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Luzon (Filippine)

Gli Ifugao di Luzon

Prima dell’era mesozoica le Filippine erano praticamente unite a quella vasta massa continentale asiatica formata dall’Indonesia e il Borneo che progressivamente si separò originando gli attuali arcipelaghi. In seguito furono soggette a grandi movimenti orogenetici con un accentuato vulcanismo che produsse l’attuale morfologia caratterizzata da vaste isole montuose e un gran numero di isole minori ed isolotti.Tali caratteristiche geografiche e morfologiche hanno indubbiamente condizionato il popolamento dell’arcipelago, iniziato con antichissimi insediamenti di gruppi di cacciatori nomadi Aeta, chiamati anche Negritos a causa delle loro caratteristiche negroidi, a cui seguirono i primi paleomalesi, portatori di una più progredita cultura di tipo paleolitico, che spinsero gli Aeta nel le zone più inaccessibili dell’interno montuoso delle isole maggiori. In un periodo successivo, iniziato verso il IO millennio a.C., l’arcipelago vide una nuova migrazione di popolazioni più evolute, che sono da considerare gli antenati di gran parte dei gruppi che attualmente popolano le Filippine. Nel VI sec. a.C. vi fu la progressiva colonizzazione di gruppi malesi provenienti dall’area culturale indo-malese di Shrivijaya, nell’attuale Sumatra, che dettero un grande impulso allo sviluppo delle società costiere.Segui un lungo periodo, del quale rimangono notizie frammentarie, durante cui si accentuò la differenziazione tra le popolazioni paleomalesi e negritos dell’interno montuoso di Luzon,-,che rimasero completamente isolate per molti secoli, e le popolazioni costiere le quali vissero i grandi mutamenti cultura li del sud-est asiatico fino alla penetrazione dell’islamismo. Quando giunsero gli spagnoli nel XVII secolo, trovarono una società sviluppata e organizzata in principati di tipo feudale che ben si adattarono al tipo di organizzazione portata dagli europei e, dopo circa quattrocento anni di domi nazione spagnola,queste popolazioni diventarono le più occidentalizzate della intera Asia. Tuttavia la penetrazione spagnola e il cristianesimo si arrestarono al sud del l’isola di Luzon, nel cui interno continuarono a sopravvivere le antiche organizzazioni.

Il popolo delle risaie

Attualmente l’entroterra di Luzon é abitato da circa 300.000 individui suddivisi in otto grandi gruppi etnici che possiedono molte caratteristiche linguistiche e culturali comuni, ma con notevoli differenze economiche e socia li dovute alle differenti caratteristiche ambientali. La maggiorparte di questi gruppi popola il nord-ovest dell’isola e va sotto il nome di Igorroti, suddivisi nelle tribù degli Ibaloi,Knakana, Bontoc, kalinga, Apayo e Ifugao. I villaggi sono costruiti sulle sommità o sui fianchi dei rilievi montuosi e costituiti generalmente da capanne su palafitte con una struttura in legno e tetti a spioventi fatti con foglie della palma nipa molto impermeabili che, nelle zone meno isolate é attualmente sostituita da lamiere.Tutte le capanne poggiano su una base costituita da grandi pietre e sono prov viste di una scala che viene ritirata durante la notte, le finestre sono mol to piccole e non esistono camini per il fumo del focolare posto al centro dell’abitazione. Al centro del villaggio vi é sempre l Ato , una zona riservata alle riunioni degli anziani e dei capifamiglia, attorno cui avvengono tutte le cerimonie e le ritualità collettive, da una parte vi é ll Olog dove dormono le donne ancora non maritate.L’economia delle tribù del nord di Luzon é basata sull’agricoltura, soprattutto sulla coltivazione del riso in sommersione , i cui campi sono stati ricavati fin dall’antichità sul fianco delle montagne con grandiose opere di terrazzamento. I terrazzamenti più antichi ed evoluti sono quelli costruiti da oltre duemila anni degli Ifugao che inventarono anche un ingegnoso sistema di irrigazione sfruttando le acque provenienti dai monti. Queste eccezionali opere di terrazza mento hanno letteralmente modellato il paesaggio ciel nord di Luzon che si presenta come un interminabile susseguirsi di rilievi montuosi completamente tagliati dalle risaie che assomigliano a enormi scale dalle più suggestive tonalità di verde, considerate una delle meraviglie dell’Asia .Ogni terrazza é sostenuta da un muro a secco e, al momento della piantagione, l’irrigazione viene interrotta per poi far riprendere il flusso regolato della acqua mentre il riso comincia a crescere. La grande importanza delle risaie per gli Ifugao, li ha indotti fin dall’antichi tà alla creazione di un vero e proprio sistema legislativo ereditario che regola attentamente la fruizione del vasto complesso agricolo. E’ un diritto mantenuto da secoli con la tradizione orale e, in caso di controversie i depositari di tale tradizione sono in grado di riscostruire le linee di discendenza ereditaria risalendo fino a dodici generazioni precedenti.

