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Storia della California

La California indigena

Il vasto territorio tra la costa del Pacifico, la Sierra Nevada e la più orientale regione desertica era popolato dai nativi californiani che per secoli hanno condotto la loro pacifica esistenza fino all’arrivo dei coloni bianchi con le loro comunità riunite in villaggi di cacciatori, pescatori e agricoltori dalle famiglie raccolte in clan tribali,  governati da  capi e consigli di anziani che regolavano la vita tradizionale. Oltre  le più grandi e diffuse popolazioni dei Shasta, Wintun, Maidu, Chumash, Pomo, Serrano, Serrano, Mohave, Miwok, Wappo, Yuma, Yana, Chilula, Cocopah, Hoopa, Juaneno, Karok e  Kato, ospitava un centinaio di diverse tribù con vari dialetti delle lingue Athapaskan, Uto Azteca e Penutian. Come per tutte le altre popolazioni degli indiani americani  anche tra quelle californiane l’ esistenza umana era intimamente legata all’  animismo in armonia con le forze della natura e  il mondo degli spiriti,  che conferisce l’ energia vitale e spirituale a tutte le cose come emanazione dell’essere supremo creatore Grande Spirito. Usa Ca St Barbara col Mission (1)Dal mito della creazione discendono esseri da invocare o propiziare con cerimonie e ritualità tra le diverse popolazioni, mentre l’interpretazione delle forze che regolano l’ universo giungeva dalle pratiche dello sciamano che riesce a comprenderne l’equilibrio per risolvere egli eventi che coinvolgono la collettività. Oltre i settentrionali Pomo diffusi tra il Shasta e la baia di San Francisco con i vicini Patwin e Nomiaki del popolo Wintun  e le comunità tribali che popolavano il territorio della Sierra Nevada di stirpe Maidu, gran parte delle popolazioni californiane settentrionali e centrali praticavano la religione del Kuksu dalle varie cerimonie accompagnate da danze rituali e riti iniziatici. Nella regione meridionale era diffusa la  mitologia Kwawar o Chinigchinix  che ispirava in parte la tradizione religiosa dei Gabrieleño e Fernandeño, come furono poi chiamati dagli spagnoli i Tongva, degli Acjachememo Juaneño e le comunità dei  Luiseño e Diegueño del popolo  Payomkowishum con i culti Toloache  dalle ritualità sciamaniche praticate con l’ uso di bevande allucinogene ottenute dalla pianta datura sacra  che ne prende nome come  Toloache. Una pacifica esistenza secolare fondata sull’ equilibrio con la natura di una cultura ormai in gran parte scomparsa e ricordata nelle tradizioni e le antiche storie tramandate ai sopravvissuti di quegli indiani ridotti a poche comunità tribali, mentre quando i primi navigatori ed esploratori europei  giunsero sulla costa c tra il XVI e il XVII secolo, gli  indigeni californiani erano oltre trecentomila.

