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Gli indiani della California

Dalla costa al deserto attraverso la California cercando la memoria dei popoli indiani travolti dalla storia

Scendendo dagli antichi territori indiani del nord ovest si trovano quelli ricchi di monti, pianure, fiumi e laghi che affacciano sulla lunga costa occidentale popolati dai nativi californiani, vissuti pacificamente per secoli fino all’arrivo dei bianchi.L’ esistenza tradizionale di quelle tribù dalle comunità riunite in villaggi di cacciatori, pescatori e agricoltori, governati da capi e consigli di saggi anziani che regolavano la vita delle famiglie raccolte in clan tribali e la loro antica esistenza scomparsa è ricordata nella narrativa tradizionale che ne racconta vita, costumi e cerimonie. Come tutte le altre popolazioni indigene nordamericane, nella loro Mitologia l’ esistenza umana era intimamente legata all’ animismo che conferisce l’ energia vitale e spirituale a tutte le cose come emanazione dell’essere supremo creatore identificato nel Grande Spirito, dal mito della creazione discendono esseri che possono intervenire nel mondo da invocare o propiziare con cerimonie e rituali di varia natura e ritualità tra le diverse tribù , mentre l’interpretazione delle forze che regolano l’ universo avviene attraverso lo sciamanesimo nella sua complessità di pratiche per accedere alle dimensioni soprannaturali operate dallo sciamano che riesce a comprendere l’equilibrio di quelle forze ed ottenere la soluzione degli eventi che coinvolgono la collettività, mentre le infermità del corpo e lo spirito sono curate dal guaritore o Uomo Medicina. Nel XVI secolo i conquistadores spagnoli avanzarono oltre i confini settentrionali messicani nei territori degli indiani Pueblo, mentre ad ovest sulle coste della Baja California navigò De Ulloa nel 1540 nell’ esplorazione alla scoperta della penisola continuata da Alarcón con la sua flotta, poi venne raggiunta la foce del fiume Colorado da Dìaz e due anni dopo il navigatore portoghese al servizio della Spagna Cabrillo partito sulla costa di Santa Barbara. Furono i primi europei ad incontrare gli indiani della Baja California, nel secolo successivo fino all’ inizio del XIX gli esploratori europei e nordamericani svelarono l’ intero territorio californiano. Quando la California divenne parte del vasto vicereame della Nueva España che si era esteso dal Messico coloniale, nella seconda metà del XVIII secolo i francescani iniziarono a fondare le missioni che si diffusero per sessanta anni cercando di convertire i popoli indiani californiani mentre i coloni ne occupavano molti territori per gli allevamenti con i loro vasti ranchos dove gli indigeni venivano schiavizzati chiamandoli servi genìzaros. L’ invasione di quei territori con la sottomissione al lavoro servile e l’ attività delle missioni nell’ imporre il cristianesimo e costumi così diversi da quelli tradizionali, produsse un vero scontro culturale tra modi così diversi come nel resto delle colonie condizionandone tutta la storia successiva . Dopo il lungo periodo coloniale con le guerre per l’ indipendenza dalla Spagna ottenuta nel 1820, anche l’ intero territorio californiano entrò in quello settentrionale del Messico, ma rimase l’ emarginazione degli indigeni e il loro sfruttamento nei ranchos. Durante la guerra del 1846 con gli Stati Uniti durata due anni venne conquistato anche il territorio della California che ne divenne uno stato e da allora la popolazione indigena già decimata da un secolo di dominazione subì un vero e drammatico genocidio e da oltre centocinquantamila che erano gli indiani californiani furono ridotti a quindicimila alla fine del secolo. La strage iniziò nel 1848 quando il colono Marshall scoprì un giacimento aurifero, da ogni parte giunsero cercatori ed avventurieri per la corsa all’ oro scacciando gli indiani per con centri che divennero ricettacolo di gente d’ ogni genere con mercanti, banche di dubbia attività, saloon, bordelli e quanto poteva stravolgere l’ esistenza della popolazione in quella devastante Gold Rush che fu l’ inizio di una rapida fine per tutta quella gente dalla libera esistenza legata a secolari tradizioni. Di quel mondo perduto dove i miti erano intimamente legati all’ esistenza tradizionale che univa le varie popolazioni indigene della California, ho cercato di ritrovare le tracce tra gli ultimi discendenti percorrendone gli antichi territori in un lungo itinerario tra glia ambienti e la storia californiana dalle regioni settentrionali californiane a quelle del profondo sud.

