Sudafrica

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Mappa Sudafrica

Il Sudafrica si divide in 3 aree principali: l’immensa zona interna dominata dall’Altopiano o High Veld e dalle Drakensberg Mountain, il bacino del Kalahari e la zona costiera che incornicia il paese affacciandosi ad Ovest sull’Oceano Atlantico e ad Est sull’Oceano Indiano. Per avere un’idea delle sue reali dimensioni (1.221.037 Kmq. di cui 3000 km di costa) basti pensare che il Sudafrica ha un’estensione pari alla Germania, alla Francia e all’Italia messe insieme. Posizionato immediatamente a sud del Tropico del Capricorno, il Sudafrica occupa solo il 4% dell’intero continente africano.

Gli Stati confinanti, procedendo da Est verso Ovest, sono la Namibia, il Botswana, lo Zimbawe e il Mozambico, mentre le coste si affacciano su 2 oceani, l’ Indiano e l’Atlantico.

Regioni Sudafrica

Il paese è suddiviso in 9 province: Gauteng, Northern Province, Mpumalanga, KwaZulu Natal, Free State, Western Cape, Eastern Cape, Northern Cape e North West. All’interno dei suoi confini si trovano anche 2 piccoli stati indipendenti: il Lesotho e lo Swaziland.

I 2 fiumi principali sono l’Orange River e il Limpopo. Nessuno dei fiumi del paese è utilizzato per una navigazione di tipo commerciale, che avviene invece via mare sfruttando i porti di Durban, Cape Town, Port Elizabeth, East London, Richards Bay e Saldaha Bay.

Clima Sudafrica

Il Sudafrica gode di un clima favorevole tutto l’anno, con inverni miti ed estati calde ma secche. A seconda della zona che si vuole visitare bisogna tenere presente che le temperature possono variare dai 3 ai 23 gradi centigradi in inverno e dai 14 ai 30 gradi centigradi in estate. L’escursione termica tra il giorno e la notte può far registrare notevoli mutamenti di temperatura, soprattutto nella zona dell’Altopiano.

Lungo le coste ad Est lambite dall’Oceano Indiano la corrente calda che proviene dall’equatore, la “Mozambique”, mitiga il clima e lo rende temperato tutto l’anno, mentre lungo le coste ad Ovest lambite dall’Oceano Atlantico la corrente fredda, nota con il nome di “Benguela”, rende il clima più secco e l’escursione termica maggiore, soprattutto nella zona semi desertica.

Popolazione Sudafrica

Malgrado la vastità del territorio, più di un terzo della popolazione sudafricana è concentrata nelle zone di Johannesburg e Pretoria nella provincia del Gauteng, Durban e Pietermaritzburg nel KwaZulu Natal, nella provincia di Western Cape e nella zona di Port Elizabeth nella Eastern Province. Una delle più interessanti prerogative del paese è che l’amministrazione dello Stato può essere considerata un buon esempio di decentramento. Infatti il governo ha sede 6 mesi a Pretoria (capitale amministrativa) e 6 mesi a Cape Town (capitale legislativa dove siede il parlamento), mentre Bloemfontain, dove ha sede la corte suprema, è la capitale giuridica del paese. Coniata dall’Arcivescovo Desmon Tutu,l’espressione “Nazione Arcobaleno” è ormai l’icona e l’immagine stessa del Sudafrica e ne cattura a pieno l’essenza di straordinario mix di differenze culturali, tribali e linguistiche che compongono questo spettacolare paese.

 

Sudafrica storia

Se è possibile far risalire la storia del Sudafrica a circa 100.000 anni fa con i Boscimani (anche noti come San Hunter Gathereres) che costituiscono la prima traccia di civiltà sulla terra, la vera storia del paese comincia nel 1652 con la colonizzazione degli olandesi che, sotto la guida di Jan van Riebeeck, costruirono nella zona del Capo un insediamento per il rifornimento e la sosta delle navi della Compagnia delle Indie.