Le leggi tribali

L’organizzazione sociale degli Ifugao é basata sui vincoli di parentela e sui nuclei famigliari, ma ogni villaggio possiede il proprio sistema di rap porti e leggi tradizionalmente gestiti da un consiglio di anziani che, in passato, era affiancato da un capo guerriero durante i conflitti e le spe dizioni per la caccia alle teste.Questo sistema di governo tribale é tutt’ora l’unico che regola l’esistenza degli Ifugao ed é regolato dalle riunioni periodiche di anziani e capifamiglia annunciate dal suono di un grande gong che raccoglie i membri nello spazio apposito dell Ato attorno al fuoco acceso vicino al favvi , una specie di tribuna dove si alternano gli oratori. Da una parte vi sono corna di bufalo, considerate simbolo di autorità, che al tempo della caccia alle teste erano affiancate da crani umani, simbolo dell’autorità guerriera tribale.All’Ilato é affidata l’amministrazione del villaggio e di tutte le decisioni connesse all’economia, i conflitti e le varie controversie interne. Per le maggiori controversie tra i membri della comunità viene ancora praticata una specie di l’ordalial, che consiste nel prendere una pietra immersa nell’acqua bollente e colui che tra i due contendenti che si cimentano dimostra di provare meno dolore con meno ustioni é considerato nel giusto.Tra le controversie considerate minori vi 6 l’adulterio, in tal caso il marito offeso bersaglia a lungo con uova marce la moglie e il suo amante completamente nudi al cospetto dell’intera comunità, un evento riparatrice che evita risse e faide all’interno del villaggio. Sebbene l’adulterio sia considerato una infrazione di secondaria importanza alle leggi tribali, tra gli Ifugao e le altre tribali di Luzon, il matrimonio ri veste un ruolo importante nell’ambito sociale ed é regolato da precise leggi tradizionali. Generalmente viene combinato dalle famiglie dei due sposi quando essi sono ancora bambini attraverso il Pagamento di una cifra ai genitori della fanciulla da parte di quelli del marito, pagamento che non viene mai restituito anche nel caso che la ragazza sposi un’altro quando é cresciuta, perché in tal caso il marito é considerato incapace di non aver saputo mantenere l’amore della sua promessa. Prima dell’unione vera e propria é previsto anche il cosiddetto matrimonio di prova , durante cui la futura sposa può avere tutti i rapporti che desidera con altri allo scopo di possedere maggiore possibilità di scelta sicura con altre esperienze.Dopo il matrimonio, un’altro evento importante nella vita dell’individuo é la nascita di un figlio che deve avvenire sempre senza nessuna assistenza. Dopo il parto il neonato viene lavato ritualmente nel corso d’acqua più vi cino e, tradizionalmente, gli viene praticata una specie di leggera deforma zione cranica che costituisce il primo intervento rituale a cui seguono la circoncisione e l’incisione di tatuaggi dopo pochi anni.Nella società Ifugao ogni neonato appartiene all’intera comunità e il nome gli viene assegnato dall’Ilato il cui membro più influente porta il bambino nella foresta tenendogli sospeso sul capo un bolo , il coltello tradizione le degli Ifugao, pronunciando un nome mentre incide un albero.Se dal taglio nel fusto dell’albero esce del liquido la cerimonia é favorevole, in caso contrario viene ripetuta usando altri nomi fino ad arrivare a quello che risulta giusto.Nel caso di divorzio, tutti i figli rimangono con il padre e se la donna si risposa, deve restituire la somma pagata originariamente dai parenti del primo marito, nel caso che il suo secondo consorte non sia in grado di sostenere la spesa é costretto a lavorare per un certo tempo per il primo a titolo di risarcimento. In caso di morte di uno dei due coniugi. il vedovo può risposarsi solo dopo un periodo di sette anni, mentre la vedova lo può fare solo con il consenso della famiglia del marito.

