Haiti

Haiti

Splendida e miserabile perla caraibica travolta dalla storia e la natura impietosa


Haiti: l’isola nera

Tra le isole sulle rotte dei Caraibi  si trova il vasto territorio di Hispaniola divisa tra  l’ orientale  Santo Domingo  e la  parte occidentale di  Haiti,  popolata nel VII millennio da tribù di cacciatori e pescatori probabilmente venuti dalle coste meridionali del Messico  che avevano appreso l’ arte della navigazione, più tardi dal continente giunsero i più evoluti Taino agricoltori di stirpe  Arawak che prosperarono per secoli in ben organizzati  stati indigeni che gli spagnoli al loro arrivo chiamarono Cacicazcos , quando ne invasero il territorio scoperto nel primo viaggio di Colombo. Meno di cinquant’ anni dopo nel 1542 uscì  la Relacìon  del  religioso e grande cronista  Las Casas ove  stimava che all’ epoca della scoperta gli  indigeni  dovevano essere   almeno tre milioni,  continuando la  sua Relazione  con gli orrori del loro genocidio che descritti  accuratamente,  ridotti a schiavitù per le piantagioni, falciati da malattie importate e carestie, uccisi a migliaia coloro che si ribellavano provocandone la rapida estinzione. Con la successiva conquista del continente  con l’ invasione del  Messico e del meridionale Perù precolombiani  che allargava enormemente l’ orizzonte coloniale spagnolo , dopo un florido periodo la colonia occidentale di Hispaniola fu lasciata a sé stessa, mentre la parte orientale di Santo Domingo, accoglieva immigrati e  alcuni  divennero cacciatori essiccando la carne  in un luogo chiamato bucan dagli indigeni.  Il governatore li scacciò e si trasferirono nell’ isola   che fu chiamata  Tortuga al largo della costa occidentale.  Da pacifici cacciatori divennero i temibili bucanieri che terrorizzarono  le rotte dei Caraibi assieme ai britannici pirati e corsari  che con i temuti  cosìdetti  filibustieri si riunirono una potente confraternita  che per un paio di secoli dominò le rotte dei pirati. Furono quei bucanieri cacciati dagli spagnoli che fondarono la colonia francese di Saint Domingue ratificata nel 1697 a Ryswick  ove venne stipulato un trattato che assegnava alla Francia  il territorio occidentale di  Hspaniola , mentre alla Spagna rimaneva quello orientale di  Santo Domingo.

Dopo le esplorazioni e la colonizzazione del Nuovo Mondo nell’ America anche qui lo sfruttamento fu implacabile con le piantagioni che richiesero schiavi provenienti dalle lontane  vie africane  soprattutto da quelli che ho chiamato Paesi Vudù e così quegli antichi culti e  cerimonie divennero l’unico legame con la terra di origine  per generazioni di neri in schiavitù che sono rimaste vive nelle pratiche haitiane  del Vudù.

La nuova  colonia caraibica  alla fine del XVIII secolo era tra le più floride, poi  dalla madrepatria giunsero gli echi libertari della Rivoluzione che portarono le migliaia di schiavi haitiani alla grande rivolta del 1791 guidata dal liberto nero T.Louverture che divenne il primo governatore nero dell’ isola, poi deportato in Francia nel 1802, ma due anni dopo i suoi seguaci riuscirono a sconfiggere le truppe napoleoniche.Colui che era stato schiavo e poi condottiero  J.J.Dessalines  proclamò  l’ indipendenza del primo stato  nero al mondo nel 1804, ma in quel primo anelito di libertà vi era già il morbo autoritario che ha condizionato tutta la storia successiva, giacchè un anno dopo si attribuì il titolo di imperatore inaugurando la lunga successione di dittatori e colpi di stato. Il primo che lo depose fu guidato da H.Christophe  che nel 1811 rifondò il suo regno nel nord, a sua volta in contrasto per il potere con l’altro congiurato  A.Pètion che proclamò la repubblica nel sud vagamente ispirata ai movimenti indipendentisti sudamericani di Bolìvar. Alla sua morte gli successe J.Pierre Boyer nel 1818 che riunificò il paese due anni dopo conquistando l’ effimero regno settentrionale di Henry Christophe finito suicida e governò per trent’anni fino all’ esilio e l’ascesa al  potere  di F.Soulouque. Nel frattempo era iniziata anche la pesante ingerenza degli Stati Uniti con il suo presidente Jefferson convinto schiavista  che non poteva riconoscere un paese che s’ era comunque liberato di quel  giogo stabilendone un embargo ante litteram di ogni commercio con esso coinvolgendo Francia e Spagna ad isolare e non riconoscere lo stato haitiano.

