meditazione, assieme alla sala Zendō per la pratica monastica della meditazione zazen, mentre nei templi consacrati alle scuole esoteriche Shingon e Tendai rimane la pagoda Tahōtō a su due piani.
Arte buddista
Quando sono vivi, si preoccupano della morte. Quando sono pieni, si preoccupano della fame. La loro è la grande incertezza. Ma i saggi non considerano il passato. E non si preoccupano del futuro. Né si aggrappano al presente. E attimo dopo attimo seguono la via. (Bodhidharma)”
Assieme ai templi alla tradizione religiosa è associata l’ arte buddista della metà del VI secolo con la prima diffusione del buddismo vi fu la rinascita della scultura giapponese con i monaci ed artisti che si stabilirono nella regione di Nara e dall’ epoca con statue, rilievi e decorazioni sorse la grande scultura Buddista a rappresentare le varie manifestazuoni del Buddha. Bodhisattva e divinità. Alla fine dell’ antico periodo Yayoi le forme artistiche si esprimevano in sculture di terracotta e bronzi rituali, con la prima introduzione del buddismo nel periodo Asuka giunsero i modelli dalla Cina e Corea integrati ai tradizionali giapponesi nel primo stile Asuka con le statue del
Buddha, sculture in legno, decorazioni ed affreschi nei templi, oltre opere calligrafiche e dipinti su seta e carta di ispirazione cinese. Nel periodo di Nara dall’ VII secolo, in gran ispirata dalla cultura cinese Tang, vi fu un grande impulso artistico con statue, sculture e dipinti che decoravano i templi come nel maestoso Todaiji di Nara interamente in legno che ospita la grande statua Daibutsu del Buddha ed altri decorati da sculture in legno e ed affreschi, mentre si diffondeva la pittura ad inchiostro di raffinati paesaggi e scene di corte. Il successivo periodo di Heian dalla fine dell’ VII al XII secolo, noto anche come era Jogan del Fujiwara, è celebrato come l’ età aurea della cultura classica in Giappone , oltre la letteratura e tutte le altre forme artistiche,per la grande arte buddista dell’ Heian pcon statue, sculture, decorazioni ed affreschi nei templi dallo stile unico. Il raffinato Yamato-e nei dipinti che illustrano testi sulla natura, stagioni, luoghi ed eventi, come rappresentazioni della bellezza manifestazione del Buddha, tra le espressioni più diffuse i rotoli su seta, cotone o carta Emakimono che illustrano narrazioni religiose, epiche e storiche, oltre la letteratura finemente illustrata come il Genji Monogatari dell’ Emaki. Allo stesso stile si è poi ispirata a tradizione popolare con le stanze Washitsu che ospitano calligrafie e illustrazioni appese alle pareti dei Kakemono esposti periodicamente per occasioni religiose o eventi nelle nicchie Tokonoma, stile diffuso anche nei raffinati paraventi di pannelli uniti tra loro byōbu decorati da calligrafie e dipinti. Dalla fine del XII secolo a metà del XIV nel periodo Kamakura, oltre alla monumentale architettura dei templi, l’arte si è affermata nella scultura di statue dallo stile realistico di divinità buddiste per la diffusione della dottrina tra ceti popolari su ispirazione della cultura Song cinese e la Nara. La pittura nello stile yamato, la ceramica e la raffinata lacca Makie. Nello stesso periodo con
la diffusione della severa tradizione Zen le forme artistiche assunsero lo stile semplice e spontaneo della meditazione con la scultura in legno di raffigurazioni buddiste in pose di contemplativa serenità e i dipinti ad inchiostro con pochi tratti esprimendo l’essenza dei soggetti e paesaggi. Dal 1336 al 1573 nel periodo Muromachi parte della religione e cultura era influenzata dal buddismo Zen così come in alcuni templi e le arti negli Stili dell’ epoca dagli ideali estetici come il concetto Wabi dell’ incompleta ed imperfetta bellezza che ha ispirato lo stile poetico classico giapponese dell’ epoca come l’ Haiku dai testi illustrati. Dalla stessa cultura deriva il giardino Zen come oasi di pace e meditazione, anche l’arte Ikebana della composizione floreale e il misticismo della cerimonia del tè Chano yu. Oltre la raffinata ceramica raku e porcellane bianche e blu, nelle arti figurative la tradizionale pittura ad inchiostro raggiunse tra i più alti livelli di nei dettagliati dipinti di paesaggi e scene di corte, a Kyoto nel XV secolo fu fondata scuola Kano della raffinata pittura rimasta nelle epoche successive fino al XIX. Nel lungo periodo di Edo dello Shogunato Tokugawa dall’inizio del XVII secolo al 1868, mentre nelle altre forme artistiche dell’ Edo vi fu un declino nello stile dei templi buddisti in parte sempre più legato a quello dei santuari Shinto continuato nella restaurazione Menji. Così come il declino della scultura tradizionale, mentre nella pittura vu fu una ripresa della scuola Kanō, assieme alle tradizionali Yamato-e e Kara, venne fondata a Kyoto nel XVII secolo la nuova scuola Rinpa dal vistoso stile decorativo, oltre la fioritura delle raffinate stampe Ukiyo-e di paesaggi, scene di vita, personaggi e illustrazioni letterarie.
“Se volete ottenere l’illuminazione, non dovete studiare innumerevoli insegnamenti. Approfonditene solo uno. La grande compassione. Chiunque abbia grande compassione, possiede tutte le qualità del Buddha..