Las Californias

Nel XVI secolo i conquistadores spagnoli avanzarono oltre i confini settentrionali messicani nei territori degli indiani Pueblo, mentre ad ovest sulle coste della Baja California navigò De Ulloa nel 1540 nell’ esplorazione alla scoperta della penisola continuata poi da Alarcòn con la sua flotta, in seguito venne raggiunta la foce del fiume Colorado da Dìaz e due anni dopo giunse il navigatore portoghese al servizio della Spagna João Rodrigues Cabrilho ,meglio noto nelle cronache come Cabrillo, partito sulla costa di Santa Barbara. Furono i primi europei ad incontrare gli indiani della Baja California, nel secolo successivo il resto del territorio californiano rimase fuori dalle vie coloniali fino a quando esploratori ed avventurieri, prima spagnoli e poi nordamericani,  aprirono le rotte dei coloni che ne presero possesso. In quella vasta regione  popolata dalle tribù californiane dei vari popoli indiani, dopo  la conquista europea del continente e l’ invasione spagnola dell’ impero azteco che si stendeva in  Messico, dal XVI secolo solo qualche navigatore esplorò quelle coste,  nel 1542 la baia di San Diego fu raggiunta dalla spedizione di Cabrillo  che  la rivendicò per la corona spagnola, mentre lungo la costa più settentrionale sulla baia di San Francisco nel 1579 navigò il corsaro inglese Francis Drake rivendicandola per sua maestà britannica. Usa Ca St Barbara col Mission (6)Solo all’ inizio del XVII secolo un’altra spedizione spagnola guidata da Sebastiàn Vizcaìno giunse di nuovo nella baia che battezzò di San Diego nel 1602 proseguendo per il  canale di Santa Barbara, la Baia di Monterey e altri approdi che dall’ epoca presero i loro nomi spagnoli. Era sorta la colonia della California spagnola, ma inizialmente la regione rimase a lungo isolata e fuori dalle rotte coloniali, ma nel frattempo navigando lungo le coste pacifiche nordamericane  James Cook durante la sua lunga terza ed ultima spedizione redasse una mappa del litorale californiano nel 1788 e successivamente uno dei suoi capitani  George Vancouver sbarcò nella vasta baia settentrionale di quella costa fondando il centro di Yerba Buena ove sorse la città di  San Francisco. Nella stessa seconda metà del XVIII secolo furono  inviati dal sovrano Luigi XVI  navigatori ed esploratori che aprivano le vie  dei francesi in America   giungendo in California nel 1786 con la spedizione scientifica di Jean François de Galaup conte di La Pèrouse che sbarcò a Monterrey e dall’ epoca per tutto il secolo e il seguente giunsero nella regione altre spedizioni seguite da mercanti e coloni. Il Virreinato della Nueva España, che comprendeva l’ intera colonia del  Messico estesa fino a quel territorio che, per proteggerlo dalle incursioni di altre potenze europee sulla costa pacifica, nel 1770 venne inviata una spedizione guidata da Gaspar de_Portolà per consolidare i centri spagnoli nell’ Alta California dall’ espansione nel tentativo di colonizzazione della RussIa zarista nella regione nord occidentale del continente. Al seguito della spedizione di  Portolà venne anche inviato il missionario dell’ ordine di frati minori francescani Miguel José Serra Ferrer noto come padre Junìpero_Serra  con l’ incarico di fondare missioni spagnole lungo la costa per convertire ed evangelizzare le popolazioni indigene . Collegate su un lungo itinerario ad un giorno di cammino tra le più vicine, delle  missioni  Junìpero Serra stabilì un preciso modello per edificare ed organizzare ogni Misiòn  con almeno un frate a dirigerla nei commerci ed uno per l’ evangelizzazione ed a lungo il sistema con la vita nelle missioni  fu fondamento e via della colonia spagnola californiana. Dopo l’ indipendenza del Messico nel 1821 cessarono i finanziamenti e il governatore messicano José Figueroa applicò la legge emanata nel 1833 per la secolarizzazione di tutte le propietà ecclesiastiche che vennero trasferite alle comunità locali ponendo fine all’influenza e la prosperità delle missioni. Dell’ epoca rimane il ricordo nei loro resti e l’architettura delle Misiònès raccontandone  la storia su una lunga via che si estende per quasi millecinquecento chilometri dalla più settentrionale Sonoma verso sud fino a  San Diego in un lungo percorso chiamato Camino Real ove sorsero i centri e le città californiane, tra esse nomi di luoghi, vie, piazze e i più antichi edifici, ricordano la storia di quell’ epoca, oltre a ciò che rimane delle suggestive Missioni spagnole.

