Europa orientale

Lituania

Sulle antiche Vie dell’Ambra che attraversavano Polonia poco prima della costa baltica sorse il possente castello Malbork ove il Gran Maestro dirigeva il potente Ordine Teutonico, una passava per la germanica Konigsberg che irradiò il genio di Kant, poi divenuta l’enclave russo di Kaliningrad che s’allunga ad ovest nella penisola Sambia La laguna accede alla quarantina di chilometri sabbiosi riparati dalla Marios di Kuršių penisola Neringa in Curonia nota come Curonian Spit a ragione divenuto patrimonio con il parco naturale del Kursiu Nerijas a salvaguardare la Neringa e la laguna Curi. Ad est si stende la Lituania traversata dal fiume Neman che dirama per i suoi affluenti ove da secoli navigano le merci. La pianura s’ alza di poco ad occidente per i monti moraines e ad est sui radi altipiani del colle Aukštojas, il Vištytis è il più grande tra i laghi che si inseguono sulle pianure coperte di boschi e tutto s’ammanta di gelo nei rigidi inverni baltici, risvegliando a primavera verso l’ estate che riscalda ciò che dicasi il centro geografico d’ Europa. Della preistoria baltica si sa che nel decimo millennio v’erano tribù giunte nel tardo neolitico dall’ Europa centrale e poi verso il terzo millennio s’erano insediati i Balti da est che seguivano le grandi migrazioni degli altri popoli indoeuropei dall’ Asia centrale, dominando dal Volga e Dnjepr fin sul mar Baltico e ad occidente del fiume Oder. Nel secondo millennio tra i fiumi Nemunas e Neris di quelle tribù s’era formato il popolo dei lituani, come gli altri Balti divisi in tribù governate da principi che s’univano a difendersi,non avevano scrittura e dediti all’allevamento ed agricoltura, ma fiorenti del commercio della preziosa ambra dal Baltico su quelle che furono le Vie dell’Ambra. Su esse fin da tempi remoti la preziosa resina giungeva ai popoli europei e medio orientali, le antiche civiltà micenea ed egizia, la Grecia e l’ Etruria e dal primo secolo commerciata con il romano impero, come racconta Tacito nel quarantacinquesimo di De origine Germanorum. Fu poi la terra di Livonia ove l’antica Via dell’Ambra divenne la Via Baltica dall’Europa meridionale e centrale attraverso la Polonia, incociandovi diramazioni delle Vie dello Stagno e ad oriente per Bisanzio oltre il fiume Parnu la teutonica Parnu e l’Emajogi per l’ Ucraina. Legata alla Via Slavica proveniente dalle vie Noricum di Slovenia attraverso l’ Ungheria e Romania per la Moldavia e le terre degli Slavi in Ucraina. Mentre ai suoi confini tra i Germani d’occidente e gli Slavi dell’est si diffondeva il Cristianesimo, i popoli finnici e di lingue baltiche della Livonia con altri dai Curlandi e Latgalli ai Semigalli e Prussiani, rimaneva ad antichi culti e tradizioni. Se ne menziona il territorio Litua negli annali di Quedlinburg redatti dal monaco Bruno di Querfurt nel mille che andò per quei territori a portare invano il cristianesimo e ne rimase ucciso da quei pagani. Nel secolo dodicesimo rimaneva qui l’ ultima Europa pagana stretta tra la chiesa medievale dell’ovest cattolico e il cristianesimo orientale dell’ ortodossia dopo il Grande Scisma, in conflitto ad est prima con i Cazari e poi gli Slavi della Rus di Kiev che popolavano l’Ucraina, a nord gli scandinavi giunti sulle rotte dei Vikinghi e ad ovest il germanico Sacro Romano Impero. Ma forse più che per fervore evangelico questi cristiani avevano a proteggere quelle vie di commerci che in queste terre pagane si incrociavano, sta di fatto che per proteggere le missioni cristiane del Baltico all’inizio del secolo tredicesimo il vescovo Alberto di Riga fondò l’ ordine Fratres militiae Christi de Livonia dei Cavalieri Portaspada, per sottomettere i pagani di Livonia su modello dei Templari, spietati con quei popoli Curlandi e Lettoni, Latgalli e Ciudi, Semigalli e Prussiani ancora pagani. Sconfitti a Bauska nel 1236, l’anno dopo i Portaspada Schwertbrüderorden entrarono nel potente Ordine Teutonico sorto in Terrasanta, poi fermati nell’epica battaglia del lago Ciudi ghiacciato sul confine estone da AleksandrNevskij, mentre nei territori si imposero rigidamente con la conversione forzata e lo sterminio