Persepolis e Fars

Fin dal V secolo a.C. la Via reale persiana giungeva nella regione centro sud occidentale del Fars con il percorso che collegava le capitali dell’impero achemenide tra Susa e Persepoli, ed è stata la culla della sua civiltà lasciando i suggestivi resti nella monumentale e decorata architettura Achemenide dal V al III secolo a.C. fino all’invasione di Alessandro il Grande, dopo lunga decadenza dei vari centri dal II secolo d.C. la regione risorse con i vari centri nel nuovo stile dell’architettura Sasanide.
Persepolis
“il grande Dario re dei re su queste terre, figlio di Istaspe l’Achemenide dice: Questo è il regno che io possiedo..dalla Sogdiana fino all’Etiopia, all’all’India e fino a Sardi che Ahuramazda, il più grande Dio, mi ha donato. Ahuramazda protegga
me e la mia famiglia reale” Recita l’iscrizione in persiano, elamita e akkadico cuneiforme su quattro tavolette d’oro e d’argento rinvenute nel palazzo Takht-e Jamshid di Persepolis. Sorgeva nell’arido altopiano del Fars, territorio a lungo centro della più estesa e potente civiltà nell’antica Persia e dall’inizio del V secolo a.C. cuore del vasto impero della dinastia Achemenide come una delle meraviglie del mondo antico fin dalla sua fondazione come Pàrsapura la città di Persepolis, fu scrigno della cultura e la raffinata arte nel periodo Achemenide, fu poi estesa dal sovrano Dario I con palazzi, templi e giardini come centro di potere culturale e Persepolis, divenne una delle cinque capitali del vasto impero Achemenide rimasta splendida con i successivi potenti i Shahanshah o Re
dei Re dinastici fino al III secolo a.C.. quando l’impero dell’ultimo sovrano Dario III fu travolto e l’antica splendida capitale devastata dall’incontenibile armata di Alessandro alla conquista dell’Asia. L’antica Pârsa a lungo dimenticata tra gli aridi altipiani del Fars ha lasciato i suoi resti nel vasto sito di Persepoli che ricordo di muta suggestione riscoprendo la memoria di quella che fu la splendida capitale persiana dichiarata patrimonio storico e culturale Unesco di Persepolistra gli iraniani che ancora le rendevano omaggio in memoria del loro antico orgoglio di persiani, sopravvissuto alla più recente storia. Salendo la monumentale Scalinata dalle rampe con i bordi decorati, oltre la maestosa la porta delle Nazioni edificata da Serse, si accede alla vasta piattaforma su quattro livelli ove si eleva la grande terrazza centrale di Persepoli
che ospita i vari palazzi imperiali. Attraverso una sala dalle colonne con capitelli a forma di un doppio toro, la suggestiva porta delle _Nazioni portava al monumentale palazzo reale Apadana di Dario e Serse, dalla vasta corte al centro tra le colonne su basi a forma di loto, si accede dai lati settentrionale e orientale con le due scalinate monumentali decorate da rilievi di feste cerimoniali e processioni di notabili delle ventitré nazioni dominate dagli achemenidi recando i loro tributi. Adiacente al monumentale Apadana, sul lato orientale l’edificio che ospitava con la sontuosa sala del Trono iniziata da Serse e completata da Artaserse, detto palazzo delle 100 colonne che rappresentano il più alto livello artistico e stilistico della colonna persiana, il portico di accesso settentrionale tra
due grandi tori di pietra, i lati sud e nord decorati da rilievi che raffigurano il sovrano nell’esercizio del potere ad ovest ed a est mentre combatte contro esseri mitologici. Continuando per gli altri palazzi imperiali di Persepoli, a sud si trovano i resti dell’edificio che ospitava il Tesoro con i tributi giunti da ogni angolo dell’impero, dietro l’Apadana il palazzo reale Tachara dalla pianta rettangolare con una corte centrale colonnata, residenza invernale di Dario è finemente decorato con rilievi che lo raffigurano con la sua corte e mentre si scontra con mostri mitologici. Oltre i due edifici noti come H e G nel sito con le residenza del sovrano, rimangono pochi resti del palazzo di Artaserse che poi fece edificare di minori dimensioni l’altro
suo palazzo delle 32 colonne. Tra l’Apadana e la Sala del Trono una grande scalinata accede al palazzo dal triplice portale Tripylon con la sala delle udienze e stanze reali, Serse aveva la sua residenza poco a sud nel palazzo Hadish ove dalla sala centrale diramano corridoi e stanze dalle porte decorate con bassorilievi di processioni reali. Collegato da due scale all”Hadish di Serse si trova il Gineceo con il quartiere che ospitava le residenze della Regina. Con le dame reali e quello delle concubine che ospita il museo.Oltre i resti di quelli che furono i sontuosi palazzi Persepolis tra i capolavori dell’architettura ed arte antica Achemendide, da riscoprire nella loro monumentale suggestione nel vasto sito Unesco di Persepolis, la storia e l’amministrazione della città è narrata dalle