I californiani settentrionali

Le tribù californiane più settentrionali erano quello dei Karok che si definivano il Popolo sul fiume , chiamati anche Karuk che abitavano le terre tra la regione di Siskiyou e l’ Oregon meridionale lungo il fiume Klamath ove si stendeva a sud il territorio dei Modoc con il vicino popolo dalla cultura e tradizioni simili alle loro degli Yurok ma di lingua diversa. Dopo l’ occupazione dei loro territori nel XIX secolo le sopravvissute comunità Karuk e Yurok sono state confinate nella riserva californiana di Cher-Ae sulla costa settentrionale. Il Wee-‘at o Wiyot era il popolo più meridionale degli Indiani della costa nord occidentale californiana affacciata sull’ Humboldt Bay, avevano il loro centro cerimoniale nell’ isola di Duluwat nella baia che venne pi chiamata indian Island e parlavano un’ idoma Alga di origine algonchina nell’ ormai estinta lingua Wishosk, dai culti animisti e riti sciamanici avevano cultura e tradizioni simili a quelle del popolo Yurok furono gli ultimi indiani californiani ad incontrare i bianchi all’ inizio del XIX secolo, essendo fuori dall’ influenza delle missioni e il loro territorio di scarso interesse per i commerci di pellicce . Il popolo dei Wiyot riuscì a mantenersi isolato fino alla devastante invasione dei coloni e la corsa all’ oro californiana. Delle migliaia che erano con i vicini Karok che ancora nel 1850 popolavano la regione, dieci anni dopo erano ridotti ad un centinaio decimati dalle epidemie portate dai bianchi, ridotti in schiavitù, deportati e attaccati dai coloni. Molti furono uccisi nel 1860 a Tuluwat nell’ indian island, quando i coloni con le loro milizie iniziarono gli attacchi durati una settimana negli altri villaggi della zona in quello che è ricordato come il Massacro Wiyot e i sopravvissuti confinati in miseria nella riserva di Table Bluff . Nella regione costiera settentrionale californiana fino a quella dell’ Oregon meridionale vivevano le tribù Shasta di pescatori e cacciatori originariamente seminomadi, noti come Kahosadi o oratori per l’ eloquenza dei capi, erano parte del popolo Shastan che viveva tra la catena montuosa del Klamath e i territori fluviali attraversati dal corso del Klamath che chimavano Koke con i suoi affluenti fino a quelli ove scorre il Sacramento.. Diviso in diverse diverse comunità come quelle dei Katiru, Iruwaitsu, Kammatwa, Kikatsik, Konomihu e la più numerosa degli Okwanuchu. Avevano vita e tradizioni simili alle vicine tribù di cacciatori ed agricoltori Karuk con le comunità dai villaggi lungo il Klamath che condividevano parte del territorio con le tribù di simili tradizioni chiamate Klamath che hanno dato nome al fiume, le nove comunità tribali tribelet chiamate Gente del Fiume Achomawi , di medesime origine e stirpe del Popolo dei ginepri come erano chiamati gli Atsugewi. Come le tribù delle popolazioni vicine quelle degli Shasta erano seminomadi con accampamenti di capanne wikiup durante le stagioni di caccia estive e villaggi invernali con case rettangolari edificate su pozzi, utilizzando canoe per la navigazione fluviale e la pesca, anch’ essi vissuti pacificamente fino all’ arrivo dei coloni bianchi che portarono malattie sconosciute dalle devastanti epidemie e poi l’ invasione dei loro territori. Si unirono nella guerra del Rogue River del 1855 con le varie tribù di indiani che popolavano la regione dell’ omonima valle dell’ Oregon meridionale come i Mishikwutinetunne ribattezzati Coquille dal nome del fiume che attraversava il loro territorio, gli Yugweeche o Tututni e quelli definiti Gente degli Altipiani Latgawa della stessa stirpe del Popolo Lungo il Fiume Takelma , chiamati anche Walumskni dalla vicina tribù Klamath. L’ anno dopo la guerra le varie tribù sconfitte furono divise nella confederazione di Siletz confinate a nord nell’ omonima riserva indiana Siletz e in quelle che in Oregon divennero le comunità confederate della Grand Ronde anch’esse trasferite nello stesso territorio in una vicina riserva , mentre pochi riuscirono a fuggire.

Gli Athapaskan meridionali

Gli Athapaskan del sud dagli idiomi simili della lingua athapasca erano divisi in cinque grandi tribù e varie comunità, gli Hupa abitavano le terre sul corso inferiore del fiume Trinity, nel territorio attraversato dall’ Eel River con l’ omonima valle si trovavano le tribù Lassik o Las’-sik con i vicini Ken’-es-ti chiamati anche Kuneste di simile origine, lingua e tradizioni dei Mattole che abitavano le terre attraversate dall’ omonimo fiume e i vicini Wailaki e i settentrionali Sinkiuse o Sinkyone originari dell’ Oregon. Tutte le tribù Athapaskan meridionali erano divise in comunità tribelet, dirette da un capo con lo stesso modo di vita, tradizioni e cerimonie e con altre comunità di cacciatori e raccoglitori sedentari simili erano definite tribù dell’ Eel che finirono travolti dai coloni e la corsa all’ oro californiana a metà del XIX secolo. Oltre a condividere quel territorio i Mattole chiamati anche indiani del Bear River, avevano vita tradizioni simili ai Lassik occupavano la terra lungo l’alto fiume Eel fino alle sorgenti, i Nongatl lungo il fiume Van Duzen e l’ Upper Mad, i Wailaki o coloro che parlavano la lingua nord erano divisi nelle tre grandi tribù dei Tsennahkenne, Bahneko e Che-teg-gah-ahng, le tribù Wailaki a sud estendevano il loro territorio fino al confine di quello popolato dagli Yuki. Tra le varie comunità tribali dei popoli Athapaskan dalla medesima origine e cultura era quella degli Cahto chiamati anche Kaipomo o Kato che popolavano un territorio a sud di quello degli Athapaskan meridionali, ma avevano vita a tradizioni diverse, come lo era il loro idioma athabaska nell’ estinta lingua Cahto , non avevano comuntità tribali come le altre, ogni villaggio aveva due capi ereditari con un consigli degli anziani. Come le atre popolazioni californiane praticavano la religione animista e lo sciamanesimo del Kuksu, ma con una proprie tradizioni fondate sulla Mitologia ove il dio creatore del mondo e degli uomini era Chénĕśh Identificato nelle tempeste, fu il suo compagno divino Nagaicho a farvi sorgere montagne, fiumi e foreste. Per i resto la cultura e la storia deiCahtofu simile alle altre popolazioni indigene della regione, fino a quando la loro secolare e pacifica esistenza fu sconvolta dall’ arrivo dei coloni e come gran parte delle atre tribù subirono il genocidio degli indiani californiani, con i sopravvissuti confinati nella riserva di Round Valley tra i territori di Mendocino e Trinity Country ove si trovano i loro discendenti.Simili per lingua e cultura ai Chilulaerano le tribù della regione che il vicino popolo degli Yurok chiamavano come le terre che abitavano Hupa, nella loro lingua si definivanoNatinixwe o la Gente sul cammino, chiamati anche Hoopa come l’ omonima valle al centro del loro territorio che si estendeva nelle pianure del Trinity river dove sorgevano il loro villaggi di pescatori e cacciatori oltre i territori dominati dagli spagnoli e le loro missioni. Gli Hupa con i loro vicini riuscirono a mantenere vita e tradizioni fno alla metà del XIX secolo. Nei loro territori le comunità tribali Hupa e Chilula unite da solidi vincoli culturali condivisero una pacifica esistenza fino alla devastante invasione di coloni e cercatori della corsa all’oro nel 1849 e come le altre popolazioni indiane californiane furono costretti a cedere le loro terre, mantenendone una parte con un trattato che nel 1864 li ha confinati nella riserva indiana di Hoopa Valley.