dei popoli baltici. I temibili Cavalieri Portaspada e Teutonici furono protagonisti delle Crociate di Livonia volute dai regni cattolici scandinavi e benedette dal Pontefice, raccontate da Enrico di Livonia nella Cronaca Livlandische Reimchronik. I lituani si unirono e dovettero cedere alle armate cristiane nel 1251, il condottiero granduca kunigaikštis Mindagaus si convertì divenendo karalius e iniziò il Granducato di Lituania ove regnò un decennio finchè venne ucciso dal nipote Daumantas Nalšia che riportò il popolo al paganesimo. Convertito alla Chiesa ortodossa fu battezzato Timoteo divenendo Signore di Pskov e sconfisse i lituani sul fiume Dvina , poi assieme al principe Jaroslav di Novgorod prese la Lituania e si scontrò con l’armata dei Teutonici e Portaspada sconfiggendoli nel 1268 a Rakovor fermando l’avanzata germanica in Russia. Nel secolo quindicesimo dalla Polonia la dinastia Jagielloni con Casimiro il Grande si scontrò nei domini dell’ Ordine Teutonico per tredici anni fino al Trattato di Torun riconquistando il Ducato di Pomerania esteso ai territori di Elblag, la fiorente Danzica della Lega Anseatica, il castello Malbork e l’intera Lituania. Alla fine del cinquecento con l’Unione di Lublino si stabilì una Rzeczpospolita tra Il Granducato e il Regno di Polonia per la Confederazione Polacco Lituana governata dalla nobiltà Szlachta, terminata con la spartizione della Polonia nella seconda metà del settecento tra la Prussia, l’ Impero Austro Ungarico e l’ Impero Russo a cui si assegnò la Lituania.Dopo il primo conflitto mondiale e la disgregazione degli imperi sorse la Seconda Repubblica ben presto in conflitto nella guerra polacco lituana, poi i territori lituani, lettoni ed estoni vennero occupati brevemente dall’ Armata Rossa dopo il patto Molotov Ribbentrop prima dell’occupazione nazista che ne fece dominio Reichskommissariat Ostland celebrando anche qui gli orrori dell’ olocausto. Divenuta Repubblica Sovietica ha seguito la storia successiva dell’ Unione Sovietica fino alla sua dissoluzione e i Lituani hanno avuto indipendenza con il l ro stato così come lo si trova attraversando questa Lituania.Alla confluenza dei fiumi Nemunas e Neris nel trecento sorse il Kauno Pilis che a lungo fu castello più volte attaccato dall’Ordine Teutonico mentre estendeva dominio dalla Prussia dell’est all’Estonia. All’inizio del quattrocento nella battaglia di Tannenberg i potenti Cavalieri Teutonici furono sconfitti e a Kaunas furono concessi i Diritti di Magdeburgo come città fiorendo di commerci con la Lega Anseatica e gran centro della Confederazione Polacco Lituana fino all’ annessione nell’ Impero russo al fine del settecento. Al termine della prima guerra mondiale fu presa dalla Polonia divenendone capitale temporanea della provincia Laikinoji Sostine per venti anni poi per breve presidio dell’Armata Rossa e quindi occupata dai nazisti che operarono i loro orrori con il ghetto Kovno, la deportazione e lo sterminio di cui rimane memoria, poi Repubblica Sovietica fino all’indipendenza. In posizione strategica nella regione aukstaitija ove il Nemunas e il Neris si uniscono nella confluenza sorse il castello a difesa delle incursioni dei cavalieri teutonici e portaspada durante le Crociate di Livonia in Lituania. Da secoli di devastazioni il castello di Kaunas è risorto restaurato come lo si vede con la sua torre circolare in mattoni rossi, d’altra parte nell’ottocento a proteggere i confini occidentali dell’Impero russo sorsero le fortificazioni Kauno Tvirtrovè, tra essi si stende Kaunas dall’antico centro del sanamiestis.Il suo patrimonio storico si trova subito nella Rotuses aikste che dal trecento accoglie il mercato, s’innalza il cinquecentesco Municipio Rotušė con l’alta torre che si staglia candida come cigno sulla piazza. Verso il fiume sulla Aleksoto gatvè si trova la quattrocentesca Vytautas chiesa edificata da Vytautas il Grande d’elegante tardo gotico in mattoni rossi come la contemporanea San Giorgio e la Gertrūdos bažnyčia consacrata a Santa Gertrude sorta all’inizio del cinquecento.Più oltre l’ottocentesca gulos bažnyčia di San Michele cattolica ma bizantineggiante e riccamente