Indiani d'AmericaPopoli Americani

Indiani Cheyenne

Si definivano Nostro Popolo i Cheyenne che hanno cercato di difendere la loro secolare cultura e libertà nelle grandi pianure nordamericane.

Nostro Popolo Cheyenne

Oltre i territori un tempo dominati dalle nazioni indiane del grande nord poco a sud si stendevano quelli delle varie popolazioni e tribù delle pianure centrali come la confederazione dei Piedi Neri, i Crow e gli Arapaho, le Tre Tribù degli Arikara, Mandan e Hidatsa, il popolo degli Shoshoni e più meridionali Signori delle Pianure Comanche che condividevano quelle vaste regioni con la grande Nazione Sioux e i Cheyenne.

Si chiamavano Nostro Popolo Tsistsistas, il nome Cheyenne deriva dalla lingua Dakotan dei Sioux che li definivano Shahi-ye-na o il Popolo che parla straniero che univa le due grandi tribù Tsé-tsêhéstâhese e Só’taa’e dalla simile storia, tradizioni e lingua Tsisinstsistots. Quando migrarono dai territori settentrionali nelle Grandi Pianure si divisero in nord Cheyenne che si definivano Notameohmésêhese, mentre gli Heévâhetaneo’o erano le tribù del sud, le tre originarie dei Masikota, i Só’taeo’o e gli Heviqsnipahis si unirono come Popolo dal simile Cuore Tsé-tsêhéstâhesee, continuando a mantenere l’ unità tribale si estesero nelle altre grandi comunità dei Só’taeo’o settentrionali e meridionali, gli Ôhmésêheseo’o, gli Oévemana del nord e del sud, i Wotápio, gli Hisíometanio, gli Oqtóguna e gli Háovôhnóva, In ognuna delle dieci comunità erano nominati quattro capi, mentre altri quattro erano i consiglieri. Il mito vuole che la divinità suprema Ma’heo’o concesse al profeta Tsotstshéstâhese le frecce sacre Mahuts da portare agli antenati fondando le società guerriere Monêsóonetaneo’o guidate dai combattenti più valorosi come quella dei bellicosi Hotamètaneo’o chiamati Cani Pazzi , mentre le tribù erano governate da un Consiglio di quarantaquattro Capi di Pace. Oltre a decidere i conflitti e organizzare i guerrieri, il consiglio si riuniva per rispettare le tradizioni e dirigere le cerimonie affidate ad un capo Nótȧxévėhoneve sulle indicazioni di un saggio Uomo Medicina che stabiliva le ritualità con danze e canti cerimoniali nótȧxénootȯtse.

Nel XVII secolo dai territori popolati dalle nazioni indiane del grande nord vennero guidati dal capo Hóheeheo’o in quelli tra il Minnesota e il North Dakota fimo a raggiungere il fiume Missouri, mentre alcune tribù si fermarono nella regione del Mille Lacs ove nel secolo successivo furono spinti a sud dai Chippewa, come vennero chiamati dai primi coloni britannici gli Ojibwe, raggiungendo anch’ essi la regione attraversata dal fiume Missouri popolata dalle Tre Tribù Mandan, Hidatsa e Arikara ove i Cheyenne ne appresero cultura e tradizioni. Nel 1830 durante un conflitto con i Pawnee Skidi i guerrieri Cheyenne portavano le Quattro Frecce Sacre Mahuts sul campo di battaglia che dovevano assicurare la vittoria, ma in uno scontro i nemici celebrarono la cattura dei Mahuts ricordato come un grande evento di sciagura che fece abbandonare il campo di battaglia per tornare ai loro villaggi. Nelle loro migrazioni furono in contatto anche con gli altri indiani delle pianure centrali Piedi Neri, Crow e Arapaho, per poi raggiungere la regione delle Black Hills che chiamarono Mo’ȯhta-vo’honáaevada dove vennero spinti ad ovest entrando in conflitto con i Lakota della grande nazione Sioux . Agli inizi del XIX secolo si allearono con una delle grandi tribù delle pianure centrali che si definivano Popolo del Cielo e che chiamarono Hetanevo’eo’o noti poi come Arapaho, espandendo il loro territorio tra il Montana meridionale, il Wyoming, il Colorado orientale, il Nebraska e il Kansas occidentali, dove furono incontrati da alcune esplorazioni del nord ovest.

