EsplorazioniAntichi

Annone

Nel quinto secolo Erodoto parlò per primo degli ignoti territori oltre il deserto del Saharae raccontò che cent’ anni prima il faraone Necao II inviò una spedizione con alcune navi di abili navigatori Fenici dal mar rosso che fece rotta lungo le coste del continente e in tre anni vi girò attorno fino alle Colonne d’ Ercole tornando nel Mediterraneo. Si disse poi, e ne accennò Posidonio secoli dopo, che Eudosso di Cizico ripetè la leggendaria impresa della spedizione partendo dall’ Arabia Sabea estesa tra lo Yemen e l’ omanita Dhofar per seguire le coste dell’ Africa orientale all’ estremo capo meridionale che superò per entrare nel versante atlantico e risalirlo fino alle colonne. Mentre Erodoto raccontava le sue Storie, i navigatori Fenici e poi i vascelli di Cartagine s’erano avventurati da tempo in quell’ oceano tenebroso oltre il mito delle Colonne d’Ercole aprendo nuove rotte e fondando le loro colonie africane. Poi ne fece periplo l’ ammiraglio cartaginese Annone che partì con sessanta navi oltre le colonne lungo quelle coste per rinvigorirne le colonie e fondarne di nuove. Navigò lungo le coste atlantiche del Marocco dove fondò la prima sulla foce del fiume Sebou, lasciate navi e uomini proseguì sulla litorale tra il centro di Kenitra e capo Beddouza a Ra’s Cantin ove eresse un tempio a Poseidon per propiziare la sua spedizione sulle ignote coste occidentali. Poco oltre i cartaginesi trovarono paludi con animali selvatici ed elefanti, proseguendo fondarono le colonie di Karikon Teichos, Gytte, Akra, Melitta e Arambys lasciandovi uomini e navi, giunsero alla foce del Draa che chiamò Lisso, forse ispirati alla colonia di Lixus ne’ pressi di Larache ove si fantasticava fosse il mitico giardino delle Esperidi. Di li’ l’ ammiraglio Annone prese come guide indigeni berberi imparentati ai Garamanti che già dominavano la via dei carri nell’ antico Sahara, continuando oltre il capo Bojador, osservando la costa trasformata nel deserto che affacciava nell’oceano e vi scoprì una baia fondando l’ultima colonia sul desertico litorale di quello che poi fu il wadi al-dhahab nel Rio de Oro. Lasciati altri uomini e navi decise di proseguire più a sud con due vascelli e scoprì la foce d’un fiume popolato da coccodrilli ed ippopotami e lo risalì incontrando popolazioni ostili mentre penetrava nel teritorio di quello che fu poi il Senegal, forse raggiunse i giacimenti auriferi del Bambouk, ma descrive vagamente l’ultimo tratto nella risalita del fiume per tenere segreta la scoperta. Riprese il mare superando Cacp Verde e in due settimane i cartaginesi arrivarono alla foce del Gambia proveniente dalla foresta popolata da tribù che nella notte accendevano grandi fuochi intimorendo i marinai, più oltre trovarono la foce del Geba e davanti al Corubal scoprirono le isole chiamate Boloma poi dette Bissagos. Anche lì si impressionarono dei fuochi e rulli tamburi nella notte che ripresero il mare nel timore di essere attaccati, il navigatore continuando il costeggiamento della Guinea nel suo Periplo annota lo spettacolo del vulcano Kakulima chimandolo Carro degli Dei, poi raggiunse la costa del Camerun forse avventurandosi nel Dja popolato da gorilla raccontando di selvaggi interamente coperti da lunghi peli, forti e aggressivi e ne uccisero tre per riportarne le pelli a mostrare quali strane creature popolavano quei territori ignoti, poi s’accenna a piccoli uomini neri che potrebbero essere antenati dei Baka. La spedizione dal Golfo di Guinea per mancanza di scorte tornò indietro, ma Annone consegnò alla storia la descrizione della prima grande esplorazione della costa occidentale africana nel suo Periplo, era giunto laddove mai nessuno aveva osato avventurarsi. Cartagine difese le sue colonie e i territori scoperti con la sua potente flotta sbarrando il mito delle Colonne d’Ercole e l’ accesso all’ Atlantico le cui rotte rimasero ignote per secoli in quell’ oceano tenebroso.   Photo gallery: Africa North West

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