decorata, di quell’epoca di Kaunas è la Sinagoga rimasta della vecchia comunità ebraica costretta nel ghetto Kovno e poi sterminata. Il novecento di Kaunas si incontra nella n chiesa della Resurrezione sorta a celebrare la breve indipendenza avuta dopo la prima guerra mondiale, il museo nazionale e quello delle marionette, ma solo qui si trova l’inquietante museo del diavolo interamente dedicato la maligno.Procedendo nella Curlandia occidentale si giunge al lago Galve ove tra il trecento e la fine del quattrocento Trakai fu l’ antica capitale del Lietuvos Didžioji Kunigaikštystė Granducato di Lituania protetta dal poderoso castello che sembra emergere dal lago in una magnifica suggestione. Dopo la vittoria contro i Teutonici nella battaglia di Grunwald la fortezza nell’ isola Trakai divenne residenza di Vytautas e gli altri Granduchi per un secolo poi abbandonato nel seicento è tornato al suo magnifico aspetto, conservandone memorie nel museo e l’ incanto di un affascinante percorso storico nel suo parco. Poco distante v’era un antico centro di tribù baltiche ove nel medioevo giunsero gli Slavi e poi comunità ebraiche, su un colle alla fine del duecento Gediminas fece edificare un forte a presidio del primo Granducato di Lituania e ben presto artigiani e mercanti fecero fiorire quel centro che nell’anno di grazia 1387 LadislaoII di Polonia concesse il rango della città Vilnius. Dopo la cristianizzazione dal medioevo al settecento sorsero le magnifiche chiese che s’ammirano nel centro della città vecchia , mentre agli inizi del cinquecento veniva circondata da mura, poderosi bastioni, tre torri e nove porte e sulla Ausros Vartu ne rimane la suggestiva Porta dell’Aurora. Questa affascinante Vilnius ebbe il suo apogeo nel cinquecento con SigismondoII di Polonia, al successore Stefan Batory si deve l’Università e da quell’ epoca allora sono sorti monumenti ed edifici che per l’antica capitale s’irradiano dalla Senamiestis ove si stende magnifica la citta vecchia. Salendo per l’ Arsenalo gatvè o attraverso il parco Sereikiškes sul colle Gedimino s’arriva al Gedimino Pilies trovando il trecentesco castello Gediminas eretto da Gediminas cavaliere di Livonia e primo sovrano del Granducato, poderosa fortificazione che per un secolo nel medioevo ha protetto Vilnius dalle Crociate del Nord di Livonia in Lituania.Poi devastato durante le guerre con la Russia,nel seicento fu a lungo abbandonato e infine in parte restaurato nel Vilniaus pylis di Gediminas come lo si vede con la Torre che domina l’antica città. Della suggestiva vecchia Vilnius lo splendido panorama s’ammira anche dall’altro colle Uzupis affacciato sul panorama della via Subačiaus e sull’ altra riva del Vilnia dal colle Trys kryžiai delle Tre Croci ricorda il martirio di tre francescani che vi vennero crocifissi. Scendendo dalla via Pilies si percorre la strada per il centro ove la storia di Vilnius, il suo patrimonio e la cultura si vive percorrendo le sue vie e_quartieri dall’ Uzupis sulla riva destra del Vilnia all’antica Senamiestis.Tra via Stikliu e la Gaono gatve v’era il medievale quartiere ebraico e in Zidu gatve si trova la Grande Sinagoga sopravvissuta al ghetto Vilna e gli orrori che ne seguirono con le memorie conservate nel museo Gaon. Dal ponte Zverynas alla Sventaragio gatve s’attraversa la Vilnius più recente per la Gediminos Prospektas trovando il palazzo Seimas del Parlamento, il vicino palazzo Presidenziale e poco oltre l’antica Biblioteca Universitaria fondata nel cinquecento dai Gesuiti, poi il Teatro Lietuvos rusu Dramos ed altri palazzi fino alla piazza della Cattedrale.Il cuore è questa piazza ove si slancia l’alto campanile candido come la sua splendida Cattedrale neoclassica consacrata ai santi Stanislaus e Ladislaus dai grandiosi interni e il Mausoleo sotto la cappella San Casimiro i sepolcri di molti protagonisti del Granducato di Lituania e dietro la cattedrale il cinquecentesco Palazzo dei Granduchi con il suo muziejai che ne conserva la storia. Si prosegue cercandone le chiese, tra le più affascinanti e suggestive sono nel complesso della gotica chiesa Sant’Anna assieme a San Bernardino e San Francesco arricchite dal