La colonizzazione del paese era cominciata e con essa anche le guerre con le popolazioni indigene locali. Gli scontri con gli Zulu, i Venda, gli Tsonga, gli Swazi e gli Xhosa per la conquista delle terre si fecero sempre più cruenti e frequenti e, mentre le popolazioni indigene arretravano, i coloni si spingevano verso l’interno costruendo fattorie e bonificando i terreni rendendoli fertili.

Tra la fine del ‘700 e l’inizio dell’800 la popolazione bianca crebbe enormemente grazie anche all’arrivo degli inglesi, attirati dalle immense fortune che questa terra vergine prometteva ai suoi conquistatori. Nel 1795 il Capo fu annesso dagli inglesi ma, dopo soli 8 anni tornò sotto il controllo degli Afrikaner (i coloni Boeri di origine olandese). La situazione del Capo restò instabile per alcuni anni ed aumentò la tensione tra gli inglesi, ormai diventati un gruppo molto numeroso, e i Boeri che si ritenevano i veri padroni del Capo.

Intanto anche le guerre con gli indigeni aumentavano man mano che gli Afrikaner, in lotta con gli inglesi (che ormai governavano le loro terre e che avevano abolito la schiavitù con la “carta delle libertà”), si spingevano verso l’interno alla ricerca di nuove zone da colonizzare. Tra il 1838 e il 1843 i Boeri fondarono la repubblica di Natalia (oggi Durban e le zone limitrofe) ma anch’essa cambiò regime quando, nel 1843, gli inglesi la dichiararono loro colonia. Intanto gli inglesi si trovavano a difendere i loro confini dalla popolazione Zulu. Le tensioni sfociarono nella guerra Anglo-Zulu del 1879 che si concluse con la netta vittoria dei britannici.

Per non trovarsi ad affrontare altri scontri, mentre la guerra con gli Zulu infiammava il paese, i britannici permisero ai Boeri di fondare due Repubbliche indipendenti: Orange Free State (l’odierna provincia di Free State) e il Transvaal (dove oggi sorgono le province del Gauteng, del Mpumalanga, la Northern Province e la North West).

La scoperta dei grandi giacimenti di diamanti nel Northern Cape nel 1867 e dei filoni d’oro di Witwatersrand nel 1886 cambiò per sempre la storia del Sudafrica. I piccoli insediamenti coloniali diventarono improvvisamente un accattivante luogo di conquista e, man mano che i contadini abbandonavano le campagne per spostarsi verso le zone delle miniere, i flussi migratori dall’Europa si triplicarono portando nuova linfa ma anche nuovi conflitti.

Il paese abbandonò la sua impronta rurale per trasformarsi in un paese industriale, la cui ricchezza ruotava intorno ai suoi giacimenti minerari. Johannesburg divenne il cuore economico del paese e i forti flussi migratori ingrandirono i suoi confini a vista d’occhio. Il rinato spirito pionieristico dei Boeri, unito alle immense ricchezze che il suolo delle loro colonie continuava a produrre sotto forma di diamanti e altre pietre preziose, non poteva che riportare su un piano di conflitto il rapporto con gli inglesi.

Infatti nel 1880 scoppiò la prima guerra Anglo-Boera che si concluse con la vittoria dei Boeri. La pace durò molto poco e i due schieramenti si ritrovarono in guerra pochi anni dopo, nel 1899 quando il presidente del Transvaal, Paul Kruger e l’Alto Commissario inglese della colonia del Capo, non riuscirono a mettersi d’accordo sui diritti degli inglesi che vivevano nella colonia boera. La guerra si concluse nel 1902 con la sconfitta dei boeri. La pace di Vereeniging stipulata tra inglesi e boeri fu molto generosa nei confronti di questi ultimi e permise di porre le basi per la creazione, nel 1908, di un nuovo stato che unificò quattro importanti colonie: Cape, Natal, Orange Free State e Transvaal, da cui, nel maggio del 1910 nacque l’Unione del Sudafrica, sotto la dominazione della corona inglese.

 

L’apartheid

Nessun potere fu riconosciuto alle popolazioni indigene che, dal canto loro, mentre il paese cresceva sotto la spinta delle miniere di diamanti e dei giacimenti d’oro, avevano abbandonato la loro vita nomade per trasferirsi nelle grandi città. Tagliati fuori dalla vita politica e amministrativa dello stato i neri fondarono nel 1912 la South African National Native Congress (ANC).

Intanto l’insofferenza degli Afrikaner per la dominazione inglese e il loro spirito di supremazia, che si esprimeva attraverso una politica di segregazione razziale, trovò sfogo nell’elezione del National Party (NP) eletto a suffragio universale (limitato ovviamente ai bianchi) nel 1948. Con l’andata al governo del NP cominciò la pagina più nera del Sudafrica, quella che noi conosciamo con il nome di apartheid che diede origine a sanguinosi scontri e violenze, arresti di massa e omicidi politici che isolarono il paese dal resto del mondo. Il culmine si raggiunse nel 1960 con la sanguinosa repressione di Sharpeville in cui furono uccisi 69 neri.

Repubblica sudafricana indipendente

La condanna dell’occidente fu unanime. Nel 1961 il Sudafrica fu espulso dal Commonwealth e divenne una Repubblica indipendente. Nel 1964 Nelson Mandela, leader dell’ANC, fu incarcerato e gli scontri nel paese continuarono senza sosta tra le condanne generali. La situazione mutò solo nel 1989 quando alla guida del paese fu eletto De Klerk: il nuovo Presidente fece rilasciare nel 1991 Nelson Mandela e cominciò immediatamente le contrattazioni per indire nuove elezioni. Nel 1994 il Sudafrica ebbe per la prima volta nella sua storia delle elezioni libere basate sulla formula “un uomo un voto”. Il partito dell’ANC vinse con una maggioranza schiacciante e Nelson Mandela divenne il primo Presidente nero del Sudafrica. A seguito delle elezioni le sanzioni internazionali contro il Sudafrica furono tolte e il paese incominciò a lavorare alla sua nuova Costituzione che fu varata definitivamente dal Presidente Mandela il 10 dicembre del 1996. Dopo il ritiro di Mandela nel 1999 il nuovo Presidente del Sudafrica è Thabo Mbeki. Questo “nuovo stato” che è passato attraverso anni di feroci guerre intestine è riuscito, con grandi sforzi, ad uscire dal suo isolamento internazionale e a costruire una vera democrazia. Nessuno vuole dimenticare gli errori del passato, ma oggi, tutto il Sudafrica guarda in avanti per riguadagnare gli anni perduti e ricucire le ferite.

 

Popolazione del Sudafrica

Etnie

Oggi il Sudafrica ospita 43.700.000 abitanti suddivisi in 11 etnie: 33,9 milioni di neri appartenenti a 9 diversi ceppi, 4,5 milioni di bianchi, 3,8 milioni di “coloured” e 21,1 milioni di indiani.

Tra le popolazioni native, il gruppo etnico più numeroso è rappresentato dagli Zulu (7 milioni) il cui spirito guerriero è famoso in tutto il mondo e che sono concentrati nella regione del KwaZulu Natal (che da loro prende il nome), seguiti dagli Xhosa (6 milioni), popolazione indigena estremamente ospitale che vive nell’Eastern Cape. Le altre etnie presenti sono: i Sotho, concentrati nel Free State, gli Swazi, gli Tswana, gli Tsonga numerosi soprattutto nell’area attorno al Kruger National Park, gli Ndebele che vivono principalmente nella zona Nord del Mpumalanga e nel Gauteng, mentre il gruppo etnico dei Venda vive nella Northern Province ed è considerata la tribù che è rimasta maggiormente fedele alle proprie cerimonie e tradizioni.

Tra gli abitanti del paese i Boscimani sono una minoranza e vivono la loro vita nomade, regolata da tradizioni millenarie, tra Namaqualand e il bacino del Kalahari, nella provincia del Northern Cape.

La maggioranza della popolazione “coloured” vive nella Provincia del Capo, mentre la popolazione di origine indiana si concentra prevalentemente nel KwaZulu Natal.

Religioni Sudafrica

La maggioranza della popolazione (il 75,5%) è di religione cristiana, ma esiste un’alta percentuale di atei (11,5%). Con l’arrivo di molte popolazioni d’origine asiatica si sono diffuse anche l’induismo (1,4%) e l’islamismo (1,4%). Solo una minoranza dei sudafricani (0,04) rimane legata alle antiche credenze religiose tribali. Il Sudafrica è un paradiso dove la cultura africana e l’influenza coloniale si sono unite per dare vita ad un’affascinante nazione dove la collaborazione e l’integrazione tra i popoli sta conoscendo una nuova e proficua stagione. Oggi, questa bellissima terra per anni luogo di lotte e di contraddizioni anche aspre, vi invita a visitarla per scoprire che la Nazione Arcobaleno non è solo uno slogan ad effetto ma una splendida realtà.

 

Natura e parchi

Il Sudafrica ha sempre protetto il patrimonio naturalistico, botanico e zoologico con grandi parchi e riserve, il primo parco Kruger National fu creato nel 1894 dall’omonimo Presidente dell’epoca. Esempio proseguito da tutti i presidenti gli amministratori successivi  con poi la costituzione del South African National Parks o SANP, ente governativo per la cura e alla salvaguardia dei Parchi Nazionali. L’unica provincia che gestisce in proprio i suoi Parchi è il KwaZulu Natal che, a tale proposito, ha creato l’ ente apposito KwaZulu Natal Nature Conservation Service.Attualmente vi sono circa cinquanta  Parchi Nazionali gestiti dalla SANP, ben  nel Kwa Zulu Natal, e numerose riserve private.

Le aree protette sono catalogate come National Parks parchi nazionali gestiti direttamente dal governo centrale, Nature Reserves, che possono anche essere private, protette per le loro bellezze faunistiche , le Game Farms che sono fattorie private dove sono allevate diverse specie di animali selvaticie le Wilderness Area, zone considerate  di grande pregio ambientale protette per la bellezza paesaggistica oltre che per la flora e per la fauna. Le differenze tra parchi nazionali e riserve private sono notevoli, a parte l’ estensione molto maggiore dei parchi, soprattutto per il tipo di  safari e i servizi.

 

Tour Sudafrica

Parco Kruger

Ll Kruger National Park fu creato nel 1898 dal presidente Kruger, è sicuramente il più famoso e antico Parco Nazionale del mondo. Fiore all’occhiello del Sudafrica, questo splendido parco si estende su una superficie di 350 Km da Nord a Sud e 70 km da Est a Ovest dalla frontiera del Mozambico fino a sfiorare lo Zimbabwe, attraversando le province del Mpumalanga e della Northern Province. Vi sono tra i più grandi mammiferi africani, oltre 147 specie diverse tra i quali i cosiddetti Big Five il gruppo costituito da elefanti, leoni, leopardi, rinoceronti e bufali. 

In una natura selvaggia e incontaminata regolata da un ecosistema unico, grazie al clima subtropicale che favorisce anche la flora con più di 300 diverse specie di alberi e piante catalogate, sono protetti circa 8000 elefanti, 2,500 rinoceronti bianchi, 300 rinoceronti neri, 20.000 bufali, 2.000 leoni, 900 leopardi, 4.600 giraffe, 140.000 impala, 900 antilopi e 30.000 zebre accanto a 500 diverse specie di uccelli, 114 specie di rettili e anfibi.

Vi sono anche alcuni siti archeologi nella zona tra i quali quelli di Masorini e Thulamela, che conservano e tra le più antiche pitture rupestri africane. Le strade si estendono su circa 2000 km all’interno del parco e  la velocità massima consentita è di 50 km orari. Chi visita il parco con la propria auto può farlo solo con una macchina chiusa. Per visitare il Kruger National Park è consigliata la profilassi antimalarica solo nei mesi da ottobre a marzo, ed è opportuno avere a disposizione uno spray contro le punture di insetti.

La gestione del parco organizza safari con jeep scoperte guidate dai rangers o safari a bordo di pulmini sempre con un ranger, ma si può visitare comodamente anche con auto propria, raccomandando di non lasciare le strade principali e le piste autorizzate. Le piste attraversano in lungo e in largo il parco, e l’incontro è quasi assicurato,  nonostante la grande estensione. I visitatori giornalieri devono lasciare il parco entro le 18.30 o le 17.30 a seconda della stagione, prima che cali il buio.Per pernottare ci sono undici campi attrezzati principali, con bar, ristoranti, negozi e stazioni di servizio, ma è consigliabile prenotare in anticipo.

(Informazioni e prenotazioni al Telefono 0027-12-3431991 o  Fax:0027-12-3430905)

Parco Kgalagadi

E’ stato fondato nel marzo del 2000 dall’unione del South African Kalahari Gemsbok Park e del Botswana’s Gemsbok Park, il Kgalagadi Transfrontier Park è il primo parco transfrontaliero del Sudafrica. Questo parco, che si estende su una superficie di 3,6 milioni di ettari attraversa la provincia del Nothern Cape ed entra nel Botswana, è il primo esempio pratico di un progetto noto con il nome di “Peace Park” il cui scopo è la creazione di aree di conservazione e di protezione della natura che oltrepassi le frontiere dei diversi stati del continente Africano.

Dal punto di vista scenografico il Kagalagadi Transfrontier Park offre uno spettacolo incredibile con le dune rosse di deserto che si stemperano nel bush arido ma pieno di vita; qui dove la natura prende il sopravvento vivono 250 leoni del Kalahari, la cui criniera scura è diventata simbolo stesso di questo meraviglioso parco.

Le condizioni climatiche difficili che caratterizzano questa vasta zona prevalentemente desertica costituiscono l’habitat naturale dei grandi predatori quali le iene, gli sciacalli, i leoni, i ghepardi i leopardi e molte specie di uccelli, soprattutto rapaci e struzzi.  Ma come dice il nome “gemsbok” questo è il regno delle antilopi: grandi branchi di antilopi camoscio, di antilopi saltante (springbok), e di antilopi alcina corrono tra le dune accanto agli gnu blu, ai suricate e alle zebre di Burchell.

In questo paradiso incontaminato le giornate sono calde e le notti molto fredde, ma chi ama il deserto, con la sua vita difficile e i panorami mozzafiato che offre. Per visitare il Kgalagadi Transfrontier Park è opportuno avere a disposizione uno spray contro le punture di insetti. Non è comunque zona a rischio malaria. Le temperature variano molto: di giorno il caldo secco del deserto rende l’aria molto calda, ma la notte l’escursione termica abbassa di colpo la temperatura ed è quindi bene essere attrezzati con pullover e giacche pesanti.

Si può pernottare in  uno dei 3 campi attrezzati  situati nella parte sudafricana del Kgalagadi Transfrontier Park, Twee Rivieren, il Mata Mata e il Nossob, che possiedono ristoranti, bar e negozi, ma è sempre preferibile prenotare in anticipo. Il parco può essere attraversato a bordo della propria auto. Non vi sono strade asfaltate, ma  piste in ottime condizioni che sono praticabili da ogni tipo di auto, ricordando che è  vietato lasciare le piste autorizzate.

Fonti: Turismo sudafricano

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