iscrizioni su tavolette d’argilla come archivi di Persepoli rinvenuto in due stanze nella fortezza,
Pasagarde
L’antica Pasargade fu fondata a metà del V secolo a.C. dal sovrano Ciro II Il Grande come prima capitale del vasto impero Achemenide,,trionfatore e acclamato come liberatore dai popoli dell’Asia Centrale, cadde nel 529 nella sua ultima battaglia e le spoglie furono portate nella capitale che ha lasciato i resti dell’antica nel sito di Pasargade dichiarato patrimonio storico e culturale Unesco nel vasto sito di Pasargade. Tra i vari sul colle del trono all’estremità nord orientale la cittadella con la fortezza Tall-e-takht dominava la città cinta da mura con due edifici di accesso, uno chiamato Porta -R decorato con rilievi e iscrizioni cuneiformi come l’altro denominato Paradiso
tra giardini e padiglioni, due edifici reali, uno che ospitava la sala delle Udienze chiamato Palazzo S nel sito e l’altro Palazzo P residenza di Ciro il grande a Pasargade dalla monumentale archiettura e decorato stile simile al più maestoso Apadana di Persepoli. Continuando si trova la torre in pietra che ospitava il santuario di Zendan consacrato al culto Zoroastriano e custodiva il fuoco sacro simile alla più nota Kabah di Zardusht rinvenuta a Naqsh-e Rostam, tra padiglioni e giardini andati perduti si erge il sepolcro di Ciro il Grande, solitario di candido marmo nella piana di Morghab che ricordo nella sua austera suggestione nel deserto come il mausoleo con la tomba di Ciro a Pasargade, poi chiuso nel 2017 dal governo e recintato dalle formazioni paramilitari Basij
islamiche, vietando anche le celebrazioni del ruz-e kuroš-e bozorg come il giorno del grande Ciro. Nel distretto Eram vicino la città di Dashtestā Il più antico mausoleo achmenide di Gur-e-Dokhta del VI secolo a.C. che ospita il sepolcro del sovrano Ciro Teispe, anch’esso in pietra, il mausoleo di Dokhtar si erge solitario nella pianura dallo stile simile a quello successivo e più noto del nipote Ciro il Grande a Pasagarde.
Naqsh-e Rostam
I territori del vasto impero di Ciro furono riconquistati da Dario I il Grande, iniziando l’epica era contro le Polis elleniche con le lunghe guerre Persiane trascinate dal 499 al 479 a.C,, poi culminate con la sconfitta nella battaglia di Maratona del 490 a.C. e morì mentre progettava un nuovo attacco
alla Grecia. Lasciata Pasargadae più oltre per il desolato altopiano di epoca e stile Sasanide si trovano i bassorilievi e le iscrizioni incise nella roccia a Naqsh-e_Rajab risalenti al III secolo d.C. e non distante si apre suggestiva e monumentale Necropoli di Naqsh-e-Rostam con i suoi grandi sepolcri scavati nella roccia dai magnifici rilievi tra i capolavori dell’arte Achemenide nell’antica Persia. Il maestoso e suggestivo sito scavato nelle rocce di Naqsh-e Rostam ospita i grandi e decorati sepolcri dei leggendari sovrani Achemenidi Dario I, Serse, Ataserse e Dario II con le vaste facciate a croce altre dieci metri dominate dal simbolo del dio Ahura del Mazda zoroastriano e l’Unità della Nazione. Tra i monumentali e suggestivi sepolcri di Naghsh-e-Rostam con il più imponente e decorato di
Dario il Grande nel sito noto come la Tomba III dal monumentale stile a croce scavato nella roccia con al centro ove fu sepolto sovrano assieme a notabili di corte, sopra i rilievi che lo raffigurano. Divenuto classico stile funerario achmenide per tutti gli altri sepolcri, davanti quello di Ataterse e l’altro che ospitava la tomba I di Dario II Nothus. Dario I fece edificare la torre quadrangolare nota come la Ka’bah di Zardushtper un santuario consacrato al culto Zoroastriano del Mazdeismo che come Naghāreh khāne della Ka’ba custodiva il sacro fuoco profetico ātar legato alla tradizione Zoroastriana, mentre priva di iscrizioni e nota come la Tomba IV è stata attribuita al sepolcro di Serse poi dal III secolo d.C., oltre le rovine del tempio zoroastriano di Takht-e Rustam nello stile della Ka’bah-i Zardusht, nel
sito Naqš-e Rustam per celebrare i trionfi dei successivi sovrani sovrani furono scolpiti i grandi rupestri Sasanidi.