rinascimento al barocco cesellate da decorazioni e magnifici affreschi. Per la via Antakalnio gatve s’arriva allo splendore barocco della seicentesca Basilica consacrata ai santi Pietro e Paolo edificata alla liberazione del dominio russo, dai suggestivi interni fittamente decorati di affreschi e stucchi, dipinti di maestri italiani e lituani. Percorrendo la Didzioji gatve si trova la chiesa gesuita San Casimiro sorta nei seicento, poi passata alla chiesa ortodossa russa per ritornare ai Gesuiti dopo dopo l’indipendenza, danneggiata nella seconda guerra modiale fu riaperta come museo dell’ateismo sovietico ed infine tornata al culto cattolico. La Vokieciu gatve attraversa l’antico quartiere dei mercanti ed artigiani germanici luterani e nel cinquecento sorse la chiesa Evangelica Luterana dagli interni poi decorati in barocco ove troneggia uno splendido altare settecentesco. Infine nell’Ausros Vartu la seicentesca chiesa Santa Teresa di sontuoso barocco con le sue cappelle e il cesellato pulpito sotto la cupola dipinta con l’apoteosi della Santa e le pareti affrescate splendidamente da Motiejus Sluščianskis. Vicino l’incanto della suggestiva Porta dell’Aurora ove è sorto il Santuario consacrato al culto mariano della Nostra Signora che conserva la splendida icona mistica Nigra Sum nella tradizione della Madonna Nera oggetto di pellegrinaggi. Entrando nella regione dell’Aukstaitija tra suggestivi colli s’attraversa il territorio dagli splendidi parchi naturali per il distretto Utenos con il capoluogo Utena, che fu centro di commerci poi devastata dalle Crociate del Nord nel tardo medioevo baltico risorgendo solo nell’ ottocento e all’epoca risalgono gli edifici della vecchia Posta, la baroccheggiante chiesa dell‘Ascensione Kristaus žengimo con dipinti di maestri italiani e lituani, di grande pregio la scultura lignea esposta nel Museo del Territorio. Proseguendo dalla città e i dintorni di Utena si può deviare per le cittadine di Panevezys e Kedainiai, la medievale Molètai e altri centri, ma soprattutto per l’incanto dei laghi Labanoras.Tornando sulla costa lituana del Baltico ove sfocia il Nemunas v’era un villaggio di Balti delle tribù Curonia che popolavano la Livonia assieme ai Sudoviani quando giunsero i cavalieri dell’Ordine Teutonico che estendevano il loro Stato Monastico nella regione baltica. In questa zona fondarono la città di Memelburg divenuta Klaipèda che nel duecento ebbe diritto cittadino associata alla germanica Lubecca nella Lega Anseatica divenendo poi la provincia Sambia della Rytų Prūsija Prussia orientale. Nel cinquecento aderì al Luteranesimo con AlbertoI Preussen fiorendo di commerci sulle rotte anseatiche,poi entrata nella Confederazione polacco lituana e nel seicento devastata dalla Svezia durante la Guerra dei Trent’anni. Tornata alla Prussia vi rimase fino alla sconfitta dell’ Impero tedesco nella prima guerra mondiale divenendo Territorio Memel di amministrazione francese poi ripresa dalla Lituania e infine travolta dall’ occupazione Nazista subendone gli orrori. Liberata dall’Armata Rossa fu parte della Repubblica Sovietica seguendone la storia fino alla sua dissoluzione e di tutto Klaipèda conserva ancora alcuni luoghi che si cercano nella città vecchia seguendo gli itinerari attraverso la città portuale. Dalla Manto gatve alla Taikos prospektas per la per la Tiltu gatve fino al centro passando per Kurpiu gatve ove affacciano gli antichi palazzi ricostruiti giungendo alla settecentesca piazza Teatro con la fontana dedicata al poeta seicentesco Simon Dach e la statua Aennchen von Tharau. Seguendo nella Pilies gatve si trovano i resti dell’antico castello circondato dal fossato e sulla Sukileliu affacciano i vecchi palazzi Fachwerk e il museo lietuvos istorijos con reperti della storia Lituana, poi l’affascinante museo del mare. Lasciando Klaipèda si va per le suggestioni di Curlandia nell’affascinante istmo tra le dune di sabbia che separa la penisola con la splendida laguna di Curonia e Neringa dal mar Baltico della Lituania passando per le antiche città di Nida e Juodkrantè a proseguire sulle leggendarie Vie dell’Ambra.

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