I popoli Wintun, Yana e Wyot

Il territorio settentrionale della California dalla regione lacustre del Shasta lungo la catena di rilievi costieri Coast Range, la valle occidentale percorsa dal fiume Sacramento fino alla baia di San Francisco era abitato dal popolo Wintun di pescatori e cacciatori diviso in tre grandi tribù legate da medesime origini, tradizioni e lingue wintuan. Nella regione più settentrionale i Wintu e lungo il fiume McCloud la tribù dei Winnemem , vennero incontrate nel 1826 dal trapper e commerciante di pellice Jedediah Simith per la prima volta, in quella poco a sud centrale i Nomlāqa Bōda o Nomlaki e nella zona meridionale del territorio i Patwin. Condividevano parte di quelle terre con le tribù Yahi o Yana dalla vita e tradizioni simili dal tragico destino, già nel 1846 avevano subito il massacro sul Sacramento e poi anch’ essi devastati dalla Corsa all’oro che dal 1848 vide l’ invasione delle loro terre, portando epidemie, miseria e distruzione. Nel 1850 invitandoli ad una festa di pace i coloni avvelenarono il cibo degli indiani uccidendo centocinquanta tra Nomsuu e Wenemem, l’anno dopo in diverse incursioni furono uccisi molti altri Wintu e nel 1852 i coloni di Trinity guidati dallo sceriffo William H. Dixon ne massacrarono quasi duecento a Bridge Gulch. Cercarono di reagire a questi ed altri attacchi, coinvolti poi nella guerra delle Bald Hills durata sei anni dal 1858, scatenata dalla milizia e i volontari californiani contro gli indiani Lassik con le tribù Wailaki , Nongatl e Sinkyone, i Tul’bush o stranieri chiamati Mattole, la più settentrionale tribù nota come Chilula del Redwood Creek, quelle dei Natinixwe o Hupa che popolavano l’ omonima valle e i Tsnungwe di simile stirpe come gli alleati Whilkut. Della stessa cultura tradizionale al vicino popolo Yurok erano gli abitanti della regione sulla baia Humboldt Wee-‘at o Wiyot che nel 1860 a Tuluwat sull’ Indian Island nella loro baia vennero attaccati subendo quello che venne chiamato il Massacro Wiyot. Di stessa stirpe e cultura dei Wintu condivisero il tragico destino le vicine tribù dei Patwin, che popolavano la California settentrionale fin dal VI secolo, anch’ essi cacciatori e pescatori, erano noti commercianti di conchiglie e praticavano i culti sciamanici della religione Kuksu, da secoli vivevano pacificamente nel loro territorio fino all’arrivo dei bianchi che decimò anche il popolo Patwin. Sorte ancora peggiore ebbero i vicini Yahi o Yana che popolavano la California settentrionale fino alla Sierra Nevada, divisi tra le tribù del nord, centrali e meridionali ognuna con distinti costumi e dialetti della loro lingua Yanan , anch’ essi pacifici pescatori e cacciatori, gli Yana furono tra i primi ad essere travolti dalla devastante corsa all’ oro in California nel 1848 con avventurieri e cercatori che ne invasero il territorio riducendoli in miseria. Tentarono di combattere i coloni, ma ne vennero sterminati e in pochi anni degli Yana ne rimasero solo un centinaio che vennero anch’ essi uccisi estinguendoli nel 1871, solo trent’ anni più tardi si trovò Ishi che ne era l’ unico sopravvissuto a questo altro massacro di nativi e l’antico popolo Yana all’ inizio del XX secolo si era completamente estinto con la scomparsa dell’ ultimo indiano Ishi .

Le tribù Pomo

La regione californiana settentrionale di Clear Lake era abitata dalle tribù indiane del popolo Pomo dalla stessa origine unite dalle tradizioni e lingue Pomoan, ognuna con proprio territorio in villaggi di capanne a cupola dette case d’erba oppure in abitazioni invernali scavate nel terreno con pareti e tetto di legno note come Pit house , mentre nelle foreste in più semplici abitazioni dalla forma di Tepee in corteccia usate nelle stagioni di caccia. Nei diversi villaggi tutte le tribù dei Pomo avevano vita e tradizioni simili, riunite in grandi famiglie guidate da capi ereditari che partecipavano al consiglio tribale con un capo supremo che ne dirigeva le decisioni comuni e le cerimonie legate alla mitologia Pomo che era fondamento della loro esistenza. Per essa l’ universo era dominato da sei grandi spiriti, il supremo Kaksu o Guksu stava nella regione meridionale, Calnis nell’ estremo oriente, Suupadax associato alle tempeste nel grande nord, Xa-matutsi nell’ estremo ovest ove si stende l’ Oceano Pacifico, Kali-matutsi nel cielo e Kai-matutsi nelle profondità della terra. Tutto era interpretato dalla loro forma di sciamanesimo fondato sulla ritualità religiosa del Kuksu rivolta all’ omonimo potente spirito Kuksu, diffusa anche tra la vicina popolazione dei Wintun, celebrata nelle cerimonie e danze dalla società segreta kuhma, simile a quella delle tribù Patwin . Ad essa erano associate le cerimonie rituali per curare il corpo e lo spirito di guarigione ove lo sciamano guaritore con abiti e decorazioni raffigurava Kusku. Come le altre popolazioni californiane anche i Pomo subirono la colonizzazione spagnola e i tentativi di convertirli dei missionari, alla fine del XVIII secolo i mercanti di pellicce rapivano donne e bambini in ostaggio obbligandoli a cacciare per loro e nel 1811 i mercanti russi costruirono il loro avamposto a Fort Ross rimanendovi trent’anni per meglio sfruttare gli indiani. All’ inizio del XIX secolo parte dei Pomo erano stati convertiti dai missionari e il resto continuava ad essere espropriato ed emarginato anche quando la California divenne parte del Messico indipendente nel 1822 che impose la cessione delle loro terre ai coloni, mentre venivano decimati da epidemie di vaiolo e colera. Quando la California divenne una repubblica statunitense nel 1846 fu invasa dai coloni che ne presero brutalmente le terre massacrandoli e i sopravvissuti ridotti in schiavitù, anche qui la grande democrazia fece le sue ignobili stragi di indiani e tra tutte è divenuto simbolo tra gli inermi Pomo il massacro consumato nel 1850 in quella che venne chiamata Bloody Island sull’ isola Bo-no-po-ti del Clear Lake nella California centro settentrionale dove la tribù Pomo degli Habematolel aveva un villaggio per la pesca, il primo regimento di cavalleria comandato dal tenente Lyon poi divenuto generale, assieme al tenente JW Davison. Uccisero duecento tra vecchi, donne e bambini uccidendone poi un’ altra settantina indiani sul fiume chiamato Russian dove solo una bambina chiamata Ni’ka riuscì a sopravvivere nascosta nell’ acqua.

I Maidu e i Mono della Sierra Nevada

Il territorio californiano settentrionale della Sierra Nevada era popolato dalle tribù Maidu di pescatori e cacciatori seminomadi dai villaggi con case di terra in inverno e capanne wigwam nei periodi estivi di caccia, uniti dalla stessa origine, tradizioni, culti e dalle lingue Maiduan erano divisi in grandi comunità tribali tra i rilievi di un vasto territorio dai settentrionali Yamani Maidu alle tribù che vivevano tra le valli del Cherokee e Pulga noti come Konkow dalle terre estese nella valle del Sacramento. I Mechupda popolavano poco a sud l’ altra regione californiana del Chico, mentre le più meridionali erano le tribù dei Nisenan che occuparono il territorio attraversato dal corso del Feather in Sierra Nevada nella valle tra lo Yuba e l’ altro suo grande affluente del Bear River che era stato precedentemente popolato dall’ antica tribù dei Martis. Rimasero isolati fino all’ inizio del XIX secolo quando nei territori Maidu giunsero i primi cacciatori di pellicce europei e le spedizioni statunitensi che accolsero pacificamente, evitando anche l’ influenza delle missioni spagnole, ma nel 1833 vennero decimati da un’ epidemia, fino ad essere poi anch’essi travolti dalla devastante corsa all’ oro della Gold Rush californiana che li scacciò dalle loro terre, dilaniati da malattie sconosciute portate dai coloni, sprofondando nella miseria mentre ne venivano uccisi a centinaia dagli attacchi per espropriarli, con i sopravvissuti costretti al lavoro servile nei campi o confinati in miserabili riserve. Anche del popolo Maidu i coloni statunitensi celebrarono un genocidio che nel 1971 il governo della grande democrazia si dice pensò di poter risarcire ai discendenti sopravvissuti con la somma di 660 dollari. La regione della Sierra Nevada centrale era il territorio dei Mono che si chiamavano Nyyhmy o Persone nella loro lingua Mounonu , discendono dai settentrionali Paiute quando una loro tribù alla fine IX secolo vi migrò, originando le comunità tribali del popolo Mono fondate su clan moieties e famiglie patrilineari legate ad un totem animale. Quello dell’ aquila era associato al moieties dei capi e la colomba dei suoi messaggeri, i capi stabilivano le stagioni di caccia e dirigevano le cerimonie, ma tutti i membri dei clan erano considerati uguali senza gerarchie. Gli spiriti totemici erano le vere guide soprannaturali del popolo, interpretati dagli sciamani nelle loro visioni mistiche e nei rituali cerimoniali, tra i vari celebrati annualmente a primavera la cerimonia del Serpente a Sonagli dove gli sciamani si lasciavano mordere rimanendo illesi per le loro cure, la Danza dell’ Orso eseguita dal suo clan totemico e in autunno la cerimonia funebre del lutto con canti e lamenti seguiti da giochi e commerci per rinnovare la vita. Il territorio dei Mono rimase ai margini delle missioni e gli insediamenti coloniali spagnoli e poi messicani, ma venne anch’ esso invaso dai coloni statunitensi giunti con la corsa all’ oro a metà del XIX secolo, portando malattie sconosciute ed epidemie, attacchi ai villaggi e uccisioni, ridotti in schiavitù e al lavoro servile nelle loro terre sottratte con la violenza. Anche qui vennero imposti poi trattati mai rispettati per poi rinchiuderli nella riserva californiana di North Fork dove ancora si trovano i discendenti dei sopravvissuti.

La Gente del Fiume Achumawi

Nel nord est californiano la Gente del Fiume Ahjumawi o Achumawi abitavano le terre tra il monte Shasta e lungo il Pit River con gli affluenti che formavano paludi periodiche comunità tribali tribale guidate da un capo eletto, anche per essi l’ esistenza era ispirata alla vita spirituale , con proprio Mito della creazione , cerimoniali religiosi e ritualità sciamanica. Gli Achomawi avevano modi di vita, alcune tradizioni e soprattutto la lingua molto simili a quelle delle più meridionali tribù Apwaruge e Atsugé degli Atsugewi a volte entrambe in conflitto con i settentrionali Modoc. All’ inizio del XIX secolo anche le tribù degli Achumawi con quelle vicine incontrarono cacciatori di pellicce e commercianti europei e continuarono a vivere pacificamente fino ad essere invasi dai coloni e cercatori d’ oro nel 1849 e come le altre popolazioni californiane ne furono devastati. Dopo la guerra del Rogue River contro i coloni e l’ esercito statunitense durata un anno dal 1855 vennero scacciati di loro territori, per poi essere confinati assieme ad altre tribù nella riserve di Pit River dove dal 1871 tentarono di reagire pacificamente entrando nel movimento religioso del Ghost Dance poi represso in tutte le terre indiane.

Il popolo Miwok

Tra la costa centro settentrionale californiana alla regione occidentale della Sierra Nevada vivevano le tribù di cacciatori e raccoglitori Miwok noti per le vistose pitture sul corpo uso e i tatuaggi, divisi nelle grandi comunità tribali dei Sierra Miwok che popolavano il territorio dominato dalla Sierra Nevada occidentale lungo il fiume Sacramento fino al delta, i Miwok costieri che condividevano la regione occidentale sull’ oceano con quelli chiamati Bay Miwok e gli abitanti delle sponde sull’ omonimo Lago nella regione a nord della baia di San Francisco noti come Miwok del lago. Avevano vita e alcune tradizioni simili ai vicini Wašiw o Washoe che popolavano la regione tra la Sierra Nevada e il lago Tahoe e con i cacciatori raccoglitori delle tribù Wappo che vivevano tra le sorgenti del fiume Napa, le grotte di Papa e Putah e le sponde del Russian river, a volte in conflitto con le tribù vicine e che come loro hanno resistito fieramente all’ invasione dei loro territori. Per il popolo dei Wappo e tutte le varie comunità tribali dei Miwok, come per molte popolazioni indiane della California, l’ esistenza tradizionale era intimamente legata alla religione fondata sul culto Kuksu con le sue ritualità, danze e cerimonie praticato dai Pomo settentrionali, gli abitanti del nord costiero californiano noti come Yuki, le tribù ad est dal fiume Sacramento fino alla della Sierra Nevada come i Maidu e le vicine comunità dei Cophean o Wintun. Ad esso si accompagnava la ritualità cerimoniale Toloache diffusa tra i Payómkawichum chiamati Luiseño dagli spagnoli che abitavano la costa a sud di Los Angeles e i più meridionali Diegueño, praticata dagli iniziati in stato di trance con l’ allucinogeno jimsonweed ottenuto dalla pianta Datura meteloides. Come le tribù vicine i Miwok subirono gli spagnoli con le loro missioni che volevano convertirli e schiavizzarli, le incursioni dei messicani che iniziarono ad occuparNe i territori costringendoli al lavoro servile, decimati dalle epidemie videro poi l’ invasione dei coloni statunitensi con la loro arrogante violenza nella corsa all’oro californiana del 1849. Si allearono con gli Ahwahnee che popolavano il territorio dello Yosemite chiamati Wea Dukadu dai vicini assieme alle tribù Yokuts o Chowchillas, per un anno dal 1850 combatterono le milizie dei coloni e cercatori d’ oro in quella che fu detta la guerra Mariposa, dal nome del battaglione dell’ esercito statunitense che intervenne dopo gli scontri con la milizia, i Miwok con i loro alleati cercarono di resistere valorosamente ma poi costretti alla resa dopo l’ ultima battaglia a metà del 1851 che pose fine alla guerra Mariposa per essere confinati nelle riserve.

