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Fernando de Noronha

Molto al largo della costa brasiliana del Pernambuco emergono dal blu dell’ Atlantico le lontane e magnifiche ventuno isole vulcaniche dell’ arcipelago di Noronha, sembra siano state avvistate la prima volta durante la spedizione di Alvares Cabral, ma la loro scoperta definitiva tre anni dopo è attribuita a colui che vi sbarcò e che dette nome al continente Amerigo Vespucci nella sua seconda spedizione con la flotta di Coelho battezzando l’ isola maggiore São Lourenço. Nel 1504 fu donata al finanziatore dell’ impresa Fernão de Noronha prendendone poi il nome, l’ arcipelago compare agli albori della cartografia del Nuovo Mondo , citata dal navigatore e cartografo spagnolo Juan de La Cosa nel suo Planisfero del 1500 e due anni dopo tracciato come Ilha da Quaresma nel Mappamundi di Cantino. Nei due secoli successivi l’ isola principale venne sempre meno incrociata dalle rotte alla scoperta e la conquista del continente americano, per essere occupata prima dagli olandesi che la chiamarono Pavônia nel XVII secolo e poi dai francesi ribattezzata Delphine, infine dalla colonia portoghese del Pernambuco nel 1737 proteggendola con poderose fortificazioni che hanno lascito i loro resti assieme ai villaggi e le strade che le collegavano tra loro, così come il carcere che ospitava i detenuti condannati a costruirli. Per evitarne le evasioni e ripari ai fuggitivi gran parte della vegetazione originaria dell’isola venne eliminata e ne sono rimasti lembi sul colli e lungo alcune spiagge. Per la flora e fauna endemiche ed uniche l’ arcipelago è stato visitato da varie ricerche scientifiche e da Darwin nella sua spedizione con il Beagle nel 1832, nel secolo successivo l’ isola maggiore è divenuta confinio per oppositori politici e poi base per le operazioni nell’ Atlantico durante la seconda guerra mondiale. Con la nuova costituzione brasiliana nel 1988 l’arcipelago tornò a far parte dello stato di Pernambuco e venne creato il Parque de Noronha a cinque secoli dalla scoperta, divenuto grande patrimonio naturale Unesco.

 

L’ ilha de Noronha

L’ isola principale che da nome all’ arcipelago, si allunga per una decina di chilometri con i colli che la ondulano declinando dal più alto Morro do Pico con poco più di trecento metri, il Morro do Espinhaç, Morro do Francês, l’Alto da Bandeira, Morro do Currale il Morro de São Antônio. Oltre le cittadine dal centro coloniale di Vila dos Remédios e Vila da Quixaba, la storia dell’ isola ha lasciato i suoi resti nelle poderose fortificazioni a protezione delle coste e più recentemente sono sorti villaggi residenziali con la centrale delle acque e dissalazione di Piraúna, l’ ospedale, la scuola e la centrale elettrica di Tubarão. La sua storia è raccontata in gran parte dai resti delle poderose fortificazioni che l’ hanno difesa per secoli, all’ estremità settentrionale il reducto di São José, chiamato anche Fortim de São José do Morro, sorto a metà del XVIII, parte delle difese della costa settentrionale assieme al suggestivo Forte Rimèdios intitolato a Nossa Senhora dos Remédios, poco distante a proteggere il villaggio di Cachorro, il Reduto do Armazém o Santana, dominante la spiaggia di Conceição ne prende nome il reducto della Concezione assieme a quello non distante che si erge con il forte di Santa Cruz. Sulla costa nord orientale, dominando la baia con l’ omonima spiaggia, il Fortim Atalaia e continuando a a nord ovest il principale porto dell’ isola nella baia São Antônio era protetto dal forte che ne prese nome come San Antônio. Sul colle Dois Irmãos le fortificazioni nord occidentali continuano con il Fortìm di São João collegato con l‘ altro forte di Boldró che difendeva le spiagge sul mar a dentro del Sancho e di Cacimba. Scendendo per la costa sud orientale la baia di Sueste era protetta dal forte di São Joaquim, a sud ovest nella Praia do Leão l’ omonimo Reducto do Leão noto come il forte di Bom Jesus .Dai resti della grande e poderosa fortezza Dos Remèdios si gode la vista spettacolare sulla costa e la Praia do Boldró, scendendo per il centro coloniale di Vila dos Remedios ove si erge il palazzo di São Miguel e la settecentesca Igreja di Nossa Senhora dos Remedios, poco fuori dalla cittadina il Museu dos Tubarões dedicato agli squali e continuando le grandi rocce del Morrò Dois Irmãos che emergono suggestive dall’ oceano nei pressi della Baia dos Porcos e la spiaggia di Sancho, poco distante dalla Baia dos Golfinhos si avvistano i delfini aspettando il tramonto.

 

Le spiagge di Noronha

Le spiagge di Noronha dette del Mar Dentro verso la costa brasiliana si inseguono magnificamente da percorrere con affascinanti itinerari, un vecchio percorso porta alla spiaggia di Bode passando per la piccola ed isolata Quixabinha che scompare con l’ alta marea. Altri ancora dalla baia e il porto di San Antônio o dalla praia Fonte do Padre meglio nota come Cacimba dalla sabbia candida nei pressi del Morro Dois Irmãos, tra la baia di Sancho, affacciata sulla barriera corallina piena di vita sottomarina con l’omonima spiaggia, l’ altra baia di Porcos dalla piccola spiaggia sulla laguna turchese popolata da pesci colorati di varie specie che nuotano con le razze e tartarughe marine. Dalla praia detta degli Americanos passando lungo quella di Boldró, ove si forma una splendida piscina naturale con la bassa marea, altri percorsi da Ponta di Caracas con le splendide lagune formate dalle rocce, Lungo il litorale dalla stretta insenatura dell’ Ensenada di Caeira animata dagli uccelli marini che vi nidificano. Partendo dalla grande roccia forata nota come burraco di Raquel, circondata da piccole lagune poco profonde come veri acquari ove nuotano i pesci, una suggestiva vista sull’ oceano si gode dalla punta chiamata Air France per aver ospitato una base francese ove possono sollevarsi alte onde, la costa dai magnifici fondali che si allunga dalla Punta di Sapata poco accessibile da raggiungere in barca. Tra le rocce nere la Praia di Biboca dominata dalla Fortaleza dos Remédios ove le onde che si frangono sugli scogli sono chiamati ruggito del leone, vicino la cosìdetta Praia do Cão, la spiaggia del cane di Cachorro, per continuare su quella nota come spiaggia del mezzo di Meio da dove si raggiunge la non distante ed altrettanto suggestiva di Conceição ai piedi del Morro do Pico. Nell’ Ensenada Carreiro da Pedra nota anche come baia di Golfinhos, anch’ essa affacciata sul mare dai magnifici riflessi tra blu e cobalto ove, assieme a una gran varietà di pesi nuotano i delfin. Sul Mar Fora, ove affaccia costa protesa ad est che affaccia sull’ Atlantico, si allunga la magnifica spiaggia si Atalaia sulle acque limpide dalla ricca vita sottomarina della barriera corallina, simile ad un leone marino disteso quella di Leão dove le tartarughe marine depositano le uova e allo schiudersi lo spettacolo delle minuscole testuggini che corrono verso il mare, l’ isolata nella baia di Sueste acque cristalline, frequentata dalle grandi tartarughe marine e con gli animali tra le mangrovie.

 

Le altre isole dell’ arcipelago

Tra le altre piccole isole dell’ arcipelago la scura São José di rocce basaltiche è accessibile con la bassa marea da una striscia di ghiaia nera che la collega alla spiaggia dominata dal colle ove si erge il forte di São José do Morro del XVIII secolo, l’unico del sistema difensivo fuori dall’isola principale e che aveva lo scopo di difendeva la parte anteriore della baia di Santo Antônio. Davanti il Morro São José è chiamata ilha Cuscuz per la sua forma che ricorda l’ alimento locale cuscuz di farina di mais e latte, più prossimi alla costa i due isolotti vulcanici Dois Irmãos che emergono splendidamente poco distante dal litorale. Proseguendo al largo della baia sud orientale, la vicina e bassa isola di Rata di pietra arenaria e la piana cima erosa, collegata alla principale nella bassa marea, mentre per l’ erosione si sta lentamente separando l’ isolotto di Lucena. Come gran parte delle altre, la scura isola di Conceição o Morro de Fora, è modellata dall’ erosione continua dei venti e del mare come l’ Ilha do Frade frastagliata dalle onde, così chiamata per essere simile ad un monaco seduto. Di formazione simile alle isole Meio e Rata, la Chapéu do Sueste emerge come la cappella di un fungo dall’ ampia cima e la base stretta con le sponde popolate da colonie di granchi, nei pressi l’ isolotto di Trinta Réis, biancastro per l’abbondanza di guano lasciato dagli uccelli marini, tra le isole di Rata e Meio la scogliera Sela Gineta simile all’ l’ ilha Cabeluda. Tra la baia sud orientale e la spiaggia di Atalaia, davanti al torrente Abreu l’ Ilha de ovos dove molti uccelli nidificano depositando le uova, protese nel mare esterno oltre due scogliere anonime , nella baia sud orientale nei pressi di Caracas, il Morro do Leão domina l’ omonima spiaggia così chiamata per la forma che ricorda un leone marino disteso, nei pressi la scogliera del Morro da Viuvinha ove nidificano gli uccelli marini. Davanti il litorale, verso il torrente Caeira e la spiaggia di Atalaia, si alza la scogliera di Pedras Secas descritta da Amerigo Vespucci nel 1503 come la barriera ove naufragò una delle caravelle.

 

Patrimonio naturale

La flora dell’arcipelago ha in gran parte una vegetazione di mangrovie e specie tipiche del nordest brasiliano e nelle isole maggiori si trovano alcune specie botaniche ed animali endemiche ed uniche al mondo, tra le piante una quindicina di specie definite noronhae dei generi Capparis, tre specie di Ceratosanthes , due di Cayaponia e Moriordica, una di cactus Cereus , il Ficus noronhae, la Bumelia della famiglia Sapotaceae, la Guettarda appartenente alle rubiacee come il Palicourea, mentre a quella tropicale delle Solanaceae sono i Physalis. Tra gli uccelli endemici i i piccoli elaenia del genere ridleyana e i rari vireo di Noronha nell’ isola principale e nell’ Ilha Rata, una rara specie di colomba ed altre non endemiche di uccelli marini che vi nidificano oltre ai maestosi albatros e uccelli migratori periodici. Tra i mammiferi endemici il roditore sigmodontino, tra i rettili la grande lucertola di Noronha Amphisbaena e la più piccola del genere scinco Trachylepis. La vita marina è protetta dal Parque Nacional Marinho de Fernando de Noronhaove, oltre una gran varietà ittica altlantica, in questo ricco e suggestivo Parco Noronha tra i pesci lungo le coste delle isole nuotano la grandi tartarughe di mare, cetacei come delfini del genere spinner, i grandi delfini panoramici o maculati del genere pantropicale e quelli più simili a balenotteri del genere definito anche come melone, oltre ad altre varie specie di cetacei come le balene pilota del genere Globicephalache che comprende quelle chiamate Pinnacorta, mentre poco al largo delle isole incrociano grandi megattere.

 

Lo sperduto arcipelago São Pedro e Paulo

L’ Área de Proteção Ambiental di Noronha con simile flora e fauna si estende molto a nord est nel centro dell’ Atlantico ove emergono le remote piccole quindici isole vulcaniche dell’ arcipelago di San Pietro e Paolo, incrociate perla prima volta nel 1511 dalle sei caravelle della spedizione portoghese comandate da Garcia Noronha che si spinse ad occidente nell’ oceano in rotta verso l’ India, la caravella São Pedro vi naufragò e l’ equipaggio fu salvato da quelli della São Paulo così le isole furono battezzate Arquipélago de São Pedro e São Paulo. Le isole rocciose dello sperduto arcipelago chiamate Penedos, oltre le principali São Paulo e São Pedro, si stendono a nord ovest con l’ Ilhota Cabral e verso sud ovest con l’isola di Belmonte, con esse altre piccole undici perse nell’ oceano tra le coste americane ed africane, brulle e battute dai venti, con una scarsa vegetazione endemica e qualche specie animale rara, varie di uccelli marini e migratori che le incrociano, con le coste affacciate sul mare pescoso e ricco di vita sottomarina.

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