Siti Sasanidi
Nel territorio nord occidentale della pianura di Firuzabad il sito più antico neolitico di Tol-e Sabz, all’epoca Sasanide risalgono i maestosi resti nei siti del Fars con otto dichiarati patrimonio storico e culturale Unesco, tra gli altri monumentali e decorati come capolavori della grande arte Sasanide, sono in parte concentrati ove sorgeva l’antica Shahr-e Gūr nella città di Firuzabad, fondata in epoca Achemenide e poi nel III secolo a.C. devastata da Alessandro alla conquista dell’Asia. Fu ricostruita dalla dinastia Sasanide con il fondatore e primo sovrano Ardashir I nel III secolo d.C., al centro del territorio ove rimango i resti degli antichi centri per la pianura di Firuzabad. Nota
come castello della fanciulla su un colle dal 209 d.C si erge la fortezza Dezh di Dokhtar, inaccessibile da tre lati protetti da mura e torri, da nord attraverso la torre si accede all’interno della fortezza Dokhtar divisa su tre livelli che ospitano diverse stanze e spazi collegati tra loro, nei pressi il palazzo Pāpakan di Ardashir della stessa epoca e stile. Per la limitrofa provincia Kāzerūn del Fars nel Sarvestan, fondata come la fiorente città Bay-Šāpūr del Kazerun sulle sponde del fiume Shapur si trova l’antica città di Bishapur lasciando i resti di quartieri, edifici e templi nel sito archeologico di Bishapur. Tra gli altri le mura e la fortezza Qalah che proteggeva la città, all’epoca risalgono i resti del palazzo reale di Bishapur e dell’edificio nello
stile religioso sasanide noto come il tempio di Anahita, oltre altri ove sono stati rinvenuti rilievi ed iscrizioni. Sulle sponde del fiume Shāpur i grandi rilievi scavati nella roccia di -Chogan, da dove per la vicina valle di Choga tra i monti Zagros nel sito di Shapur si trovano gli altri rilievi q nella grande e suggestiva grotta di Sapore su cinque terrazze con la quarta che ospita la grande statua del sovrano Sapore I, al V secolo d.C. risale il palazzo kakh-eh-ye Sassani di Sarvestan. Continuando per il distretto di Ābādeh si erge la fortezza di Izad–khasta protezione della città sasanide che ha lasciato i suoi resti nel sito di Izadkhast, assieme ad altri del Fars dichiarato patrimonio storico e culturale Unesco di Izadkhast, dominato dalle mura tra torri e
bastioni della fortezza di Izad khast in pietra e mattoni per resistere agli assedi e rifugio per la popolazione, qui, per secoli le carovane sostavano nel grande caravanserraglio di Izadkhast che ha lasciato anch’esso i suoi resti su una delle diramazioni occidentali della via della Seta. Per secoli rimaste preziose testimonianze di civiltà, oltre alla sua devastante aggressione e violando la convenzione dell’Aia del 1954 che protegge i patrimoni culturali, nel suo criminale terrorismo Trump si è esibito nelle minacce per la distruzione di questi e gli altri siti Unesco Iran con la tacita approvazione dei genuflessi governi che millantano la civiltà occidentale. Davanti a questa altra criminale follia sorta dall’ignoranza non basteranno le solenni iscrizioni su quelle millenarie pietre:





