Europa Sud Occidentale

Macedonia

Sulla lunga via balcanica s’incontra quell’antico paese divenuto lo stato della Republika Makedonija che s’incastra ad occidente con l’Albania e il Montenegro, a nord con la Serbia e il Kosovo ed a oriente con la Bulgaria e a sud con la Grecia, popolata dai macedoni d’antica stirpe e millenaria vita di pastori scandita dalla transumanza tra i massicci della Šar planina con il Korab, del Belasica, il Pindhos e Voras. Un maestoso e selvaggio territorio attraversato dal sinuoso Strumešnica, il biforcato Drin e il lungo Vardar che arriva presso Salonicco a sfociare nel mar Egeo. Natura esuberante che cela la suggestione dei suoi laghi, dal minore di Dojran al il più grande di Prespa dalla recente protezione con il suo parco, fino al magnifico di Ohrid. Ma tutto in questa Macedonia e scandito dalla storia millenaria, vi abitava il popolo dei Pelasgi, poi da est giunsero i Traci e più tardi gli Illiri dai territori di Croazia e il vicino Montenegro, regione impervia ed isolata mentre i secoli scorrevano sulla limitrofa antica Grecia che s’accorse dell’agguerrito regno macedone durante la guerra del Peloponneso. Con un esercito organizzato nella fanteria della della falange, il sovrano Filippo invase l’Epiro e la Tracia da dove avanzò in Grecia centrale e Tessaglia fino alla Calcidica. Le polis di Atene, Corinto e Tebe s’unirono nella Lega di Corinto, sbaragliata dall’esercito di Filippo II condotto dal giovane figlio Alessandro nella battaglia di Cheronea, che la storia ha consegnato al mito. Quel giovane condottiero a Cheronea fu destinato a cambiare la storia e la geografia del mondo antico come Megas Alèxandros.Con la prematura scomparsa il suo immenso impero ben presto si frantumò scatenando le guerre dei diadochi che al fine sancì la nascita dei regni ellenistici e il loro consolidamento a dividersi l’eredità di Alessandro. Con la spartizione di Triparadiso la Macedonia doveva essere del piccolo figlio Alessandro IV con la reggenza di Perdicca che si scontrò con Tolomeo I, così che i Diadochi elessero Antipatro, tra intrighi e congiure il regno Macedone sopravvisse divenendo poi provincia romana e tale rimase fino alla caduta dell’Impero. Vi giunsero tribù di slavi sklavini che mossero a minacciare l’impero bizantino assieme ai potenti Bulgari e i barbarici Avari, nel secolo settimo respinti da Giustiniano II Rinotmeto e poi la Macedonia divenne dominio dell’ impero bulgaro assimilandone la lingua slava antica e l’alfabeto glagolitico elaborato dai santificati fratelli greci Cirillo e Metodio.Nel secolo nono il discepolo Naum e il bulgaro Clemente fecero di Ocrida grande centro culturale medievale per l’irradiazione del cirillico, entrando poi nei domini bizantini e con Basilio I s’ inaugurò la dinastia dei Macedoni dell’impero bizantino. Nel trecento entrò nell’impero Srpsko Carstvo della Serbia con Stefano Dečanski e il figlio Stefan Dušan, poi dissoltosi e la regione rimase indipendente con la dinastia dei Mrnjavčević che regnò dalla capitale Prilep finchè con Vukasin Mrnjavcevic e suo figlio il principe Marko divenne vassallo dell’impero ottomano che avanzava nell’espansione balcanica. Dal medioevo ottomano fu parte di quell’ impero come Vardar Sandjak con capitali a Skopje e Bitola e anche qui ne rimane l’eredita balcanica di cinque secoli fino alla sua caduta con la prima guerra delle balkanski vojiniwiki condotta dalla Lega Balcanica, dopo di che fu annessa al Regno di Serbia assieme al vicino Montenegro come Stara Srbija, quindi nell’ unito Kraljevna Srba,Hrvata i Slovenaca con lo stesso Montenegro, la Croazia e la Slovenia, poi divenuto il regno di Kraljevina Jugoslavja del quale la regione era la Banovina del Vardar Macedonia. Venne assegnata alla Bulgaria ch’era nella sinistra alleanza dell’Asse del l’Italia fascista e la Germania nazista e subì la campagna dei Balcani, molti furono i macedoni nella resistenza con l’ esercito di liberazione e infine divenne la Socijalisticka Republika Makedonija, federata alla socialista Jugoslavia, i cui partigiani comunisti parteciparono alla guerra civile greca. Come il resto della Repubblica di Jugoslavia unita con Tito tra i paesi non allineati, rimase decenni in pace fino a quell’ autunno delle nazioni in Europa orientale con la dissoluzione dell’ Unione Sovietica e il crollo del muro di Berlino, ma risparmiata dalla sanguinosa sequenza delle devastanti guerre jugoslave. Durante la guerra del Kosovo, dominata dalle bande dell’ Ushtria Clirimtare e Kosoves legati alla mafia albanese e favoriti dai bombardamenti nella stolta operazione Allied Force, iniziarono controversie e scontri tra macedoni e albanesi culminati nel conflitto del 2001. L’ indipendente Repubblica di Macedonia è stata oggetto di tortuose relazioni internazionali, compresa una disputa decennale e negoziati essenzialmente sul nome con la Grecia, poi l’ adesione all’Unione europea ostacolata da quella disputa con la Grecia , dopo venti anni si è chiesta una Macedonia in Europa, ma ancora un’occasione perduta per il persistente veto greco. E’sorta la mitologia di una nazione sconfessata da eventi e problemi nel lungo potere del partito di destra VMRO conservatore Vnatresna Makedonska revolucionerna organizacija guidato dal premier caudillo Nikol Gruevski, cominciando dal nuovo governo nel 2006 tra forti contrasti tra vittoria e vergogna in una democrazia blindata mentre si divideva l’opposizione dei socialdemocratici. La politica della lustrazione per l’ epurazione di funzionari della socialista Republika Makedonija sostituendoli con i fidi di Gruevski ha fatto scadere l’amministrazione, mentre da un decennio si registra la povertà in aumento e grave disoccupazione, gli albanesi macedoni divisi e una rilevante migrazione a sud. Intanto s’è condotta una caccia alle streghe sull’opposizione e la libertà di stampa, intercettazioni che hanno rivelato il controllo dei servizi segreti su giornalisti e magistratura non allineata, media e opposizioni oggetto di arresti e minacce, ma l’Unione Europea sembra non considerare le prove di tutto ciò. Dal primo nuovo governo si sono avute in sei anni tre elezioni anticipate con l’ opposizione che ne denuncia i brogli, comprese le frodi elettorali del VMRO . Nel 2011 di nuovo alle urne mentre nella piazza centrale di Skopje arrivava Alessandro con il controverso ed enorme monumento voluto da Gruevski. Dopo le elezioni che hanno riconfermato il il VMRO del premier, ancora una volta si sono palesati brogli in una crisi politica e sociale che sembra non avere fine. Nel lungo viaggio sulla via balcanica, anche in questo piccolo ed affascinate paese, sembra difficile condurne l’inchiesta sulle mafie e i focolai della jihad giacchè non se ne trovano evidenze nei luoghi e gente, ma sinistramente incombono a cercarne i lati oscuri e reconditi. Era considerata un’ oasi di pace l’ormai ammorbata da microcriminalità e traffici illegali, a partire dallo Skopjegate che rivelò camion pieni di armi, il grande saccheggio di centinaia di icone preziose nelle piccole chiese rurali per finire sul mercato internazionale. Infine una nuova porta dei migranti per l’Europa ove la gente sta abbandonando l’agricoltura per il più redditizio traffico e su tutto intriga e lucra la mafia macedone che vi ha aperto la rotta balcanica delle droghe.Nel frattempo anche qui è giunta la balcanica al quaeda Inserendosi nella macedonia islamica e i mai sopiti conflitti tra comunità oltre ad una lotta per le moschee tra integralisti e cosìdetti moderati. Episodi di odiosa intolleranza islamica che infiamma la violenza religiosa per futili motivi presi a pretesto di offese ai musulmani e gravi eventi come la strage di Smiljkovo.Da tempo non è più solo una minaccia questo islam balcanico e di qui sono molti i miliziani jihadisti che se ne vanno in Siria e Iraq per combattere con l’Isis, vantandosi per i boia vigliacchi che sono tagliando e positando le foto delle teste. Oltre alla fucina bosniaca il sanguinario jihadismo più prossimo alla macedonia islamica ,è quello albanese e l’accanito radicalismo kosovaro, qui nello scontro tra etnie e infiltrazioni jihadiste sono oltre tremila tra le minoranze albanese e bosniaca anche con campi di al qaeda , come altrove finanziati da Arabia Saudita, il degno Qatar e altre organizzazioni per realizzare il loro perverso califfato del Balkanistan.

Viaggio

Sulla via balcanica, che da sempre collega il resto d’Europa all’antica Costantinopoli e di la alla vicina Asia, che si venga dalla Bulgaria attraversandolo per l’ Albania e il Montenegro o tra la Serbia e la Grecia, la regione ove sta questo piccolo e non molto frequentato paese con la sua antica popolazione dalla storia millenaria, subito colpisce ad entrarvi è l’ambiente. All’ epoca della socialista Macedonia se ne è preservata la natura, dai monti della settentrionale Šar planina che s’allunga nella Sar serba , al sud da da Bitola si va nel suggestivo ambiente del monte Baba si trova la riserva del parco nazionale Pelister , mentre il patrimonio culturale dell’antica città di Ocrida affaccia sul suo splendido lago di qui a procedere nel territorio ove s’apre la riserva Korita del parco Galicica e quindi la regione dei laghi di Prespa con il parco omonimo ove è giunta la protezione europea. Si è cercato di tracciarne itineriari culturali da qualche tempo e percorsi rurali tuttavia ancora di difficile accesso, ad est sotto i monti Osogovovska Planina presso la pittoresca Kratovo si trova la città di pietra dell’ antica Kuklica, procedendo per gli affascinanti percorsi spirituali attraverso l’ arte cristiana macedone, dal nord est nei pressi di Tetovo si trova il monastero di Lesok bombardato dai ribelli albanesi musulmani e ricostruito, non distante da Skopje si va tra le suggestive immagini delle gole di Matka percorrendone il kanjon fino al lago ezero Matka ove affaccia il monastero Sveti Nikola e più oltre Sveti Andreja dai magnifici dipinti ed affreschi, procedendo nel nel Kicevo si trova il monastero Precista consacrato alla Madre di Dio Sv.Bogorodica e ad est vicino Strumica s’erge il complesso monastico di Veljusa Strumica.V’era un antico centro dei Dardani, conquistato da Crasso ove sorse la romana Scupi nella provincia di Mesia,crocevia strategico e fiorente di commerci assieme all’altra città di Stobi. Dopo la caduta dell’impero d’occidente fu bizantina e nella vicina Tauresio nacque Giustiniano I, che ricostruì la vecchia colonia flavia scupinorum devastata dal terremoto fu nel primo impero bulgaro e nel trecento nel regno serbo di Stefan Milutin, quindi nei domini ottomani per cinque secoli, cuore dei balcani sempre protagonista della successiva storia di Macedonia. Qualcuno ha definito citta bastarda la più recente di Skopje, sulla Curciska si trova il Muzej na Makedonija che ci racconta la storia di questa Macedonia, mentre il resto lo illustra quello di storia naturale, a continuare sulla Krusvevska sta il palazzo Daut pashin amam che ospita la galleria d’arte moderna, sulla Makedonska Ulica il Memorial house di Agnes Gonxha Bojaxhiu, nota Madre Teresa umile ed illustre figlia di Skopje.Nella sua grandeur il caudillo Gruevski s’è inventato il rinascimento architettonico che ha stravolto la città e ne ha riempito il centro di fantasiose statue, tra tutte s’erge il trionfale e controverso monumento di Alessandro e poi si va da quelle di Madre Teresa ai lustrascarpe che, in verità, seppur nella loro stridente saturazione spesso molto kitsch s’annoverano tra le attrazioni di questa città.Le due anime di Skopje sono divise dall’architettura e dal quattrocentesco ponte di pietra di Kamen Most s’accede alla città antica e le sue moschee passando per il vecchio bazaar attorno alla più grande e sontuosa di Mustafa Pasha, il quartiere si spande nell’ ottomano carsija degli albanesi , che da luogo malfamato si sta trasformando in luogo di ritrovo e il vecchio baazar dalle mille vite da tempo decaduto,con le sue lingue segrete attende di riprendersi il ruolo di centro culturale e sociale della città. Di qui s’allunga la Samoilova ove si trova seicentesca la chiesa di Sveti Spas e all’opposto la fortezza poderosa di Skopsko Vale sorta nel sesto secolo, poco a est della fortezza la cinquecentesca chiesa dell’Ascensione .Lasciata la capitale si procede nel territorio attraversato dal fiume vardarac che fu l’ottomano Vardar verso la meridionale regione della Pelagonia, a procedere tra i monti di Baba planina nella suggestiva zona del Pelister con il suo parco nazionale ove l’ambiente naturale s’arricchisce da secoli delle antiche chiese e i monasteri di Pelister, giungendo al villaggio di Bukovo con il monastero della Trasfiguarazione e poco oltre a krstoar quello di di San Cristoforo ,prima di giungere alla vecchia Monastir che ora è la città di Bitola. Sorta ne’ pressi dell’antica Eraclea Lincestide fondata nel quarto secolo da Filippo II sovrano di Macedonia onorando il mitico Heracles e con epiteto Lynkestis ad indicarne il territorio di linci Lincestide, fiorì nell’impero di suo figlio Alessandro e poi con i successori antigoni nell’Ellenismo fino alla Macedonia romana attraversata via Egnatia, così che dalle immagini si presenta come scrigno d’arte antica dai magnifici mosaici e quel che resta della splendida zeusi di Eraclea. A seguire la storia e cultura di questa città ne rimangono i luoghi che la raccontano, cominciando con i percorsi nel passato dal ricco museo storico al memoriale del patriota Gotse Delchev e all’ opposto il ricordo di Kemal Ataturk, dal museo ebraico che ne ricorda la fiorente comunità a quello etnico di Krklino nell’omonimo vicino villaggio.Attraversata dal fiume Dragor, questa vecchia città si lascia visitare tra le immagini del centro con i ricordi ottomani dell’ hamam deboj ,la torre dell’orologio e i vecchi magazzini magaza ed è sempre animato il mercato coperto Bezisten, di li si va per le immagini del vecchio-bazaar di drven pazar. Ed è questa la carsija cosmopolita ove s’incontra il passato al presente e ancora riescono a convivere le vecchie anime dei macedoni che sembrano aver dimenticato i recenti conflitti e le controversie etniche. L’ eredità musulmana la si professa nelle moschee Jeni dzamija con la galleria Effendi, non distante la moschea Isak e la Gazi Hajdar Kadi, mentre la minoranza cattolica ha la sua cattedrale Sacro Cuore e la recente chiesa cattolica, della ben più numerosa ortodossa il centro è la chiesa Sveti Dimitrij, poco fuori san Demetirus nel villaggio di Gradesnica e altre chiese e monasteri nei dintorni. Da lì nella suggestiva regione ove i laghi di Prespa emergono tra le aspre montagne sui confini con l’ Albania e la Grecia , popolata dagli slavi musulmani torbeshi di Macedonia che li si trovano tra villaggi sperduti da dove partono i sentieri per l’Albania, una suggestiva visita su questi laghi che s’allungano in territorio greco da una parte e in quello albanese dall’altra, zona affascinante dominata dall’esuberante natura del suo parco.Lungo lo splendido lago di Ohrid, passando per Struga con il vicino villaggio di Vevchani, si giunge all’antica Ocrida , vero gioiello di arte medievale con i luoghi e le chiese che ne fanno patrimonio culturale e naturale . Si lascia scoprire attraverso la storia e la cultura salendo per l’anfiteatro romano e di qui sul colle ove si erge la fortezza di Samuil innalzata sotto il dominio di Samuel di Bulgaria dalla splendida vista sul lago e la città, poi neii sentieri tra i boschi per i resti archeologici dove è sorta Plaosnik e il vicino monastero di Sveti Klimenti Pantelejmon che custodisce le venerate reliquie del vescovo bulgaro Clemente di Ocrida che qui visse nel secolo decimo. Poco oltre sul lago si erge la splendida Sveti Jovan Kaneo , tornando si trova la cattedrale di Sveti Sofija dai dipinti suggestivi e splendidamente affrescata, poco oltre la crkva Sveti Kliment nota come chiesa di Bogorodice Perivlepte, che ospita una galleria dalle magnifiche icone.A continuare lungo il suggestivo museo dell’acqua d’un sito neolitico nella baia delle ossa sulla costa Gradiste, si giunge al monastero di Sveti Naum consacrato a Naum di Ocrida centro della cristianità macedone, dalle suggestive immagini che splendono sulle cristalline acque di Naum.

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