La cultura delle Pianure

Come per tutte le altre popolazioni indigene nordamericane la visione religiosa si fondava sull’ Animismo che assegna energia vitale e spirituale ad ogni cosa e luogo emanata dal Grande Spirito, l’ essere supremo che i Cheyenne chiamavano Maheo. Nell’ universo creato Hestanov, il mondo era diviso in sette livelli intersecati dallo spirito Maiheyuno nelle in direzioni dei punti cardinali, quello conosciuto era popolato dagli spiriti ed entità sovrannaturali maiyun dalla loro sacralità relativa alla divinità creatrice Ma’heo’o, manifestati da alcuni animali e piante rappresentati simbolicamente nelle cerimonie non solo come religiosità, ma anche come manifestazione della vita tribale.

Il saggio sciamano Motzeyouf chiamato Sweet Medicine, che profetizzò alcune vicende nella storia Cheyenne compreso l’arrivo di uomini bianchi venuti da lontano, ebbe da Maheo le quattro Sacre Frecce Mahuts , due per la guerra e due per la caccia, in una grotta all’interno della montagna sacra Novavose a Bear Butte ove venne celebrata per la prima cerimonia del Massaum che per cinque giorni rievoca la creazione del mondo mentre le Sacre Frecce vengono purificate per rinnovare la creazione. Da Maheo venne anche il sacro Copricapo della Medicina Isiwun che assieme alle Sacre Frecce Mahuts divennero i simboli più venerati e oltre ai saggi custodi di quelle reliquie le ritualità venivano dirette da sciamani e uomini medicina con poteri religiosi o di guarigione. Oltre alle cerimonie per il rinnovo delle Sacre Frecce Mahuts e quella dedicata all’ Isiwun , vi era l’ Hoxehe-vohomo ‘ehestotse consacrata alla Casa della Nuova Vita celebrata con la Danza del Sole che i Lakota chiamavano Wiwanyag Wachipi, diffusa tra gran parte del popoli indigeni nelle culture delle Pianure , così come altre cerimonie e danze rituali dei Cheyenne. Quando si nasce Ma’heo’o conferisce il dono del respiro omotomo e la spiritualità mahta’sooma che durante la vita si accrescono anche con la protezione e guida del proprio spirito animale , diminuendo poi nella vecchiaia fino a quando il mahta’sooma lascia il corpo e l’ omotomo cessa provocando la morte.

Lo spirito del defunto si libera viaggiando verso la lunga Via Lattea al campo dei morti Seana, se morto male o peccatore non redento percorreva la più breve Via del suicidio, e i malvagi sarebbero tornati sulla terra come spiriti maligni, così che solo seguendo la buona vita si poteva avere una buona morte. Come per le altre popolazioni l’ esistenza era intimamente legata alla spiritualità e la ritualità fondata sullo sciamanesimo che permetteva la comunicazione con il mondo sovrannaturale e gli spiriti attraverso le pratiche e ritualità dello sciamano capace di entrare il quel mondo per cercare le soluzioni alle avversità, comunicava con il sovrannaturale nel mistico percorso del Viaggio spirituale che avveniva in diversi riti cerimoniali iniziatici come quello della visione da interpretare come guida nel mondo degli spiriti, ma anche come ricerca interiore per trovare la via nella vita nella guarigione dello spirito.

Uno sciamano era anche quello che si definiva l’ uomo medicina capace di curare il corpo e lo spirito delle persone, esercitando i suoi poteri nella capanna della casa medicina, portava gli amuleti e oggetti simbolici del potere soprannaturale che solo lui poteva utilizzare in una sacra sacca ove conservava anche le piante curative come depositario dei tramandati segreti della tradizionale erboristeria. La spiritualità Cheyenne era in parte simile alla Mitologia e ad alcuni dei più significativi riti Lakota, come l’ uso cerimoniale del calumet, la pipa sacra che per i Sioux fu portata dalla dea del Bufalo Bianco Ptesànwin , la grande cerimonia che iniziava avvolti dai vapori della capanna sudatoria ove avveniva il rituale della purificazione chiamato Inipi dai Sioux per le iniziazioni, eventi importanti o guarigioni e che venne conosciuta dai bianchi come la cerimonia dello Sweat Lodge. Oltre ad altri rituali si tenevano le grandi riunioni tribali e cerimoniali Pow wow e varie danze invocative e propiziatici per eventi della comunità, le stagioni di caccia e la guerra come quella celebrata dalla temibile società guerriera dei Cani Pazzi che vennero chiamati Dog Soldiers . Prima di divenire sciamano era un guerriero di quei Cani Pazzi, il saggio uomo medicina noto come capo Porcospino che nel 1890 introdusse la nuova religione della Ghost Dance fondata dal mistico predicatore dei Paiute Wovoka.