I Costanon e le tribù della costa centrale

Il territorio del popolo Ohlone si stendeva lungo la costa californiana tra la baia di San Francisco e Monterey, incontrati per la prima volta dall’ esploratore Vizcaìno nel 1602 dall’ epoca vennero chiamati costieri o Costanoan dagli spagnoli, erano un grande popolo diviso in tribù che parlavano le lingue Ohlone, ma con idiomi differenti nelle diverse comunità tribali distribuite lungo la costa. I Karkin o Carquin abitavano l’ omonimo stretto che ha preso il loro nome Carquinez nella vasta baia di San Francisco, poco distante i Ramaytush tra la baia dove poi sorse la città e San Mateo con vari villaggi sella stessa comunità tribale degli Yelamu, nella limitrofa regione costiera di Alamaeda si trovavano i Chochenyo che gli spagnoli chiamarono Chocheño, di idioma simile ai Tamyen che abitavano Valle di Santa Clara nel bacino di Calaveras. Procedendo sulla costa di Santa Cruz erano i villaggi degli Awaswas e nelle adacenti insenature costiere di San Juan Bautista quelli dei Mutsun, sulla costa tra Carmel e Monterey vivevano le tribù dei Rumsen e più oltre quelli che furono chiamati Soledad noti come Chalon che condividevano parte del teritorio fino a Big Sur con il popolo di diversa stirpe degli Esselen. La storia e la cultura delle tribù Costanoan è simile a quella di altre popolazioni californiane vicine, ognuna era guidata da un capo e da un consiglio di anziani, anche se patrilineare nella società tribale le donne avevano libertà e ruoli primari e parte dell’ esistenza era fondata sulla Mitologia Ohlone, un mondo antico e lontano ricordato nelle memorie delle cerimonie e i loro Testi sacri . Alle divinità celesti come quella solare erano rivolte cerimonie e le danze rituali come quelle la del diavolo, del coyote, la colomba, la danza iniziatica della pubertà e degli sciamani che interpretavano il mondo degli spiriti con ritualità e le visioni che davano la guida, curavano le infermità dello spirito e del corpo con le loro pratiche. Nella seconda metà de XVIII secolo quel mondo cominciò a dissolversi, con la fondazione delle missioni californiane iniziò l’ invasione delle loro terre e i tentativi di conversione forzata, ma anche per loro come per il resto delle popolazioni indigene , fu quando il territorio californiano fu preso dagli Stati Uniti che dal 1850 cominciò il genocidio e la dispersione dei Costanoan.

La gente delle Conchiglie Cumash

Il territorio affacciato sulla costa del Malibu e le del canale di Santa Barbara era popolato da epoche remote vivevano dai pescatori e cacciatori Chumash, erano la Gente delle Conchiglie negli antichi idiomi chumashan, vivevano in oltre centocinquanta villaggi indipendenti di pescatori e commercianti di perle con le popolazioni vicine, tra la costa e al largo del canale di Santa Barbara poco a sud dove è sorta l’ omonima città nelle otto isole Channel islands, quelle settentrionali erano abitate dai Chumash, quelle meridionali dalle tribù di cultura e tradizioni simili dei Tongva. Oltre ad essere celebri maestri nella medicina tradizionale nota alle altre popolazioni, la loro cultura si espresse in un’ elaborata Arte rupestre di raffigurazioni religiose e mitologiche presenti anche nella narrativa Chumash tradizionale che racconta la storia del popolo, con un particolare culto dei defunti nei luoghi di sepoltura Shalawa Meadow. Dai resti di arte rupestre sembra praticassero anche il culto di una figura mitica dall’ aspetto di scorpione che ha lasciato una sua scultura adoperata nelle pratiche sciamaniche e l’ osservazione degli astri per elaborare un loro calendario. Tra la costa e le isole ho cercato le tracce dei Chumash che hanno popolato per millenni la regione e poi anch’ essi devastati dall’ arrivo degli europei, nel XV secolo accolsero le navi di Juan Cabrillo che per prime incrociarono quella rotta dando inizio alla loro fine con la fondazione di colonie e missioni che dalla seconda metà del XVIII secolo cristianizzarono quel popolo trasferendone le comunità sulla costa presso le missioni, mentre erano decimate dalle malattie portate dagli europei. Nel 1824 tentarono di ribellarsi ai soprusi coloniali e missionari nella rivolta Chumash che venne repressa per ricondurli nei territori delle missioni continuando a sopravvivere anche con l’ acquisizione satunitense della California fino ad essere confinati nella riserva di Santa Ynez nel 1901 dove si trovano i discendenti che hanno dimenticato l’ antica lingua e pochi sanno ritrovare la cultura del popolo Chumash.

Il Popolo dei Pini Serrano

Le tribù degli Yuhaviatam o Popolo dei pini che gli spagnoli ribattezzarono montanari Serrano, popolavano la California meridionale nel territorio che andava dalla catena montuosa di San Bernardino e l’ omonima valle, le occidentali montagne di San Gabriel verso il più settentrionale massiccio del monte Baden Powell, esteso a sud attraverso parte del deserto di Mojave fino alle sorgenti dell’ orientale oasi di Mara. Originariamente di stirpe simile agli Shoshoni delle Grandi Pianure, nel XVIII secolo raggiunsero la regione del deserto di Mojave popolata da epoche remote, trovandovi le tribù dei Tongva chiamati dagli spagnoli Gabrileño Fernandeño, quelli definiti Alliklik o balbuzienti dei Tataviam, di lingua Maarrênga’twich simile alla loro Serrano. Di medesima origine e cultura erano i Kitanemuk che popolarono la regione tra i Monti Tehachap, i bacini del fiume Kern e San Joaquin, i Vanyume, mentre si stabilirono In quella della valle detta Antelope e ad est nel territorio attraversato dal corso del Mojave con villaggi, vita, tradizioni e cerimonie simili ai Kitanemuk. Come la popolazione tribale dei vicini Yuma le comunità di cacciatori e raccoglitori dei Serrano vivevano in villaggi di capanne rettangolari Kiich accanto a torrenti o pozze in famiglie legate nei due clan delle Linci e i Coyote, ognuno con un capo kika da un saggio paxa che guidava i consigli della comunità e le cerimonie . Nel 1775 il missionario esploratore Francisco Garcés fu il primo europeo ad incontrarli nei pressi di Tejon Creek, descrivendoli come accoglienti, inoffensivi e dal buon cuore, ma ben presto con l’ estensione territoriale della missione di San Gabriel Arcàngel sorta nel 1771, le terre tribali furono occupate dai coloni spagnoli e poste sotto il controllo della missione con i suoi avamposti, con la fondazione della missione di San Bernardino e l’ imposizione di abbandonare altri territori i Serrano si ribellarono nel 1812 assieme alle tribù Ivilyuqaletem o Cahuilla e i vicini Kwtsaan chiamati anche Quechan e Yuma, ben presto repressa confinando gli indiani nelle riserve missionarie. Vi rimasero in miserabili condizioni decimati da epidemie di vaiolo e devastati dall’ invasione dei coloni dopo la conquista della California nel 1847 che divenne territorio statunitense, subendo attacchi di coloni come quello del 1867 che massacrò una comunità di Yuhaviatam, i sopravvissuti finirono confinati nelle riserve di San Manuel tra le Higlands di San Bernardino e quella di Morongo.

Le tribù della costa meridionale

La costa meridionale californiana era popolata dai Luiseno che si definivano Payómkawichum o Popolo occidentale nel loro idioma Cupan che era una delle numerose lingue Takic, nel XVIII secolo gli spagnoli della missione San Luís per la loro vicinanza con le terre che occupavano li chiamarono Luiseño . Hanno storia e tradizioni simili alle vicine tribù Tipai e Ipai dei Kumeyaay chiamati Diegueño, ma con particolari culti funebri celebrati nella loro Danza dei morti, per il resto l’ esistenza e la vita tradizionale era simile alle altre popolazioni della regione e con esse subirono l’ incontenibile invasione dei coloni statunitensi che li scacciarono da gran parte delle loro terre confinandoli nelle riserve dove sopravvivono i discendenti.

Nello stesso territorio attraversato dal corso del San Luis Rey abtitavano le tribù dei Kuupangaxwichem che furono chiamati gente di Kupa dagli spagnoli e dal XVIII secolo divennero noti come Cupeño , era il popolo meno numeroso della regione del sud ovest californiano che condividevano con i Cahuilla di lingua e tradizioni simili e con essi anche i Cupeño cercarono di resistere all’ invasione dei coloni costretti poi a cedere la loro terra per essere confinati nella riserva di Palo. Il popolo degli Ivilyuqaletem che vennero chiamati Cahuilla popolavano il territorio desertico tra montagne e canyon dell’ arida valle di Coachella ove si trovava il lago alimentato dal fiume Colorado che porta il loro nome Cahuilla prosciugato nel XVIII secolo. Divisi in due tribù dalle famiglie riunite nei clan totemici del Tuktum Identificato nel Gatto selvatico o Lince e Istam nel Coyote, a loro volta divisi nelle comunità famigliari patrilineari Sib discendenti dallo stesso antenato con propri territorio e villaggi di capanne circolari Kish con al centro quella cerimoniale kishumnawatove ove si celebravano le ritualità ispirate dalla loro mitologia. Per essa dal caos oscuro nacquero i due gemelli Témayawet e Mukat che crearono prima il mondo e poi l’ umanità che rimaneva nell’ oscurità e pertanto vennero creati il sole e gli astri per illuminarli, ma non contento dal loro aspetto Témayawet con il suo popolo andò nelle profondità della terra, mentre Mukat che ne era soddisfatto rimase nel mondo con la sua gente che chiamò Cahuilla aiutato dalla divinità lunare Man-el che insegnò al popolo come vivere con la caccia e la raccolta e a danzare nelle cerimonie, poi si adirò con Mukat e permise alla morte di mietere la gente. Dall’ epoca iniziarono le ritualità, oltre al mitico creatore Mukat e la divinità lunare poi chiamata Menily, le cerimonie erano rivolte al benefico spirito Taqurus, il curatore Sungrey, a quello del vento Kutya e il protettore degli animali Pemtemweha. Vivevano in libertà con le loro tradizioni quando furono incontrati per la prima volta dall’ esploratore Juan de Anza nel 1774, rimanendo per qualche anno con pochi contatti, dopo la spedizione di Portolá del 1789 gli spagnoli iniziarono la colonizzazione della California fondando centri e le missioni cha anche qui minacciarono l’ antica cultura e il territorio degli indigeni, continuate dopo l’ indipendenza del Messico e con l’ acquisizione statunitense della California la situazione divenne insostenibile anche con una devastante epidemia di vaiolo che dal 1861 per tre anni decimò i Cahuilla riducendoli a duemilacinquecento dagli oltre diecimila che erano. Con il territorio occupato dai coloni che li vessavano, l’invasione dei cercatori d’ oro decimati e ridotti in miseria tentarono una pacifica rivolta nel 1881 e vennero poi vennero deportati in diverse riserve della regione come Agua Caliente nel Riverside californiano, la poco distante di Morongo, il territorio che chiamarono del Popolo delle sabbie Natcutakitum nella regione di Anza, quello Wiwaiistam a Warner Spring della riserva Los Coyotes, il clan Nanxaiyem della valle di Coachella in quella di Agostino .

Le tribù del deserto, i Mohave e gli Yuma

Oltre alle tribù Serrano altre popolazioni vivevano nel deserto Mojave, nelle regioni del nord est si trovavano le comunità tribali dei Niwiwi o New-oo-ah cacciatori e raccoglitori noti come Kawaiisu che popolavano le terrre dai monti Tehachapi fino al deserto settentrionale, i Koso che vivevano est della Sierra Nevada nell’ arido territorio del Panamint e in quello del Nevada che si estende sulla Death Valley di origine Shoshone e dalle simili tradizioni del vicino popolo dei Timbisha, poco distante si trovava il territorio delle tribù meridionali dei Paiute nella valle dove sorse Las Vega, di medesima origine erano i Tantàwats o Gente del Sud , chiamati anche Nüwüwü e meglio noti come Chemehuevi. Anche se alcuni di culture diverse, avevano lingue e modi di vita simili adattati alle condizioni del deserto che avevano imparato a conoscere perfettamente per la caccia e la raccolta, vivendo pacificamente tra loro e con rari conflitti con i vicini come i fieri Mohave cacciatori e agricoltori noti per i loro tatuaggi che popolavano il territorio dell’ Arizona ad est del fiume Colorado e parte del limitrofo deserto californiano assieme ai Kwtsaan o Quechan, con alcune tradizioni e modi di vita simili, tanto da essere poi chiamati entrambe genericamente Yuma. Dall’ esistenza intimamente legata all’ animismo religioso, il popolo Mojave tradizionalmente si definiva Aha Makhav , per la loro mitologia la divinità suprema Mutavilya creò il mondo e il popolo Mojave, mentre al divino figlio Mastamho si deve la concessione del fiume Colorado e i territori tradizionali, insegnando come vivervi e a coltivarli, tutte le cose nel resto del mondo avevano i loro spiriti che potevano essere conosciuti attraverso l’ uso rituale della pianta allucinogena Datura. Come per molte tradizioni animiste degli indigeni nordamericani attraverso la ritualità della Visione si poteva intraprendere il Viaggio Spirituale a volte accompagnato da uno stato di Trance per ottenere la conoscenza dagli spiriti e una guida. A lungo riuscirono a non essere coinvolti dai domini missionari e coloniali prima degli spagnoli e poi dei messicani, ma con la cessione dei territori al governo statunitense a metà del XIX secolo giunse l’ invasione dei coloni, gli indiani tentarono di reagire attaccandoli in quella che fu definita la guerra Mohave nel 1859 , ma poi l’ occupazione delle loro terre venne completata protetta dalle guarnigioni guidate dal colonnello Hoffman e gli indiani furono costretti a cedere per evitare quello che sarebbe stato un altro massacro. Vennero confinati nella riserva di Fort Mojave sorta tra California, Nevada e Arizona e quella del Colorado River . Le tribù che i vicini chiamavano Yoo-m uh o Popolo del Fiume abitavano il territorio tra la California e l’Arizona lungo il fiume Colorado, definiti Yuma erano conosciuti anche come Kwatcan o Gente che Scende Quechan , cacciatori ed agricoltori con tradizioni simili alle altre popolazioni della regione. Dopo la vittoriosa guerra con il Messico nel 1848 e a seguito della cessione Messicana vennero annessi dagli Stati Uniti tutti i territori tra la California e il Texas e poco dopo avvenne l’ invasione del territorio californiano nella Corsa all’oro, come altre popolazioni di quelle terre invase da coloni, avventurieri e cercatori d’ oro anch’ essi tentarono di reagire i quella che fu chiamata la guerra Yuma durata tre anni dal 1850 nell’ Arizona sud occidentale iniziata con la spedizione di Gila della milizia californiana che venne respinta dagli indiani, seguita nel 1852 da quella di Yuma con le guarnigioni dell’ esercito statunitense guidate dal capitano Heintzelman. Alla fine venne negoziata la pace e stipulato un trattato tra il governo statunitense e gli indiani, ma nel 1857 fu fomentato un conflitto con le tribù Piipaash o Maricopa con gli alleati Akimel O’ odham chiamati Pima che finì con la sconfitta degli Yuma nella loro ultima battaglia combattuta a Pima Butte in Arizona.

 

Al termine del lungo viaggio tra magnifici territori cercando la memoria degli antichi popoli scoparsi, la suggestione dei cromatismi del deserto riflettono quotidianamente albe e tramonti immutati nei secoli, così come le onde dell’ oceano sulla costa continuano a segnare il tempo con le maree, mentre tra le foreste e i fiumi i suoni richiamano la vita d’ una antica California ove di quegli indiani che la popolavano rimane solo perduto ricordo.


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