Il Camino Real delle missioni

La più settentrionale delle missioni spagnole californiane fu quella di San Franciso a  Solano, la ventunesima ed ultima edificata  nell’omonima contea dove è poi sorta la città di Sonoma a nord della baia di San Francisco, scendendo nella città che da il nome alla baia come  San Francisco, il più antico sito coloniale sopravvissuto nella sua storia è l’ omonima missione di San Francisco chiamata anche  Misiòn Dolores  che venne fondata nel 1776 dal militare José Moraga e il missionario francescano che aveva seguito Jumpiero Serrra nell’evangelizzazione della regione Francisco Palóu, giunti nella regione della baia al seguito della  spedizione Anza  guidata da  Juan Bautista de Anza incaricato di aprire la via ai coloni spagnoli nei territori settentrionali californiani e convertirne  gli indigeni Ohlone o Costanoan. Nella zona più meridionale della vasta baia la città di Santa Clara è sorta nel 1777 dall’ omonima missione anch’ essa francescana di Santa Clara de Asís, per ben sei volte in rovina e ricostruita, la missione di Santa Clara  ha conservato la sua chiesa come la si trova come cappella dell’ università. Usa Ca Mojave Pioneertown 5Proseguendo a sud est della baia di San Francisco, dove sorge la città di Fremont nella contea di Alameda, venne fondato il quattordicesimo centro di evangelizzazione  californiano con la missione di  San Josè  nel 1797, declinata dopo l’ emanazione del governo messicano per la secolarizzazione  nel 1833, successivamente restaurata ne rimane originale la chiesa  e un museo ne racconta la storia. Nell’adiacente contea di San Benito ove sorge l’ omonima città di San Juan, il padre generale francescano  Fermín Lasuén nel 1797 fondò la missione di San Juan Bautista con un monastero dove vennero portate comunità di indiani Oholone e più tardi degli Yokuts convertiti, davanti la chiesa vennero poi costruiti altri edifici,  le caserme militari e la casa del comandante la guarnigione Jose Castro che si sono conservati rimasti originali come  si vedono. Sulla costa presso Carmel nel 1797 sorse il centro di tutte le altre missioni dell’Alta California con San Carlos , meglio nota come la Misión de San Carlos Borromeo de Carmelo,  ben restaurata conserva l’ aspetto originario, l’ ultima residenza di Junìpero Serra affacciata sul Pacifico dall’elegante architettura moresca con le pareti e i soffitti decorati ed affrescati da artisti indiani Chumash, dietro la chiesa il campanario che annuncia le cerimonie e la celebrazione di San Miguel a settembre con una grande festa popolare. Nella contea di Monterrey, nei pressi dove della città di Jolon,  nel 1771 venne fondata la missione di San Antonio, continuando sulla baia di Monterrey,dove si trova l’ omonima contea della città di Santa Cruz, nel 1791 venne fondata la  Misión de la Exaltación de la Santa Cruz , come le altre  californiane anche questa di Santa Cruz fu centro per la conversione dei popoli indigeni nella regione oltre agli Olhone, prima degli Amahmutsun diffusi in quel territorio, poi  delle popolazioni più orientali dei Mariposas come vennero ribattezzati i Yokuts, in un magnifico paesaggio la missione è stata ben restaurata. La vicina città di Soledad prende nome dalla Misiòn Nuestra Señora de la Soledad, meglio nota  come la missione di Soledad essa fondata nel 1781 per convertire gli indigeni della regione come le altre. Anche la città di San Luis Obispo venne fondata nel 1772 dagli spagnoli attorno alla Misión de San Luis Obispo de Tolosa che conserva l’elegante chiesa coloniale circondata da giardini con la scuola e un museo, a differenza delle altre la missione di San Luis Obispo è sempre aperta e molto frequentata dalla comunità cattolica locale. Nella stessa contea di San Luis Obispo il territorio era popolato dai nativi Salinan e per convertirli i francescani nel 1797  vi fondarono la missione di San Miguel   danneggiata e a lungo chiusa dopo il violento terremoto del 2003 che fu detto di  San Simeon per essere restaurata e