Le Guerre Cheyenne

Il trattato stipulato con i bianchi detto di Medicine Lodge confinava Cheyenne meridionali e Arapaho nelle miserabili condizioni della riserva, ma le tribù che non volevano piegarsi iniziarono ad attaccare i coloni invasori lungo la pista dell’ Oregon e nel 1864, l’agente del centro postale dove passava la ferrovia a Leavenworth in Kansas lamentava assalti al treno chiedendo l’ intervento militare del generale Samuel Curtis , così come fece il governatore del Colorado John Evans e i responsabili di altri centri che si sentivano minacciati sulla via dell’ Oregon Trail. Nel frattempo alleandosi ai Sioux i Cheyenne iniziarono con scorrerie ed incursioni lungo il fiume Platte contro i coloni e gli allevatori, interrompendo i collegamenti verso Denver sulla Platte Route , mentre le truppe del generale Curtis erano impegnate ad est nella guerra civile che infuriava in quel periodo, fu deciso l’ intervento militare contro gli indiani iniziando la prima delle guerre Cheyenne nel territorio del Colorado per due anni dal 1863.

Coloni e milizie ben armati affrontarono i guerrieri Cheyenne ed Arapaho nella guerra del Colorado e nelle regioni limitrofe contro i Kiowa e più a sud contro i Signori delle Praterie Comanche, mentre i guerrieri della grande nazione Sioux Dakota impegnarono l’ esercito statunitense lungo la parte meridionale della valle ove scorreva il Platte interrompendo i collegamenti su tutta la regione orientale attraversata dall’ Overland Trail. Contro i guerrieri delle tribù Cheyenne in quella guerra del Colorado vennero impegnate truppe di volontari nella e reparti cavalleria comandati dal famigerato Jonh Chivington che con il suo terzo reggimento fu il vile protagonista dell’ attacco di un inerme villaggio a Sand Creek massacrando anziani, donne e bambini. Alla fine di novembre del 1868 a Washita fu consumato un’ altro eccidio attaccando Il pacifico campo del capo Motȟvatȟ Black Kettle che rimase ucciso assieme a gran parte della sua gente in un altro massacro di inermi indiani difesi da pochi guerrieri che venne definito come la battaglia di Washita ad opera del settimo cavalleria statunitense comandato dal sanguinario colonnello George A.Custer, deportando i pochi sopravvissuti. Assieme ai Sioux di Tatanka Yotanka Toro Seduto e il grande capo Tashunka Uitko Cavallo Pazzo che ne guidò i guerrieri, i Cheyenne vendicarono gli ignobili eccidi in Montana a Little Bighorn affrontando la cavalleria di Custer nell’ epica e vittoriosa battaglia dove ad attenderli non c’ era gente inerme, ma valorosi guerrieri che abbatterono lui e i suoi soldati.

Dopo la vittoria indiana a Little Bighorn il governo statunitense umiliato inviò numerosi contingenti a braccare i Cheyenne che resistettero fino ad essere costretti alla resa nel 1877 finendo confinati nelle riserve, da quella vicino a Fort Sill in Oklahoma fuggì la gente guidata dai capi Ohkohmgache detto Piccolo Lupo e il celebre Tahmelepashme chiamato dai Sioux Coltello Spuntato e noto come Mornig Star per tornare in loro territori in Wyoming in un epica marcia di quasi tremila chilometri inseguiti da diecimila soldati e seimila volontari. I poco più che trecento Cheyenne si separarono tra quelli guidati da Piccolo Lupo che continuarono verso il Tongue River in Montana e gli altri che seguirono Morning Star per la riserva dei Sioux Oglala in South Dakota, nel tragitto vennero raggiunti in Nebraska dai soldati che li inseguivano e subirono un’ altro massacro che non risparmiò donne e bambini a Fort Robinson, i centocinquanta sopravissuti e imprigionati morirono di freddo e stenti e ne rimasero solo sette compreso Morning Star che alla fine riuscirono a ricongiungersi con Piccolo Lupo, nel frattempo il cinque settembre nello stesso Fort Robinson era stato assassinato il grande capo Sioux Tashunka witko Crazy Horse che rimase nella leggenda di Cavallo Pazzo.

Capi e guerrieri del popolo Cheyenne

Quando entrarono in conflitto con i bianchi invasori dei loro territori, la storia del popolo Cheyenne è raccontata dalle gesta dei loro capi che hanno cercato di resistere con valore ad un mondo così diverso che avanzava per travolgere inesorabilmente la loro secolare libertà nelle Grandi Pinure. Vóóhéhéve o Tahmilaphèsni era capo dei Cheyenne settentrionali nord Notameohmésêhese che fu onorato con la denominazione Stella del Mattino e noto anche come il capo Coltello spuntato Dull Knife tra i Sioux. Nel 1868 con il nome di Morning Star rappresentò la sua tribù nel trattato stipulato a Fort Laramie che non venne poi rispettato dal governo e dopo la vittoriosa battaglia combattuta a Little Bighorn nel 1876, consolidò l’alleanza con i Sioux contro l’esercito statunitense, nel novembre del 1876 venne sconfitto a Bates Creek In Wyoming assieme al capo Ohkomhakit Piccolo Lupo e gran parte della sua gente venne deportata in Oklahoma.

Noto come Frecce di Medicina Fronte di Pietra fu capo e custode delle Frecce della Medicina dal 1850 fino alla sua morte e chiamato dai bianchi Medicine Arrows suocero di Tall Bull Toro Alto. Capo dei Cheyenne meridionali Hotóa’ôxháa’êstaestse e chiamato Tall Bull , guidava i temibili guerrieri Cani Pazzi conosciuti dai bianchi come Dog Soldiers che si scontrarono valorosamente più volte con l’esercito americano fino alla battaglia combattuta a Summit Springs nel luglio 1869 in Colorado dove rimase ucciso dalle truppe comandate d al maggiore Frank North. Red Armed Panther chiamato anche Red Sleeve o Pantera Rossa faceva parte del Consiglio dei Quarantaquattro, come tra i Cheyenne era noto il loro grande Consiglio tribale , nel 1864 con la sua gente seguì quella del capo Piccolo Lupo nel territorio sud orientale del Montana Tsėhéstáno come era definita la riserva Nord Cheyenne dove rimase come abile guida scout dal centro di Fort Keogh nella riserva. Venne chiamato Barba grigia il saggio Uomo medicina e capo di una tribù dei Cheyenne meridionali che dopo la guerra del Red River vide la sua gente rinchiusa nelle riserve mentre veniva detenuto nel carcere di Fort Marion dove venne imprigionato anche il valoroso Ho-na-nist-to Lupo che ulula, capo guerriero della tribù meridionale guidata dal capo Black Kettle Pentola Nera e tra i pochi sopravvissuti al massacro della sua gente nel 1864 sul fiume Sand Creek in Colorado, dopo la prigionia raccontò il suo popolo nei dipinti della nuova forma artistica indiana chiamata art Ledger.