La nascita del mondo

Gli Ifugao possiedono una antichissima mitologia, comune ad altre tribù a loro imparentate, che si articola in numerose leggende tramandate oralmente, alcune delle quali relative all’origine del mondo.Secondo una di esse. in origine esistevano solo il mare e il cielo, ma un giorno il nibbio, esasperato dal fatto di non potersi mai posare, provocò un conflitto tra i due elementi alla fine del quale il cielo riusci a sottomet tere il mare facedovi piovere isole ed isolotti, cosi l’uccello mitico ebbe finalmente dove posarsi. L’origine dell’uomo invece spiegata con il mito di Lumawig, primogenito del dio Kabunian, ottenne il permesso del padre per scendere sulla terra e qi stabili nella cordigliera di Luzon. Ben presto la grande solitudine lo indusse a creare altri esseri piantando una lancia nella terra, dal cui foro usci il primo uomo a cui consegnò il coltello bolo , lo chiamò Bogan e gli ordinò di popolare la terra. L’uomo accidentalmente tagliò un bambù da cui usci una donna, allora continuò a tagliare altre piante da cui uscirono gli elementi necessari alla vita umana: il riso per mangiare, il maiale per i sacrifici, il gallo per i combattimenti , il gatto contro i topi e il cane per guardare la casa. Un giorno Bogan si accorse che la donna e gli aniamli erano fuggiti, allora Lumawig gli disse di interrompere i fiumi che scorrevano verso la pianura e, con un’immane lavoro l’uomo creò un vasto lago sul quale poté navigare con un tronco e cercare più facilmente i fuggitivi. Una volta riunitisi,Lumawíg apparve per l’ultima volta alla coppia raccomandandosi di diffondere la vita sulla terra riproducendosi e dal quel momento si sviluppò il genere umano. Ricordando l’antica leggenda, l’usanza vuole che la prima notte di matrimonio l’uomo tenga sempre acceso il fuoco della nuova casa per non perdere la sposa come accadde all’antenato mitico Bogan.Le anime dei mortiTutte le tribù di Luzon possiedono un’unica divinità chiamata genericamente colui a cui rivolgiamo le preghiere , tuttavia possiedono concezioni re ligiose e rituali diverse, solo in parte con tratti comuni.La concezione più importante é quella relativa all’anima dei defunti che, a seconda se la morte sia stata violenta o naturale vanno in due luoghi diversi. E’ indubbiamente una concezione dovuta al carattere guerriero delle genti di Luzon, per il quale la morte violenta era molto frequente e degna di stima, infatti, l’anima di coloro che cadevano uccisi in guerra o in faide, andava direttamente in cielo trasformandosi in esseri divini. Le anime dei defunti per cause naturali, invece, vanno in una località terrena dove vi é una foresta i cui alberi di notte si trasformano in capanne simili a quelle nelle quali vívevamo, con frutteti, risaie e doni offerti dai vivi a diposizione. Il culto dei defunti é una delle caratteristiche religiose comuni più impor tanti, alcune tribù seppelliscono i morti lontano dal villaggio in posizione seduta con un bambù che tiene loro la testa eretta e i sepolcri sono oggetto di offerte e riti periodici.Gli Ifugao, invece, li seppeliscono vicino la casa per qualche tempo, dopo di che raccolgono le ossa e le conservano avvolte in tessuti decorati sotto il tetto della capanna, riesumandoli periodicamente per le cerimonie funebri. Quando muore un anziano o una personalità importante gli Ifugao celebrano una cerimonia particolare che inizia con un pranzo rituale dei membri della famiglia, in passato il corpo veniva fatto a pezzi e diviso tra i vari membri, attualmente tale usanza é quasi scomparsa e il cadavere viene messo nel cavo di un tronco per essere seppellito sotto la capanna dove abitava e vicino se ne costruisce una più piccola che serve a vegliare il luogo divenuto sacro ed a impedire le profanazioni.Se poi il morto era un capo, la cerimonia dura molti giorni e viene accompagnata da una festa alla quale partecipa tutto il villaggio con offerte e grandi libagioni collettive.

Gli spiriti

Nella vita spirituale delle tribù di Luzon un ruolo fondamentale é assunto dalla credenza in demoni e spiriti che possono esercitare influen ze maligne o benigne e che occorre sempre esorcizzare o propiziare, a secon da dei casi, attraverso amuleti, offerte, sacrifici e pratiche sciamaniche. Tutti possiedono amuleti personali che per gli uomini generalmente consistono in denti di cinghiale e per le donne di serpente appese al collo o portare attorno alla testa.Nella vita famigliare, per nascite, matrimoni, malattie o morte, vengono usati vari sistemi come offerte, sacrifici di piccoli animali, pratiche scia maniche. Vi é in particolare un potente spirito maligno che cerca sempre di impedire le nascite o di uccidere il neonato, egli viene avvertito delle nuove nascite da un uccello che emette un verso particolare, quando i famigliari lo sentono chiudono ogni apertura della capanna per impedire lo spiri to di entrare, effettuano degli esorcismi e poi escono fuori per uccidere l’ uccello spia e allontanare lo spirito.Nel caso di una malattia o infermità che colpisce un membro di una famiglia, si cerca di espellere lo spirito maligno che é entrato nel corpo del malato attra verso varie pratiche,se tutte falliscono si chiama lo sciamano il quale intra prende una specie di duello con l’entità maligna che aleggia nella capanna cercando di carpirla tirando potenti fendenti nell’arla con il suo bolo , mentre recita formule magiche.Infine vi sono le pratiche magiche che coinvolgono l’intere collettività in occasione dei raccolti, le piogge, le guerre, le epidemie o le calamità naturali, tutti eventi di grande importanza nei quali intervengono gli l’anitos , gli spiriti più potenti i quali possono assumere varie forme e possono essere isa benigni che maligni.Il rito collettivo più importante rivolto agli l’anitos più potenti e alle stesse divinità, il complicato Canao che presuppone la perfetta conoscenza di tutti gli esorcismi, scongiuri e preghiere sciamaniche tramandati oralmente per generazioni. Il Canao é composto da diverse pratiche che debbono essere eseguite in suc cessione, cominciando dal gonob durante il quale si invocano gli antenati e gli spiriti benignigli spiriti benigni a cui segue il dugun durante cui si rivolgono le preghiere alle entità evocate.Gli sciamani proseguono poi con l’ ‘aiyag che serve ad invitare una di tali entità a possedere un’iniziato e manifestarsi direttamente alla collettività, infine vi é il Toball’ con cui si esorta lo spirito, attraverso l’iniziato posseduto , ad esaudire le richieste del villaggio.Durante il canao , l’essere soprannaturale evocato si manifesta progressi vamente provocando vari fenomeni tra i presenti, tra i quali quello più frequente consiste in ripetuti starnuti da parte di tutti, considerati segno positivo se avvengono durante la recita di determinate preghiere e negativo durante altre. Quando un iniziato é completamente posseduto, tramite lui lo spirito compie abbondanti libagioni delle offerte, mostrando di averle apprezzate, in tal caso tutti i presenti gli tengono compagnia mangiando carne e bevendo un alcolico ottenuto dal riso fermentato. Si crea un inebriamento collettivo accompagnato da danze rituali e canti e alla fine l’iniziato posseduto recita una preghiera finale che sancisce l’intervento benefico dell’entità evocata.

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