La  storia di questo paese  continuò come Haiti che dal 1843 per settanta anni ebbe ben ventidue dittatori fino al 1915  quando fu occupata dagli Stati Uniti che ne presero il dominio per i successivi trenta anni, mantenendone il controllo prima con l’ elezione del colonnello Magloire nel 1949 che ne era il fidato fantoccio anticomunista e poi con il dittatore Duvalier otto anni dopo che inaugurò il suo regime di terrore con la  milizia sanguinaria dei sinistri  Tonton Macoute. Era noto come papa doc e la sua incontrastata dittatura continuò fino alla morte nel 1971, successore fu  il figlio Jean Claude, che ne divenne l’ erede come il presidente a vita soprannominato  baby doc , ma fu deposto da una rivolta nel 1986 e dopo quattro anni di caos fu eletto J.B.Aristide spodestato dai militari con un  che portò al potere  Il generale Raoul Cèdras  per una breve dittatura prima del ritorno di  Jean-Bertrand Aristide di nuovo spodestato ed esiliato con un altro  colpo di stato nel 2004, per la pressione internazionale fu istituito un governo provvisorio con la presidenza di Latortue, seguito nel2011 dalla presidenza del  musicista  M.Martelly e con le elezioni del 2016 è stato eletto  J.Moise.

Ricordando Haiti                                    

Anche qui un tempo era meta di  viaggio con  le coste  che si inseguono tortuose  tra due penisole separate dal  Golfo Gonâve affacciato sull’ omonima isola e le altre due  Cayemites, mentre la più grande Tortuga è al largo della costa settentrionale e  a sud si allunga la penisola montuosa del Tiburon. Da esse  si innalzano catene montuose ove emerge  il  massiccio di La Selle  con l’ omonima vetta più elevata si 2680 metri, si inseguono tra profonde vallate, pianure e foreste  solcate da piccoli fiumi e dal maggiore Artibonite. Dappertutto  il clima è tropicale con minime  variazioni tra l’ inverno e l’  estate, più fresco sulle montagne, con piogge abbondanti in primavera  ed autunno, mentre in estate  avanzata fino a novembre incombe la minaccia degli uragani. Poi il  devastante terremoto del 2010 ha spazzato via tutto seguito da una spaventosa epidemia che ha contagiato centocinquantamila persone lasciate in condizioni indicibili e uccidendone oltre trentamila, poi sconvolto sei anni dopo dal terribile uragano dai catastrofici effetti che è stato battezzato Matthew. Si partiva da  Port-au-Prince , vasta,  caotica e poverissima capitale che dal vecchio centro colonialesi stende per  miserabili bidonville, ma della sua storia ne rimane ben poco  dopo il devastante  terremoto del 2010, così come  di quello che era il vicino sobborgo residenziale di  Pètionville da dove si poteva iniziare a viaggiare nell’ isola. Verso nord passando per la storica Gonaìves  raggiungendo il settentrionale Cap-Haitìen che si lasciava ammirare con le sue fortezze e le magnifiche spiagge.Più oltre  Pt-de-Paix  dall’ affascinante  costa un tempo dominata dai pirati con al largo la celebreTortuga che ne era l’ isola da dove partivano le avventurose scorrerie caraibiche, bordata da spiagge affacciate sul mare cristallino. Se ne trovano bellissime anche nella penisola meridionale tra Jacmel e quelle affacciate sulla barriere coralline di Les Cayes , proseguendo ad ovest fino a Jèrémie da dove si raggiunge la splendida  Ile-a-Vache che fu covo di pirati e corsari, devastata anch’ essa dall’ uragano come la vicina città di Pt Salut  bordata da lunghe spiagge candide  ridotta ad un cumolo di  rovine .

Un’ isola popolata dai discendenti di schiavi africani, poi sfruttata e sottomessa, dilaniata da lunghe dittature Haiti , sconvolta da terremoti e urgaani, è uno dei paesi più poveri del mondo, qui la gente parla francese, ma tra loro gli haitiani si esprimono in creolo, così come  prega nelle chiese cattoliche, ma ne rimane radicata l’ antica anima dei  Paesi Vudù  da dove provengono gli antenati e ad essa si rivolgono per cercare in quei  rituali  qualcosa che non trovano altrove.

 

© Paolo del Papa, Caraibi:Haiti la perla nera

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