Anche Vé’ho’énȯhnéhe che significava Uomo bianco zoppo Lame White Man sopravvisse a quel massacro di Sand Creek che, come altri vendicò nella vittoriosa battaglia di Little Bighorn dove fu l’ unico tra i capi guerrieri a rimanere ucciso, onorato come Lupo dal Cuore Matto per il suo coraggio e audacia anche nel suo ultimo scontro, ma sempre ricordato come il valoroso Lame Man dai discendenti. Di Stella del Mattino Dull Knife e gli altri condottieri era contemporaneo e altrettanto valoroso il capo Vóhko’xénéhe dei Cheyenne settentrionali chiamato anche pipistrello Sautie e detto Naso Romano, da giovane fu valoroso guerriero nella guerra del Red River divenendo poi leggendario per il suo valore tanto che l’ esercito statunitense lo credeva capo di tutti i Cheyenne chiamandolo Roman Nose. Temuto e invincibile nelle sue incursioni tra il Wyoming meridionale , la valle del Platte in Nebraska e l’ ovest del Kansas per vendicare il vile massacro di Sand Creek e dopo molte vittorie rimase ucciso nella battaglia combattuta a Beecher Island nel settembre 1868 sul fiume Arikaree in Colorado. Ohkomhakit Piccolo Lupo era già celebre come onorato capo del consiglio Cheyenne settentrionale Só’taeo’o e divenne un famoso capo guidando i suoi guerrieri nelle guerre delle pianure contro l’ esercito statunitense, distinguendosi in quella del Bozeman Trail durata due anni dal 1866 che prese nome dal suo condottiero e grande capo Sioux Nuvola Rossa e anch’ egli costretto al trattato con il governo stipulato nel 1868 a Fort Laramie. Protagonista poi nel 1868 con la sua gente della lunga marcia dalla riserva in Oklahoma per tornare ai territori espropriati noto come Esodo Cheyenne delle tribù settentrionali noto anche come Dull Knife’s Raid.

Una parte fu fermata e costretta al confinio nella riserva in Oklahoma chiamata South Cheyenne mentre durante la marcia nell’ inverno del 1878 l’ esercito statunitense ne intercettò altri centocinquanta portandoli a Fort Robinson nel Nebraska occidentale da dove tentarono di fuggire, subito inseguiti dai soldati molti furono uccisi in quello che viene ricordato come il massacro di Fort Robinson. Awoninahku o Orso Affamato Lean Bear era un capo Wapiuut del Consiglio tribale dei Cheyenne meridionali, che doveva trattare con il governo per fronteggiare l’ invasione dei coloni nei loro territori , fu protagonista del trattato stipulato a Fort Wise e incontrò anche il presidente Lincoln nel 1863, ma l’ anno dopo venne ucciso tradimento senza motivo da un contingente della Cavalleria del Colorado comandato dal tenente George Eayre. Anche Hō-hăn-ĭ-no-o Little Rock era capo del Wutapiu per anni combattente contro i nemici della sua tribù, divenuto poi sostenitore della pace con i coloni bianchi e fu tra i capi che stipularono il trattato di Medicine Lodge nel 1867. Pensava impossibile la vittoria contro i bianchi, in varie occasioni cercò di mediare tra la sua tribù e il governo, ma subì l’ attacco e il massacro della sua gente a Sand Creek nel 1864 , seguito quattro anni dopo da quello altrettanto vile di Washita che anche quella volta no risparmiò vecchi, donne e bambini. Durante l’attacco cercò di proteggere donne e bambini in fuga rimanendo ucciso, la moglie Skunk Woman, la sorella chiamata White Buffalo e un’altra sorella sopravvissero assieme alla figlia Mo-nah-se-tah e la madre che vennero imprigionate a Fort Supply in Oklahoma. Éše’he Ôhnéšesêstse Due lune fu uno dei capi Cheyenne che prese parte nel 1876 alla battaglia che fu detta del Rosebud in Montana e poco dopo fu con i suoi guerrieri nella vittoria a Little Bighorn , combattendo l’ anno dopo nel suo ultimo scontro dove venne sconfitto a Wolf Mountain costretto alla resa trattata con l’ esercito statunitense a a Fort Keogh .

Divenuto guida e scout indiano per il generale che lo aveva sconfitto Nelson Miles, in Montana fu nominato capo della riserva Tsėhéstáno dei Nord Cheyenne trattando anche la resa dei guerrieri guidati da Little Cow. A-che-kan-koo-eni Little Shield fu valoroso condottiero dei guerrieri Dog Soldiers Cani Pazzi a Little Bighorn, l’ anno dopo in seguito alla sconfitta di Dull Knife i valorosi guerrieri Sioux guidati dal leggendario capo Crazy Horse Cavallo pazzo furono costretti alla resa stipulata a Fort Robinson , poco dopo anche i Cheyenne di Piccolo Lupo Litle Wolf , Alce in Piedi Standing Elk e Maiale Selvatico Wild Hog si arresero con un migliaio di guerrieri a Fort Keogh, seguiti dai trecento di Due Lune e la banda di Little Shield.

Anche Kâhamâxéveóhtáhe Wooden Leg Gamba di legno con i suoi guerrieri partecipò alla battaglia di Rosebud e alla vittoria del Little bighorn scontrandosi con il reggimento di cavalleria comandato da Marcus Reno, nel novembre del 1876 combatté, nella battaglia a Red Fork sul Powder River in Wyoming assieme a Ohkomhakit Piccolo Lupo Little Wolf e Vóóhéhéve Mornig Star Dull Knife che vi perse tre figli. Dopo la sconfitta venne confinato nella riserva meridionale che lasciò con la sua famiglia per quella di Pine Ridge in South Dakota, a trent’anni da Little Bighorn nel 1903 raccontò la sua storia all’ agente indiano Thomas B. Marquis che venne pubblicata con il titolo A Warrior Who Fought Custer . Come altri capi dopo l’ impari confronto con il preponderante esercito statunitense nel 1878 Ho’néhevotoomáhe Lupo Robe con la sua gente fu costretto a lasciare il territorio tribale per il confinio nella riserva Cheyenne nell’Oklahoma occidentale assieme alle tribù Arapaho delle pianure centrali.

Tra coloro che hanno cercato un’ impossibile convivenza con i bianchi è rimasta nella memoria Cheyenne fu Mis-stan-stur Owl Woman o Donna Gufo, figlia Wakinyan Ska Tuono Bianco capo dei Wazhazha e saggio uomo di medicina Custode delle Frecce, sposò il mercante e allevatore bianco William Bent che aprì i commerci sulla via settentrionale della Santa Fe trail e con lui si adoperò per tenere rapporti pacifici con i bianchi dal centro di fondato a Fort Bent. Come altri indiani anch’ essa portatrice di pace con l’ arroganza degli invasori che solo i guerrieri hanno cercato di arginare in un impari resistenza all’avanzata di un mondo distante che li ha travolti.

Le donne guerriere

Anche le donne Cheyenne fuorono a fianco dei guerrieri lottando contro gli invasori, come la leggendaria Buffalo Calf o Road Woman ricordata come la guerriera che salvò il suo fratello ferito all’ inizio della battaglia poi nota come Rosebud combattuta nel giugno del 1875 in Montana assieme ai Sioux guidati dal grande capo Cavallo Pazzo. Con il suo eroismo riuscì a far radunare i guerrieri che sconfissero le truppe del generale Crook e la vittoriosa battaglia in suo onore venne chiamata lo scontro dove la ragazza ha salvato suo fratello o del Bocciolo di rosa Rosebud. Poco dopo assieme al marito Black Coyote fu valorosa guerriera con i Cheyenne alleati ai Sioux Lakota e gli Arapaho nell’ epica e vittoriosa battaglia combattuta a Little Bighorn dove si dice che fu lei a far cadere da cavallo il famigerato George A.Custer che vi perì assieme ai suoi uomini dopo essersi macchiato di crimini e massacri contro la sua gente. Oltre ad altre donne valorose nei racconti di quel popolo è ricordata Mochi della banda Tse Tse Stusdei Cheyenne meridionali guidata da suo marito Medicine Water ed era nel campo di Black Kettle quando il 29 novembre 1864 venne attaccato dalle centinaia di soldati della Cavalleria del Colorado comandati dal colonello Chivington che si scatenarono nell’ infame e sanguinario massacro consumato a Sand Creek, mentre venivano ammazzati senza pietà anziani, donne e bambini vide uccidere la madre e mentre stava per essere violentata prima di venire uccisa anche lei come tutte le donne del villaggio, sparò ad un soldato con il fucile del nonno caduto. Riuscì a scampare al’ eccidio e divenne una valorosa guerriera per il decennio successivo combattendo contro i bianchi.

Come gran parte degli indiani d’America anche i Cheyenne si sono battuti per la loro libertà mantenendo fino all’ ultimo l’antica fierezza che ha unito questo popolo, rimasta solo nella memoria dei loro canti.

 

O tutti voi che siete morti tanto tempo fa,non siamo che bambini indifesi di fronte a voi.Nulla sappiamo, tremiamo di paura di fronte alle cose del mondo. Venite a noi, e non ci sentiremo soli nella notte.”

 

Articoli Affini

Ti interessa?

Close
Back to top button