riaperta con la chiesa che ha conservato i grandi affreschi originari dipinti da Esteban Munras. Dove si stende il territorio un tempo popolato dagli indigeni Tongva, che gli spagnoli chiamarono  Gabrieleño, si apre la valle con l’ omonima città di San Gabriel che prende nome dalla missione fondata dai francescani nel 1771 come San Gabriel che è definita la Madrina del Pueblo di Los Angeles, la Misión de San Gabriel Arcángel  fu  progettata dall’ architetto andaluso  Antonio Cruzado  dall’ aspetto unico tra le altre californiane e in parte di stile moresco. Nel 1873 il  territorio della missione occupato dal rancho Huerta de Cuatl divenne il centro di quella che poi e diventata la città di San Marino dagli esclusivi quartieri residenziali. Nella regione meridionale californiana  ove sorge l’ omonima  cittadina di  San Juan della contea Orange,  nel 1776 anche qui i francescani fondarono la loro missione che chiamarono San Juan Capistrano in onore del religioso abruzzese del XVI secolo per convertire gli indigeni Juaneño o Acjachemen facendone una delle cosìdette  Reducciones indígenas diffuse in tutte le colonie spagnole americane, qui chiamate  Ayudas e Estancias, ove operavano gli Indiani missionari radunando le comunità indigene. Usa Ca coast south (Malibu2Seguendo il tratto meridionale dello storico  percorso sul  Camino Real tra i centri coloniali e missionari spagnoli californiani,  si trova la città di Ventura affacciata sul litorale pacifico, il centro più antico della città vene fondato anch’ esso nel 1782 attorno alla missione francescana di San Buenaventura andata poi devastata da un incendio che ne ha lasciato una minima parte con la chiesa e il cimitero originari. Poco distante l’ altra città costiera di Santa Barbara fu fondata all’ inizio del XVII secolo durante la spedizione dell’ esploratore spagnolo Vizcaíno che così la battezzò per esservi arrivato nel giorno dedicato alla santa, nel 1786 vi si stabilirono i francescani guidati da Fermín Lasuén  successore di Jumpìero Serra alla sua morte che, nello stesso giorno che ricordava la santa, vi fondò la missione di  Santa Barbara , fu la decima sorta in quel territorio per convertire gli indigeni Barbareño, come erano stati ribattezzati i Chumash, magnificamente conservata nel suo aspetto originale è l’ unica tra le missioni californiane rimasta ai francescani. Continuando nella stessa contea seguendo il Camino Real a Lompoc si trova la Misión de La Purísima Concepción de la Santísima Virgen María, meglio nota come la missione Concepción consacrata il 1787 nel giorno dell’ Immacolata Concezione, venne devastata da un terremoto nel 1812 e ricostruita dove la si trova a nord ovest della città ben conservata nel suo parco storico della Purísima Mission. In quella che divenne la città di Solvang il francescano Estévan Tapís fondò la missione di Santa Inès  nel 1804 chiamata anche Santa Yenez, come collegamento tra le altre due grandi missioni della Purisima Concepciòn e di Santa Barbara per evangelizzare gli indigeni che popolavano la regione orientale della Coast Range. Come Misiòn San Fernando Rey de España la missione di San Fernando fu fondata nel 1797 nei pressi dell’ omonima città di San Fernando nel distretto di Los Angeles sui rilievi delle Mission Hills e, continuando sul percorso del Camino Real, nell’ omonima città  si trova la missione di  San Diego  con la sua chiesa intitolata a  San Diego de Alcalá, la prima missione francescana nel territorio californiano popolato dagli indigeni Tipai-Ipai o  Kumeyaay chiamati poi anche Diegueño, fu tra quelle fondate dal Junìpero Serra nel 1769 e all’ inizio del XIX secolo venne edificata la più grande basilica di San Diego come la si trova. Proseguendo sulla costa meridionale per Oceanside sempre il francescano Fermin Lasuèn nel 1798 fondò la missione di San Luís dedicata a San Luis Rey de Francia che ha dato nome al vecchio quartiere della città San Luis Rey e da essa vennero ribattezzati gli indigeni Payómkawichum convertiti come Luiseño.

I Ranchos californiani

Oltre alle missioni ed i centri coloniali nella California spagnola dal 1780 furono date in concessione numerosi e vasti terreni dove sorsero le fattorie con i centri per l’ allevamento del bestiame noti come Ranchos in un’organizzato sistema di propietà terriere continuato dopo l’ annessione della California al Messico indipendente fino al 1846 giungendo a cinquecento concessioni e successivamente quando divenne territorio statunitense fino al 1880 quando venne ceduto l’ ultimo dei ranchos. Tra il  1833 e il  1846 vi fu la massima espansione che attirò molti coloni e arricchì i proprietari, alla fine del dominio messicano i ranchos si estendevano dalla più settentrionale contea di Shasta a quella meridionale di San Diego con varie dimensioni che andavano dai quattromila i cinquantamila acri. I primi permessi d’uso furono concessi dal governatore spagnolo Pedro Fages nel 1784 e fino al 1822 furono una trentina le concessioni come riconoscimenti a militari in gran parte nel territorio di Los Angeles e mai presi dalle comunità rancherías indiane o dalle missioni da utilizzare per l’ allevamento del bestiame. Dopo l’ indipendenza messicana nel 1821 fu favorito l’afflusso di coloni e le concessioni si moltiplicarono e divenenso  propietà private sovvenzionate dal governo. Molti altri ranchos sorsero nel territorio occidentale californiano seguendo la via delle missioni che nel frattempo furono secolarizzate e le loro terre rese disponibili per altri oltre trecento concessioni tra il 1834 e il 1842, eliminando il proposito dei missionari di restituire quelle terre agli indigeni che vi vivevano prima dell’ arrivo degli spagnoli  e le persero per sempre. Tra le centinaia di ranchos californiani sorti in quel periodo di alcuni rimangono i resti seguendo la stessa via delle missioni sul Camino Real ed alcuni divennero i centri per la corsa all’ oro che esplose incontenibile in tutto il territorio.

La Corsa all’oro

Durante la guerra messicana durata due anni dal 1846 per annetterne le regioni settentrionali agli Stati Uniti, si completò la conquista statunitense di Las Californias che ne divenne uno stato e da allora le comunità di indiani stremate e decimate da oltre un secolo di dominazione, vennero travolte da un vero genocidio o che ridusse gli indigeni californiani ad un meno di un decimo alla fine del XIX secolo, iniziato nel 1848 quando il colono Marshall scoprì un giacimento aurifero nella Sierra Nevada, attirando migliaia di cercatori ed avventurieri nella corsa all’ oro che invasero i territori indigeni con la violenza per fondare i loro centri e città. Celebrata come uno dei capitoli dell’ epopea del west, quello che venne chiamato il  Gold Rush  fu l’  inizio devastante di una  veloce  fine per le popolazioni indiane della regione, a migliaia scacciati, uccisi e devastati dalle malattie portate dai coloni,  i sopravvissuti rinchiusi in miserabili riserve. Usa Ca Los Angeles El Pueblo Historic (1)Il commerciante mormone Samuel Brannan, che poi si arricchì con la nuova epopea, diffuse la notizia a San Francisco da dove partirono a migliaia ammorbati dalla febbre dell’ oro che si diffuse a Monterey e per tutti i centri californiani per poi espandersi nel mondo attirando decine di migliaia tra cercatori ed avventurieri giunti d’ ogni dove. In soli quattro anni la popolazione californiana aumentò enormemente e San Franciso  divenne una città senza legge, ma in breve i giacimenti californiani si esaurirono e con la scoperta dei giacimenti di Pike’s Peak nel 1858 la corsa all’ oro continuò  in Colorado e poi in Nevada. Giunse  fino ai territori popolati dagli indiani delle vaste pianure centrali dilagando in quelli della grande nazione Sioux e le invasioni con le guerre che ne seguirono completarono il genocidio degli indiani d’America,  nel frattempo la febbre dell’ oro iniziata in California era svanita con l’ esaurimento dei giacimenti e i percorsi con i loro centri divennero le vie dei coloni alla conquista del west.

La First Transcontinental Railway

Durante la corsa all’ oro californiana del Gold Rush raggiungere i giacimenti era lungo, molto faticoso e spesso pericoloso, per attraversare le regioni centrali e le Montagne rocciose  si impiegavano fino a sei mesi di viaggio e almeno un anno e mezzo di navigazione per arrivare sulla costa californiana passano dell’ Atlantico al Pacifico. Si iniziò a pensare il progetto di una lunga ferrovia per collegare le due coste, la prima tratta di quella che sarebbe divenuta la lunga ferrovia transcontinentale fu la breve Sacramento Valley Railroad  sulla via della corsa all’ oro per collegare il centro minerario nella regione  dove era giunto il capitano Joseph Folsom durante la  guerra con il Messico che a lungo cercò di acquisire tutti i territori ove sarebbe passata la ferrovia. In gran parte erano del ricco proprietario terriero William Leidesdorff e quando nel 1848  Leidesdorff morì Folsom acquisto quelle terre dagli eredi e mise a capo del progetto il noto  ingegnere ferroviario Theodore Judah, iniziata nel 1855 , l’anno dopo venne completata la ferrovia che per un cinquantina di chilometri collegava Sacramento al centro minerario che venne ribattezzato Folsom in onore del suo ideatore che nel frattempo era morto. L’ ingegnere Judah propose poi al governo di costruire una ben più lunga ferrovia per collegare la costa atlantica a quella pacifica e dalla breve ferrovia  Sacramento Valley Railroad  si estese la lunga Southern Pacific , da essa in sei anni dal 1863 venne tracciata e costruita la prima e grande  ferrovia Transcontinental, dopo l’ approvazione del progetto con il Pacific Railroad Act sotto la presidenza di Abraham Lincoln nel 1862. Il lungo tracciato andava da  Omaha attraverso il Nebraska e le regioni occidentali  fino alla regione costiera centrale californiana e la sua capitale Sacramento favorendo l’ apertura di territori remoti e in parte inesplorati per il trasporto di merci e coloni scacciando gli indigeni che li popolavano mentre sorgevano fattorie, centri e città. Usa Ca S.Francisco (1)La costruzione fu affidata a due grandi companies  che dividevano l’ impresa tra l’ Union Pacifica Railway e Central Pacific Railway, l’ Union Pacific iniziava la costruzione da Omaha nel Nebraska, mentre dalla californiana Sacramento partiva la linea  costruita dalla Central Pacific per poi incontrasi al termine dei rispettivi percorsi. Nel 1865 venne poi fondata anche la compagnia Western_Pacific per completare l’ ultimo tratto della First Transcontinental Railroad tra San Jose, affacciata sulla sponda meridionale della baia di San Francisco poi cresciuta unendosi in un’ unica città con Oakland, per la Central Valley californiana nell’ omonima contea con al centro Sacramento passata poi anch’ essa  nella potente Central Pacific Railroad. Nella lunga costruzione con difficoltà d’ ogni genere, vennero impiegati molti immigrati in gran parte cinesi decimati da incidenti e pessime condizioni di lavoro, mentre per approvvigionamento e divertimento vennero abbattuti migliaia di bufali da secoli sostentamento delle popolazioni indigene, scacciati dalle loro terre e sterminati quelli che si opponevano come altro vergognoso capitolo del loro genocidio. Nel maggio del 1869 le due linee costruite dell’ Union Pacific e Central Pacific si incontrarono nello Utah a Promontory Summit  con l’ ultima posa dei binari piantando l’ ultimo chiodo nella cerimonia che fu detta Golden Spike unificando i territori statunitensi nell’ ultimo capitolo di questa’ altra decantata epopea della First Transcontinental Railway.

I parchi della California

La storia di questa regione dalla fine del XIX secolo ai decenni più recenti è scandita anche dall’ istituzione dei  nove grandi parchi californiani che si trovano lungo l’ intero territorio dalle catene montuose al deserto fino alla costa. Nella regione più settentrionale, dominato dal vulcano Lassen è stato creato il parco omonimo che si estende con le suggestive formazioni laviche del Chaos Crags e il Lago Manzanita a lungo chiuso per la minaccia di terremoti ed eruzioni. Scendendo la vasta valle di Yosemite si apre maestosa tra i rilievi montuosi della Sierra Nevada, per l’ opera del naturalista di origine scozzese John Muir alla fine del XIX secolo si cominciò a proteggere la zona dove sorse quello che prese nome dalla valle come parco di  Yosemite, tra suggestive foreste, fiumi e cascate ospita un quinto di tutte le specie botaniche  californiane con centosessanta rare e una gran varietà di animali che ne fanno uno dei parchi statunitensi  più affascinanti. Sulla Coast Range che corre lungo la costa settentrionale si trova il territorio un tempo popolato dalle tribù di indiani Shasta, Chilula, Wivot,Yurok, Tolowa e Karok, devastato dalla corsa all’ oro e dai coloni, dove è sorto proteggerlo  il  grande parco di Redwood dalle vaste foreste di sequoia e altri alberi popolate da una gran quantità di uccelli e mammiferi, alcune in via di estinzione. Nel 1890 sulla Sierra Nevada venne istituito il parco di Sequoia a proteggere la foresta dei giganteschi alberi secolari e nel 1940 fu creata la  limitrofa  riserva di  Kings Canyon. Tra la costa centrale e i monti di Santa Lucia e Gabiland,  nella valle di Salinas lungo il fiume omonimo, nel 1908 fu dichiarato monumento nazionale quello che è poi divenuto il  parco Pinnacles  dalle suggestive formazioni rocciose che s’ innalzano come pinnacoli. A nord est di Los Angeles si stende il deserto di Mojave dove nel  1933 venne proclamato Monumento Nazionale il territorio della  Death Valley proteggendo le zone più suggestive e i punti più affascinanti di questa allucinante ed unica al mondo Valle della Morte. Ai margini dello stesso  deserto Mojave verso i colli di San Bernardino si trova il  parco del Joshua Tree fina dal 1936 dichiarato monumento nazionale e nel 1992 parco nazionale che prende nome come è stato chiamato il  singolare albero della  palma Yucca. Delle otto isole al largo della costa si Santa Barbara, quelle di   Santa Rosa, Santa Cruz, San Miguel, Anacapa e Santa Barbara sono protette da tempo dal parco delle  Channel_Islands ove nell’ oceano  popolato da una gran varietà di pesci incrociano delfini e maestose balene.

Il novecento californiano

Il nuovo secolo si aprì con il devastante terremoto di San Francisco nel 1906 che dagli studi successivi rivelò l’ incubo del Big One californiano nella previsione di altri ben più terribili cataclismi geologici attesi dalla faglia di Sant’Andrea. Negli anni venti nella contea di Los Angeles e altri territori californiani vennero scoperti giacimenti petroliferi che attirarono coloni ed immigrati nella nuova corsa all’ oro nero e alla nascente opulenza californiana, mentre sui colli di Los Angeles nasceva il quartiere residenziale di Hollywoodland presto noto come  Hollywood che divenne il centro della grande industria cinematografica. In quel periodo per rifornire la città sorse anche il grande  Acqueduct di Los Angeles cambiando il corso delle acque provenienti  dell’est, utilizzate dagli agricoltori per le irrigazioni scatenando la Water Wars , come vennero chiamati iconflitti per le risorse idriche tra il territorio urbano e i proprietarie ed agricoltori della valle di  Owens, quando l’acquedotto fu terminato l’ intera valle per la mancanza di irrigazione non fu più coltivabile. Come il resto del paese anche la California fu colpita dalla grande  depressione seguita alla crisi del 1929 con il crollo finanziario di Wall Street con dilagante disoccupazione, conflitti sociali e la consueta guarra tra poveri contro gli immigrati, all’ inizio degli anni quaranta la regione si riprese con l’ agricoltura intensiva e l turismo nazionale attirando nuove migrazioni sulle lunghe vie che collegavano l’ est all’ ovest del paese. Usa Ca St Monica (24)L’ autostrada trascontinentale Lincoln Highway, già nel 1913 era stata progettata e prima dell’ inizio dei lavori negli anni successivi ne venne proclamato il lungo percorso che collegava la costa atlantica a quella pacifica da New York a  attraverso il New Jersey,Pennsylvania, West Virginia, Ohio, Indiana, Illinois, Iowa,il lungo tratto nel Nebraska passando per Omaha, Colorado, Wyoming, Utah e Nevada fino in California a San Francisco. Intanto nel 1926 la Route 66 venne completata su un percorso  più meridionale che partiva dall’ Illinois nella città di Chicago sul lago Michigan attraversando il Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico e Arzona fino alla lontana costa californiana finendo a Santa Monica. Per averne percorse gran parte di entrambe gli itinerari sulle vecchie Lincoln Highwat e Route 66 tra città, centri, grandiosi parchi nazionali e i villaggi più remoti, posso assicurare che su quelle vie si riesce a conoscere molto di ciò che è racchiuso in quelle regioni dell’ immenso territorio statunitense da una costa all’ altra. Durante la seconda guerra mondiale il territorio californiano ospitò industrie belliche per l’aeronautica della Lockeed e la Douglas, cantieri navali, basi militari e porti per la flotta con il centro di comando per le operazioni nel Pacifico a  San Diego e nella baia di San Francisco dove si trasferirono oltre mezzo milione di lavoratori. Cin l’ espansione economica basata sull’ industria bellica che favorì enormi guadagni per le imprese, la regione californiana divenne la più ricca ed ambiata del paese e dopo la guerra le precedenti attività agricole e petrolifere che avevano arricchito il territorio vennero sostituite da quella edilizia con una grande espansione delle città. Nel 1953 la Route 110 freeway fu completata con l’ utimo tratto della  Sr 110 a Los Angeles e il suo porto collegando l’ intera regione occidentale statunitense e il turismo venne incrementato con la costruzione del parco di Disneyland ad Anaheim poco fuori Los Angeles ormai centro dell’economia californiana, lo fu dell’ industria turistica, cinematografica ed immobiliare, ma  al benessere rimase esclusa la popolazione più povera, immigrati e minoranze con conflitti sociali e razziali esplosi   nell’ agosto del 1965 nel distretto di  Watts a Los Angeles.

Dalla Beat Generation alla Silicon Valley

Negli anni cinquanta si affermò la Beat Generation, come fu chiamato nel 1948 da uno dei suoi esponenti più rappresentativi Jack Kerouac che nel 1951 scrisse e pubblicò quello che ne è definito il celebre manifesto con il suo romanzo  On the Road , oltre a Kerouac furono diversi i creativi protagonisti, scrittori e poeti tra gli autori di quel periodo come Allen Ginsberg, William Burroughs, Lawrence Ferlinghetti, Gregory Corso, Norman Mailer, Bob Kaufman, Eric Nord, Neal Cassady,Elise Cowen, Philip Lamantia ed altri che l’ opera di Fernanda Pivano ha fatto conoscere a quelli della mia generazione. Per riscoprirne qui  i luoghi se ne possono seguire gli  itinerari californiani della Beat generation, partendo da  San Francisco  con la sua Renaissance  per scendendo lungo la costa  centrale ribattezzata poets coast da Big Sur, passando per Los Angeles fino alla  più meridionale contea di San Diego dove si trova  La Jolla frequentata da Norman Mailer, Lawrence Ferlinghetti e Allen Gisberg.Quel periodo ispirò in parte I cosìdetti movimenti Controcultura degli anni sessanta ebbero grande rilevanza in questa regione, nel distretto di Haight-Ashbur a San Francisco sorse quello giovanile della cultura Hippy rapidamente estesa in tutto il paese e nel resto del mondo e sempre a  San Francisco nel 1967 vi fu una delle prime grandi espressioni nelle manifestazioni del Summer Love..

Usa Ca Los Angeles Concert Hall
Los Angeles Concert Hall

Dai movimenti giovanili verso la fine di quel decennio più che altrove fu nella regione californiana la più significativa opposizione alla criminale guerra del Vietnam che dilagò tra le nuove generazioni statunitensi partendo dal campus dell’ università di  Berkeley. Nel frattempo la California continuava la sua ascesa economica come  Golden State  anche nell’ industria tecnologica e la nascente informatica che ebbe il suo centro nella valle di Santa Clarita dotto la baia di San Francisco che venne ribattezzata Silicon Valley, dove sorsero i colossi industriali inizialmente legati ai computer, le tecnologie relative e Software, poi anche alla diffusione di internet, il commercio elettronico e i social media, tra molte  Companies e aziende tecnogiche, distribuite poi tra Mountan Wiew, Cupertino, Paolo Alto e altre zone limitrofe, oltre alla  Scott Valley, come i giganti  Apple, Google, Facebook e molte altre, solo la Microsoft e la Amazon  hanno sede nel più settentrionale stato di Washington.

Il resto lo racconta la storia che corre con molti in questo paese che ancora inseguono il mito del Golden State:

“I’ve been for a walk/ On a winter’s day / I’d be safe and warm/ If I was in Los Angeles/ California dreamin”

Sognando la California


 

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